Sentenza 3 febbraio 2025
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Sul provvedimento
| Citazione : | Trib. Varese, sentenza 03/02/2025, n. 7 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Trib. Varese |
| Numero : | 7 |
| Data del deposito : | 3 febbraio 2025 |
Testo completo
SI PRENOTI A DEBITO (artt. 146 d.P.R. 115/2002
59 d.P.R.131/1986)
Repubblica italiana
In nome del popolo italiano
TRIBUNALE DI VARESE
Sezione Seconda Civile
(Procedure di crisi e di insolvenza) in composizione collegiale nelle persone dei seguenti magistrati: dott. Dario Giuseppe Papa Presidente dott. Ida Carnevale Giudice dott. Giulia Tagliapietra Giudice relatore nel procedimento
R.G. N. 85/2024 - Procedimento unitario CCII ha pronunciato la seguente
SENTENZA avente a oggetto l'apertura della liquidazione giudiziale nei confronti di
[...]
(cod. fisc. ); Controparte_1 C.F._1
visto il ricorso in data 26.9.2024, con il quale il signor (C.F.: Parte_1
), ha chiesto l'apertura della liquidazione giudiziale di C.F._2 [...]
; Controparte_1 esaminati i documenti e le risultanze delle informative acquisite ai sensi dell'art. 367 CCII;
verificata la ritualità e tempestività della notifica del ricorso e del decreto di fissazione d'udienza, perfezionatasi a mani dello stesso in data 19.11.2024, ai sensi dell'art. 40 CCII;
rilevato che la società debitrice entro la data fissata per la celebrazione della prima udienza non ha depositato alcun ricorso contenente richiesta di accesso ad uno strumento di regolazione della crisi e dell'insolvenza;
Ritenuto che:
- sussistono, ai sensi degli artt. 3 e 4 Regolamento UE n. 848 del 2015, la giurisdizione e la competenza di questo Tribunale, dal momento che il centro principale degli interessi della società è situato in Italia e, precisamente, la sede legale è situata in Varese, via Bizzozzero n. 9
e non ricorrono elementi per localizzare un'eventuale sede diversa;
Controparte_2
CCII, poiché esercita principalmente attività di impresa commerciale e non risultano elementi gravi precisi e concordanti dai quali dedurre l'esistenza congiunta dei requisiti indicati all'art. 2, comma 1, lett. d) CCII;
- sussiste la legittimazione del ricorrente il quale vanta un credito scaduto e non pagato nei confronti del debitore portato da decreto ingiuntivo n. 42/2023 emesso dal Giudice del Lavoro del Tribunale di Varese in data 9 marzo 2023 e depositato in cancelleria il successivo 10 marzo
2023, con il quale è stato ingiunto al signor titolare della ditta individuale Controparte_1
predette, di pagare la somma netta di € 36.348,56 (di cui € 10.332,35 lordi per TFR), oltre alla rivalutazione monetaria ed agli interessi legali dalla data di maturazione del diritto al saldo effettivo, nonché le spese del procedimento liquidate in complessivi € 1.300,00, oltre il 4% CPA
e IVA e le successive tutte occorrenti;
- la società resistente ha inoltre debiti erariali e previdenziali scaduti del complessivo importo di euro 252.188,56, come da informativa dell'Agenzia Entrate-Riscossione;
- la società resistente ha dato atto, inoltre, di aver anche un debito nei confronti di di Pt_2 di € 249.614,32 oltre interessi legali maturandi a partire dal 3.07.2023, come da atto di
[...]
precetto in data 3.07.2023;
- sussiste quindi il requisito di cui all'art. 49, comma 5, CCII dal momento che la società resistente ha debito scaduti e non pagati superiori a euro 30.000,00;
- quanto alle soglie per la dichiarazione di apertura della liquidazione giudiziale indicate all'art. 2 comma 1 lett. d), si osserva che, anche a seguito dell'entrata in vigore del CCII, il legislatore onera la parte debitrice della dimostrazione di tali requisiti;
- nel caso di specie, il debitore, nel costituirsi in giudizio non ha contestato la sussistenza delle predette soglie e ha provveduto a depositare le tre ultime dichiarazioni dei redditi presentate relative agli anni fiscali 2019, 2020 e 2021 (docc. n. 5, 6 e 7), mentre non risulta depositata alcuna dichiarazione per gli ultimi due anni (2022 e 2023) in quanto il resistente non vi era obbligato essendo residente fiscalmente all'estero;
- la società versa effettivamente in stato di insolvenza non essendo più in grado di adempiere regolarmente le obbligazioni assunte, come confermato dal medesimo debitore costituitosi nel presente giudizio e tenuto altresì in considerazione l'importo dei debiti che lo stesso vanta nei confronti non solo dell'erario ma anche dell'istituto di credito sopraccitato;
- alla luce di tali elementi è da escludere il ricorrere di un fenomeno di occasionale inadempienza, dovendosi per contro desumere il sussistere uno stato di definitiva incapacità dell'impresa di fare fronte regolarmente alle proprie obbligazioni. Ritenuto, pertanto, che ricorra la fattispecie prevista per la dichiarazione di apertura della liquidazione giudiziale;
tenuto conto nella nomina del Curatore dei criteri indicati dagli artt. 125, 356 e 358 CCI;
visti gli artt. 1, 2, 27, 28, 37, 40, 41, 42, 49, 54 e 121 CCI,
DICHIARA
l'apertura della liquidazione giudiziale nei confronti di Controparte_1
(cod. fisc. ), con sede legale in VIA BIZZOZERO 9 VARESE, quale C.F._1
procedura principale di insolvenza ex art. 3, comma 1, Reg. UE 848/2015
NOMINA giudice delegato la dott.ssa Giulia Tagliapietra;
NOMINA curatore l'avv. CARLO ALBERTO LOZZA, professionista iscritto all'albo di cui all'art. 356
CCII, con invito ad accettare l'incarico entro due giorni dalla comunicazione della nomina
AUTORIZZA il Curatore, con le modalità di cui agli artt. 155 quater, 155 quinquies e 155 sexies disp. att. c.p.c.:
1) ad accedere alle banche dati dell'anagrafe tributaria e dell'archivio dei rapporti finanziari;
2) ad accedere alla banca dati degli atti assoggettati a imposta di registro e ad estrarre copia degli stessi;
3) ad acquisire l'elenco dei clienti e l'elenco dei fornitori di cui all'art. 21 del D.L. 31 maggio 2010,
n. 78, convertito dalla L.30 luglio 2010, n. 122 e successive modificazioni;
4) ad acquisire la documentazione contabile in possesso delle banche e degli altri intermediari finanziari relativa ai rapporti con l'impresa debitrice, anche se estinti;
5) ad acquisire le schede contabili dei fornitori e dei clienti relative ai rapporti con l'impresa debitrice,
ORDINA al curatore:
- di procedere immediatamente – utilizzando i più opportuni strumenti, anche fotografici – alla ricognizione informale dei beni esistenti nei locali di pertinenza del fallito (sede principale, eventuali sedi secondarie ovvero locali e spazi a qualunque titolo utilizzati), anche senza la presenza del cancelliere e dello stimatore, depositando il verbale di ricognizione sommaria nei successivi dieci giorni, nonché di procedere agli ulteriori adempimenti di cui all'art. 193 CCII
- di iniziare successivamente e con sollecitudine il procedimento di inventariazione dei predetti beni, ai sensi dell'art. 195 CCII, disponendo che il Curatore rediga l'inventario (negativo) anche nel caso in cui si avveda in sede di primo accesso e di apposizione dei sigilli che non vi sono beni (né mobili, né immobili, né crediti);
ORDINA al legale rappresentante della società sottoposta a liquidazione giudiziale di depositare entro tre giorni i bilanci, le scritture contabili e fiscali obbligatorie - in formato digitale nei casi in cui la documentazione è tenuta a norma dell'art. 2215 bis c.c. - i libri sociali, le dichiarazioni dei redditi,
IRAP e IVA dei tre esercizi precedenti, nonché l'elenco dei creditori corredato dall'indicazione del loro domicilio digitale, se già non eseguito a norma dell'art. 39 CCI;
STABILISCE il giorno
7.5.2025 ore 12:00 per procedere all'esame dello stato passivo, davanti al Giudice
Delegato;
ASSEGNA il termine perentorio di trenta giorni prima dell'adunanza per l'esame dello stato passivo, ai creditori ed a tutti i terzi che vantano diritti reali o personali su cose in possesso della società sottoposta a liquidazione giudiziale, perché presentino le relative domande di insinuazione e la documentazione allegata con le modalità di cui all'art. 201 CCI mediante trasmissione delle stesse all'indirizzo di posta elettronica certificata del curatore e con spedizione da un indirizzo di posta elettronica certificata;
AVVISA
i creditori e i terzi che tali modalità di presentazione non ammettono equipollenti, con la conseguenza che eventuali domande trasmesse mediante deposito o invio per posta presso la cancelleria e/o presso lo studio del Curatore, o mediante invio telematico presso la cancelleria, saranno considerate inammissibili e quindi come non pervenute;
nelle predette domande dovrà altresì essere indicato l'indirizzo di posta elettronica certificata al quale i ricorrenti intendono ricevere le comunicazioni dal Curatore, con la conseguenza che, in mancanza di tale indicazione, le comunicazioni successive verranno effettuate esclusivamente mediante deposito in cancelleria ai sensi dell'art. art.10, co. 3, CCI;
SEGNALA al Curatore che deve tempestivamente comunicare al Registro delle Imprese l'indirizzo di posta elettronica certificata relativo alla procedura al quale dovranno essere trasmesse le domande da parte dei creditori e dei terzi che vantano diritti reali o personali su beni in possesso della fallita;
DISPONE la prenotazione a debito del presente atto e sue conseguenze a sensi dell'art. 146 DPR 30.05.02 n.
115; DISPONE che la presente sentenza venga notificata al debitore soggetto a liquidazione giudiziale, comunicata al Curatore ed al ricorrente ed iscritta presso l'Ufficio del Registro delle imprese, ai sensi dell'art. 49, co.4, CCI.
Così deciso in Varese, nella camera di consiglio della Seconda Sezione Civile in data 23/12/2024.
Il Giudice estensore Il Presidente
Dott.ssa Giulia Tagliapietra Dott. Dario Giuseppe Papa