Cass. pen., SS.UU., sentenza 30/01/2014, n. 10561
CASS
Sentenza 30 gennaio 2014

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Il provvedimento analizzato è una sentenza emessa dalle Sezioni Unite Penali della Corte Suprema di Cassazione, presieduta da Giorgio Santacroce, il 30 gennaio 2014. Le parti coinvolte nel procedimento sono un indagato e il Pubblico Ministero, il quale aveva richiesto il sequestro preventivo di un immobile di proprietà dell'indagato, accusato di omesso versamento dell'IVA. L'indagato ha contestato la legittimità del sequestro, sostenendo che non avesse conseguito profitto personale dal reato e che il debito tributario fosse stato oggetto di un piano di rientro con l'Agenzia delle Entrate.

Il giudice ha accolto in parte le richieste del Pubblico Ministero, ritenendo sussistenti il fumus commissi delicti e il periculum, giustificando il sequestro per equivalente in quanto il profitto del reato era identificabile con l'IVA evasa. La Corte ha chiarito che il sequestro preventivo può essere disposto anche nei confronti di beni di una persona giuridica per reati tributari, a condizione che il profitto sia nella disponibilità della persona giuridica stessa. Inoltre, ha escluso la possibilità di confisca per equivalente nei confronti dell'indagato, in assenza di un profitto direttamente riconducibile a lui. La sentenza ha quindi ribadito la necessità di un intervento legislativo per risolvere le irrazionalità normative in materia di responsabilità degli enti per reati tributari.

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Massime3

Il sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente può essere disposto anche quando l'impossibilità del reperimento dei beni, costituenti il profitto del reato, sia transitoria e reversibile, purché sussistente al momento della richiesta e dell'adozione della misura, non essendo necessaria la loro preventiva ricerca generalizzata.

È legittimo il sequestro preventivo finalizzato alla confisca diretta del profitto rimasto nella disponibilità di una persona giuridica, derivante dal reato tributario commesso dal suo legale rappresentante, non potendo considerarsi l'ente una persona estranea al detto reato.

In tema di reati tributari commessi dal legale rappresentante di una persona giuridica, il sequestro preventivo funzionale alla confisca per equivalente prevista dagli artt. 1, comma 143, della l. n. 244 del 2007 e 322 ter cod. pen. non può essere disposto sui beni dell'ente, ad eccezione del caso in cui questo sia privo di autonomia e rappresenti solo uno schermo attraverso il quale il reo agisca come effettivo titolare dei beni.

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Sul provvedimento

Citazione :
Cass. pen., SS.UU., sentenza 30/01/2014, n. 10561
Giurisdizione : Corte di Cassazione
Numero : 10561
Data del deposito : 30 gennaio 2014

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