Cass. civ., sez. V trib., sentenza 25/06/2024, n. 17441
CASS
Sentenza 25 giugno 2024

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Il provvedimento analizzato è una sentenza della Corte Suprema di Cassazione, Sezione Tributaria, emessa il 7 maggio 2024, con numero di registro generale 27176/2022. Le parti in causa erano un contribuente e l'Agenzia delle Entrate. Il contribuente contestava un avviso di accertamento che attribuiva un maggior reddito Irpef per l'anno 2014, sostenendo che l'immobile in questione fosse di proprietà di una società semplice e non di una società commerciale, pertanto non applicabile l'art. 67, comma 1, lett. h-ter, t.u.i.r. L'Agenzia delle Entrate, al contrario, sosteneva la legittimità dell'accertamento, evidenziando la simulazione dell'enfiteusi e l'effettiva disponibilità dell'immobile da parte del contribuente.

La Corte ha accolto il primo motivo del ricorso principale, affermando che l'art. 67, comma 1, lett. h-ter, t.u.i.r. non si applica agli immobili concessi in godimento da una società semplice, in quanto questa non svolge attività commerciale. La Corte ha ritenuto errata la decisione della Commissione Tributaria Regionale, che aveva considerato l'immobile come concedente, e ha cassato la sentenza impugnata, rinviando per un nuovo esame. La decisione si basa su un'interpretazione rigorosa della normativa tributaria, evidenziando la necessità di distinguere tra le diverse tipologie di società e le loro implicazioni fiscali.

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Massime1

In tema di IRPEF, la disposizione di cui alla lett. h-ter dell'art. 67, comma 1, del TUIR non è applicabile agli immobili concessi in godimento al socio di società semplice, poiché il presupposto dell'imposizione dei redditi ivi considerati è che si tratti di beni concessi da società che svolgono attività commerciale, preclusa alla società semplice dall'art. 2249 c.c.

Commentari3

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Sul provvedimento

Citazione :
Cass. civ., sez. V trib., sentenza 25/06/2024, n. 17441
Giurisdizione : Corte di Cassazione
Numero : 17441
Data del deposito : 25 giugno 2024

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