Cass. pen., sez. VI, sentenza 24/05/2012, n. 22301
CASS
Sentenza 24 maggio 2012

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Non viola il principio di correlazione tra accusa e sentenza la riqualificazione giuridica del fatto operata per la prima volta dal giudice di secondo grado, qualora l'imputato sia stato in grado di contestarla in sede di ricorso per cassazione, senza subire alcuna compressione o limitazione del proprio diritto al contraddittorio. (Fattispecie relativa ad una riqualificazione del fatto da concussione in corruzione per atto contrario ai doveri d'ufficio, in cui l'imputato ha potuto validamente contestare per la prima volta tale decisione solo in sede di legittimità).

Commentari3

  • 1Art. 318 - Corruzione per l’esercizio della funzione (1)
    https://www.filodiritto.com/

    Rassegna di giurisprudenza Elementi strutturali In tema di corruzione, la fattispecie di cui all'art. 318 (nel testo introdotto dalla L. 190/2012) punisce la generica condotta di vendita della funzione pubblica, senza richiedere l'individuazione di un preciso atto contrario ai doveri di ufficio, oggetto di illecito mercimonio, sicché la corruzione per l'esercizio della funzione ha natura di reato di pericolo (Sez. 6, 49226/2014). In tema di corruzione per l'esercizio della funzione, benché la proporzionalità tra le prestazioni non sia un elemento costitutivo del reato, tuttavia l'irrisorietà dell'utilità conseguita rispetto alla rilevanza dell'atto amministrativo, rileva sul piano …

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  • 2Art. 319 - Corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio
    https://www.filodiritto.com/

    Rassegna di giurisprudenza Elementi strutturali Il delitto di corruzione si perfeziona alternativamente con l'accettazione della promessa ovvero con la dazione - ricezione dell'utilità, e tuttavia, ove alla promessa faccia seguito la dazione - ricezione, è solo in tale ultimo momento che, approfondendosi l'offesa tipica, il reato viene a consumazione (SU, 15208/2010). Integra il delitto di corruzione propria la condotta del pubblico ufficiale che, dietro elargizione di un indebito compenso, esercita i poteri discrezionali rinunciando ad una imparziale comparazione degli interessi in gioco, al fine di raggiungere un esito predeterminato, anche quando questo risulta coincidere, “ex post”, …

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  • 3Corruzione propria e corruzione per l'esercizio della funzione: rapporti e differenze tra le due fattispecie
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Sul provvedimento

Citazione :
Cass. pen., sez. VI, sentenza 24/05/2012, n. 22301
Giurisdizione : Corte di Cassazione
Numero : 22301
Data del deposito : 24 maggio 2012

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