Cass. pen., sez. VI, sentenza 25/05/2009, n. 36323
CASS
Sentenza 25 maggio 2009

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Ai fini della configurabilità del delitto di corruzione in atti giudiziari rileva la natura dell'atto compiuto, nel senso che lo stesso deve essere funzionale ad un procedimento giudiziario e porsi quale strumento per arrecare un favore o un danno nei confronti di una delle parti di un processo civile, penale o amministrativo. (Fattispecie in cui la funzione giudiziaria si è estrinsecata in favore di una serie di professionisti, e in danno dei creditori e della massa attiva, attraverso una illecita gestione delle procedure concorsuali)

Il delitto di corruzione in atti giudiziari può essere realizzato anche nella forma della corruzione cosiddetta susseguente, ed è indifferente, ai fini della sua configurabilità, che l'atto compiuto sia conforme o meno ai doveri d'ufficio. (Fattispecie relativa alla gestione illecita di procedure concorsuali)

È configurabile il reato di corruzione in atti giudiziari nella condotta del giudice delegato ai fallimenti, a carico del quale siano state accertate reiterate violazioni dei doveri nell'esecuzione della funzione giudiziaria, anche se non siano individuati singoli fatti corruttivi, ma una disponibilità continuativa a elargire benefici a singoli o a gruppi dietro contropartita economica, con danno patrimoniale per i creditori delle procedure fallimentari trattate.

Il delitto di corruzione in atti giudiziari si configura anche nella ripetuta dazione di utilità economiche al giudice delegato ai fallimenti - ancorchè talvolta successiva al compimento di atti giudiziari contrari ai doveri del suo ufficio - da parte di singoli professionisti privati, in vista di corrispettivi vantaggi patrimoniali costituiti dal conferimento di nuovi incarichi di curatore nelle procedure fallimentari e dalla liquidazione di compensi sulla massima misura tariffaria.

Nel giudizio di legittimità, il diritto del ricorrente a essere informato in modo dettagliato della natura e dei motivi dell'accusa elevata a suo carico deve ritenersi soddisfatto, quando l'eventualità di una diversa qualificazione giuridica del fatto operata dal giudice "ex officio" sia stata rappresentata al difensore dell'imputato con un atto del Collegio, in modo che la parte abbia potuto beneficiare di un congruo termine per apprestare la propria difesa. (Fattispecie in cui l'eventualità di una diversa qualificazione giuridica è stata rappresentata nelle conclusioni e nella sintesi delle statuizioni riportate nel dispositivo di una precedente sentenza della Corte di legittimità, con la quale era stata revocata una propria precedente pronuncia limitatamente alla riqualificazione dei fatti corruttivi come reati di corruzione in atti giudiziari, disponendo che si procedesse ad una nuova trattazione del ricorso proposto contro la decisione assunta dal giudice di secondo grado)

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Sul provvedimento

Citazione :
Cass. pen., sez. VI, sentenza 25/05/2009, n. 36323
Giurisdizione : Corte di Cassazione
Numero : 36323
Data del deposito : 25 maggio 2009

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