Cass. pen., sez. I, sentenza 17/05/2017, n. 58023
CASS
Sentenza 17 maggio 2017

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Massime2

In tema di disastro doloso, nella ipotesi prevista dall'art. 434, secondo comma, cod. pen., la prova del delitto non deve avere esclusivamente un fondamento scientifico, potendo fondarsi anche sul ragionamento logico e su massime di esperienza. (Nella fattispecie la Corte ha ritenuto immune da vizi la sentenza di merito che, nonostante la mancanza di verifiche scientifiche, aveva considerato dimostrato il reato di disastro ambientale derivante dal continuo e ripetuto sversamento di rifiuti pericolosi, per milioni di tonnellate, in maniera incontrollata in un territorio delimitato).

In tema di disastro ambientale, anche dopo la legge 22 maggio 2015, n. 68, che ha introdotto specifici delitti contro l'ambiente disciplinati negli artt. 452-bis e ss. cod. pen., la previsione di cui all'art. 434 cod. pen. continua a trovare applicazione nei processi in corso per fatti commessi nel vigore della disposizione indicata in forza della clausola di riserva contenuta nell'art. 452-quater cod. pen. ("Fuori dai casi previsti dall'articolo 434").

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  • 1Art. 452-quater - Disastro ambientale (1)
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  • 2Primi chiarimenti (e nuove questioni) in materia di disastro
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    Per leggere il testo della sentenza, clicca in alto su "visualizza allegato". 1. L'avvento della fattispecie di disastro ambientale, come noto, fa seguito ad un preciso monito della Corte costituzionale[1]: chiamata a giudicare la legittimità dell'art. 434 c.p., la Corte, da una parte, ‘salvò' la disposizione, delineando le coordinate entro cui interpretare la nozione di ‘altro disastro'[2]; dall'altra, segnalò come fosse comunque «auspicabile che talune delle fattispecie attualmente ricondotte, con soluzioni interpretative non sempre scevre da profili problematici, al paradigma punitivo del disastro innominato – e tra esse, segnatamente, l'ipotesi del cosiddetto disastro ambientale […] …

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  • 4Art. 452-quinquies - Delitti colposi contro l’ambiente (1)
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  • 5CEDU: l’Italia condannata per la “terra dei fuochi”
    Michele Di Salvo · https://www.salvisjuribus.it/category/civile/

    di Michele Di Salvo La CEDU si è pronunciata di recente su un caso “italiano” in cui si discuteva dell'inerzia manifestata dallo Stato nel contrastare il fenomeno riguardante l'interramento di rifiuti tossici e rifiuti speciali, la presenza di numerose discariche abusive sparse sul territorio, e l'innesco di numerosi roghi di rifiuti, che diffondevano diossina e altri gas inquinanti nell'atmosfera. L'area in questione è quella comunemente denominata “Terra dei Fuochi”, localizzata in una vasta area che si estende in Campania, a cavallo tra la provincia di Caserta e l'allora provincia di Napoli. La Corte EDU ha ritenuto, all'unanimità, solo per alcuni dei ricorsi, che vi fosse stata la …

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Sul provvedimento

Citazione :
Cass. pen., sez. I, sentenza 17/05/2017, n. 58023
Giurisdizione : Corte di Cassazione
Numero : 58023
Data del deposito : 17 maggio 2017

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