Cass. pen., sez. VI, sentenza 08/03/2012, n. 11194
CASS
Sentenza 8 marzo 2012

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In tema di associazione per delinquere di stampo mafioso, non si espone a censura la sentenza del giudice di merito che ritenga sussistente l'aggravante della disponibilità delle armi di cui all'art. 416-bis, comma quarto, cod. pen., quando il delitto associativo sia contestato agli appartenenti di una "famiglia" mafiosa aderente all'organizzazione denominata "cosa nostra", anche nel caso in cui la disponibilità delle armi sia provata a carico di un solo appartenente.

In tema di impugnazione delle misure cautelari personali, il ricorso per cassazione è ammissibile soltanto se denuncia la violazione di specifiche norme di legge, ovvero la manifesta illogicità della motivazione del provvedimento secondo i canoni della logica ed i principi di diritto, ma non anche quando propone censure che riguardino la ricostruzione dei fatti ovvero si risolvano in una diversa valutazione delle circostanze esaminate dal giudice di merito.

Commentari19

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  • 1È aggravata per finalità mafiosa la condotta di favoreggiamento del capo clan notoriamente latitante (Cass. pen. n. 20090/2025)
    Avvocato Del Giudice · https://www.avvocatodelgiudice.com/ricerca-contenuti-articoli · 2 giugno 2025

    Premessa La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso avverso l'ordinanza con cui il Tribunale del riesame di Bari ha confermato la misura cautelare in carcere per un soggetto indiziato di avere favorito la latitanza del capo di un sodalizio mafioso e di essere coinvolto in un'importazione di stupefacenti aggravata ex art. 416-bis.1 c.p. La Suprema Corte ha chiarito che la consapevole assistenza prestata a un capoclan notoriamente operante in un contesto mafioso realizza l'aggravante della finalità agevolatrice, anche in assenza di un formale riconoscimento giudiziale dell'associazione mafiosa. 1. Il fatto contestato Ma.Do. è stato raggiunto da ordinanza di custodia …

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  • 2Sentenza Cassazione Penale n. 802 del 15
    https://www.laleggepertutti.it/

    Penale Sent. Sez. 5 Num. 802 Anno 2013 Presidente: GRASSI ALDO Relatore: SABEONE GERARDO SENTENZA sul ricorso proposto da: PROCURATORE DELLA REPUBBLICA PRESSO IL TRIBUNALE 1~3-44444~ALL DI NAPOLI nei confronti di: 1) PIMPINELLA GIOVANNI N. IL 26/06/1962 * C/ 2) COSTANZO DANIELA N. IL 08/03/1965 * C/ 3) VENTRONE ANTONIO N. IL 18/11/1955 * C/ 4) BUNIELLO MARIANO N. IL 10/08/1954 * C/ avverso l'ordinanza n. 8378/2011 TRIB. LIBERTA' di NAPOLI, del 17/05/2012 sentita la relazione fatta dal Consigliere Dott. GERARDO,SAIEOZE ; lette/sentite le conclusioni del PG Dott. ed tikt«,u 91-4,11. (2L44 a Li it,p4-0 é 4I Uditi difensoriAvv.bAut. N144# ..4.) E/14)4'U Ace.m6,4Z Data Udienza: 15/11/2012 …

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  • 3Il sostegno finanziario e logistico al latitante configura la procurata inosservanza di pena aggravata (Cass. pen. n. 20091/25)
    Avvocato Del Giudice · https://www.avvocatodelgiudice.com/ricerca-contenuti-articoli · 2 giugno 2025

    La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso proposto avverso l'ordinanza del Tribunale del riesame che aveva confermato la misura cautelare in carcere nei confronti di un soggetto accusato di favoreggiamento personale e procurata inosservanza di pena, aggravati dall'art. 416-bis.1 c.p. Secondo i giudici di merito, l'indagato avrebbe gestito la cassa del clan mafioso, finanziato la latitanza del capo e favorito la comunicazione tra i membri dell'associazione tramite telefoni criptati. La Cassazione ha ritenuto congrua la motivazione del provvedimento impugnato e ha ribadito i limiti del controllo di legittimità in materia cautelare. 1. Il fatto Il ricorrente, Ga.Mi., è …

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  • 4Desistenza ed estorsione: irrilevante il pentimento dopo la minaccia (Cass. Pen. n. 29333/25)
    Avvocato Del Giudice · https://www.avvocatodelgiudice.com/ricerca-contenuti-articoli · 21 agosto 2025

    1. Premessa La desistenza volontaria, disciplinata dall'art. 56, comma 3, c.p., è istituto che mira a incentivare l'interruzione spontanea dell'iter criminoso. Essa, tuttavia, trova applicazione solo entro confini ben definiti, che si restringono sensibilmente nei reati di danno a forma libera. La sentenza della Cassazione penale, sez. V, 23 luglio 2025, n. 29333, ribadisce un principio ormai consolidato: in tema di estorsione la desistenza non è configurabile una volta che siano stati compiuti atti idonei e univoci di intimidazione, capaci di integrare il meccanismo estorsivo. 2. La vicenda processuale Il ricorrente era sottoposto a custodia cautelare per tentata estorsione aggravata …

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  • 5Sentenza Cassazione Penale n. 26023 del 07
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    Penale Sent. Sez. 1 Num. 26023 Anno 2013 Presidente: GIORDANO UMBERTO Relatore: MAGI RAFFAELLO SENTENZA sul ricorso proposto da: FIORE GIUSEPPE GERARDO N. IL 08/04/1960 avverso la sentenza n. 64/2011 CORTE APPELLO di ANCONA, del 27/01/2012 visti gli atti, la sentenza e il ricorso udita in PUBBLICA UDIENZA del 07/05/2013 la relazione fatta dal Consigliere Dott. RAFFAELLO MAGI Udito il Procuratore Generale in persona del Dott. E .5 c-a..)C …

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Sul provvedimento

Citazione :
Cass. pen., sez. VI, sentenza 08/03/2012, n. 11194
Giurisdizione : Corte di Cassazione
Numero : 11194
Data del deposito : 8 marzo 2012

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