Cass. pen., SS.UU., sentenza 23/06/2016, n. 31669
CASS
Sentenza 23 giugno 2016

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In tema di reato continuato, il limite di aumento di pena non inferiore ad un terzo di quella stabilita per il reato più grave, previsto dall'art. 81, comma quarto, cod. pen. nei confronti dei soggetti ai quali è stata applicata la recidiva di cui all'art. 99, comma quarto, cod. pen., opera anche quando il giudice consideri la recidiva stessa equivalente alle riconosciute attenuanti.

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  • 1Rapina pluriaggravata e lesioni personali: confermata condanna con circostanze attenuanti equivalenti alla recidiva
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    RITENUTO IN FATTO 1. Con sentenza del 29 gennaio 2021 il Giudice dell'udienza preliminare del Tribunale di Ancona, a seguito di giudizio abbreviato, condannava Marco S. e Lucian Stefan D. alla pena di anni due e mesi otto di reclusione ed euro cinquecento di multa per il reato di furto di due blocchetti di assegni e denaro liquido, asportati il 22 novembre 2020 dal ristorante "Il pirata" di Marzocca, aggravato dall'essersi introdotti nel locale con violenza sulle cose costituita dall'effrazione della porta, dall'aver commesso il fatto in concorso con altra persona, e quindi in numero di tre persone, e dalla recidiva reiterata, specifica ed infraquinquennale. 2. Con sentenza del 20 …

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  • 3Corte di cassazione
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    RITENUTO IN FATTO 1. Con sentenza del 12 marzo 2019 il Tribunale di Cosenza ha dichiarato non doversi procedere nei confronti di Annunziato L.T., imputato del delitto di appropriazione indebita continuata, aggravata dall'abuso di relazioni di prestazione di opera (art. 61, n. 11, c.p.) e dalla recidiva reiterata specifica ed infraquinquennale, per essere il reato estinto per remissione di querela. All'imputato si contesta di essersi appropriato, in tempi diversi, della merce di campionario di proprietà della s.r.l. Blu Industries, abusando della sua qualità di sub-agente. Il Tribunale, dopo la costituzione delle parti e l'apertura del dibattimento, rilevato che il delitto contestato …

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  • 4Corte di cassazione
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    RITENUTO IN FATTO 1. Con la sentenza indicata in epigrafe la Corte di appello di Palermo confermava integralmente la pronuncia del 3 dicembre 2020 con la quale il Tribunale di Trapani, ad esito del giudizio ordinario, aveva condannato Francesco D. alla pena di anni uno, mesi quattro di reclusione ed euro seicento di multa per i reati di minaccia aggravata (capi A e D), violazione di domicilio aggravata (capo B) e tentato furto con strappo (capo C), oltre al risarcimento dei danni arrecati alle parti civili. 2. Avverso la predetta sentenza ha proposto ricorso l'imputato, a mezzo del proprio difensore, chiedendo l'annullamento della sentenza per violazione della legge penale e vizio della …

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  • 5Corte di cassazione
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    RITENUTO IN FATTO 1. Con la sentenza sopra indicata la Corte di appello di Roma confermava la pronuncia di primo grado del 30 novembre 2012 con la quale il Tribunale di Roma aveva condannato Massimiliano C. in relazione ai reati di cui all'art. 648 c.p., per avere acquistato o comunque ricevuto, al fine di procurarsi profitto, in data successiva e prossima al 16 novembre 2005, un assegno tratto su conto corrente bancario provento di furto commesso in danno di Renato F., legale rappresentante della Romainvest s.r.l. di Roma, con il riconoscimento della recidiva specifica infraquinquennale (capo d'imputazione 2); e, in data antecedente e prossima al 31 gennaio 2006, un carnet di assegni …

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Sul provvedimento

Citazione :
Cass. pen., SS.UU., sentenza 23/06/2016, n. 31669
Giurisdizione : Corte di Cassazione
Numero : 31669
Data del deposito : 23 giugno 2016

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