Cass. pen., sez. IV, sentenza 14/11/2007, n. 10795
CASS
Sentenza 14 novembre 2007

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Nel caso di prova sopravvenuta dopo la sentenza di primo grado pronunziata nel giudizio abbreviato, la rinnovazione dell'istruzione nel giudizio d'appello, finalizzata alla sua assunzione, può essere disposta solo d'ufficio dal giudice che ritenga di non poter decidere allo stato degli atti, spettando in proposito alle parti un potere meramente sollecitatorio.

Il concorso colposo è configurabile anche rispetto al delitto doloso, sia nel caso in cui la condotta colposa concorra con quella dolosa alla causazione dell'evento secondo lo schema del concorso di cause indipendenti, sia in quello di vera e propria cooperazione colposa, purché in entrambi i casi il reato del partecipe sia previsto dalla legge anche nella forma colposa e nella sua condotta siano effettivamente presenti tutti gli elementi che caratterizzano la colpa. In particolare è necessario che la regola cautelare violata sia diretta ad evitare anche il rischio dell'atto doloso del terzo, risultando dunque quest'ultimo prevedibile per l'agente. (Fattispecie avente ad oggetto il caso di un medico psichiatra, il quale, sospendendo in maniera imprudente il trattamento farmacologico cui era sottoposto il paziente ricoverato in una comunità, ne aveva determinato lo scompenso psichico, ritenuto la causa della crisi nel corso della quale lo stesso paziente, poi ritenuto non imputabile, aveva aggredito ed ucciso uno degli operatori che lo accudivano).

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  • 1La condotta medica tra azione e omissione
    Claudia Sale · https://archiviodpc.dirittopenaleuomo.org/

    1. Che differenza c'è tra azione e omissione? Due sono i criteri di distinzione proposti: uno normativo e uno naturalistico. Per il criterio normativo, detto anche criterio della regola cautelare violata, la condotta è omissiva quando la regola è un comando, cioè la pretesa di un facere, è attiva invece quando la regola è un divieto, cioè la pretesa di non facere[1]. Per il criterio naturalistico, detto anche criterio della reale efficacia condizionante[2], la condotta è attiva quando il soggetto pone in essere un fattore che innesca il processo causale sfociante nell'evento lesivo. Il medico, ad esempio, somministra adrenalina ad un paziente affetto da ipertensione arteriosa non …

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  • 2Il versante innocentista dell'agente modello: una sentenza in materia
    Claudia Sale · https://archiviodpc.dirittopenaleuomo.org/

    1. Nel campo degli eventi non voluti non sempre è facile tracciare il confine tra il versante della mera fatalità e quello della negligenza, dell'imprudenza, dell'imperizia. Tra ciò che appartiene al potere dell'ineluttabile e ciò che può essere oggetto di rimprovero. Sovente infausti accadimenti catturano l'attenzione del penalista, tenace ricercatore dei parametri di individuazione della regola cautelare, nell'incerto mondo della colpa generica. Esistono settori nei quali diventa davvero difficile garantire un approdo soddisfacente. Settori dove il comportamento diligente, capace di evitare il verificarsi di tragici avvenimenti, diviene sfuggente, inafferrabile. Uno di questi è il …

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  • 3La posizione di garanzia del medico tra fonti sostanziali e formali
    Claudia Sale · https://archiviodpc.dirittopenaleuomo.org/

    1. In ossequio al principio di legalità, l'obbligo giuridico d'impedire l'evento, ex art. 40 II comma c.p., deve scaturire sempre da fonti formali, costituite dalla sola legge extrapenale e dal contratto. Soltanto queste fonti sono deputate ad individuare il cosiddetto garante dell'integrità di uno o più beni giuridici: la sentinella posta a guardia di un castello, pronta ad intervenire nel momento in cui il nemico riesca a saltare il fossato, secondo un'icastica immagine talvolta evocata. La giurisprudenza però, specialmente in ambito medico, privilegia talvolta, quale fonte della posizione di garanzia, la mera posizione che il soggetto occupa in relazione ad una certa vicenda. Si …

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  • 4Una sentenza di merito sembra eludere l'orientamento negativo della
    Stefano Rossetti · https://archiviodpc.dirittopenaleuomo.org/

    1. Con la sentenza in commento il G.I.P. presso il Tribunale di Varese condannava, in sede di giudizio abbreviato, una blogger per il reato di diffamazione di cui all'art. 595, comma 3, c.p. per affermazioni veicolate dal sito di cui non era stata autrice. Vale la pena analizzare quale sia stato il "meccanismo" di imputazione della responsabilità penale adottato dal giudice. 2. La signorina R. veniva tratta in giudizio in qualità di curatrice di un sito internet la cui mission era quella di far emergere le difficoltà che gli aspiranti scrittori devono fronteggiare nella ricerca di un editore. In questo contesto, l'amministratrice di una casa editrice, operante nella zona di Varese, …

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  • 5La nuova inammissibilità del concorso colposo nel reato doloso alla luce della sentenza n. 7032
    https://www.iusinitinere.it/

    A cura di: Francesco Ruocco Introduzione Con la pronuncia n. 7032 del 19 luglio 2018 la Quarta Sezione Penale della Suprema Corte di Cassazione ritorna sulla questione della ammissibilità del concorso colposo nel reato doloso che è stata oggetto di ampio dibattito in dottrina e giurisprudenza. I giudici di legittimità confermano l'inammissibilità dell'istituto sconfessando l'indirizzo che fino a quel momento ne aveva costantemente confermato la compatibilità con i principi dell'ordinamento. Il caso L'episodio posto all'attenzione del collegio presenta un omicidio di due donne posto in essere da un soggetto psichicamente instabile che volontariamente esplode contro le vittime diversi …

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Sul provvedimento

Citazione :
Cass. pen., sez. IV, sentenza 14/11/2007, n. 10795
Giurisdizione : Corte di Cassazione
Numero : 10795
Data del deposito : 14 novembre 2007

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