Cass. pen., SS.UU., sentenza 28/03/2013, n. 37424
CASS
Sentenza 28 marzo 2013

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Il reato di omesso versamento dell'imposta sul valore aggiunto (art. 10-ter d.lgs n. 74 del 2000), che si consuma con il mancato pagamento dell'imposta dovuta in base alla dichiarazione annuale, per un ammontare superiore ad euro cinquantamila, entro la scadenza del termine per il pagamento dell'acconto relativo al periodo di imposta dell'anno successivo, non si pone in rapporto di specialità ma di progressione illecita con l'art. 13, comma primo, D.Lgs. n. 471 del 1997, che punisce con la sanzione amministrativa l'omesso versamento periodico dell'imposta entro il mese successivo a quello di maturazione del debito mensile IVA, con la conseguenza che al trasgressore devono essere applicate entrambe le sanzioni.

Il reato di omesso versamento dell'imposta sul valore aggiunto (art. 10-ter D.Lgs. n. 74 del 2000), entrato in vigore il 4 luglio 2006, che punisce il mancato adempimento dell'obbligazione tributaria entro la scadenza del termine per il versamento dell'acconto relativo al periodo di imposta dell'anno successivo, è applicabile anche alle omissioni dei versamenti relativi all'anno 2005, senza che ciò comporti violazione del principio di irretroattività della norma penale.

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    Hai ricevuto una contestazione dall'Agenzia delle Entrate perché alcune operazioni con controparti localizzate in paradisi fiscali sono state ritenute elusive o fittizie? In questi casi, l'Ufficio presume che i rapporti commerciali o finanziari con Paesi a fiscalità privilegiata abbiano avuto come unico scopo quello di ridurre o evitare il carico fiscale in Italia. La conseguenza è il recupero delle imposte con sanzioni e interessi. Tuttavia, non sempre la contestazione è fondata: è possibile difendersi dimostrando la reale sostanza economica delle operazioni. Quando l'Agenzia delle Entrate contesta operazioni con paradisi fiscali – Se i costi derivanti da operazioni con soggetti esteri …

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  • 3Ravvedimento Operoso Per Infedele Dichiarazione: Come Si Fa
    Giuseppe Monardo · https://avvocaticartellesattoriali.com/blog/ · 27 luglio 2025

    Hai commesso un errore nella dichiarazione dei redditi e ti sei accorto di aver indicato meno di quanto avresti dovuto? Ti stai chiedendo come sistemare tutto prima che arrivi un accertamento e quali vantaggi offre il ravvedimento operoso per infedele dichiarazione? Il ravvedimento operoso è lo strumento che ti consente di correggere spontaneamente errori o omissioni fiscali, pagando sanzioni ridotte rispetto a quelle previste in caso di controllo dell'Agenzia delle Entrate. Cos'è l'infedele dichiarazione? – È l'indicazione, nella dichiarazione dei redditi, di un reddito inferiore al reale – Può riguardare IRPEF, IRES, IVA, IRAP e altre imposte – Può derivare da errori formali, mancata …

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    Di Fulvio Graziotto · https://www.quotidianolegale.it/ambientediritto-20-anni/

    Reato di omesso versamento IVA basato su debito dichiarato e non effettivo – tenuità del fatto. Massima Giurisprudenziale Il reato di omesso versamento IVA è basato sul debito dichiarato, non su quello effettivo. La causa di non punibilità della “particolare tenuità del fatto” è applicabile soltanto alla omissione per un ammontare vicinissimo alla soglia di punibilità (fissata a 250.000 euro) poiché il grado di offensività che dà luogo a reato è già stato valutato dal legislatore nella determinazione della soglia di rilevanza penale; uno scostamento di oltre 4 mila euro non può affatto definirsi esiguo. Decisione: Sentenza n. 14595/2018 Cassazione Penale – Sezione III Classificazione: …

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Sul provvedimento

Citazione :
Cass. pen., SS.UU., sentenza 28/03/2013, n. 37424
Giurisdizione : Corte di Cassazione
Numero : 37424
Data del deposito : 28 marzo 2013

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