Cass. pen., sez. I, sentenza 30/01/2008, n. 16215
CASS
Sentenza 30 gennaio 2008

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Ai prossimi congiunti e soggetti assimilati non è dovuto, nelle indagini preliminari, l'avvertimento della facoltà di astenersi dal deporre quando il soggetto con il quale sussistono i rapporti che potrebbero dar luogo alla suddetta facoltà non abbia ancora assunto la qualità di indagato (principio affermato, nella specie, con riguardo alla convivente di un sorvegliato speciale alla quale, in occasione di un controllo, era stato chiesto, ottenendone risposta negativa, se il sorvegliato era in casa).

In tema di testimonianza indiretta e con riguardo al divieto stabilito dall'art. 195, comma quarto, cod. proc. pen., per gli ufficiali ed agenti di polizia giudiziaria, deve ritenersi che gli "altri casi" (diversi, cioè, da quelli di cui agli artt. 351 e 357 c.p.p.) nei quali, in deroga al suddetto divieto, la testimonianza indiretta è ammissibile, non possono che essere quelli nei quali la polizia giudiziaria, attesa l'eccezionalità della situazione operativa o la straordinaria urgenza dell'intervento, abbia acquisito dichiarazioni dalla fonte primaria omettendo di documentarle nella forma del verbale. (Principio affermato, nella specie, con riguardo alla deposizione, ritenuta ammissibile, di un agente di polizia giudiziaria il quale, nell'ambito di un procedimento penale a carico di un soggetto accusato di inosservanza delle prescrizioni attinenti alla sorveglianza speciale, aveva riferito di aver appreso, in occasione del controllo che aveva dato luogo alla denuncia del sorvegliato, dalla di lui convivente, che il medesimo era assente dall'abitazione).

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Sul provvedimento

Citazione :
Cass. pen., sez. I, sentenza 30/01/2008, n. 16215
Giurisdizione : Corte di Cassazione
Numero : 16215
Data del deposito : 30 gennaio 2008

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