Cass. pen., sez. V, sentenza 07/02/2003, n. 38413
CASS
Sentenza 7 febbraio 2003

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Non sussiste incompatibilità tra l'ufficio di perito, quando l'incarico abbia ad oggetto la trascrizione di conversazioni intercettate, e quello di interprete chiamato a tradurre le conversazioni svolte in una lingua diversa da quella italiana. (In motivazione la Corte ha osservato che la traduzione non è eseguita riguardo al testo trascritto, bensì con riferimento alla comunicazione registrata, e che sarebbe irrazionale la separazione di attività utilmente condotte in modo unitario e dalla stessa persona).

Le dichiarazioni compiute da persone che conversino tra loro - se captate nel corso di attività di intercettazione regolarmente autorizzata ed a loro insaputa - sono liberamente valutate dal giudice secondo gli ordinari criteri di apprezzamento della prova, anche quando presentino valenza accusatoria nei confronti di terzi che avrebbero concorso in reati commessi dagli stessi dichiaranti, non trovando in questo caso applicazione la regola di cui al terzo comma dell'art. 192 cod. proc. pen..

In tema di istruzione dibattimentale, la violazione del terzo comma dell'art. 511 cod. proc. pen. - secondo cui la lettura della relazione peritale è disposta solo dopo l'esame del perito - non comporta l'inutilizzabilità della relativa prova, dando luogo piuttosto ad una nullità di ordine generale non assoluta per violazione del diritto di difesa (poiché non si assicura al difensore la possibilità di rivolgere domande al perito), come tale soggetta ai limiti di deducibilità di cui all'art. 182 ed alle sanatorie di cui all'art. 183 del codice di rito. (Nella specie la Corte ha ritenuto sanata la nullità verificatasi nel dibattimento di primo grado - ove era stata data lettura di una perizia di trascrizione di conversazioni intercettate senza audizione del perito - in forza della successiva escussione dell'interessato da parte del giudice di appello).

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Sul provvedimento

Citazione :
Cass. pen., sez. V, sentenza 07/02/2003, n. 38413
Giurisdizione : Corte di Cassazione
Numero : 38413
Data del deposito : 7 febbraio 2003

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