Cass. civ., sez. III, ordinanza 13/11/2024, n. 29252
CASS
Ordinanza 13 novembre 2024

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Sintesi tramite sistema IA Doctrine

Il provvedimento analizzato è un'ordinanza della Corte Suprema di Cassazione, Terza Sezione Civile, emessa il 12 settembre 2024, con pubblicazione avvenuta il 13 novembre 2024. Le parti in causa, un garante e una società di leasing, si sono contese la legittimità di una segnalazione alla Centrale Rischi della Banca d'Italia e il risarcimento dei danni derivanti da tale segnalazione. Il garante sosteneva che la segnalazione fosse illegittima e avesse compromesso la sua reputazione commerciale, mentre la società di leasing contestava la richiesta di risarcimento, ritenendo che il credito fosse stato correttamente segnalato in quanto contestato.

Il giudice ha accolto il ricorso del garante, evidenziando che, sebbene la segnalazione fosse stata considerata abusiva, la Corte d'Appello non aveva adeguatamente valutato il nesso di causalità tra la segnalazione e i danni subiti dal garante. La Corte ha sottolineato che il danno all'immagine e la difficoltà di accesso al credito non possono essere considerati "in re ipsa", ma devono essere provati. Tuttavia, ha ritenuto che il garante avesse fornito elementi sufficienti per dimostrare il pregiudizio subito, in particolare in relazione alla revoca dei finanziamenti da parte delle banche. Pertanto, la Corte ha cassato la sentenza impugnata e rinviato alla Corte d'Appello di Trento per un nuovo esame, ordinando anche la valutazione delle spese del giudizio di cassazione.

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Massime1

Il danno patrimoniale derivante da indebita segnalazione alla Centrale Rischi della Banca d'Italia può essere provato dal danneggiato anche per presunzioni, potendo consistere, se imprenditore, nel peggioramento della sua affidabilità commerciale, essenziale anche per l'ottenimento e la conservazione dei finanziamenti, con conseguente lesione del diritto ad operare sul mercato secondo le regole della libera concorrenza, e, per qualsiasi altro soggetto, nella maggiore difficoltà nell'accesso al credito.(Nella specie, la S.C. ha cassato il provvedimento impugnato che aveva negato il risarcimento del danno senza considerare, quale elemento indiziario da cui dedurre il nesso causale, la vicinanza temporale tra la segnalazione a sofferenza e la revoca del finanziamento, con conseguente richiesta di rientro dall'esposizione debitoria).

Commentari7

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Sul provvedimento

Citazione :
Cass. civ., sez. III, ordinanza 13/11/2024, n. 29252
Giurisdizione : Corte di Cassazione
Numero : 29252
Data del deposito : 13 novembre 2024

Testo completo