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3 agosto 2017
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13 febbraio 2020
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Art. 516. Modifica della imputazione 1. Se nel corso dell'istruzione dibattimentale il fatto risulta diverso da come e' descritto nel decreto che dispone il giudizio, e non appartiene alla competenza di un giudice superiore, il pubblico ministero modifica l'imputazione e procede alla relativa contestazione. (56) (67)
1-bis. Se a seguito della modifica il reato risulta attribuito alla cognizione del tribunale in composizione collegiale anziche' monocratica, l'inosservanza delle disposizioni sula composizione del giudice e' rilevata o eccepita, a pena di decadenza, immediatamente dopo la nuova contestazione ovvero, nei casi indicati dagli articoli 519 comma 2 e 520 comma 2, prima del compimento di ogni altro atto nella nuova udienza fissata a norma dei medesimi articoli. (90) (90a)
1-ter. Se a seguito della modifica risulta un reato per il quale e' prevista l'udienza preliminare, e questa non si e' tenuta, l'inosservanza delle relative disposizioni e' eccepita, a pena di decadenza, entro il termine indicato dal comma 1-bis.
(175) (210)(250) ((271)) ------------- AGGIORNAMENTO (56)
La Corte costituzionale, con sentenza 22-30 giugno 1994, n. 265 (in G.U. 1a s.s. 06/07/1994, n. 28), ha dichiarato "l'illegittimita' costituzionale degli artt. 516 e 517 del codice di procedura penale nella parte in cui non prevedono la facolta' dell'imputato di richiedere al giudice del dibattimento l'applicazione di pena a norma dell' art. 444 del codice di procedura penale , relativamente al fatto diverso o al reato concorrente contestato in dibattimento, quando la nuova contestazione concerne un fatto che gia' risultava dagli atti di indagine al momento dell'esercizio dell'azione penale ovvero quando l'imputato ha tempestivamente e ritualmente proposto la richiesta di applicazione di pena in ordine alle originarie imputazioni". ------------- AGGIORNAMENTO (67)
La Corte costituzionale, con la sentenza 15-29 dicembre 1995, n. 530 (G.U. 1a s.s. 3/1/1996 n. 1), ha dichiarato "in applicazione dell' art. 27 della legge 11 marzo 1953, n. 87 , l'illegittimita' costituzionale dell' art. 516 del codice di procedura penale , nella parte in cui non prevede la facolta' dell'imputato di proporre domanda di oblazione, ai sensi degli artt. 162 e 162-bis del codice penale , relativamente al fatto diverso contestato in dibattimento". ------------- AGGIORNAMENTO (90)
Il D. Lgs. 19 febbraio 1998, n. 51 ha disposto (con l'art. 247, comma 1) che "Il presente decreto legislativo entra in vigore il giorno successivo alla sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e diventa efficace decorso il termine stabilito dall' articolo 1, comma 1, lettera r), della legge 16 luglio 1997, n. 254 , fatta eccezione per le disposizioni previste dagli articoli 17, 33, comma 1, 38, comma 1 e 40, commi 1 e 3". ------------- AGGIORNAMENTO (90a)
Il D. Lgs. 19 febbraio 1998, n. 51 , come modificato dalla L. 16 giugno 1998, n. 188 , ha disposto (con l'art. 247, comma 1) che "Il presente decreto legislativo entra in vigore il giorno successivo alla sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e diventa efficace a decorrere dal 2 giugno 1999 , fatta eccezione per le disposizioni previste dagli articoli 17, 33, comma 1, 38, comma 1 e 40, commi 1 e 3". ------------- AGGIORNAMENTO (175)
La Corte Costituzionale, con sentenza 14 - 18 dicembre 2009, n. 333 (in G.U. 1ª s.s. 23/12/2009, n. 51), ha disposto "in applicazione dell' art. 27 della legge 11 marzo 1953, n. 87 , l'illegittimita' costituzionale dell' art. 516 del codice di procedura penale , nella parte in cui non prevede la facolta' dell'imputato di richiedere al giudice del dibattimento il giudizio abbreviato relativamente al fatto diverso contestato in dibattimento, quando la nuova contestazione concerne un fatto che gia' risultava dagli atti di indagine al momento di esercizio dell'azione penale". ------------- AGGIORNAMENTO (210)
La Corte Costituzionale, con sentenza 1 - 5 dicembre 2014, n. 273 (in G.U. 1ª s.s. 10/12/2014, n. 51), ha dichiarato "l'illegittimita' costituzionale dell' art. 516 del codice di procedura penale , nella parte in cui non prevede la facolta' dell'imputato di richiedere al giudice del dibattimento il giudizio abbreviato relativamente al fatto diverso emerso nel corso dell'istruzione dibattimentale, che forma oggetto della nuova contestazione". ------------- AGGIORNAMENTO (250)
La Corte Costituzionale, con sentenza 5-17 luglio 2017, n. 206 (in G.U. 1ª s.s. 19/07/2017, n. 29), ha dichiarato "l'illegittimita' costituzionale dell' art. 516 del codice di procedura penale , nella parte in cui non prevede la facolta' dell'imputato di richiedere al giudice del dibattimento l'applicazione della pena a norma dell' art. 444 del codice di procedura penale , relativamente al fatto diverso emerso nel corso dell'istruzione dibattimentale, che forma oggetto della nuova contestazione". ------------- AGGIORNAMENTO (271)
La Corte costituzionale, con sentenza 16 gennaio - 11 febbraio 2020, n. 14 (in G.U. 1a s.s. 12/02/2020, n. 7), ha dichiarato "l'illegittimita' costituzionale dell' art. 516 del codice di procedura penale , nella parte in cui, in seguito alla modifica dell'originaria imputazione, non prevede la facolta' dell'imputato di richiedere al giudice del dibattimento la sospensione del procedimento con messa alla prova".
1-bis. Se a seguito della modifica il reato risulta attribuito alla cognizione del tribunale in composizione collegiale anziche' monocratica, l'inosservanza delle disposizioni sula composizione del giudice e' rilevata o eccepita, a pena di decadenza, immediatamente dopo la nuova contestazione ovvero, nei casi indicati dagli articoli 519 comma 2 e 520 comma 2, prima del compimento di ogni altro atto nella nuova udienza fissata a norma dei medesimi articoli. (90) (90a)
1-ter. Se a seguito della modifica risulta un reato per il quale e' prevista l'udienza preliminare, e questa non si e' tenuta, l'inosservanza delle relative disposizioni e' eccepita, a pena di decadenza, entro il termine indicato dal comma 1-bis.
(175) (210)(250) ((271)) ------------- AGGIORNAMENTO (56)
La Corte costituzionale, con sentenza 22-30 giugno 1994, n. 265 (in G.U. 1a s.s. 06/07/1994, n. 28), ha dichiarato "l'illegittimita' costituzionale degli artt. 516 e 517 del codice di procedura penale nella parte in cui non prevedono la facolta' dell'imputato di richiedere al giudice del dibattimento l'applicazione di pena a norma dell' art. 444 del codice di procedura penale , relativamente al fatto diverso o al reato concorrente contestato in dibattimento, quando la nuova contestazione concerne un fatto che gia' risultava dagli atti di indagine al momento dell'esercizio dell'azione penale ovvero quando l'imputato ha tempestivamente e ritualmente proposto la richiesta di applicazione di pena in ordine alle originarie imputazioni". ------------- AGGIORNAMENTO (67)
La Corte costituzionale, con la sentenza 15-29 dicembre 1995, n. 530 (G.U. 1a s.s. 3/1/1996 n. 1), ha dichiarato "in applicazione dell' art. 27 della legge 11 marzo 1953, n. 87 , l'illegittimita' costituzionale dell' art. 516 del codice di procedura penale , nella parte in cui non prevede la facolta' dell'imputato di proporre domanda di oblazione, ai sensi degli artt. 162 e 162-bis del codice penale , relativamente al fatto diverso contestato in dibattimento". ------------- AGGIORNAMENTO (90)
Il D. Lgs. 19 febbraio 1998, n. 51 ha disposto (con l'art. 247, comma 1) che "Il presente decreto legislativo entra in vigore il giorno successivo alla sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e diventa efficace decorso il termine stabilito dall' articolo 1, comma 1, lettera r), della legge 16 luglio 1997, n. 254 , fatta eccezione per le disposizioni previste dagli articoli 17, 33, comma 1, 38, comma 1 e 40, commi 1 e 3". ------------- AGGIORNAMENTO (90a)
Il D. Lgs. 19 febbraio 1998, n. 51 , come modificato dalla L. 16 giugno 1998, n. 188 , ha disposto (con l'art. 247, comma 1) che "Il presente decreto legislativo entra in vigore il giorno successivo alla sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e diventa efficace a decorrere dal 2 giugno 1999 , fatta eccezione per le disposizioni previste dagli articoli 17, 33, comma 1, 38, comma 1 e 40, commi 1 e 3". ------------- AGGIORNAMENTO (175)
La Corte Costituzionale, con sentenza 14 - 18 dicembre 2009, n. 333 (in G.U. 1ª s.s. 23/12/2009, n. 51), ha disposto "in applicazione dell' art. 27 della legge 11 marzo 1953, n. 87 , l'illegittimita' costituzionale dell' art. 516 del codice di procedura penale , nella parte in cui non prevede la facolta' dell'imputato di richiedere al giudice del dibattimento il giudizio abbreviato relativamente al fatto diverso contestato in dibattimento, quando la nuova contestazione concerne un fatto che gia' risultava dagli atti di indagine al momento di esercizio dell'azione penale". ------------- AGGIORNAMENTO (210)
La Corte Costituzionale, con sentenza 1 - 5 dicembre 2014, n. 273 (in G.U. 1ª s.s. 10/12/2014, n. 51), ha dichiarato "l'illegittimita' costituzionale dell' art. 516 del codice di procedura penale , nella parte in cui non prevede la facolta' dell'imputato di richiedere al giudice del dibattimento il giudizio abbreviato relativamente al fatto diverso emerso nel corso dell'istruzione dibattimentale, che forma oggetto della nuova contestazione". ------------- AGGIORNAMENTO (250)
La Corte Costituzionale, con sentenza 5-17 luglio 2017, n. 206 (in G.U. 1ª s.s. 19/07/2017, n. 29), ha dichiarato "l'illegittimita' costituzionale dell' art. 516 del codice di procedura penale , nella parte in cui non prevede la facolta' dell'imputato di richiedere al giudice del dibattimento l'applicazione della pena a norma dell' art. 444 del codice di procedura penale , relativamente al fatto diverso emerso nel corso dell'istruzione dibattimentale, che forma oggetto della nuova contestazione". ------------- AGGIORNAMENTO (271)
La Corte costituzionale, con sentenza 16 gennaio - 11 febbraio 2020, n. 14 (in G.U. 1a s.s. 12/02/2020, n. 7), ha dichiarato "l'illegittimita' costituzionale dell' art. 516 del codice di procedura penale , nella parte in cui, in seguito alla modifica dell'originaria imputazione, non prevede la facolta' dell'imputato di richiedere al giudice del dibattimento la sospensione del procedimento con messa alla prova".
Commentari • 228
- 1. Modifica della imputazioneAnna Andreani · https://www.avvocatoandreani.it/ · 260.9856
PARTE SECONDA Libro VII GIUDIZIO Titolo II DIBATTIMENTO Capo IV NUOVE CONTESTAZIONI Art. 516 c.p.p. Modifica della imputazione. 1.Se nel corso dell'istruzione dibattimentale il fatto risulta diverso da come è descritto nel decreto che dispone il giudizio, […] con sentenza 22-30 giugno 1994, n. 265 (in G.U. 1a s.s. 06/07/1994, n. 28), ha dichiarato "l'illegittimità costituzionale degli artt. 516 e 517 del codice di procedura penale nella parte in cui non prevedono la facoltà dell'imputato di richiedere al giudice del dibattimento l'applicazione di pena a norma dell'art. 444 del codice di procedura penale, […] n. 87, l'illegittimità costituzionale dell'art. 516 del codice di procedura penale, […]
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Giurisprudenza • +500
- 1. Cass. pen., sez. VI, sentenza 21/03/2022, n. 9653Provvedimento: […] inoltre, il giudice del dibattimento non può esercitare alcun sindacato preventivo sull'ammissibilità di contestazioni modificative (fatto diverso) o aggiuntive (fatto nuovo) effettuate ai sensi degli artt. 516 e 517 cod. proc. pen., salvo il limite della competenza superiore che impone la trasmissione degli atti allo stesso Pubblico Ministero ai sensi dell'art. 521, […] citando varia giurisprudenza a sostegno. Deduce ancora il ricorrente che è destituita di fondamento anche la seconda considerazione, atteso che il PM ha esercitato il potere conferitogli dall'art. 516 cod. proc. pen. nel corso della prima udienza dibattimentale e prima che venisse dato avvio a qualsiasi attività istruttoria., […]Leggi di più...
- modifica imputazione·
- art. 516 cod. proc. pen.·
- sindacato preventivo giudice·
- peculato·
- prescrizione·
- riqualificazione giuridica fatto·
- art. 521 cod. proc. pen.·
- diritto di difesa·
- principio di obbligatorietà azione penale