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Sentenza 3 febbraio 2025
Sentenza 3 febbraio 2025
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Sul provvedimento
| Citazione : | Trib. Milano, sentenza 03/02/2025, n. 68 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Trib. Milano |
| Numero : | 68 |
| Data del deposito : | 3 febbraio 2025 |
Testo completo
R.G. n. P.U. 87/2025 BA TO
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
IL TRIBUNALE DI MILANO
Sezione Seconda civile e crisi d'impresa riunito in Camera di Consiglio nelle persone dei sottoscritti magistrati:
Dott.ssa Laura De Simone Presidente
Dott.ssa Vincenza Agnese Giudice
Dott. Francesco Pipicelli Giudice rel. nel procedimento n. RG 87/2025 PU per l'apertura della liquidazione controllata del patrimonio promosso da
BA TO, c.f. [...], nata a VI SI (MI) in [...]
8/6/1982, residente a[...], elettivamente domiciliata presso lo
Studio professionale dell'Avv. Alessandro Lombardini (C.F. [...]) in
Segrate, Via Monzese n. 21, che la rappresenta e difende, giusta procura alle liti allegata al ricorso, il quale dichiara di voler ricevere le comunicazioni al numero di fax 02/39522351 o all'indirizzo pec alessandro.lombardini@milano.pecavvocati.it, con l'assistenza dell'Avv. MAURIZIO
RUTA Nato a CASERTA (CE) il 15/09/1976 C.F. [...]Pec: maurizio.ruta@milano.pecavvocati.it - E-mail: ruta.maurizio@libero.it - Indirizzo studio: VIA
G. SILVA, 35 - MILANO (MI), quale Gestore della crisi da sovraindebitamento designato dal l'OCC Segretariato Sociale sede di RV (MI) Iscritto al n. 121 della Sez. A del Registro degli Organismi di Composizione della Crisi da Sovraindebitamento Istituito presso il
Ministero di Giustizia Via Roma,49 20014 RV MI - Tel. 0331 1587678 - PEC: occsegretariatosocialenerviano@pec.it mail: segreteriaocc@gmail.com C.F. 9952890961 -
P.IVA 9952890961;
- ricorrente -
ha pronunciato la seguente
SENTENZA
1 Oggetto: apertura della liquidazione controllata del patrimonio della debitrice ricorrente
BA TO.
letto il ricorso depositato a PCT in data 23.1.2025 in proprio da BA TO per l'apertura della liquidazione controllata del suo patrimonio;
vista la documentazione prodotta;
ritenuto che
sussistono tutti i presupposti per l'apertura della liquidazione controllata, per le motivazioni che seguono;
ritenuta la competenza dell'intestato Tribunale ex art. 27, co. 2 CCII, atteso che la ricorrente è residente ad INZAGO (MI) VIA PADRE CIPRIANO N. 6, come da aggiornato certificato di residenza e stato di famiglia e quindi il centro degli interessi principali è collocato nel circondario del Tribunale di Milano;
rilevato che la ricorrente riveste la qualità di debitore ex art. 65 co.1 CCII nonché sussiste la legittimazione dell'istante ai sensi degli artt. 2, co. 1, lett c) e 269 CCII in quanto non assoggettabile alla liquidazione giudiziale ovvero a liquidazione coatta amministrativa o altre procedure liquidatorie previste dal codice civile o da leggi speciali per il caso di crisi o insolvenza;
valutata la sussistenza della condizione di sovraindebitamento del ricorrente ai sensi dell'art. 2, co. 1 lett. c) CCII, atteso che lo stesso non è in grado di far fronte – con il reddito mensile medio netto di € 1.231,00 circa in parte assorbito da spese di mantenimento mensile indicate in €
1.135,00 - alle obbligazioni contratte a fronte di un indebitamento scaduto di euro € €
182.529,54 tutta di natura bancaria, mentre quanto alle cause del sovraindebitamento, esse sono esposte nella relazione del Gestore della Crisi e dal debitore alle pagine 2 ss. del ricorso, anche con riferimento all'esecuzione immobiliare ed al successivo pignoramento mobiliare intrapreso dalla banca creditrice in virtù di mutuo ipotecario, oggi Credit OR (cessionaria di BNL);
evidenziato che a corredo della domanda è stata prodotta tutta la documentazione di cui all'art. 39 CCII;
osservato che sussiste il requisito di cui all'art. 270 co. 1 CCI, non essendo state avanzate domande di accesso alle procedure di cui al titolo IV;
osservato che al ricorso è stata allegata la relazione particolareggiata del gestore della crisi nominato dall'OCC, Avv. MAURIZIO RUTA, la quale ha verificato la completezza e attendibilità della documentazione prodotta dal ricorrente ed ha adeguatamente illustrato la situazione economica, patrimoniale e finanziaria del debitore;
rilevato che il Gestore della Crisi - come si desume dalla motivazione - ha attestato nel corpo della relazione di cui all'articolo 269, comma 2, che è possibile acquisire in corso di procedura
2 un attivo non irrisorio da distribuire ai creditori di circa € 17.60,00 di cui a) € 4.800,00 quale presumibile ricavo della vendita dell'autovettura; b) € 12.960,00 pari alla quota mensile di €
360,00 per 12 mensilità per 3 anni (corrispondente alla durata della procedura di liquidazione pari a 36 mesi), dovendosi tener conto della caducazione della trattenuta di € 307,60 ora presente in busta paga per pignoramento ed accertate le spese di mantenimento ed esborsi indicate in € 1.135,00 (dandosi atto che previa sospensione del pignoramento e valutando la busta paga di € 1.231,00 netti di agosto 2024 rimarrebbero circa € 400 mensili da mettere a disposizione della procedura) e con l'apprensione del saldo dei conti correnti attivi, a termini dell'art. 268 comma 3 ultimo periodo CCII;
ritenuto, quindi, che sussistono tutti i presupposti per dichiarare aperta la procedura di liquidazione controllata del patrimonio del ricorrente;
evidenziato che ai sensi dell'art. 6, co. 1, lett. a) CCII il legislatore contempla espressamente tra i crediti prededucibili le spese e i compensi per le prestazioni rese dall'OCC, salva la liquidazione del compenso unitario anche per l'incarico di liquidatore al termine della procedura che sarà effettuata dal GD (vedi Trib. Milano, 29 febbraio 2024, Pres. De Simone,
Est. Agnese in Diritto della Crisi), ma non anche i crediti dei professionisti che assistono il debitore;
ritenuto che
per il combinato disposto degli artt. 49 comma 3 lett.f) e 65 comma 2 CCII, al fine di agevolare il liquidatore nello svolgimento delle attività demandate lo stesso può essere autorizzato ad accedere alle banche dati pubbliche;
il liquidatore può pertanto essere autorizzato, con le modalità di cui agli articoli 155-quater, 155-quinquies e 155-sexies delle disposizioni di attuazione del codice di procedura civile, stante il rinvio operato dall'art. 270, comma 5, CC.II. alle disposizioni del procedimento unitario di cui al Titolo III, ivi compreso il disposto dell'art. 49 CC.II., ad accedere alle banche dati dell'anagrafe tributaria e dell'archivio dei rapporti finanziari;
ritenuto che
in ordine all'ammontare del reddito mensile da lasciare nella disponibilità del ricorrente, il relativo provvedimento sarà demandato al GD, previa apposita istanza e su motivato parere del liquidatore, previa apprensione provvisoria della quota di reddito indicata dal debitore in attesa della predetta statuizione;
in ogni caso provvisoriamente e fino al provvedimento del giudice, fatte salve diverse determinazioni del liquidatore nell'immediato, verrà trattenuta e versata sul conto della procedura la somma mensile libera di € 400,00, atteso che la parte ricorrente ha dichiarato di voler mettere a disposizione della procedura una quota del reddito di impresa mensilmente generato eccedente in concreto il netto del fabbisogno per il mantenimento familiare mensile indicato in € 1.135,00;
3 rilevato che – salva la determinazione del reddito disponibile che verrà effettuata dal GD a seguito di un separata istanza motivata del liquidatore – va richiamato fin da ora, viste le conclusioni contenute nella relazione dell'OCC, il protocollo redatto da questo Tribunale e sottoscritto dagli OCC secondo il quale “Le eventuali mensilità erogate oltre le dodici mensilità
(tredicesima e/o quattordicesima) potranno essere dal liquidatore integralmente acquisite alla procedura, in quanto importi aggiuntivi e ulteriori rispetto alle spese funzionali al sostentamento del debitore.”; tenuto conto, con riguardo al pignoramento del quinto dello stipendio da parte di CREDIT
FACTOR SPA, a seguito di ordinanza di assegnazione del GE in data 19.3.2024, operante presso il terzo datore di lavoro DALBERTI SRL, che il medesimo, dalla data del presente provvedimento, è inopponibile alla procedura, per il principio della par condicio creditorum, la cui salvaguardia costituisce la ratio della sottrazione a chi accede alla procedura di liquidazione della disponibilità dei suoi beni, e tra questi rientra anche il pagamento eseguito dal terzo debitore in favore del creditore del debitore destinatario dell'assegnazione coattiva del credito ex art. 553 c.p.c. (principio mutuato dalla disciplina fallimentare- v. sul punto Cass.10 agosto
2017, n. 19947); la Cassazione con la condivisibile pronuncia citata ha osservato che l'ordinanza di assegnazione si configura come una cessione pro solvendo o una datio in solutum condizionata al pagamento della somma dovuta in favore del creditore procedente e l'effetto satisfattivo del diritto del creditore non coincide con il provvedimento che chiude il procedimento esecutivo e determina il trasferimento del credito pignorato, ma è rimesso alla successiva riscossione dell'importo assegnato;
il pagamento di taluno dei creditori successivamente all'apertura della liquidazione è quindi impedito dal principio generale del concorso dei creditori (art.2741 c.c.); rilevato pertanto che occorre dare atto solo in motivazione che ai sensi del combinato disposto degli artt. 270 comma 5 e 150 CCII nessuna azione individuale esecutiva può essere iniziata o proseguita su beni compresi nella procedura liquidatoria, con ogni conseguente effetto di legge;
ritenuta opportuna la sostituzione del liquidatore persona fisica avv. MAURIZIO RUTA con l'avv. MICAELA LIDIA ANDOLFATO, scelta come da Protocollo nell'ambito dello stesso
OCC nominato PROTEZIONE SOCIALE ITALIANA di RV, atteso che al termine della sua relazione il gestore della crisi avv. RUTA ha chiesto di non essere nominato liquidatore, ai sensi dell'art. 270 co. 2 lettera B) CCII.
La richiesta di utilizzo temporaneo dell'autovettura
Nelle conclusioni del ricorso si legge di voler autorizzare il debitore all'utilizzo dell'autovettura fino alla fine della procedura.
4 Il Tribunale ritiene di dover autorizzare soltanto l'utilizzo momentaneo dell'autovettura di proprietà avente un verosimile residuo valore commerciale non certamente irrisorio (come indicato nella relazione del Gestore della Crisi con valore residuo di € 4.800), quale bene assolutamente necessario per esigenze di vita e spostamenti di lavoro del ricorrente.
Pur in caso di necessità di utilizzo del veicolo per documentate esigenze lavorative, in linea di principio non potrebbero essere esclusi dalla liquidazione del sovraindebitato beni di proprietà, in considerazione dello spossessamento universale derivante dall'apertura del procedimento di liquidazione controllata.
Tuttavia, ritiene il Tribunale che il ricorrente potrà provvisoriamente continuare ad utilizzare l'autovettura pur appresa alla liquidazione;
rimane fermo che le spese e i costi di manutenzione non devono gravare sulla massa dei creditori prevedendosi la facoltà espressa del liquidatore di esigerne la possibile restituzione immediata ex art. 1809 co. 2 c.c., a semplice richiesta orale, nel caso in cui vi siano improcrastinabili esigenze liquidatorie ed ove sia bene utilmente collocabile in procedura competitiva trattandosi comunque di bene acquisito alla massa attiva.
L'utilizzo temporaneo, in altri termini, dovrà essere limitato al solo tempo strettamente necessario all'indizione e pubblicità della procedura competitiva di vendita telematica del bene mobile registrato, per giungersi all'aggiudicazione, in base al programma di liquidazione che verrà depositato, fatta salva ogni valutazione diversa di eventuale derelictio per non economicità che sarà compiuta dal liquidatore con istanza al GD che consentirà se del caso ed eventualmente di lasciare la vettura in possesso del ricorrente.
P.Q.M.
Visto l'art. 270 CCII,
• dichiara aperta la procedura di liquidazione controllata del patrimonio della debitrice ricorrente BA TO, c.f. [...], nata a [...]
SI (MI) in data 8/6/1982, residente ad INZAGO (MI) VIA PADRE
CIPRIANO N. 6;
• nomina Giudice Delegato il dott. Francesco Pipicelli;
• nomina liquidatore l'Organismo di Composizione della Crisi da Sovraindebitamento
PROTEZIONE SOCIALE ITALIANA – SEDE DI NERVIANO, in persona dell'Avv.
MICAELA LIDIA ANDOLFATO;
• ordina al ricorrente di depositare, entro sette giorni dalla notifica della presente sentenza,
l'elenco dei creditori, i bilanci, le scritture contabili e fiscali obbligatorie;
5 • assegna ai creditori ed ai terzi, che vantano diritti reali o personali su cose in possesso dei ricorrenti, il termine perentorio a pena di inammissibilità di giorni 90 dalla notifica della presente sentenza per la trasmissione al liquidatore, a mezzo posta elettronica certificata all'indirizzo PEC che sarà loro indicato, della domanda di restituzione, di rivendicazione o di ammissione al passivo, predisposta ai sensi dell'art. 201 CCII;
si applica l'articolo 10, comma 3;
• ordina ai ricorrenti e ai terzi che li detengano di consegnare e rilasciare immediatamente al liquidatore i beni facenti parte del patrimonio oggetto di liquidazione, ad eccezione del bene mobile registrato autovettura di proprietà modello Fiat 500 targata EL677PE, immatricolata in data 29.3.2012, della quale autorizza per gravi, motivate e specifiche esigenze lavorative l'utilizzo temporaneo da parte del ricorrente nei sensi di cui in motivazione, fino all'eventuale aggiudicazione, salva eventuale valutazione diversa da parte del liquidatore da compiersi nel programma di liquidazione;
• rammenta che il provvedimento è titolo esecutivo ed è posto in esecuzione a cura del liquidatore, secondo le disposizioni di cui all'articolo 216, comma 2 CCII;
• dispone, a cura del liquidatore, l'inserimento della sentenza nel sito internet del tribunale di Milano;
nel caso in cui il debitore svolga attività d'impresa, la pubblicazione
è altresì effettuata presso il registro delle imprese;
• ordina al liquidatore ove vi siano nel patrimonio del debitore beni immobili o beni mobili registrati, la trascrizione della sentenza presso gli uffici competenti e quindi trasmissione della presente sentenza al Conservatore dei Registri Immobiliari competente in relazione agli immobili di proprietà nonché al PRA, ai fini della trascrizione;
• dispone che a cura della cancelleria la presente sentenza sia notificata al debitore e comunicata al liquidatore e, a cura di quest'ultimo, sia notificata ai creditori e ai titolari di diritti sui beni oggetto di liquidazione;
• autorizza il liquidatore, con le modalità di cui agli artt. 155-quater, 155-quinques e 155- sexies disp. att. c.p.c.:
a) ad accedere alle banche dati dell'anagrafe tributaria e dell'archivio dei rapporti finanziari;
b) ad accedere alla banca dati degli atti assoggettati a imposta di registro e ad estrarre copia degli stessi;
6 c) ad accedere alla banca dati del pubblico registro automobilistico;
d) ad acquisire l'elenco dei clienti e l'elenco dei fornitori di cui all'articolo 21 del decreto- legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito dalla legge 30 luglio 2010, n. 122 e successive modificazioni;
e) ad acquisire la documentazione contabile in possesso delle banche e degli altri intermediari finanziari relativa ai rapporti con l'impresa debitrice, anche se estinti;
f) ad acquisire le schede contabili dei fornitori e dei clienti relative ai rapporti con l'impresa debitrice;
dispone che il liquidatore, al fine di consentire al debitore di provvedere a versare una quota dello stipendio o pensione:
I) trattenga, da subito, quanto verificato e indicato dall'OCC nella relazione allegata al ricorso quale quota mensile di reddito/pensione che può essere messo dal ricorrente a disposizione dei creditori in quanto eccedente i bisogni familiari;
II) comunichi senza ritardo al datore di lavoro o all'ente erogatore del trattamento pensionistico: (i) che il tribunale ha dichiarato la liquidazione controllata del debitore;
(ii) che dalla data di dichiarazione della liquidazione controllata cessa ogni trattenuta a titolo di precedente pignoramento ovvero di cessione del quinto sullo stipendio o sulla pensione;
(iii) che sempre dalla data della dichiarazione di liquidazione controllata dovrà essere versata sul conto corrente della procedura, che il liquidatore avrà provveduto ad aprire, provvisoriamente la somma indicata dal liquidatore che a breve sarà confermata o rideterminata dal giudice della procedura;
III) chieda al giudice delegato di determinare in via definitiva le somme necessarie al mantenimento del debitore e della sua famiglia, informandolo al contempo delle attività già compiute, e fornendo nell'istanza i seguenti elementi valutativi: : I) esatta composizione del nucleo familiare del debitore, dei redditi nel complesso percepiti dalla famiglia, delle spese in concreto necessarie per il sostentamento del nucleo;
II) computo degli importi stipendiali e pensionistici astrattamente suscettibili di aggressione secondo le regole ex art. 545 c.p.c.; III) dettaglio dell'ammontare necessario ai fini del mantenimento del debitore e della sua famiglia;
• dà atto che, ai sensi degli art. 270, co. 5 e art. 150 CCII, a partire dalla data di pubblicazione della presente sentenza nessuna azione individuale esecutiva o cautelare anche per crediti maturati durante la procedura di liquidazione controllata del patrimonio può essere iniziata o proseguita sui beni compresi nella liquidazione controllata del patrimonio della debitrice ricorrente BA TO;
7 • dispone che il liquidatore:
- entro 30 giorni dalla comunicazione della presente sentenza, provveda ad aggiornare l'elenco dei creditori e dei titolari di diritti sui beni oggetto di liquidazione, ai quali notificherà la presente sentenza, indicando anche il proprio indirizzo PEC al quale dovranno essere inoltrate le domande di ammissione al passivo, di rivendica e di restituzione di beni;
- entro 90 giorni dall'apertura della liquidazione controllata, provveda alla formazione dell'inventario dei beni dei debitori e alla redazione di un programma in ordine ai tempi e alle modalità della liquidazione, che depositerà in cancelleria per l'approvazione da parte del giudice delegato;
- provveda alla scadenza dei termini per la proposizione delle domande di cui all'art. 270, co.
2, lett. d), ovvero dalla scadenza del termine assegnato per la proposizione delle domande di insinuazione/rivendica/restituzione ad attivare la procedura di formazione dello stato passivo ai sensi dell'art. 273 CCII;
- provveda, una volta terminata l'attività di liquidazione dei beni compresi nel patrimonio, a presentare il conto della gestione, con richiesta di liquidazione del suo compenso, ai sensi dell'art. 275, co. 3 CCII;
- provveda, una volta terminato il riparto tra i creditori, a richiedere al Tribunale l'emissione del decreto di chiusura della procedura ai sensi dell'art. 276 CCII;
dispone che, ogni sei mesi dalla data di deposito del programma di liquidazione, il liquidatore depositi in cancelleria un rapporto riepilogativo delle attività svolte, accompagnato dal conto della sua gestione, con allegato l'estratto del conto corrente della procedura. Nel rapporto il liquidatore dovrà indicare anche: a) se il ricorrente stia cooperando al regolare, efficace e proficuo andamento della procedura, senza ritardarne lo svolgimento e fornendo al liquidatore tutte le informazioni utili e i documenti necessari per il suo buon andamento;
b) ogni altra circostanza rilevante ai fini della esdebitazione ai sensi dell'art. 280 CCII. Il rapporto, una volta vistato dal Giudice, dovrà essere comunicato dal liquidatore al debitore, ai creditori e all'OCC.
Così deciso in Milano, nella camera di consiglio della Seconda Seconda Civile il 30 gennaio
2025.
Il giudice rel. est. Il Presidente dott. Francesco Pipicelli Dott.ssa Laura De Simone
8
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
IL TRIBUNALE DI MILANO
Sezione Seconda civile e crisi d'impresa riunito in Camera di Consiglio nelle persone dei sottoscritti magistrati:
Dott.ssa Laura De Simone Presidente
Dott.ssa Vincenza Agnese Giudice
Dott. Francesco Pipicelli Giudice rel. nel procedimento n. RG 87/2025 PU per l'apertura della liquidazione controllata del patrimonio promosso da
BA TO, c.f. [...], nata a VI SI (MI) in [...]
8/6/1982, residente a[...], elettivamente domiciliata presso lo
Studio professionale dell'Avv. Alessandro Lombardini (C.F. [...]) in
Segrate, Via Monzese n. 21, che la rappresenta e difende, giusta procura alle liti allegata al ricorso, il quale dichiara di voler ricevere le comunicazioni al numero di fax 02/39522351 o all'indirizzo pec alessandro.lombardini@milano.pecavvocati.it, con l'assistenza dell'Avv. MAURIZIO
RUTA Nato a CASERTA (CE) il 15/09/1976 C.F. [...]Pec: maurizio.ruta@milano.pecavvocati.it - E-mail: ruta.maurizio@libero.it - Indirizzo studio: VIA
G. SILVA, 35 - MILANO (MI), quale Gestore della crisi da sovraindebitamento designato dal l'OCC Segretariato Sociale sede di RV (MI) Iscritto al n. 121 della Sez. A del Registro degli Organismi di Composizione della Crisi da Sovraindebitamento Istituito presso il
Ministero di Giustizia Via Roma,49 20014 RV MI - Tel. 0331 1587678 - PEC: occsegretariatosocialenerviano@pec.it mail: segreteriaocc@gmail.com C.F. 9952890961 -
P.IVA 9952890961;
- ricorrente -
ha pronunciato la seguente
SENTENZA
1 Oggetto: apertura della liquidazione controllata del patrimonio della debitrice ricorrente
BA TO.
letto il ricorso depositato a PCT in data 23.1.2025 in proprio da BA TO per l'apertura della liquidazione controllata del suo patrimonio;
vista la documentazione prodotta;
ritenuto che
sussistono tutti i presupposti per l'apertura della liquidazione controllata, per le motivazioni che seguono;
ritenuta la competenza dell'intestato Tribunale ex art. 27, co. 2 CCII, atteso che la ricorrente è residente ad INZAGO (MI) VIA PADRE CIPRIANO N. 6, come da aggiornato certificato di residenza e stato di famiglia e quindi il centro degli interessi principali è collocato nel circondario del Tribunale di Milano;
rilevato che la ricorrente riveste la qualità di debitore ex art. 65 co.1 CCII nonché sussiste la legittimazione dell'istante ai sensi degli artt. 2, co. 1, lett c) e 269 CCII in quanto non assoggettabile alla liquidazione giudiziale ovvero a liquidazione coatta amministrativa o altre procedure liquidatorie previste dal codice civile o da leggi speciali per il caso di crisi o insolvenza;
valutata la sussistenza della condizione di sovraindebitamento del ricorrente ai sensi dell'art. 2, co. 1 lett. c) CCII, atteso che lo stesso non è in grado di far fronte – con il reddito mensile medio netto di € 1.231,00 circa in parte assorbito da spese di mantenimento mensile indicate in €
1.135,00 - alle obbligazioni contratte a fronte di un indebitamento scaduto di euro € €
182.529,54 tutta di natura bancaria, mentre quanto alle cause del sovraindebitamento, esse sono esposte nella relazione del Gestore della Crisi e dal debitore alle pagine 2 ss. del ricorso, anche con riferimento all'esecuzione immobiliare ed al successivo pignoramento mobiliare intrapreso dalla banca creditrice in virtù di mutuo ipotecario, oggi Credit OR (cessionaria di BNL);
evidenziato che a corredo della domanda è stata prodotta tutta la documentazione di cui all'art. 39 CCII;
osservato che sussiste il requisito di cui all'art. 270 co. 1 CCI, non essendo state avanzate domande di accesso alle procedure di cui al titolo IV;
osservato che al ricorso è stata allegata la relazione particolareggiata del gestore della crisi nominato dall'OCC, Avv. MAURIZIO RUTA, la quale ha verificato la completezza e attendibilità della documentazione prodotta dal ricorrente ed ha adeguatamente illustrato la situazione economica, patrimoniale e finanziaria del debitore;
rilevato che il Gestore della Crisi - come si desume dalla motivazione - ha attestato nel corpo della relazione di cui all'articolo 269, comma 2, che è possibile acquisire in corso di procedura
2 un attivo non irrisorio da distribuire ai creditori di circa € 17.60,00 di cui a) € 4.800,00 quale presumibile ricavo della vendita dell'autovettura; b) € 12.960,00 pari alla quota mensile di €
360,00 per 12 mensilità per 3 anni (corrispondente alla durata della procedura di liquidazione pari a 36 mesi), dovendosi tener conto della caducazione della trattenuta di € 307,60 ora presente in busta paga per pignoramento ed accertate le spese di mantenimento ed esborsi indicate in € 1.135,00 (dandosi atto che previa sospensione del pignoramento e valutando la busta paga di € 1.231,00 netti di agosto 2024 rimarrebbero circa € 400 mensili da mettere a disposizione della procedura) e con l'apprensione del saldo dei conti correnti attivi, a termini dell'art. 268 comma 3 ultimo periodo CCII;
ritenuto, quindi, che sussistono tutti i presupposti per dichiarare aperta la procedura di liquidazione controllata del patrimonio del ricorrente;
evidenziato che ai sensi dell'art. 6, co. 1, lett. a) CCII il legislatore contempla espressamente tra i crediti prededucibili le spese e i compensi per le prestazioni rese dall'OCC, salva la liquidazione del compenso unitario anche per l'incarico di liquidatore al termine della procedura che sarà effettuata dal GD (vedi Trib. Milano, 29 febbraio 2024, Pres. De Simone,
Est. Agnese in Diritto della Crisi), ma non anche i crediti dei professionisti che assistono il debitore;
ritenuto che
per il combinato disposto degli artt. 49 comma 3 lett.f) e 65 comma 2 CCII, al fine di agevolare il liquidatore nello svolgimento delle attività demandate lo stesso può essere autorizzato ad accedere alle banche dati pubbliche;
il liquidatore può pertanto essere autorizzato, con le modalità di cui agli articoli 155-quater, 155-quinquies e 155-sexies delle disposizioni di attuazione del codice di procedura civile, stante il rinvio operato dall'art. 270, comma 5, CC.II. alle disposizioni del procedimento unitario di cui al Titolo III, ivi compreso il disposto dell'art. 49 CC.II., ad accedere alle banche dati dell'anagrafe tributaria e dell'archivio dei rapporti finanziari;
ritenuto che
in ordine all'ammontare del reddito mensile da lasciare nella disponibilità del ricorrente, il relativo provvedimento sarà demandato al GD, previa apposita istanza e su motivato parere del liquidatore, previa apprensione provvisoria della quota di reddito indicata dal debitore in attesa della predetta statuizione;
in ogni caso provvisoriamente e fino al provvedimento del giudice, fatte salve diverse determinazioni del liquidatore nell'immediato, verrà trattenuta e versata sul conto della procedura la somma mensile libera di € 400,00, atteso che la parte ricorrente ha dichiarato di voler mettere a disposizione della procedura una quota del reddito di impresa mensilmente generato eccedente in concreto il netto del fabbisogno per il mantenimento familiare mensile indicato in € 1.135,00;
3 rilevato che – salva la determinazione del reddito disponibile che verrà effettuata dal GD a seguito di un separata istanza motivata del liquidatore – va richiamato fin da ora, viste le conclusioni contenute nella relazione dell'OCC, il protocollo redatto da questo Tribunale e sottoscritto dagli OCC secondo il quale “Le eventuali mensilità erogate oltre le dodici mensilità
(tredicesima e/o quattordicesima) potranno essere dal liquidatore integralmente acquisite alla procedura, in quanto importi aggiuntivi e ulteriori rispetto alle spese funzionali al sostentamento del debitore.”; tenuto conto, con riguardo al pignoramento del quinto dello stipendio da parte di CREDIT
FACTOR SPA, a seguito di ordinanza di assegnazione del GE in data 19.3.2024, operante presso il terzo datore di lavoro DALBERTI SRL, che il medesimo, dalla data del presente provvedimento, è inopponibile alla procedura, per il principio della par condicio creditorum, la cui salvaguardia costituisce la ratio della sottrazione a chi accede alla procedura di liquidazione della disponibilità dei suoi beni, e tra questi rientra anche il pagamento eseguito dal terzo debitore in favore del creditore del debitore destinatario dell'assegnazione coattiva del credito ex art. 553 c.p.c. (principio mutuato dalla disciplina fallimentare- v. sul punto Cass.10 agosto
2017, n. 19947); la Cassazione con la condivisibile pronuncia citata ha osservato che l'ordinanza di assegnazione si configura come una cessione pro solvendo o una datio in solutum condizionata al pagamento della somma dovuta in favore del creditore procedente e l'effetto satisfattivo del diritto del creditore non coincide con il provvedimento che chiude il procedimento esecutivo e determina il trasferimento del credito pignorato, ma è rimesso alla successiva riscossione dell'importo assegnato;
il pagamento di taluno dei creditori successivamente all'apertura della liquidazione è quindi impedito dal principio generale del concorso dei creditori (art.2741 c.c.); rilevato pertanto che occorre dare atto solo in motivazione che ai sensi del combinato disposto degli artt. 270 comma 5 e 150 CCII nessuna azione individuale esecutiva può essere iniziata o proseguita su beni compresi nella procedura liquidatoria, con ogni conseguente effetto di legge;
ritenuta opportuna la sostituzione del liquidatore persona fisica avv. MAURIZIO RUTA con l'avv. MICAELA LIDIA ANDOLFATO, scelta come da Protocollo nell'ambito dello stesso
OCC nominato PROTEZIONE SOCIALE ITALIANA di RV, atteso che al termine della sua relazione il gestore della crisi avv. RUTA ha chiesto di non essere nominato liquidatore, ai sensi dell'art. 270 co. 2 lettera B) CCII.
La richiesta di utilizzo temporaneo dell'autovettura
Nelle conclusioni del ricorso si legge di voler autorizzare il debitore all'utilizzo dell'autovettura fino alla fine della procedura.
4 Il Tribunale ritiene di dover autorizzare soltanto l'utilizzo momentaneo dell'autovettura di proprietà avente un verosimile residuo valore commerciale non certamente irrisorio (come indicato nella relazione del Gestore della Crisi con valore residuo di € 4.800), quale bene assolutamente necessario per esigenze di vita e spostamenti di lavoro del ricorrente.
Pur in caso di necessità di utilizzo del veicolo per documentate esigenze lavorative, in linea di principio non potrebbero essere esclusi dalla liquidazione del sovraindebitato beni di proprietà, in considerazione dello spossessamento universale derivante dall'apertura del procedimento di liquidazione controllata.
Tuttavia, ritiene il Tribunale che il ricorrente potrà provvisoriamente continuare ad utilizzare l'autovettura pur appresa alla liquidazione;
rimane fermo che le spese e i costi di manutenzione non devono gravare sulla massa dei creditori prevedendosi la facoltà espressa del liquidatore di esigerne la possibile restituzione immediata ex art. 1809 co. 2 c.c., a semplice richiesta orale, nel caso in cui vi siano improcrastinabili esigenze liquidatorie ed ove sia bene utilmente collocabile in procedura competitiva trattandosi comunque di bene acquisito alla massa attiva.
L'utilizzo temporaneo, in altri termini, dovrà essere limitato al solo tempo strettamente necessario all'indizione e pubblicità della procedura competitiva di vendita telematica del bene mobile registrato, per giungersi all'aggiudicazione, in base al programma di liquidazione che verrà depositato, fatta salva ogni valutazione diversa di eventuale derelictio per non economicità che sarà compiuta dal liquidatore con istanza al GD che consentirà se del caso ed eventualmente di lasciare la vettura in possesso del ricorrente.
P.Q.M.
Visto l'art. 270 CCII,
• dichiara aperta la procedura di liquidazione controllata del patrimonio della debitrice ricorrente BA TO, c.f. [...], nata a [...]
SI (MI) in data 8/6/1982, residente ad INZAGO (MI) VIA PADRE
CIPRIANO N. 6;
• nomina Giudice Delegato il dott. Francesco Pipicelli;
• nomina liquidatore l'Organismo di Composizione della Crisi da Sovraindebitamento
PROTEZIONE SOCIALE ITALIANA – SEDE DI NERVIANO, in persona dell'Avv.
MICAELA LIDIA ANDOLFATO;
• ordina al ricorrente di depositare, entro sette giorni dalla notifica della presente sentenza,
l'elenco dei creditori, i bilanci, le scritture contabili e fiscali obbligatorie;
5 • assegna ai creditori ed ai terzi, che vantano diritti reali o personali su cose in possesso dei ricorrenti, il termine perentorio a pena di inammissibilità di giorni 90 dalla notifica della presente sentenza per la trasmissione al liquidatore, a mezzo posta elettronica certificata all'indirizzo PEC che sarà loro indicato, della domanda di restituzione, di rivendicazione o di ammissione al passivo, predisposta ai sensi dell'art. 201 CCII;
si applica l'articolo 10, comma 3;
• ordina ai ricorrenti e ai terzi che li detengano di consegnare e rilasciare immediatamente al liquidatore i beni facenti parte del patrimonio oggetto di liquidazione, ad eccezione del bene mobile registrato autovettura di proprietà modello Fiat 500 targata EL677PE, immatricolata in data 29.3.2012, della quale autorizza per gravi, motivate e specifiche esigenze lavorative l'utilizzo temporaneo da parte del ricorrente nei sensi di cui in motivazione, fino all'eventuale aggiudicazione, salva eventuale valutazione diversa da parte del liquidatore da compiersi nel programma di liquidazione;
• rammenta che il provvedimento è titolo esecutivo ed è posto in esecuzione a cura del liquidatore, secondo le disposizioni di cui all'articolo 216, comma 2 CCII;
• dispone, a cura del liquidatore, l'inserimento della sentenza nel sito internet del tribunale di Milano;
nel caso in cui il debitore svolga attività d'impresa, la pubblicazione
è altresì effettuata presso il registro delle imprese;
• ordina al liquidatore ove vi siano nel patrimonio del debitore beni immobili o beni mobili registrati, la trascrizione della sentenza presso gli uffici competenti e quindi trasmissione della presente sentenza al Conservatore dei Registri Immobiliari competente in relazione agli immobili di proprietà nonché al PRA, ai fini della trascrizione;
• dispone che a cura della cancelleria la presente sentenza sia notificata al debitore e comunicata al liquidatore e, a cura di quest'ultimo, sia notificata ai creditori e ai titolari di diritti sui beni oggetto di liquidazione;
• autorizza il liquidatore, con le modalità di cui agli artt. 155-quater, 155-quinques e 155- sexies disp. att. c.p.c.:
a) ad accedere alle banche dati dell'anagrafe tributaria e dell'archivio dei rapporti finanziari;
b) ad accedere alla banca dati degli atti assoggettati a imposta di registro e ad estrarre copia degli stessi;
6 c) ad accedere alla banca dati del pubblico registro automobilistico;
d) ad acquisire l'elenco dei clienti e l'elenco dei fornitori di cui all'articolo 21 del decreto- legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito dalla legge 30 luglio 2010, n. 122 e successive modificazioni;
e) ad acquisire la documentazione contabile in possesso delle banche e degli altri intermediari finanziari relativa ai rapporti con l'impresa debitrice, anche se estinti;
f) ad acquisire le schede contabili dei fornitori e dei clienti relative ai rapporti con l'impresa debitrice;
dispone che il liquidatore, al fine di consentire al debitore di provvedere a versare una quota dello stipendio o pensione:
I) trattenga, da subito, quanto verificato e indicato dall'OCC nella relazione allegata al ricorso quale quota mensile di reddito/pensione che può essere messo dal ricorrente a disposizione dei creditori in quanto eccedente i bisogni familiari;
II) comunichi senza ritardo al datore di lavoro o all'ente erogatore del trattamento pensionistico: (i) che il tribunale ha dichiarato la liquidazione controllata del debitore;
(ii) che dalla data di dichiarazione della liquidazione controllata cessa ogni trattenuta a titolo di precedente pignoramento ovvero di cessione del quinto sullo stipendio o sulla pensione;
(iii) che sempre dalla data della dichiarazione di liquidazione controllata dovrà essere versata sul conto corrente della procedura, che il liquidatore avrà provveduto ad aprire, provvisoriamente la somma indicata dal liquidatore che a breve sarà confermata o rideterminata dal giudice della procedura;
III) chieda al giudice delegato di determinare in via definitiva le somme necessarie al mantenimento del debitore e della sua famiglia, informandolo al contempo delle attività già compiute, e fornendo nell'istanza i seguenti elementi valutativi: : I) esatta composizione del nucleo familiare del debitore, dei redditi nel complesso percepiti dalla famiglia, delle spese in concreto necessarie per il sostentamento del nucleo;
II) computo degli importi stipendiali e pensionistici astrattamente suscettibili di aggressione secondo le regole ex art. 545 c.p.c.; III) dettaglio dell'ammontare necessario ai fini del mantenimento del debitore e della sua famiglia;
• dà atto che, ai sensi degli art. 270, co. 5 e art. 150 CCII, a partire dalla data di pubblicazione della presente sentenza nessuna azione individuale esecutiva o cautelare anche per crediti maturati durante la procedura di liquidazione controllata del patrimonio può essere iniziata o proseguita sui beni compresi nella liquidazione controllata del patrimonio della debitrice ricorrente BA TO;
7 • dispone che il liquidatore:
- entro 30 giorni dalla comunicazione della presente sentenza, provveda ad aggiornare l'elenco dei creditori e dei titolari di diritti sui beni oggetto di liquidazione, ai quali notificherà la presente sentenza, indicando anche il proprio indirizzo PEC al quale dovranno essere inoltrate le domande di ammissione al passivo, di rivendica e di restituzione di beni;
- entro 90 giorni dall'apertura della liquidazione controllata, provveda alla formazione dell'inventario dei beni dei debitori e alla redazione di un programma in ordine ai tempi e alle modalità della liquidazione, che depositerà in cancelleria per l'approvazione da parte del giudice delegato;
- provveda alla scadenza dei termini per la proposizione delle domande di cui all'art. 270, co.
2, lett. d), ovvero dalla scadenza del termine assegnato per la proposizione delle domande di insinuazione/rivendica/restituzione ad attivare la procedura di formazione dello stato passivo ai sensi dell'art. 273 CCII;
- provveda, una volta terminata l'attività di liquidazione dei beni compresi nel patrimonio, a presentare il conto della gestione, con richiesta di liquidazione del suo compenso, ai sensi dell'art. 275, co. 3 CCII;
- provveda, una volta terminato il riparto tra i creditori, a richiedere al Tribunale l'emissione del decreto di chiusura della procedura ai sensi dell'art. 276 CCII;
dispone che, ogni sei mesi dalla data di deposito del programma di liquidazione, il liquidatore depositi in cancelleria un rapporto riepilogativo delle attività svolte, accompagnato dal conto della sua gestione, con allegato l'estratto del conto corrente della procedura. Nel rapporto il liquidatore dovrà indicare anche: a) se il ricorrente stia cooperando al regolare, efficace e proficuo andamento della procedura, senza ritardarne lo svolgimento e fornendo al liquidatore tutte le informazioni utili e i documenti necessari per il suo buon andamento;
b) ogni altra circostanza rilevante ai fini della esdebitazione ai sensi dell'art. 280 CCII. Il rapporto, una volta vistato dal Giudice, dovrà essere comunicato dal liquidatore al debitore, ai creditori e all'OCC.
Così deciso in Milano, nella camera di consiglio della Seconda Seconda Civile il 30 gennaio
2025.
Il giudice rel. est. Il Presidente dott. Francesco Pipicelli Dott.ssa Laura De Simone
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