Cass. pen., sez. V, sentenza 24/04/2018, n. 18110
CASS
Sentenza 24 aprile 2018

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Il delitto di favoreggiamento è configurabile non solo quando il comportamento dell'agente sia diretto a eludere le investigazioni, ma anche quando sia preordinato a turbare l'attività di ricerca e acquisizione della prova da parte degli organi della magistratura (non solo inquirente ma anche giudicante), atteso che costituisce attività investigativa oltre quella volta alla ricerca delle prove, anche quella mirante all'acquisizione di esse nel procedimento penale, nonchè quella di selezione del materiale probatorio raccolto ai fini della decisione.

La deroga alle regole generali della competenza per territorio nei procedimenti in cui un magistrato assume la qualità di indagato, di imputato ovvero di persona offesa o danneggiata dal reato si applica anche al magistrato onorario il cui incarico sia connotato dalla stabilità, intesa come continuità riconosciuta formalmente per un arco temporale significativo, in quanto tale caratteristica, essendo sufficiente a radicarlo istituzionalmente nell'ambito territoriale di riferimento, è idonea, di conseguenza, a determinare nei suoi confronti il pericolo di un non imparziale esercizio della giurisdizione.(Fattispecie in cui la Corte ha applicato il principio al magistrato onorario che, successivamente alla cessazione dei termini per la conferma nell'incarico, era stato prorogato formalmente in conseguenza di periodici provvedimenti normativi, senza soluzione di continuità, per diversi anni, pur non svolgendo in concreto le funzioni giurisdizionali).

L'esimente configurata dall'art. 384 cod. pen. va qualificata come causa di esclusione della colpevolezza e non già dell'antigiuridicità della condotta, in quanto connessa alla particolare situazione soggettiva in cui viene a trovarsi l'agente, che rende inesigibile un comportamento conforme alle norme indicate al comma primo dello stesso art. 384; ne consegue che l'esimente è applicabile soltanto a chi compie materialmente l'azione tipica e non si estende ai concorrenti nel reato in concreto commesso dal soggetto non punibile.

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Sul provvedimento

Citazione :
Cass. pen., sez. V, sentenza 24/04/2018, n. 18110
Giurisdizione : Corte di Cassazione
Numero : 18110
Data del deposito : 24 aprile 2018

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