Cass. civ., sez. IV lav., sentenza 02/10/2023, n. 27711
CASS
Sentenza 2 ottobre 2023

Fai una domanda sul provvedimento

Sintesi tramite sistema IA Doctrine

Massime1

Nell'attuazione dell'art. 36 Cost. il giudice deve fare riferimento, quali parametri di commisurazione, in via preliminare alla retribuzione stabilita dalla contrattazione collettiva nazionale di categoria, dalla quale può motivatamente discostarsi, anche ex officio, quando la stessa entri in contrasto con i criteri normativi di proporzionalità e sufficienza della retribuzione dettati dall'art. 36 Cost., e ciò anche se il rinvio alla contrattazione collettiva applicabile al caso concreto sia contemplato in una legge, dovendo il giudice darne una interpretazione costituzionalmente orientata; il giudice può, altresì, servirsi, a fini parametrici, del trattamento retributivo stabilito in altri contratti collettivi di settori affini o per mansioni analoghe e, nell'ambito dei propri poteri ex art. 2099, comma 2 c.c., può fare riferimento ad indicatori economici e statistici secondo quanto suggerito dalla Direttiva 2022/2041/UE.

Commentari31

Mostra tutto (31)
  • 1L’enigma del lavoro povero
    Di : Marina Brollo · https://www.lavorodirittieuropa.it/ · 9 marzo 2025

    testo integrale con note e bibliografia 1. Il tassello mancante: la povertà nonostante il lavoro. Il caso dei post-doc universitari. Il fenomeno del lavoro povero purtroppo non è una novità dato che potrebbe ritenersi connaturato all'economia capitalistica, specie alle sue fasi di trasformazione . Tuttavia ora, in Italia, la povertà nonostante il lavoro pare diventata sempre più complicata e complessa , al punto da diventare un enigma equiparabile a una sorta di tassello mancante del diritto del lavoro e delle relazioni industriali. I dati dell'ultimo decennio svelano (v. par. 2) una significativa accentuazione dell'infiltrazione dei salari poveri (individuali e/o familiari, assoluti o …

     Leggi di più…

  • 2Cassazione civile e Tribunali di merito
    https://dirittifondamentali.it/

    CategoriaCassazione civile e Tribunali di merito La Cassazione sulla risarcibilità del danno da lesione all'autodeterminazione terapeutica (Cass. Civ., Sez. III, ord. 30 ottobre 2023, n. 30032) In tema di responsabilità professionale del medico se ricorre il consenso presunto (ossia può presumersi che, se correttamente informato, il paziente avrebbe comunque prestato il suo consenso) e non vi è alcun danno derivante dall'intervento, non è dovuto alcun risarcimento; se, invece, ricorrono il consenso presunto e il danno iatrogeno, ma non la condotta inadempiente […] La natura della responsabilità della struttura ospedaliera per il danno da perdita del rapporto parentale invocato iure …

     Leggi di più…

  • 3Diritto del lavoro Archivi
    https://www.studioclaudioscognamiglio.it/articoli/

    La formazione dei lavoratori in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro deve avvenire “durante l'orario di lavoro”. Ma quest'ultima espressione fa riferimento al solo orario di lavoro ordinario? La Cassazione ha risolto la questione in una interessante pronuncia pubblicata pochi giorni fa (ord. 10 maggio 2024, n. 12790). Il – condivisibile - […] Una lavoratrice impiegata presso un soggetto diverso dal proprio formale datore di lavoro adiva il Tribunale per veder accertata una fattispecie di somministrazione irregolare e conseguentemente dichiarato il suo diritto alla costituzione del rapporto di lavoro alle dipendenze dell'utilizzatore. Nel corso del predetto giudizio, per …

     Leggi di più…

  • 4Studio Claudio Scognamiglio Avvocati
    https://www.studioclaudioscognamiglio.it/articoli/

    Con la sentenza n. 27711 del 2 ottobre 2023 la Cassazione ha enunciato importanti principi di diritto in tema di giusto salario minimo costituzionale. In particolare, la Corte ha affermato che nel giudizio di conformità della retribuzione all'art. 36 Cost., il giudice deve fare riferimento, in via preliminare, alla retribuzione stabilita dalla contrattazione collettiva nazionale di categoria, dalla quale, però, può discostarsi, dandone motivazione, quando la stessa non sia rispettosa dei principi di “proporzionalità” e “sufficienza” della retribuzione dettati dalla Costituzione, e ciò anche quando il rinvio alla contrattazione collettiva sia contemplato in una legge. Per la valutazione, …

     Leggi di più…

  • 5Stipendio troppo basso, se non riesci a vivere dignitosamente deve essere aumentato: la Cassazione contro i CCNL
    Dott. Romina Cardia · https://www.brocardi.it/ · 2 novembre 2025

    Fino ad oggi, la giurisprudenza ha sempre considerato i contratti collettivi nazionali come la misura indiscutibile della "giusta retribuzione" prevista dall'art. 36 Cost.. In altre parole, se un lavoratore riceveva quanto stabilito dal CCNL firmato dai sindacati, si presumeva automaticamente che quella paga fosse proporzionata alla quantità e qualità del lavoro svolto, e sufficiente a garantire un'esistenza libera e dignitosa a lui e alla sua famiglia. Questa certezza oggi viene demolita. I giudici supremi, con le sentenze n. 28230/2023 e n. 27711/2023, hanno stabilito che si tratta soltanto di una presunzione relativa, dunque contestabile. Il magistrato non deve più limitarsi ad …

     Leggi di più…
Mostra tutto (31)
Inizia subito la prova gratuita
Crea un account per accedere agli strumenti d’IA giuridica e sbloccare tutte le funzionalità di Doctrine Pro.
  • Accesso ai contenuti giuridici
  • Prova dell'IA giuridica
  • Collegamento al tuo cloud
Iscriviti gratuitamente

Sul provvedimento

Citazione :
Cass. civ., sez. IV lav., sentenza 02/10/2023, n. 27711
Giurisdizione : Corte di Cassazione
Numero : 27711
Data del deposito : 2 ottobre 2023

Testo completo