Cass. pen., sez. I, sentenza 14/01/2016, n. 8316
CASS
Sentenza 14 gennaio 2016

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Nel giudizio di appello avverso la sentenza emessa all'esito di rito abbreviato è ammessa la rinnovazione istruttoria esclusivamente ai sensi dell'art. 603, comma terzo, cod. proc. pen. e, quindi, solo nel caso in cui il giudice ritenga l'assunzione della prova assolutamente necessaria, perchè potenzialmente idonea ad incidere sulla valutazione del complesso degli elementi acquisiti; tuttavia, in presenza di prova sopravvenuta o emersa dopo la decisione di primo grado, la valutazione giudiziale del parametro della assoluta necessità deve tener conto di tale "novità" del dato probatorio, per sua natura adatto a realizzare un effettivo ampliamento delle capacità cognitive nella chiave "prospettica" sopra indicata.

In tema di concorso esterno in associazione di tipo mafioso, non può ritenersi sussistente il dolo diretto di conservazione e rafforzamento del sodalizio criminale, necessario ad integrare la fattispecie, nella condotta di colui il quale, partecipe di altra organizzazione mafiosa, agisca con l'unica finalità di recare vantaggio a quest'ultima, anche se dalla sua attività possano derivare vantaggi comuni ai due organismi criminali. (Fattispecie relativa a due sodalizi operanti in territori confinanti e riferita alla condotta di soggetto associato ad uno di essi, avente compiti di regolamentazione degli interessi reciproci per il coordinamento delle attività estorsive, il quale svolgeva tale ruolo in rappresentanza e nell'interesse esclusivo del gruppo criminale di appartenenza, con beneficio solo "indiretto" dell'altra organizzazione criminale).

Commentari4

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Sul provvedimento

Citazione :
Cass. pen., sez. I, sentenza 14/01/2016, n. 8316
Giurisdizione : Corte di Cassazione
Numero : 8316
Data del deposito : 14 gennaio 2016

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