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Sentenza 20 marzo 2025
Sentenza 20 marzo 2025
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Sul provvedimento
| Citazione : | Trib. Rovigo, sentenza 20/03/2025, n. 16 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Trib. Rovigo |
| Numero : | 16 |
| Data del deposito : | 20 marzo 2025 |
Testo completo
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
Il Tribunale ordinario di Rovigo
Sezione civile
Riunito in camera di consiglio e composto dai seguenti Magistrati: dott.ssa Paola Di Francesco Presidente dott.ssa Sofia Gancitano Giudice relatore dott.ssa Benedetta Barbera Giudice letti gli atti del procedimento iscritto al n. 9-1/2025 PU;
udita la relazione del Giudice relatore;
ha pronunciato la seguente
SENTENZA dichiarativa della liquidazione giudiziale di
(P.I. ), in persona del legale rappresentante pro tempore, Controparte_1 P.IVA_1
con sede legale in FI NO (RO), Via Alessandro Volta, 216, PEC
Email_1
Motivi della decisione
1. Sussiste la competenza territoriale di questo Tribunale, essendo la sede principale dell'impresa debitrice - coincidente fino a prova contraria con la sede legale (cfr., tra le tante,
Cass. civ., sez. un., n. 15872/2013; Cass. civ., n. 23719/2014) - sita a FI NO (RO),
Comune che rientra nel circondario di competenza di questo Tribunale, da oltre un anno prima dell'esercizio dell'iniziativa per la dichiarazione di liquidazione giudiziale.
2. Il ricorso ed il decreto di convocazione risultano regolarmente notificati dalla
Cancelleria all'indirizzo di posta elettronica certificata della società, in data 3.02.2025.
3. La legittimazione a proporre ricorso per dichiarazione di liquidazione giudiziale non presuppone necessariamente l'accertamento del credito in sede giudiziale, né l'esecutività del titolo, essendo viceversa a tal fine sufficiente un accertamento incidentale da parte del giudice, all'esclusivo scopo di verificare la legittimazione dell'istante, stante che l'accertamento della effettiva esistenza del credito, in ambito concorsuale, è riservato al procedimento di verifica dello stato passivo, al quale anche chi abbia chiesto la dichiarazione di liquidazione giudiziale,
1 allegando di essere creditore, ha l'onere di partecipare per divenire creditore concorrente
(Cass. civ., sez. un., n. 1521/2013 e Cass. civ., n. 21144/2020).
Quindi, come precisato dalla Corte di Cassazione l'accertamento non si fonda sull'esistenza del credito, ma sulla sussistenza dei presupposti della liquidazione giudiziale, tant'è che il creditore istante ha comunque l'onere di presentare domanda di ammissione al passivo, sicché la domanda di liquidazione giudiziale integra un'azione a contenuto meramente processuale, rispetto alla quale l'accertamento del credito si pone, appunto, come incidentale, ai fini della legittimazione al ricorso
(già, in materia di fallimento, Cass. civ., n. 23420/2016).
Pertanto, il credito ai fini della legittimazione può anche non risultare da un titolo esecutivo o da un provvedimento monitorio del giudice, ed essere perfino oggetto di contestazione da parte del debitore, atteso che la verifica che deve essere compiuta dal Tribunale ha lo scopo di accertare la ricorrenza dello stato di insolvenza senza alcuna idoneità all'efficacia di giudicato, quanto all'esistenza e titolarità del credito.
Venendo al caso in esame, sussiste la legittimazione attiva di parte ricorrente, il cui credito è fondato sulle fatture n. 1205 del 22.7.2024 (per la residua somma di € 33.895,68) e n. 1440 del 30.8.2024 (per l'intera somma di € 11.767,82), unitamente ai rispettivi d.d.t. firmati dal destinatario.
La società intimata è soggetta alla disciplina sui procedimenti concorsuali ex artt. 1, 2 e 121 CCI, svolgendo attività di natura commerciale: esecuzione di lavori di carpenteria metallica, lavori di meccanica generale etc., come risulta dall'oggetto sociale indicato nella visura camerale versata in atti.
4. L'istruttoria ha evidenziato l'esistenza di debiti scaduti e non pagati per un importo superiore alla soglia di € 30.000,00, tenuto conto dei crediti indicati nel ricorso (€ 46.482,35)
e dell'esposizione debitoria riferita dall'Inps (€ 7.873,71) e dall'Agenzia delle Entrate (€
27.189,75 oltre interessi).
5. Con riferimento al superamento dei limiti dimensionali, delineati dall'art. 2, comma 1, lett.
d), CCII, va ribadito, sotto il profilo probatorio, l'insegnamento giurisprudenziale - emerso sotto la vigenza della legge fallimentare (Cass. civ., n. 7372/2018) ed applicabile alla liquidazione giudiziale, stante il tenore dell'art. 121 CCII - che addossa al debitore intimato l'onere di dimostrare il mancato superamento dei limiti indicati dall'art. 2, comma 1, lett. d), CCII.
La società intimata, non essendosi costituita, non ha contestato né fornito alcuna prova in ordine all'eventuale mancato superamento della soglia per la dichiarazione di liquidazione giudiziale negli ultimi tre anni anteriori alla dichiarazione di liquidazione giudiziale.
In conclusione, la società intimata non ha provato il mancato superamento dei limiti dimensionali negli ultimi tre esercizi. Va inoltre rammentato che, ai sensi dell'art. 121 CCII, occorre il possesso
2 “congiunto” e non alternativo dei menzionati limiti, nel senso che è sufficiente il superamento di uno di essi anche in uno soltanto degli esercizi considerati perché si perda l'effetto di esonero dalla procedura concorsuale, senza che possa operarsi una media di periodo. Secondo il consolidato insegnamento della Corte di Cassazione, al quale si ritiene di aderire, il possesso dei menzionati requisiti deve essere desunto dai bilanci relativi agli ultimi tre esercizi, al cui deposito il debitore è tenuto a norma dell'art. 41, comma 4, CCII.
Nel caso di specie, dall'ultimo bilancio depositato, riferito all'anno 2023, si ricava il superamento delle soglie previste dal citato art. 2 CCII: attivo patrimoniale pari a € 580.466,00 per l'anno 2023; esposizione debitoria per € 534.471,00 per l'anno 2023; ricavi per € 835.387,00 per l'anno 2023 ed
€ 421.864,00 per l'anno 2022.
6. Quanto al requisito oggettivo di cui all'art. 2, comma 1, lett. b), CCII, va osservato che lo stato di insolvenza di è desumibile: 1) dalla circostanza che due Controparte_1
assegni bancari consegnati dalla debitrice alla ricorrente per gli importi rispettivamente di €
33.850,00 e di € 11.767,82 sono rimasti impagati per mancanza di fondi;
2) dalla pendenza a suo carico dell'esecuzione mobiliare n. 688/2024 r.g. presso il Tribunale di Rovigo;
3) dall'elenco dei decreti ingiuntivi emessi nei suoi confronti, tutti nell'anno 2024, comunicati a questo ufficio da Agenzia delle Entrate, per importi complessivi superiori ad € 40.000,00.
7. Alla luce di tali elementi è da escludere il ricorrere di un fenomeno di occasionale inadempienza, dovendosi per contro desumere dagli elementi sinora evidenziati il sussistere uno stato di definitiva incapacità dell'impresa di fare fronte regolarmente alle proprie obbligazioni.
Tenuto conto nella nomina del curatore dei criteri indicati dagli artt. 125, 356 e 358 CCII;
visti gli artt. 1, 2, 27, 28, 37, 40, 41, 42, 49, 54 e 121 CCI,
DICHIARA
l'apertura della liquidazione giudiziale di
(P.I. ), in persona del legale rappresentante pro tempore, Controparte_1 P.IVA_1
con sede legale in 45024 FI NO (RO), Via Alessandro Volta n. 216, PEC
Email_1
NOMINA
Giudice delegato, la dott.ssa Sofia Gancitano
NOMINA
Curatore l'Avv. Tommaso Sartori, che, alla luce dell'organizzazione dello studio e sulla base delle risultanze dei rapporti riepilogativi, risulta allo stato in grado di rispettare i termini di cui all'art. 213
CCII, con invito ad accettare l'incarico entro due giorni dalla comunicazione della nomina.
3 Autorizza il curatore, con le modalità di cui agli artt. 155-quater, 155-quinquies e 155-sexies disp. att. c.p.c.:
1) ad accedere alle banche dati dell'anagrafe tributaria e dell'archivio dei rapporti finanziari;
2) ad accedere alla banca dati degli atti assoggettati a imposta di registro e ad estrarre copia degli stessi;
3) ad acquisire l'elenco dei clienti e l'elenco dei fornitori di cui all'art. 21 del D.L. 31 maggio 2010, n. 78, convertito dalla L. 30 luglio 2010, n. 122 e successive modificazioni;
4) ad acquisire la documentazione contabile in possesso delle banche e degli altri intermediari finanziari relativa ai rapporti con l'impresa debitrice, anche se estinti;
5) ad acquisire le schede contabili dei fornitori e dei clienti relative ai rapporti con l'impresa debitrice.
Ordina all'imprenditore sottoposto a liquidazione giudiziale di depositare entro tre giorni le scritture contabili e fiscali obbligatorie - in formato digitale nei casi in cui la documentazione è tenuta a norma dell'art. 2215-bis c.c. - nonché l'elenco dei creditori corredato dall'indicazione del loro domicilio digitale, se già non eseguito a norma dell'art. 39 CCII.
Stabilisce il giorno 10 luglio 2025, ore 09:50, per procedere all'esame dello stato passivo, davanti al Giudice delegato.
Assegna il termine perentorio di trenta giorni prima dell'adunanza per l'esame dello stato passivo, ai creditori ed a tutti i terzi che vantano diritti reali o personali su cose in possesso dell'imprenditore sottoposto a liquidazione giudiziale, perché presentino le relative domande di insinuazione e la documentazione allegata con le modalità di cui all'art. 201 CCII mediante trasmissione delle stesse all'indirizzo di posta elettronica certificata del curatore e con spedizione da un indirizzo di posta elettronica certificata.
Avvisa
i creditori e i terzi che tali modalità di presentazione non ammettono equipollenti, con la conseguenza che eventuali domande trasmesse mediante deposito o invio per posta presso la cancelleria e/o presso lo studio del curatore, o mediante invio telematico presso la cancelleria, saranno considerate inammissibili e quindi come non pervenute;
nelle predette domande dovrà altresì essere indicato l'indirizzo di posta elettronica certificata al quale i ricorrenti intendono ricevere le comunicazioni dal curatore, con la conseguenza che, in mancanza di tale indicazione, le comunicazioni successive
4 verranno effettuate esclusivamente mediante deposito in cancelleria ai sensi dell'art. art. 10, comma
3, CCII.
Segnala al curatore che deve tempestivamente comunicare al Registro delle Imprese l'indirizzo di posta elettronica certificata relativo alla procedura al quale dovranno essere trasmesse le domande da parte dei creditori e dei terzi che vantano diritti reali o personali su beni in possesso di Controparte_1
Dispone la prenotazione a debito del presente atto e sue conseguenze a sensi dell'art. 146 D.P.R. n. 115 del
2002.
Dispone che la presente sentenza venga notificata al debitore soggetto a liquidazione giudiziale, comunicata al curatore ed a parte ricorrente ed iscritta presso l'Ufficio del Registro delle imprese, ai sensi dell'art. 49, comma 4, CCII.
Così deciso, nella camera di consiglio della sezione civile del Tribunale ordinario di Rovigo, in data
17.03.2025.
Il Giudice estensore Il Presidente
Sofia Gancitano Paola Di Francesco
5
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
Il Tribunale ordinario di Rovigo
Sezione civile
Riunito in camera di consiglio e composto dai seguenti Magistrati: dott.ssa Paola Di Francesco Presidente dott.ssa Sofia Gancitano Giudice relatore dott.ssa Benedetta Barbera Giudice letti gli atti del procedimento iscritto al n. 9-1/2025 PU;
udita la relazione del Giudice relatore;
ha pronunciato la seguente
SENTENZA dichiarativa della liquidazione giudiziale di
(P.I. ), in persona del legale rappresentante pro tempore, Controparte_1 P.IVA_1
con sede legale in FI NO (RO), Via Alessandro Volta, 216, PEC
Email_1
Motivi della decisione
1. Sussiste la competenza territoriale di questo Tribunale, essendo la sede principale dell'impresa debitrice - coincidente fino a prova contraria con la sede legale (cfr., tra le tante,
Cass. civ., sez. un., n. 15872/2013; Cass. civ., n. 23719/2014) - sita a FI NO (RO),
Comune che rientra nel circondario di competenza di questo Tribunale, da oltre un anno prima dell'esercizio dell'iniziativa per la dichiarazione di liquidazione giudiziale.
2. Il ricorso ed il decreto di convocazione risultano regolarmente notificati dalla
Cancelleria all'indirizzo di posta elettronica certificata della società, in data 3.02.2025.
3. La legittimazione a proporre ricorso per dichiarazione di liquidazione giudiziale non presuppone necessariamente l'accertamento del credito in sede giudiziale, né l'esecutività del titolo, essendo viceversa a tal fine sufficiente un accertamento incidentale da parte del giudice, all'esclusivo scopo di verificare la legittimazione dell'istante, stante che l'accertamento della effettiva esistenza del credito, in ambito concorsuale, è riservato al procedimento di verifica dello stato passivo, al quale anche chi abbia chiesto la dichiarazione di liquidazione giudiziale,
1 allegando di essere creditore, ha l'onere di partecipare per divenire creditore concorrente
(Cass. civ., sez. un., n. 1521/2013 e Cass. civ., n. 21144/2020).
Quindi, come precisato dalla Corte di Cassazione l'accertamento non si fonda sull'esistenza del credito, ma sulla sussistenza dei presupposti della liquidazione giudiziale, tant'è che il creditore istante ha comunque l'onere di presentare domanda di ammissione al passivo, sicché la domanda di liquidazione giudiziale integra un'azione a contenuto meramente processuale, rispetto alla quale l'accertamento del credito si pone, appunto, come incidentale, ai fini della legittimazione al ricorso
(già, in materia di fallimento, Cass. civ., n. 23420/2016).
Pertanto, il credito ai fini della legittimazione può anche non risultare da un titolo esecutivo o da un provvedimento monitorio del giudice, ed essere perfino oggetto di contestazione da parte del debitore, atteso che la verifica che deve essere compiuta dal Tribunale ha lo scopo di accertare la ricorrenza dello stato di insolvenza senza alcuna idoneità all'efficacia di giudicato, quanto all'esistenza e titolarità del credito.
Venendo al caso in esame, sussiste la legittimazione attiva di parte ricorrente, il cui credito è fondato sulle fatture n. 1205 del 22.7.2024 (per la residua somma di € 33.895,68) e n. 1440 del 30.8.2024 (per l'intera somma di € 11.767,82), unitamente ai rispettivi d.d.t. firmati dal destinatario.
La società intimata è soggetta alla disciplina sui procedimenti concorsuali ex artt. 1, 2 e 121 CCI, svolgendo attività di natura commerciale: esecuzione di lavori di carpenteria metallica, lavori di meccanica generale etc., come risulta dall'oggetto sociale indicato nella visura camerale versata in atti.
4. L'istruttoria ha evidenziato l'esistenza di debiti scaduti e non pagati per un importo superiore alla soglia di € 30.000,00, tenuto conto dei crediti indicati nel ricorso (€ 46.482,35)
e dell'esposizione debitoria riferita dall'Inps (€ 7.873,71) e dall'Agenzia delle Entrate (€
27.189,75 oltre interessi).
5. Con riferimento al superamento dei limiti dimensionali, delineati dall'art. 2, comma 1, lett.
d), CCII, va ribadito, sotto il profilo probatorio, l'insegnamento giurisprudenziale - emerso sotto la vigenza della legge fallimentare (Cass. civ., n. 7372/2018) ed applicabile alla liquidazione giudiziale, stante il tenore dell'art. 121 CCII - che addossa al debitore intimato l'onere di dimostrare il mancato superamento dei limiti indicati dall'art. 2, comma 1, lett. d), CCII.
La società intimata, non essendosi costituita, non ha contestato né fornito alcuna prova in ordine all'eventuale mancato superamento della soglia per la dichiarazione di liquidazione giudiziale negli ultimi tre anni anteriori alla dichiarazione di liquidazione giudiziale.
In conclusione, la società intimata non ha provato il mancato superamento dei limiti dimensionali negli ultimi tre esercizi. Va inoltre rammentato che, ai sensi dell'art. 121 CCII, occorre il possesso
2 “congiunto” e non alternativo dei menzionati limiti, nel senso che è sufficiente il superamento di uno di essi anche in uno soltanto degli esercizi considerati perché si perda l'effetto di esonero dalla procedura concorsuale, senza che possa operarsi una media di periodo. Secondo il consolidato insegnamento della Corte di Cassazione, al quale si ritiene di aderire, il possesso dei menzionati requisiti deve essere desunto dai bilanci relativi agli ultimi tre esercizi, al cui deposito il debitore è tenuto a norma dell'art. 41, comma 4, CCII.
Nel caso di specie, dall'ultimo bilancio depositato, riferito all'anno 2023, si ricava il superamento delle soglie previste dal citato art. 2 CCII: attivo patrimoniale pari a € 580.466,00 per l'anno 2023; esposizione debitoria per € 534.471,00 per l'anno 2023; ricavi per € 835.387,00 per l'anno 2023 ed
€ 421.864,00 per l'anno 2022.
6. Quanto al requisito oggettivo di cui all'art. 2, comma 1, lett. b), CCII, va osservato che lo stato di insolvenza di è desumibile: 1) dalla circostanza che due Controparte_1
assegni bancari consegnati dalla debitrice alla ricorrente per gli importi rispettivamente di €
33.850,00 e di € 11.767,82 sono rimasti impagati per mancanza di fondi;
2) dalla pendenza a suo carico dell'esecuzione mobiliare n. 688/2024 r.g. presso il Tribunale di Rovigo;
3) dall'elenco dei decreti ingiuntivi emessi nei suoi confronti, tutti nell'anno 2024, comunicati a questo ufficio da Agenzia delle Entrate, per importi complessivi superiori ad € 40.000,00.
7. Alla luce di tali elementi è da escludere il ricorrere di un fenomeno di occasionale inadempienza, dovendosi per contro desumere dagli elementi sinora evidenziati il sussistere uno stato di definitiva incapacità dell'impresa di fare fronte regolarmente alle proprie obbligazioni.
Tenuto conto nella nomina del curatore dei criteri indicati dagli artt. 125, 356 e 358 CCII;
visti gli artt. 1, 2, 27, 28, 37, 40, 41, 42, 49, 54 e 121 CCI,
DICHIARA
l'apertura della liquidazione giudiziale di
(P.I. ), in persona del legale rappresentante pro tempore, Controparte_1 P.IVA_1
con sede legale in 45024 FI NO (RO), Via Alessandro Volta n. 216, PEC
Email_1
NOMINA
Giudice delegato, la dott.ssa Sofia Gancitano
NOMINA
Curatore l'Avv. Tommaso Sartori, che, alla luce dell'organizzazione dello studio e sulla base delle risultanze dei rapporti riepilogativi, risulta allo stato in grado di rispettare i termini di cui all'art. 213
CCII, con invito ad accettare l'incarico entro due giorni dalla comunicazione della nomina.
3 Autorizza il curatore, con le modalità di cui agli artt. 155-quater, 155-quinquies e 155-sexies disp. att. c.p.c.:
1) ad accedere alle banche dati dell'anagrafe tributaria e dell'archivio dei rapporti finanziari;
2) ad accedere alla banca dati degli atti assoggettati a imposta di registro e ad estrarre copia degli stessi;
3) ad acquisire l'elenco dei clienti e l'elenco dei fornitori di cui all'art. 21 del D.L. 31 maggio 2010, n. 78, convertito dalla L. 30 luglio 2010, n. 122 e successive modificazioni;
4) ad acquisire la documentazione contabile in possesso delle banche e degli altri intermediari finanziari relativa ai rapporti con l'impresa debitrice, anche se estinti;
5) ad acquisire le schede contabili dei fornitori e dei clienti relative ai rapporti con l'impresa debitrice.
Ordina all'imprenditore sottoposto a liquidazione giudiziale di depositare entro tre giorni le scritture contabili e fiscali obbligatorie - in formato digitale nei casi in cui la documentazione è tenuta a norma dell'art. 2215-bis c.c. - nonché l'elenco dei creditori corredato dall'indicazione del loro domicilio digitale, se già non eseguito a norma dell'art. 39 CCII.
Stabilisce il giorno 10 luglio 2025, ore 09:50, per procedere all'esame dello stato passivo, davanti al Giudice delegato.
Assegna il termine perentorio di trenta giorni prima dell'adunanza per l'esame dello stato passivo, ai creditori ed a tutti i terzi che vantano diritti reali o personali su cose in possesso dell'imprenditore sottoposto a liquidazione giudiziale, perché presentino le relative domande di insinuazione e la documentazione allegata con le modalità di cui all'art. 201 CCII mediante trasmissione delle stesse all'indirizzo di posta elettronica certificata del curatore e con spedizione da un indirizzo di posta elettronica certificata.
Avvisa
i creditori e i terzi che tali modalità di presentazione non ammettono equipollenti, con la conseguenza che eventuali domande trasmesse mediante deposito o invio per posta presso la cancelleria e/o presso lo studio del curatore, o mediante invio telematico presso la cancelleria, saranno considerate inammissibili e quindi come non pervenute;
nelle predette domande dovrà altresì essere indicato l'indirizzo di posta elettronica certificata al quale i ricorrenti intendono ricevere le comunicazioni dal curatore, con la conseguenza che, in mancanza di tale indicazione, le comunicazioni successive
4 verranno effettuate esclusivamente mediante deposito in cancelleria ai sensi dell'art. art. 10, comma
3, CCII.
Segnala al curatore che deve tempestivamente comunicare al Registro delle Imprese l'indirizzo di posta elettronica certificata relativo alla procedura al quale dovranno essere trasmesse le domande da parte dei creditori e dei terzi che vantano diritti reali o personali su beni in possesso di Controparte_1
Dispone la prenotazione a debito del presente atto e sue conseguenze a sensi dell'art. 146 D.P.R. n. 115 del
2002.
Dispone che la presente sentenza venga notificata al debitore soggetto a liquidazione giudiziale, comunicata al curatore ed a parte ricorrente ed iscritta presso l'Ufficio del Registro delle imprese, ai sensi dell'art. 49, comma 4, CCII.
Così deciso, nella camera di consiglio della sezione civile del Tribunale ordinario di Rovigo, in data
17.03.2025.
Il Giudice estensore Il Presidente
Sofia Gancitano Paola Di Francesco
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