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Ordinanza 15 aprile 2025
Ordinanza 15 aprile 2025
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Sul provvedimento
| Citazione : | Trib. Ancona, ordinanza 15/04/2025 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Trib. Ancona |
| Numero : | |
| Data del deposito : | 15 aprile 2025 |
Testo completo
proc. n. 785/2024
TRIBUNALE ORDINARIO DI ANCONA SEZIONE SPECIALIZZATA IN MATERIA DI IMMIGRAZIONE, PROTEZIONE INTERNAZIONALE E LIBERA CIRCOLAZIONE DEI CITTADINI DELL'UNIONE EUROPEA
Il Tribunale di Ancona, in composizione collegiale, nella persona dei sig.ri magistrati: dott. Roberto Sereni Lucarelli - Presidente rel. dott. Alessandro Di Tano - Giudice dott. Valerio Guidarelli - Giudice
tra
(C.F. – Codice CUI 06UBV81) rappr.to e difeso Parte_1 C.F._1 assa ricorrente e Controparte_1
[...] P.IVA_1
resistente sentito il giudice relatore;
all'esito della Camera di Consiglio del 15.4.2025 ha pronunziato il seguente ORDINANZA 1. Oggetto della controversia, storia, decisione amministrativa impugnata e motivi di ricorso La controversia ha ad oggetto l'impugnazione proposta con ricorso depositato in data 13.02.2024 da avverso il provvedimento a mezzo del quale la Parte_1 [...]
di de Controparte_1 CP_1 accogliere la domanda per manifesta infondatezza. Il ricorrente impugnava la decisione resa in sede amministrativa, notificata in data 02.02.2024 e, previa istanza di sospensione dell'efficacia esecutiva della stessa, chiedeva il riconoscimento nell'ordine e in via gradata: dello status di rifugiato ai sensi della Convenzione di Ginevra e relative norme di recepimento interno;
della protezione sussidiaria ai sensi dell'art. 14, D. Lgs. 251/2007; della protezione speciale con rilascio del relativo titolo di soggiorno. In occasione dell'audizione amministrativa del 25.01.2024 il ricorrente, cittadino senegalese, dichiarava di essere nato a [...] e di aver vissuto a Dakar, la famiglia di origine è composta dai genitori, quattro sorelle e un fratello minore;
appartenente all'etnia scolarizzato, Per_1 fede musulmana, nel suo Paese lavorava come sarto. In merito alla propria vicenda riferiva di aver deciso di lasciare il Senegal perché aveva partecipato alle manifestazioni a sostegno del partito ST;
molte altre persone in seguito a questi eventi di piazza sarebbero state individuate e incarcerata e temendo di subire le medesime conseguenze, decideva di lasciare il suo Paese. Invitato ad indicare le difficoltà che potrebbe incontrare in caso di rimpatrio dichiarava di temere di essere arrestato per aver partecipato alle manifestazioni, di essere il primogenito e quindi punto di riferimento per la sua famiglia. La si costituiva in giudizio insistendo per il rigetto della domanda e del ricorso. CP_1
1 All'esito dell'udienza del 21.03.2025 il fascicolo veniva rimesso al Collegio per la decisione con assegnazione di termine al 10.04.2025 per il deposito di documentazione integrativa aggiornata.
2. Sulla situazione nel paese di origine. Il compito dello Stato (cfr art. 8, pf. 2 della direttiva «qualifiche» 2011/95/UE) è quello di acquisire informazioni precise ed aggiornate da fonti pertinenti, quali l'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR) e l'Ufficio europeo di sostegno per l'asilo (EUAA), con particolare riferimento alla situazione del paese di origine del ricorrente che ha dichiarato di essere nato a [...] e di aver vissuto a Dakar in Senegal. A tal fine esaminata la situazione generale del paese di origine1 nel caso dell'odierno ricorrente non appare utile l'approfondimento di alcuna tematica relativa a mutate condizioni
1 Il Senegal è situato nella zona nord-occidentale del continente africano;
occupa l'estrema parte occidentale dell'Africa, affacciandosi ad ovest con un lungo tratto di costa sull' Oceano Atlantico. Confina a nord con la IA, a sud con la Guinea-Bissau, a sudest con la Guinea, ad est con il Mali;
ad ovest è bagnato dall'oceano Atlantico. La capitale è Dakar. Secondo proiezioni della Agence Nationale de la Statistique et de la Démographie (ANSD) del Senegal, la popolazione del Senegal è stimata, nel 2023, a 18.275.743 di abitanti (la Banca Mondiale stima che la popolazione sia di 16.7 milioni a marzo 2023) Secondo la Banca Mondiale, un quarto della popolazione vive nell'area di Dakar (0.3% del Per Per_ Per_ Per territorio). Il Paese risulta suddiviso in 14 régions (Dakar, , , , , Per_2 Per_4 Per_5 Per_6 Per_10Per_1 Per
, . Quest'ultime l i g Per_12 Per_14 t i coordinamento il quale, a sua volta, è assistito a due vicegovernatori. Le assemblee regionali, con poteri accresciuti a partire dal 1996, sono composte da consiglieri, responsabili del sistema fiscale localle. La lingua ufficiale è il francese anche se Per_ sono diffuse diverse lingue locali tra cui Serer, Pulaar, Diola (Jola), Mandinka, Soninké; sebbene il francese sia la lingua ufficiale, è generalmente parlato solo dall'élite istruit lof è la lingua più parlata, anche dai non wolof. Fonti: Nations Encyclopedia, Senegal, url , accesso del 26.04.2023; CIA, World Factbook (The), Country Profile Senegal, Executive branch, last update 14 April 2023; Agence Nationale de la Statistique et de la Démographie (ANSD) – Senegal;
World Bank, Senegal – Overview, Last Updated 20 March 2023 accesso del 27.04.2023; World Bank, Senegal – Overview, Last Updated 20 March 2023; Le regioni del Senegal erano in precedenza 11 (dal 21 febbraio 2002 al 10 Per_1 settembre 2008), prima della separazione delle tre nuove regioni di (dalla regione di , (dalla regione di Per_15 Per_12
e (dalla regione di ); Encyclopedia Brita al – Ethnic Grou 6 ars 1996 portant Per_14 Per_4 Per_5 lle cales, available a;
CIA, World Factbook (The), Country Profile Senegal, Executive branch, last update C.F._2 14 April 2023; Minority Rights Group-MRG, S dated November 2017; Minority Rights Group-MRG, Senegal, Updated November Per_ Persona_1 Persona_ 2017. I principali gruppi etnici del Senegal sono: 39.7%, , Serer 16%, , , , altri 5.4% Per_17 Per_19 Per (stime del 2019); i wolof sono il gruppo etnico itari: tr nte, i s s r i di persone disperse dopo la caduta dell'Impero del Ghana (localizzato nell'attuale Mali) I secolo. Sono concentrati lungo la costa nella parte settentrionale del Senegal. La maggior parte sono musulmani. La struttura sociale tradizionale dei wolof è divisa in a) “uomini liberi” (nobili, contadini); b) caste (artigiani, cantastorie, fabbri); c) schiavi. I serer sono concentrati nel Senegal occidentale e tradizionalmente coltivano miglio, riso e altri prodotti agricoli. Oltre alla propria lingua, molti serer parlano anche wolof. Molti sono cattolici romani e sono culturalmente affini ai Per
I peuhl sono concentrati nel nord più arido e sono tradizionalmente pastori. Un sottogruppo, i sono agricoltori stanziali che Parte_2
principalmente nella valle del fiume Senegal a nord. Entrambi i gruppi parlano Pulaar, sebbene parlino un dialetto distinto. Parte_2 La maggior parte dei peuhl e dei toucouleur sono musulmani, ma alcuni praticano credenze tradizionali cretico delle due I DJ (o OL o jola) e mandinka costituiscono una piccola parte della popolazione. I OL sono concentrati nella regione senegalese meridionale e Per_ boscosa della NC. Altri piccoli gruppi sono costituiti da popoli come i soninke, governanti dell'antico stato del Ghana;
i che Per vivono principalmente nel nord del Paese;
i di Capo Verde, pescatori e spesso ricchi proprietari terrieri;
e i RI, un antico p e si trova negli altopiani rocciosi del Fouta Djall ei pressi di e nell'alta NC. MRG riporta che i RI (per il Per_12 Per_15 18% di religione cristiana) sono un gruppo etnico numerica i unità concentrati nel sud-est del Senegal, essi sono più vicini ai gruppi della foresta pluviale della Guinea che ai musulmani della savana. Sono principalmente cacciatori e raccoglitori con una coltivazione limitata e senza pastorizia. A causa dell'isolamento dei loro villaggi, i RI sono stati generalmente protetti dai predoni di schiavi, Per_ principalmente i peuhl. Occorre anche citare altri gruppi autoctoni: i mori della regione settentrionale, i manjak, i balant, i mankaañ e i Per_ Per Per_2 della NC, i i ed i del Senegal orientale. Secondo le stime del 2019, gli abitanti del Senegal sono prevalen musulmani (97.2% iani lo più cattolici)[15].
Il Rapporto di Freedom House del 24 febbraio 2022 evidenzia che non esiste una religione di stato e la libertà di culto è costituzionalmente tutelata e rispettata nella pratica. Raggiunta l'indipendenza dalla Francia nel 1960, il Senegal ha dato vita nel 1982 a una confederazione con il Gambia, la Senegambia, la quale però, non essendo mai stata attuta, viene di fatto dissolta nel 1989. Da allora le relazioni tra i due paesi si sono in parte deteriorate. Sempre a partire dal 1989 si sono incrinati anche i rapporti con la IA, a seguito di alcuni incidenti di frontiera che hanno provocato rivolte in entrambi i paesi, causando centinaia di vittime. Tra il 1983 e il 2004, nella regione del NC si è sviluppata la guerriglia separatista guidata dal MF (Movimento delle forze democratiche del Controparte_2
con gruppi di ribelli che, nonostante la pace raggiunta nel 2004, sono
[...] no dei paesi più stabili in Africa, con tre transizioni politiche pacifiche dall'indipendenza nel 1960. Al potere dal 2012, il presidente MA AL è stato eletto per un secondo mandato quinquennale nel febbraio 2019. Anche evidenzia, nel suo rapporto del CP_3 2022, che il Senegal è una delle democrazie elettorali più stabili dell'Africa e dal 2000 ha int enti pacifici di potere tra partiti rivali. Tuttavia, negli ultimi anni, i procedimenti giudiziari a sfondo politico dei leader dell'opposizione e le modifiche alle leggi elettorali hanno ridotto la competizione politica.
Economia: Il Senegal è uno dei paesi più industrializzati dell'Africa occidentale e attualmente rappresenta la quarta economia più grande della regione. I settori dell'agricoltura, dell'industria e dei servizi rappresentano rispettivamente il 18%, il 24% e il 58% del prodotto interno lordo (PIL). Il Senegal è anche riconosciuto come un attore chiave all'interno della Comunità Economica degli Stati dell'Africa Occidentale (ECOWAS) e le sue solide istituzioni democratiche hanno reso il paese un modello per la stabilità politica in Africa. Il Senegal ha registrato una sostanziale riduzione della povertà grazie alla solida performance economica durante il decennio 2010, caratterizzato da un tasso di crescita 2 medio-PIL al 5% durante quel periodo e l'incidenza della povertà (utilizzando la soglia nazionale di povertà) che è scesa da 43% nel 2011 al 37,8 per cento nel 2018. Secondo la Banca Mondiale, tuttavia, la pandemia da COVID-19 e il conflitto in corso in Ucraina hanno indotto considerevoli shock nelle condizioni di scambio, riducendo notevolmente la crescita per il 2022 e portando a disavanzi di bilancio e livelli di debito elevati e sostenuti, con poco spazio di manovra. I servizi rimangono il principale contributore al PIL e il settore primario (agricoltura, in particolare) il motore più dinamico della crescita. I progetti di petrolio e gas sono stati ritardati a causa della crisi sanitaria. Si stima che la crescita del PIL reale è rallentata al 4,2% nel 2022[23], rispetto a una previsione pre-shock del 5,5%, poiché i prezzi più elevati di cibo ed energia, le interruzioni commerciali e una maggiore incertezza hanno causato il calo degli investimenti privati. Gli stessi fattori si sono aggiunti ad un'impennata dell'inflazione media dall'inizio del 2022, raggiungendo un livello elevato pluridecennale del 14,1% su base annua a novembre 2022 e decelerando al 9,4% a febbraio 2023. Oltre a un rallentamento della crescita, le famiglie hanno affrontato un alto tasso di inflazione, che ha raggiunto il 9,7% nel 2022 (contro il 2,2% nel 2021[26]), trainato dai prezzi di prodotti alimentari che sono aumentati in media del 15% nel 2022 (rispetto al 2,9% nel 2021); la pandemia ha modificato in modo significativo le prospettive economiche del Paese, colpendo servizi come turismo e trasporti e le esportazioni. Il Senegal ha risposto con diverse misure di contenimento e ha implementato un programma di resilienza economica e sociale (Programme de Résilience Économique et Sociale, PRES). Ciononostante, riserve di bilancio e reti di sicurezza limitate, un sistema sanitario vulnerabile e un ampio settore informale pongono, secondo la Banca Mondiale, diverse sfide al Paese. La ripresa economica sarà probabilmente graduale. Le riforme previste dal Piano per il Senegal Emergente (Plan PSE), adottato nel 2014 dopo Persona_27 anni di crescita modesta con lo scopo di far decollare il Paese e ridurre in misura significati no essere rafforzate affinché la crescita riprenda la sua traiettoria pre-pandemia. Complessivamente, la Banca Mondiale stima che il tasso di povertà (utilizzando la soglia di povertà a reddito medio basso) sia rimasto stabile intorno al 36,3% nel 2022, contro il 36,1% nel 2021. Ciononostante, la riduzione della povertà in Senegal deve ancora affrontare molte sfide. In primo luogo, mentre il governo del Senegal è stato efficiente nel fornire trasferimenti di denaro contante a famiglie vulnerabili attraverso un progetto di “Social Safety Net”, i pagamenti non sono stati regolari nel 2022[34]. In secondo luogo, con le molteplici crisi che colpiscono il Senegal, la vulnerabilità alla povertà è una questione chiave che richiede maggiore attenzione, secondo la Banca Mondiale, da parte dell'azione politica. I dati dell'indagine sulle famiglie del 2018 mostravano infatti che il tasso di vulnerabilità, definito come la probabilità di cadere in povertà in caso di shock, è stato del 54% nel 2018-19; ciò significa che la materializzazione di rischi come ulteriori ondate di COVID-19, interruzioni della fornitura catene e shock meteorologici, hanno avuto il potenziale di determinare un aumento sostanziale dell'incidenza della povertà. La Banca mondiale evidenzia che il tasso di vulnerabilità si attestava all'80% nelle aree rurali, oltre 2,5 volte superiore rispetto alle aree urbane. Il Governo del Senegal – viene evidenziato nel “Poverty and Equity Brief” della Banca Mondiale dell'aprile 2023, ha intrapreso azioni concrete come l'estensione della RNU per ampliare la copertura del sistema di trasferimento di contante. Inoltre, il governo ha deciso di eliminare gradualmente i sussidi energetici che sono regressivi e segnala l'impegno ad attuare misure forti per sostenere gli sforzi di risanamento di bilancio nel medio termine
Politica e Istituzioni: Il Senegal è una Repubblica Presidenziale multipartitica[37]; la sua nascita avviene con la Costituzione promulgata nel 1963 e si fonda su un sistema misto di diritto francese ed islamico. Il Paese è stato fino al 19605 una colonia francese. Da quella data, ottenuta l'indipendenza come parte di una federazione composta da Senegal e Mali, subito però dissolta per problemi di governabilità, ha iniziato il suo percorso verso un sistema democratico che oggi lo caratterizza. Una nuova Costituzione è stata approvata dagli elettori nel gennaio 2001. Mediante il referendum costituzionale del 2016 sono state apportate importanti modifiche alla carta costituzionale del 2001 (già più volte emendata) riguardanti il limite del mandato presidenziale (portato da 7 anni a 5 anni, rinnovabile una sola volta a partire dal 2019), l'istituzione dell'Alto Consiglio delle Collettività territoriali (High Council of Territorial Communities) e del Consiglio della Repubblica per gli Affari Economici e Sociali (Council of the Republic for Economic and Social Affairs) nonché l'introduzione del voto a favore della diaspora senegalese nelle consultazioni elettorali. Il Presidente è capo di stato e capo del governo, ed è eletto direttamente per un massimo di due Controparte mandati consecutivi[39]. Il 24 febbraio 2019 si sono tenute le elezioni presidenziali nel Paese e il Presidente MA AL, dell' Persona
si è aggiudicato un secondo mandato[40] sconfiggendo quattro sfidanti tra cui l'ex primo ministro
[...]
del partito Patriots of Senegal for Ethics, Work, and Fraternity (PASTEF). Le elezioni s dicate dagli CP_5 osservato ernazionali in generale come libere ed eque[42] sebbene esse sono state segnate dall'esclusione – appena poche settimane dal voto - di due eminenti politici dell'opposizione, e che avrebbero potuto sfidare seriamente il Presidente Parte_3 Per_29 AL. Le prossime elezioni presidenziali sono previste in Sene f I membri dell'Assemblea Nazionale, composta da 165 seggi, sono eletti con mandato quinquennale, di cui 105 eletti nei distretti uninominali e 60 con rappresentanza proporzionale. Se la rappresentanza femminile nel governo è relativamente scarsa, le donne sono meglio rappresentate nell'Assemblea nazionale, dove detengono il 43% dei seggi. Ciò è in parte dovuto a una legge del 2010 che richiede la parità di genere nelle liste dei candidati. Il tasso complessivo di partecipazione delle donne alla politica, come il voto e l'impegno in attività politiche locali, è tuttavia inferiore a quello degli uomini. Nel novembre 2021, il Consiglio dei ministri ha adottato un progetto di revisione della Costituzione che avrebbe reintrodotto la carica di primo ministro, che era stata abolita nel maggio 2019. Ulteriori progetti di modifica hanno reintrodotto la responsabilità del governo dinanzi all'Assemblea nazionale - una disposizione che era stata anch'essa rimossa nel 2019 - e ha ripristinato il potere del Presidente di sciogliere il corpo legislativo. Sebbene l'Assemblea Nazionale avesse votato per adottare le revisioni nel dicembre 2021, alla fine dell'anno queste non erano ancora entrate in vigore. Le elezioni legislative del 31 luglio 2022 hanno creato una situazione senza precedenti in Senegal con un'Assemblea Nazionale – per la prima volta - senza maggioranza assoluta. La Coalizione di governo del Presidente, (United in Hope), Parte_4 che comprende all'interno il suo partito l' e altri partiti, si è aggiu 5) dell'Assemblea Controparte_6 nazionale (contro i 125 conquistati nel 201 e si sono aggiudicate gli altri 83: 56 sono andati a Parte_5[... (Liberate the People in wolof) - una coalizione guidata dal principale oppositore - 24 a ( CP_5 Parte_6 CP_7 ta dall'ex presidente 1 seggio cadauno a ( (P e Persona_30 Persona_31 Per_32 Per_33 Parte_7 (The Servants). Le prote te il 17 giugno 202 zi fermato il rigetto Commissione Elettorale della lista del candidato nazionale dell'opposizione alle elezioni legislative di luglio;
secondo il rapporto del Dipartimento di Stato Americano quattro persone hanno perso la vita durante le proteste, due di queste per mano della polizia secondo alcune organizzazioni non governative. La polizia ha inoltre arrestato 130 manifestanti. Secondo varie fonti, proteste diffuse sono scoppiate anche a marzo 2021 in seguito all'arresto dell'importante leader dell'opposizione Presidente del partito ST-Les Patriotes con CP_5CP_ l'accusa di stupro;
ha negato le accuse, definendo il suo arresto p ato. A febbraio 2021, il governo aveva arrestato arbitrariamente div rsonalità dell'opposizione e della società civile che avevano criticato il ruolo del governo nella vicenda legata all'accusa di stupro Secondo le manifestazioni sono state caratterizzate da alti livelli di violenza contro i manifestanti da parte delle forze CP_3 di sicurezza. ha riportato che quattordici persone, tra cui tre bambini, sono state uccise a marzo 2021 quando le forze di Controparte_8 sicurezza ha veri per disperdere le proteste a livello nazionale – alcune delle quali erano diventate violente – a Dakar, Per_3 Per_
e in seguito all'arresto e alla detenzione di . Almeno 400 persone sono rimaste ferite. Durante le Per_5 CP_5 pe mate hanno operato a sostegno della poliz nifestanti in diversi quartieri. Il governo senegalese ha descritto questi individui come agenti di polizia che indossavano abiti civili. Nel giugno 2021 infine l'Assemblea Nazionale ha emendato i capitoli relativi al terrorismo del codice penale e del codice di procedura penale, con una mossa che ha gravemente limitato i diritti alla libertà di espressione e di riunione pacifica. E' stata introdotta una definizione ampia di terrorismo, che comprende atti legati al disturbo dell'ordine pubblico, associazione a delinquere, infrazioni legate alle nuove tecnologie dell'informazione e della comunicazione, “incitamento ad atti terroristici”. ha espresso preoccupazione che le proteste che diventano violente potessero rientrare in questa definizione Controparte_8 3 e portare ad accuse penali contro gli organizzatori Secondo quanto riferito dal Dipartimento di Stato Americano e la CP_3 magistratura è formalmente indipendente, ma il Presidente controlla le nomine al Consiglio Costituzionale, alla Corte d'app di Stato;
il Presidente e il Ministro della Giustizia co-presiedono il Consiglio Superiore della Magistratura, l'organo responsabile della gestione delle carriere dei magistrati. Secondo entrambe le fonti i giudici sono stati soggetti a pressioni da parte del governo su casi di corruzione e altre questioni che coinvolgono funzionari di alto livello o sostenitori del governo. Il tribunale regionale di Dakar comprende un tribunale militare che ha giurisdizione sui crimini commessi dal personale militare. Un tribunale è composto da un giudice civile, un procuratore civile e due assistenti militari per consigliare il giudice, uno dei quali deve essere di grado uguale all'imputato. Un tribunale può processare i civili solo se coinvolti con personale militare che ha violato la legge militare. Un tribunale militare garantisce gli stessi diritti di un tribunale penale civile.
Le forze di sicurezza del Senegal: La Polizia (Police Nationale) e la RM (Gendarmerie Nationale) sono responsabili del mantenimento dell'ordine pubblico. Alle forze armate è attribuito tale compito solo in circostanze specifiche, come durante lo stato d'emergenza. Il Paese è stato in stato di emergenza dal 6 gennaio al 19 marzo 2021. Come in molti altri Paesi, anche europei, la Polizia è incardinata nella struttura del Ministero dell'interno ed opera prevalentemente nei centri urbani, mentre la RM dipende dal Ministero della difesa e opera soprattutto al di fuori delle principali città. Secondo il Report del Dipartimento di Stato Americano del 2023 sui diritti umani in Senegal, le autorità civili mantengono il controllo effettivo sulle forze armate e di polizia;
sebbene il governo abbia adottato misure per identificare, indagare, perseguire e punire i funzionari che hanno commesso abusi o atti di corruzione, sia nelle forze di sicurezza che altrove nel governo, sono mancati strumenti per punire in maniera efficace la corruzione e le varie altre forme di abuso commesse. Le forze armate del Senegal hanno il compito di proteggere la difesa nazionale e assicurare la sicurezza e l'integrità del territorio del Paese e della sua popolazione. La loro organizzazione è disciplinata dalla Legge 84-62 del 16 agosto 1984 integrata dalla legge 89-02 del 17 gennaio 1989. L'attuazione della politica di difesa è decisa dal Presidente della Repubblica che è responsabile della difesa nazionale, di cui esercita la direzione generale e militari Il servizio militare segue due diversi percorsi: dai 18 anni di età è su base volontaria;
dai 20 anni di età è obbligatorio, ma i coscritti vengono selezionati in base a parametri specifici. In entrambi i casi – e per i militari di entrambi i sessi – il servizio dura 2 anni.
Sicurezza: Nel Paese è in corso un conflitto separatista di basso livello nella regione della NC, situata tra il Gambia e la Guinea-Bissau, CP_1 sebbene gli attacchi del ( siano diminuiti da quando è stato raggiunto un cessate Controparte_9 il fuoco de facto nel marzo 2023, relativo all'anno 2022, evidenzia che è continuata un'insurrezione di basso livello tra forze di sicurezza e separatisti armati nella regione meridionale della NC. Il cessate il fuoco proclamato unilateralmente nel 2012 dal movimento indipendentista con il Controparte_11 Governo senegalese ha infatti calmato sensibilmente la situazione tante il Presidente AL durante il 2022 abbia proseguito gli sforzi per risolvere il conflitto quarantennale nella regione meridionale della NC tra separatisti e forze di sicurezza governative. I ribelli si sono ritirati nei boschi della regione di confine con la Guinea-Bissau e il Gambia, dove abbattono alberi illegalmente e praticano attività di contrabbando. Offensive militari del governo conducono ripetutamente a scontri con il MF, per esempio nel febbraio 2022 e nel maggio 2021. Vi sono ancora molte zone minate, spesso non contrassegnate a sufficienza. In aree remote, non si possono escludere attacchi dei ribelli contro persone civili. Le fonti evidenziano che nel corso del 2022, nella NC si sono verificati sporadici episodi di violenza che hanno coinvolto individui associati a varie fazioni del MF. A gennaio il
[...] ha ucciso quattro membri dell'esercito e ne ha catturati sette, rilasciandoli a febbr Controparte_9 ne “Nord Bignona” per smantellare le basi ribelli del Controparte_9 (MF) vicino al confine con il Gambia e per combattere il disboscamento illegal Disaster Management Agency, queste operazioni hanno costretto 691 senegalesi a cercare rifugio in Gambia. Anche più di 5.600 abitanti dei villaggi gambiani che vivevano vicino al confine sono stati sfollati dai loro villaggi. Il 4 agosto 2022, i funzionari del governo hanno firmato un accordo di pace preliminare con il comitato provvisorio del Movimento delle forze democratiche della NC (FC) in Guinea-Bissau, obbligando il MF al disarmo e consentendo il ritorno degli sfollati nelle loro abitazioni. Il Rapporto USDOS riferisce tuttavia che le ONG hanno messo in evidenza l'assenza del leader del FC , sollevando dubbi sull'utilità e la sostenibilità dell'accordo. L'esercito ha Per_36 condotto diverse operazioni aeree e di terra per facilitare il le popolazioni sfollate locali colpite dal conflitto. Secondo il Dipartimento CP_1 di Stato Americano ci sono stati nel 2022 diversi atti di banditismo attribuiti ai ribelli dell' in cui civili sono stati detenuti;
i ribelli CP_1 dell' hanno inoltre occasionalmente provocato danni a civili mentre commettevano atti i non collegati alle operazioni militari. Ad CP_1 ago negal ha firmato un accordo di pace preliminare con una fazione dell' impegnandola a disarmare e consentendo ai rifugiati di tornare a casSu altro fronte, mentre il Senegal è stato finora risparmiato dalla vi e ha travolto la regione del Sahel, le attività dei gruppi terroristici nei paesi vicini e il traffico transfrontaliero rischiano di alimentare l'instabilità nel Paese.
Diritti Umani e Gruppi Vulnerabili: Secondo il Dipartimento di Stato Americano permangono aspetti preoccupanti per quanto riguarda la salvaguardia dei diritti umani: uccisioni illegali o arbitrarie;
torture o trattamenti o punizioni crudeli, inumani o degradanti da parte o per conto del governo;
condizioni carcerarie dure e pericolose per la vita;
arresto o detenzione arbitrari;
prigionieri o detenuti politici;
seri problemi relativi all'indipendenza della magistratura;
grave corruzione del governo;
mancanza di indagini e responsabilità per la violenza di genere, compresa la violenza domestica e da parte del partner, i matrimoni infantili, precoci e forzati e la mutilazione/escissione genitale femminile;
tratta di persone;
crimini che comportano violenza o minacce contro persone lesbiche, gay, bisessuali, transgender, queer o intersessuali;
e l'applicazione di leggi che criminalizzano la condotta sessuale omosessuale consensuale tra adulti. La fonte sottolinea alcuni passi fatti dal governo al fine di identificare, investigare, perseguire e punire gli ufficiali delle forze polizia ed altri appartenenti alle autorità in generale che commettono abusi nell'esercizio delle loro funzioni, ma nonostante ciò l'impunità per alcuni abusi sussiste tuttora. Durante l'ultima Revisione Periodica Universale del Consiglio ONU per i Diritti Umani (Universal Periodic Review- UPR), svoltasi il 31 novembre 2019, delle 257 raccomandazioni ricevute, il Senegal ha accettato di attenersi alle quasi totalità delle stesse. Le tematiche riguardano l'implementazione degli strumenti giuridici contro le Con pratiche di il rafforzamento della tutela dei diritti civili, politici, economico sociali e culturali, dei diritti delle donne e di altri gruppi vulnerabili i i bambini talibe' che frequentano le scuole ), nonché la messa in atto di una politica giuridica a favore Per_37 dell'indipendenza della magistratura, la riduzione dell'affollamento n i, la riduzione deli tempi di detezione preventiva, l'uso eccessivo e sproporzionato della forza da parte delle forze di sicurezza per reprimere comizi e manifestazioni politiche e la cessazione dell'impunità in caso di violazioni dei diritti umani.
Diritto alla vita e pena di morte: La pena di morte è stata ufficialmente abolita in Senegal – dopo una lunga moratoria delle esecuzioni - a partire dal 2004 (con legge 2004-38 del 28 dicembre 2004. Sebbene il Senegal non abbia effettivamente giustiziato nessuno dei suoi detenuti nel braccio della morte dal 1967, le autorità avevano continuato a comminare tale sentenza, l'ultima volta nel luglio 2004. Il Senegal tuttavia non ha firmato il Secondo Protocollo Opzionale alla Convenzione Internazionale delle NU sui diritti civili e politici, l'unico testo di portata mondiale che mira all'abolizione della pena di morte. Il Senegal ha dimostrato il suo impegno per ciò che riguarda l'abolizione della pena di morte mediante la co- sponsorizzazione e il voto di sei Risoluzioni dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 2008, 2010, 2012, 2014 per una moratoria sull'uso del pena di morte.
4 Diritto all'integrità e Tortura e altri trattamenti o punizioni inumani e degradanti: Il Senegal ha firmato e ratificato la Convenzione contro la tortura e altre pene o trattamenti inumani o degradanti (CAT) il 21 agosto 1986[85]. Il 18 ottobre 2006 il Paese ha inoltre ratificato il Protocollo facoltativo alla Convenzione contro la tortura (OPCAT). La Costituzione del Senegal prevede che “ogni individuo ha diritto alla vita, alla libertà, alla sicurezza, al libero sviluppo della sua personalità, all'integrità fisica, in particolare alla protezione contro ogni mutilazione fisica. (articolo 7, paragrafo 2[87])”. Tuttavia, non include un esplicito divieto di tortura. L'articolo 295-1 del codice penale, introdotto dalla legge n. 96-15 del 26 agosto 1996, definisce la tortura come "ferite, percosse, violenze fisiche o mentali o altre aggressioni compiute deliberatamente da un pubblico ufficiale o da qualsiasi altra persona che agisce in veste ufficiale o su sua istigazione o con espressa o tacita consenso, sia al fine di ottenere informazioni o confessioni, sia per compiere rappresaglie, sia per compiere atti intimidatori, sia per qualsiasi fine di discriminazione”. Nel 2018 una organizzazione senegalese per i diritti umani evidenziava che, nonostante le raccomandazioni fatte allo Stato in alcune aree e la ratifica di molteplici strumenti internazionali, la tortura era ancora presente e praticata nella totale impunità. L'Organizzazione Mondiale Contro la Tortura (OMCT) evidenzia tuttavia che le riforme legali e istituzionali dell'ultimo decennio hanno dato vita a un'adeguata legislazione contro la tortura nel Paese. La nuova legge penale definisce e proibisce la tortura ai sensi della Convenzione delle Nazioni Unite contro la tortura. Questo è il risultato della continua difesa congiunta dell'OMCT e del membro senegalese del suo l'organizzazione Controparte_14 [...]
che ha costantemente pre ivi al Comitato del Controparte_15
la Convenzione nel 1986. Nonostante tutti gli sforzi del governo – evidenzia tuttavia l'OMCT - persistono alcune sfide fondamentali, tra cui l'impunità per i casi di uso eccessivo della forza da parte della polizia contro i manifestanti. Una seconda sfida sono le condizioni di detenzione che sono rimaste dure, portando a decessi in custodia a causa delle condizioni antigeniche nelle carceri sovraffollate. Il Comitato Contro la Tortura delle Nazioni Unite, nelle sue osservazioni conclusive al 4° rapporto periodico del Governo del Senegal[93] nel corso della sua 63° sessione, ha evidenziato nel 2019 che “come le principali democrazie e gli Stati costituzionali del mondo , il Senegal si era impegnato in maniera ferma a eradicare la tortura e ad assicurare l'implementazione della Convenzione contro la Tortura”. Secondo gli esperti del Comitato Contro la Tortura sono state adottate diverse misure per migliorare le condizioni di detenzione, tra cui la pena sostitutiva, la costruzione di nuove carceri e l'istituzione nel 2009 dell'Osservatorio nazionale sui luoghi di detenzione per integrare il meccanismo nazionale di prevenzione.Gli esperti del Comitato hanno fatto riferimento alla riforma giuridica in corso e hanno esortato il Senegal a fissare il calendario per l'adozione di emendamenti che garantiscano il rispetto della Convenzione, anche nella definizione di tortura. Il Comitato ha mostrato preoccupazione rispetto alla pena minima per atti di tortura fino a 5 anni di reclusione, secondo l'articolo 295-1, che consente al giudice di ridurre la pena ulteriormente a 2 anni e di combinarla con la sospensione della pena. Il Comitato ha espresso preoccupazione che diverse condanne pronunciate per atti di tortura sono state estremamente lievi.Il Comitato ha espresso la raccomandazione che il reato di tortura sia punito con sanzioni adeguate che tengano conto della sua gravità, in conformità con l'articolo 4 (2) della Convenzione delle Nazioni Unite;
ha inoltre sollecitato lo Stato parte a modificare l'articolo 295-1 del codice penale in modo da includere nella definizione di atti di tortura lo scopo di ottenere informazioni, di punire, intimidire o costringere una terza persona. Il Comitato ha espresso preoccupazione per l'uso sistematico della custodia cautelare – responsabile del 45% di tutte le detenzioni – e la mancanza di un'applicazione effettiva delle garanzie fondamentali per le persone private della libertà personale. Ad esempio, il Comitato sottolineava che la durata della detenzione nel contesto del terrorismo e della sicurezza dello Stato poteva arrivare fino a 12 giorni, e una visita medica - altra tutela fondamentale, in particolare contro la tortura e i maltrattamenti - doveva essere pagata con fondi propri se richiesta da un detenuto. I luoghi di detenzione si caratterizzavano di pessime condizioni materiali, sovraffollamento e violazione sistematica dei diritti umani. Pochissimi gli avvocati presenti nel Paese – circa 350 avvocati e meno di 500 magistrati, per lo più concentrati nella capitale – fattori che avevano pregiudicato l'effettivo godimento delle tutele fondamentali su tutto il territorio nazionale. Il Rapporto del Dipartimento di Stato Americano del 2023 evidenzia infine che la Costituzione e la legge vietano tali pratiche[104]. Ciononostante lo stesso rapporto sottolinea che nel corso del 2022 questioni significative relative ai diritti umani in Senegal hanno riguardato segnalazioni credibili riguardo a uccisioni illegali o arbitrarie, torture o trattamenti o punizioni crudeli, inumani o degradanti da parte o per conto del governo, condizioni carcerarie dure e pericolose per la vita, arresto o detenzione arbitrarie. Le organizzazioni per i diritti umani hanno evidenziato esempi di abusi fisici commessi dalle autorità, compreso l'uso eccessivo della forza e trattamenti crudeli e degradanti nelle carceri e nelle strutture di detenzione, anche rispetto ai metodi di perquisizione e interrogatorio. In taluni casi la polizia ha costretto i detenuti a dormire nudi su pavimenti, ha diretto loro luci intense, i detenuti con manganelli e li ha tenuti in celle con un accesso minimo all'aria fresca. Le indagini sono state spesso indebitamente prolungate e raramente sono sfociate in accuse o incriminazioni. L'impunità per tali atti è stato un problema significativo. Gli uffici incaricati di indagare sugli abusi includono il Ministero della Giustizia e l'Osservatore nazionale dei luoghi di privazione della libertà. Il DIC (Division des Investigations Criminelles) e le unità per gli affari interni della polizia e della gendarmeria incaricate di indagare sugli abusi della polizia non hanno affrontato efficacemente l'impunità o la corruzione. Secondo il Dipartimento di Stato americano alcuni manifestanti hanno accusato le forze di sicurezza di gravi abusi fisici durante la detenzione in seguito alle proteste del 16 e 17 giugno 2022. ha riportato che , un ex Controparte_8 Persona_38 soldato che era tra le 11 persone arrestate durante tali proteste con l'accu i “minacciare la o”, era deceduto dopo essere entrato in coma il 13 luglio 2022, dopo essere stato prelevato dalla sua cella di polizia il 29 giugno 2022 e portato all'ospedale di Dakar con gravi ferite. La famiglia ha accusato la polizia di aver causato la sua morte a seguito di tortura durante la detenzione. La polizia ha negato le accuse e ha affermato che le ferite erano state autoinflitte durante la detenzione. Nessuna inchiesta è stata aperta per accertare le cause delle ferite mortali riportate durante la detenzione. Egualmente le forze di sicurezza erano state accusate da diversi manifestanti di gravi abusi fisici durante la detenzione dopo le proteste del marzo 2021. Secondo il Rapporto del Dipartimento di Stato americano le autorità non sempre hanno condotto indagini credibili sulle accuse di maltrattamento nelle carceri. I difensori civici sono disponibili a rispondere alle denunce, ma i detenuti non sanno spesso come accedervi o presentare denunce. Le autorità hanno consentito a prigionieri e detenuti di presentare denunce alle autorità giudiziarie senza censura e di richiedere indagini su accuse credibili di condizioni disumane;
non erano disponibili tuttavia prove che i funzionari avessero condotto indagini successive[112]. Secondo Freedom House la legge garantisce processi pubblici equi e i diritti degli imputati, ma l'arresto arbitrario e la detenzione prolungata sono rimasti un serio motivo di preoccupazione. Sebbene il governo sia obbligato a fornire avvocati agli imputati che non possono permetterseli, questa rappresentanza è inconsistente nella pratica. La lunga detenzione preventiva rimane un problema. La portata del sistema giudiziario non si estende in maniera uniforme alle zone rurali, che più spesso si affidano a metodi tradizionali di risoluzione dei conflitti.
Condizioni delle Carceri: Il Rapporto del Dipartimento di Stato Americano del 2023 evidenzia che nel corso del 2022, così come negli anni precedenti, le condizioni di alcune carceri e centri di detenzione hanno continuato ad essere dure e a costituire un pericolo di vita a causa della carenza di cibo, del sovraffollamento, delle scarse condizioni igienico-sanitarie e delle cure mediche inadeguate. Il sovraffollamento ha Per_3 continuato ad essere un problema endemico. A titolo di esempio la principale struttura carceraria di Dakar, ospitava più del doppio del numero di detenuti per cui era stata progettata. Secondo la ONG senegalese Rencontre Africaine pour se des Droits de l'Homme (RADDHO), che riportava dati ufficiali del 2019, la popolazione carceraria del Senegal era di 11.547 persone, ripartite nelle 37 carceri del paese che avevano una capacità di soli 4.224 posti. Il 60,28% della popolazione carceraria era rappresentato da persone condannate e il 39,72% da persone imputate. Tra essi il 95% circa era costituito da uomini, il 2,7% da donne e per il 2% da minorenni Il personale penitenziario era costituito da 1633 agenti di cui 1 colonnello della gendarmeria, 3 medici e 18 ispettori. Nel tentativo di limitare la diffusione del COVID-19 attraverso il sistema carcerario, il presidente AL ha graziato oltre 2.000 detenuti, un quinto della popolazione carceraria, nell'aprile 2020[117]. Altre centinaia di detenuti sono stati graziati nel corso del 2022 allo scopo di decongestionare le carceri e prevenire la diffusione del Covid-19. Il governo ha consentito visite in carcere da parte di gruppi locali per i diritti umani, che operano in modo indipendente, e di osservatori 5 internazionali. L'Osservatore Nazionale dei luoghi di privazione della libertà ha pieno e illimitato accesso a tutte le strutture carcerarie e di detenzione civili, ma non alle strutture militari e di intelligence;
il rapporto USDOS evidenzia tuttavia che l'Osservatore non è stato in grado tuttavia di monitorare le carceri in tutto il paese;
membri del Comitato Internazionale della Croce Rossa hanno visitato le carceri di Dakar e della NC nel corso del 2022. Il rapporto del Dipartimento di Stato Americano del 2023 evidenzia che, secondo le più recenti statistiche governative disponibili, 24 detenuti sono morti nelle carceri e nei centri di detenzione nel 2020, sette in meno rispetto al 2019. Tuttavia le statistiche governative non hanno fornito dati sulle cause dei decessi anche se alcune di esse- secondo quanto riferito - erano a causa di uccisioni, sia ad opera del personale penitenziario o di altri detenuti[120]. Secondo il rapporto le autorità non avevano intrapreso, ancora alla fine dell'anno, azioni penali o altre azioni pubbliche nei loro confronti. Il Comitato contro la Tortura delle NU aveva già espresso preoccupazione nel 2019 per le “spaventose condizioni igieniche nelle strutture di detenzione, personale insufficiente e diete inadeguate, in aggiunta al fatto che i minori non erano effettivamente separati dagli adulti”. Il Comitato aveva espresso altresì preoccupazione per le segnalazioni di una carenza di personale medico e cure mediche limitate, in particolare per i detenuti con disturbi mentali. Oltre al sovraffollamento, la ONG Organizzazione Nazionale per i Diritti Umani aveva identificato la mancanza di servizi igienici adeguati come un grave problema. Anche il cibo scadente e insufficiente, l'accesso limitato alle cure mediche, il caldo soffocante, lo scarso drenaggio e le infestazioni di insetti erano stati problemi rilevati in tutto il sistema carcerario del Senegal.
Libertà di riunione e di espressione e stampa: Freedom House evidenzia nel rapporto 2022 che il Senegal è noto per i suoi media relativamente indipendenti e per la libertà di espressione, sebbene le leggi sulla diffamazione continuavano a limitare la libertà di stampa. La Costituzione garantisce la libertà di parola e il Senegal ospita molte stazioni televisive e radiofoniche indipendenti e organi di stampa. Sebbene la situazione generale dei media sia notevolmente migliorata da quando il presidente AL è stato eletto nel 2012, diversi sviluppi successivi hanno limitato la libertà di stampa. Una controversa legge emanata nel gennaio 2021 prevede pene detentive fino a due anni per diffamazione e tre anni per la pubblicazione di "notizie false" che hanno lo scopo di "screditare le istituzioni pubbliche" o "pregiudicare la pubblica decenza". Il Dipartimento di Stato Americano evidenziava nel suo rapporto del 2022 che, durante il 2021 i giornalisti indipendenti avevano regolarmente criticato il governo senza subire rappresaglie[127]. Nel rapporto recentemente pubblicato del 20 marzo 2023 evidenzia tuttavia, citando l'ONG Reporters Without Borders, un aumento significativo degli attacchi verbali e fisici contro i giornalisti dall'inizio del 2021. Per quanto riguarda la limitazione Persona_4 della libertà di espressione, ha riferito che il 15 gennaio 2021, le autorità senegalesi hanno arrestato Controparte_8 presidente della ONG RI r "diffusione di notizie false". YE aveva affermato che il governo aveva uti improprio 215 milioni di dollari di fondi dell'Unione Europea destinati a fermare l'immigrazione clandestina nelle Isole Canarie. Le autorità lo hanno rilasciato il 7 febbraio. Il 20 gennaio 2021, le autorità hanno arrestato l'attivista dopo aver denunciato su Facebook la Parte_8 corruzione e l'inettitudine delle autorità municipali locali;
il tribunale lo ha rilasciato se opo venti giorni di detenzione. Anche l'attivista è stato arrestato nel febbraio 2021 (e rilasciato nell'aprile 2021) con l'accusa di "associazione a delinquere", Persona_41 "partecip one" e "minaccia di turbamento dell'ordine pubblico" dopo aver accusato la polizia di tortura e altri maltrattamenti di sostenitori del partito ST arrestati a febbraio. A marzo 2021, l'Autorità Nazionale di Regolazione delle Comunicazioni (CNRA) ha sospeso CP TV e Sen TV per 72 ore a causa della trasmissione in diretta delle proteste, che ha descritto come "incitamento alla violenza" e "copertura onsabile"[132]. Nello stesso mese, le autorità hanno interrotto l'accesso a Internet e ai social media in vista di una protesta programmata a Dakar. Nel giugno 2021, l'Assemblea Nazionale ha emendato i capitoli relativi al terrorismo del codice penale e del codice di procedura penale, con una mossa che ha gravemente limitato i diritti alla libertà di espressione e di riunione pacifica. Secondo le organizzazioni per i diritti umani la definizione di terrorismo sarebbe troppo ampia e atta a ricomprendere atti legati al disturbo dell'ordine pubblico, infrazioni legate alle nuove tecnologie dell'informazione e della comunicazione, l'incitamento ad atti terroristici. Secondo la libertà di riunione e di Controparte_8 espressione è stata limitata nel corso del 2022. Il 10 giugno 2022, il leader dell'opposizione è stato arrestato Persona_42 con l'accusa di “diffamazione, diffusione di notizie false e offese al capo dello Stato”, d te una protesta dell'opposizione. È stato rilasciato provvisoriamente a luglio. Il 3 agosto, attivista noto anche come , è stato Persona_43 Per_44 arrestato e detenuto per "diffusione di notizie false e per cancellazione, mo e e utilizzo di dati informati ire i titoli dei giornali". Cinque giorni dopo un altro attivista, TH DI, è stato arrestato e detenuto con la stessa accusa di creare titoli falsi satirici sui quotidiani.Il 6 novembre, è stato arrestato dalla polizia, tre giorni dopo la diffusione di un video in diretta Facebook in cui Parte_9 commentava l'udienza del lea one e pubblicava un rapporto di indagine interna della gendarmeria. Le accuse CP_5 riguardavano l'“occultamento e pubblicazione di d non autorizzati che potrebbero danneggiare la difesa nazionale, incitamento alla ribellione e diffusione di notizie false”. A giugno, durante un periodo di tensione pre-elettorale, le autorità senegalesi hanno vietato diverse manifestazioni dell'opposizione.. Il 17 giugno, le forze di sicurezza hanno arrestato almeno tre leader dell'opposizione e impedito ad altri di lasciare le loro case, con l'obiettivo di impedire una protesta vietata a Dakar lo stesso giorno. ha denunciato un uso Controparte_8 eccessivo della forza nel corso del 2022 e del 2021 da parte delle autorità durante proteste orga el Paese, che avevano Controparte_ causato la morte di almeno 14 persone. A il leader dell'opposizione è stato arrestato dalla polizia il 18 giugno Per_14 2022 con altri due mentre si recava a visitar tanti arrestati il giorno pre tutti processati per “aver partecipato a una Co protesta proibita” e “disturbo all'ordine pubblico”. e altri due attivisti, e sono CP_17 Parte_10 Persona_45 stati condannati a un mese di sospensione condizio a multa di 50.000 n olti.
Atti di violenza, criminalizzazione e altri abusi basati su orientamento sessuale, identità o espressione di genere o caratteristiche sessuali: Criminalizzazione delle condotte, violenza e discriminazione: Nel corso degli ultimi anni e più di recente nel 2022, alcune tra le maggiori sfide del Paese, per quanto concerne la tutela dei diritti umani, hanno riguardato le tutele inadeguate per i diritti delle persone LGBT+. L'attività sessuale consensuale tra persone adulte dello stesso, indicata dalla legge come un "atto contro natura", resta criminalizzata in Senegal. L'articolo 319 del codice penale (del 1965) prevede infatti la pena della reclusione da 1 a 5 anni e/o la multa compresa tra 100.000 e 1.500.000 CFA per chi commette un “atto contro natura” con persone dello stesso sesso. La pena massima si applica se il fatto è stato commesso con una persona di età inferiore ai 21 anni. All'inizio di marzo 2016, nel contesto delle discussioni sulla riforma della Costituzione, ma anche più recentemente, il Presidente del Senegal è stato inequivocabile rispetto al fatto che la legge che criminalizza i rapporti sessuali tra persone dello stesso sesso non sarebbe mai stata abrogata durante il suo mandato. Il Dipartimento di Stato Americano evidenzia nel 2023 che il governo ha applicato queste leggi arrestando le persone LGBTQI+, ma non sono state imposte multe o pene detentive. ILGA World nel suo rapporto del 2021 ha evidenziato che aveva rilevato segnalazioni di almeno 36 uomini, arrestati solo nel 2020 col sospetto di essere omosessuali. Nel 2018 un uomo era stato condannato a sei mesi di carcere dopo che un suo video nel quale era stato ripreso a fare sesso con un altro uomo è diventato virale online;
anche la donna che aveva filmato la coppia a sua insaputa, e poi ha condiviso il video, era stata condannata a 2 anni (3 mesi effettivi) per distribuzione di contenuto immorale. Secondo sebbene le leggi che criminalizzano l'omosessualità vengano applicate CP_3 raramente, le persone LGBT+ rischiano violenze, i di folla, nonché discriminazioni in materia di alloggi, lavoro e assistenza sanitaria. Durante il 2021, centinaia di manifestanti si sono mobilitati più volte per protestare contro i diritti delle persone LGBT+, e a sostegno di un disegno di legge che proponeva di aumentare le pene detentive per coloro che fossero ritenuti colpevoli di attività sessuali tra persone dello stesso sesso e introdurre sanzioni penali per coloro che finanziavano o sostenevano pubblicamente "qualsiasi attività relativa all'agenda LGBT+". Nel maggio 2021 diversi gruppi conservatori hanno organizzato una grande protesta a Dakar,, alla quale hanno partecipato centinaia di persone, chiedendo l'inasprimento delle pene legate all'omosessualità nel codice penale senegalese. Alla marcia hanno inoltre partecipato diversi importanti politici e leader della società civile che hanno espresso apertamente sentimenti anti-LGBTQI+. Secondo attivisti pro-LGBTI 6 la retorica anti-gay è aumentata nel Paese a partire da tale manifestazione del maggio 2021 nella capitale. Tra dicembre 2021 e il 5gennaio 2022, l'Assemblea Nazionale ha respinto una proposta di legge sostenuta da 15 deputati, intesa a raddoppiare la pena detentiva (da 5 a 10 anni) per le persone omosessuali e criminalizzare l'orientamento LGBTI ampliando la portata della legge per coprire "altre devianze", secondo i suoi iniziatori: “lesbismo, bisessualità, transessualità, intersessualità e altre pratiche simili”. evidenzia che il testo era stato sostenuto da CP_18 associazioni e leader religiosi, influenti nel Paese al 95% musulmano dove l'omosess rata una devianza duramente repressa[158]. Ciò ha fatto seguito ad una campagna anti-LGBTI durata un mese da parte di una coalizione di gruppi che accusava le autorità di indebolire i costumi sociali. Ancora il 21 febbraio 2022 migliaia di persone sono scese in piazza a Dakar per manifestare contro l'omosessualità e chiedere di nuovo l'inasprimento delle pene;
secondo fonti media l'evento è stato organizzato da gruppi musulmani ultraconservatori che affermano che l'omosessualità minaccia i valori tradizionali. Un nuovo disegno di legge che criminalizza l'omosessualità è stato presentato il 20 aprile 2023 all'Assemblea nazionale, questa volta da parte di 64 deputati. Secondo il Rapporto di Stato Americano del 2023 le persone LGBTQI+ hanno subito una diffusa intolleranza sociale e atti di violenza. Le persone LGBTQI+ sono state oggetto di frequenti minacce, aggressioni di massa, rapine, espulsioni, ricatti e stupri. Personaggi politici a volte hanno condonato o tollerato questi abusi. Secondo osservatori locali la polizia ha spesso condonato o tollerato la violenza contro la comunità LGBTQI+. Il 17 maggio 2022, una folla in un mercato affollato di Dakar ha aggredito un uomo straniero percepito come gay, mentre gli spettatori gridavano insulti omofobici. Un video rilasciato pubblicamente ha potenzialmente rivelato l'identità della persona. Gli osservatori hanno segnalato un aumento delle minacce di violenza fisica contro persone percepite come LGBTQI+ o i loro alleati della comunità prima delle elezioni legislative del 31 luglio 2022, costringendo i membri della comunità LGBTQI+ a fuggire o nascondersi per la loro sicurezza. I discorsi anti-LGBTQI+ durante la campagna da parte di partiti politici e altri hanno creato un'atmosfera negativa per le persone LGBTQI+. evidenziava che nel corso del 2021 le persone e gli Controparte_19 attivisti LGBT hanno continuato a essere oggetto di campagne diff prese minacce e aggressioni fisiche. Media e gruppi locali per i diritti avevano riferito di dozzine di episodi di aggressione a persone omosessuali in Senegal nella prima metà dell'anno.
[...] evidenziava diversi attacchi fisici pubblici, occorsi nel 2021, contro persone LGBTI a Dakar e durante l'anno, CP_8 Per_14 dagli aggressori.. Il Dipartimento di Stato americano evidenziava che nel 2021, second dei media, almeno 150 omosessuali avevano ricevuto minacce a maggio e giugno, costringendo alcuni a fuggire dalle loro case. Tra il 6 e il 9 giugno, individui sconosciuti avevano aggredito almeno quattro persone ritenute gay o di genere non conforme. Ogni attacco era stato catturato in un video rilasciato pubblicamente, rivelando l'identità della persona. In ogni episodio la polizia aveva arrestato le vittime e le aveva trattenute fino all'11 giugno o dopo, per poi rilasciarle. Altra fonte riporta che il 28 luglio 2021, due presunti gay nella città di Ross-Béthio, nel nord del Senegal, sono stati picchiati da tre giovani del loro stesso quartiere a causa del loro presunto orientamento sessuale. Le vittime erano già state oggetto di ripetuti scherni e insulti prima di essere aggredite fisicamente. La stessa fonte riporta che questa volta, contrariamente ai precedenti casi di violenza omofobica, una delle vittime ha sporto denuncia, la polizia ha indagato sull'incidente e i tre giovani sono stati ad agosto condannati ad un mese di carcere e due mesi di sospensione della pena e una multa. Secondo le persone LGBTI hanno continuato a Controparte_8 subire varie pratiche discriminatorie, vessazioni e intimidazioni pubbliche. Ness iscriminazione basata sull'orientamento sessuale o sull'identità di genere, né esistono leggi sui reati di odio che potrebbero essere utilizzate per perseguire reati motivati da pregiudizi nei confronti delle persone LGBTQI+. Le persone LGBTQI+ hanno continuato a subire discriminazioni diffuse e gli attivisti LGBTQI+ hanno lamentato discriminazioni nell'accesso ai servizi sociali, compresi i servizi educativi e sanitari. Il governo e gli atteggiamenti culturali sono rimasti fortemente prevenuti nei confronti delle persone LGBTQI+. La diffusa intolleranza sociale, culturale e religiosa ha portato a continui tentativi di "convertire" le persone LGBTQI+ in modo informale attraverso pressioni familiari, religiose, mediche, educative o di altra natura. CP_3 evidenzia infine nel suo rapporto del 2022 che, a causa degli alti livelli di discriminazione e stigma sociale, le persone LGBT+ n
[...] presentanza politica significativa. L'ultimo rapporto del Dipartimento di Stato Americano, del marzo 2023, evidenzia inoltre che il governo ha limitato a volte la libertà di riunione pacifica e non ha rispettato la libertà di associazione nei confronti delle organizzazioni lesbiche, gay, bisessuali, transgender, queer e intersessuali (LGBTQI+). Il governo ha impedito alle organizzazioni LGBTQI+ di registrarsi legalmente o di convocare riunioni;
ha esaminato attentamente le registrazioni delle ONG con collegamenti con la comunità LGBTQI+, rifiutando le richieste con un forte focus sugli argomenti legati al genere[175]. Il governo non ha consentito alle organizzazioni LGBTQI+ di riunirsi o organizzarsi in base alla teoria che le loro attività erano contrarie all'ordine pubblico. Per quanto concerne gli ostacoli giuridici alla registrazione o funzionamento delle organizzazioni della società civile che lavorano sul sesso e la questione della diversità di genere, il rapporto di ILGA del 2020 evidenziava che in Senegal, la frequenza e la gravità di azioni penali avevano visto un considerevole aumento dal 2018 e destava preoccupazione l'ostile contesto contro attivisti e organizzazioni sul terreno che aveva preso sempre più piede negli ultimi anni.
Altra Violenza o discriminazione da parte della società: le persone affette da HIV: Secondo le stime del Programma delle Nazioni Unite per l'HIV/AIDS del 2021, ci sono circa 40.000 adulti e bambini che vivono con l'HIV in Senegal. Il Rapporto del Dipartimento di Stato americano del 2023 evidenzia che la legge proibisce la violenza e la discriminazione contro le persone affette da HIV e AIDS, così come la diffusione dello stato dell'HIV, sebbene la legge non sia ben conosciuta o applicata. Durante la sessione speciale delle Nazioni Unite sull'HIV/AIDS del giugno 2001, il Senegal si è impegnato ad emanare una legge per eliminare tutte le forme di discriminazione contro le persone che vivono con HIV/AIDS e per garantire che godano pienamente di tutti i loro diritti e libertà fondamentali. Difatti è stata emanata la Legge n. 2010-03 del 9 aprile 2010, il cui Capitolo VI viene proibita la discriminazione delle persone affette da HIV. Il governo e le ONG hanno condotto campagne di sensibilizzazione sull'HIV e sull'AIDS per aumentare l'accettazione sociale delle persone con HIV o AIDS e aumentare i test HIV e la consulenza a livello nazionale. Tuttavia, gli attivisti per i diritti umani hanno riferito che le persone sieropositive e quelle con malattie legate all'AIDS hanno continuato a lamentare lo stigma sociale, riconducibile alla diffusa credenza che la malattia sia collegata all'omosessualità che nel Paese è classificata come “atto contro naturali”.Gli uomini sieropositivi a volte si sono astenuti dall'assumere farmaci antiretrovirali a causa del rischio che le loro famiglie scoprissero il proprio orientamento sessuale. Secondo quanto riportato da nel 2022 le CP_3 organizzazioni non governative (ONG) che sostengono le persone affette da HIV e AIDS sono limita ganizzazione Demographic and Health Surveys ha condotto un'indagine che consisteva nel porre due domande[184] ad un campione di popolazione di adulti compresi tra i 15 e i 49 anni. Degli intervistati, il 59,9% ha risposto “no” alla prima domanda, il 47,6% ha risposto “no” alla seconda e il 65,5% ha risposto “no” ad entrambe, dimostrando una presenza ancora piuttosto forte di stigma nei confronti di coloro che sono affetti da HIV/AIDS. In Senegal, l'accesso ai servizi di prevenzione, cura e assistenza, dei settori della popolazione più esposti al pericolo derivante dal virus, nonché delle frange più vulnerabili, è ostacolato dal persistere di stigmatizzazioni, discriminazioni, violenze e disuguaglianze di genere legate all'AIDS o all'appartenenza a un determinato gruppo. L'atteggiamento punitivo del governo nei confronti degli omosessuali ha un impatto estremamente negativo sull'effettività dei programmi contro l'HIV. Difatti, molte persone omosessuali o ritenute tali, per il timore di essere discriminati o arrestati, non ricorrono alle cure. “Secondo lo studio sullo stigma del 2017, quasi 1 persona su 2 che vive con l'HIV (45,8%) ha riferito di aver avuto almeno un'esperienza di stigma e/o discriminazione da parte di altre persone negli ultimi 12 mesi. Queste esperienze di stigma e/o discriminazione colpiscono in modo diseguale le persone che vivono in zone rurali (10,8%), semi-rurali (22,2%) o urbane (66,8%). Lo stigma si osserva più spesso nelle regioni di Dakar (59%) o (47%) rispetto alle regioni di Saint Louis (26%) e Per_5 (10%). Gli uomini sembrano essere più esposti delle donne, in particola anto riguarda le maldicenze, gli insulti, le minacce o Per_14 i fisiche. L'esperienza di stigmatizzazione più frequentemente riportata deriva da maldicenze (1 persona su 2) e l'abuso verbale e/o fisico non è raro, colpendo 1 persona su 5. Gli uomini sono principalmente stigmatizzati per la loro omosessualità, per le donne, vivere con l'HIV le espone ad accuse di prostituzione. Oltre al comportamento sessuale o all'uso di droghe, le altre ragioni citate sono la stigmatizzazione legata allo stato di salute (in particolare in caso di tubercolosi) e problemi finanziari (insufficiente partecipazione finanziaria della persona alle 7 spese familiari). Le popolazioni chiave sono quindi particolarmente esposte ai rischi di stigma e/o discriminazione. Atti di violenza e linciaggio sulla base dell'orientamento sessuale reale o percepito sono comuni - la violenza contro gli omosessuali a volte cristallizzata dalla copertura sensazionale dei media e da alcuni discorsi religiosi. Le conseguenze sui i programmi sull'HIV sono notevoli. I trasferimenti in altre città, delle persone che tentano di sottrarsi a queste discriminazioni porta all'interruzione del trattamento. Nel 2019, alcuni programmi hanno dovuto essere interrotti a seguito di discorsi violenti e minacce contro gli omosessuali. Inoltre, l'auto-stigma è significativa tra le persone che vivono con l'HIV, un sentimento correlato alle esperienze sociali di stigma. Questo auto-stigma e la paura del rifiuto impediscono a molte persone che vivono con l'HIV o che ne sono affette di cercare sostegno presso le loro famiglie, oltre che a rappresentare una barriera all'accesso al trattamento e alla continuità delle cure. Infine, lo stato di salute può essere una barriera all'accesso al lavoro per le persone che vivono con l'HIV: il 7,2% delle persone ha riferito di aver perso un lavoro o una fonte di reddito principalmente per motivi di salute. Secondo l'indice di stigmatizzazione del 2017, l'1,7% degli intervistati ha detto di essersi visto rifiutare l'assistenza a causa della sua sieropositività e il 2,8% non ha potuto accedere alla salute sessuale e riproduttiva. Gli omosessuali, in particolare, temono di essere discriminati in ambito sanitario. La discriminazione è data da una serie di attori, dai fornitori di assistenza sanitaria al personale amministrativo delle strutture sanitarie, che può anche temere di essere categorizzato o stigmatizzato per aver fornito servizi alle popolazioni affetta da HIV. Oltre alla stigmatizzazione e alla discriminazione, esistono barriere geografiche (servizi di cura troppo lontani), finanziarie (costi) e sociali (povertà), combinate con le carenti scorte di ARV e la mancanza di accesso ai test della carica virale. Sebbene il test e il trattamento dell'HIV siano gratuiti in Senegal, le parti consultate nel contesto dello sviluppo del piano quinquennale hanno riferito di tariffe formali e informali associate alle cure per l'HIV”[188]. (traduzione dal francese). Per quanto riguarda l'accesso alle cure, la principale cura contro l'HIV è la terapia a base di medicinali antiretrovirali (ART). Le medicine, i reagenti e altri prodotti medici sono acquistati dal governo e attraverso il Fondo mondiale per la lotta contro l'Aids, la tubercolosi e il paludismo. Il Senegal è stato uno dei primi Paesi dell'Africa sub-sahariana a provvedere un accesso equo ai trattamenti anti-retrovirali ART nel 1998[189]. Quando il piano nazionale per la fornitura del trattamento è stato avviato su base ristretta, nel 1998, erano stati offerti sette piani tariffari, formulati in base al reddito del paziente. Tuttavia, i dati raccolti nei tre anni successivi hanno dimostrato che anche la tariffa più bassa, corrispondente a US$ 28,00 al mese, risultava proibitiva per alcuni pazienti. A partire dal 2003, il Senegal ha iniziato ad offrire la terapia ARV gratuitamente. Da una ricerca pubblicata nel 2019 è emerso che, tra tutte le strutture sanitarie, poco meno di due su dieci (18%) avevano riferito di offrire la terapia antiretrovirale e ciò avveniva maggiormente nei centri sanitari (56%) e negli ospedali (42%). I risultati per settore mostravano un'offerta molto bassa di questo servizio nel settore privato (3%), rispetto al pubblico, in cui il 27% dei centri era in grado di offrire la terapia ART (dato migliorato rispetto al 9% del 2017). Il 75% delle strutture possiedeva linee guida in tale ambito e, anche in questo caso, tale disponibilità era maggiore nel settore pubblico (79%) che nel privato (28%). Inoltre, solo il 33% delle strutture sanitarie che offrivano la terapia era in grado di effettuare esami di emocromo completo e solo il 30% era in grado di effettuare test sul funzionamento di reni e fegato. Infine, la grande maggioranza dei centri che fornivano la terapia ART disponeva di tutto il materiale necessario per il trattamento dell'HIV negli adulti (89%)[191].
Lavoro forzato, lavoro minorile e sfruttamento: Il Senegal ha ratificato tutte le principali convenzioni internazionali sul lavoro minorile e ha inoltre adottato leggi nazionali e regolamenti volti a combattere il lavoro minorile. Tuttavia, esistono ancora delle lacune nel quadro giuridico del Senegal per proteggere adeguatamente i bambini dalle c.d. peggiori forme di lavoro minorile, compresa la mancanza del divieto di reclutamento militare da parte di gruppi armati non statali. Inoltre nel divieto di lavori pericolosi non sono inclusi il lavoro domestico o il lavoro di strada, aree in cui vi e' prova di potenziali danni ai bambini-lavoratori e le forze dell'ordine mancano di risorse per applicare adeguatamente la legge sul lavoro minorile. I minori in Senegal continuano ad essere sottoposti alle peggiori forme di lavoro minorile, che includono l'accattonaggio forzato e pericolosi compiti nell'estrazione dell'oro, spesso in conseguenza del traffico di persone. In Senegal dunque il lavoro minorile resta un problema, in particolare nell'economia informale, e le leggi che ne limitano la pratica sono applicate in modo inadeguato. L'accattonaggio forzato da parte degli studenti (i c.d. talibe') delle scuole religiose (daaras) è comune e gli insegnanti sospettati di abusi raramente vengono perseguiti. evidenzia che un progetto di legge sullo status delle "daara", volto a modernizzare l'istruzione coranica Controparte_8 incorporan sistema educativo nazionale, è stato convalidato dal Consiglio dei ministri nel giugno 2018 ma non è stato ancora sottoposto all'esame dell'Assemblea Nazionale. Alcuni insegnanti coranici vedono questo progetto come un attacco anti-islamico e stanno facendo pressioni contro l'adozione di questa legge, la quale – nota l'organizzazione per i diritti umani - aiuterebbe a prevenire l'accattonaggio forzato da parte dei bambini e a proteggere i diritti dei bambini nel sistema educativo. Secondo l'edizione 2022 del Rapporto sul Traffico di Persone del Dipartimento di Stato degli Stati Uniti, per il secondo anno consecutivo, il governo senegalese non aveva perseguito o condannato i trafficanti che sfruttavano i bambini nell'accattonaggio forzato in conformità con la legge anti-tratta del 2005. Piuttosto, si evidenzia nel rapporto, quando i funzionari avevano identificato una vittima dell'accattonaggio forzato, avevano spesso punito i presunti autori con sanzioni amministrative invece di indagare e perseguire il caso penalmente, in parte a causa della pressione pubblica associata all'influenza sociale degli insegnanti coranici, non riuscendo ad impedire il successivo sfruttamento. I funzionari non hanno utilizzato in modo coerente la legge anti-tratta del 2005 per perseguire i presunti trafficanti e hanno continuato ad applicare sanzioni incompatibili con la legg. Tuttavia il governo senegalese ha continuato gli sforzi per implementare un database sulla tratta e fornire supporto ai bambini vulnerabili che affrontano l'assenza di un dimora. Il traffico a scopo di sfruttamento sessuale e lavorativo è previsto come reato dalla legge senegalese del 2005 per combattere la tratta di persone e pratiche correlate e per proteggere le vittime. La legge prevede pene sufficientemente severe, da cinque a 10 anni di reclusione e una multa, per il traffico sessuale e il traffico a scopo di sfruttamento lavorativo mentre prevede pene minori (da due a cinque anni di reclusione) e una multa da 500.000 a 2.000.000 per l'accattonaggio forzato. Il rapporto del Dipartimento di Stato Americano evidenzia che alcune disposizioni del codice penale che consentono di chiedere l'elemosina a determinate condizioni potrebbero aver ostacolato la capacità delle forze dell'ordine di distinguere la tradizionale ricerca dell'elemosina dallo sfruttamento attraverso l'accattonaggio forzato. Secondo gli sforzi del governo per contrastare il fenomeno dell'accattonaggio forzato degli studenti talibe' e migliorare le Controparte_8 condizio o stati insufficienti. La revisione della legislazione anti-tratta, redatta in collaborazione con un'organizzazione internazionale, è rimasta pendente davanti al per il terzo anno consecutivo. Nota tuttavia il rapporto del Dipartimento Controparte_20 di Stato americano che, nel novembre 2021, ia ha pubblicato una circolare giudiziaria esortando i pubblici ministeri a chiedere sanzioni più severe in linea con la legge anti-tratta, appellare decisioni della corte d'appello sentenze non in linea con la legge e ad aumentare la raccolta di dati e la segnalazione di tali sforzi. Come già supra evidenziato le fonti riportano che l'accattonaggio forzato è la forma più diffusa di sfruttamento economico in Senegal. Alcuni insegnanti coranici corrotti e uomini che si spacciano per insegnanti coranici costringono i bambini a mendicare a Dakar e in altre grandi città del Senegal;
molti stabiliscono quote giornaliere di elemosina imposte attraverso percosse. I trafficanti reclutano fraudolentemente le vittime con il pretesto di pratiche culturali tradizionali chiamate confiage, in cui i genitori mandano i figli a vivere presso familiari o conoscenti affinché il minore abbia un migliore accesso all'istruzione e alle opportunità economiche;
i trafficanti successivamente sfruttano i bambini nel lavoro forzato e nel traffico sessuale. Oltre all'accattonaggio forzato, i trafficanti sottopongono bambini e donne senegalesi al traffico sessuale e al lavoro forzato nella servitù domestica e nell'estrazione dell'oro[211]. La tratta interna è più diffusa della tratta transnazionale, sebbene i trafficanti sfruttino ragazzi provenienti da Burkina Faso, Gambia, Guinea, Guinea-Bissau e Mali nell'accattonaggio forzato nelle città senegalesi e nei lavori forzati nelle miniere d'oro artigianali del Senegal. Lo sfruttamento di donne e ragazze nel traffico sessuale, soprattutto di origine nigeriana, ha continuato a rappresentare un problema, in particolare nella regione mineraria aurifera sud-orientale di Il turismo sessuale che coinvolge l'infanzia si verifica principalmente nelle città di Per_6 Dakar e Saint Louis, e in misura minore a Cap S Petite Côte, nelle zone turistiche tradizionali e sempre più nelle residenze private. I trafficanti sfruttano le donne e le ragazze senegalesi nella servitù domestica nei paesi vicini, in Europa e nel Medio Oriente.
8 Abusi contro i bambini Talibe' nelle scuole coraniche: La situazione dei bambini mendicanti, detti talibe' (che studiano in scuole coraniche Per conosciute comunemente con il termine ) è preoccupante in Senegal da decenni. Il fenomeno rimane dilagante, nonostante una serie di misure legislative e di altro tipo. Lo sfrutt o economico dei bambini talibé attraverso l'accattonaggio forzato, che costituisce una forma di tratta, le punizioni corporali che subiscono e le loro difficili condizioni di vita costituiscono violazioni dei loro diritti all'integrità fisica, alla salute e a una vita libera da violenze, danni fisici o mentali e brutalità, abbandono o incuria, abuso e sfruttamento. Nel 2019, si stimava che 100.000 bambini che vivevano in “daara” residenziali in tutto il Senegal erano costretti a mendicare, di cui 30.000 bambini solo a Dakar. A dicembre 2022 evidenziava che, nonostante l'assenza di statistiche ufficiali sul numero di bambini talibé, si stimava che vi siano più Controparte_8 di 2. na popolazione di quasi 200.000 talibé. Secondo un esercizio di mappatura pubblicato dalla ONG Global Solidarity Initiative (GSI) nel 2018, si stimava che il 25% di talibe' era costretto a mendicare. Secondo il Rapporto di Human Rights Watch del 2022 l'abuso, lo sfruttamento e l'abbandono dei bambini che frequentano le tradizionali scuole coraniche (daaras) del Senegal, ancora non regolamentati, sono continuati a ritmi allarmanti. L'organizzazione evidenziava che gli studenti talibe' sono costretti dai loro insegnanti coranici in Senegal a mendicare ogni giorno denaro, cibo, riso o zucchero. Molti insegnanti coranici ( ei loro assistenti continuano a fissare Per_47 quote giornaliere di accattonaggio forzate da percosse e hanno sottoposto i talibé a incuria nno inoltre commesso altre forme di abuso, come incatenare bambini talibé. Secondo l'incatenamento, a detta di diversi insegnanti coranici, è una pratica Controparte_8 comune, in particolare per i fuggiaschi, al fine di i tante robuste leggi nazionali che vietano l'abuso di minori e la tratta di esseri umani e gli sforzi del governo per affrontare questi problemi, l'impegno costante delle autorità senegalesi per fermare l'accattonaggio forzato e l'abuso di talibé si è rivelato vago. Ci sono stati alcuni procedimenti giudiziari e condanne di insegnanti coranici per abusi contro bambini talibé nel 2021, anche per aver picchiato e incatenato bambini e per la morte di un ragazzo a seguito di un pestaggio nel 2020, ma l'applicazione delle leggi esistenti contro lo sfruttamento attraverso l'accattonaggio forzato è rimasta limitata. Nel gennaio 2022, un talibé di 10 anni è morto per le ferite riportate nel distretto Lansar di Touba dopo essere stato picchiato dal suo insegnante coranico, che lo rimproverava per non aver imparato la lezione del giorno. Il governo ha continuato i suoi programmi per "modernizzare" e sostenere le “daara”. Alcune autorità locali hanno continuato gli sforzi per ridurre l'accattonaggio dei bambini e "rimuovere i bambini dalle strade" nel 2021, in seguito al lancio da parte del governo della terza fase (il programma è stato lanciato nel 2016) di questo programma a livello nazionale nel 2020. Una serie di raccomandazioni in merito al problema sopra descritto sono state espresse dal Comitato contro la Tortura (CAT) delle Nazioni Unite al Governo del Senegal nel febbraio 2019 (si vedano le osservazioni conclusive durante l'esame del quarto rapporto periodico presentato dal Paese sull'implementazione della Convenzione contro la Tortura e altri Trattamenti Inumani e Degradanti. Evidenzia infine Controparte_8 che le condizioni antigeniche in molti istituti e la mancanza di interesse per il benessere dei bambini mostrata da alcu sono tradotti in grave malnutrizione e problemi di salute.
Ambiente: Il Senegal è regolarmente colpito da una serie di rischi correlati al cambiamento climatico, tra cui piogge torrenziali durante la stagione delle piogge, causa di frequenti inondazioni e frane. Ampie zone del Paese soffrono anche di processi ambientali più lenti, come la siccità, l'innalzamento del livello del mare e l'erosione costiera, la deforestazione delle mangrovie e la perdita di risorse d'acqua dolce. I rischi climatici hanno un impatto negativo sui mezzi di sussistenza e sullo stile di vita delle comunità colpite e influenzano le dinamiche migratorie nel Paese e nella regione. L'Indice di adattamento globale dell'Università di Notre Dame (NDGAIN) classifica tutti e 10 i Paesi del Sahel tra i Paesi Per_4 più vulnerabili ai cambiamenti climatici e meno pronti ad adattarvisi. Il Senegal – insieme a IA, Guinea e AM - è uno dei Paesi con un indice di minore vulnerabilità e di maggiore capacità di adattamento. Poiché le economie l dipendono in larga misura da agricoltura e sulla pastorizia, i mezzi di sostentamento e la sicurezza alimentare è fortemente legata all'andamento meteorologico e alle condizioni ambientali. Negli ultimi anni, i cambiamenti dell'ecosistema hanno alimentato una crisi di scarsità alimentare e la competizione per le risorse, mettendo milioni di persone a rischio di insicurezza alimentare. La dipendenza dal bestiame e dall'agricoltura rende circa 50 milioni di persone nel Sahel altamente vulnerabili agli impatti dei cambiamenti climatici. Questi rischi sono stati amplificati dai ricorrenti disastri ricorrenti degli ultimi decenni. La desertificazione e il cambiamento delle piogge hanno alterato le rotte delle comunità di allevatori di bestiame. Nel frattempo, le temperature in Africa sono destinate ad aumentare più velocemente rispetto all'aumento medio globale nel corso del XXI secolo. Una versione aggiornata del modello per il progetto Sahel PA è stata applicata ad una sotto-regione di cinque Paesi (Burkina Faso, Mali, IA, Niger e Senegal), da cui è emerso che 5,3-12,1 milioni di persone (circa il 3,5-10% della popolazione totale prevista) potrebbero spostarsi entro il 2050. ha evidenziato nel suo rapporto annuale del 2023 che in Senegal i cambiamenti climatici hanno Controparte_8 continuato a causare sic e la stagione delle piogge e scarsità d'acqua. Nonostante le autorità abbiano espresso l'impegno a ridurre le emissioni di gas a effetto serra, il cambiamento climatico ha continuato a causare l'erosione costiera, incidendo sui mezzi di sussistenza delle persone. L'innalzamento del livello del mare ha continuato a causare erosione nei villaggi e nei quartieri di pescatori, tra cui a Per_49
minacciando i mezzi di sussistenza e costringendo alcune comunità a spostarsi ulteriormente verso l'interno; la costr a Per_10 ezione costiera è in corso su parte della penisola di Langue de Barbarie. Nel settembre 2020 il Senegal ha vissuto una stagione di piogge insolitamente intense: tutte le regioni del Senegal avevano registrato precipitazioni eccessive rispetto al normale, provocando lo sfollamento di quasi 3.285 persone e 365 famiglie, in particolare nella periferia di Dakar e nel dipartimento di Thiès. L'intervento della Croce Rossa senegalese (SRCS) è stato fondamentale, insieme al supporto di volontari e professionisti addetti ai lavori. A Dakar nel mese di agosto 2021 si è verificata una stagione di forti tempeste[237]. Le incessanti inondazioni hanno provocato l'abbandono delle abitazioni da parte di numerosi abitanti della capitale. Il 22 agosto 2021, il ministro dell'Interno ha visitato le zone colpite da forti piogge e ha annunciato il dispiegamento di un primo lotto di attrezzature per aiutare a pulire l'acqua nelle aree più colpite. Le inondazioni di Dakar non sono rare, si verificano annualmente, per questo motivo già a partire dal 2012 è stato lanciato un piano decennale di gestione delle alluvioni con un budget di circa 750 miliardi di franchi CFA (più di un miliardo di euro). Da alcuni anni il Senegal soffre di un'alterazione del regime pluviometrico che ha un impatto significativo su gran parte delle comunità che vivono in aree a rischio. Nonostante gli enormi sforzi compiuti ogni anno dalle Per autorità per controllare le inondazioni, il problema persiste. Dal 5 al 7 agosto 2022, le città di Dakar, Thiès e hanno registrato forti precipitazioni per un totale di quasi 500 mm per le tre regioni, secondo i dati meteorologici. I rapporti di valutazi i volontari rivelano che questa situazione ha causato molti danni nelle aree citate, con la distruzione di 170 case e lo sfollamento di 1.396 famiglie che sono state ospitate nelle scuole o dai vicini in condizioni di vita difficili. Circa 317 famiglie non sono state trasferite e vivono ancora nelle loro case allagate. In Per queste tre regioni, 8 dipartimenti sono i più colpiti: cinque dipartimenti di Dakar, il dipartimento di Thiès e due dipartimenti di . Le forti piogge hanno causato lo sfollamento di diverse famiglie dopo che le loro case sono state sommerse dalle acque alluvionali, oltr de invase dall'acqua, interi quartieri allagati e auto distrutte. Dakar ha registrato tre morti e i danni maggiori tra le località colpite. A causa del violento flusso d'acqua sono crollati il ponte Emergence e il ponte Keur Massar, e il tunnel della Corniche Ouest è stato invaso dall'acqua. Nelle tre Per regioni, questi danni alle infrastrutture hanno portato all'isolamento di alcune località, in particolare nel dipartimento di , a causa delle difficoltà legate all'accessibilità geografica che hanno ostacolato l'accesso dei soccorritoDeve infine rilevarsi che il Rappor ale 2022 sullo Sfollamento Interno dell'IMDla presenza – nel 2021 – di 1.300 persone sfollate a causa di disastri naturali in Senegal;
nel corso del 2020 erano stati registrati 3.300 sfollamenti di persone associati ai disastri naturali.
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26.04.2023. [12] Minority Rights Group-MRG, Senegal, Updated November 207, url;
[13] Fino a poco tempo fa i AS sono riusciti a mantenere i loro tradizionali sistemi politici religiosi e decentralizzati, con un atteggiamento isolazionista nei confronti dei loro vicini musulmani più forti e centralizzati (MRG, supra cit.).[14] Encyclopedia Britannica, Senegal – Ethnic Groups, url , accesso del 26.04.2023. Per ulteriori approfondimenti su gruppi etnici e lingue si veda: Ministero dell'Interno, Commissione Nazionale per il Diritto d'Asilo – Unita' COI, Senegal- Focus Paese, 1.10.2018, url , pp.5-6; [15] CIA, World Factbook (The), Country Profile Senegal, Executive branch, last update 14 April 2023, url;
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[19] United Nations Industrial Development Organisation (UNIDO), Introducing Senegal, 2023, url , accesso del 27.04.2023. [20] World Bank, Poverty and Equity Brief, Sub-Saharian Africa - Senegal, April 2023, url;
[21] World Bank, Senegal – Overview, Last Updated 20 March 2023, url , accesso del 27.04.2023. [22] World Bank, Senegal – Overview, Last Updated 20 March 2023, url , accesso del 27.04.2023. [23] L'economia del Senegal aveva registrato una graduale ripresa a partire dall'ultimo trimestre del 2020 e la crescita e' accelerata al 6.1% nel 2021, trainata da consumi e investimenti pubblici (si veda: World Bank, Poverty and Equity Brief, Sub-Saharian Africa - Senegal, April 2023, url [24] Ibidem;
[25] World Bank, Senegal – Overview, Last Updated 20 March 2023, url , accesso del 27.04.2023. [26] World Bank, Senegal – Overview, Last Updated 20 March 2023, url , accesso del
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[29] World Bank, Senegal – Overview, Last Updated 20 March 2023, url , accesso del 27.04.2023. [30] Presidency of Senegal, What is the PES, url , accesso del 27.04.2023; [31] United Nations Industrial Development Organisation (UNIDO), Introducing Senegal, 2023, url , accesso del 27.04.2023. [32] World Bank, Senegal – Overview, Last Updated 20 March 2023, url , accesso del 27.04.2023. [33] World Bank, Poverty and Equity Brief, Sub-Saharian Africa - Senegal, April 2023, url , p.1; [34] World Bank, Poverty and Equity Brief, Sub-Saharian Africa - Senegal, April 2023, url , p.1; [35] World Bank, Poverty and Equity Brief, Sub-Saharian Africa - Senegal, April 2023, url , p.1; [36] World Bank, Poverty and Equity Brief, Sub-Saharian Africa - Senegal, April 2023, url , p.1; [37] US Department of State-USDOS, 2022 Country Report on Human Rights Practices: Senegal, 20 March 2023, url;
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[46] La legge richiede che le liste dei candidati dei partiti politici contengano un numero uguale di uomini e donne per le cariche elettive a tutti i livelli, dai consigli comunali all'Assemblea nazionale (si veda: US Department of State-USDOS, 2022 Country Report on Human Rights Practices: Senegal, 20 March 2023, url ); [47] Freedom House, Freedom in the World 2022 – Senegal (Key Developments in 2021), 24 February 2022, url;
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[52] Freedom House, Freedom in the World 2022 – Senegal (Key Developments in 2021), 24 February 2022, url;
[53] Tra queste, anche diciassette militanti di ST, inclusa la loro leader erano state arrestate e detenute nonostante non fossero state accusate o imputate di alcun reato Persona_51 ( /2022, The State of the World's Human Rights;
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[69] DFAE-Switzerland, url , accesso del 28.04.2023;
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[76] Ibidem;
[77] World Bank, Senegal – Overview, Last Updated 20 March 2023, url , accesso del 27.04.2023.[78] US Department of State-USDOS, 2022 Country Report on Human Rights Practices: Senegal, 20 March 2023, url;
[79] Ibidem;
[80] UN Human Rights Council , Universal Periodic Review - Senegal, url, accesso del 28.04.2023; [81] Abolition in Africa, , 2019, url , p.9 ; Controparte_8 Controparte_24
, Comment securiser l'abolition de la peine de mo bre 2021, 4.2023; [82] CP_25 [...]Controparte_ Controparte_
, Senegal abolishes the death penalty, 26 January 2005, url;
[83] Abolition of Controparte_8
, p.35, accesso del 28.04.2023; UN OHCHR, UN Treaty Body tatus for Se el 28.04.2023; [84] Abolition in Africa, , 2019, url , pp.36-37; [85] UN OHCHR, UN Treaty Body Controparte_8 Controparte_24 Database – Sene .04.2023; s , Senegal -CAT Status, url , accesso del 28.04.2023; [86] UN OHCHR, UN Treaty Body Database – Senegal, url , accesso del 29.04.2023; [87] ILO, NATLEX, url, accesso del 29.04.2023; [88] CAT, 63 Session (23 Apr 2018 - 18 May 2018), Info from Civil Society Organizations (for the session), url e url, accesso del 29.04.2023, p.2; [89] CAT, 63 Session (23 Apr 2018 - 18 May 2018), Info from Civil Society Organizations (for the session), url e url, accesso del 29.04.2023, p.2; [90] CP_15 CP_
Rapport alternatif à l'attention du Comité Contre la Torture sur la s
[...] Controparte_15 CP_15 url , accesso del 29.04.2023; [92] OMCT, Senegal at a Glance, url , accesso del 29.04.2023; [93] UN CAT, Concluding observations on the 4th periodic report of Senegal : Committee against Torture : addendum, 10 CAT/C/SEN/CO/4/Add.1, 7 March 2019, url;
[94] UN CAT, Concluding observations on the 4th periodic report of Senegal, supra cit., p.2 ;
[95] UN OHCHR, Press Release: Committee Against Torture Examines Report of Senegal, 26 April 2018, url;
[96] Ibidem;
[97] Vedasi: Code Penal du Senegal, url , acceso del 28.04.2023; [98] UN CAT, Concluding observations on the 4th periodic report of Senegal, supra cit., p.2 ; [99] UN CAT, Concluding observations on the 4th periodic report of Senegal, supra cit., p.2 ; [100] UN CAT, Concluding observations on the 4th periodic report of Senegal, supra cit., p.2 ; [101] UN OHCHR, Press Release: Committee Against Torture Examines Report of Senegal, 26 April 2018, url;
[102] Si veda anche: Analysis of the laws amending the Criminal Code and the Code of Criminal Procedure, Controparte_8 2016, url;
[103] UN OHCH mittee Against Torture Examines Report of Senegal, 26 April 2018, url;
[104] US Department of State-USDOS, 2022 Country Report on Human Rights Practices: Senegal, 20 March 2023, url;
[105] US Department of State- USDOS, 2022 Country Report on Human Rights Practices: Senegal, 20 March 2023, url;
[106] US Department of State-USDOS, 2022 Country Report on Human Rights Practices: Senegal, 20 March 2023, url;
[107] US Department of State-USDOS, 2022 Country Report on Human Rights Practices: Senegal, 20 March 2023, url;
[108] US Department of State-USDOS, 2022 Country Report on Human Rights Practices: Senegal, 20 March 2023, url;
[109] AI Report 2022/2023, The State of the World's Human Rights;
Senegal 2022, 27 Controparte_8 March 2023, url;
[110] US Depart 021 Country Report on Human Rights Practices: Senegal, 12 April 2022, url;
[111] Si veda: US Department of State-USDOS, 2022 Country Report on Human Rights Practices: Senegal, 20 March 2023, url;
[112] US Department of State-USDOS, 2022 Country Report on Human Rights Practices: Senegal, 20 March 2023, url;
[113] Freedom House, Freedom in the World 2022 – Senegal, 24 February 2022, url;
[114] Si veda: US Department of State-USDOS, 2022 Country Report on Human Rights Practices: Senegal, 20 March 2023, url;
US Department of State-USDOS, 2021 Country Report on Human Rights Practices: Senegal, 12 April 2022, url;
[115] US Department of State-USDOS, 2022 Country Report on Human Rights Practices: Senegal, 20 March 2023, url;
[116] Rencontre la (RADDHO)/OMCT, Rapport soumis en vertu de l'article 19 de la Convention CP_15 Controparte_15 contre la t ei ins ou dégradants, Mars 2021, url;
[117] Freedom House, Freedom in the World 2022 – Senegal, 24 February 2022, url;
[118] US Department of State-USDOS, 2022 Country Report on Human Rights Practices: Senegal, 20 March 2023, url;
[119] US Department of State-USDOS, 2022 Country Report on Human Rights Practices: Senegal, 20 March 2023, url;
[120] US Department of State-USDOS, 2022 Country Report on Human Rights Practices: Senegal, 20 March 2023, url;
[121] US Department of State-USDOS, 2022 Country Report on Human Rights Practices: Senegal, 20 March 2023, url;
[122] UN CAT, Concluding observations on the 4th periodic report of Senegal : Committee against Torture : addendum, CAT/C/SEN/CO/4/Add.1, 7 March 2019, url , p.4; [123] UN CAT, Concluding observations on the 4th periodic report of Senegal : Committee against Torture : addendum, CAT/C/SEN/CO/4/Add.1, 7 March 2019, url , p.4; [124] US Department of State-USDOS, 2022 Country Report on Human Rights Practices: Senegal, 20 March 2023, url;
[125] Freedom House, Freedom in the World 2022 – Senegal, 24 February 2022, url;
[126] Freedom House, Freedom in the World 2022 – Senegal, 24 February 2022, url;
[127] US Department of State-USDOS, 2021 Country Report on Human Rights Practices: Senegal, 12 April 2022, url;
[128] US Department of State-USDOS, 2022 Country Report on Human Rights Practices: Senegal, 20 March 2023, url;
[129] US Department of State-USDOS, 2021 Country Report on Human Rights Practices: Senegal, 12 April 2022, url;
AI Report 2021/2022, Controparte_8 The State of the World's Human Rights - Senegal 2021, 29 March 2022, url;
[130] US Departm 021 Country Report on Human Rights Practices: Senegal, 12 April 2022, url;
[131] AfricaNews, Senegalse activist released, calls for exit of big French retail companies, 26.03.2021, url;
AI Report 2021/2022, The State of the World's Human Rights - Senegal 2021, 29 March 2022, url;
Controparte_8
[132] 2021/2022, The State of the World's Human Rights - Senegal 2021, 29 March 2022, url;
[133] US
Controparte_8 Depa , 2021 Country Report on Human Rights Practices: Senegal, 12 April 2022, url;
AI Report
Controparte_8 2021/2022, The State of the World's Human Rights - Senegal 2021, 29 March 2022, url;
[134] 021/2022,
Controparte_8 The State of the World's Human Rights - Senegal 2021, 29 March 2022, url;
[135] 022/2023, The State of
Controparte_8 the World's Human Rights - Senegal 2022, 27 March 2023, url;
[136] Ibidem;
[137] AI Report 2022/2023,
Controparte_8 The State of the World's Human Rights - Senegal 2022, 27 March 2023, url;
[139] 22/2023, The State of
Controparte_8 the World's Human Rights - Senegal 2022, 27 March 2023, url;
[140] 021/2022, The State of the World's
Controparte_8 Human Rights - Senegal 2021, 29 March 2022, url;
[141] 2/2023, The State of the World's Human Rights
Controparte_8
- Senegal 2022, 27 March 2023, url;
[142] /2023, The State of the World's Human Rights - Senegal 2022, Controparte_8
27 March 2023, url;
[143] US Departme 22 Country Report on Human Rights Practices: Senegal, 20 March 2023, url;
Freedom House, Freedom in the World 2022 – Senegal, 24 February 2022, url;
[144] US Department of State-USDOS, 2022 Country Report on Human Rights Practices: Senegal, 20 March 2023, url;
Freedom House, Freedom in the World 2022 – Senegal, 24 February 2022, url;
[145] Persona_ Persona ILGA World: and , State- Persona_52 Persona_54 Persona_55 Per_57 Sponsored Ho S D State- USDOS, 2022 Country Report on Human Rights Practices: Senegal, 20 March 2023, url;
ILGA World, Database Senegal, url , accesso del
28.04.2023; [146] Amera International, Senegal LGBTI Resources, url , accesso del 28.04.2023; [147] Senego, MA AL: 'jamais, sous mon magistère, l'homosexualité ne sera légalisée sur le sol sénégalais'” (in French), Senego, 1 March 2016, url;
[148] US Department of State- USDOS, 2022 Country Report on Human Rights Practices: Senegal, 20 March 2023, url;
[149] ILGA World, State-Sponsored Homophobia 2020: Global Legislation Overview Update (Geneva: ILGA, December 2020), url , p.122; Rights Africa, “Senegal: Activists seek funds to rescue Controparte_2 10 men arrested by religious police”, 24.09.2020, url;
, deux hommes surpris en pleins ébats Controparte_28 sexuels,” Benin Web TV, 27 October 2020, url;
; Rig Pr supposed 'gay wedding',”8 November Persona_ Persona Per_ 2020, url;
[150] ILGA World: and Persona_52 Persona_54 Persona_55
[...
, .121; Controparte_29 e he World 2022 – Senegal, 24 February 2022, url;
[153] Freedom House, Freedom in the World 2022
– Senegal, 24 February 2022, url;
[154] AI Report 2021/2022, The State of the World's Human Rights - Senegal 2021, Controparte_8 29 March 2022, url;
, article 155] US Department of State-USDOS, 2021 Country Report on Human Rights CP_30 Practices: Senegal, 12 , url;
[156] AfricaNews, Raise of homophobia in Senegal forcing LGBTQ people into the shadows, 29.07.2021, url;
[157] RightsAfrica, Senegal: Parliament rejects a bill to double prison sentences for homosexuals, 31 December 2021, url;
RightsAfrica, This organization is helping LGBTI people imprisoned in Senegal, 15.04.2022, url;
[158] RightsAfrica, Sénégal: Parliament rejects a bill to double prison sentences for homosexuels, 31 December 2021, url;
, Senegal: le Parlement repousse une texte de loi visant à doubler CP_30 les peines de prison pour les homosexuels, 29.12.2021, url;
[159 AI Report 2022/2023, The State of the World's Controparte_8 Human Rights - Senegal 2022, 27 March 2023, url;
[160] VOA, onger Prison Sentences for LGBTQ in Senegal, 21.02.2022, url;
Africa ExPress, Senegal: dilaga l'omofobia, manifestazione per l'inasprimento delle pene, 21.02.2022, url;
[161] 2 deputati di Pt_ " Senegal e 64 deputati di (vedasi: Senego, Criminalisation de LGBTI: la nouvelle proposition depose ce jeudi, Parte_5 023, url;
[162] US Departm S, 2022 Country Report on Human Rights Practices: Senegal, 20 March 2023, url;
[163] US Department of State-USDOS, 2022 Country Report on Human Rights Practices: Senegal, 20 March 2023, url AfricaNews, Senegal: three arrests after alleged homophobic attack on foreigner, 24.05.2021, url;
[164] US Department of State-USDOS, 2022 Country Report on Human Rights Practices: Senegal, 20 March 2023, url;
[165] HRW, World Report 2022 – Senegal, 13 January 2022, url;
[166] AI Controparte_8 Report 2021/2022, The State of the World's Human Rights - Senegal 2021, 29 March 2022, url;
[167] US Departm 21 Country Report on Human Rights Practices: Senegal, 12 April 2022, url;
[168] , Senegal imprisons 3 men for gay-bashing, 26 CP_18 October 2021, url;
[169] AI Report 2022/2023, The State s Human Rights - Senegal 2022, 27 March 2023, Controparte_8 url;
[170] US Departm 2022 Country Report on Human Rights Practices: Senegal, 20 March 2023, url;
[171] US Department of State-USDOS, 2022 Country Report on Human Rights Practices: Senegal, 20 March 2023, url;
[172] US Department of State- 11 USDOS, 2022 Country Report on Human Rights Practices: Senegal, 20 March 2023, url;
[173] Freedom House, Freedom in the World 2022 – Senegal, 24 February 2022, url;
[174] US Department of State-USDOS, 2022 Country Report on Human Rights Practices: Senegal, 20 March 2023, url;
[175] US Department of State-USDOS, 2022 Country Report on Human Rights Practices: Senegal, 20 March 2023, url;
[176] US Persona_5 Department of State-USDOS, 2022 Country Report on Human Rights Practices: Senegal, 20 March 2023, url;
[177] ILGA World: Persona_ Persona
and , State-Sponsored Hom
[...] Persona_54 Persona_55 Per_57 r : l ] gal, url , accesso del 24.04.2023. [179] Pt_11 US Department of State-USDOS, 2022 Country Report on Human Rights Practices: Sen arch 2023, url;
[180] La legge è consultabile sul sito dell'Assemblea Nazionale del Senegal al seguente link: url , accesso del 28.04.2023; [181] US Department of State-USDOS, 2022 Country Report on Human Rights Practices: Senegal, 20 March 2023, url;
si veda anche: US Department of State-USDOS, 2021 Country Report on Human Rights Practices: Senegal, 12 April 2022, url;
[182] US Department of State-USDOS, 2022 Country Report on Human Rights Practices: Senegal, 20 March 2023, url;
[183] Freedom House, Freedom in the World 2022 – Senegal, 24 February 2022, url;
[184] D1: Compreresti frutta e verdura freschi da un rivenditore se sapessi che questi ha contratto il virus dell'HIV?[185] Senegal, url , accesso Pt_11 del 24.04.2023. [186] République du Sénégal, Plan quinquennal pour une réponse globale aux obstacles liés aux ains qui entravent la riposte au vih et à la tuberculose au Sénégal, 2021- 2025, s.d., p. 11, url;
[187] HRW – Human Rights Watch: Submission by Human Rights Watch to the Committee on Economic, Social and Cultural Rights on Senegal;
64th pre-sessional, 2019, url;
[188] République du Sénégal, Plan quinquennal pour une réponse globale aux obstacles liés aux droits humains qui entravent la riposte au vih et à la tuberculose au Sénégal, 2021- 2025, s.d., url , p. 11 ; [189] Open Society Foundation, HIV/AIDS Policy in Senegal: A Civil Society Perspective, October 2007, url [190] Open Society Foundation, HIV/AIDS Policy in Senegal: A Civil Society Perspective, October 2007, url;
[191] Agence Nationale de la Statistique et de la Démographie (ANSD). Sénégal: Enquête Continue sur la Prestation des Services de Soins de Santé (ECPSS) 2019, 2020, url , p. 32-33 ; [192] UN OHCHR, UN Treaty Body Database, Ratification Status for Senegal, url, accesso del 28.04.2023; [193] US Department of Labor, 2021 Findings on the worst forms of child labor, 2022, url , p.2; [194] US Department of Labor, 2021 Findings on the worst forms of child labor, 2022, url , p.2; [195] US Department of Labor, 2021 Findings on the worst forms of child labor, 2022, url , p.2; [196] US Department of Labor, 2021 Findings on the worst forms of child labor, 2022, url , p.2; US Department of State-USDOS, 2022 Trafficking in Persons Report: Senegal, July 2022, url;
[197] Freedom House, Freedom in the World 2022 – Senegal, 24 February 2022, url;
si veda anche: Controparte_8 Senegal: the State must move from commitment to strong action to protect talibe' children, 12 December 202
[...]
Senegal: the State must move from commitment to strong action to protect talibe' children, 12 December 2022, u CP_8
AI Report 2022/2023, The State of the World's Human Rights - Senegal 2022, 27 March 2023, url;
[200] US Controparte_8 SDOS, 2022 Trafficking in Persons Report: Senegal, July 2022, url;
[201] US Department of State-USDOS, 2022 Trafficking in Persons Report: Senegal, July 2022, url;
[202] US Department of State-USDOS, 2022 Trafficking in Persons Report: Senegal, July 2022, url;
[203] US Department of State-USDOS, 2022 Trafficking in Persons Report: Senegal, July 2022, url;
[204] “Chiunque organizza l'accattonaggio altrui allo scopo di trarne profitto, assume, addestra o indirizza una persona allo scopo di farla dare all'accattonaggio o di CP_ spingerla a mendicare o a continuare ad elemosinare, è punito con la reclusione di da 2 a 5 anni e una multa da 500.000 a 2.000.000 ” ( Senegal: the State must move from commitment to strong action to protect talibe' children, 12 December 2022 i Controparte_8 ment of State-USDOS, 2022 Trafficking in Persons Report: Senegal, July 2022, url;
[205] US Department of State- USDOS, 2022 Trafficking in Persons Report: Senegal, July 2022, url;
[206] Senegal: the State must move from Controparte_8 commitment to strong action to protect talibe' children, 12 December 2022, url of State-USDOS, 2022 Trafficking in Persons Report: Senegal, July 2022, url;
[208] US Department of State-USDOS, 2022 Trafficking in Persons Report: Senegal, July 2022, url;
[209] US Department of State-USDOS, 2022 Trafficking in Persons Report: Senegal, July 2022, url;
Senegal: the State Controparte_8 must move from commitment to strong action to protect talibe' children, 12 December 2022, url;
H W, World Report 2022 – Senegal, 13 January 2022, url;
[210] US Department of State-USDOS, 2022 Trafficking in Persons Report: Senegal, July 2022, url;
[211] US Department of State-USDOS, 2022 Trafficking in Persons Report: Senegal, July 2022, url;
[212] Ibidem;
[213] US Department of State- USDOS, 2022 Country Report on Human Rights Practices: Senegal, 20 March 2023, url;
[214] US Department of State-USDOS, 2022 Trafficking in Persons Report: Senegal, July 2022, url;
[215] OMCT, Senegal at a Glance, url , accesso del 29.04.2023; [216]
[...]
Senegal: the State must move from commitment to strong action to protect talibe' children, 12 December 2022, url [2 CP_8 icano le scuole coraniche, di stampo religioso [218] US Department of State-USDOS, 2022 Trafficking in Persons Report: Senegal, July 2022, url;
[219] Senegal: the State must move from commitment to strong action to protect talibe' children,
Controparte_8 12 December 2022, url;
[2 ch-HRW, World Report 2022 – Senegal, 13 January 2022, url;
[221] HRW, “There is enormous suffering”-Serious abuses against talibe' children in Senegal, 2017-2018, 11 June 2019, url;
[222] Senegal: the
Controparte_8 State must move from commitment to strong action to protect talibe' children, 12 December 2022, url atch-HRW, World Report 2022 – Senegal, 13 January 2022, url;
Senegal: the State must move from commitment to strong action to
Controparte_8 protect talibe' children, 12 December 2022, url;
[22 rmous suffering”-Serious abuses against talibe' children in Senegal, 2017-2018, 11 June 2019, url;
[225] Human Rights Watch-HRW, World Report 2022 – Senegal, 13 January 2022, url;
Controparte_8 Senegal: the State must move from commitment to strong action to protect talibe' children, 12 December 2022, url enormous suffering”-Serious abuses against talibe' children in Senegal, 2017-2018, 11 June 2019, url;
[227] UN Committee Against Torture (CAT), Sixty-Sixth session 23 April – 17 May 2019, Concluding Observations on the fourth periodic report of Senegal, 7 March 2019, url;
[228] Human Rights Watch-HRW, World Report 2022 – Senegal, 13 January 2022, url;
Senegal: the State must move from
Controparte_8 commitment to strong action to protect talibe' children, 12 December 2022, u from NC, Climate change CP_3 CP_3 endangers lush vegetation, url , accesso del 30.04.2023 [230] AR ON CUNY;
et al. (Author), published by ReliefWeb: Moving from ahel;
A S Report from the Sahel Predictive Analytics Project in Support of the United Nations Integrated Strategy for the Sahel, August 2022, url;
[231] Ibidem, p.21; [232] Ibidem, p.65; [233] Report 2022/23; The State of the World's Human Rights;
Controparte_8 Controparte_8 Senegal 2022, 27 March 2023, url;
[ 2022/23; The State of the World's Human
Controparte_8 Controparte_35 Rights;
Senegal 2022, 27 March 2023, url Report 2022/23; The State of the World's
Controparte_8 Controparte_8 Human Rights;
Senegal 2022, 27 March 2023, url;
Thiès - Operation Update no.1, DREF n° MDRSN017, 27 August 2021, url [237] Africa news, Dakar floods, a yearly occurance, 28 August 2021, url;
[238] Africa news, Dakar floods, a yearly occurance, 28 August 2021, url;
[239] International Federation of Red Cross And Red Crescent Societies, Senegal: Floods in Dakar, Thiès, and Matam Emergency Plan of Action (EPoA) DREF Operation n° MDRSN019,12.09.2022, url;
International Federation of Red Cross And Red Crescent Societies, Senegal: Floods - Operation Update Report 1, DREF n° MDRSN019, 02.02.2023, url;
[240] Ibidem;
[241] Ibidem;
[242] IDMC, 2022 Global Report on Internal Displacement, Grid-2022, url , p.163. [243] Vedasi: IDMC, 2021 Global Report on Internal Displacement, Grid-2021, url , p. 149;
Aggiornamento 2024/2025: USDOS – report Paese data pubblicazione 23.04.2024 integralmente disponibile al link: https://www.state.gov/reports/2023-country-reports-on-human-rights-practices/senegal/
12 di sicurezza dell'area geografica da cui ha dichiarato di provenire ovvero relativa ad una sua condizione personale (come singolo individuo ovvero come appartenente ad un gruppo sociale) posto che lo stesso ha dichiarato di aver deciso di lasciare il Senegal temendo di essere arrestato a seguito della sua partecipazione ad alcune manifestazioni a sostegno del partito ST;
il richiedente non veniva mai direttamente identificato, ma tramite le informazioni che le forze governative avrebbero assunto informalmente anche il suo nominativo veniva incluso tra le persone attenzionate;
per tale ragione egli decideva di espatriare. La credibilità di quanto dichiarato è oggetto di seguente valutazione, ma in tale sede e in riferimento alle previsioni richiamate e dovere istruttorio non emergono elementi oggettivi e/o soggettivi non residuando, pertanto, ulteriore margine istruttorio.
3. Sulla valutazione di credibilità del richiedente asilo. L'accertamento dell'attendibilità della richiedente è il risultato di una procedimentalizzazione legale della decisione;
in particolare (si veda Cass. 6879/2011) il regime dell'onere della prova previsto nel D. Lgs. n. 251 del 2007, art. 3 stabilisce che, se il richiedente non ha fornito la prova di alcuni elementi rilevanti ai fini della decisione (escluse, pertanto, le vicende strettamente private - cfr. Cass. n. 7333/2015) le allegazioni dei fatti non suffragati da prova vengono ritenuti comunque veritieri se superano una valutazione di affidabilità fondata sui criteri legali descritti nelle lett. a) b) c) d) ed e)2 della citata disposizione, tutti incentrati sulla verifica della buona fede soggettiva nella proposizione della domanda, valutabile alla luce della sua tempestività, della completezza delle informazioni disponibili, dell'assenza di strumentalità e della tendenziale plausibilità logica delle dichiarazioni, da considerarsi non solo dal punto di vista della coerenza intrinseca, ma anche sotto il profilo della corrispondenza della situazione descritta con le condizioni oggettive del paese. Si tratta, di conseguenza, di uno scrutinio fondato su parametri normativi tipizzati e non sostituibili che impongono una valutazione d'insieme della credibilità del cittadino straniero, fondata su un esame comparativo e complessivo degli elementi di affidabilità e di quelli critici. Nel caso di specie la , nel provvedimento impugnato, esponeva che Controparte_1
“(…) temeva di finire incarcerato in quanto ha preso parte a manifestazioni politiche a sostegno del noto oppositore politico l'istante ha dichiarato di non voler tornare in Senegal perché teme di CP_5 finire in carcere;
i fatti esposti non hanno dimostrato la sussistenza di gravi motivi per ritenere non sicuro il Paese di origine in relazione alla situazione descritta dal richiedente a supporto della sua domanda di protezione internazionale. Tale valutazione viene giustificata dalla non accettazione degli accadimenti riferiti che vengono ritenuti non credibili. Con particolare riferimento al rischio di essere arrestato, il richiedente non è stato in grado di circostanziare adeguatamente tale aspetto, avendo genericamente riferito di essere stato accusato da alcune persone che sono state arrestate e che hanno fatto il suo nome quale partecipante alle manifestazioni. L'istante è apparso alquanto contraddittorio allorquando ha dapprima riferito di essersi nascosto nella sua zona di nascita, salvo poi affermare che era stato in precedenza ricercato nella casa dei genitori e che, quindi, egli era rientrato in zona, ma si era rifugiato presso la casa dei nonni;
(…) non
.
13 sussistono gli estremi per il riconoscimento dello status di rifugiato ai sensi dell'art. 1, A), Convenzione di Ginevra del 1951; (…) alla luce di quanto sopra esposto, gli accadimenti riferiti non consentono di pervenire al riconoscimento della protezione sussidiaria non essendo emersi sufficienti elementi di fondatezza a sostegno di un'ipotesi di “danno grave” nel senso indicato dall'art. 14, lett. a) e b), D. Lgs. 251/2007 in quanto non sembra sussistere il rischio che il richiedente sia sottoposto a pena capitale o a trattamenti inumani o degradanti nel Paese di origine;
per quanto specificamente attiene all'ulteriore fattispecie di protezione sussidiaria contemplata nell'art. 14, lett. c), D. Lgs. 251/2007 la medesima postula, quali presupposti necessari e concorrenti, da un lato la sussistenza di una situazione configurabile quale “conflitto armato” e, dall'altro, una conseguente violenze generalizzata idonea a comportare una minaccia “grave e individuale alla vita o alla persona di un civile derivante dalla violenza indiscriminata in situazioni di conflitto armato interno o internazionale”; (…); alla luce dei principi ampiamente suesposti e applicabili nella fattispecie il caso in esame non risulta ascrivibile alla norma di cui si discute. Infatti, all'esito delle ricerche effettuate, in considerazione altresì dei riscontri forniti dalle Coi riportate nel seguito, si è escluso che il Senegal sia interessato da un conflitto armato interno o internazionale generante violenza indiscriminata (…); non emergono elementi sussumibili nella fattispecie di cui all'articolo 32, co. 3, D. Lgs. 25/2008; (…)” e, sulla base di tale motivazione, decideva di non accogliere la domanda per manifesta infondatezza della stessa. Il Tribunale, riscontrando alcune criticità, fissava l'udienza del 21.03.2025 per l'audizione del ricorrente che, comparso e opportunamente interrogato, dimostrava di parlare e comprendere la lingua italiana, confermava quanto detto in sede amministrativa e dichiarava:
“Temo di tornare in Senegal per i motivi riferiti davanti alla Commissione. Ho lasciato il mio Paese il 17.09.2023 e sono entrato in Italia il giorno dopo con volo turistico. In Senegal vivono ancora i miei genitori, due fratelli e quattro sorelle. Non sono sposato e non ho figli. Abito a Piandimeleto (PU) con mio cugino, che vive in Italia dal 2010 e mio zio paterno che vive qui dal 1994. Lavoro come metalmeccanico con contratto a tempo determinato con scadenza 31.12.2025”. Ciò premesso, valutando quanto emerso nel corso del giudizio, il Collegio ritiene di condividere il giudizio espresso nell'organo amministrativo nella misura in cui il richiedente ha dichiarato di aver lasciato il Senegal temendo di essere arrestato per aver partecipato ad alcune manifestazioni in sostegno del partito ST;
egli riferiva che il suo nominativo veniva comunicato alle autorità da parte di altri arrestati e che per tale ragione sarebbe stato attenzionato e successivamente ricercato, sia pur non riuscendo a precisare in modo puntuale tali circostanze tanto da non consentire un positivo giudizio di credibilità; mancano, infatti, circostanze oggettive e sono state, invece, riferite informazioni apprese da terze persone senza che, nei fatti, l'istante abbia subito alcun procedimento restrittivo o di giudizio a suo carico. Nel senso della non credibilità, inoltre, rilevano anche le modalità dell'espatrio visto che il richiedente ha riferito di aver lasciato il Senegal con volo aereo grazie ad un visto turistico: se il suo nominativo fosse stato effettivamente noto alle autorità e quindi inserito in un elenco di soggetti attenzionati, il richiedente non avrebbe superato i controlli doganali senza subire conseguenze, mentre nei fatti egli è potuto espatriare legalmente. Di conseguenza, richiamando la previsione di cui all'art. 3, D. Lgs. 251/2007, il Collegio condivide il giudizio amministrativo nel senso della non credibilità e conseguente irrilevanza del narrato ai fini del riconoscimento delle protezioni maggiori di cui si dirà, per completezza, in riferimento al caso dell'odierno ricorrente.
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4. Esame della sussistenza dei presupposti per le forme di protezione richieste In punto di diritto, va premesso che in tema di riconoscimento della protezione internazionale, in presenza di contestazioni del ricorrente volte a censurare il provvedimento amministrativo sotto i profili della nullità o dell'annullabilità, anche ai sensi degli artt. 21 septies ed octies della L. 241/90, il giudice ordinario adito a seguito dell'impugnazione delle decisioni rese dalle commissioni territoriali o dalla Commissione nazionale, ai sensi dell'art. 35, d. lgs. n. 25/08, non essendo giudice dell'atto in sé, ma del rapporto dedotto in giudizio, non è investito della cognizione sull'atto, bensì valuta la sussistenza di un diritto soggettivo tutelabile attraverso la concessione di una delle tre misure di protezione in favore dello straniero, con la conseguenza che non è tenuto a motivare riguardo la sussistenza o meno dei vizi dedotti in ricorso.
4.1 Status di rifugiato e protezione sussidiaria. Tenuto conto di quanto fin qui detto con riferimento alla situazione del paese di origine e alla credibilità del ricorrente il Collegio ritiene che, nella specie, difettino nei confronti dello stesso i presupposti per ritenere sussistente una “persecuzione grave” così come prevista dall' art. 1 A della Convenzione di Ginevra del 28.7.1951, come attuata dalla Direttiva 2005/85/CE e l' art. 2 co.1°, lett. d) del d.lgs. n.25/083 ai fini del riconoscimento dello status di rifugiato sia quelli di un “grave danno” così come previsto dall''art. 2, lett. g) del d. lgs. n.251/07, come declinato nelle lett. a) b) e c) dell'art. 14 del d. lgs. n.251/074,ai fini del riconoscimento della protezione sussidiaria. Né a tal fine potrebbe rilevare una generica gravità della situazione politico-economica del Paese di origine del richiedente, al pari della mancanza di un pieno esercizio delle libertà democratiche posto che l'esposizione a tali rischi deve essere valutata con riferimento alla sua situazione individuale. 5 Ciò è ancora più vero se si considera che, attualmente, il Senegal non versa in condizioni di insicurezza interna tali da potersi definire foriere di un conflitto armato interno o internazionale, sia pur a bassa intensità; dalle fonti consultate, infatti, emergono criticità relative all'area di confine con il Mali e la Guinea dove gli episodi di conflitto 3 La Convenzione di Ginevra citata fa riferimento ad atti tali da essere configurati per l'elevato grado di personalizzazione del rischio persecutorio come “persecuzione grave” (cfr. tra le molte Cass. 6503/2014; 12075/2014 e 2830/2015) per motivi di razza, religione, nazionalità, appartenenza ad un determinato gruppo sociale o professione di un'opinione politica e dell'impossibilità di avvalersi della protezione di tale paese perché nel territorio di provenienza è dato registrare un irreversibile deterioramento degli strumenti istituzionali di protezione della “minoranza” cui il ricorrente appartiene e che, per tale ragione, si trova nelle condizioni di non potere o, a cagione del timore della persecuzione, non volere chiedere protezione nel paese di provenienza 4 Le tre ipotesi di danno grave sono le seguenti a) la condanna a morte o all'esecuzione della pena di morte;
b) la tortura o altra forma di pena o trattamento inumano o degradante ai danni del richiedente nel suo Paese di origine;
c) la minaccia grave ed individuale alla vita o alla persona di un civile derivante dalla violenza indiscriminata in situazioni di conflitto armato interno o internazionale. vengono definiti saltuari, secondo le indicazioni fornite dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale nel resoconto disponibile alla pagina Parte_12
(https://www.viaggiaresicuri.it/find-country/country/SEN - data aggiornamento 07.03.2024
– validità 27.11.2024). Quanto alla politica interna il primo ministro ha vinto CP_5 le elezioni del 7 novembre 2024; il voto era stato convocato a settembre del presidente per rafforzare il controllo sul parlamento del suo partito ST;
il Persona_58 partito dovrebbe ottenere almeno 130 seggi sui 165 disponibili, mentre alla coalizione dell'ex presidente MA AL resterebbero quindici deputati. è stato eletto con il 54% Persona_59 dei voti, una percentuale che non consente dubbi sulle scelte dei cittadini senegalesi, della loro voglia di cambiamento in uno dei Paesi più stabili dell'Africa Occidentale. Paese che, contrariamente a molti dei suoi vicini, ha sempre mantenuto e seguito un suo percorso democratico, messo recentemente in pericolo e minacciato con l'accentuarsi degli atteggiamenti autoritari del Presidente AL, in carica dal 2012 e giunto alla fine del suo secondo mandato. Il nuovo Presidente ha riacceso le speranze dei giovani, un elettorato particolarmente significativo in un Paese dove il 75% della popolazione ha meno di 35 anni e dove la disoccupazione, malgrado la buona salute economica, rimane molto forte. (https://www.apiceuropa.com/senegal-un-respiro-per-la-democrazia-nel-continente- africano/ ; https://www.internazionale.it/magazine/2024/11/21/parlamento-sotto- controllo ). Le ultime notizie disponibili, pertanto, costituiscono presupposto per prospettare una condizione sociale, politica e di sicurezza interna idonea a garantire la sicurezza dei cittadini e la tutela dei rispettivi diritti, al netto di isolate zone di tensione in ogni caso sotto il controllo delle autorità governative. Nel caso di specie, inoltre, il ricorrente non ha fornito elementi attendibili da cui desumere la sussistenza di atti tali da essere configurati come “persecuzione grave” o come “danno grave” come sopra delineati, soprattutto in relazione alle fonti consultate cui ci si richiama integralmente. In definitiva, dunque, i fatti riferiti, in assenza di atti persecutori diretti e personali nei termini sopra descritti, non consentono di riconoscere alcuna delle protezioni maggiori tenuto anche conto che nello stato di provenienza come emerso dalle COI (cfr. paragrafo 2) sono presenti istituzioni statuali che, in caso di effettivo e concreto pericolo, sarebbero comunque in grado di proteggerlo.
4.2 Protezioni minori Nel caso dell'odierno ricorrente si deve precisare che la domanda di riconoscimento della protezione internazionale risulta formalizzata in data 22.01.2024 come da modello C3 allegato e che, pertanto, nel caso di specie troverà necessariamente applicazione la disciplina in materia di protezione c.d. minore introdotta dall'art. 7 DL 20/2023 convertito con modificazioni dalla L. 50/2023. È utile rammentare che l'istituto in questione è stato denominato “speciale” a seguito del DL 113/2018 con cui è stata abrogata la protezione umanitaria prevista dall'art. 5, co. 6, D. Lgs. 286/98 secondo cui il questore, in caso di ritenuta insussistenza dei presupposti per il rilascio o il rinnovo del permesso di soggiorno secondo le regole ordinarie previste per le varie tipologie, era tenuto a verificare l'esistenza di “seri motivi, in particolare di carattere umanitario o derivanti da obblighi costituzionali o internazionali dello Stato italiano” tali da consentire comunque il rilascio del titolo di soggiorno. Nel 2020 veniva emanato il DL 130/2020, convertito con
16 modificazioni nella L. 173/2020 che, innanzitutto, ha ripristinato parzialmente l'art. 5, co. 6, D. Lgs. 286/98 (senza la clausola delle «serie ragioni umanitarie» e senza espressa previsione del rilascio del permesso di soggiorno da parte del questore), esplicitando nuovamente il dovere dello Stato di tenere conto degli obblighi costituzionali o internazionali prima di negare il permesso di soggiorno alla persona straniera che ne faccia richiesta (anche ad altro titolo). Inoltre, il citato DL ha profondamente trasformato l'istituto della protezione speciale di cui all'art. 19, D. Lgs. 286/98 aggiungendo al catalogo dei divieti assoluti di espulsione, respingimento o estradizione («in nessun caso») di cui al comma 1.1 il rischio di trattamenti inumani o degradanti, oltre al rischio di tortura introdotto nel 2017 e in sede di conversione in legge ha posto anche il limite all'espulsione e al respingimento in relazione al dovere di rispetto dell'art. 5, co. 6, D. Lgs. 286/98. Ulteriore innovazione è stata quella di specificare, al comma 1.1, il limite all'allontanamento delle persone nel caso ciò comporti la violazione del diritto al rispetto della vita privata e familiare con indicazione dei criteri di accertamento quali la natura ed effettività dei vincoli familiari, effettivo inserimento sociale in Italia, durata del soggiorno nel territorio nazionale, esistenza di legami familiari, culturali o sociali con il Paese di origine. Recentissimamente, come visto, il legislatore è nuovamente intervenuto in merito alla protezione c.d. speciale in due fasi: in primo luogo con l'art. 7, DL 20/2023 entrato in vigore in data 11 marzo 2023 che ha soppresso il terzo e quarto periodo del comma 1.1, dell'art. 19, D. Lgs. 286/98 che stabilivano: “Non sono altresì ammessi il respingimento o l'espulsione di una persona verso uno Stato qualora esistano fondati motivi di ritenere che l'allontanamento dal territorio nazionale comporti una violazione del diritto al rispetto della sua vita privata e familiare, a meno che esso sia necessario per ragioni di sicurezza nazionale, di ordine pubblico e sicurezza pubblica nonché di protezione della salute nel rispetto della Convenzione relativa allo statuto dei rifugiati, firmata a Ginevra il 28 luglio 1951, resa esecutiva dalla legge 24 luglio 1954, n. 722 e della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea. Ai fini della valutazione del rischio di violazione di cui al periodo precedente, si tiene conto della natura e della effettività dei vincoli familiari dell'interessato, del suo effettivo inserimento sociale in Italia, della durata del suo soggiorno nel territorio nazionale nonché dell'esistenza di legami familiari, culturali o sociali con il suo Paese d'origine”. Nella seconda fase, in sede di conversione nella L. 50/2023 entrata in vigore il 06 maggio 2023, il legislatore ha, altresì, abrogato sia la parte dell'art. 19, comma 1.2 in cui era previsto il diritto a chiedere il riconoscimento della protezione speciale direttamente al questore, sia l'art. 6, comma 1 – bis) lett. a), D. Lgs. 286/98 che prevedeva la convertibilità del permesso per protezione speciale rilasciato ai sensi dell'art. 32, co. 3, D. Lgs. 25/2008; è stata, altresì, abrogata la convertibilità dei permessi per calamità e cure mediche rendendo più i rigidi i rispettivi presupposti accertativi. La protezione c.d. speciale ha innanzi tutto radice nell'ordinamento nazionale e secondo l'orientamento prevalente della giurisprudenza, prescinde dalla credibilità soggettiva (Cass. 10922/2019, 7985/2020, 1433/2021, 25734/2021, 447/2022) dovendosi considerare il
“solo” rischio di violazione dei diritti umani fondamentali «a compasso largo» che si ritiene attuazione del diritto d'asilo di cui all'art. 10, co. 3, Costituzione, forma complementare di tutela che si aggiunge a quella di derivazione internazionale: si tratta, quindi, di due sistemi diversi tra loro che si completano sia per fonte normativa che per regole di accertamento e l'abrogazione dell'art. 19, co.
1.2 si ritiene non impedisca oggi di continuare a riconoscere la protezione speciale al di fuori del sistema di derivazione unionale poiché l'art. 19 TU
17 preesiste al sistema di protezione internazionale e, soprattutto, la sua collocazione generale tra i divieti di espulsione/respingimento/estradizione lo qualifica come norma di chiusura, alla pari dell'art. 5, co. 6, dell'intero sistema regolatorio della condizione giuridica della persona straniera in coerenza, applicazione e conformità con i precetti di cui all'art. 10, commi 1, 2, 3 e 4 della Costituzione. Sia pur a fronte delle recenti modifiche legislative operate dal DL 20/2023 convertito con modificazioni dalla L. 50/2023 l'art. 19 D. Lgs. 286/98 è norma che costituisce limite al potere dello Stato che non esaurisce la sua efficacia all'interno del sistema di asilo e, pertanto, è l'art. 19 stesso ad estendere la sua efficacia all'art. 32, co. 3, D. Lgs. 25/2008 e non quest'ultimo che assorbe il primo spostandolo dal corpo normativo originario (il Testo Unico Immigrazione) ed esautorandolo dalla sua valenza generale e il comma 1.2 dell'art. 19, riformato dal DL 20/2023, esplicita tale estensione ribadendo che anche nella materia della protezione internazionale è applicabile il limite generale posto dalla norma («Nelle ipotesi di rigetto della domanda di protezione internazionale, ove ricorrano i requisiti di cui ai commi 1 e 1.1, la trasmette ai sensi dell'art. 32, co. 3, del decreto legislativo 25 gennaio 2008, n. 25, Controparte_1 gli atti al Questore per il rilascio di un permesso di soggiorno per protezione speciale»). Dottrina e giurisprudenza prevalenti ritengono che la protezione umanitaria poi denominata speciale discenda in via diretta dall'asilo costituzionale ex art. 10, co. 3, Costituzione (da ultimo: Cass. SU 29159/2019 e 24413/2021 e, ancor prima, Cass. 10686/2012 e 16362/2016, nonché Corte cost. 194/2019) condividendo con la protezione internazionale la natura di diritto umano fondamentale (Cass. SU, 19393/2009) e oggi sempre più qualificata come complementare, «termine che consente di sottolinearne al tempo stesso tanto la prossimità rispetto alla protezione internazionale quanto l'autonomia». A fronte di tali considerazioni è possibile affermare che per effetto della riforma dell'art. 19 operata dal DL 2072023 e dalla sua legge di conversione n. 50/2023 l'art. 5, co. 6, D. Lgs. 286/98 torni a riespandersi in tutta la sua portata originaria divenendo fonte e legittimazione per il rilascio del permesso del soggiorno in presenza di obblighi costituzionali o internazionali, rafforzato (anche) dal riferimento ai divieti generali posti nell'art. 19, D. Lgs. 286/98; l'insieme delle due disposizioni non può che coniugare l'obbligo negativo dello Stato con il suo obbligo positivo di certificazione della condizione afferente ad un diritto fondamentale da attuarsi mediante il rilascio del permesso di soggiorno. In merito allo specifico diritto al rispetto della vita privata e familiare la lettura giuridica della norma, a fronte dell'operata abrogazione del terzo e quarto periodo del comma 1.1 dell'art. 19, D. Lgs. 286/98 esclude l'effetto abrogativo di un diritto che in sé non è abrogabile sia perché contenuto in una norma internazionale quale la Convezione europea dei diritti umani a valenza costituzionale (artt. 10, commi 1 e 2, 117 Cost.), sia perché fa parte dell'ambito di applicazione dell'art. 5, co. 6, D. Lgs. 286/98 e, dunque, anche dell'art. 19, D. Lgs. 286/98. Sotto tale punto di vista, infatti, è incontestabile che attraverso l'art. 5, co. 6, TUI – sia nella collocazione autonoma che all'interno dell'art. 19, comma 1.1 – il diritto al rispetto della vita privata e familiare di cui all'art. 8 Cedu sia ancora oggi pienamente riconoscibile e comporti il rilascio di un permesso di soggiorno. Esso, infatti – come già evidenziato – è un obbligo internazionale dell'Italia recepito con la ratifica della Convenzione europea dei diritti umani con la L. 848/1955 e anche obbligo costituzionale (art. 10, commi 1 e 2, art. 117 Cost., parametro interposto di costituzionalità) collegabile anche al dovere di riconoscimento,
18 comunque, dei diritti fondamentali ex art. 2, D. Lgs. 286/98 e, pertanto, dovere dello Stato garantirlo concretamente. Di conseguenza, alla luce dell'analisi sin qui condotta, si ritiene ancora oggi riconoscibile la protezione minore c.d. speciale alla luce degli obblighi costituzionali e internazionali assunti dall'Italia e trasposti nel nostro ordinamento in materia di regolazione della condizione dello straniero sul territorio nazionale alla luce dell'art. 5, co. 6, e 19 TUI in relazione con l'articolo 32, co. 3, D. Lgs. 25/2008 in quanto norma direttamente riconducibili ai precetti costituzionali e internazionali sin qui brevemente richiamati potendosi e dovendosi, in tal senso, valutare non solo e non tanto una condizione di eventuale vulnerabilità del/della richiedente (in senso assoluto e correlata all'ipotesi di rimpatrio), quanto anche l'effettiva acquisizione sul territorio nazionale da parte del/della richiedente di quel catalogo di diritti costituzionalmente garantiti “a compasso largo” e riconosciuti al cittadino straniero in quanto cardini dell'ordinamento repubblicano;
tale riconoscimento rientra a pieno nell'alveo delle disposizioni richiamate a formulazione vigente e rispetta i criteri di giudizio in materia rimasti invariati poiché tali sono i presupposti costituzionali e internazionali che sovraintendono ai diritti medesimi oggetto di possibile riconoscimento. Di tal che si dovrà tenere conto del diritto del/della richiedente al mantenimento del diritto al lavoro raggiunto, del diritto alla salute e all'accesso alle cure sanitarie, del diritto all'istruzione scolastica, linguistica e di formazione professionale, del diritto all'alloggio e all'accesso alla previdenza sociale, del diritto a intrattenere rapporti personali e di natura professionale e commerciali e di tutti quelli in cui si estrinseca la personalità dell'individuo alla luce della portata dell'art. 8 Cedu e della sua interpretazione resa dalla giurisprudenza unionale e di recepimento interno di legittimità e costituzionalità nel nostro ordinamento. Fatta questa doverosa quanto necessaria premessa nel caso dell'odierno ricorrente deve evidenziarsi che nell'economia del giudizio in merito alla condizione di integrazione maturata nel nostro Paese, nonché a fronte del lasso di tempo intercorso e del tipo di procedura con cui la sua domanda di asilo è stata esaminata, deve premettersi che in merito al Paese di provenienza non sussistano condizioni idonee a prospettare una lesione dei suoi diritti fondamentali in caso di rimpatrio non avendo rappresentato particolari condizioni personali e non risultando mutate condizioni di sicurezza interna che, se insufficienti per il riconoscimento delle protezioni maggiori invocate, avrebbero potuto in ogni caso assumere rilevanza sotto tale specifico punto di vista. Resta quindi da verificare, sia pur nei limiti temporali descritti, gli elementi forniti dal ricorrente al fine di verificare, sia pur in via embrionale, l'esistenza di un principio di integrazione nel nostro Paese con relativa acquisizione di quei diritti che costituiscono base per il riconoscimento della protezione in commento. A tal proposito, viste le note di trattazione scritta depositate dalla difesa in occasione dell'udienza del 21.03.2025, si apprende che il legale non è più in contatto con il ricorrente non potendo, di conseguenza, fornire alcuna documentazione aggiornata in merito alla sua effettiva condizione in territorio in nazionale. Anche in riferimento all'iscrizione a ruolo del ricorso occorre evidenziare che: a) quanto alla propria condizione lavorativa il ricorrente ha depositato: copia modello UniLav datrice tempo determinato 09.02.2024 – 08.02.2025, copia Parte_13 relativo contratto, copia buste paga febbraio 2024 – marzo 2025 (ultima busta paga euro 1.625,00 – media mensilità euro 1.600,00 circa), copia comunicazione proroga
19 al 31.12.2025, copia relativo modello UniLav, copia CU 2025 (euro 20.194,97 periodo 09.02.2024 – 31.12.2024); b) quanto alla propria condizione abitativa il ricorrente, in occasione dell'udienza del 21.03.2025, ha dichiarato di vivere a Piandimeleto (PU) presso il cugino e lo zio e ha depositato la relativa dichiarazione di ospitalità in suo favore (data 18.09.2023), copia iscrizione anagrafica 15.11.2024; c) dalle informazioni emerse, la famiglia del richiedente vive in Senegal, mentre in Italia l'istante convive con il cugino e lo zio, cittadino italiano come da documentazione versata in atti;
d) in occasione dell'udienza del 21.03.2025 il ricorrente ha dimostrato di parlare e comprendere la lingua italiana;
e) non risultano segnalazioni di PG relative a condotte o comportamenti del ricorrente aventi rilevanza penale, come da copia del certificato del casellario giudiziale nullo e copia del certificato dei carichi pendenti negativo rilasciati in data 11.02.2025; Alla luce dei documenti agli atti e delle considerazioni sin qui svolte si ritiene delineato il diritto del ricorrente a vedere tutelati i diritti dallo stesso acquisiti in territorio nazionale (es. diritto al lavoro) e di veder protetti quelli attinenti alla sua persona quali la conservazione dei propri rapporti personali e lavorativi in Italia. Nel senso delle disposizioni normative citate si deve valutare non tanto e non solo la condizione di eventuale vulnerabilità del richiedente (in senso assoluto e correlato all'ipotesi di rimpatrio), quanto anche l'effettiva acquisizione sul territorio nazionale da parte del richiedente del catalogo di diritti costituzionalmente garantiti e riconosciuti al cittadino straniero in quanto cardini dell'ordinamento repubblicano;
tale riconoscimento, per l'effetto, rientra nell'alveo delle disposizioni richiamate a formulazione vigente e rispetta i criteri di giudizio in materia rimasti invariati poiché tali sono i presupposti costituzionali e internazionali che sovraintendono ai diritti medesimi oggetto di riconoscimento. Di tal che si dovrà tenere conto del diritto del richiedente al mantenimento del diritto al lavoro raggiunto, del diritto alla salute e accesso alle cure sanitarie, del diritto all'istruzione scolastica e/o formativo – professionalizzane, linguistica, del diritto all'alloggio e alla previdenza sociale, del diritto a mantenere i rapporti personali, di natura professionale e commerciali e di tutti quei rapporti in cui si estrinseca la sua personalità alla luce della portata dell'art. 8 Cedu come più volte decodificato nella giurisprudenza dell'Unione e delle relative norme di recepimento interno. Nel caso di specie il ricorrente ha dimostrato continuità lavorativa, adeguata remunerazione e la disponibilità di un alloggio condiviso con suo cugino e suo zio, divenuto cittadino italiano come da documentazione in atti;
la continuità lavorativa, l'adeguata remunerazione e l'effettiva integrazione personale sono emerse anche dalla conoscenza della lingua italiana dimostrata dal ricorrente che, al pari del lavoro, costituisce elemento di primaria importanza ai fini dell'effettiva valutazione del percorso di integrazione del richiedente asilo nel Paese europeo responsabile della sua domanda. Per le considerazioni che precedono, il ricorso merita accoglimento.
5. Regolamento delle spese di lite. Con riferimento, infine, alle spese di giudizio, l'accoglimento parziale della domanda giustifica la loro integrale compensazione
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p.q.m.
Il Tribunale di Ancona, definitivamente decidendo la causa come in epigrafe descritta così provvede: accoglie parzialmente il ricorso e, per l'effetto, riconosce a (C.F. Parte_1
– Codice CUI il diritto ad un permesso di soggiorno C.F._1 Nume_1 per protezione speciale della durata di due anni ai sensi della normativa richiamata;
compensa le spese di lite;
dispone che il presente provvedimento sia notificato al ricorrente e comunicato alla presso la Controparte_1
Prefettura di nonché al Pubblico Ministero in sede;
CP_1
Il Presidente rel. Roberto Sereni Lucarelli
21 1. DA COMPARE FOOTNOTE PAGES 2 a) il richiedente ha compiuto ogni ragionevole sforzo per circostanziare la domanda;
b) è stata fornita un'idonea motivazione dell'eventuale mancanza di altri elementi significativi;
c) le dichiarazioni rese sono coerenti e plausibili e correlate alle informazioni generali e specifiche riguardanti il suo caso;
d) il richiedente ha presentato la domanda il prima possibile o comunque ha avuto un valido motivo per tardarla;
e) dai riscontri effettuati il richiedente è attendibile. 5 Con specifico riguardo all'elevato grado di personalizzazione del rischio persecutorio la Suprema Corte che ha avuto modo di chiarire che l'esame comparativo dei requisiti necessari per il riconoscimento dello status di rifugiato politico ovvero per il riconoscimento della protezione sussidiaria evidenzia un diverso grado di personalizzazione del rischio oggetto di accertamento, atteso che nella protezione sussidiaria si coglie, rispetto al rifugio politico, un'attenuazione del nesso causale tra la vicenda individuale ed il rischio rappresentato, sicché, in relazione alle ipotesi descritte alle lettere a) e b) dell'art. 14 del d.lgs. n. 251/07, l'esposizione dello straniero al rischio di morte o a trattamenti inumani e degradanti, pur dovendo rivestire un certo grado di individualizzazione, non deve avere i caratteri più rigorosi del "fumus persecutionis"; mentre, con riferimento all'ipotesi indicata nella lettera c) del medesimo articolo, la situazione di violenza indiscriminata e di conflitto armato nel paese di ritorno può giustificare la mancanza di un diretto coinvolgimento individuale nella situazione di pericolo (cfr. Cass.6503/2014, Cass. 12075/2014 e Cass. 2830/2015).
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TRIBUNALE ORDINARIO DI ANCONA SEZIONE SPECIALIZZATA IN MATERIA DI IMMIGRAZIONE, PROTEZIONE INTERNAZIONALE E LIBERA CIRCOLAZIONE DEI CITTADINI DELL'UNIONE EUROPEA
Il Tribunale di Ancona, in composizione collegiale, nella persona dei sig.ri magistrati: dott. Roberto Sereni Lucarelli - Presidente rel. dott. Alessandro Di Tano - Giudice dott. Valerio Guidarelli - Giudice
tra
(C.F. – Codice CUI 06UBV81) rappr.to e difeso Parte_1 C.F._1 assa ricorrente e Controparte_1
[...] P.IVA_1
resistente sentito il giudice relatore;
all'esito della Camera di Consiglio del 15.4.2025 ha pronunziato il seguente ORDINANZA 1. Oggetto della controversia, storia, decisione amministrativa impugnata e motivi di ricorso La controversia ha ad oggetto l'impugnazione proposta con ricorso depositato in data 13.02.2024 da avverso il provvedimento a mezzo del quale la Parte_1 [...]
di de Controparte_1 CP_1 accogliere la domanda per manifesta infondatezza. Il ricorrente impugnava la decisione resa in sede amministrativa, notificata in data 02.02.2024 e, previa istanza di sospensione dell'efficacia esecutiva della stessa, chiedeva il riconoscimento nell'ordine e in via gradata: dello status di rifugiato ai sensi della Convenzione di Ginevra e relative norme di recepimento interno;
della protezione sussidiaria ai sensi dell'art. 14, D. Lgs. 251/2007; della protezione speciale con rilascio del relativo titolo di soggiorno. In occasione dell'audizione amministrativa del 25.01.2024 il ricorrente, cittadino senegalese, dichiarava di essere nato a [...] e di aver vissuto a Dakar, la famiglia di origine è composta dai genitori, quattro sorelle e un fratello minore;
appartenente all'etnia scolarizzato, Per_1 fede musulmana, nel suo Paese lavorava come sarto. In merito alla propria vicenda riferiva di aver deciso di lasciare il Senegal perché aveva partecipato alle manifestazioni a sostegno del partito ST;
molte altre persone in seguito a questi eventi di piazza sarebbero state individuate e incarcerata e temendo di subire le medesime conseguenze, decideva di lasciare il suo Paese. Invitato ad indicare le difficoltà che potrebbe incontrare in caso di rimpatrio dichiarava di temere di essere arrestato per aver partecipato alle manifestazioni, di essere il primogenito e quindi punto di riferimento per la sua famiglia. La si costituiva in giudizio insistendo per il rigetto della domanda e del ricorso. CP_1
1 All'esito dell'udienza del 21.03.2025 il fascicolo veniva rimesso al Collegio per la decisione con assegnazione di termine al 10.04.2025 per il deposito di documentazione integrativa aggiornata.
2. Sulla situazione nel paese di origine. Il compito dello Stato (cfr art. 8, pf. 2 della direttiva «qualifiche» 2011/95/UE) è quello di acquisire informazioni precise ed aggiornate da fonti pertinenti, quali l'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR) e l'Ufficio europeo di sostegno per l'asilo (EUAA), con particolare riferimento alla situazione del paese di origine del ricorrente che ha dichiarato di essere nato a [...] e di aver vissuto a Dakar in Senegal. A tal fine esaminata la situazione generale del paese di origine1 nel caso dell'odierno ricorrente non appare utile l'approfondimento di alcuna tematica relativa a mutate condizioni
1 Il Senegal è situato nella zona nord-occidentale del continente africano;
occupa l'estrema parte occidentale dell'Africa, affacciandosi ad ovest con un lungo tratto di costa sull' Oceano Atlantico. Confina a nord con la IA, a sud con la Guinea-Bissau, a sudest con la Guinea, ad est con il Mali;
ad ovest è bagnato dall'oceano Atlantico. La capitale è Dakar. Secondo proiezioni della Agence Nationale de la Statistique et de la Démographie (ANSD) del Senegal, la popolazione del Senegal è stimata, nel 2023, a 18.275.743 di abitanti (la Banca Mondiale stima che la popolazione sia di 16.7 milioni a marzo 2023) Secondo la Banca Mondiale, un quarto della popolazione vive nell'area di Dakar (0.3% del Per Per_ Per_ Per territorio). Il Paese risulta suddiviso in 14 régions (Dakar, , , , , Per_2 Per_4 Per_5 Per_6 Per_10Per_1 Per
, . Quest'ultime l i g Per_12 Per_14 t i coordinamento il quale, a sua volta, è assistito a due vicegovernatori. Le assemblee regionali, con poteri accresciuti a partire dal 1996, sono composte da consiglieri, responsabili del sistema fiscale localle. La lingua ufficiale è il francese anche se Per_ sono diffuse diverse lingue locali tra cui Serer, Pulaar, Diola (Jola), Mandinka, Soninké; sebbene il francese sia la lingua ufficiale, è generalmente parlato solo dall'élite istruit lof è la lingua più parlata, anche dai non wolof. Fonti: Nations Encyclopedia, Senegal, url , accesso del 26.04.2023; CIA, World Factbook (The), Country Profile Senegal, Executive branch, last update 14 April 2023; Agence Nationale de la Statistique et de la Démographie (ANSD) – Senegal;
World Bank, Senegal – Overview, Last Updated 20 March 2023 accesso del 27.04.2023; World Bank, Senegal – Overview, Last Updated 20 March 2023; Le regioni del Senegal erano in precedenza 11 (dal 21 febbraio 2002 al 10 Per_1 settembre 2008), prima della separazione delle tre nuove regioni di (dalla regione di , (dalla regione di Per_15 Per_12
e (dalla regione di ); Encyclopedia Brita al – Ethnic Grou 6 ars 1996 portant Per_14 Per_4 Per_5 lle cales, available a;
CIA, World Factbook (The), Country Profile Senegal, Executive branch, last update C.F._2 14 April 2023; Minority Rights Group-MRG, S dated November 2017; Minority Rights Group-MRG, Senegal, Updated November Per_ Persona_1 Persona_ 2017. I principali gruppi etnici del Senegal sono: 39.7%, , Serer 16%, , , , altri 5.4% Per_17 Per_19 Per (stime del 2019); i wolof sono il gruppo etnico itari: tr nte, i s s r i di persone disperse dopo la caduta dell'Impero del Ghana (localizzato nell'attuale Mali) I secolo. Sono concentrati lungo la costa nella parte settentrionale del Senegal. La maggior parte sono musulmani. La struttura sociale tradizionale dei wolof è divisa in a) “uomini liberi” (nobili, contadini); b) caste (artigiani, cantastorie, fabbri); c) schiavi. I serer sono concentrati nel Senegal occidentale e tradizionalmente coltivano miglio, riso e altri prodotti agricoli. Oltre alla propria lingua, molti serer parlano anche wolof. Molti sono cattolici romani e sono culturalmente affini ai Per
I peuhl sono concentrati nel nord più arido e sono tradizionalmente pastori. Un sottogruppo, i sono agricoltori stanziali che Parte_2
principalmente nella valle del fiume Senegal a nord. Entrambi i gruppi parlano Pulaar, sebbene parlino un dialetto distinto. Parte_2 La maggior parte dei peuhl e dei toucouleur sono musulmani, ma alcuni praticano credenze tradizionali cretico delle due I DJ (o OL o jola) e mandinka costituiscono una piccola parte della popolazione. I OL sono concentrati nella regione senegalese meridionale e Per_ boscosa della NC. Altri piccoli gruppi sono costituiti da popoli come i soninke, governanti dell'antico stato del Ghana;
i che Per vivono principalmente nel nord del Paese;
i di Capo Verde, pescatori e spesso ricchi proprietari terrieri;
e i RI, un antico p e si trova negli altopiani rocciosi del Fouta Djall ei pressi di e nell'alta NC. MRG riporta che i RI (per il Per_12 Per_15 18% di religione cristiana) sono un gruppo etnico numerica i unità concentrati nel sud-est del Senegal, essi sono più vicini ai gruppi della foresta pluviale della Guinea che ai musulmani della savana. Sono principalmente cacciatori e raccoglitori con una coltivazione limitata e senza pastorizia. A causa dell'isolamento dei loro villaggi, i RI sono stati generalmente protetti dai predoni di schiavi, Per_ principalmente i peuhl. Occorre anche citare altri gruppi autoctoni: i mori della regione settentrionale, i manjak, i balant, i mankaañ e i Per_ Per Per_2 della NC, i i ed i del Senegal orientale. Secondo le stime del 2019, gli abitanti del Senegal sono prevalen musulmani (97.2% iani lo più cattolici)[15].
Il Rapporto di Freedom House del 24 febbraio 2022 evidenzia che non esiste una religione di stato e la libertà di culto è costituzionalmente tutelata e rispettata nella pratica. Raggiunta l'indipendenza dalla Francia nel 1960, il Senegal ha dato vita nel 1982 a una confederazione con il Gambia, la Senegambia, la quale però, non essendo mai stata attuta, viene di fatto dissolta nel 1989. Da allora le relazioni tra i due paesi si sono in parte deteriorate. Sempre a partire dal 1989 si sono incrinati anche i rapporti con la IA, a seguito di alcuni incidenti di frontiera che hanno provocato rivolte in entrambi i paesi, causando centinaia di vittime. Tra il 1983 e il 2004, nella regione del NC si è sviluppata la guerriglia separatista guidata dal MF (Movimento delle forze democratiche del Controparte_2
con gruppi di ribelli che, nonostante la pace raggiunta nel 2004, sono
[...] no dei paesi più stabili in Africa, con tre transizioni politiche pacifiche dall'indipendenza nel 1960. Al potere dal 2012, il presidente MA AL è stato eletto per un secondo mandato quinquennale nel febbraio 2019. Anche evidenzia, nel suo rapporto del CP_3 2022, che il Senegal è una delle democrazie elettorali più stabili dell'Africa e dal 2000 ha int enti pacifici di potere tra partiti rivali. Tuttavia, negli ultimi anni, i procedimenti giudiziari a sfondo politico dei leader dell'opposizione e le modifiche alle leggi elettorali hanno ridotto la competizione politica.
Economia: Il Senegal è uno dei paesi più industrializzati dell'Africa occidentale e attualmente rappresenta la quarta economia più grande della regione. I settori dell'agricoltura, dell'industria e dei servizi rappresentano rispettivamente il 18%, il 24% e il 58% del prodotto interno lordo (PIL). Il Senegal è anche riconosciuto come un attore chiave all'interno della Comunità Economica degli Stati dell'Africa Occidentale (ECOWAS) e le sue solide istituzioni democratiche hanno reso il paese un modello per la stabilità politica in Africa. Il Senegal ha registrato una sostanziale riduzione della povertà grazie alla solida performance economica durante il decennio 2010, caratterizzato da un tasso di crescita 2 medio-PIL al 5% durante quel periodo e l'incidenza della povertà (utilizzando la soglia nazionale di povertà) che è scesa da 43% nel 2011 al 37,8 per cento nel 2018. Secondo la Banca Mondiale, tuttavia, la pandemia da COVID-19 e il conflitto in corso in Ucraina hanno indotto considerevoli shock nelle condizioni di scambio, riducendo notevolmente la crescita per il 2022 e portando a disavanzi di bilancio e livelli di debito elevati e sostenuti, con poco spazio di manovra. I servizi rimangono il principale contributore al PIL e il settore primario (agricoltura, in particolare) il motore più dinamico della crescita. I progetti di petrolio e gas sono stati ritardati a causa della crisi sanitaria. Si stima che la crescita del PIL reale è rallentata al 4,2% nel 2022[23], rispetto a una previsione pre-shock del 5,5%, poiché i prezzi più elevati di cibo ed energia, le interruzioni commerciali e una maggiore incertezza hanno causato il calo degli investimenti privati. Gli stessi fattori si sono aggiunti ad un'impennata dell'inflazione media dall'inizio del 2022, raggiungendo un livello elevato pluridecennale del 14,1% su base annua a novembre 2022 e decelerando al 9,4% a febbraio 2023. Oltre a un rallentamento della crescita, le famiglie hanno affrontato un alto tasso di inflazione, che ha raggiunto il 9,7% nel 2022 (contro il 2,2% nel 2021[26]), trainato dai prezzi di prodotti alimentari che sono aumentati in media del 15% nel 2022 (rispetto al 2,9% nel 2021); la pandemia ha modificato in modo significativo le prospettive economiche del Paese, colpendo servizi come turismo e trasporti e le esportazioni. Il Senegal ha risposto con diverse misure di contenimento e ha implementato un programma di resilienza economica e sociale (Programme de Résilience Économique et Sociale, PRES). Ciononostante, riserve di bilancio e reti di sicurezza limitate, un sistema sanitario vulnerabile e un ampio settore informale pongono, secondo la Banca Mondiale, diverse sfide al Paese. La ripresa economica sarà probabilmente graduale. Le riforme previste dal Piano per il Senegal Emergente (Plan PSE), adottato nel 2014 dopo Persona_27 anni di crescita modesta con lo scopo di far decollare il Paese e ridurre in misura significati no essere rafforzate affinché la crescita riprenda la sua traiettoria pre-pandemia. Complessivamente, la Banca Mondiale stima che il tasso di povertà (utilizzando la soglia di povertà a reddito medio basso) sia rimasto stabile intorno al 36,3% nel 2022, contro il 36,1% nel 2021. Ciononostante, la riduzione della povertà in Senegal deve ancora affrontare molte sfide. In primo luogo, mentre il governo del Senegal è stato efficiente nel fornire trasferimenti di denaro contante a famiglie vulnerabili attraverso un progetto di “Social Safety Net”, i pagamenti non sono stati regolari nel 2022[34]. In secondo luogo, con le molteplici crisi che colpiscono il Senegal, la vulnerabilità alla povertà è una questione chiave che richiede maggiore attenzione, secondo la Banca Mondiale, da parte dell'azione politica. I dati dell'indagine sulle famiglie del 2018 mostravano infatti che il tasso di vulnerabilità, definito come la probabilità di cadere in povertà in caso di shock, è stato del 54% nel 2018-19; ciò significa che la materializzazione di rischi come ulteriori ondate di COVID-19, interruzioni della fornitura catene e shock meteorologici, hanno avuto il potenziale di determinare un aumento sostanziale dell'incidenza della povertà. La Banca mondiale evidenzia che il tasso di vulnerabilità si attestava all'80% nelle aree rurali, oltre 2,5 volte superiore rispetto alle aree urbane. Il Governo del Senegal – viene evidenziato nel “Poverty and Equity Brief” della Banca Mondiale dell'aprile 2023, ha intrapreso azioni concrete come l'estensione della RNU per ampliare la copertura del sistema di trasferimento di contante. Inoltre, il governo ha deciso di eliminare gradualmente i sussidi energetici che sono regressivi e segnala l'impegno ad attuare misure forti per sostenere gli sforzi di risanamento di bilancio nel medio termine
Politica e Istituzioni: Il Senegal è una Repubblica Presidenziale multipartitica[37]; la sua nascita avviene con la Costituzione promulgata nel 1963 e si fonda su un sistema misto di diritto francese ed islamico. Il Paese è stato fino al 19605 una colonia francese. Da quella data, ottenuta l'indipendenza come parte di una federazione composta da Senegal e Mali, subito però dissolta per problemi di governabilità, ha iniziato il suo percorso verso un sistema democratico che oggi lo caratterizza. Una nuova Costituzione è stata approvata dagli elettori nel gennaio 2001. Mediante il referendum costituzionale del 2016 sono state apportate importanti modifiche alla carta costituzionale del 2001 (già più volte emendata) riguardanti il limite del mandato presidenziale (portato da 7 anni a 5 anni, rinnovabile una sola volta a partire dal 2019), l'istituzione dell'Alto Consiglio delle Collettività territoriali (High Council of Territorial Communities) e del Consiglio della Repubblica per gli Affari Economici e Sociali (Council of the Republic for Economic and Social Affairs) nonché l'introduzione del voto a favore della diaspora senegalese nelle consultazioni elettorali. Il Presidente è capo di stato e capo del governo, ed è eletto direttamente per un massimo di due Controparte mandati consecutivi[39]. Il 24 febbraio 2019 si sono tenute le elezioni presidenziali nel Paese e il Presidente MA AL, dell' Persona
si è aggiudicato un secondo mandato[40] sconfiggendo quattro sfidanti tra cui l'ex primo ministro
[...]
del partito Patriots of Senegal for Ethics, Work, and Fraternity (PASTEF). Le elezioni s dicate dagli CP_5 osservato ernazionali in generale come libere ed eque[42] sebbene esse sono state segnate dall'esclusione – appena poche settimane dal voto - di due eminenti politici dell'opposizione, e che avrebbero potuto sfidare seriamente il Presidente Parte_3 Per_29 AL. Le prossime elezioni presidenziali sono previste in Sene f I membri dell'Assemblea Nazionale, composta da 165 seggi, sono eletti con mandato quinquennale, di cui 105 eletti nei distretti uninominali e 60 con rappresentanza proporzionale. Se la rappresentanza femminile nel governo è relativamente scarsa, le donne sono meglio rappresentate nell'Assemblea nazionale, dove detengono il 43% dei seggi. Ciò è in parte dovuto a una legge del 2010 che richiede la parità di genere nelle liste dei candidati. Il tasso complessivo di partecipazione delle donne alla politica, come il voto e l'impegno in attività politiche locali, è tuttavia inferiore a quello degli uomini. Nel novembre 2021, il Consiglio dei ministri ha adottato un progetto di revisione della Costituzione che avrebbe reintrodotto la carica di primo ministro, che era stata abolita nel maggio 2019. Ulteriori progetti di modifica hanno reintrodotto la responsabilità del governo dinanzi all'Assemblea nazionale - una disposizione che era stata anch'essa rimossa nel 2019 - e ha ripristinato il potere del Presidente di sciogliere il corpo legislativo. Sebbene l'Assemblea Nazionale avesse votato per adottare le revisioni nel dicembre 2021, alla fine dell'anno queste non erano ancora entrate in vigore. Le elezioni legislative del 31 luglio 2022 hanno creato una situazione senza precedenti in Senegal con un'Assemblea Nazionale – per la prima volta - senza maggioranza assoluta. La Coalizione di governo del Presidente, (United in Hope), Parte_4 che comprende all'interno il suo partito l' e altri partiti, si è aggiu 5) dell'Assemblea Controparte_6 nazionale (contro i 125 conquistati nel 201 e si sono aggiudicate gli altri 83: 56 sono andati a Parte_5[... (Liberate the People in wolof) - una coalizione guidata dal principale oppositore - 24 a ( CP_5 Parte_6 CP_7 ta dall'ex presidente 1 seggio cadauno a ( (P e Persona_30 Persona_31 Per_32 Per_33 Parte_7 (The Servants). Le prote te il 17 giugno 202 zi fermato il rigetto Commissione Elettorale della lista del candidato nazionale dell'opposizione alle elezioni legislative di luglio;
secondo il rapporto del Dipartimento di Stato Americano quattro persone hanno perso la vita durante le proteste, due di queste per mano della polizia secondo alcune organizzazioni non governative. La polizia ha inoltre arrestato 130 manifestanti. Secondo varie fonti, proteste diffuse sono scoppiate anche a marzo 2021 in seguito all'arresto dell'importante leader dell'opposizione Presidente del partito ST-Les Patriotes con CP_5CP_ l'accusa di stupro;
ha negato le accuse, definendo il suo arresto p ato. A febbraio 2021, il governo aveva arrestato arbitrariamente div rsonalità dell'opposizione e della società civile che avevano criticato il ruolo del governo nella vicenda legata all'accusa di stupro Secondo le manifestazioni sono state caratterizzate da alti livelli di violenza contro i manifestanti da parte delle forze CP_3 di sicurezza. ha riportato che quattordici persone, tra cui tre bambini, sono state uccise a marzo 2021 quando le forze di Controparte_8 sicurezza ha veri per disperdere le proteste a livello nazionale – alcune delle quali erano diventate violente – a Dakar, Per_3 Per_
e in seguito all'arresto e alla detenzione di . Almeno 400 persone sono rimaste ferite. Durante le Per_5 CP_5 pe mate hanno operato a sostegno della poliz nifestanti in diversi quartieri. Il governo senegalese ha descritto questi individui come agenti di polizia che indossavano abiti civili. Nel giugno 2021 infine l'Assemblea Nazionale ha emendato i capitoli relativi al terrorismo del codice penale e del codice di procedura penale, con una mossa che ha gravemente limitato i diritti alla libertà di espressione e di riunione pacifica. E' stata introdotta una definizione ampia di terrorismo, che comprende atti legati al disturbo dell'ordine pubblico, associazione a delinquere, infrazioni legate alle nuove tecnologie dell'informazione e della comunicazione, “incitamento ad atti terroristici”. ha espresso preoccupazione che le proteste che diventano violente potessero rientrare in questa definizione Controparte_8 3 e portare ad accuse penali contro gli organizzatori Secondo quanto riferito dal Dipartimento di Stato Americano e la CP_3 magistratura è formalmente indipendente, ma il Presidente controlla le nomine al Consiglio Costituzionale, alla Corte d'app di Stato;
il Presidente e il Ministro della Giustizia co-presiedono il Consiglio Superiore della Magistratura, l'organo responsabile della gestione delle carriere dei magistrati. Secondo entrambe le fonti i giudici sono stati soggetti a pressioni da parte del governo su casi di corruzione e altre questioni che coinvolgono funzionari di alto livello o sostenitori del governo. Il tribunale regionale di Dakar comprende un tribunale militare che ha giurisdizione sui crimini commessi dal personale militare. Un tribunale è composto da un giudice civile, un procuratore civile e due assistenti militari per consigliare il giudice, uno dei quali deve essere di grado uguale all'imputato. Un tribunale può processare i civili solo se coinvolti con personale militare che ha violato la legge militare. Un tribunale militare garantisce gli stessi diritti di un tribunale penale civile.
Le forze di sicurezza del Senegal: La Polizia (Police Nationale) e la RM (Gendarmerie Nationale) sono responsabili del mantenimento dell'ordine pubblico. Alle forze armate è attribuito tale compito solo in circostanze specifiche, come durante lo stato d'emergenza. Il Paese è stato in stato di emergenza dal 6 gennaio al 19 marzo 2021. Come in molti altri Paesi, anche europei, la Polizia è incardinata nella struttura del Ministero dell'interno ed opera prevalentemente nei centri urbani, mentre la RM dipende dal Ministero della difesa e opera soprattutto al di fuori delle principali città. Secondo il Report del Dipartimento di Stato Americano del 2023 sui diritti umani in Senegal, le autorità civili mantengono il controllo effettivo sulle forze armate e di polizia;
sebbene il governo abbia adottato misure per identificare, indagare, perseguire e punire i funzionari che hanno commesso abusi o atti di corruzione, sia nelle forze di sicurezza che altrove nel governo, sono mancati strumenti per punire in maniera efficace la corruzione e le varie altre forme di abuso commesse. Le forze armate del Senegal hanno il compito di proteggere la difesa nazionale e assicurare la sicurezza e l'integrità del territorio del Paese e della sua popolazione. La loro organizzazione è disciplinata dalla Legge 84-62 del 16 agosto 1984 integrata dalla legge 89-02 del 17 gennaio 1989. L'attuazione della politica di difesa è decisa dal Presidente della Repubblica che è responsabile della difesa nazionale, di cui esercita la direzione generale e militari Il servizio militare segue due diversi percorsi: dai 18 anni di età è su base volontaria;
dai 20 anni di età è obbligatorio, ma i coscritti vengono selezionati in base a parametri specifici. In entrambi i casi – e per i militari di entrambi i sessi – il servizio dura 2 anni.
Sicurezza: Nel Paese è in corso un conflitto separatista di basso livello nella regione della NC, situata tra il Gambia e la Guinea-Bissau, CP_1 sebbene gli attacchi del ( siano diminuiti da quando è stato raggiunto un cessate Controparte_9 il fuoco de facto nel marzo 2023, relativo all'anno 2022, evidenzia che è continuata un'insurrezione di basso livello tra forze di sicurezza e separatisti armati nella regione meridionale della NC. Il cessate il fuoco proclamato unilateralmente nel 2012 dal movimento indipendentista con il Controparte_11 Governo senegalese ha infatti calmato sensibilmente la situazione tante il Presidente AL durante il 2022 abbia proseguito gli sforzi per risolvere il conflitto quarantennale nella regione meridionale della NC tra separatisti e forze di sicurezza governative. I ribelli si sono ritirati nei boschi della regione di confine con la Guinea-Bissau e il Gambia, dove abbattono alberi illegalmente e praticano attività di contrabbando. Offensive militari del governo conducono ripetutamente a scontri con il MF, per esempio nel febbraio 2022 e nel maggio 2021. Vi sono ancora molte zone minate, spesso non contrassegnate a sufficienza. In aree remote, non si possono escludere attacchi dei ribelli contro persone civili. Le fonti evidenziano che nel corso del 2022, nella NC si sono verificati sporadici episodi di violenza che hanno coinvolto individui associati a varie fazioni del MF. A gennaio il
[...] ha ucciso quattro membri dell'esercito e ne ha catturati sette, rilasciandoli a febbr Controparte_9 ne “Nord Bignona” per smantellare le basi ribelli del Controparte_9 (MF) vicino al confine con il Gambia e per combattere il disboscamento illegal Disaster Management Agency, queste operazioni hanno costretto 691 senegalesi a cercare rifugio in Gambia. Anche più di 5.600 abitanti dei villaggi gambiani che vivevano vicino al confine sono stati sfollati dai loro villaggi. Il 4 agosto 2022, i funzionari del governo hanno firmato un accordo di pace preliminare con il comitato provvisorio del Movimento delle forze democratiche della NC (FC) in Guinea-Bissau, obbligando il MF al disarmo e consentendo il ritorno degli sfollati nelle loro abitazioni. Il Rapporto USDOS riferisce tuttavia che le ONG hanno messo in evidenza l'assenza del leader del FC , sollevando dubbi sull'utilità e la sostenibilità dell'accordo. L'esercito ha Per_36 condotto diverse operazioni aeree e di terra per facilitare il le popolazioni sfollate locali colpite dal conflitto. Secondo il Dipartimento CP_1 di Stato Americano ci sono stati nel 2022 diversi atti di banditismo attribuiti ai ribelli dell' in cui civili sono stati detenuti;
i ribelli CP_1 dell' hanno inoltre occasionalmente provocato danni a civili mentre commettevano atti i non collegati alle operazioni militari. Ad CP_1 ago negal ha firmato un accordo di pace preliminare con una fazione dell' impegnandola a disarmare e consentendo ai rifugiati di tornare a casSu altro fronte, mentre il Senegal è stato finora risparmiato dalla vi e ha travolto la regione del Sahel, le attività dei gruppi terroristici nei paesi vicini e il traffico transfrontaliero rischiano di alimentare l'instabilità nel Paese.
Diritti Umani e Gruppi Vulnerabili: Secondo il Dipartimento di Stato Americano permangono aspetti preoccupanti per quanto riguarda la salvaguardia dei diritti umani: uccisioni illegali o arbitrarie;
torture o trattamenti o punizioni crudeli, inumani o degradanti da parte o per conto del governo;
condizioni carcerarie dure e pericolose per la vita;
arresto o detenzione arbitrari;
prigionieri o detenuti politici;
seri problemi relativi all'indipendenza della magistratura;
grave corruzione del governo;
mancanza di indagini e responsabilità per la violenza di genere, compresa la violenza domestica e da parte del partner, i matrimoni infantili, precoci e forzati e la mutilazione/escissione genitale femminile;
tratta di persone;
crimini che comportano violenza o minacce contro persone lesbiche, gay, bisessuali, transgender, queer o intersessuali;
e l'applicazione di leggi che criminalizzano la condotta sessuale omosessuale consensuale tra adulti. La fonte sottolinea alcuni passi fatti dal governo al fine di identificare, investigare, perseguire e punire gli ufficiali delle forze polizia ed altri appartenenti alle autorità in generale che commettono abusi nell'esercizio delle loro funzioni, ma nonostante ciò l'impunità per alcuni abusi sussiste tuttora. Durante l'ultima Revisione Periodica Universale del Consiglio ONU per i Diritti Umani (Universal Periodic Review- UPR), svoltasi il 31 novembre 2019, delle 257 raccomandazioni ricevute, il Senegal ha accettato di attenersi alle quasi totalità delle stesse. Le tematiche riguardano l'implementazione degli strumenti giuridici contro le Con pratiche di il rafforzamento della tutela dei diritti civili, politici, economico sociali e culturali, dei diritti delle donne e di altri gruppi vulnerabili i i bambini talibe' che frequentano le scuole ), nonché la messa in atto di una politica giuridica a favore Per_37 dell'indipendenza della magistratura, la riduzione dell'affollamento n i, la riduzione deli tempi di detezione preventiva, l'uso eccessivo e sproporzionato della forza da parte delle forze di sicurezza per reprimere comizi e manifestazioni politiche e la cessazione dell'impunità in caso di violazioni dei diritti umani.
Diritto alla vita e pena di morte: La pena di morte è stata ufficialmente abolita in Senegal – dopo una lunga moratoria delle esecuzioni - a partire dal 2004 (con legge 2004-38 del 28 dicembre 2004. Sebbene il Senegal non abbia effettivamente giustiziato nessuno dei suoi detenuti nel braccio della morte dal 1967, le autorità avevano continuato a comminare tale sentenza, l'ultima volta nel luglio 2004. Il Senegal tuttavia non ha firmato il Secondo Protocollo Opzionale alla Convenzione Internazionale delle NU sui diritti civili e politici, l'unico testo di portata mondiale che mira all'abolizione della pena di morte. Il Senegal ha dimostrato il suo impegno per ciò che riguarda l'abolizione della pena di morte mediante la co- sponsorizzazione e il voto di sei Risoluzioni dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 2008, 2010, 2012, 2014 per una moratoria sull'uso del pena di morte.
4 Diritto all'integrità e Tortura e altri trattamenti o punizioni inumani e degradanti: Il Senegal ha firmato e ratificato la Convenzione contro la tortura e altre pene o trattamenti inumani o degradanti (CAT) il 21 agosto 1986[85]. Il 18 ottobre 2006 il Paese ha inoltre ratificato il Protocollo facoltativo alla Convenzione contro la tortura (OPCAT). La Costituzione del Senegal prevede che “ogni individuo ha diritto alla vita, alla libertà, alla sicurezza, al libero sviluppo della sua personalità, all'integrità fisica, in particolare alla protezione contro ogni mutilazione fisica. (articolo 7, paragrafo 2[87])”. Tuttavia, non include un esplicito divieto di tortura. L'articolo 295-1 del codice penale, introdotto dalla legge n. 96-15 del 26 agosto 1996, definisce la tortura come "ferite, percosse, violenze fisiche o mentali o altre aggressioni compiute deliberatamente da un pubblico ufficiale o da qualsiasi altra persona che agisce in veste ufficiale o su sua istigazione o con espressa o tacita consenso, sia al fine di ottenere informazioni o confessioni, sia per compiere rappresaglie, sia per compiere atti intimidatori, sia per qualsiasi fine di discriminazione”. Nel 2018 una organizzazione senegalese per i diritti umani evidenziava che, nonostante le raccomandazioni fatte allo Stato in alcune aree e la ratifica di molteplici strumenti internazionali, la tortura era ancora presente e praticata nella totale impunità. L'Organizzazione Mondiale Contro la Tortura (OMCT) evidenzia tuttavia che le riforme legali e istituzionali dell'ultimo decennio hanno dato vita a un'adeguata legislazione contro la tortura nel Paese. La nuova legge penale definisce e proibisce la tortura ai sensi della Convenzione delle Nazioni Unite contro la tortura. Questo è il risultato della continua difesa congiunta dell'OMCT e del membro senegalese del suo l'organizzazione Controparte_14 [...]
che ha costantemente pre ivi al Comitato del Controparte_15
la Convenzione nel 1986. Nonostante tutti gli sforzi del governo – evidenzia tuttavia l'OMCT - persistono alcune sfide fondamentali, tra cui l'impunità per i casi di uso eccessivo della forza da parte della polizia contro i manifestanti. Una seconda sfida sono le condizioni di detenzione che sono rimaste dure, portando a decessi in custodia a causa delle condizioni antigeniche nelle carceri sovraffollate. Il Comitato Contro la Tortura delle Nazioni Unite, nelle sue osservazioni conclusive al 4° rapporto periodico del Governo del Senegal[93] nel corso della sua 63° sessione, ha evidenziato nel 2019 che “come le principali democrazie e gli Stati costituzionali del mondo , il Senegal si era impegnato in maniera ferma a eradicare la tortura e ad assicurare l'implementazione della Convenzione contro la Tortura”. Secondo gli esperti del Comitato Contro la Tortura sono state adottate diverse misure per migliorare le condizioni di detenzione, tra cui la pena sostitutiva, la costruzione di nuove carceri e l'istituzione nel 2009 dell'Osservatorio nazionale sui luoghi di detenzione per integrare il meccanismo nazionale di prevenzione.Gli esperti del Comitato hanno fatto riferimento alla riforma giuridica in corso e hanno esortato il Senegal a fissare il calendario per l'adozione di emendamenti che garantiscano il rispetto della Convenzione, anche nella definizione di tortura. Il Comitato ha mostrato preoccupazione rispetto alla pena minima per atti di tortura fino a 5 anni di reclusione, secondo l'articolo 295-1, che consente al giudice di ridurre la pena ulteriormente a 2 anni e di combinarla con la sospensione della pena. Il Comitato ha espresso preoccupazione che diverse condanne pronunciate per atti di tortura sono state estremamente lievi.Il Comitato ha espresso la raccomandazione che il reato di tortura sia punito con sanzioni adeguate che tengano conto della sua gravità, in conformità con l'articolo 4 (2) della Convenzione delle Nazioni Unite;
ha inoltre sollecitato lo Stato parte a modificare l'articolo 295-1 del codice penale in modo da includere nella definizione di atti di tortura lo scopo di ottenere informazioni, di punire, intimidire o costringere una terza persona. Il Comitato ha espresso preoccupazione per l'uso sistematico della custodia cautelare – responsabile del 45% di tutte le detenzioni – e la mancanza di un'applicazione effettiva delle garanzie fondamentali per le persone private della libertà personale. Ad esempio, il Comitato sottolineava che la durata della detenzione nel contesto del terrorismo e della sicurezza dello Stato poteva arrivare fino a 12 giorni, e una visita medica - altra tutela fondamentale, in particolare contro la tortura e i maltrattamenti - doveva essere pagata con fondi propri se richiesta da un detenuto. I luoghi di detenzione si caratterizzavano di pessime condizioni materiali, sovraffollamento e violazione sistematica dei diritti umani. Pochissimi gli avvocati presenti nel Paese – circa 350 avvocati e meno di 500 magistrati, per lo più concentrati nella capitale – fattori che avevano pregiudicato l'effettivo godimento delle tutele fondamentali su tutto il territorio nazionale. Il Rapporto del Dipartimento di Stato Americano del 2023 evidenzia infine che la Costituzione e la legge vietano tali pratiche[104]. Ciononostante lo stesso rapporto sottolinea che nel corso del 2022 questioni significative relative ai diritti umani in Senegal hanno riguardato segnalazioni credibili riguardo a uccisioni illegali o arbitrarie, torture o trattamenti o punizioni crudeli, inumani o degradanti da parte o per conto del governo, condizioni carcerarie dure e pericolose per la vita, arresto o detenzione arbitrarie. Le organizzazioni per i diritti umani hanno evidenziato esempi di abusi fisici commessi dalle autorità, compreso l'uso eccessivo della forza e trattamenti crudeli e degradanti nelle carceri e nelle strutture di detenzione, anche rispetto ai metodi di perquisizione e interrogatorio. In taluni casi la polizia ha costretto i detenuti a dormire nudi su pavimenti, ha diretto loro luci intense, i detenuti con manganelli e li ha tenuti in celle con un accesso minimo all'aria fresca. Le indagini sono state spesso indebitamente prolungate e raramente sono sfociate in accuse o incriminazioni. L'impunità per tali atti è stato un problema significativo. Gli uffici incaricati di indagare sugli abusi includono il Ministero della Giustizia e l'Osservatore nazionale dei luoghi di privazione della libertà. Il DIC (Division des Investigations Criminelles) e le unità per gli affari interni della polizia e della gendarmeria incaricate di indagare sugli abusi della polizia non hanno affrontato efficacemente l'impunità o la corruzione. Secondo il Dipartimento di Stato americano alcuni manifestanti hanno accusato le forze di sicurezza di gravi abusi fisici durante la detenzione in seguito alle proteste del 16 e 17 giugno 2022. ha riportato che , un ex Controparte_8 Persona_38 soldato che era tra le 11 persone arrestate durante tali proteste con l'accu i “minacciare la o”, era deceduto dopo essere entrato in coma il 13 luglio 2022, dopo essere stato prelevato dalla sua cella di polizia il 29 giugno 2022 e portato all'ospedale di Dakar con gravi ferite. La famiglia ha accusato la polizia di aver causato la sua morte a seguito di tortura durante la detenzione. La polizia ha negato le accuse e ha affermato che le ferite erano state autoinflitte durante la detenzione. Nessuna inchiesta è stata aperta per accertare le cause delle ferite mortali riportate durante la detenzione. Egualmente le forze di sicurezza erano state accusate da diversi manifestanti di gravi abusi fisici durante la detenzione dopo le proteste del marzo 2021. Secondo il Rapporto del Dipartimento di Stato americano le autorità non sempre hanno condotto indagini credibili sulle accuse di maltrattamento nelle carceri. I difensori civici sono disponibili a rispondere alle denunce, ma i detenuti non sanno spesso come accedervi o presentare denunce. Le autorità hanno consentito a prigionieri e detenuti di presentare denunce alle autorità giudiziarie senza censura e di richiedere indagini su accuse credibili di condizioni disumane;
non erano disponibili tuttavia prove che i funzionari avessero condotto indagini successive[112]. Secondo Freedom House la legge garantisce processi pubblici equi e i diritti degli imputati, ma l'arresto arbitrario e la detenzione prolungata sono rimasti un serio motivo di preoccupazione. Sebbene il governo sia obbligato a fornire avvocati agli imputati che non possono permetterseli, questa rappresentanza è inconsistente nella pratica. La lunga detenzione preventiva rimane un problema. La portata del sistema giudiziario non si estende in maniera uniforme alle zone rurali, che più spesso si affidano a metodi tradizionali di risoluzione dei conflitti.
Condizioni delle Carceri: Il Rapporto del Dipartimento di Stato Americano del 2023 evidenzia che nel corso del 2022, così come negli anni precedenti, le condizioni di alcune carceri e centri di detenzione hanno continuato ad essere dure e a costituire un pericolo di vita a causa della carenza di cibo, del sovraffollamento, delle scarse condizioni igienico-sanitarie e delle cure mediche inadeguate. Il sovraffollamento ha Per_3 continuato ad essere un problema endemico. A titolo di esempio la principale struttura carceraria di Dakar, ospitava più del doppio del numero di detenuti per cui era stata progettata. Secondo la ONG senegalese Rencontre Africaine pour se des Droits de l'Homme (RADDHO), che riportava dati ufficiali del 2019, la popolazione carceraria del Senegal era di 11.547 persone, ripartite nelle 37 carceri del paese che avevano una capacità di soli 4.224 posti. Il 60,28% della popolazione carceraria era rappresentato da persone condannate e il 39,72% da persone imputate. Tra essi il 95% circa era costituito da uomini, il 2,7% da donne e per il 2% da minorenni Il personale penitenziario era costituito da 1633 agenti di cui 1 colonnello della gendarmeria, 3 medici e 18 ispettori. Nel tentativo di limitare la diffusione del COVID-19 attraverso il sistema carcerario, il presidente AL ha graziato oltre 2.000 detenuti, un quinto della popolazione carceraria, nell'aprile 2020[117]. Altre centinaia di detenuti sono stati graziati nel corso del 2022 allo scopo di decongestionare le carceri e prevenire la diffusione del Covid-19. Il governo ha consentito visite in carcere da parte di gruppi locali per i diritti umani, che operano in modo indipendente, e di osservatori 5 internazionali. L'Osservatore Nazionale dei luoghi di privazione della libertà ha pieno e illimitato accesso a tutte le strutture carcerarie e di detenzione civili, ma non alle strutture militari e di intelligence;
il rapporto USDOS evidenzia tuttavia che l'Osservatore non è stato in grado tuttavia di monitorare le carceri in tutto il paese;
membri del Comitato Internazionale della Croce Rossa hanno visitato le carceri di Dakar e della NC nel corso del 2022. Il rapporto del Dipartimento di Stato Americano del 2023 evidenzia che, secondo le più recenti statistiche governative disponibili, 24 detenuti sono morti nelle carceri e nei centri di detenzione nel 2020, sette in meno rispetto al 2019. Tuttavia le statistiche governative non hanno fornito dati sulle cause dei decessi anche se alcune di esse- secondo quanto riferito - erano a causa di uccisioni, sia ad opera del personale penitenziario o di altri detenuti[120]. Secondo il rapporto le autorità non avevano intrapreso, ancora alla fine dell'anno, azioni penali o altre azioni pubbliche nei loro confronti. Il Comitato contro la Tortura delle NU aveva già espresso preoccupazione nel 2019 per le “spaventose condizioni igieniche nelle strutture di detenzione, personale insufficiente e diete inadeguate, in aggiunta al fatto che i minori non erano effettivamente separati dagli adulti”. Il Comitato aveva espresso altresì preoccupazione per le segnalazioni di una carenza di personale medico e cure mediche limitate, in particolare per i detenuti con disturbi mentali. Oltre al sovraffollamento, la ONG Organizzazione Nazionale per i Diritti Umani aveva identificato la mancanza di servizi igienici adeguati come un grave problema. Anche il cibo scadente e insufficiente, l'accesso limitato alle cure mediche, il caldo soffocante, lo scarso drenaggio e le infestazioni di insetti erano stati problemi rilevati in tutto il sistema carcerario del Senegal.
Libertà di riunione e di espressione e stampa: Freedom House evidenzia nel rapporto 2022 che il Senegal è noto per i suoi media relativamente indipendenti e per la libertà di espressione, sebbene le leggi sulla diffamazione continuavano a limitare la libertà di stampa. La Costituzione garantisce la libertà di parola e il Senegal ospita molte stazioni televisive e radiofoniche indipendenti e organi di stampa. Sebbene la situazione generale dei media sia notevolmente migliorata da quando il presidente AL è stato eletto nel 2012, diversi sviluppi successivi hanno limitato la libertà di stampa. Una controversa legge emanata nel gennaio 2021 prevede pene detentive fino a due anni per diffamazione e tre anni per la pubblicazione di "notizie false" che hanno lo scopo di "screditare le istituzioni pubbliche" o "pregiudicare la pubblica decenza". Il Dipartimento di Stato Americano evidenziava nel suo rapporto del 2022 che, durante il 2021 i giornalisti indipendenti avevano regolarmente criticato il governo senza subire rappresaglie[127]. Nel rapporto recentemente pubblicato del 20 marzo 2023 evidenzia tuttavia, citando l'ONG Reporters Without Borders, un aumento significativo degli attacchi verbali e fisici contro i giornalisti dall'inizio del 2021. Per quanto riguarda la limitazione Persona_4 della libertà di espressione, ha riferito che il 15 gennaio 2021, le autorità senegalesi hanno arrestato Controparte_8 presidente della ONG RI r "diffusione di notizie false". YE aveva affermato che il governo aveva uti improprio 215 milioni di dollari di fondi dell'Unione Europea destinati a fermare l'immigrazione clandestina nelle Isole Canarie. Le autorità lo hanno rilasciato il 7 febbraio. Il 20 gennaio 2021, le autorità hanno arrestato l'attivista dopo aver denunciato su Facebook la Parte_8 corruzione e l'inettitudine delle autorità municipali locali;
il tribunale lo ha rilasciato se opo venti giorni di detenzione. Anche l'attivista è stato arrestato nel febbraio 2021 (e rilasciato nell'aprile 2021) con l'accusa di "associazione a delinquere", Persona_41 "partecip one" e "minaccia di turbamento dell'ordine pubblico" dopo aver accusato la polizia di tortura e altri maltrattamenti di sostenitori del partito ST arrestati a febbraio. A marzo 2021, l'Autorità Nazionale di Regolazione delle Comunicazioni (CNRA) ha sospeso CP TV e Sen TV per 72 ore a causa della trasmissione in diretta delle proteste, che ha descritto come "incitamento alla violenza" e "copertura onsabile"[132]. Nello stesso mese, le autorità hanno interrotto l'accesso a Internet e ai social media in vista di una protesta programmata a Dakar. Nel giugno 2021, l'Assemblea Nazionale ha emendato i capitoli relativi al terrorismo del codice penale e del codice di procedura penale, con una mossa che ha gravemente limitato i diritti alla libertà di espressione e di riunione pacifica. Secondo le organizzazioni per i diritti umani la definizione di terrorismo sarebbe troppo ampia e atta a ricomprendere atti legati al disturbo dell'ordine pubblico, infrazioni legate alle nuove tecnologie dell'informazione e della comunicazione, l'incitamento ad atti terroristici. Secondo la libertà di riunione e di Controparte_8 espressione è stata limitata nel corso del 2022. Il 10 giugno 2022, il leader dell'opposizione è stato arrestato Persona_42 con l'accusa di “diffamazione, diffusione di notizie false e offese al capo dello Stato”, d te una protesta dell'opposizione. È stato rilasciato provvisoriamente a luglio. Il 3 agosto, attivista noto anche come , è stato Persona_43 Per_44 arrestato e detenuto per "diffusione di notizie false e per cancellazione, mo e e utilizzo di dati informati ire i titoli dei giornali". Cinque giorni dopo un altro attivista, TH DI, è stato arrestato e detenuto con la stessa accusa di creare titoli falsi satirici sui quotidiani.Il 6 novembre, è stato arrestato dalla polizia, tre giorni dopo la diffusione di un video in diretta Facebook in cui Parte_9 commentava l'udienza del lea one e pubblicava un rapporto di indagine interna della gendarmeria. Le accuse CP_5 riguardavano l'“occultamento e pubblicazione di d non autorizzati che potrebbero danneggiare la difesa nazionale, incitamento alla ribellione e diffusione di notizie false”. A giugno, durante un periodo di tensione pre-elettorale, le autorità senegalesi hanno vietato diverse manifestazioni dell'opposizione.. Il 17 giugno, le forze di sicurezza hanno arrestato almeno tre leader dell'opposizione e impedito ad altri di lasciare le loro case, con l'obiettivo di impedire una protesta vietata a Dakar lo stesso giorno. ha denunciato un uso Controparte_8 eccessivo della forza nel corso del 2022 e del 2021 da parte delle autorità durante proteste orga el Paese, che avevano Controparte_ causato la morte di almeno 14 persone. A il leader dell'opposizione è stato arrestato dalla polizia il 18 giugno Per_14 2022 con altri due mentre si recava a visitar tanti arrestati il giorno pre tutti processati per “aver partecipato a una Co protesta proibita” e “disturbo all'ordine pubblico”. e altri due attivisti, e sono CP_17 Parte_10 Persona_45 stati condannati a un mese di sospensione condizio a multa di 50.000 n olti.
Atti di violenza, criminalizzazione e altri abusi basati su orientamento sessuale, identità o espressione di genere o caratteristiche sessuali: Criminalizzazione delle condotte, violenza e discriminazione: Nel corso degli ultimi anni e più di recente nel 2022, alcune tra le maggiori sfide del Paese, per quanto concerne la tutela dei diritti umani, hanno riguardato le tutele inadeguate per i diritti delle persone LGBT+. L'attività sessuale consensuale tra persone adulte dello stesso, indicata dalla legge come un "atto contro natura", resta criminalizzata in Senegal. L'articolo 319 del codice penale (del 1965) prevede infatti la pena della reclusione da 1 a 5 anni e/o la multa compresa tra 100.000 e 1.500.000 CFA per chi commette un “atto contro natura” con persone dello stesso sesso. La pena massima si applica se il fatto è stato commesso con una persona di età inferiore ai 21 anni. All'inizio di marzo 2016, nel contesto delle discussioni sulla riforma della Costituzione, ma anche più recentemente, il Presidente del Senegal è stato inequivocabile rispetto al fatto che la legge che criminalizza i rapporti sessuali tra persone dello stesso sesso non sarebbe mai stata abrogata durante il suo mandato. Il Dipartimento di Stato Americano evidenzia nel 2023 che il governo ha applicato queste leggi arrestando le persone LGBTQI+, ma non sono state imposte multe o pene detentive. ILGA World nel suo rapporto del 2021 ha evidenziato che aveva rilevato segnalazioni di almeno 36 uomini, arrestati solo nel 2020 col sospetto di essere omosessuali. Nel 2018 un uomo era stato condannato a sei mesi di carcere dopo che un suo video nel quale era stato ripreso a fare sesso con un altro uomo è diventato virale online;
anche la donna che aveva filmato la coppia a sua insaputa, e poi ha condiviso il video, era stata condannata a 2 anni (3 mesi effettivi) per distribuzione di contenuto immorale. Secondo sebbene le leggi che criminalizzano l'omosessualità vengano applicate CP_3 raramente, le persone LGBT+ rischiano violenze, i di folla, nonché discriminazioni in materia di alloggi, lavoro e assistenza sanitaria. Durante il 2021, centinaia di manifestanti si sono mobilitati più volte per protestare contro i diritti delle persone LGBT+, e a sostegno di un disegno di legge che proponeva di aumentare le pene detentive per coloro che fossero ritenuti colpevoli di attività sessuali tra persone dello stesso sesso e introdurre sanzioni penali per coloro che finanziavano o sostenevano pubblicamente "qualsiasi attività relativa all'agenda LGBT+". Nel maggio 2021 diversi gruppi conservatori hanno organizzato una grande protesta a Dakar,, alla quale hanno partecipato centinaia di persone, chiedendo l'inasprimento delle pene legate all'omosessualità nel codice penale senegalese. Alla marcia hanno inoltre partecipato diversi importanti politici e leader della società civile che hanno espresso apertamente sentimenti anti-LGBTQI+. Secondo attivisti pro-LGBTI 6 la retorica anti-gay è aumentata nel Paese a partire da tale manifestazione del maggio 2021 nella capitale. Tra dicembre 2021 e il 5gennaio 2022, l'Assemblea Nazionale ha respinto una proposta di legge sostenuta da 15 deputati, intesa a raddoppiare la pena detentiva (da 5 a 10 anni) per le persone omosessuali e criminalizzare l'orientamento LGBTI ampliando la portata della legge per coprire "altre devianze", secondo i suoi iniziatori: “lesbismo, bisessualità, transessualità, intersessualità e altre pratiche simili”. evidenzia che il testo era stato sostenuto da CP_18 associazioni e leader religiosi, influenti nel Paese al 95% musulmano dove l'omosess rata una devianza duramente repressa[158]. Ciò ha fatto seguito ad una campagna anti-LGBTI durata un mese da parte di una coalizione di gruppi che accusava le autorità di indebolire i costumi sociali. Ancora il 21 febbraio 2022 migliaia di persone sono scese in piazza a Dakar per manifestare contro l'omosessualità e chiedere di nuovo l'inasprimento delle pene;
secondo fonti media l'evento è stato organizzato da gruppi musulmani ultraconservatori che affermano che l'omosessualità minaccia i valori tradizionali. Un nuovo disegno di legge che criminalizza l'omosessualità è stato presentato il 20 aprile 2023 all'Assemblea nazionale, questa volta da parte di 64 deputati. Secondo il Rapporto di Stato Americano del 2023 le persone LGBTQI+ hanno subito una diffusa intolleranza sociale e atti di violenza. Le persone LGBTQI+ sono state oggetto di frequenti minacce, aggressioni di massa, rapine, espulsioni, ricatti e stupri. Personaggi politici a volte hanno condonato o tollerato questi abusi. Secondo osservatori locali la polizia ha spesso condonato o tollerato la violenza contro la comunità LGBTQI+. Il 17 maggio 2022, una folla in un mercato affollato di Dakar ha aggredito un uomo straniero percepito come gay, mentre gli spettatori gridavano insulti omofobici. Un video rilasciato pubblicamente ha potenzialmente rivelato l'identità della persona. Gli osservatori hanno segnalato un aumento delle minacce di violenza fisica contro persone percepite come LGBTQI+ o i loro alleati della comunità prima delle elezioni legislative del 31 luglio 2022, costringendo i membri della comunità LGBTQI+ a fuggire o nascondersi per la loro sicurezza. I discorsi anti-LGBTQI+ durante la campagna da parte di partiti politici e altri hanno creato un'atmosfera negativa per le persone LGBTQI+. evidenziava che nel corso del 2021 le persone e gli Controparte_19 attivisti LGBT hanno continuato a essere oggetto di campagne diff prese minacce e aggressioni fisiche. Media e gruppi locali per i diritti avevano riferito di dozzine di episodi di aggressione a persone omosessuali in Senegal nella prima metà dell'anno.
[...] evidenziava diversi attacchi fisici pubblici, occorsi nel 2021, contro persone LGBTI a Dakar e durante l'anno, CP_8 Per_14 dagli aggressori.. Il Dipartimento di Stato americano evidenziava che nel 2021, second dei media, almeno 150 omosessuali avevano ricevuto minacce a maggio e giugno, costringendo alcuni a fuggire dalle loro case. Tra il 6 e il 9 giugno, individui sconosciuti avevano aggredito almeno quattro persone ritenute gay o di genere non conforme. Ogni attacco era stato catturato in un video rilasciato pubblicamente, rivelando l'identità della persona. In ogni episodio la polizia aveva arrestato le vittime e le aveva trattenute fino all'11 giugno o dopo, per poi rilasciarle. Altra fonte riporta che il 28 luglio 2021, due presunti gay nella città di Ross-Béthio, nel nord del Senegal, sono stati picchiati da tre giovani del loro stesso quartiere a causa del loro presunto orientamento sessuale. Le vittime erano già state oggetto di ripetuti scherni e insulti prima di essere aggredite fisicamente. La stessa fonte riporta che questa volta, contrariamente ai precedenti casi di violenza omofobica, una delle vittime ha sporto denuncia, la polizia ha indagato sull'incidente e i tre giovani sono stati ad agosto condannati ad un mese di carcere e due mesi di sospensione della pena e una multa. Secondo le persone LGBTI hanno continuato a Controparte_8 subire varie pratiche discriminatorie, vessazioni e intimidazioni pubbliche. Ness iscriminazione basata sull'orientamento sessuale o sull'identità di genere, né esistono leggi sui reati di odio che potrebbero essere utilizzate per perseguire reati motivati da pregiudizi nei confronti delle persone LGBTQI+. Le persone LGBTQI+ hanno continuato a subire discriminazioni diffuse e gli attivisti LGBTQI+ hanno lamentato discriminazioni nell'accesso ai servizi sociali, compresi i servizi educativi e sanitari. Il governo e gli atteggiamenti culturali sono rimasti fortemente prevenuti nei confronti delle persone LGBTQI+. La diffusa intolleranza sociale, culturale e religiosa ha portato a continui tentativi di "convertire" le persone LGBTQI+ in modo informale attraverso pressioni familiari, religiose, mediche, educative o di altra natura. CP_3 evidenzia infine nel suo rapporto del 2022 che, a causa degli alti livelli di discriminazione e stigma sociale, le persone LGBT+ n
[...] presentanza politica significativa. L'ultimo rapporto del Dipartimento di Stato Americano, del marzo 2023, evidenzia inoltre che il governo ha limitato a volte la libertà di riunione pacifica e non ha rispettato la libertà di associazione nei confronti delle organizzazioni lesbiche, gay, bisessuali, transgender, queer e intersessuali (LGBTQI+). Il governo ha impedito alle organizzazioni LGBTQI+ di registrarsi legalmente o di convocare riunioni;
ha esaminato attentamente le registrazioni delle ONG con collegamenti con la comunità LGBTQI+, rifiutando le richieste con un forte focus sugli argomenti legati al genere[175]. Il governo non ha consentito alle organizzazioni LGBTQI+ di riunirsi o organizzarsi in base alla teoria che le loro attività erano contrarie all'ordine pubblico. Per quanto concerne gli ostacoli giuridici alla registrazione o funzionamento delle organizzazioni della società civile che lavorano sul sesso e la questione della diversità di genere, il rapporto di ILGA del 2020 evidenziava che in Senegal, la frequenza e la gravità di azioni penali avevano visto un considerevole aumento dal 2018 e destava preoccupazione l'ostile contesto contro attivisti e organizzazioni sul terreno che aveva preso sempre più piede negli ultimi anni.
Altra Violenza o discriminazione da parte della società: le persone affette da HIV: Secondo le stime del Programma delle Nazioni Unite per l'HIV/AIDS del 2021, ci sono circa 40.000 adulti e bambini che vivono con l'HIV in Senegal. Il Rapporto del Dipartimento di Stato americano del 2023 evidenzia che la legge proibisce la violenza e la discriminazione contro le persone affette da HIV e AIDS, così come la diffusione dello stato dell'HIV, sebbene la legge non sia ben conosciuta o applicata. Durante la sessione speciale delle Nazioni Unite sull'HIV/AIDS del giugno 2001, il Senegal si è impegnato ad emanare una legge per eliminare tutte le forme di discriminazione contro le persone che vivono con HIV/AIDS e per garantire che godano pienamente di tutti i loro diritti e libertà fondamentali. Difatti è stata emanata la Legge n. 2010-03 del 9 aprile 2010, il cui Capitolo VI viene proibita la discriminazione delle persone affette da HIV. Il governo e le ONG hanno condotto campagne di sensibilizzazione sull'HIV e sull'AIDS per aumentare l'accettazione sociale delle persone con HIV o AIDS e aumentare i test HIV e la consulenza a livello nazionale. Tuttavia, gli attivisti per i diritti umani hanno riferito che le persone sieropositive e quelle con malattie legate all'AIDS hanno continuato a lamentare lo stigma sociale, riconducibile alla diffusa credenza che la malattia sia collegata all'omosessualità che nel Paese è classificata come “atto contro naturali”.Gli uomini sieropositivi a volte si sono astenuti dall'assumere farmaci antiretrovirali a causa del rischio che le loro famiglie scoprissero il proprio orientamento sessuale. Secondo quanto riportato da nel 2022 le CP_3 organizzazioni non governative (ONG) che sostengono le persone affette da HIV e AIDS sono limita ganizzazione Demographic and Health Surveys ha condotto un'indagine che consisteva nel porre due domande[184] ad un campione di popolazione di adulti compresi tra i 15 e i 49 anni. Degli intervistati, il 59,9% ha risposto “no” alla prima domanda, il 47,6% ha risposto “no” alla seconda e il 65,5% ha risposto “no” ad entrambe, dimostrando una presenza ancora piuttosto forte di stigma nei confronti di coloro che sono affetti da HIV/AIDS. In Senegal, l'accesso ai servizi di prevenzione, cura e assistenza, dei settori della popolazione più esposti al pericolo derivante dal virus, nonché delle frange più vulnerabili, è ostacolato dal persistere di stigmatizzazioni, discriminazioni, violenze e disuguaglianze di genere legate all'AIDS o all'appartenenza a un determinato gruppo. L'atteggiamento punitivo del governo nei confronti degli omosessuali ha un impatto estremamente negativo sull'effettività dei programmi contro l'HIV. Difatti, molte persone omosessuali o ritenute tali, per il timore di essere discriminati o arrestati, non ricorrono alle cure. “Secondo lo studio sullo stigma del 2017, quasi 1 persona su 2 che vive con l'HIV (45,8%) ha riferito di aver avuto almeno un'esperienza di stigma e/o discriminazione da parte di altre persone negli ultimi 12 mesi. Queste esperienze di stigma e/o discriminazione colpiscono in modo diseguale le persone che vivono in zone rurali (10,8%), semi-rurali (22,2%) o urbane (66,8%). Lo stigma si osserva più spesso nelle regioni di Dakar (59%) o (47%) rispetto alle regioni di Saint Louis (26%) e Per_5 (10%). Gli uomini sembrano essere più esposti delle donne, in particola anto riguarda le maldicenze, gli insulti, le minacce o Per_14 i fisiche. L'esperienza di stigmatizzazione più frequentemente riportata deriva da maldicenze (1 persona su 2) e l'abuso verbale e/o fisico non è raro, colpendo 1 persona su 5. Gli uomini sono principalmente stigmatizzati per la loro omosessualità, per le donne, vivere con l'HIV le espone ad accuse di prostituzione. Oltre al comportamento sessuale o all'uso di droghe, le altre ragioni citate sono la stigmatizzazione legata allo stato di salute (in particolare in caso di tubercolosi) e problemi finanziari (insufficiente partecipazione finanziaria della persona alle 7 spese familiari). Le popolazioni chiave sono quindi particolarmente esposte ai rischi di stigma e/o discriminazione. Atti di violenza e linciaggio sulla base dell'orientamento sessuale reale o percepito sono comuni - la violenza contro gli omosessuali a volte cristallizzata dalla copertura sensazionale dei media e da alcuni discorsi religiosi. Le conseguenze sui i programmi sull'HIV sono notevoli. I trasferimenti in altre città, delle persone che tentano di sottrarsi a queste discriminazioni porta all'interruzione del trattamento. Nel 2019, alcuni programmi hanno dovuto essere interrotti a seguito di discorsi violenti e minacce contro gli omosessuali. Inoltre, l'auto-stigma è significativa tra le persone che vivono con l'HIV, un sentimento correlato alle esperienze sociali di stigma. Questo auto-stigma e la paura del rifiuto impediscono a molte persone che vivono con l'HIV o che ne sono affette di cercare sostegno presso le loro famiglie, oltre che a rappresentare una barriera all'accesso al trattamento e alla continuità delle cure. Infine, lo stato di salute può essere una barriera all'accesso al lavoro per le persone che vivono con l'HIV: il 7,2% delle persone ha riferito di aver perso un lavoro o una fonte di reddito principalmente per motivi di salute. Secondo l'indice di stigmatizzazione del 2017, l'1,7% degli intervistati ha detto di essersi visto rifiutare l'assistenza a causa della sua sieropositività e il 2,8% non ha potuto accedere alla salute sessuale e riproduttiva. Gli omosessuali, in particolare, temono di essere discriminati in ambito sanitario. La discriminazione è data da una serie di attori, dai fornitori di assistenza sanitaria al personale amministrativo delle strutture sanitarie, che può anche temere di essere categorizzato o stigmatizzato per aver fornito servizi alle popolazioni affetta da HIV. Oltre alla stigmatizzazione e alla discriminazione, esistono barriere geografiche (servizi di cura troppo lontani), finanziarie (costi) e sociali (povertà), combinate con le carenti scorte di ARV e la mancanza di accesso ai test della carica virale. Sebbene il test e il trattamento dell'HIV siano gratuiti in Senegal, le parti consultate nel contesto dello sviluppo del piano quinquennale hanno riferito di tariffe formali e informali associate alle cure per l'HIV”[188]. (traduzione dal francese). Per quanto riguarda l'accesso alle cure, la principale cura contro l'HIV è la terapia a base di medicinali antiretrovirali (ART). Le medicine, i reagenti e altri prodotti medici sono acquistati dal governo e attraverso il Fondo mondiale per la lotta contro l'Aids, la tubercolosi e il paludismo. Il Senegal è stato uno dei primi Paesi dell'Africa sub-sahariana a provvedere un accesso equo ai trattamenti anti-retrovirali ART nel 1998[189]. Quando il piano nazionale per la fornitura del trattamento è stato avviato su base ristretta, nel 1998, erano stati offerti sette piani tariffari, formulati in base al reddito del paziente. Tuttavia, i dati raccolti nei tre anni successivi hanno dimostrato che anche la tariffa più bassa, corrispondente a US$ 28,00 al mese, risultava proibitiva per alcuni pazienti. A partire dal 2003, il Senegal ha iniziato ad offrire la terapia ARV gratuitamente. Da una ricerca pubblicata nel 2019 è emerso che, tra tutte le strutture sanitarie, poco meno di due su dieci (18%) avevano riferito di offrire la terapia antiretrovirale e ciò avveniva maggiormente nei centri sanitari (56%) e negli ospedali (42%). I risultati per settore mostravano un'offerta molto bassa di questo servizio nel settore privato (3%), rispetto al pubblico, in cui il 27% dei centri era in grado di offrire la terapia ART (dato migliorato rispetto al 9% del 2017). Il 75% delle strutture possiedeva linee guida in tale ambito e, anche in questo caso, tale disponibilità era maggiore nel settore pubblico (79%) che nel privato (28%). Inoltre, solo il 33% delle strutture sanitarie che offrivano la terapia era in grado di effettuare esami di emocromo completo e solo il 30% era in grado di effettuare test sul funzionamento di reni e fegato. Infine, la grande maggioranza dei centri che fornivano la terapia ART disponeva di tutto il materiale necessario per il trattamento dell'HIV negli adulti (89%)[191].
Lavoro forzato, lavoro minorile e sfruttamento: Il Senegal ha ratificato tutte le principali convenzioni internazionali sul lavoro minorile e ha inoltre adottato leggi nazionali e regolamenti volti a combattere il lavoro minorile. Tuttavia, esistono ancora delle lacune nel quadro giuridico del Senegal per proteggere adeguatamente i bambini dalle c.d. peggiori forme di lavoro minorile, compresa la mancanza del divieto di reclutamento militare da parte di gruppi armati non statali. Inoltre nel divieto di lavori pericolosi non sono inclusi il lavoro domestico o il lavoro di strada, aree in cui vi e' prova di potenziali danni ai bambini-lavoratori e le forze dell'ordine mancano di risorse per applicare adeguatamente la legge sul lavoro minorile. I minori in Senegal continuano ad essere sottoposti alle peggiori forme di lavoro minorile, che includono l'accattonaggio forzato e pericolosi compiti nell'estrazione dell'oro, spesso in conseguenza del traffico di persone. In Senegal dunque il lavoro minorile resta un problema, in particolare nell'economia informale, e le leggi che ne limitano la pratica sono applicate in modo inadeguato. L'accattonaggio forzato da parte degli studenti (i c.d. talibe') delle scuole religiose (daaras) è comune e gli insegnanti sospettati di abusi raramente vengono perseguiti. evidenzia che un progetto di legge sullo status delle "daara", volto a modernizzare l'istruzione coranica Controparte_8 incorporan sistema educativo nazionale, è stato convalidato dal Consiglio dei ministri nel giugno 2018 ma non è stato ancora sottoposto all'esame dell'Assemblea Nazionale. Alcuni insegnanti coranici vedono questo progetto come un attacco anti-islamico e stanno facendo pressioni contro l'adozione di questa legge, la quale – nota l'organizzazione per i diritti umani - aiuterebbe a prevenire l'accattonaggio forzato da parte dei bambini e a proteggere i diritti dei bambini nel sistema educativo. Secondo l'edizione 2022 del Rapporto sul Traffico di Persone del Dipartimento di Stato degli Stati Uniti, per il secondo anno consecutivo, il governo senegalese non aveva perseguito o condannato i trafficanti che sfruttavano i bambini nell'accattonaggio forzato in conformità con la legge anti-tratta del 2005. Piuttosto, si evidenzia nel rapporto, quando i funzionari avevano identificato una vittima dell'accattonaggio forzato, avevano spesso punito i presunti autori con sanzioni amministrative invece di indagare e perseguire il caso penalmente, in parte a causa della pressione pubblica associata all'influenza sociale degli insegnanti coranici, non riuscendo ad impedire il successivo sfruttamento. I funzionari non hanno utilizzato in modo coerente la legge anti-tratta del 2005 per perseguire i presunti trafficanti e hanno continuato ad applicare sanzioni incompatibili con la legg. Tuttavia il governo senegalese ha continuato gli sforzi per implementare un database sulla tratta e fornire supporto ai bambini vulnerabili che affrontano l'assenza di un dimora. Il traffico a scopo di sfruttamento sessuale e lavorativo è previsto come reato dalla legge senegalese del 2005 per combattere la tratta di persone e pratiche correlate e per proteggere le vittime. La legge prevede pene sufficientemente severe, da cinque a 10 anni di reclusione e una multa, per il traffico sessuale e il traffico a scopo di sfruttamento lavorativo mentre prevede pene minori (da due a cinque anni di reclusione) e una multa da 500.000 a 2.000.000 per l'accattonaggio forzato. Il rapporto del Dipartimento di Stato Americano evidenzia che alcune disposizioni del codice penale che consentono di chiedere l'elemosina a determinate condizioni potrebbero aver ostacolato la capacità delle forze dell'ordine di distinguere la tradizionale ricerca dell'elemosina dallo sfruttamento attraverso l'accattonaggio forzato. Secondo gli sforzi del governo per contrastare il fenomeno dell'accattonaggio forzato degli studenti talibe' e migliorare le Controparte_8 condizio o stati insufficienti. La revisione della legislazione anti-tratta, redatta in collaborazione con un'organizzazione internazionale, è rimasta pendente davanti al per il terzo anno consecutivo. Nota tuttavia il rapporto del Dipartimento Controparte_20 di Stato americano che, nel novembre 2021, ia ha pubblicato una circolare giudiziaria esortando i pubblici ministeri a chiedere sanzioni più severe in linea con la legge anti-tratta, appellare decisioni della corte d'appello sentenze non in linea con la legge e ad aumentare la raccolta di dati e la segnalazione di tali sforzi. Come già supra evidenziato le fonti riportano che l'accattonaggio forzato è la forma più diffusa di sfruttamento economico in Senegal. Alcuni insegnanti coranici corrotti e uomini che si spacciano per insegnanti coranici costringono i bambini a mendicare a Dakar e in altre grandi città del Senegal;
molti stabiliscono quote giornaliere di elemosina imposte attraverso percosse. I trafficanti reclutano fraudolentemente le vittime con il pretesto di pratiche culturali tradizionali chiamate confiage, in cui i genitori mandano i figli a vivere presso familiari o conoscenti affinché il minore abbia un migliore accesso all'istruzione e alle opportunità economiche;
i trafficanti successivamente sfruttano i bambini nel lavoro forzato e nel traffico sessuale. Oltre all'accattonaggio forzato, i trafficanti sottopongono bambini e donne senegalesi al traffico sessuale e al lavoro forzato nella servitù domestica e nell'estrazione dell'oro[211]. La tratta interna è più diffusa della tratta transnazionale, sebbene i trafficanti sfruttino ragazzi provenienti da Burkina Faso, Gambia, Guinea, Guinea-Bissau e Mali nell'accattonaggio forzato nelle città senegalesi e nei lavori forzati nelle miniere d'oro artigianali del Senegal. Lo sfruttamento di donne e ragazze nel traffico sessuale, soprattutto di origine nigeriana, ha continuato a rappresentare un problema, in particolare nella regione mineraria aurifera sud-orientale di Il turismo sessuale che coinvolge l'infanzia si verifica principalmente nelle città di Per_6 Dakar e Saint Louis, e in misura minore a Cap S Petite Côte, nelle zone turistiche tradizionali e sempre più nelle residenze private. I trafficanti sfruttano le donne e le ragazze senegalesi nella servitù domestica nei paesi vicini, in Europa e nel Medio Oriente.
8 Abusi contro i bambini Talibe' nelle scuole coraniche: La situazione dei bambini mendicanti, detti talibe' (che studiano in scuole coraniche Per conosciute comunemente con il termine ) è preoccupante in Senegal da decenni. Il fenomeno rimane dilagante, nonostante una serie di misure legislative e di altro tipo. Lo sfrutt o economico dei bambini talibé attraverso l'accattonaggio forzato, che costituisce una forma di tratta, le punizioni corporali che subiscono e le loro difficili condizioni di vita costituiscono violazioni dei loro diritti all'integrità fisica, alla salute e a una vita libera da violenze, danni fisici o mentali e brutalità, abbandono o incuria, abuso e sfruttamento. Nel 2019, si stimava che 100.000 bambini che vivevano in “daara” residenziali in tutto il Senegal erano costretti a mendicare, di cui 30.000 bambini solo a Dakar. A dicembre 2022 evidenziava che, nonostante l'assenza di statistiche ufficiali sul numero di bambini talibé, si stimava che vi siano più Controparte_8 di 2. na popolazione di quasi 200.000 talibé. Secondo un esercizio di mappatura pubblicato dalla ONG Global Solidarity Initiative (GSI) nel 2018, si stimava che il 25% di talibe' era costretto a mendicare. Secondo il Rapporto di Human Rights Watch del 2022 l'abuso, lo sfruttamento e l'abbandono dei bambini che frequentano le tradizionali scuole coraniche (daaras) del Senegal, ancora non regolamentati, sono continuati a ritmi allarmanti. L'organizzazione evidenziava che gli studenti talibe' sono costretti dai loro insegnanti coranici in Senegal a mendicare ogni giorno denaro, cibo, riso o zucchero. Molti insegnanti coranici ( ei loro assistenti continuano a fissare Per_47 quote giornaliere di accattonaggio forzate da percosse e hanno sottoposto i talibé a incuria nno inoltre commesso altre forme di abuso, come incatenare bambini talibé. Secondo l'incatenamento, a detta di diversi insegnanti coranici, è una pratica Controparte_8 comune, in particolare per i fuggiaschi, al fine di i tante robuste leggi nazionali che vietano l'abuso di minori e la tratta di esseri umani e gli sforzi del governo per affrontare questi problemi, l'impegno costante delle autorità senegalesi per fermare l'accattonaggio forzato e l'abuso di talibé si è rivelato vago. Ci sono stati alcuni procedimenti giudiziari e condanne di insegnanti coranici per abusi contro bambini talibé nel 2021, anche per aver picchiato e incatenato bambini e per la morte di un ragazzo a seguito di un pestaggio nel 2020, ma l'applicazione delle leggi esistenti contro lo sfruttamento attraverso l'accattonaggio forzato è rimasta limitata. Nel gennaio 2022, un talibé di 10 anni è morto per le ferite riportate nel distretto Lansar di Touba dopo essere stato picchiato dal suo insegnante coranico, che lo rimproverava per non aver imparato la lezione del giorno. Il governo ha continuato i suoi programmi per "modernizzare" e sostenere le “daara”. Alcune autorità locali hanno continuato gli sforzi per ridurre l'accattonaggio dei bambini e "rimuovere i bambini dalle strade" nel 2021, in seguito al lancio da parte del governo della terza fase (il programma è stato lanciato nel 2016) di questo programma a livello nazionale nel 2020. Una serie di raccomandazioni in merito al problema sopra descritto sono state espresse dal Comitato contro la Tortura (CAT) delle Nazioni Unite al Governo del Senegal nel febbraio 2019 (si vedano le osservazioni conclusive durante l'esame del quarto rapporto periodico presentato dal Paese sull'implementazione della Convenzione contro la Tortura e altri Trattamenti Inumani e Degradanti. Evidenzia infine Controparte_8 che le condizioni antigeniche in molti istituti e la mancanza di interesse per il benessere dei bambini mostrata da alcu sono tradotti in grave malnutrizione e problemi di salute.
Ambiente: Il Senegal è regolarmente colpito da una serie di rischi correlati al cambiamento climatico, tra cui piogge torrenziali durante la stagione delle piogge, causa di frequenti inondazioni e frane. Ampie zone del Paese soffrono anche di processi ambientali più lenti, come la siccità, l'innalzamento del livello del mare e l'erosione costiera, la deforestazione delle mangrovie e la perdita di risorse d'acqua dolce. I rischi climatici hanno un impatto negativo sui mezzi di sussistenza e sullo stile di vita delle comunità colpite e influenzano le dinamiche migratorie nel Paese e nella regione. L'Indice di adattamento globale dell'Università di Notre Dame (NDGAIN) classifica tutti e 10 i Paesi del Sahel tra i Paesi Per_4 più vulnerabili ai cambiamenti climatici e meno pronti ad adattarvisi. Il Senegal – insieme a IA, Guinea e AM - è uno dei Paesi con un indice di minore vulnerabilità e di maggiore capacità di adattamento. Poiché le economie l dipendono in larga misura da agricoltura e sulla pastorizia, i mezzi di sostentamento e la sicurezza alimentare è fortemente legata all'andamento meteorologico e alle condizioni ambientali. Negli ultimi anni, i cambiamenti dell'ecosistema hanno alimentato una crisi di scarsità alimentare e la competizione per le risorse, mettendo milioni di persone a rischio di insicurezza alimentare. La dipendenza dal bestiame e dall'agricoltura rende circa 50 milioni di persone nel Sahel altamente vulnerabili agli impatti dei cambiamenti climatici. Questi rischi sono stati amplificati dai ricorrenti disastri ricorrenti degli ultimi decenni. La desertificazione e il cambiamento delle piogge hanno alterato le rotte delle comunità di allevatori di bestiame. Nel frattempo, le temperature in Africa sono destinate ad aumentare più velocemente rispetto all'aumento medio globale nel corso del XXI secolo. Una versione aggiornata del modello per il progetto Sahel PA è stata applicata ad una sotto-regione di cinque Paesi (Burkina Faso, Mali, IA, Niger e Senegal), da cui è emerso che 5,3-12,1 milioni di persone (circa il 3,5-10% della popolazione totale prevista) potrebbero spostarsi entro il 2050. ha evidenziato nel suo rapporto annuale del 2023 che in Senegal i cambiamenti climatici hanno Controparte_8 continuato a causare sic e la stagione delle piogge e scarsità d'acqua. Nonostante le autorità abbiano espresso l'impegno a ridurre le emissioni di gas a effetto serra, il cambiamento climatico ha continuato a causare l'erosione costiera, incidendo sui mezzi di sussistenza delle persone. L'innalzamento del livello del mare ha continuato a causare erosione nei villaggi e nei quartieri di pescatori, tra cui a Per_49
minacciando i mezzi di sussistenza e costringendo alcune comunità a spostarsi ulteriormente verso l'interno; la costr a Per_10 ezione costiera è in corso su parte della penisola di Langue de Barbarie. Nel settembre 2020 il Senegal ha vissuto una stagione di piogge insolitamente intense: tutte le regioni del Senegal avevano registrato precipitazioni eccessive rispetto al normale, provocando lo sfollamento di quasi 3.285 persone e 365 famiglie, in particolare nella periferia di Dakar e nel dipartimento di Thiès. L'intervento della Croce Rossa senegalese (SRCS) è stato fondamentale, insieme al supporto di volontari e professionisti addetti ai lavori. A Dakar nel mese di agosto 2021 si è verificata una stagione di forti tempeste[237]. Le incessanti inondazioni hanno provocato l'abbandono delle abitazioni da parte di numerosi abitanti della capitale. Il 22 agosto 2021, il ministro dell'Interno ha visitato le zone colpite da forti piogge e ha annunciato il dispiegamento di un primo lotto di attrezzature per aiutare a pulire l'acqua nelle aree più colpite. Le inondazioni di Dakar non sono rare, si verificano annualmente, per questo motivo già a partire dal 2012 è stato lanciato un piano decennale di gestione delle alluvioni con un budget di circa 750 miliardi di franchi CFA (più di un miliardo di euro). Da alcuni anni il Senegal soffre di un'alterazione del regime pluviometrico che ha un impatto significativo su gran parte delle comunità che vivono in aree a rischio. Nonostante gli enormi sforzi compiuti ogni anno dalle Per autorità per controllare le inondazioni, il problema persiste. Dal 5 al 7 agosto 2022, le città di Dakar, Thiès e hanno registrato forti precipitazioni per un totale di quasi 500 mm per le tre regioni, secondo i dati meteorologici. I rapporti di valutazi i volontari rivelano che questa situazione ha causato molti danni nelle aree citate, con la distruzione di 170 case e lo sfollamento di 1.396 famiglie che sono state ospitate nelle scuole o dai vicini in condizioni di vita difficili. Circa 317 famiglie non sono state trasferite e vivono ancora nelle loro case allagate. In Per queste tre regioni, 8 dipartimenti sono i più colpiti: cinque dipartimenti di Dakar, il dipartimento di Thiès e due dipartimenti di . Le forti piogge hanno causato lo sfollamento di diverse famiglie dopo che le loro case sono state sommerse dalle acque alluvionali, oltr de invase dall'acqua, interi quartieri allagati e auto distrutte. Dakar ha registrato tre morti e i danni maggiori tra le località colpite. A causa del violento flusso d'acqua sono crollati il ponte Emergence e il ponte Keur Massar, e il tunnel della Corniche Ouest è stato invaso dall'acqua. Nelle tre Per regioni, questi danni alle infrastrutture hanno portato all'isolamento di alcune località, in particolare nel dipartimento di , a causa delle difficoltà legate all'accessibilità geografica che hanno ostacolato l'accesso dei soccorritoDeve infine rilevarsi che il Rappor ale 2022 sullo Sfollamento Interno dell'IMDla presenza – nel 2021 – di 1.300 persone sfollate a causa di disastri naturali in Senegal;
nel corso del 2020 erano stati registrati 3.300 sfollamenti di persone associati ai disastri naturali.
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26.04.2023. [12] Minority Rights Group-MRG, Senegal, Updated November 207, url;
[13] Fino a poco tempo fa i AS sono riusciti a mantenere i loro tradizionali sistemi politici religiosi e decentralizzati, con un atteggiamento isolazionista nei confronti dei loro vicini musulmani più forti e centralizzati (MRG, supra cit.).[14] Encyclopedia Britannica, Senegal – Ethnic Groups, url , accesso del 26.04.2023. Per ulteriori approfondimenti su gruppi etnici e lingue si veda: Ministero dell'Interno, Commissione Nazionale per il Diritto d'Asilo – Unita' COI, Senegal- Focus Paese, 1.10.2018, url , pp.5-6; [15] CIA, World Factbook (The), Country Profile Senegal, Executive branch, last update 14 April 2023, url;
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[19] United Nations Industrial Development Organisation (UNIDO), Introducing Senegal, 2023, url , accesso del 27.04.2023. [20] World Bank, Poverty and Equity Brief, Sub-Saharian Africa - Senegal, April 2023, url;
[21] World Bank, Senegal – Overview, Last Updated 20 March 2023, url , accesso del 27.04.2023. [22] World Bank, Senegal – Overview, Last Updated 20 March 2023, url , accesso del 27.04.2023. [23] L'economia del Senegal aveva registrato una graduale ripresa a partire dall'ultimo trimestre del 2020 e la crescita e' accelerata al 6.1% nel 2021, trainata da consumi e investimenti pubblici (si veda: World Bank, Poverty and Equity Brief, Sub-Saharian Africa - Senegal, April 2023, url [24] Ibidem;
[25] World Bank, Senegal – Overview, Last Updated 20 March 2023, url , accesso del 27.04.2023. [26] World Bank, Senegal – Overview, Last Updated 20 March 2023, url , accesso del
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[29] World Bank, Senegal – Overview, Last Updated 20 March 2023, url , accesso del 27.04.2023. [30] Presidency of Senegal, What is the PES, url , accesso del 27.04.2023; [31] United Nations Industrial Development Organisation (UNIDO), Introducing Senegal, 2023, url , accesso del 27.04.2023. [32] World Bank, Senegal – Overview, Last Updated 20 March 2023, url , accesso del 27.04.2023. [33] World Bank, Poverty and Equity Brief, Sub-Saharian Africa - Senegal, April 2023, url , p.1; [34] World Bank, Poverty and Equity Brief, Sub-Saharian Africa - Senegal, April 2023, url , p.1; [35] World Bank, Poverty and Equity Brief, Sub-Saharian Africa - Senegal, April 2023, url , p.1; [36] World Bank, Poverty and Equity Brief, Sub-Saharian Africa - Senegal, April 2023, url , p.1; [37] US Department of State-USDOS, 2022 Country Report on Human Rights Practices: Senegal, 20 March 2023, url;
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[46] La legge richiede che le liste dei candidati dei partiti politici contengano un numero uguale di uomini e donne per le cariche elettive a tutti i livelli, dai consigli comunali all'Assemblea nazionale (si veda: US Department of State-USDOS, 2022 Country Report on Human Rights Practices: Senegal, 20 March 2023, url ); [47] Freedom House, Freedom in the World 2022 – Senegal (Key Developments in 2021), 24 February 2022, url;
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[52] Freedom House, Freedom in the World 2022 – Senegal (Key Developments in 2021), 24 February 2022, url;
[53] Tra queste, anche diciassette militanti di ST, inclusa la loro leader erano state arrestate e detenute nonostante non fossero state accusate o imputate di alcun reato Persona_51 ( /2022, The State of the World's Human Rights;
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[69] DFAE-Switzerland, url , accesso del 28.04.2023;
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[76] Ibidem;
[77] World Bank, Senegal – Overview, Last Updated 20 March 2023, url , accesso del 27.04.2023.[78] US Department of State-USDOS, 2022 Country Report on Human Rights Practices: Senegal, 20 March 2023, url;
[79] Ibidem;
[80] UN Human Rights Council , Universal Periodic Review - Senegal, url, accesso del 28.04.2023; [81] Abolition in Africa, , 2019, url , p.9 ; Controparte_8 Controparte_24
, Comment securiser l'abolition de la peine de mo bre 2021, 4.2023; [82] CP_25 [...]Controparte_ Controparte_
, Senegal abolishes the death penalty, 26 January 2005, url;
[83] Abolition of Controparte_8
, p.35, accesso del 28.04.2023; UN OHCHR, UN Treaty Body tatus for Se el 28.04.2023; [84] Abolition in Africa, , 2019, url , pp.36-37; [85] UN OHCHR, UN Treaty Body Controparte_8 Controparte_24 Database – Sene .04.2023; s , Senegal -CAT Status, url , accesso del 28.04.2023; [86] UN OHCHR, UN Treaty Body Database – Senegal, url , accesso del 29.04.2023; [87] ILO, NATLEX, url, accesso del 29.04.2023; [88] CAT, 63 Session (23 Apr 2018 - 18 May 2018), Info from Civil Society Organizations (for the session), url e url, accesso del 29.04.2023, p.2; [89] CAT, 63 Session (23 Apr 2018 - 18 May 2018), Info from Civil Society Organizations (for the session), url e url, accesso del 29.04.2023, p.2; [90] CP_15 CP_
Rapport alternatif à l'attention du Comité Contre la Torture sur la s
[...] Controparte_15 CP_15 url , accesso del 29.04.2023; [92] OMCT, Senegal at a Glance, url , accesso del 29.04.2023; [93] UN CAT, Concluding observations on the 4th periodic report of Senegal : Committee against Torture : addendum, 10 CAT/C/SEN/CO/4/Add.1, 7 March 2019, url;
[94] UN CAT, Concluding observations on the 4th periodic report of Senegal, supra cit., p.2 ;
[95] UN OHCHR, Press Release: Committee Against Torture Examines Report of Senegal, 26 April 2018, url;
[96] Ibidem;
[97] Vedasi: Code Penal du Senegal, url , acceso del 28.04.2023; [98] UN CAT, Concluding observations on the 4th periodic report of Senegal, supra cit., p.2 ; [99] UN CAT, Concluding observations on the 4th periodic report of Senegal, supra cit., p.2 ; [100] UN CAT, Concluding observations on the 4th periodic report of Senegal, supra cit., p.2 ; [101] UN OHCHR, Press Release: Committee Against Torture Examines Report of Senegal, 26 April 2018, url;
[102] Si veda anche: Analysis of the laws amending the Criminal Code and the Code of Criminal Procedure, Controparte_8 2016, url;
[103] UN OHCH mittee Against Torture Examines Report of Senegal, 26 April 2018, url;
[104] US Department of State-USDOS, 2022 Country Report on Human Rights Practices: Senegal, 20 March 2023, url;
[105] US Department of State- USDOS, 2022 Country Report on Human Rights Practices: Senegal, 20 March 2023, url;
[106] US Department of State-USDOS, 2022 Country Report on Human Rights Practices: Senegal, 20 March 2023, url;
[107] US Department of State-USDOS, 2022 Country Report on Human Rights Practices: Senegal, 20 March 2023, url;
[108] US Department of State-USDOS, 2022 Country Report on Human Rights Practices: Senegal, 20 March 2023, url;
[109] AI Report 2022/2023, The State of the World's Human Rights;
Senegal 2022, 27 Controparte_8 March 2023, url;
[110] US Depart 021 Country Report on Human Rights Practices: Senegal, 12 April 2022, url;
[111] Si veda: US Department of State-USDOS, 2022 Country Report on Human Rights Practices: Senegal, 20 March 2023, url;
[112] US Department of State-USDOS, 2022 Country Report on Human Rights Practices: Senegal, 20 March 2023, url;
[113] Freedom House, Freedom in the World 2022 – Senegal, 24 February 2022, url;
[114] Si veda: US Department of State-USDOS, 2022 Country Report on Human Rights Practices: Senegal, 20 March 2023, url;
US Department of State-USDOS, 2021 Country Report on Human Rights Practices: Senegal, 12 April 2022, url;
[115] US Department of State-USDOS, 2022 Country Report on Human Rights Practices: Senegal, 20 March 2023, url;
[116] Rencontre la (RADDHO)/OMCT, Rapport soumis en vertu de l'article 19 de la Convention CP_15 Controparte_15 contre la t ei ins ou dégradants, Mars 2021, url;
[117] Freedom House, Freedom in the World 2022 – Senegal, 24 February 2022, url;
[118] US Department of State-USDOS, 2022 Country Report on Human Rights Practices: Senegal, 20 March 2023, url;
[119] US Department of State-USDOS, 2022 Country Report on Human Rights Practices: Senegal, 20 March 2023, url;
[120] US Department of State-USDOS, 2022 Country Report on Human Rights Practices: Senegal, 20 March 2023, url;
[121] US Department of State-USDOS, 2022 Country Report on Human Rights Practices: Senegal, 20 March 2023, url;
[122] UN CAT, Concluding observations on the 4th periodic report of Senegal : Committee against Torture : addendum, CAT/C/SEN/CO/4/Add.1, 7 March 2019, url , p.4; [123] UN CAT, Concluding observations on the 4th periodic report of Senegal : Committee against Torture : addendum, CAT/C/SEN/CO/4/Add.1, 7 March 2019, url , p.4; [124] US Department of State-USDOS, 2022 Country Report on Human Rights Practices: Senegal, 20 March 2023, url;
[125] Freedom House, Freedom in the World 2022 – Senegal, 24 February 2022, url;
[126] Freedom House, Freedom in the World 2022 – Senegal, 24 February 2022, url;
[127] US Department of State-USDOS, 2021 Country Report on Human Rights Practices: Senegal, 12 April 2022, url;
[128] US Department of State-USDOS, 2022 Country Report on Human Rights Practices: Senegal, 20 March 2023, url;
[129] US Department of State-USDOS, 2021 Country Report on Human Rights Practices: Senegal, 12 April 2022, url;
AI Report 2021/2022, Controparte_8 The State of the World's Human Rights - Senegal 2021, 29 March 2022, url;
[130] US Departm 021 Country Report on Human Rights Practices: Senegal, 12 April 2022, url;
[131] AfricaNews, Senegalse activist released, calls for exit of big French retail companies, 26.03.2021, url;
AI Report 2021/2022, The State of the World's Human Rights - Senegal 2021, 29 March 2022, url;
Controparte_8
[132] 2021/2022, The State of the World's Human Rights - Senegal 2021, 29 March 2022, url;
[133] US
Controparte_8 Depa , 2021 Country Report on Human Rights Practices: Senegal, 12 April 2022, url;
AI Report
Controparte_8 2021/2022, The State of the World's Human Rights - Senegal 2021, 29 March 2022, url;
[134] 021/2022,
Controparte_8 The State of the World's Human Rights - Senegal 2021, 29 March 2022, url;
[135] 022/2023, The State of
Controparte_8 the World's Human Rights - Senegal 2022, 27 March 2023, url;
[136] Ibidem;
[137] AI Report 2022/2023,
Controparte_8 The State of the World's Human Rights - Senegal 2022, 27 March 2023, url;
[139] 22/2023, The State of
Controparte_8 the World's Human Rights - Senegal 2022, 27 March 2023, url;
[140] 021/2022, The State of the World's
Controparte_8 Human Rights - Senegal 2021, 29 March 2022, url;
[141] 2/2023, The State of the World's Human Rights
Controparte_8
- Senegal 2022, 27 March 2023, url;
[142] /2023, The State of the World's Human Rights - Senegal 2022, Controparte_8
27 March 2023, url;
[143] US Departme 22 Country Report on Human Rights Practices: Senegal, 20 March 2023, url;
Freedom House, Freedom in the World 2022 – Senegal, 24 February 2022, url;
[144] US Department of State-USDOS, 2022 Country Report on Human Rights Practices: Senegal, 20 March 2023, url;
Freedom House, Freedom in the World 2022 – Senegal, 24 February 2022, url;
[145] Persona_ Persona ILGA World: and , State- Persona_52 Persona_54 Persona_55 Per_57 Sponsored Ho S D State- USDOS, 2022 Country Report on Human Rights Practices: Senegal, 20 March 2023, url;
ILGA World, Database Senegal, url , accesso del
28.04.2023; [146] Amera International, Senegal LGBTI Resources, url , accesso del 28.04.2023; [147] Senego, MA AL: 'jamais, sous mon magistère, l'homosexualité ne sera légalisée sur le sol sénégalais'” (in French), Senego, 1 March 2016, url;
[148] US Department of State- USDOS, 2022 Country Report on Human Rights Practices: Senegal, 20 March 2023, url;
[149] ILGA World, State-Sponsored Homophobia 2020: Global Legislation Overview Update (Geneva: ILGA, December 2020), url , p.122; Rights Africa, “Senegal: Activists seek funds to rescue Controparte_2 10 men arrested by religious police”, 24.09.2020, url;
, deux hommes surpris en pleins ébats Controparte_28 sexuels,” Benin Web TV, 27 October 2020, url;
; Rig Pr supposed 'gay wedding',”8 November Persona_ Persona Per_ 2020, url;
[150] ILGA World: and Persona_52 Persona_54 Persona_55
[...
, .121; Controparte_29 e he World 2022 – Senegal, 24 February 2022, url;
[153] Freedom House, Freedom in the World 2022
– Senegal, 24 February 2022, url;
[154] AI Report 2021/2022, The State of the World's Human Rights - Senegal 2021, Controparte_8 29 March 2022, url;
, article 155] US Department of State-USDOS, 2021 Country Report on Human Rights CP_30 Practices: Senegal, 12 , url;
[156] AfricaNews, Raise of homophobia in Senegal forcing LGBTQ people into the shadows, 29.07.2021, url;
[157] RightsAfrica, Senegal: Parliament rejects a bill to double prison sentences for homosexuals, 31 December 2021, url;
RightsAfrica, This organization is helping LGBTI people imprisoned in Senegal, 15.04.2022, url;
[158] RightsAfrica, Sénégal: Parliament rejects a bill to double prison sentences for homosexuels, 31 December 2021, url;
, Senegal: le Parlement repousse une texte de loi visant à doubler CP_30 les peines de prison pour les homosexuels, 29.12.2021, url;
[159 AI Report 2022/2023, The State of the World's Controparte_8 Human Rights - Senegal 2022, 27 March 2023, url;
[160] VOA, onger Prison Sentences for LGBTQ in Senegal, 21.02.2022, url;
Africa ExPress, Senegal: dilaga l'omofobia, manifestazione per l'inasprimento delle pene, 21.02.2022, url;
[161] 2 deputati di Pt_ " Senegal e 64 deputati di (vedasi: Senego, Criminalisation de LGBTI: la nouvelle proposition depose ce jeudi, Parte_5 023, url;
[162] US Departm S, 2022 Country Report on Human Rights Practices: Senegal, 20 March 2023, url;
[163] US Department of State-USDOS, 2022 Country Report on Human Rights Practices: Senegal, 20 March 2023, url AfricaNews, Senegal: three arrests after alleged homophobic attack on foreigner, 24.05.2021, url;
[164] US Department of State-USDOS, 2022 Country Report on Human Rights Practices: Senegal, 20 March 2023, url;
[165] HRW, World Report 2022 – Senegal, 13 January 2022, url;
[166] AI Controparte_8 Report 2021/2022, The State of the World's Human Rights - Senegal 2021, 29 March 2022, url;
[167] US Departm 21 Country Report on Human Rights Practices: Senegal, 12 April 2022, url;
[168] , Senegal imprisons 3 men for gay-bashing, 26 CP_18 October 2021, url;
[169] AI Report 2022/2023, The State s Human Rights - Senegal 2022, 27 March 2023, Controparte_8 url;
[170] US Departm 2022 Country Report on Human Rights Practices: Senegal, 20 March 2023, url;
[171] US Department of State-USDOS, 2022 Country Report on Human Rights Practices: Senegal, 20 March 2023, url;
[172] US Department of State- 11 USDOS, 2022 Country Report on Human Rights Practices: Senegal, 20 March 2023, url;
[173] Freedom House, Freedom in the World 2022 – Senegal, 24 February 2022, url;
[174] US Department of State-USDOS, 2022 Country Report on Human Rights Practices: Senegal, 20 March 2023, url;
[175] US Department of State-USDOS, 2022 Country Report on Human Rights Practices: Senegal, 20 March 2023, url;
[176] US Persona_5 Department of State-USDOS, 2022 Country Report on Human Rights Practices: Senegal, 20 March 2023, url;
[177] ILGA World: Persona_ Persona
and , State-Sponsored Hom
[...] Persona_54 Persona_55 Per_57 r : l ] gal, url , accesso del 24.04.2023. [179] Pt_11 US Department of State-USDOS, 2022 Country Report on Human Rights Practices: Sen arch 2023, url;
[180] La legge è consultabile sul sito dell'Assemblea Nazionale del Senegal al seguente link: url , accesso del 28.04.2023; [181] US Department of State-USDOS, 2022 Country Report on Human Rights Practices: Senegal, 20 March 2023, url;
si veda anche: US Department of State-USDOS, 2021 Country Report on Human Rights Practices: Senegal, 12 April 2022, url;
[182] US Department of State-USDOS, 2022 Country Report on Human Rights Practices: Senegal, 20 March 2023, url;
[183] Freedom House, Freedom in the World 2022 – Senegal, 24 February 2022, url;
[184] D1: Compreresti frutta e verdura freschi da un rivenditore se sapessi che questi ha contratto il virus dell'HIV?[185] Senegal, url , accesso Pt_11 del 24.04.2023. [186] République du Sénégal, Plan quinquennal pour une réponse globale aux obstacles liés aux ains qui entravent la riposte au vih et à la tuberculose au Sénégal, 2021- 2025, s.d., p. 11, url;
[187] HRW – Human Rights Watch: Submission by Human Rights Watch to the Committee on Economic, Social and Cultural Rights on Senegal;
64th pre-sessional, 2019, url;
[188] République du Sénégal, Plan quinquennal pour une réponse globale aux obstacles liés aux droits humains qui entravent la riposte au vih et à la tuberculose au Sénégal, 2021- 2025, s.d., url , p. 11 ; [189] Open Society Foundation, HIV/AIDS Policy in Senegal: A Civil Society Perspective, October 2007, url [190] Open Society Foundation, HIV/AIDS Policy in Senegal: A Civil Society Perspective, October 2007, url;
[191] Agence Nationale de la Statistique et de la Démographie (ANSD). Sénégal: Enquête Continue sur la Prestation des Services de Soins de Santé (ECPSS) 2019, 2020, url , p. 32-33 ; [192] UN OHCHR, UN Treaty Body Database, Ratification Status for Senegal, url, accesso del 28.04.2023; [193] US Department of Labor, 2021 Findings on the worst forms of child labor, 2022, url , p.2; [194] US Department of Labor, 2021 Findings on the worst forms of child labor, 2022, url , p.2; [195] US Department of Labor, 2021 Findings on the worst forms of child labor, 2022, url , p.2; [196] US Department of Labor, 2021 Findings on the worst forms of child labor, 2022, url , p.2; US Department of State-USDOS, 2022 Trafficking in Persons Report: Senegal, July 2022, url;
[197] Freedom House, Freedom in the World 2022 – Senegal, 24 February 2022, url;
si veda anche: Controparte_8 Senegal: the State must move from commitment to strong action to protect talibe' children, 12 December 202
[...]
Senegal: the State must move from commitment to strong action to protect talibe' children, 12 December 2022, u CP_8
AI Report 2022/2023, The State of the World's Human Rights - Senegal 2022, 27 March 2023, url;
[200] US Controparte_8 SDOS, 2022 Trafficking in Persons Report: Senegal, July 2022, url;
[201] US Department of State-USDOS, 2022 Trafficking in Persons Report: Senegal, July 2022, url;
[202] US Department of State-USDOS, 2022 Trafficking in Persons Report: Senegal, July 2022, url;
[203] US Department of State-USDOS, 2022 Trafficking in Persons Report: Senegal, July 2022, url;
[204] “Chiunque organizza l'accattonaggio altrui allo scopo di trarne profitto, assume, addestra o indirizza una persona allo scopo di farla dare all'accattonaggio o di CP_ spingerla a mendicare o a continuare ad elemosinare, è punito con la reclusione di da 2 a 5 anni e una multa da 500.000 a 2.000.000 ” ( Senegal: the State must move from commitment to strong action to protect talibe' children, 12 December 2022 i Controparte_8 ment of State-USDOS, 2022 Trafficking in Persons Report: Senegal, July 2022, url;
[205] US Department of State- USDOS, 2022 Trafficking in Persons Report: Senegal, July 2022, url;
[206] Senegal: the State must move from Controparte_8 commitment to strong action to protect talibe' children, 12 December 2022, url of State-USDOS, 2022 Trafficking in Persons Report: Senegal, July 2022, url;
[208] US Department of State-USDOS, 2022 Trafficking in Persons Report: Senegal, July 2022, url;
[209] US Department of State-USDOS, 2022 Trafficking in Persons Report: Senegal, July 2022, url;
Senegal: the State Controparte_8 must move from commitment to strong action to protect talibe' children, 12 December 2022, url;
H W, World Report 2022 – Senegal, 13 January 2022, url;
[210] US Department of State-USDOS, 2022 Trafficking in Persons Report: Senegal, July 2022, url;
[211] US Department of State-USDOS, 2022 Trafficking in Persons Report: Senegal, July 2022, url;
[212] Ibidem;
[213] US Department of State- USDOS, 2022 Country Report on Human Rights Practices: Senegal, 20 March 2023, url;
[214] US Department of State-USDOS, 2022 Trafficking in Persons Report: Senegal, July 2022, url;
[215] OMCT, Senegal at a Glance, url , accesso del 29.04.2023; [216]
[...]
Senegal: the State must move from commitment to strong action to protect talibe' children, 12 December 2022, url [2 CP_8 icano le scuole coraniche, di stampo religioso [218] US Department of State-USDOS, 2022 Trafficking in Persons Report: Senegal, July 2022, url;
[219] Senegal: the State must move from commitment to strong action to protect talibe' children,
Controparte_8 12 December 2022, url;
[2 ch-HRW, World Report 2022 – Senegal, 13 January 2022, url;
[221] HRW, “There is enormous suffering”-Serious abuses against talibe' children in Senegal, 2017-2018, 11 June 2019, url;
[222] Senegal: the
Controparte_8 State must move from commitment to strong action to protect talibe' children, 12 December 2022, url atch-HRW, World Report 2022 – Senegal, 13 January 2022, url;
Senegal: the State must move from commitment to strong action to
Controparte_8 protect talibe' children, 12 December 2022, url;
[22 rmous suffering”-Serious abuses against talibe' children in Senegal, 2017-2018, 11 June 2019, url;
[225] Human Rights Watch-HRW, World Report 2022 – Senegal, 13 January 2022, url;
Controparte_8 Senegal: the State must move from commitment to strong action to protect talibe' children, 12 December 2022, url enormous suffering”-Serious abuses against talibe' children in Senegal, 2017-2018, 11 June 2019, url;
[227] UN Committee Against Torture (CAT), Sixty-Sixth session 23 April – 17 May 2019, Concluding Observations on the fourth periodic report of Senegal, 7 March 2019, url;
[228] Human Rights Watch-HRW, World Report 2022 – Senegal, 13 January 2022, url;
Senegal: the State must move from
Controparte_8 commitment to strong action to protect talibe' children, 12 December 2022, u from NC, Climate change CP_3 CP_3 endangers lush vegetation, url , accesso del 30.04.2023 [230] AR ON CUNY;
et al. (Author), published by ReliefWeb: Moving from ahel;
A S Report from the Sahel Predictive Analytics Project in Support of the United Nations Integrated Strategy for the Sahel, August 2022, url;
[231] Ibidem, p.21; [232] Ibidem, p.65; [233] Report 2022/23; The State of the World's Human Rights;
Controparte_8 Controparte_8 Senegal 2022, 27 March 2023, url;
[ 2022/23; The State of the World's Human
Controparte_8 Controparte_35 Rights;
Senegal 2022, 27 March 2023, url Report 2022/23; The State of the World's
Controparte_8 Controparte_8 Human Rights;
Senegal 2022, 27 March 2023, url;
Thiès - Operation Update no.1, DREF n° MDRSN017, 27 August 2021, url [237] Africa news, Dakar floods, a yearly occurance, 28 August 2021, url;
[238] Africa news, Dakar floods, a yearly occurance, 28 August 2021, url;
[239] International Federation of Red Cross And Red Crescent Societies, Senegal: Floods in Dakar, Thiès, and Matam Emergency Plan of Action (EPoA) DREF Operation n° MDRSN019,12.09.2022, url;
International Federation of Red Cross And Red Crescent Societies, Senegal: Floods - Operation Update Report 1, DREF n° MDRSN019, 02.02.2023, url;
[240] Ibidem;
[241] Ibidem;
[242] IDMC, 2022 Global Report on Internal Displacement, Grid-2022, url , p.163. [243] Vedasi: IDMC, 2021 Global Report on Internal Displacement, Grid-2021, url , p. 149;
Aggiornamento 2024/2025: USDOS – report Paese data pubblicazione 23.04.2024 integralmente disponibile al link: https://www.state.gov/reports/2023-country-reports-on-human-rights-practices/senegal/
12 di sicurezza dell'area geografica da cui ha dichiarato di provenire ovvero relativa ad una sua condizione personale (come singolo individuo ovvero come appartenente ad un gruppo sociale) posto che lo stesso ha dichiarato di aver deciso di lasciare il Senegal temendo di essere arrestato a seguito della sua partecipazione ad alcune manifestazioni a sostegno del partito ST;
il richiedente non veniva mai direttamente identificato, ma tramite le informazioni che le forze governative avrebbero assunto informalmente anche il suo nominativo veniva incluso tra le persone attenzionate;
per tale ragione egli decideva di espatriare. La credibilità di quanto dichiarato è oggetto di seguente valutazione, ma in tale sede e in riferimento alle previsioni richiamate e dovere istruttorio non emergono elementi oggettivi e/o soggettivi non residuando, pertanto, ulteriore margine istruttorio.
3. Sulla valutazione di credibilità del richiedente asilo. L'accertamento dell'attendibilità della richiedente è il risultato di una procedimentalizzazione legale della decisione;
in particolare (si veda Cass. 6879/2011) il regime dell'onere della prova previsto nel D. Lgs. n. 251 del 2007, art. 3 stabilisce che, se il richiedente non ha fornito la prova di alcuni elementi rilevanti ai fini della decisione (escluse, pertanto, le vicende strettamente private - cfr. Cass. n. 7333/2015) le allegazioni dei fatti non suffragati da prova vengono ritenuti comunque veritieri se superano una valutazione di affidabilità fondata sui criteri legali descritti nelle lett. a) b) c) d) ed e)2 della citata disposizione, tutti incentrati sulla verifica della buona fede soggettiva nella proposizione della domanda, valutabile alla luce della sua tempestività, della completezza delle informazioni disponibili, dell'assenza di strumentalità e della tendenziale plausibilità logica delle dichiarazioni, da considerarsi non solo dal punto di vista della coerenza intrinseca, ma anche sotto il profilo della corrispondenza della situazione descritta con le condizioni oggettive del paese. Si tratta, di conseguenza, di uno scrutinio fondato su parametri normativi tipizzati e non sostituibili che impongono una valutazione d'insieme della credibilità del cittadino straniero, fondata su un esame comparativo e complessivo degli elementi di affidabilità e di quelli critici. Nel caso di specie la , nel provvedimento impugnato, esponeva che Controparte_1
“(…) temeva di finire incarcerato in quanto ha preso parte a manifestazioni politiche a sostegno del noto oppositore politico l'istante ha dichiarato di non voler tornare in Senegal perché teme di CP_5 finire in carcere;
i fatti esposti non hanno dimostrato la sussistenza di gravi motivi per ritenere non sicuro il Paese di origine in relazione alla situazione descritta dal richiedente a supporto della sua domanda di protezione internazionale. Tale valutazione viene giustificata dalla non accettazione degli accadimenti riferiti che vengono ritenuti non credibili. Con particolare riferimento al rischio di essere arrestato, il richiedente non è stato in grado di circostanziare adeguatamente tale aspetto, avendo genericamente riferito di essere stato accusato da alcune persone che sono state arrestate e che hanno fatto il suo nome quale partecipante alle manifestazioni. L'istante è apparso alquanto contraddittorio allorquando ha dapprima riferito di essersi nascosto nella sua zona di nascita, salvo poi affermare che era stato in precedenza ricercato nella casa dei genitori e che, quindi, egli era rientrato in zona, ma si era rifugiato presso la casa dei nonni;
(…) non
.
13 sussistono gli estremi per il riconoscimento dello status di rifugiato ai sensi dell'art. 1, A), Convenzione di Ginevra del 1951; (…) alla luce di quanto sopra esposto, gli accadimenti riferiti non consentono di pervenire al riconoscimento della protezione sussidiaria non essendo emersi sufficienti elementi di fondatezza a sostegno di un'ipotesi di “danno grave” nel senso indicato dall'art. 14, lett. a) e b), D. Lgs. 251/2007 in quanto non sembra sussistere il rischio che il richiedente sia sottoposto a pena capitale o a trattamenti inumani o degradanti nel Paese di origine;
per quanto specificamente attiene all'ulteriore fattispecie di protezione sussidiaria contemplata nell'art. 14, lett. c), D. Lgs. 251/2007 la medesima postula, quali presupposti necessari e concorrenti, da un lato la sussistenza di una situazione configurabile quale “conflitto armato” e, dall'altro, una conseguente violenze generalizzata idonea a comportare una minaccia “grave e individuale alla vita o alla persona di un civile derivante dalla violenza indiscriminata in situazioni di conflitto armato interno o internazionale”; (…); alla luce dei principi ampiamente suesposti e applicabili nella fattispecie il caso in esame non risulta ascrivibile alla norma di cui si discute. Infatti, all'esito delle ricerche effettuate, in considerazione altresì dei riscontri forniti dalle Coi riportate nel seguito, si è escluso che il Senegal sia interessato da un conflitto armato interno o internazionale generante violenza indiscriminata (…); non emergono elementi sussumibili nella fattispecie di cui all'articolo 32, co. 3, D. Lgs. 25/2008; (…)” e, sulla base di tale motivazione, decideva di non accogliere la domanda per manifesta infondatezza della stessa. Il Tribunale, riscontrando alcune criticità, fissava l'udienza del 21.03.2025 per l'audizione del ricorrente che, comparso e opportunamente interrogato, dimostrava di parlare e comprendere la lingua italiana, confermava quanto detto in sede amministrativa e dichiarava:
“Temo di tornare in Senegal per i motivi riferiti davanti alla Commissione. Ho lasciato il mio Paese il 17.09.2023 e sono entrato in Italia il giorno dopo con volo turistico. In Senegal vivono ancora i miei genitori, due fratelli e quattro sorelle. Non sono sposato e non ho figli. Abito a Piandimeleto (PU) con mio cugino, che vive in Italia dal 2010 e mio zio paterno che vive qui dal 1994. Lavoro come metalmeccanico con contratto a tempo determinato con scadenza 31.12.2025”. Ciò premesso, valutando quanto emerso nel corso del giudizio, il Collegio ritiene di condividere il giudizio espresso nell'organo amministrativo nella misura in cui il richiedente ha dichiarato di aver lasciato il Senegal temendo di essere arrestato per aver partecipato ad alcune manifestazioni in sostegno del partito ST;
egli riferiva che il suo nominativo veniva comunicato alle autorità da parte di altri arrestati e che per tale ragione sarebbe stato attenzionato e successivamente ricercato, sia pur non riuscendo a precisare in modo puntuale tali circostanze tanto da non consentire un positivo giudizio di credibilità; mancano, infatti, circostanze oggettive e sono state, invece, riferite informazioni apprese da terze persone senza che, nei fatti, l'istante abbia subito alcun procedimento restrittivo o di giudizio a suo carico. Nel senso della non credibilità, inoltre, rilevano anche le modalità dell'espatrio visto che il richiedente ha riferito di aver lasciato il Senegal con volo aereo grazie ad un visto turistico: se il suo nominativo fosse stato effettivamente noto alle autorità e quindi inserito in un elenco di soggetti attenzionati, il richiedente non avrebbe superato i controlli doganali senza subire conseguenze, mentre nei fatti egli è potuto espatriare legalmente. Di conseguenza, richiamando la previsione di cui all'art. 3, D. Lgs. 251/2007, il Collegio condivide il giudizio amministrativo nel senso della non credibilità e conseguente irrilevanza del narrato ai fini del riconoscimento delle protezioni maggiori di cui si dirà, per completezza, in riferimento al caso dell'odierno ricorrente.
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4. Esame della sussistenza dei presupposti per le forme di protezione richieste In punto di diritto, va premesso che in tema di riconoscimento della protezione internazionale, in presenza di contestazioni del ricorrente volte a censurare il provvedimento amministrativo sotto i profili della nullità o dell'annullabilità, anche ai sensi degli artt. 21 septies ed octies della L. 241/90, il giudice ordinario adito a seguito dell'impugnazione delle decisioni rese dalle commissioni territoriali o dalla Commissione nazionale, ai sensi dell'art. 35, d. lgs. n. 25/08, non essendo giudice dell'atto in sé, ma del rapporto dedotto in giudizio, non è investito della cognizione sull'atto, bensì valuta la sussistenza di un diritto soggettivo tutelabile attraverso la concessione di una delle tre misure di protezione in favore dello straniero, con la conseguenza che non è tenuto a motivare riguardo la sussistenza o meno dei vizi dedotti in ricorso.
4.1 Status di rifugiato e protezione sussidiaria. Tenuto conto di quanto fin qui detto con riferimento alla situazione del paese di origine e alla credibilità del ricorrente il Collegio ritiene che, nella specie, difettino nei confronti dello stesso i presupposti per ritenere sussistente una “persecuzione grave” così come prevista dall' art. 1 A della Convenzione di Ginevra del 28.7.1951, come attuata dalla Direttiva 2005/85/CE e l' art. 2 co.1°, lett. d) del d.lgs. n.25/083 ai fini del riconoscimento dello status di rifugiato sia quelli di un “grave danno” così come previsto dall''art. 2, lett. g) del d. lgs. n.251/07, come declinato nelle lett. a) b) e c) dell'art. 14 del d. lgs. n.251/074,ai fini del riconoscimento della protezione sussidiaria. Né a tal fine potrebbe rilevare una generica gravità della situazione politico-economica del Paese di origine del richiedente, al pari della mancanza di un pieno esercizio delle libertà democratiche posto che l'esposizione a tali rischi deve essere valutata con riferimento alla sua situazione individuale. 5 Ciò è ancora più vero se si considera che, attualmente, il Senegal non versa in condizioni di insicurezza interna tali da potersi definire foriere di un conflitto armato interno o internazionale, sia pur a bassa intensità; dalle fonti consultate, infatti, emergono criticità relative all'area di confine con il Mali e la Guinea dove gli episodi di conflitto 3 La Convenzione di Ginevra citata fa riferimento ad atti tali da essere configurati per l'elevato grado di personalizzazione del rischio persecutorio come “persecuzione grave” (cfr. tra le molte Cass. 6503/2014; 12075/2014 e 2830/2015) per motivi di razza, religione, nazionalità, appartenenza ad un determinato gruppo sociale o professione di un'opinione politica e dell'impossibilità di avvalersi della protezione di tale paese perché nel territorio di provenienza è dato registrare un irreversibile deterioramento degli strumenti istituzionali di protezione della “minoranza” cui il ricorrente appartiene e che, per tale ragione, si trova nelle condizioni di non potere o, a cagione del timore della persecuzione, non volere chiedere protezione nel paese di provenienza 4 Le tre ipotesi di danno grave sono le seguenti a) la condanna a morte o all'esecuzione della pena di morte;
b) la tortura o altra forma di pena o trattamento inumano o degradante ai danni del richiedente nel suo Paese di origine;
c) la minaccia grave ed individuale alla vita o alla persona di un civile derivante dalla violenza indiscriminata in situazioni di conflitto armato interno o internazionale. vengono definiti saltuari, secondo le indicazioni fornite dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale nel resoconto disponibile alla pagina Parte_12
(https://www.viaggiaresicuri.it/find-country/country/SEN - data aggiornamento 07.03.2024
– validità 27.11.2024). Quanto alla politica interna il primo ministro ha vinto CP_5 le elezioni del 7 novembre 2024; il voto era stato convocato a settembre del presidente per rafforzare il controllo sul parlamento del suo partito ST;
il Persona_58 partito dovrebbe ottenere almeno 130 seggi sui 165 disponibili, mentre alla coalizione dell'ex presidente MA AL resterebbero quindici deputati. è stato eletto con il 54% Persona_59 dei voti, una percentuale che non consente dubbi sulle scelte dei cittadini senegalesi, della loro voglia di cambiamento in uno dei Paesi più stabili dell'Africa Occidentale. Paese che, contrariamente a molti dei suoi vicini, ha sempre mantenuto e seguito un suo percorso democratico, messo recentemente in pericolo e minacciato con l'accentuarsi degli atteggiamenti autoritari del Presidente AL, in carica dal 2012 e giunto alla fine del suo secondo mandato. Il nuovo Presidente ha riacceso le speranze dei giovani, un elettorato particolarmente significativo in un Paese dove il 75% della popolazione ha meno di 35 anni e dove la disoccupazione, malgrado la buona salute economica, rimane molto forte. (https://www.apiceuropa.com/senegal-un-respiro-per-la-democrazia-nel-continente- africano/ ; https://www.internazionale.it/magazine/2024/11/21/parlamento-sotto- controllo ). Le ultime notizie disponibili, pertanto, costituiscono presupposto per prospettare una condizione sociale, politica e di sicurezza interna idonea a garantire la sicurezza dei cittadini e la tutela dei rispettivi diritti, al netto di isolate zone di tensione in ogni caso sotto il controllo delle autorità governative. Nel caso di specie, inoltre, il ricorrente non ha fornito elementi attendibili da cui desumere la sussistenza di atti tali da essere configurati come “persecuzione grave” o come “danno grave” come sopra delineati, soprattutto in relazione alle fonti consultate cui ci si richiama integralmente. In definitiva, dunque, i fatti riferiti, in assenza di atti persecutori diretti e personali nei termini sopra descritti, non consentono di riconoscere alcuna delle protezioni maggiori tenuto anche conto che nello stato di provenienza come emerso dalle COI (cfr. paragrafo 2) sono presenti istituzioni statuali che, in caso di effettivo e concreto pericolo, sarebbero comunque in grado di proteggerlo.
4.2 Protezioni minori Nel caso dell'odierno ricorrente si deve precisare che la domanda di riconoscimento della protezione internazionale risulta formalizzata in data 22.01.2024 come da modello C3 allegato e che, pertanto, nel caso di specie troverà necessariamente applicazione la disciplina in materia di protezione c.d. minore introdotta dall'art. 7 DL 20/2023 convertito con modificazioni dalla L. 50/2023. È utile rammentare che l'istituto in questione è stato denominato “speciale” a seguito del DL 113/2018 con cui è stata abrogata la protezione umanitaria prevista dall'art. 5, co. 6, D. Lgs. 286/98 secondo cui il questore, in caso di ritenuta insussistenza dei presupposti per il rilascio o il rinnovo del permesso di soggiorno secondo le regole ordinarie previste per le varie tipologie, era tenuto a verificare l'esistenza di “seri motivi, in particolare di carattere umanitario o derivanti da obblighi costituzionali o internazionali dello Stato italiano” tali da consentire comunque il rilascio del titolo di soggiorno. Nel 2020 veniva emanato il DL 130/2020, convertito con
16 modificazioni nella L. 173/2020 che, innanzitutto, ha ripristinato parzialmente l'art. 5, co. 6, D. Lgs. 286/98 (senza la clausola delle «serie ragioni umanitarie» e senza espressa previsione del rilascio del permesso di soggiorno da parte del questore), esplicitando nuovamente il dovere dello Stato di tenere conto degli obblighi costituzionali o internazionali prima di negare il permesso di soggiorno alla persona straniera che ne faccia richiesta (anche ad altro titolo). Inoltre, il citato DL ha profondamente trasformato l'istituto della protezione speciale di cui all'art. 19, D. Lgs. 286/98 aggiungendo al catalogo dei divieti assoluti di espulsione, respingimento o estradizione («in nessun caso») di cui al comma 1.1 il rischio di trattamenti inumani o degradanti, oltre al rischio di tortura introdotto nel 2017 e in sede di conversione in legge ha posto anche il limite all'espulsione e al respingimento in relazione al dovere di rispetto dell'art. 5, co. 6, D. Lgs. 286/98. Ulteriore innovazione è stata quella di specificare, al comma 1.1, il limite all'allontanamento delle persone nel caso ciò comporti la violazione del diritto al rispetto della vita privata e familiare con indicazione dei criteri di accertamento quali la natura ed effettività dei vincoli familiari, effettivo inserimento sociale in Italia, durata del soggiorno nel territorio nazionale, esistenza di legami familiari, culturali o sociali con il Paese di origine. Recentissimamente, come visto, il legislatore è nuovamente intervenuto in merito alla protezione c.d. speciale in due fasi: in primo luogo con l'art. 7, DL 20/2023 entrato in vigore in data 11 marzo 2023 che ha soppresso il terzo e quarto periodo del comma 1.1, dell'art. 19, D. Lgs. 286/98 che stabilivano: “Non sono altresì ammessi il respingimento o l'espulsione di una persona verso uno Stato qualora esistano fondati motivi di ritenere che l'allontanamento dal territorio nazionale comporti una violazione del diritto al rispetto della sua vita privata e familiare, a meno che esso sia necessario per ragioni di sicurezza nazionale, di ordine pubblico e sicurezza pubblica nonché di protezione della salute nel rispetto della Convenzione relativa allo statuto dei rifugiati, firmata a Ginevra il 28 luglio 1951, resa esecutiva dalla legge 24 luglio 1954, n. 722 e della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea. Ai fini della valutazione del rischio di violazione di cui al periodo precedente, si tiene conto della natura e della effettività dei vincoli familiari dell'interessato, del suo effettivo inserimento sociale in Italia, della durata del suo soggiorno nel territorio nazionale nonché dell'esistenza di legami familiari, culturali o sociali con il suo Paese d'origine”. Nella seconda fase, in sede di conversione nella L. 50/2023 entrata in vigore il 06 maggio 2023, il legislatore ha, altresì, abrogato sia la parte dell'art. 19, comma 1.2 in cui era previsto il diritto a chiedere il riconoscimento della protezione speciale direttamente al questore, sia l'art. 6, comma 1 – bis) lett. a), D. Lgs. 286/98 che prevedeva la convertibilità del permesso per protezione speciale rilasciato ai sensi dell'art. 32, co. 3, D. Lgs. 25/2008; è stata, altresì, abrogata la convertibilità dei permessi per calamità e cure mediche rendendo più i rigidi i rispettivi presupposti accertativi. La protezione c.d. speciale ha innanzi tutto radice nell'ordinamento nazionale e secondo l'orientamento prevalente della giurisprudenza, prescinde dalla credibilità soggettiva (Cass. 10922/2019, 7985/2020, 1433/2021, 25734/2021, 447/2022) dovendosi considerare il
“solo” rischio di violazione dei diritti umani fondamentali «a compasso largo» che si ritiene attuazione del diritto d'asilo di cui all'art. 10, co. 3, Costituzione, forma complementare di tutela che si aggiunge a quella di derivazione internazionale: si tratta, quindi, di due sistemi diversi tra loro che si completano sia per fonte normativa che per regole di accertamento e l'abrogazione dell'art. 19, co.
1.2 si ritiene non impedisca oggi di continuare a riconoscere la protezione speciale al di fuori del sistema di derivazione unionale poiché l'art. 19 TU
17 preesiste al sistema di protezione internazionale e, soprattutto, la sua collocazione generale tra i divieti di espulsione/respingimento/estradizione lo qualifica come norma di chiusura, alla pari dell'art. 5, co. 6, dell'intero sistema regolatorio della condizione giuridica della persona straniera in coerenza, applicazione e conformità con i precetti di cui all'art. 10, commi 1, 2, 3 e 4 della Costituzione. Sia pur a fronte delle recenti modifiche legislative operate dal DL 20/2023 convertito con modificazioni dalla L. 50/2023 l'art. 19 D. Lgs. 286/98 è norma che costituisce limite al potere dello Stato che non esaurisce la sua efficacia all'interno del sistema di asilo e, pertanto, è l'art. 19 stesso ad estendere la sua efficacia all'art. 32, co. 3, D. Lgs. 25/2008 e non quest'ultimo che assorbe il primo spostandolo dal corpo normativo originario (il Testo Unico Immigrazione) ed esautorandolo dalla sua valenza generale e il comma 1.2 dell'art. 19, riformato dal DL 20/2023, esplicita tale estensione ribadendo che anche nella materia della protezione internazionale è applicabile il limite generale posto dalla norma («Nelle ipotesi di rigetto della domanda di protezione internazionale, ove ricorrano i requisiti di cui ai commi 1 e 1.1, la trasmette ai sensi dell'art. 32, co. 3, del decreto legislativo 25 gennaio 2008, n. 25, Controparte_1 gli atti al Questore per il rilascio di un permesso di soggiorno per protezione speciale»). Dottrina e giurisprudenza prevalenti ritengono che la protezione umanitaria poi denominata speciale discenda in via diretta dall'asilo costituzionale ex art. 10, co. 3, Costituzione (da ultimo: Cass. SU 29159/2019 e 24413/2021 e, ancor prima, Cass. 10686/2012 e 16362/2016, nonché Corte cost. 194/2019) condividendo con la protezione internazionale la natura di diritto umano fondamentale (Cass. SU, 19393/2009) e oggi sempre più qualificata come complementare, «termine che consente di sottolinearne al tempo stesso tanto la prossimità rispetto alla protezione internazionale quanto l'autonomia». A fronte di tali considerazioni è possibile affermare che per effetto della riforma dell'art. 19 operata dal DL 2072023 e dalla sua legge di conversione n. 50/2023 l'art. 5, co. 6, D. Lgs. 286/98 torni a riespandersi in tutta la sua portata originaria divenendo fonte e legittimazione per il rilascio del permesso del soggiorno in presenza di obblighi costituzionali o internazionali, rafforzato (anche) dal riferimento ai divieti generali posti nell'art. 19, D. Lgs. 286/98; l'insieme delle due disposizioni non può che coniugare l'obbligo negativo dello Stato con il suo obbligo positivo di certificazione della condizione afferente ad un diritto fondamentale da attuarsi mediante il rilascio del permesso di soggiorno. In merito allo specifico diritto al rispetto della vita privata e familiare la lettura giuridica della norma, a fronte dell'operata abrogazione del terzo e quarto periodo del comma 1.1 dell'art. 19, D. Lgs. 286/98 esclude l'effetto abrogativo di un diritto che in sé non è abrogabile sia perché contenuto in una norma internazionale quale la Convezione europea dei diritti umani a valenza costituzionale (artt. 10, commi 1 e 2, 117 Cost.), sia perché fa parte dell'ambito di applicazione dell'art. 5, co. 6, D. Lgs. 286/98 e, dunque, anche dell'art. 19, D. Lgs. 286/98. Sotto tale punto di vista, infatti, è incontestabile che attraverso l'art. 5, co. 6, TUI – sia nella collocazione autonoma che all'interno dell'art. 19, comma 1.1 – il diritto al rispetto della vita privata e familiare di cui all'art. 8 Cedu sia ancora oggi pienamente riconoscibile e comporti il rilascio di un permesso di soggiorno. Esso, infatti – come già evidenziato – è un obbligo internazionale dell'Italia recepito con la ratifica della Convenzione europea dei diritti umani con la L. 848/1955 e anche obbligo costituzionale (art. 10, commi 1 e 2, art. 117 Cost., parametro interposto di costituzionalità) collegabile anche al dovere di riconoscimento,
18 comunque, dei diritti fondamentali ex art. 2, D. Lgs. 286/98 e, pertanto, dovere dello Stato garantirlo concretamente. Di conseguenza, alla luce dell'analisi sin qui condotta, si ritiene ancora oggi riconoscibile la protezione minore c.d. speciale alla luce degli obblighi costituzionali e internazionali assunti dall'Italia e trasposti nel nostro ordinamento in materia di regolazione della condizione dello straniero sul territorio nazionale alla luce dell'art. 5, co. 6, e 19 TUI in relazione con l'articolo 32, co. 3, D. Lgs. 25/2008 in quanto norma direttamente riconducibili ai precetti costituzionali e internazionali sin qui brevemente richiamati potendosi e dovendosi, in tal senso, valutare non solo e non tanto una condizione di eventuale vulnerabilità del/della richiedente (in senso assoluto e correlata all'ipotesi di rimpatrio), quanto anche l'effettiva acquisizione sul territorio nazionale da parte del/della richiedente di quel catalogo di diritti costituzionalmente garantiti “a compasso largo” e riconosciuti al cittadino straniero in quanto cardini dell'ordinamento repubblicano;
tale riconoscimento rientra a pieno nell'alveo delle disposizioni richiamate a formulazione vigente e rispetta i criteri di giudizio in materia rimasti invariati poiché tali sono i presupposti costituzionali e internazionali che sovraintendono ai diritti medesimi oggetto di possibile riconoscimento. Di tal che si dovrà tenere conto del diritto del/della richiedente al mantenimento del diritto al lavoro raggiunto, del diritto alla salute e all'accesso alle cure sanitarie, del diritto all'istruzione scolastica, linguistica e di formazione professionale, del diritto all'alloggio e all'accesso alla previdenza sociale, del diritto a intrattenere rapporti personali e di natura professionale e commerciali e di tutti quelli in cui si estrinseca la personalità dell'individuo alla luce della portata dell'art. 8 Cedu e della sua interpretazione resa dalla giurisprudenza unionale e di recepimento interno di legittimità e costituzionalità nel nostro ordinamento. Fatta questa doverosa quanto necessaria premessa nel caso dell'odierno ricorrente deve evidenziarsi che nell'economia del giudizio in merito alla condizione di integrazione maturata nel nostro Paese, nonché a fronte del lasso di tempo intercorso e del tipo di procedura con cui la sua domanda di asilo è stata esaminata, deve premettersi che in merito al Paese di provenienza non sussistano condizioni idonee a prospettare una lesione dei suoi diritti fondamentali in caso di rimpatrio non avendo rappresentato particolari condizioni personali e non risultando mutate condizioni di sicurezza interna che, se insufficienti per il riconoscimento delle protezioni maggiori invocate, avrebbero potuto in ogni caso assumere rilevanza sotto tale specifico punto di vista. Resta quindi da verificare, sia pur nei limiti temporali descritti, gli elementi forniti dal ricorrente al fine di verificare, sia pur in via embrionale, l'esistenza di un principio di integrazione nel nostro Paese con relativa acquisizione di quei diritti che costituiscono base per il riconoscimento della protezione in commento. A tal proposito, viste le note di trattazione scritta depositate dalla difesa in occasione dell'udienza del 21.03.2025, si apprende che il legale non è più in contatto con il ricorrente non potendo, di conseguenza, fornire alcuna documentazione aggiornata in merito alla sua effettiva condizione in territorio in nazionale. Anche in riferimento all'iscrizione a ruolo del ricorso occorre evidenziare che: a) quanto alla propria condizione lavorativa il ricorrente ha depositato: copia modello UniLav datrice tempo determinato 09.02.2024 – 08.02.2025, copia Parte_13 relativo contratto, copia buste paga febbraio 2024 – marzo 2025 (ultima busta paga euro 1.625,00 – media mensilità euro 1.600,00 circa), copia comunicazione proroga
19 al 31.12.2025, copia relativo modello UniLav, copia CU 2025 (euro 20.194,97 periodo 09.02.2024 – 31.12.2024); b) quanto alla propria condizione abitativa il ricorrente, in occasione dell'udienza del 21.03.2025, ha dichiarato di vivere a Piandimeleto (PU) presso il cugino e lo zio e ha depositato la relativa dichiarazione di ospitalità in suo favore (data 18.09.2023), copia iscrizione anagrafica 15.11.2024; c) dalle informazioni emerse, la famiglia del richiedente vive in Senegal, mentre in Italia l'istante convive con il cugino e lo zio, cittadino italiano come da documentazione versata in atti;
d) in occasione dell'udienza del 21.03.2025 il ricorrente ha dimostrato di parlare e comprendere la lingua italiana;
e) non risultano segnalazioni di PG relative a condotte o comportamenti del ricorrente aventi rilevanza penale, come da copia del certificato del casellario giudiziale nullo e copia del certificato dei carichi pendenti negativo rilasciati in data 11.02.2025; Alla luce dei documenti agli atti e delle considerazioni sin qui svolte si ritiene delineato il diritto del ricorrente a vedere tutelati i diritti dallo stesso acquisiti in territorio nazionale (es. diritto al lavoro) e di veder protetti quelli attinenti alla sua persona quali la conservazione dei propri rapporti personali e lavorativi in Italia. Nel senso delle disposizioni normative citate si deve valutare non tanto e non solo la condizione di eventuale vulnerabilità del richiedente (in senso assoluto e correlato all'ipotesi di rimpatrio), quanto anche l'effettiva acquisizione sul territorio nazionale da parte del richiedente del catalogo di diritti costituzionalmente garantiti e riconosciuti al cittadino straniero in quanto cardini dell'ordinamento repubblicano;
tale riconoscimento, per l'effetto, rientra nell'alveo delle disposizioni richiamate a formulazione vigente e rispetta i criteri di giudizio in materia rimasti invariati poiché tali sono i presupposti costituzionali e internazionali che sovraintendono ai diritti medesimi oggetto di riconoscimento. Di tal che si dovrà tenere conto del diritto del richiedente al mantenimento del diritto al lavoro raggiunto, del diritto alla salute e accesso alle cure sanitarie, del diritto all'istruzione scolastica e/o formativo – professionalizzane, linguistica, del diritto all'alloggio e alla previdenza sociale, del diritto a mantenere i rapporti personali, di natura professionale e commerciali e di tutti quei rapporti in cui si estrinseca la sua personalità alla luce della portata dell'art. 8 Cedu come più volte decodificato nella giurisprudenza dell'Unione e delle relative norme di recepimento interno. Nel caso di specie il ricorrente ha dimostrato continuità lavorativa, adeguata remunerazione e la disponibilità di un alloggio condiviso con suo cugino e suo zio, divenuto cittadino italiano come da documentazione in atti;
la continuità lavorativa, l'adeguata remunerazione e l'effettiva integrazione personale sono emerse anche dalla conoscenza della lingua italiana dimostrata dal ricorrente che, al pari del lavoro, costituisce elemento di primaria importanza ai fini dell'effettiva valutazione del percorso di integrazione del richiedente asilo nel Paese europeo responsabile della sua domanda. Per le considerazioni che precedono, il ricorso merita accoglimento.
5. Regolamento delle spese di lite. Con riferimento, infine, alle spese di giudizio, l'accoglimento parziale della domanda giustifica la loro integrale compensazione
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p.q.m.
Il Tribunale di Ancona, definitivamente decidendo la causa come in epigrafe descritta così provvede: accoglie parzialmente il ricorso e, per l'effetto, riconosce a (C.F. Parte_1
– Codice CUI il diritto ad un permesso di soggiorno C.F._1 Nume_1 per protezione speciale della durata di due anni ai sensi della normativa richiamata;
compensa le spese di lite;
dispone che il presente provvedimento sia notificato al ricorrente e comunicato alla presso la Controparte_1
Prefettura di nonché al Pubblico Ministero in sede;
CP_1
Il Presidente rel. Roberto Sereni Lucarelli
21 1. DA COMPARE FOOTNOTE PAGES 2 a) il richiedente ha compiuto ogni ragionevole sforzo per circostanziare la domanda;
b) è stata fornita un'idonea motivazione dell'eventuale mancanza di altri elementi significativi;
c) le dichiarazioni rese sono coerenti e plausibili e correlate alle informazioni generali e specifiche riguardanti il suo caso;
d) il richiedente ha presentato la domanda il prima possibile o comunque ha avuto un valido motivo per tardarla;
e) dai riscontri effettuati il richiedente è attendibile. 5 Con specifico riguardo all'elevato grado di personalizzazione del rischio persecutorio la Suprema Corte che ha avuto modo di chiarire che l'esame comparativo dei requisiti necessari per il riconoscimento dello status di rifugiato politico ovvero per il riconoscimento della protezione sussidiaria evidenzia un diverso grado di personalizzazione del rischio oggetto di accertamento, atteso che nella protezione sussidiaria si coglie, rispetto al rifugio politico, un'attenuazione del nesso causale tra la vicenda individuale ed il rischio rappresentato, sicché, in relazione alle ipotesi descritte alle lettere a) e b) dell'art. 14 del d.lgs. n. 251/07, l'esposizione dello straniero al rischio di morte o a trattamenti inumani e degradanti, pur dovendo rivestire un certo grado di individualizzazione, non deve avere i caratteri più rigorosi del "fumus persecutionis"; mentre, con riferimento all'ipotesi indicata nella lettera c) del medesimo articolo, la situazione di violenza indiscriminata e di conflitto armato nel paese di ritorno può giustificare la mancanza di un diretto coinvolgimento individuale nella situazione di pericolo (cfr. Cass.6503/2014, Cass. 12075/2014 e Cass. 2830/2015).
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