Cass. civ., SS.UU., sentenza 03/05/2019, n. 11748
CASS
Sentenza 3 maggio 2019

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Il provvedimento analizzato è una sentenza della Corte Suprema di Cassazione, Sezioni Unite Civili, emessa il 26 marzo 2019, con il numero di ricorso 19028/2015. Le parti in causa erano una società ricorrente, che contestava un decreto ingiuntivo per il pagamento di un prezzo relativo a beni venduti, e un fallimento, che si opponeva alle pretese della ricorrente. La società ricorrente sosteneva che i beni presentassero vizi tali da renderli inidonei all'uso, chiedendo la revoca dell'ingiunzione e la risoluzione del contratto. Il fallimento, dal canto suo, contestava la validità della denuncia dei vizi e richiedeva la conferma del decreto ingiuntivo.

Il giudice ha rigettato il ricorso, affermando che gravava sul compratore l'onere di provare l'esistenza dei vizi denunciati, in conformità con il principio di diritto stabilito dalla giurisprudenza. La Corte ha chiarito che, sebbene la garanzia per vizi possa sembrare un obbligo del venditore, in realtà si traduce in una "soggezione" a cui il venditore è sottoposto, senza che ciò implichi un obbligo di prestazione in senso tradizionale. La decisione ha ribadito che il compratore deve dimostrare i vizi per poter esercitare i diritti di risoluzione o riduzione del prezzo, confermando così l'orientamento giurisprudenziale prevalente.

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Massime1

In materia di garanzia per i vizi della cosa venduta di cui all'articolo 1490 c.c., il compratore che esercita le azioni di risoluzione del contratto o di riduzione del prezzo di cui all'articolo 1492 c.c. è gravato dell'onere di offrire la prova dell'esistenza dei vizi.

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Sul provvedimento

Citazione :
Cass. civ., SS.UU., sentenza 03/05/2019, n. 11748
Giurisdizione : Corte di Cassazione
Numero : 11748
Data del deposito : 3 maggio 2019

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