Cass. pen., sez. VI, sentenza 24/06/2016, n. 40746
CASS
Sentenza 24 giugno 2016

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In tema di associazione di tipo mafioso, la mera "contiguità compiacente", così come la "vicinanza" o "disponibilità" nei riguardi di singoli esponenti, anche di spicco, del sodalizio, non costituiscono comportamenti sufficienti ad integrare la condotta di partecipazione all'organizzazione, ove non sia dimostrato che l'asserita vicinanza a soggetti mafiosi si sia tradotta in un vero e proprio contributo, avente effettiva rilevanza causale, ai fini della conservazione o del rafforzamento della consorteria.

In tema di testimonianza indiretta, la libera valutabilità da parte del giudice delle dichiarazioni rese dal teste "de relato" non viola né l'art. 111 Cost., nel caso in cui il dichiarante diretto sia un imputato di reato connesso avvalsosi in dibattimento della facoltà di non rispondere, né l'art. 6 CEDU così come interpretato dalla Corte EDU.

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Sul provvedimento

Citazione :
Cass. pen., sez. VI, sentenza 24/06/2016, n. 40746
Giurisdizione : Corte di Cassazione
Numero : 40746
Data del deposito : 24 giugno 2016

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