Cass. pen., sez. VI, sentenza 13/03/2014, n. 32237
CASS
Sentenza 13 marzo 2014

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In tema di concussione, deve essere esclusa la sussistenza del reato quando la prestazione promessa od effettuata dal soggetto passivo, a seguito di induzione o costrizione da parte dell'agente, giovi esclusivamente alla P.A. e rappresenti una utilità per il perseguimento dei relativi fini istituzionali, poiché in tal caso non si determina lesione per l'oggetto giuridico del reato (buon andamento della P.A.), e per altro verso il fatto manca di tipicità, non potendosi l'agente identificare nell'Ente e non potendo questo - dato il rapporto di rappresentanza organica che lo lega al funzionario operante - considerarsi alla stregua di "terzo" destinatario della prestazione promessa od effettuata. (Fattispecie in cui è stata esclusa la configurabilità del reato di concussione con riferimento a pressioni esercitate dai vertici di un'Autorità Portuale nei confronti dei titolari di un'impresa partecipante ad una gara, indetta per la concessione di spazi demaniali, al fine di indurli a sottoscrivere un accordo sostitutivo del provvedimento di concessione, e di realizzare in tal modo gli interessi istituzionali dell'ente, legati alla ricerca di una intesa calibrata sull'incremento dei traffici portuali in una prospettiva alla quale era estraneo il perseguimento dei personali utilità economiche).

Ai fini dell'esercizio dell'azione civile nel processo penale, anche gli eventi pubblici per i quali la legge attribuisce la "ius postulandi", in via automatica, all'Avvocatura dello Stato possono validamente conferire mandato per la loro rappresentanza processuale ad un avvocato del libero foro, poiché la disciplina del codice di procedura penale non opera alcun rinvio a quella processualcivilistica con riferimento a tale materia e si limita a prevedere, all'art. 100, comma primo, il "ministero di un difensore". (Fattispecie relativa alla costituzione di parte civile dell'Autorità Portuale di Genova).

Il reato di turbata libertà degli incanti è configurabile solo quando l'individuazione del contraente avviene all'esito di una gara, anche informale e atipica, con la conseguenza che, se l'amministrazione, dopo aver avviato un procedimento di gara, si orienta formalmente per la conclusione di un accordo sostitutivo del provvedimento finale (previsto dalla normativa di settore e conforme ai principi generali in tema di procedimento amministrativo), l'attività volta alla preparazione ed alla conclusione di tale accordo non integra gli estremi della fattispecie di cui all'art. 353 cod. pen. (In motivazione, la Corte ha precisato che eventuali illegittimità riscontrabili nel percorso negoziale intrapreso - pur rilevanti sul piano amministrativo, tanto da poter invalidare l'accordo stipulato - non sono idonee ad integrare gli estremi del reato in questione).

Il delitto di abuso d'ufficio è configurabile non solo quando la condotta si ponga in contrasto con il significato letterale o logico-sistematico di una norma di legge o di regolamento, ma anche quando la stessa contraddica lo specifico fine perseguito dalla norma, concretandosi in uno "svolgimento della funzione o del servizio" che oltrepassi ogni possibile scelta discrezionale attribuita al pubblico ufficiale o all'incaricato di pubblico servizio; tuttavia, deve escludersi la sussistenza del reato qualora si sia in presenza di un quadro normativo disorganico e suscettibile di contrapposte letture interpretative, che impedisca di individuare con certezza una condotta violativa del contenuto precettivo di una precisa disposizione di legge o di regolamento. (Principio affermato con riferimento all'evoluzione normativa concernente le molteplici attribuzioni conferite al presidente dell'Autorità Portuale).

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Sul provvedimento

Citazione :
Cass. pen., sez. VI, sentenza 13/03/2014, n. 32237
Giurisdizione : Corte di Cassazione
Numero : 32237
Data del deposito : 13 marzo 2014

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