Cass. pen., sez. V, sentenza 16/12/2020, n. 12045
CASS
Sentenza 16 dicembre 2020

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L'accettare o il portare una sfida per la risoluzione di una contesa o per dare sfogo ad un risentimento, impedisce l'applicazione della circostanza attenuante della provocazione, per la illiceità del comportamento di sfida, seppur occasionato da un precedente fatto dell'avversario.

In tema di omicidio, nel caso in cui gli autori, dopo aver predisposto un agguato con armi da sparo, abbiano poi rinunciato alla esecuzione per il rischio, non preventivato, di colpire i familiari della vittima designata, non è configurabile la desistenza volontaria, risultando integrati atti idonei a dare origine al meccanismo causale capace di produrre l'evento, nè è ravvisabile il recesso attivo, che consiste in un comportamento attivo volto a scongiurare l'evento.

Le dichiarazioni predibattimentali della persona offesa, anche quando acquisite ai sensi dell'art. 500, comma 4, cod. proc. pen., possono costituire fonte probatoria esclusiva e determinante dell'affermazione di responsabilità dell'imputato, ove la loro attendibilità intrinseca sia confermata attraverso il rigoroso vaglio delle garanzie procedurali emergenti dalla progressione processuale, senza la necessità di reperire i riscontri esterni di cui all'art. 192, comma 3, cod. proc. pen. (Fattispecie in cui la Corte ha ritenuto l'attendibilità delle dichiarazioni rese dai congiunti della vittima, ai quali quest'ultima, per il desiderio che il tentativo di omicidio in suo danno non rimanesse impunito, aveva confidato nomi, circostanze, e ruoli degli autori).

Commentari3

  • 1Art. 192 c.p.p. - Valutazione della prova
    https://www.avvocatodelgiudice.com/ricerca-contenuti-articoli

  • 2Sperona l'automobile della vittima e la uccide: è omicidio aggravato dall'uso del mezzo insidioso.
    Avvocato Del Giudice · https://www.avvocatodelgiudice.com/ricerca-contenuti-articoli · 28 aprile 2022

    Con la sentenza in argomento, la Suprema Corte ha affermato che integra il reato di omicidio aggravato ai sensi dell'art. 577 c.p., comma 1, n. 2, la condotta dell'agente che, nell'ambito del normale traffico cittadino, speroni l'automobile condotta dalla vittima, costituendo tale comportamento "mezzo insidioso" di natura ingannevole, recante in sé un pericolo nascosto idoneo a sorprendere l'attenzione della vittima e a rendere più difficoltosa la difesa. Cassazione penale sez. I, 07/04/2022, (ud. 07/04/2022, dep. 26/04/2022), n.15838 RITENUTO IN FATTO 1. Con sentenza, in rito abbreviato, del 25 ottobre 2019 il Tribunale di Sassari ha condannato V.D. alla pena di quindici anni e sei mesi …

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  • 3Palpeggiamento: non sono necessari riscontri, bastano le dichiarazioni della persona offesa.
    Avvocato Del Giudice · https://www.avvocatodelgiudice.com/ricerca-contenuti-articoli · 27 maggio 2021

    Sentenze Tribunale Udine, 27/04/2021, n.455 Con la sentenza in argomento, il Tribunale di Udine ha affermato, che in materia di reati sessuali (nel caso di specie, un cd. palpeggiamento) non è tecnicamente necessario un riscontro esterno alle dichiarazioni della persona offesa, risultando sufficiente un vaglio attento della sua attendibilità. Ed infatti, il Tribunale richiamando la sentenza della Suprema Corte n. 44644 del 18/10/2011 Ud. - dep. 01/12/2011- Rv. 251661, sostenuto che "nell'ambito dell'accertamento di reati sessuali, la deposizione della persona offesa, seppure non equiparabile a quella del testimone estraneo, può essere assunta anche da sola come fonte di prova della …

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Sul provvedimento

Citazione :
Cass. pen., sez. V, sentenza 16/12/2020, n. 12045
Giurisdizione : Corte di Cassazione
Numero : 12045
Data del deposito : 16 dicembre 2020

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