Cass. pen., sez. II, sentenza 22/09/2015, n. 41736
CASS
Sentenza 22 settembre 2015

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Il giudice d'appello per procedere alla "reformatio in peius" della sentenza assolutoria di primo grado non è tenuto - secondo l'art. 6 CEDU, così come interpretato dalla sentenza della Corte Europea dei diritti dell'uomo del 5 luglio 2011, nel caso Dan c/Moldavia - alla rinnovazione dell'istruttoria dibattimentale qualora approdi, in base al proprio libero convincimento, ad una valutazione di colpevolezza attraverso una rilettura degli esiti della prova dichiarativa (di cui non ponga in discussione il contenuto o l'attendibilità), valorizzando gli elementi eventualmente trascurati dal primo giudice, ovvero evidenziando gli eventuali travisamenti in cui quest'ultimo sia incorso nel valutare le dichiarazioni.

Commentari5

  • 1Corte di cassazione
    https://www.eius.it/articoli/

    RITENUTO IN FATTO 1. Con la sentenza in epigrafe la Corte di appello di Torino, a seguito di gravame interposto dal Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Aosta avverso la sentenza assolutoria emessa il 30 marzo 2015 dal G.U.P. dello stesso Tribunale, in parziale riforma della decisione - per quanto in questa sede di interesse - ha dichiarato la responsabilità di: - Anacleto Benin in ordine al reato di cui all'art. 314 c.p. in relazione alle somme versategli da Massimo Lattanzi; - Giuseppe Cerise in ordine al reato di cui all'art. 7 l. n. 195/1974 sub T) in relazione alle somme indicate in dispositivo ed alle retribuzioni dei dipendenti Patat, Trenta e Gatti dal 14 agosto …

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  • 2Corte di cassazione
    https://www.eius.it/articoli/

  • 3Assolto in primo grado, condannato in appello solo se .. (Corte EDU, Lorefice, 2017)
    https://canestrinilex.com/risorse/category/articoli · 12 luglio 2021

    Quando il giudice di appello si trovi a voler riformare una sentenza di assoluzione fondata su prova testimoniale (overturning), per giungere ad una dichiarazione di colpevolezza dell'imputato il Giudice di seconde cure non ha la facoltà, bensì l'obbligo di disporre nuovo esame dei testi rilevanti. CORTE EUROPEA DEI DIRITTI DELL'UOMO PRIMA SEZIONE CAUSA LOREFICE c. ITALIA (Ricorso n. 63446/13) SENTENZA STRASBURGO 29 giugno 2017 Questa sentenza diverrà definitiva alle condizioni definite nell'articolo 44 § 2 della Convenzione. Può subire modifiche di forma. Nella causa Lorefice c. Italia, La Corte europea dei diritti dell'uomo (prima sezione), riunita in una camera composta da: …

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  • 4Assistenza 104: nessun obbligo di farlo durante orario di lavoro (Cass. 4106/16)
    https://canestrinilex.com/risorse/category/articoli · 7 ottobre 2020

    I permessi lavorativi ex legge 104 per familiare sono soggetti ad una duplice lettura: a) vengono concessi per consentire al lavoratore di prestare la propria assistenza con ancora maggiore "continuità"; b) vengono concessi per consentire al lavoratore, che con abnegazione dedica tutto il suo tempo al famigliare handicappato, di ritagliarsi un breve spazio di tempo per provvedere ai propri bisogni ed esigenze personali. Da nessuna parte della legge si evince che nei casi di permesso, l'attività di assistenza dev'essere prestata proprio nelle ore in cui il lavoratore avrebbe dovuto svolgere la propria attività lavorativa. Anzi, tale interpretazione si deve escludere laddove si tenga …

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  • 5Processo penale, assoluzione, appello, prove orali decisive, rinnovazione dibattimentaleAccesso limitato
    Redazione Altalex · https://www.altalex.com/ · 4 novembre 2016

Sul provvedimento

Citazione :
Cass. pen., sez. II, sentenza 22/09/2015, n. 41736
Giurisdizione : Corte di Cassazione
Numero : 41736
Data del deposito : 22 settembre 2015

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