Cass. civ., sez. V trib., sentenza 30/01/2025, n. 2196
CASS
Sentenza 30 gennaio 2025

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In tema di istanza di rimborso dei soggetti colpiti dal sisma in Sicilia del 1990, l'Amministrazione, che contesta il diritto del contribuente al rimborso delle somme indebitamente pagate, ai sensi dell'art. 1, comma 665, della l. n. 190 del 2014, per come integrato dall'art. 16-octies del d.l. n. 91 del 2017, conv. con modif. dalla l. n. 123 del 2017, è tenuta ad allegare, in relazione alle informazioni in suo possesso derivanti dalla presentazione o meno della dichiarazione dei redditi e dei successivi pagamenti, gli specifici fatti impeditivi, modificativi ed estintivi dello stesso e non può limitarsi ad opporre che l'onere della prova grava sul richiedente, rientrando tra gli obblighi di collaborazione e buona fede che devono orientare i rapporti della stessa Amministrazione tributaria con i contribuenti.

In tema di richiesta di rimborso, si deve tenere presente la necessità di applicare il principio statutario della collaborazione e della buona fede in caso di presentazione di un'istanza da parte del contribuente. Al riguardo, la mancanza di documentazione in allegato alla domanda di rimborso e, quindi, in sostanza, la carenza di prova per determinare l'an ed il quantum del rimborso stesso, non sono considerati dal legislatore direttamente motivo di rigetto o di inammissibilità della stessa, dando vita piuttosto ad un confronto con l'Ufficio ed alla possibilità di integrazione dei documenti rilevanti e tale principio vale anche nella successiva fase processuale.

Commentari4

  • 1Cass., n. 2196/2025
    Morri_Admin · https://www.osservatorio-giustiziatributaria.it/ · 17 febbraio 2025

    Con la recente sentenza n. 2196 depositata il 30 gennaio 2025 la Suprema Corte ha rimarcato la necessità di applicare il principio statutario della collaborazione e della buona fede in caso di presentazione di un'istanza di rimborso da parte del contribuente. Al riguardo, ha precisato che la mancanza di documentazione in allegato alla domanda di rimborso e, quindi, in sostanza, la carenza di prova per determinare l'an ed il quantum del rimborso stesso, non sono considerati dal legislatore direttamente motivo di rigetto o di inammissibilità dell'istanza, dando vita piuttosto ad un confronto con l'Ufficio ed alla possibilità di integrazione dei documenti rilevanti. Tale principio vale …

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  • 2Come Difendersi Quando L’Agenzia Delle Entrate Cambia Orientamento Senza Preavviso
    Giuseppe Monardo · https://avvocaticartellesattoriali.com/blog/ · 10 marzo 2026

    Introduzione Quando l'Agenzia delle Entrate “cambia orientamento” senza un preavviso percepibile dal contribuente, l'effetto concreto può essere devastante: atti impositivi inattesi, recuperi d'imposta su annualità pregresse, sanzioni e interessi che trasformano una “questione interpretativa” in un debito difficile da sostenere, e (nei casi peggiori) un'immediata escalation verso iscrizioni a ruolo, ipoteche, fermi o pignoramenti. Negli ultimi anni, il legislatore ha però irrobustito diversi “scudi” difensivi del contribuente: contraddittorio preventivo generalizzato, obblighi di motivazione più stringenti, regole nuove sulla (annull)abilità degli atti, strumenti di autotutela …

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  • 3Istanze di rimborso: principio di collaborazione e buona fede
    Camilla Bozzo · https://fiscomania.com/ · 6 marzo 2025

    Quando un contribuente presenta un'istanza di rimborso, l'Amministrazione finanziaria è tenuta a rispettare il principio di collaborazione e buona fede, sancito dallo Statuto dei diritti del contribuente (Legge n. 212/00, art. 10). Questo principio impone all'Ufficio un comportamento improntato alla trasparenza e alla cooperazione con il contribuente. Tuttavia, nella prassi, capita spesso che l'Amministrazione respinga un'istanza per mancanza di documentazione, senza avviare alcun dialogo con il contribuente. Ma è davvero corretto? La recente sentenza n. 2196/2025 della Corte di Cassazione chiarisce che un rigetto automatico è illegittimo e che l'Ufficio deve consentire l'integrazione …

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  • 4Cosa Fare Se L’Agenzia Delle Entrate Non Risponde
    Giuseppe Monardo · https://avvocaticartellesattoriali.com/blog/ · 9 marzo 2026

    Introduzione Quando l'Agenzia delle Entrate non risponde a una tua istanza (rimborso, autotutela, interpello, accesso agli atti, richiesta di chiarimenti), il rischio non è solo “perdere tempo”: il rischio vero è perdere diritti, lasciar scadere termini di ricorso, subire azioni esecutive (fermi, ipoteche, pignoramenti), oppure impostare male una strategia difensiva e ritrovarti a rincorrere l'Amministrazione nelle sedi sbagliate. Questo è particolarmente delicato perché, nel diritto tributario, il “silenzio” può assumere significati diversi: a volte equivale a un rifiuto impugnabile, a volte produce un effetto di “assenso” (come negli interpelli), altre volte invece non ti salva dalle …

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Sul provvedimento

Citazione :
Cass. civ., sez. V trib., sentenza 30/01/2025, n. 2196
Giurisdizione : Corte di Cassazione
Numero : 2196
Data del deposito : 30 gennaio 2025
Fonte ufficiale :

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