Cass. pen., sez. I, sentenza 17/10/2019, n. 870
CASS
Sentenza 17 ottobre 2019

Fai una domanda sul provvedimento

Sintesi tramite sistema IA Doctrine

Massime1

In tema di reato impossibile, l'inidoneità dell'azione - da valutarsi con riferimento al tempo del commesso reato in base al criterio di accertamento della prognosi postuma - deve essere assoluta, nel senso che la condotta dell'agente deve essere priva di astratta determinabilità causale nella produzione dell'evento, per inefficienza strutturale o strumentale del mezzo usato, indipendentemente da cause estranee o estrinseche, ancorché riferibili all'agente. (Fattispecie in cui la Corte ha ritenuto esente da censure la sentenza che aveva affermato la responsabilità dell'imputato che, nel corso di una rapina, dopo aver sottratto una pistola alla persona offesa, aveva premuto più volte il grilletto senza riuscire a far fuoco per l'inserimento del dispositivo di sicurezza manuale dell'arma).

Commentari3

  • 1Dolo alternativo
    Redazione · https://ildiritto.it/ · 19 novembre 2024

    Quesito con risposta a cura di Alessandra Fantauzzi e Viviana Guancini L'analisi relativa alla ricorrenza del dolo nel tentato omicidio non deve necessariamente approdare alla ricostruzione di un dolo specifico di tipo intenzionale, posto che il tentativo punibile è tale anche in presenza di dolo diretto di tipo alternativo, ferma restando la ritenuta incompatibilità tra tentativo punibile e dolo eventuale (Cass., sez. I, 5 giugno 2024, n. 34379). Il caso portato all'attenzione della Corte di Cassazione permette di ribadire i caratteri principali dell'istituto del tentativo soffermandosi sulla compatibilità con il dolo alternativo. Il Tribunale aveva rigettato la richiesta di riesame …

     Leggi di più…

  • 2Il giurista risponde
    https://ildiritto.it/ · 26 novembre 2024

  • 3PM ricerca la verità ma non può minacciare chi viene interrogato (Cass. 20365/239
    https://canestrinilex.com/risorse/category/articoli · 29 maggio 2023

    L'autorità investigativa che minacci persone escusse ritenute reticenti con il carcere commette il reato di tentata violenza privata: a fronte del sospetto di falsità o di reticenza delle persone escusse ai sensi dell'art. 362 c.p.p., il pubblico ministero non può rappresentare, per vincerne le resistenze, la detenzione in carcere di queste ultime come conseguenza immediata e inevitabile, rimessa alla volontà degli stessi pubblici ministeri, del rifiuto di fornire le risposte desiderate alle loro domande. Il ruolo di garante della legalità nella fase procedimentale, connesso alla funzione ricoperta dagli appartenenti all'ufficio del pubblico ministero impone di ammonire le persone …

     Leggi di più…

Sul provvedimento

Citazione :
Cass. pen., sez. I, sentenza 17/10/2019, n. 870
Giurisdizione : Corte di Cassazione
Numero : 870
Data del deposito : 17 ottobre 2019

Testo completo