Cass. civ., SS.UU., sentenza 22/03/2019, n. 08230
CASS
Sentenza 22 marzo 2019

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Sintesi tramite sistema IA Doctrine

Il provvedimento analizzato è una sentenza della Corte Suprema di Cassazione, Sezioni Unite Civili, emessa il 29 gennaio 2019. Le parti in causa hanno sollevato questioni relative alla validità di un contratto di compravendita di un immobile, contestando la regolarità urbanistica dell'edificio e la corretta indicazione degli estremi del titolo abilitativo. Il ricorrente ha chiesto la dichiarazione di nullità dell'atto di compravendita, sostenendo che l'immobile fosse stato oggetto di lavori non autorizzati, mentre i controricorrenti hanno eccepito la carenza di interesse del ricorrente, non dimostrando la pendenza di una lite relativa alla simulazione dell'atto di acquisto.

Il giudice ha rigettato il ricorso principale, affermando che la nullità prevista dagli artt. 17 e 40 della L. n. 47 del 1985 e dall'art. 46 del D.P.R. n. 380 del 2001 è di natura "testuale", colpendo gli atti privi della dichiarazione dell'alienante riguardo al titolo abilitativo. La Corte ha chiarito che, in presenza di tale dichiarazione, il contratto è valido, indipendentemente dalla conformità dell'immobile al titolo menzionato. La decisione si fonda sulla necessità di garantire la certezza del traffico giuridico e di contrastare l'abusivismo edilizio, stabilendo un equilibrio tra la tutela dell'affidamento dell'acquirente e l'interesse pubblico alla regolarità urbanistica.

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Massime1

La nullità comminata dall'art. 46 del d.P.R. n. 380 del 2001 e dagli artt. 17 e 40 della l. n. 47 del 1985 va ricondotta nell'ambito del comma 3 dell'art 1418 c.c., di cui costituisce una specifica declinazione, e deve qualificarsi come nullità "testuale", con tale espressione dovendo intendersi, in stretta adesione al dato normativo, un'unica fattispecie di nullità che colpisce gli atti tra vivi ad effetti reali elencati nelle norme che la prevedono, volta a sanzionare la mancata inclusione in detti atti degli estremi del titolo abilitativo dell'immobile, titolo che, tuttavia, deve esistere realmente e deve esser riferibile, proprio, a quell'immobile. Pertanto, in presenza nell'atto della dichiarazione dell'alienante degli estremi del titolo urbanistico, reale e riferibile all'immobile, il contratto è valido a prescindere dal profilo della conformità o della difformità della costruzione realizzata al titolo menzionato.

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Sul provvedimento

Citazione :
Cass. civ., SS.UU., sentenza 22/03/2019, n. 08230
Giurisdizione : Corte di Cassazione
Numero : 8230
Data del deposito : 22 marzo 2019

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