Cass. pen., SS.UU., sentenza 25/09/2014, n. 51824
CASS
Sentenza 25 settembre 2014

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Il provvedimento analizzato è la sentenza n. 51824/2014 emessa dalla Corte Suprema di Cassazione, Sezioni Unite Penali, il 25 settembre 2014. Le parti in causa, due imputati, avevano presentato ricorso contro la sentenza della Corte di Appello di Roma, che aveva riqualificato la loro condotta da intralcio alla giustizia a istigazione alla corruzione. Gli imputati sostenevano che l'offerta di denaro al consulente tecnico del pubblico ministero non potesse configurare il reato di intralcio alla giustizia, in quanto il consulente non era stato ancora citato come testimone.

La Corte di Cassazione ha accolto parzialmente il ricorso, affermando che l'offerta di denaro al consulente tecnico del pubblico ministero per influenzare il contenuto della consulenza integra il delitto di intralcio alla giustizia, ai sensi dell'art. 377 cod. pen. La Corte ha argomentato che, sebbene il consulente non fosse formalmente un testimone al momento dell'offerta, la sua funzione pubblica e il dovere di verità lo equiparano a un testimone. Pertanto, la condotta degli imputati è stata riqualificata come intralcio alla giustizia, con rinvio per la determinazione della pena, confermando la responsabilità penale.

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Massime1

Integra il delitto di intralcio alla giustizia previsto dall'art. 377 cod. pen. in relazione alle ipotesi di cui agli art. 371-bis o 372 cod. pen., secondo la fase procedimentale o processuale in cui viene posta in essere, la condotta di chi offre o nel promette denaro o altra utilità al consulente tecnico del pubblico ministero al fine di influire sul contenuto della consulenza, anche quando l'incarico a questi affidato implica la formulazione di giudizi di natura tecnico-scientifica.

Commentari6

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  • 1L’offerta “corruttiva” al consulente tecnico del PM integra il reato di intralcio alla giustizia ex art. 377 c.p.?
    Federica Bolla · https://www.salvisjuribus.it/category/civile/

    La sentenza Cass. Sez. Un. n° 51824/2014 rappresenta l'epilogo di una complicata vicenda “qualificatoria” della condotta allettatrice del consulente tecnico del PM. La Suprema Corte ha enunciato il seguente principio di diritto: “l'offerta o la promessa di denaro o altra utilità al consulente tecnico del pubblico ministero finalizzata ad influire sul contenuto della consulenza integra il delitto di intralcio alla giustizia di cui all'art. 377 c.p. in relazione alle ipotesi di cui agli artt. 371-bis o 372 c.p.”. La diatriba qualificatoria si incentrava sulla riconducibilità della condotta considerata nell'ambito di operatività dell'art. 377 c.p. o, piuttosto, di quello dell'art. 322 c.p. …

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Sul provvedimento

Citazione :
Cass. pen., SS.UU., sentenza 25/09/2014, n. 51824
Giurisdizione : Corte di Cassazione
Numero : 51824
Data del deposito : 25 settembre 2014

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