Cass. civ., sez. III, sentenza 04/01/2010, n. 13
CASS
Sentenza 4 gennaio 2010

Fai una domanda sul provvedimento

Sintesi tramite sistema IA Doctrine

Massime3

L'omessa rilevazione, da parte del medico specialista, della presenza di gravi malformazioni nel feto, e la correlativa mancata comunicazione di tale dato alla gestante, deve ritenersi circostanza idonea a porsi in rapporto di causalità con il mancato esercizio, da parte della donna, della facoltà di interrompere la gravidanza, in quanto deve ritenersi rispondente ad un criterio di regolarità causale che la donna, ove adeguatamente e tempestivamente informata della presenza di una malformazione atta ad incidere sulla estrinsecazione della personalità del nascituro, preferisca non portare a termine la gravidanza.

In tema di responsabilità del medico (o della struttura sanitaria) per omessa diagnosi di malformazioni del feto e conseguente nascita indesiderata, trattandosi di inadempimento contrattuale, il danno al cui risarcimento il debitore è tenuto non è solo quello alla salute, ma anche il danno economico che sia conseguenza immediata e diretta dell'inadempimento in termini di causalità adeguata, quale il danno consistito nelle ulteriori spese di mantenimento della persona nata con malformazioni, pari al differenziale tra la spesa necessaria per il mantenimento di un figlio sano e la spesa per il mantenimento di un figlio affetto da gravi patologie.

Salvo il caso di grave pericolo di vita per la donna, dopo il novantesimo giorno di gravidanza, la gestante può esercitare il diritto all'aborto, ai sensi del combinato disposto degli artt. 6 e 7 comma terzo legge 22 maggio 1978, n.194, solo in presenza, tra l'altro, di una condizione negativa, costituita dall'insussistenza di possibilità di vita autonoma per il feto. Per possibilità di vita autonoma del feto si intende quel grado di maturità del feto che gli consentirebbe, una volta estratto dal grembo della madre, di mantenersi in vita e di completare il suo processo di formazione anche fuori dall'ambiente materno. Pertanto in una causa in cui si discute se la donna sia stata impedita ad interrompere la gravidanza da un inadempimento del medico ad una sua obbligazione professionale, l'eventuale interrogativo concernente la possibilità di vita autonoma del feto va risolto avendo riguardo al grado di maturità raggiunto dal feto nel momento in cui il medico ha mancato di tenere il comportamento che da lui ci si doveva attendere.

Commentari32

Mostra tutto (32)
  • 1Giovanni Modesti
    Webit.It · https://www.filodiritto.com/

    Giovanni Modesti, nato a Penne il 05.03.1960, attività lavorativa: • dipendente di ruolo presso la AUSL di Pescara, dal 21 maggio 1989, con la qualifica di Assistente Amministrativo; • Coordinatore del Gruppo Aziendale di lavoro per la applicazione della Privacy a decorrere dal 15 giugno 2001, giusta Delibera n. 572/2001. • Referente Aziendale per la Privacy a decorrere dal 21.1.2003 sino al 31.1.2011; giusta Disposizione di servizio, prot.n. 209/2003 recepita con Delibera n. 198 del 7 febbraio 2003. • Responsabile del procedimento presso l'Ufficio Archivio Cartelle Cliniche della Direzione Sanitaria del P.O. di Penne, a decorrere dal 23.1.2004; giusta disposizione di servizio del …

     Leggi di più…

  • 2Foglio di giurisprudenza.
    Franco Benassi · https://www.ilcaso.it/

    Sommario: 1. Diritto e bioetica: una relazione difficile. 2. Il diritto alla vita estrapolato dall'istituto della responsabilità. 3. Il Concepito alla ricerca di una soggettività. 4. Conclusioni. Un individuo, infatti, prende sempre coscienza di sé e della propria identità in un contesto sociale e, di conseguenza, sente il bisogno di essere rassicurato dalla sua comunità riguardo alla bontà del suo progetto di vita. Questa esigenza si fa sentire con sempre maggior forza nella società postmoderna, dove l'individuo decontestualizzato e separato è sempre più insicuro della bontà dei suoi fini, ed ha sempre più bisogno che gli altri approvino i suoi progetti e che la società nel suo …

     Leggi di più…

  • 3configurabilità e momento consumativo del reato nelle ipotesi di indebito conseguimento di risparmio di spesa | Sistema Penale | SP
    https://www.sistemapenale.it/it/osservatorio-legislazione

    Cass., Sez. VI, ord. 7 maggio 2024 (dep. 11 luglio 2024), n. 27639, Pres. Fidelbo, est. Gallucci 1. Con l'ordinanza in allegato, la Sesta Sezione della S.C., ha rimesso alle Sezioni unite due questioni controverse riguardanti il delitto di indebita percezione di erogazioni pubbliche di cui all'art. 316 ter c.p. Le S.U. vengono, in primo luogo, interrogate in merito alla possibilità stessa di ammettere l'integrazione del reato de quo laddove l'indebita percezione consista nel conseguimento di un risparmio di spesa, ottenuto mediante l'utilizzo o la presentazione di documenti falsi. Il secondo quesito concerne l'individuazione del momento consumativo dell'art. 316 ter al cospetto di …

     Leggi di più…

  • 4Unitarietà del danno non patrimoniale, cosa pensa la Cassazione
    Avv. Giacomo Romano · https://www.salvisjuribus.it/category/civile/

    Cass. civ., sez. III, 27 novembre 2015, n. 24210 Presidente Petti – Relatore Scarano Il caso. Sebbene ci si trovi di fronte a una motivazione “robusta” (la sentenza è di 30 pagine), davvero poche righe vengono dedicate al fatto storico da cui è scaturito il giudizio: sappiamo solo che si tratta di una domanda di risarcimento dei danni patrimoniali e non patrimoniali avanzata da un trasportato a titolo di cortesia nei confronti del proprietario-conducente e del Fondo di Garanzia Vittime della Strada, e che, per quel che attiene il punto di vista processuale, dopo il rigetto del Tribunale, la Corte d'appello aveva parzialmente accolto la domanda di risarcimento. La liquidazione equitativa …

     Leggi di più…

  • 5Aziende Di Distribuzione E Trading Internazionale Con Debiti: Cosa Fare Per Difendersi E Come
    Giuseppe Monardo · https://avvocaticartellesattoriali.com/blog/ · 19 novembre 2025

    Se gestisci un'azienda di distribuzione, import-export, trading internazionale, logistica, oppure una società che acquista e rivende prodotti all'estero e in Italia, e ti trovi con debiti fiscali, cartelle esattoriali, accertamenti IVA, verifiche doganali o contestazioni dell'Agenzia delle Entrate, sei in una situazione particolarmente delicata. Il settore del trading internazionale è tra i più controllati: movimentazioni elevate, operazioni transfrontaliere, IVA intra-UE, documentazione doganale complessa e flussi finanziari importanti generano contestazioni anche quando l'azienda è perfettamente in regola. La buona notizia è che un debito o un accertamento fiscale non è definitivo: può …

     Leggi di più…
Mostra tutto (32)
Inizia subito la prova gratuita
Crea un account per accedere agli strumenti d’IA giuridica e sbloccare tutte le funzionalità di Doctrine Pro.
  • Accesso ai contenuti giuridici
  • Prova dell'IA giuridica
  • Collegamento al tuo cloud
Iscriviti gratuitamente

Sul provvedimento

Citazione :
Cass. civ., sez. III, sentenza 04/01/2010, n. 13
Giurisdizione : Corte di Cassazione
Numero : 13
Data del deposito : 4 gennaio 2010

Testo completo