Cass. pen., sez. II, sentenza 28/03/2017, n. 22954
CASS
Sentenza 28 marzo 2017

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Ai fini della configurabilità del delitto di trasferimento fraudolento di valori, previsto dall'art. 12 quinques D.L. n. 306 del 1992 (conv. in l. n. 356 del 1992), non occorre la preventiva emanazione delle misure di prevenzione, né la pendenza del relativo procedimento, bastando soltanto che l'autore ne possa temere l'instaurazione. (Fattispecie di dismissioni fittizie di beni intervenute circa una settimana prima degli arresti eseguiti a carico di numerosi componenti della medesima cosca mafiosa, in forza di decreto di fermo alla cui esecuzione l'imputato si era sottratto iniziando un lungo periodo di latitanza).

Non sussiste l'incompatibilità a testimoniare del legale che, dopo aver dismesso l'ufficio di difensore dell'imputato e senza aver compiuto atti di investigazione difensiva nell'interesse di quest'ultimo, abbia assunto, nello stesso procedimento, la veste di testimone, né le dichiarazioni rese dallo stesso sono inutilizzabili, poiché la scelta di non opporre il segreto professionale rileva, eventualmente, soltanto sotto un profilo deontologico. (Fattispecie in cui la S.C. ha escluso che fosse applicabile la previsione di cui all'art. 197, comma primo, lett. d), cod. proc. pen., nell'ipotesi di testimonianza "assistita" resa da soggetto che era stato avvocato di fiducia dell'imputato nel primo grado di giudizio e, dopo essere stato arrestato per altri fatti, aveva deciso di collaborare con la giustizia rendendo dichiarazioni accusatorie con le garanzie difensive, ai sensi dell'art. 197-bis, comma secondo, cod. proc. pen., nonostante fosse stato anche avvertito della possibilità di avvalersi del segreto professionale).

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Sul provvedimento

Citazione :
Cass. pen., sez. II, sentenza 28/03/2017, n. 22954
Giurisdizione : Corte di Cassazione
Numero : 22954
Data del deposito : 28 marzo 2017

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