Cass. pen., SS.UU., sentenza 26/11/2020, n. 10381
CASS
Sentenza 26 novembre 2020

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Il provvedimento analizzato è la sentenza n. 18/2020 emessa dalla Corte Suprema di Cassazione, Sezioni Unite Penali, il 26 novembre 2020. Le parti coinvolte nel procedimento sono l'imputata, condannata per favoreggiamento personale, e il Pubblico Ministero, che ha chiesto il rigetto del ricorso. L'imputata ha sostenuto che le sue dichiarazioni false erano motivate dalla necessità di proteggere il convivente, invocando l'applicabilità della causa di non punibilità di cui all'art. 384 cod. pen. Tuttavia, la Corte d'appello aveva escluso tale applicazione, ritenendo che la norma si riferisse esclusivamente ai "prossimi congiunti" in senso stretto, escludendo i conviventi more uxorio.

La Corte di Cassazione, accogliendo il ricorso, ha ritenuto che l'art. 384, primo comma, cod. pen. possa essere applicato anche ai conviventi, in quanto la norma rappresenta una causa di esclusione della colpevolezza, non di non punibilità. La Corte ha sottolineato che il conflitto interiore tra il dovere di testimoniare e la protezione dei propri affetti è identico sia per i coniugi che per i conviventi. Pertanto, ha annullato la sentenza impugnata, rinviando il caso alla Corte d'appello di Cagliari per un nuovo esame, affinché si accertasse l'esistenza della convivenza e si applicasse il principio di diritto affermato.

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Massime1

L'art. 384, comma primo, cod. pen., in quanto causa di esclusione della colpevolezza, è applicabile analogicamente anche a chi abbia commesso uno dei reati ivi indicati per esservi stato costretto dalla necessità di salvare il convivente "more uxorio" da un grave e inevitabile nocumento nella libertà o nell'onore.

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  • 3Palazzo | Conviventi more uxorio e analogia in bonam partem. Prima lettura di SU 10381/21
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    A margine di Cass., Sez. un., sent. 26 novembre 2020 (dep. 17 marzo 2021), n. 10381, Pres. Cassano, rel. Fidelbo, ric. Fiavola Per leggere la sentenza, clicca qui. 1. Preambolo: guardarsi dagli equivoci. – La questione affrontata dalla sentenza delle Sezioni Unite («se l'ipotesi di cui all'art. 384, primo comma, cod. pen., sia applicabile al convivente more uxorio») sembra involgere due temi estremamente sensibili. L'uno concerne la parificazione dinanzi alla legge, e in particolare dinanzi alla legge penale, della famiglia “di fatto” a quella fondata sul matrimonio: tema che interessa oggi in larga misura la popolazione e che vede la tensione tra il valore dell'affettività e quello …

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  • 4Nota a SU 10381/2020: sull'applicabilità dell’art. 384 c.p. al convivente more uxorio
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    Nota a Cass., Sez. un., sent. 26 novembre 2020 (dep. 16 marzo 2021), n. 10381, Pres. Cassano, rel. Fidelbo, ric. Fiavola Leggi il contributo Per leggere la sentenza, clicca qui. Abstract. Mediante la pronuncia in commento le Sezioni Unite della Corte di Cassazione hanno preso posizione in ordine al contrasto interpretativo circa l'applicabilità dell'esimente prevista dall'art. 384 cod. pen. al convivente more uxorio. Il presente lavoro analizza nell'ordine gli argomenti interpretativi di cui il Supremo Collegio si avvale ai fini del superamento dell'impostazione maggioritaria. Si sofferma inoltre su criticità e aspetti positivi della categoria dell' inesigibilità, valorizzata dal Supremo …

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Sul provvedimento

Citazione :
Cass. pen., SS.UU., sentenza 26/11/2020, n. 10381
Giurisdizione : Corte di Cassazione
Numero : 10381
Data del deposito : 26 novembre 2020

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