Cass. pen., sez. II, sentenza 10/12/2013, n. 1405
CASS
Sentenza 10 dicembre 2013

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In tema di contestazione in forma cosiddetta "aperta", la "identità del fatto", che rileva ai fini dell'operatività del principio del "ne bis in idem", non sussiste con riguardo ad uno stesso reato permanente contestato in relazione a periodi diversi, qualora la permanenza venga protratta oltre la data di cessazione accertata nel precedente giudizio e venga altresì allegato un fatto nuovo. (Nella specie la Corte ha escluso la violazione del principio essendo stata contestata la partecipazione dell'imputato ad associazione mafiosa relativamente ad un periodo successivo rispetto al procedimento già definito ed allegata, inoltre,quale "fatto nuovo", la posizione di vertice dall'imputato stesso assunta in tale contesto).

In sede di legittimità non è censurabile la sentenza, per il suo silenzio su una specifica deduzione prospettata col gravame, quando questa risulta disattesa dalla motivazione complessivamente considerata, essendo sufficiente, per escludere la ricorrenza del vizio previsto dall'art. 606, comma primo, lett. e), cod. proc. pen., che la sentenza evidenzi una ricostruzione dei fatti che conduca alla reiezione della prospettazione difensiva implicitamente e senza lasciare spazio ad una valida alternativa

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Sul provvedimento

Citazione :
Cass. pen., sez. II, sentenza 10/12/2013, n. 1405
Giurisdizione : Corte di Cassazione
Numero : 1405
Data del deposito : 10 dicembre 2013

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