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Decreto 13 febbraio 2025
Decreto 13 febbraio 2025
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Sul provvedimento
| Citazione : | Trib. Catania, decreto 13/02/2025 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Trib. Catania |
| Numero : | |
| Data del deposito : | 13 febbraio 2025 |
Testo completo
N. R.G. 14204/2020
TRIBUNALE DI CATANIA
Sezione Immigrazione
Il Tribunale di Catania composto dai magistrati
Luca Perilli Presidente
Rosario Maria Annibale Cupri Giudice rel.-est.
Stefania Muratore Giudice riunito in camera di consiglio
OSSERVA
I. Con ricorso depositato il 05.12.2020 ai sensi dell'art. 35 D.lgs. n. 25/2008,
[...]
nato a [...] - India) il 18.04.1997, ha impugnato il Pt_1
provvedimento della Commissione Territoriale di Siracusa per il Riconoscimento della
Protezione Internazionale, notificato in data 13.11.2020, chiedendo di accertare il proprio diritto al riconoscimento dello status di rifugiato ai sensi della Convenzione di Ginevra del 1951; in subordine, della protezione sussidiaria ai sensi dell'art. 14 e s.s. del D.lgs. n.
251/2007; in ulteriore subordine, della protezione speciale ai sensi dell'art. 19 comma 1
e 1.1 del D. Lgs. n. 286/98.
La Commissione Territoriale non si è costituita in giudizio nonostante la regolarità della notifica ad opera della cancelleria.
La causa è stata trattenuta in riserva dal giudice designato per la trattazione al fine di riferire in camera di consiglio.
II. In sede di audizione innanzi alla Commissione Territoriale, il ricorrente ha dichiarato di appartenere al gruppo etnico Sikh e di professare la religione Sikh;
di aver divorziato e di non avere figli;
di essere andato a scuola per sette o otto anni;
di aver lavorato nel paese di origine come agricoltore;
di aver mantenuto i contatti con l'anziana madre che continua a vivere nel villaggio di origine.
In ordine alle ragioni dell'espatrio, ha dichiarato di aver lasciato il proprio Paese la prima volta nel 2002 a causa dei problemi dei sikh con gli indù e i musulmani, ma di non aver avuto problemi personali come appartenente all'etnia dei Sikh ( “ Io non ho avuto problemi ma avevo paura perché i sikh venivano uccisi.[…]” cfr. verbale audizione pag.
6); di essere arrivato in Italia nel 2002 e di essere rimasto fino al 2007, senza presentare domanda di protezione internazionale;
di essere ritornato in India nel 2007 ove è rimasto fino al 2016 lavorando come agricoltore;
di essere stato arrestato in India dopo sei mesi dal rientro per aver aggredito un ragazzo con il quale aveva litigato e di essere stato prosciolto dal giudice;
di aver deciso nel 2016 di lasciare nuovamente il paese di origine non sapendo cosa fare.
Sul percorso migratorio, ha dichiarato di essere partito dall'India nel 2016 e di aver attraversato la Turchia, la Grecia, l'Albania, il Montenegro, la Bosnia Erzegovina, la
Croazia e la Slovenia prima di arrivare in Italia, ove è giunto la seconda volta il
10.10.2018.
Il ricorrente non ha allegato alcun timore in caso di rientro nel paese di origine.
La Commissione Territoriale ha rigettato la domanda di protezione internazionale ritenendo non credibili le dichiarazioni sulle ragioni che hanno indotto il ricorrente a lasciare la prima volta il paese di origine in quanto prive di coerenza interna ed esterna, ha ritenuto, altresì, non idonee a fondare un bisogno di protezione internazionale, le ragioni che hanno indotto il ricorrente a lasciare l'India la seconda volta, pertanto, ha ritenuto le circostanze esposte non idonee a supportare sufficientemente ed a giustificare un timore di persecuzione ai sensi dell'art. 1A della Convenzione di Ginevra del 1951; altresì, ha ritenuto non sussistenti circostanze tali da integrare le ipotesi di protezione sussidiaria di cui alle lett. a), b) e c) del D. Lgs. 251/2007; non ha, da ultimo, riscontrato nel caso di specie neppure i presupposti per la concessione della protezione speciale di cui all'art. 19 comma 1 e 1.1 del d.lgs. n. 286/98.
III. Ciò premesso, si osserva in diritto che l'art. 2, lett. e) del D.lgs. n. 251/2007 definisce
“rifugiato” il “cittadino straniero il quale, per il timore fondato di essere perseguitato per motivi di razza, religione, nazionalità, appartenenza ad un determinato gruppo sociale o opinione politica, si trova fuori dal territorio del Paese di cui ha la cittadinanza
e non può o, a causa di tale timore, non vuole avvalersi della protezione di tale Paese, oppure apolide che si trova fuori dal territorio nel quale aveva precedentemente la dimora abituale per le stesse ragioni succitate e non può o, a causa di siffatto timore, non vuole farvi ritorno, ferme le cause di esclusione di cui all'articolo 10”.
L'art. 7 specifica che gli “atti di persecuzione” devono essere sufficientemente gravi, per la loro natura o frequenza, da rappresentare una violazione grave dei diritti umani fondamentali e possono, in via esemplificativa, essere costituiti da atti di violenza fisica e psichica (anche sessuale), provvedimenti legislativi, amministrativi, di polizia o giudiziari discriminatori per la loro natura o per le modalità di applicazione;
azioni giudiziarie o sanzioni penali sproporzionate o discriminatorie;
rifiuto dei mezzi di tutela giuridica;
azioni giudiziarie in conseguenza di rifiuto di prestare servizio militare in un conflitto quando questo possa comportare la commissione di crimini;
atti specificamente diretti contro un genere sessuale o contro l'infanzia.
Alla luce della superiore normativa si ricava che requisito essenziale per il riconoscimento dello “status” di rifugiato è il fondato timore di persecuzione “personale e diretta” nel
Paese d'origine del richiedente, a causa della razza, della religione, della nazionalità, dell'appartenenza a un gruppo sociale ovvero per le opinioni politiche professate.
Relativamente alla richiesta di protezione sussidiaria, il dato normativo di riferimento prevede che “persona ammissibile alla protezione sussidiaria” è il “cittadino straniero che non possiede i requisiti per essere riconosciuto come rifugiato ma nei cui confronti sussistono fondati motivi di ritenere che, se ritornasse nel Paese di origine, o, nel caso di un apolide, se ritornasse nel Paese nel quale aveva precedentemente la dimora abituale, correrebbe un rischio effettivo di subire un grave danno come definito dal presente decreto e il quale non può o, a causa di tale rischio, non vuole avvalersi della protezione di detto Paese” (lett. g dell'art. 2, D.lgs. n. 251/2007), sempre che non ricorra una delle ragioni di esclusione della protezione sussidiaria previste dall'art. 16. A norma dell'art. 14 del medesimo decreto legislativo “Ai fini del riconoscimento della protezione sussidiaria, sono considerati danni gravi: a) la condanna a morte o all'esecuzione della pena di morte;
b) la tortura o altra forma di pena o trattamento inumano o degradante ai danni del richiedente nel suo Paese di origine;
c) la minaccia grave e individuale alla vita o alla persona di un civile derivante dalla violenza indiscriminata in situazioni di conflitto armato interno o internazionale”.
In punto di onere della prova, il Collegio osserva che come chiarito dalla Suprema Corte, il racconto del richiedente asilo è, allo stesso tempo, allegazione dei fatti rilevanti e prova degli stessi (Cass., n. 29056/2019).
L'art. 3 comma 5 del D. Lgs. 251/2007, prevede che qualora taluni elementi o aspetti delle dichiarazioni del richiedente la protezione internazionale non siano suffragati da prove, essi sono considerati veritieri se l'autorità competente a decidere sulla domanda ritiene che: a) il richiedente ha compiuto ogni ragionevole sforzo per circostanziare la domanda; b) tutti gli elementi pertinenti in suo possesso sono stati prodotti ed è stata fornita una idonea motivazione dell'eventuale mancanza di altri elementi significativi;
c) le dichiarazioni del richiedente sono ritenute coerenti e plausibili e non sono in contraddizione con le informazioni generali e specifiche pertinenti al suo caso, di cui si dispone;
d) il richiedente ha presentato la domanda di protezione internazionale il prima possibile, a meno che egli non dimostri di aver avuto un giustificato motivo per ritardarla;
e) dai riscontri effettuati il richiedente è, in generale, attendibile.
Con riferimento al citato art. 3, la Suprema Corte ha affermato che tale norma costituisce
“unitamente al d.lgs. n. 25 del 2008, art. 8, relativo al dovere di cooperazione istruttoria incombente sul giudice in ordine all'accertamento delle condizioni aggiornate del Paese
d'origine del richiedente asilo, il cardine del sistema di attenuazione dell'onere della prova, posto a base dell'esame e dell'accertamento giudiziale delle domande di protezione internazionale. ( tra le molte vedi cassazione 10/4/2015 n. 7333 secondo cui:
Le circostanze e i fatti allegati dal cittadino straniero, qualora non siano suffragati da prova, possono essere ritenuti credibili se superano una valutazione di affidabilità fondata sui sopradescritti criteri legali, tutti incentrati sulla verifica della buona fede soggettiva nella proposizione della domanda, valutabile alla luce della sua tempestività, della completezza delle informazioni disponibili, dall'assenza di strumentalità e dalla tendenziale plausibilità logica delle dichiarazioni, e ciò non solo dal punto di vista della coerenza intrinseca ma anche sotto il profilo della corrispondenza della situazione descritta con le condizioni oggettive del Paese” (vedi Cass. 10/04/2015 n. 7333).
Tanto premesso in diritto, ritiene il Collegio di condividere il provvedimento di diniego della Commissione territoriale nella parte in cui ha ritenuto non credibili le dichiarazioni sulle ragioni di natura religiosa che hanno indotto il ricorrente a lasciare la prima volta
(2002) il Paese di origine, non avendo il predetto allegato di aver subito atti di persecuzioni o danno grave a causa della propria fede religiosa. In ogni caso, il timore di essere ucciso in quanto appartenente all'etnia Sikh, viene smentito dalla circostanza che il ricorrente dopo aver lasciato l'India nel 2002 vi ha fatto rientro nel 2007 rimanendoci fino al 2016 senza aver subito alcuna forma di persecuzione o danno grave legata all'etnia e alla fede religiosa.
Non risultano invece idonee a fondare un bisogno di protezione internazionale, le ragioni che nel 2016 hanno indotto il ricorrente a lasciare il paese di origine la seconda volta, trattandosi di questioni di naturata privatistica. Invero, il predetto ha dichiarato di aver deciso nel 2016 di lasciare l'India non sapendo cosa fare, inoltre, non ha allegato alcun timore in caso di rimpatrio (“Non succederebbe nulla se tornassi, ma io non voglio andarci.” Cfr. verbale audizione pag. 9).
Alla luce delle superiori considerazioni, si può concludere che non sussiste nel caso de quo alcun requisito che consenta di riconoscere al ricorrente la qualifica di “rifugiato” secondo la succitata nozione dell'art. 2 del d. lgs. 251/2007, alla lett. e) in quanto, non emerge alcun nesso tra l'espatrio del ricorrente e persecuzioni personali legate ad alcuno dei motivi definiti dall'art. 8 del d.lgs. 251/2007.
Per le stesse ragioni, non è possibile individuare elementi che possano giustificare il riconoscimento della protezione sussidiaria nelle forme previste dall'art. 2, lett. g) e 14, lettere a) e b) del d.lgs. 251/2007, dovendo escludersi la sussistenza di fondati motivi di ritenere che, se il ricorrente ritornasse nel Paese di origine, correrebbe un rischio effettivo di subire un grave danno, da intendersi quale condanna a morte o all'esecuzione della pena di morte (lett. a) o tortura o altra forma di pena o trattamento inumano o degradante
(lett. b).
IV. In ordine alla valutazione della sussistenza dei presupposti per il riconoscimento della protezione sussidiaria di cui alla lettera c) dell'art. 15 della Direttiva 2004/83/UE (c.d. direttiva qualifiche - DQ, rifusa nella direttiva 2011/95/UE, cui è stata data attuazione in
Italia con il più volte menzionato decreto legislativo n. 251/2007), nella sentenza Diakité la Corte di Giustizia dell'Unione Europea ha ritenuto particolarmente importante che gli organi giudiziari tenessero separate la valutazione dell'esistenza di un conflitto armato, da una parte, e la valutazione del livello di violenza, dall'altra.
L'esistenza di un conflitto armato è una condizione necessaria ma non sufficiente per l'applicazione dell'articolo 15, lettera c). In relazione al rischio generale per i civili,
l'articolo 15, lettera c) si applica se, dalla valutazione del livello di violenza, emerge che il conflitto armato è caratterizzato da una violenza indiscriminata che raggiunge un livello talmente elevato che i civili, in quanto tali, corrono un rischio effettivo di subire un danno grave.
Pertanto, al punto 30 della sentenza Diakité, la Corte di Giustizia dell'Unione Europea ha osservato: “Inoltre, occorre rammentare che l'esistenza di un conflitto armato interno potrà portare alla concessione della protezione sussidiaria solamente nella misura in cui si ritenga eccezionalmente che gli scontri tra le forze governative di uno Stato e uno o più gruppi armati o tra due o più gruppi armati siano all'origine di una minaccia grave
e individuale alla vita o alla persona del richiedente la protezione sussidiaria, ai sensi dell'articolo 15, lettera c), della direttiva, a motivo del fatto che il grado di violenza indiscriminata che li caratterizza raggiunge un livello talmente elevato da far sussistere fondati motivi per ritenere che un civile rinviato nel paese in questione o, se del caso, nella regione in questione correrebbe, per la sua sola presenza sul territorio di questi ultimi, un rischio effettivo di subire la detta minaccia (cfr., in questo senso, sentenza
Elgafaji, cit., punto 43)”.
Il Collegio esclude che in India e in particolare nella zona di provenienza del ricorrente, lo Stato del Punjab, vi sia allo stato attuale il rischio di un danno grave e individuale alla vita o alla persona del ricorrente, come qualificato dall'art. 14 lett. C del D.lgs. 251/07, non emergendo dalle fonti internazionali consultate nell'esercizio dei poteri di ufficio che la zona versi in una situazione di violenza indiscriminata derivante da situazioni di conflitto armato interno o internazionale (cfr. Corte di Giustizia dell'Unione Europea, sentenza Elgafaji v. Staatssecretaris van Justitie del 17 febbraio 2009); le fonti consultate, laddove evidenziano in India l'esistenza di criticità legate al rispetto dei diritti umani1 (tra cui restrizioni alla libertà di espressione e assemblea, discriminazioni delle minoranze basate sulla casta e violenza contro dalit e adivasi, arresti e detenzioni arbitrarie, sparizioni forzate e tortura e maltrattamenti, restrizioni alla libertà religiosa), non depongono tuttavia a favore dell'esistenza di una situazione di violenza generalizzata derivante da conflitto (a titolo di esempio si veda, tra le altre: US Department of State-
USDOS, 2021 Country Report on Human Rights Practices: India, 12 April 2022, https://www.ecoi.net/en/document/2071142.html; Human Rights Watch, World Report
2023 - India, 12 January 2023, https://www.ecoi.net/en/document/2085458.html;
AI Report 2021/2022- Report on the Human Rights situation Controparte_1
covering 2021 - India, 29 March 2022, https://www.ecoi.net/en/document/2070252.html;
Freedom House, Freedom in the World 2022 - India, 24 February 2022, https://www.ecoi.net/en/document/2068733.html ; Freedom House, Freedom in the
World 2022 – Indian Kashmir, 24 February 2022, , https://www.ecoi.net/en/document/2074648.html; International Crisis Group, Crisis
Watch – India, Update December 2022, https://www.crisisgroup.org/crisiswatch/database?location[]=123;)
L'india è una repubblica costituzionale che rappresenta una grande diversità della popolazione che raggruppa migliaia di gruppi etnici2 e centinaia di lingue;
dopo la Cina l'India è il secondo paese più popoloso, ospitando approssimativamente un sesto della popolazione totale mondiale3. Il paese, che si compone di 28 Stati federati e 9 Territori dell'Unione4 è una democrazia multipartitica, federale e parlamentare5; il governo è guidato dal primo ministro eletto per la seconda volta a seguito della Persona_1
vittoria della National Democratic Alliance guidata dal suo partito nazionalista indù
YA NA Party (BJP), alle elezioni del 20196 .
Secondo le fonti consultate, si rileva che “la situazione della sicurezza in India varia nel tempo e da un posto all'altro a causa delle sue dimensioni e diversità. I disordini civili, compresi i disordini violenti, sono comuni”7. I motori dei disordini civili sono complessi e vari e possono includere: tensioni tra diverse comunità religiose, sociali ed etniche
(dovute a religione e sistema delle caste); insurrezioni o proteste motivate da obiettivi ideologici o politici8 e tensioni all'interno delle comunità su questioni come la proprietà fondiaria e le dispute legate al matrimonio9; a ciò devono aggiungersi le tensioni nel
Jammu e Kashmir (J&K) lungo la Linea di Controllo (LoC) al confine con il Pakistan, le tensioni lungo la Linea di Effettivo Controllo (LAC) al confine non ufficiale disputato con la Cina10.
Secondo il Ministero le maggiori sfide relative alla Controparte_2
sicurezza nel Paese nel 2021 e 2022, sono rappresentate da: la minaccia del terrorismo nelle zone remote, l'insorgenza/ribellione in alcuni Stati del nord-est12, l'estremismo di sinistra13 in alcune zone del Paese, il terrorismo transfrontaliero nel Jammu e Kashmir14
(che si lega alla militanza separatista in corso di matrice secessionista al confine col Pakistan). Altre sfide per la sicurezza del Paese sono rappresentate da violenza legate a tensioni etno-religiose e incidenti che coinvolgono attacchi di folla contro sostenitori di partiti politici e uccisioni contro autorità locali15.
Il rapporto annuale del Ministero per gli Affari Interni indiano per il 2021/2022 evidenzia16 che la situazione della sicurezza nel nord-est del Paese è migliorata notevolmente dal 2014 e che il 2020 aveva registrato il numero più basso, con riferimento al numero di incidenti e di vittime tra i civili che tra le forze di sicurezza negli ultimi due decenni. Secondo la stessa fonte, nel 2021, un totale di 209 incidenti legati all'insorgenza/ribellione sono stati registrati nella regione nord-est in cui 23 civili e 8 membri delle forze di sicurezza hanno perso la vita17.
Rispetto al 2014 si è registrata una riduzione del 74% degli incidenti relativi all'insorgenza/ribellione nel 2021. Allo stesso modo, nello stesso periodo, il numero delle vittime tra le forze di sicurezza è diminuito del 60% e quello dei civili deceduti dell'89%18.
International Crisis Group evidenzia che il 20 aprile 2023 il governo ha prorogato l'accordo di cessate il fuoco con tre gruppi militanti Naga del nord-est (tribù situate negli stati del Nagaland e del Manipur) per un altro anno, fino al 27 aprile 202419; i gruppi includono fazioni separatiste di potenti gruppi armati separatisti antigovernativi NSCN- C
e NSCN-K, vale a dire il National Socialist Council of Nagaland -NK (NSCN-NK), il (NSCN-R) e Controparte_4 [...]
(NSCN-K-Khango). Mentre i colloqui sono in corso dal Controparte_5
1997, i progressi sono rimasti bloccati poiché NSCN-IM rifiuta di rinunciare alla richiesta di una bandiera e di una costituzione separate per i Naga20.
Da evidenziare che, il 15 settembre 2022, il governo ha firmato un accordo con otto gruppi armati nel nord-est21. L'accordo, siglato tra governo indiano e le autorità dello Stato di
Assam e otto gruppi tribali armati nell'Assam22 è volto a reintegrare i gruppi e garantire loro diritti politici ed economici;
tutti e otto i gruppi avrebbero accettato di abbandonare la violenza armata23. Il 27 dicembre 2022 un altro accordo di pace è stato firmato tra il governo centrale e dello Stato di Manipur con rappresentanti del gruppo armato ribelle
ZE NI ON (ZUF), attivo – in particolare nel distretto di Tamenglong - da oltre una decade;
la firma dell'accordo segna un passo avanti nel processo di rafforzamento della pace in Manipur24.
Il 15 settembre, il ministro degli Affari interni dell'Unione, , ha affermato che Tes_1
era intenzione del governo riconciliarsi con tutti i gruppi armati ribelli nella regione e mettere fine alle dispute riguardo ai confini entro il 202425. A marzo 2022, il governo indiano ha ridotto il numero di distretti che ricadono sotto l'Armed Forces (Special
Powers) Act (AFSPA) in alcuni Stati del nord-est. Tuttavia, esso è rimasto in vigore in
Jammu e Kashmir e in 43 distretti, su 90, in quattro stati nord-orientali, fornendo un'effettiva immunità dall'azione penale al personale delle forze di sicurezza, anche per gravi violazioni dei diritti umani26.
Per quanto concerne la sicurezza al confine con il Pakistan, dal 1989 il conflitto a bassa intensità in Jammu e Kashmir (J&K), oggetto di controversia tra India e Pakistan dal
194727, è stato il problema più importante nello scenario della sicurezza interna dell'India negli ultimi anni. La “Linea di Controllo (LoC)” fissata nell'accordo internazionale di
Simia del 1972 tra i due governi per interrompere le ostilità della guerra indo-pakistana del 1971, rappresenterebbe il confine indo-pakistano nella regione del Kashmir: la LoC è stata spesso teatro di scontri tra le forze di sicurezza indiane e quelle pakistane. Il 25 febbraio 2021 i due Paesi hanno rinnovato il loro impegno ad osservare l'accordo di
“cessate il fuoco” del 2003 lungo la Linea di Controllo e altri settori28.
Il Kashmir (J&K) indiano29 è tuttora sede di una insurrezione separatista Per_2
arricchita dalla presenza di gruppi militanti, che operano su base transfrontaliera di matrice islamista;
il governo centrale indiano deve affrontare la dura opposizione di ampi segmenti della popolazione locale e di vari gruppi armati, e si registrano nell'area scontri armati tra gruppi militanti e forze statali indiane. Dopo diversi anni di relativa stabilità, la sicurezza è peggiorata drasticamente in seguito all'uccisione nel 2016 di Persona_3
un popolare leader militante separatista30. Il Kashmir amministrato dall'India ha
[...]
goduto a lungo di una sostanziale autonomia ai sensi della costituzione indiana31, decidendo su tutte le questioni interne tranne la difesa, le comunicazioni e gli affari esteri32. Il 5 agosto 2019, il governo indiano ha abolito lo status speciale della regione indiana del Kashmir, per ragioni di sicurezza33 e ne ha ritirato l'autonomia, dividendo la regione in territori sotto il diretto controllo del governo centrale indiano34. La mossa ha privato i residenti di molti dei loro precedenti diritti politici. Anche le libertà civili sono state ridotte per reprimere l'opposizione pubblica in corso alla riorganizzazione. La situazione è rimasta instabile nel 2021 e nel 2022; nel 2021 secondo dati riportati da
Freedom House almeno 274 civili, personale di sicurezza e militanti sono stati uccisi in violenze legate al conflitto nel corso del 202135; le forze di sicurezza indiane sono state spesso accusate di violazioni dei diritti umani e hanno goduto di una sostanziale impunità.
Gruppi militanti [separatisti e jihadisti]36 si sono resi responsabili dell'uccisione di politici filo-indiani, dipendenti pubblici, sospetti informatori, membri di fazioni rivali, soldati e civili37. I militanti si sono resi responsabili di rapimenti, estorsioni e altre forme di intimidazione.
Secondo nel 2021, almeno 28 persone sono state uccise in attacchi Controparte_1
mirati in Jammu e Kashmir da parte di membri di gruppi armati38. Secondo il SATP39 nel 2021 sono 36 le vittime civili registrate, di cui 12 (un terzo del totale) solo ad ottobre 2021. Il SATP evidenzia che “significativamente, dopo aver raggiunto un massimo di 86 vittime civili nel 2018 – nell'arco temporale di 11 anni - i decessi in questa categoria sono scesi a 42 nel 2019 e ulteriormente a 33 nel 2020” 40 indicando un minore incremento di violenza contro i civili”. Infine, nel primo trimestre 41.
Di recente, il 7 dicembre 2022 il Ministro per gli Affari Interni ha riferito al parlamento indiano che ci sono stati 123 incidenti legati alla militanza in J&K durante il 2022, che hanno provocato la morte di 31 membri delle forze di sicurezza, 31 civili e 180 militanti42; nel 2021 ci sono stati 229 incidenti che hanno provocato la morte di 41 civili43.
Nel recente rapporto di Human Rights Watch, del 12 gennaio 2023, si evidenzia che tre anni dopo che il governo ha revocato lo status di autonomia costituzionale di Jammu e
Kashmir e lo ha diviso in due territori governati a livello federale, “la violenza è continuata con 229 vittime segnalate a ottobre, tra cui 28 civili, 29 membri delle forze di sicurezza e 172 sospetti militanti”44. Sebbene gli abitanti locali del Kashmir si siano lamentati del fatto che alcuni di quelli descritti come militanti uccisi in scontri a fuoco fossero in realtà civili, nessuna indagine indipendente è stata resa pubblica45.
A titolo di esempio, il 16 dicembre 2022 soldati indiani hanno ucciso 2 persone in J&K aprendo il fuoco su civili che stavano lavorando fuori da una base militare nel distretto di
Rajouri46. Secondo media locali le due persone decedute erano state scambiate per presunti terroristi non identificati47. Le autorità indiane hanno intensificato le restrizioni alla libertà di espressione48 e di riunione pacifica in Jammu e Kashmir, mentre membri delle comunità minoritarie indù e sikh nella valle del Kashmir a maggioranza musulmana hanno subito attacchi da parte di militanti.
Ad agosto 2022 ACLED segnalava che militanti islamisti avevano preso di mira civili in 49. Numerose vittime erano state segnalate in attacchi separati che hanno coinvolto gruppi militanti, tra cui ) e il Resistance Persona_4 Persona_5
Inoltre militanti ignoti avevano sparato contro lavoratori non locali nel CP_8
distretto di Bandipora, uccidendo un lavoratore50.
Nella vicina regione del Ladakh51 del J&K, punto critico nella prolungata disputa sul confine indo-cinese, un accordo di disimpegno siglato tra India e Cina a febbraio 2021 ha portato al ritiro delle forze sia cinesi, che indiane dalle sponde nord e sud del lago
Pangong Tso52; ciò a seguito degli scontri del giugno 2020 lungo la Linea di controllo effettivo (LAC) che avevano causato la morte di 20 soldati indiani e almeno quattro cinesi53, e il posizionamento delle truppe di entrambe le parti sulle sponde nord e sud del lago. Tuttavia, nel luglio 2021 una fonte evidenziava che la tensione rimaneva alta nella regione poiché il disimpegno graduale e il ritiro delle truppe in altre aree contese nel
Ladakh orientale dovevano ancora aver luogo e inoltre sia l'India che la Cina avevano rafforzato il numero di personale militare e infrastrutture lungo il confine conteso54. Nel corso del 2022 sono continuate le tensioni con la Cina sul confine non ufficiale disputato 48 HRW evidenzia inoltre che Dall'agosto 2019, almeno 35 giornalisti in Kashmir hanno affrontato interrogatori della polizia, irruzioni, minacce, aggressioni fisiche, restrizioni alla libertà di movimento o casi criminali inventati per la loro cronaca (HRW Report 2023 - India, 12 January 2023, supra cit.). CP_9 49 ACLED Regional Overview South Asia and Afghanistan, 6-12 August 2022, https://acleddata.com/2022/08/18/regional-overview-south-asia-and-afghanistan-6-12-august-2022/; 50 Ibidem; 51 Il Ladakh è ora uno dei Territori indiani. E' stato costituito il 31 ottobre 2019, con una legge dell'agosto 2019, dividendolo dallo Stato di Jammu e Kashmir, divenuto a sua volta un Territorio. Esso, parte della più ampia regione del Kashmir è stato oggetto di disputa tra India, Pakistan e Cina dal 1947 (vedasi tra gli altri: https://www.businesstoday.in/latest/economy-politics/story/jammu-and-kashmir-crisis-live-updates-governor-reviews-
, accesso del 24.01.2023). Email_1 52 BBC, Pangong Lake: India and China complete pull-back of forces, 21 febbraio 2021, https://www.bbc.com/news/world-asia-56147309; 53 Reuters, China reveals four soldiers killed in June 2020 border clash with India, 19 febbraio 2021, https://www.reuters.com/article/us-china-india-border-idUSKBN2AJ04B; 54 The Wall Street Journal, China, India Move Tens of Thousands of Troops to the Border in Largest Buildup in Decades,
2 luglio 2021 https://www.wsj.com/articles/china-india-move-tens-of-thousands-of-troops-to-the-border-in-largest- buildup-in-decades-11625218201l; tra i due Paesi55; il governo indiano e cinese hanno continuato i colloqui diplomatici e militari per risolvere la situazione di stallo al confine nel Ladakh orientale senza esito.
A dicembre 2022 International Crisis Group ha riportato56 un deterioramento della situazione, evidenziando che, nel primo violento incidente in due anni e mezzo dopo lo scontro mortale nella Galwan Valley57 nel giugno 2020, i soldati indiani e cinesi il 9 dicembre si sono affrontati violentemente lungo la LAC nel settore Tawang dello Stato dell'Arunachal Pradesh (nord-est). Negli scontri circa 30 soldati indiani e un numero imprecisato di soldati cinesi erano rimasti feriti mentre entrambe le parti, secondo quanto riferito, si sono disimpegnate immediatamente ei comandanti locali l'11 dicembre si sono incontrati per discutere dell'incidente58.
Per quanto riguarda la sfida alla sicurezza interna rappresentata dall'estremismo di sinistra in alcune aree del Paese, l'insurrezione maoista, iniziata negli anni '60, ha causato oltre 12.000 vittime, secondo le stime delle agenzie di sicurezza e delle ONG59.
L'insorgenza dei ribelli TI (cosiddetti naxaliti)60 che ha alimentato uno dei conflitti più longevi post-indipendenza nel cosiddetto “Corridoio Rosso”61, è stata contrastata significativamente negli ultimi anni stando a quanto emerge dalla consultazione delle fonti. Gli episodi di violenza maoista e le morti in India sono diminuiti drasticamente nell'ultimo decennio, indicando il declino dell'influenza dei ribelli. Fatta eccezione per un piccolo picco di violenza per tre anni (2019-22) nello stato centrale del
, l'epicentro della violenza maoista, le fonti evidenziano che essa si sta Persona_6
esaurendo altrove. La diffusione geografica della violenza si è ridotta ulteriormente oggi a 46 distretti, rispetto ai 96 distretti del 2010, secondo i dati del ministero dell'Interno62.
Il 18 settembre 2022 circa 700 simpatizzanti maoisti, tra cui 300 miliziani, si sono arresi il 18 settembre nel distretto di Malkangiri, Stato di Orissa (est)63.
Se la portata della violenza si è ridotta notevolmente, la consultazione delle fonti recenti evidenzia che, nel corso del 2022, le forze di sicurezza hanno continuato a scontrarsi con i ribelli naxal-maoisti, i cui affiliati hanno continuato a prendere di mira le forze statali e i progetti di sviluppo statale nel Corridoio Rosso64.
Tra la fine di novembre e dicembre 2022, sono stati registrati diversi scontri armati tra le forze di sicurezza e i ribelli TI che hanno provocato la morte di sei ribelli naxal-maoisti e un membro del personale di sicurezza65. Gli scontri si sono verificati nello
Stato di Jharkhand (est) e di (centro)66. ACLED evidenzia che, in un Persona_6
incidente particolarmente mortale nello Stato di , quattro ribelli sono stati Persona_6
uccisi in uno scontro a fuoco con le forze di sicurezza. Si evidenzia un aumento delle vittime naxal-maoiste segnalate durante le intensificate operazioni di sicurezza67. Altri incidenti che hanno visto il coinvolgimento di forze armate e militanti maoisti si sono verificati durante il 2022 provocando vittime da entrambe le parti. Diverse fonti rilevano che, nel corridoio rosso, i ribelli hanno continuato a impegnarsi in scontri armati contro le forze di sicurezza, attacchi contro progetti civili e a prendere di mira civili sospettati di essere “informatori”. Secondo una fonte media lo Stato di è quello più Persona_6 colpito dalla violenza dell'estremismo dell'ala di sinistra - dove ben 14 (dei 27 distretti) risultano colpiti dalla violenza dell'estremismo di sinistra68. Viene riportato in un articolo di marzo 2022 che 20 nuovi campi di sicurezza sarebbero stati aperti negli ultimi sei mesi dalla Central Reserve Police Force (CRPF)69 per contrastare la violenza legata a tale fenomeno e affiancare le forze di polizia nel condurre operazioni contro affiliati maoisti70.
Nel mese di marzo 2022 i naxal-maoisti hanno preso di mira i civili e interrotto i progetti di sviluppo, uccidendo complessivamente almeno tre persone e dando fuoco a veicoli e macchine per la costruzione di strade71.
Nello Stato di Odisha (est), un ordigno esplosivo presumibilmente piazzato dai maoisti il
5 febbraio ha ucciso un giornalista nel distretto di Kalahandi;
maoisti il 15 febbraio avrebbero ucciso un uomo di 32 anni nel distretto di Kandhamal perché sospettato che fosse un informatore della polizia72. Il 19 marzo un pastore è stato ucciso nello Stato di perché sospettato di essere un informatore della polizia nell'area di Bastar73; Persona_6
un uomo è stato ucciso il 18 aprile da maoisti nel distretto di Sukma/ Stato di
Chhattisgarh74.
Egualmente, il 19 giugno i maoisti hanno ucciso un abitante del villaggio nel distretto di
Kondagaon nello stato di (centro) perché sospettato di essere un informatore Persona_6
della polizia75. A marzo, nel Madhya Pradesh, i ribelli hanno rapito e ucciso un impiegato del dipartimento forestale nel distretto di Balaghat, sospettato di essere anch'egli un informatore76.
Ancora, nello Stato di (centro), i maoisti il 17 ottobre hanno ucciso due Persona_6
persone nel distretto di Bijapur e dato fuoco a quattro veicoli nella miniera nel distretto di Kanker77; il 26 ottobre hanno ucciso un contadino nel distretto di Persona_7
Nello stato di Jharkhand (est), i maoisti il 21 ottobre hanno sparato a Persona_8 tre persone che lavoravano in un cantiere ferroviario nel distretto di Latehar78. Nello stato di Orissa (est), distretto di Kandhamal, i maoisti il 24 ottobre hanno ucciso giovani sospettati di lavorare con la polizia79. Nello stato di Telangana (centro), il 9 novembre i maoisti hanno ucciso un uomo appartenente ad un gruppo tribale sospettato di lavorare con la polizia nel distretto di Mulugu80. Nello stato di Odisha (est), i maoisti il 10 novembre hanno ucciso giovani sospettati di essere informatori della polizia nel distretto di Kandhama;
Nello stato di Jharkhand (est), nel distretto di Latehar, i maoisti il 22 novembre hanno dato fuoco a dozzine di veicoli nel cantiere ferroviario a seguito dell'uccisione di tre maoisti da parte delle forze di sicurezza il giorno precedente81.
A novembre, in una dichiarazione in vista del suo 22° anniversario il 2 dicembre,
l'”Esercito di guerriglia popolare di liberazione” - ala militare del fuorilegge Partito comunista indiano (maoista) - ha affermato che 132 tra i suoi membri erano stati uccisi in operazioni di sicurezza in tutto il paese dal dicembre 2021, dei quali 89 (il 67% del totale) nella regione di Dandakaranya (Bastar tribale) nello Sato di , 17 in Persona_6
Biar e Jharkhand e 15 in Andrha Pradesh82; ha affermato inoltre di aver organizzato 1.300 attacchi che avevano ucciso 429 membri del personale di sicurezza e ferendone 96683.
Secondo i dati parziali (al 10 aprile 2022) raccolti dal South Asia Terrorism Portal
(SATP), almeno 49 persone erano state uccise in violenze legate all'estremismo di sinistra
(LWE) in tutto il paese nel 202284. Queste includevano 19 civili, sette membri del personale delle forze di sicurezza (SF) e 23 “naxaliti”. Secondo il SATP, nel 202, erano
23785 le vittime totali registrate ascrivibili all'insorgenza maoista (contro le 239 vittime registrate nel 2020) e gli incidenti avevano interessato 33 distretti di otto Stati.
Il SATP rilevava che il numero di vittime complessive erano in calo dal 2019, (302 vittime) e dal 2018 (412 vittime)86. Da rilevare che, secondo la stessa fonte, il periodo 2019-2021 ha visto una continua diminuzione delle vittime civili: 108 nel 2018, 99 nel
2019, 61 nel 2020, e 58 nel 202187.
Gli incidenti di violenza maoista in India sono diminuiti del 77% tra il 2009 e il 2021, mentre quelli ascrivibili in generale all'estremismo di sinistra sono diminuiti da 2.258 a
509 nello stesso periodo, secondo i dati del ministero dell'Interno88.
Per quanto riguarda lo Stato indiano del Punjab, che condivide ad ovest il settore di confine internazionale89 con il Pakistan, le fonti consultate non evidenziano la presenza di violenza indiscriminata derivante da conflitti interni o internazionali o che sono indice di una violenza indiscriminata contro la vita di civili.
Fonti riportano che, il 9 maggio 2023, una granata a propulsione a razzo ha colpito di notte l'ala sede dell'intelligence del quartier generale della polizia del Punjab a Mohali, estensione della capitale dello stato del Punjab, Chandigarh90; l'incidente non ha causato vittime e la granata non è esplosa atterrando solo al terzo piano dell'edificio. L'attacco sarebbe avvenuto dopo l'arresto, tre giorni prima di quattro persone sospettate di terrorismo nello Stato di Haryana.
La polizia del Punjab il 13 maggio ha affermato che il gruppo militante pro-Khalistan,
insieme a mafiosi/”gangsters” supportati dall'Inter- Controparte_11
Services Intelligence del Pakistan, sarebbe stato il responsabile dell'attacco91.
A dicembre 2022 le forze di sicurezza hanno affermato di aver recuperato droga inviata attraverso il confine internazionale dal Pakistan alla regione indiana del Punjab tramite droni il 3, 5 e 6 dicembre. Lungo il confine col Pakistan droni sono spesso utilizzati per il contrabbando di droga e armi92. Il 26 dicembre 2022 le forze di sicurezza di confine indiane hanno affermato di aver recuperato un drone entrato dal Pakistan che giaceva su un terreno agricolo adiacente alla recinzione di confine nel distretto di Amritsar93.
Il 9 novembre le forze di sicurezza indiane hanno affermato di aver abbattuto un drone proveniente dal Pakistan nel distretto di Ferozepur nel Punjab94. Il 10 dicembre, una esplosione di bassa intensità, presumibilmente ad opera di sospetti terroristi, ha preso di mira la stazione di polizia nel distretto di Tarn Taran95.
Altre fonti96 riportano che il 9 marzo 2022 l'aeronautica indiana ha accidentalmente lanciato un missile supersonico caduto oltreconfine in Pakistan, vicino a Per_12
nel distretto di Khanewal, nella Provincia pakistana del Punjab. L'incidente non ha causato vittime ma ha danneggiato proprietà civili97.
Diverse sono state le dimostrazioni in tutti gli Stati del Paese nel corso del 2022 così come nello Stato del Punjab, legate a diverse questioni98 e che hanno visto, in alcuni casi, lo scontro tra i manifestanti e la polizia e il danneggiamento di proprietà del governo, veicoli di trasporto pubblico, e altre proprietà private. In particolare, fonti riportano che lo Stato del Punjab ha visto un significativo aumento, a partire dalla seconda metà del 2022, di dimostrazioni da parte degli agricoltori99 a seguito del cambio di rotta fatto dal Governo indiano rispetto all'abrogazione di leggi agricole che deregolamentavano la vendita, il prezzo e lo stoccaggio dei prodotti agricoli nel settembre 2021100, ad un anno dalla loro entrata in vigore. 93 The Times of India, 26 December 2022, https://timesofindia.indiatimes.com/india/bsf-troops-shoot-down-suspected- pak-drone-in-punjabs-amritsar/articleshow/96509870.cms; 94 The Economic Times, BSF shoots down Pakistani drone along India Pakistan border, 22 December 2022, https://economictimes.indiatimes.com/news/defence/bsf-shoots-down-pakistani-drone-along-india-pak-border-in- ferozepur-district-of-punjab/videoshow/96417225.cms; 95 The Economic Times, Punjab: BSF seizes illegal weapons in border district, 11 December 2022, https://economictimes.indiatimes.com/news/defence/punjab-bsf-seizes-illegal-weapons-in-border- district/articleshow/96152779.cms; The Tribune, After RPG attack in Tarn Taran, top cops review security in Ludhiana, 30 January 2023, https://www.tribuneindia.com/news/ludhiana/after-rpg-attack-in-tarn-taran-top-cop-reviews-security- in-ludhiana-459750; 96 BBC News, 24 August 2022, https://www.bbc.com/news/world-asia-india-62655736; DW, 3 November 2022, https://www.bbc.com/news/world-asia-india-62655736; Reuters, 11 March 2022, https://www.reuters.com/world/asia- pacific/pakistan-seeks-answers-india-after-crash-mystery-flying-object-2022-03-10/; 97 Istituto Affari Internazionali, incident- and the enduring risk of nuclear escalation between India Persona_13 and Pakistan, article by Manuel Herrera, 05.04.2022, https://www.iai.it/en/pubblicazioni/mian-channu-incident-and- enduring-risk-nuclear-escalation-between-india-and-pakistan; 98 Si veda a titolo di esempio: International Crisis Group, Crisis Watch. Tracking Conflict Worldwide, Giugno 2022 https://www.crisisgroup.org/crisiswatch/july-alerts-and-june-trends-2022). ACLED, Regional Overview: South Asia and Afghanistan, 1-7 October 2022, https://acleddata.com/2022/10/13/regional-overview-south-asia-and-afghanistan-1-7- october-2022; 99 The Diplomat, 28 November 2022, https://thediplomat.com/2022/11/1-year-since-landmark-victory-indian-farmers- plan-to-revive-stir/; 100 ACLED, An unlikely success: demonstrations against farm law in India, 17 December 2021, https://acleddata.com/2021/12/17/an-unlikely-success-demonstrations-against-the-farm-laws-in-india/; Deve infine rilevarsi che il Rapporto Globale 2022 sullo Sfollamento Interno dell'IMDC101, evidenzia la presenza in India nel 2021 di discreti sfollamenti associati con conflitto e violenza (13.000 persone)102, laddove sono state registrate almeno 4.903.000 persone sfollate a causa di disastri naturali nel corso dell'anno (in particolare a causa del ciclone Anpham), con un trend analogo rispetto ai dati riportati relativamente al 2020103, che aveva visto circa 3.900 nuovi sfollati interni (a causa di violenza localizzata intra- comunitaria)104 e 3.856.000 sfollamenti/evacuazioni dovute all'azione di fenomeni naturali e del ciclone Anpham.
Per quanto riguarda il 2022, deve rilevarsi che fonti riportano che, a metà dicembre, i nazionalisti indù hanno attaccato le comunità cristiane adivasi nei distretti di Kondagaon
e Narayanpur nello stato di , provocando lo sfollamento di circa 1.000 Persona_6
persone105.
Alla luce di quanto sopra evidenziato, appare evidente che la situazione attuale, non giustifica il riconoscimento della protezione sussidiaria ai sensi dell'art. 14, lett. c) D. Lgs
251/2007.
V. In ordine alla possibilità di riconoscere al ricorrente altra forma di protezione nazionale, va precisato che il decreto-legge n. 130/2020, convertito, con modifiche, in legge n. 173/2020, in vigore dal 20/12/2020, ha introdotto molteplici modifiche al testo unico sull'immigrazione (d.lgs. n. 286/1998).
In particolare, l'art. 1 del citato decreto-legge 130/2020, come convertito dalla legge
173/2020, ha sostituito il comma 1.1 dell'articolo 19 d. lgs. n. 286/1998 così prevedendo:
«1.1. Non sono ammessi il respingimento o l'espulsione o l'estradizione di una persona verso uno Stato qualora esistano fondati motivi di ritenere che essa rischi di essere sottoposta a tortura o a trattamenti inumani o degradanti o qualora ricorrano gli obblighi di cui all'articolo 5, comma 6. Nella valutazione di tali motivi si tiene conto anche dell'esistenza, in tale Stato, di violazioni sistematiche e gravi di diritti umani. Non sono altresì ammessi il respingimento o l'espulsione di una persona verso uno Stato qualora esistano fondati motivi di ritenere che l'allontanamento dal territorio nazionale comporti una violazione del diritto al rispetto della sua vita privata e familiare, a meno che esso sia necessario per ragioni di sicurezza nazionale, di ordine e sicurezza pubblica, nonché di protezione della salute nel rispetto della Convenzione relativa allo statuto dei rifugiati, firmata a Ginevra il 28 luglio 1951, resa esecutiva dalla legge 24 luglio 1954, n. 722, e della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea. Ai fini della valutazione del rischio di violazione di cui al periodo precedente, si tiene conto della natura e della effettività dei vincoli familiari dell'interessato, del suo effettivo inserimento sociale in Italia, della durata del suo soggiorno nel territorio nazionale nonché dell'esistenza di legami familiari, culturali o sociali con il suo Paese d'origine».
Dopo il comma 1.1 è stato inserito il seguente:
«1.2. Nelle ipotesi di rigetto della domanda di protezione internazionale, ove ricorrano i requisiti di cui ai commi 1 e 1.1, la Commissione territoriale trasmette gli atti al Questore per il rilascio di un permesso di soggiorno per protezione speciale. Nel caso in cui sia presentata una domanda di rilascio di un permesso di soggiorno, ove ricorrano i requisiti di cui ai commi 1 e 1.1, il Questore, previo parere della Commissione territoriale per il riconoscimento della protezione internazionale, rilascia un permesso di soggiorno per protezione speciale».
La predetta normativa è applicabile al caso di specie in quanto l'art. 15 del D.L. n.
130/2020, intitolato “Disposizioni transitorie”, ha previsto che “Le disposizioni di cui all'articolo 1, comma 1, lettere a), e) ed f) si applicano anche ai procedimenti pendenti alla data di entrata in vigore del presente decreto avanti alle commissioni territoriali, al questore e alle sezioni specializzate dei tribunali” e, da ultimo, dell'art. 7, co. 2, del D.L.
n. 20/2023, convertito con legge 5 maggio 2023, n. 50.
Ciò chiarito in diritto, nel caso di specie ricorrono i presupposti di cui all' art. 19 del D.
Lgs. n. 286/1998 per il riconoscimento della protezione speciale.
Si osserva infatti che sussistono fondati motivi per ritenere che l'allontanamento del ricorrente dal territorio nazionale comporti una violazione del diritto al rispetto della vita privata e familiare, in quanto il predetto ha documentato di essersi integrato dando atto di aver svolto attività lavorativa nel territorio nazionale. Lo stesso ha infatti prodotto: Unilav relativo a rapporti di lavoro a tempo determinato dal 05.10.2021 al 31.12.2021 e dal
18.05.2023 al 31.12.2023 con qualifica di bracciante agricolo e relative buste paga Non ricorre infine, nel caso di specie, alcuna ragione di sicurezza nazionale, ordine e sicurezza pubblica o protezione della salute, tale da ritenere ammissibile il respingimento del ricorrente anche in presenza del radicamento sul territorio nazionale.
Va, quindi, riconosciuta al ricorrente la protezione speciale, ai sensi degli artt. 19, c. 1.1
e 1.2 D.lgs. 286/1998, e riconosciuto, altresì, il diritto al rilascio del conseguente permesso di soggiorno, dal momento che il respingimento dello stesso costituirebbe una inammissibile violazione del diritto al rispetto della vita privata.
VI. Con riguardo alle spese di lite, nulla va disposto, in quanto “qualora la parte ammessa al patrocinio a spese dello Stato sia vittoriosa in una controversia civile proposta contro un'amministrazione statale, l'onorario e le spese spettanti al difensore vanno liquidati ai sensi dell'art. 82 del d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, ovvero con istanza rivolta al giudice del procedimento, non potendo riferirsi a tale ipotesi l'art. 133 del medesimo d.P.R. n.
115 del 2002, a norma del quale la condanna alle spese della parte soccombente non ammessa al patrocinio va disposta in favore dello Stato” (vedi Cass. sez. 2,
29/10/2012 n. 18583 nonché, da ultimo, Cass. sez. 6 - 2, 29/11/2018 n. 30876). Nel caso di specie la liquidazione non può essere effettuata ai sensi del citato art. 133 D.P.R.
115/2002, a carico di un'amministrazione dello Stato a favore di altra amministrazione, in quanto ciò costituirebbe un non senso, tanto più che l'interesse sostanziale del ricorrente, che è quello di ottenere la rifusione delle spese sostenute dal proprio difensore, non potrebbe per tale via essere soddisfatto.
P.Q.M.
Definitivamente decidendo, accoglie il ricorso avanzato e, per l'effetto, dichiara il diritto del ricorrente al rilascio del permesso di soggiorno per protezione speciale di cui all'art. 19, commi 1.1 e 1.2 del D.Lgs. n. 286/1998, come modificato dal D.L. n. 130/2020 convertito in L. n. 173/2020, convertibile in permesso di soggiorno per motivi di lavoro ex art. 6 del D.Lgs. n. 286/1998, non sussistendo cause di esclusione.
Dispone la trasmissione del presente decreto al Questore per il rilascio del permesso di soggiorno per protezione speciale.
Nulla sulle spese di lite.
Così deciso in Catania all'esito della camera di consiglio del 23/01/2025.
Si comunichi.
Il Giudice est. Il Presidente
Rosario Maria Annibale Cupri Luca Perilli 1. DA COMPARE FOOTNOTE PAGES 1 Si veda a titolo di esempio l'ultimo Rapporto di (AI, The State of the World Human Rights 2021- Controparte_1 India 2021, 29 March 2022, https://www.ecoi.net/en/document/2070252.html;) ma anche l'ultimo rapporto di Human Rights Watch-HRW, World Report 2022 – India, 12 January 2023, https://www.ecoi.net/en/document/2085458.html;
Freedom House, Freedom in the World 2022-India, 24 February 2022, https://www.ecoi.net/en/document/2068733.html; USDOS, 2021 Country Report on Human Rights Practices: India, 12 April 2022, https://www.ecoi.net/en/document/2071142.html; 2 Oltre alle sue numerose religioni e sette, l'India ospita innumerevoli caste e tribù, oltre a più di una dozzina di gruppi linguistici maggiori e centinaia di gruppi linguistici minori di diverse famiglie linguistiche non imparentate tra loro. Le minoranze religiose, inclusi musulmani, cristiani, sikh, buddisti e giainisti, rappresentano ancora una percentuale significativa della popolazione (vedasi: Britannica, https://www.britannica.com/place/India, accesso del 24.01.2023). 3 Britannica, https://www.britannica.com/place/India, accesso del 24.01.2023. 4 Vedasi: https://www.nationsonline.org/oneworld/india_map.htm, accesso del 24.01.2023. USDOS, 2021 Country Report on Human Rights Practices: India, 12 April 2022, https://www.ecoi.net/en/document/2071142.html; 5 USDOS, 2021 Country Report on Human Rights Practices: India, 12 April 2022, https://www.ecoi.net/en/document/2071142.html; 6 Freedom House, Freedom in the World 2022-India, 24 February 2022, https://www.ecoi.net/en/document/2068733.html; USDOS, 2021 Country Report on Human Rights Practices: India, supra cit. 7 DFAT, Country Information Report, India, October 2018, p. 11 https://www.dfat.gov.au/sites/default/files/country- information-report-india.pdf; 8 ; CP_3 9 DFAT, Country Information Report, India, October 2018, p. 11 https://www.dfat.gov.au/sites/default/files/country- information-report-india.pdf; 10 BBC News, India-China Dispute: the border row explained in 400 words, 14 December 2022, https://www.bbc.com/news/world-asia-53062484; 11 Government of India, Ministry of Home Affairs, Annual Report 2021-2022, pp.6-23, https://www.mha.gov.in/sites/default/files/AnnualReport202122_24112022%5B1%5D.pdf; 12 La regione del Nord-Est ricomprende 8 Stati: Arunachal Pradesh, Assam, Manipur, Meghalaya, Mizoram, Nagaland,
KK and Tripura (Government of India, Ministry of Home Affairs, Annual Report 2021-2022, supra cit.) 13 Indicato genericamente come Left Wing Extremism (LWE) nelle fonti consultate. 14 Government of India, Ministry of Home Affairs, Annual Report 2021-2022, pp. 214-234, https://www.mha.gov.in/sites/default/files/AnnualReport202122_24112022%5B1%5D.pdf; 15 Secondo indicatori ACLED l'India rientra tra 46 Paesi dove il trend rispetto ad eventi di violenza politica è classificato di alta gravità soddisfando 3 su 4 indicatori specifici e mantenendo la stessa classificazione rispetto al 2018 (ACLED Conflict Severity index, a new measure of the complexities of Conflict, 19 January 2023, https://acleddata.com/conflict- severity-index/#1674134846422-4d2b3576-4bbb;) 16 Government of India, Ministry of Home Affairs, Annual Report 2021-2022, p.18, https://www.mha.gov.in/sites/default/files/AnnualReport202122_24112022%5B1%5D.pdf; 17 Government of India, Ministry of Home Affairs, Annual Report 2021-2022, p.18, https://www.mha.gov.in/sites/default/files/AnnualReport202122_24112022%5B1%5D.pdf; 18 Government of India, Ministry of Home Affairs, Annual Report 2021-2022, supra cit. 19 International Crisis Group, Crisis Watch-India, April 2022 Update, https://www.crisisgroup.org/crisiswatch#india; 20 International Crisis Group, Crisis Watch-India, April 2022 Update, https://www.crisisgroup.org/crisiswatch#india; 21 International Crisis Group, Crisis Watch-India, September 2022 Update, https://www.crisisgroup.org/crisiswatch#india; 22 Vedasi anche: Government of India, https://www.pib.gov.in/PressReleasePage.aspx?PRID=1859665, accesso del 27.01.2023. 23 The Times of India, Assam Government signs peace agreement with insurgents, 15 September 2022, https://timesofindia.indiatimes.com/india/assam-government-signs-peace-agreement-with- insurgents/articleshow/94230277.cms; 24 Hindustan Times, Govt inks peace pact with Manipur insurgent group, 28 December 2022, https://www.hindustantimes.com/india-news/govt-inks-peace-pact-with-manipur-insurgent-group- 101672165359069.html; 25 Hindustan Times, Govt inks peace pact with Manipur insurgent group, 28 December 2022, https://www.hindustantimes.com/india-news/govt-inks-peace-pact-with-manipur-insurgent-group- 101672165359069.html; 26 Human Rights Watch, World Report 2023 - India, 12 January 2023, https://www.ecoi.net/en/document/2085458.html; 27 Jammu and Kashmir-Backgrounder, https://www.satp.org/backgrounder/india-jammukashmir; CP_6 28 The India, India Pakistan agree to observe 2003 ceasefire, 25 February 2021, https://www.thehindu.com/news/national/india-pakistan-agree-to-ceasefire-along-border/article61746932.ece; 29 Da non confondersi con l del Pakistan, ricompreso entro il territorio del Pakistan e sotto sua diretta CP_7 amministrazione. 30 Freedom House, Freedom in the World 2022-Indian Kashmir, supra cit. 31 Freedom House, Freedom in the World 2022-Indian Kashmir, 24 February 2022, https://www.ecoi.net/en/document/2074648.html; 32 BBC Article 370: India strips disputed Kashmir of special status, 5.8.2019, https://www.bbc.com/news/world-asia- india-49231619 ; 33 Rifat Fareed, India imposes Kashmir lockdown, puts leaders 'under house arrest', 4.8.2019, https://www.aljazeera.com/news/2019/08/india-imposes-lockdown-kashmir-puts-leaders-house-arrest-
190804174841241.html; 34 Ai sensi del Jammu and Kashmir Reorganization Act 2019, adottato dal parlamento indiano nell'agosto 2019, lo status autonomo della regione è stato revocato, il J&K è stato declassato da stato a territorio dell'Unione e l'area del Ladakh è stata separata per formare un secondo territorio dell'Unione (Freedom House, Freedom in the World 2022-Indian Kashmir, supra cit.) 35 Freedom House, Freedom in the World 2022-Indian Kashmir, supra cit. 36 Per una disamina si veda: South Asia Terrorism Portal (SATP), https://www.satp.org/terrorist-groups/india- jammukashmir;
37 Freedom House, Freedom in the World 2022-Indian Kashmir, supra cit. 38 International, AI Report 2021/2022- Report on the Human Rights situation covering 2021 - India, 29 March CP_1
2022, https://www.ecoi.net/en/document/2070252.html; 39 South Asia Terrorism Portal (SATP), https://www.satp.org/; 40 South Asia Terrorism Portal (SATP), Jammu and Kashmir -Assessment 2022, https://www.satp.org/terrorism- assessment/india-jammukashmir; 41 South Asia Terrorism Portal (SATP), Jammu and Kashmir -Assessment 2022, supra cit. 42 International Crisis Group-ICG, Crisis-Watch, Indian-Pakistan Kashmir, December 2022 Update, https://www.crisisgroup.org/crisiswatch/database?location[]=38; 43 Nel 2021 vi sono stati 229 incidenti legati al terrorismo (contro i 417 del 2018) che hanno causato la morte in totale nel J&K di 42 membri delle forze di sicurezza, 41 civili, 180 terroristi secondo dati forniti dal Ministero per gli Affari Interni del Governo Indiano (vedasi: Government of India, Ministry of Home Affairs, Annual Report 2021-2022, pp. 214, https://www.mha.gov.in/sites/default/files/AnnualReport202122_24112022%5B1%5D.pdf; si veda anche: https://pib.gov.in/PressReleasePage.aspx?PRID=1888244; 44 Human Rights Watch, World Report 2023 - India, 12 January 2023, https://www.ecoi.net/en/document/2085458.html; 45 Human Rights Watch, World Report 2023 - India, supra cit. 46 ACLED Regional Overview Asia-Pacific -December 2022, 13 January 2023, https://acleddata.com/asia- pacific/regional-overview/; 47 India TV, Jammu and Kashmir: 2 civilians killed outside army camp in Rajoury;
FIR registered, 16 December 2022, https://www.indiatvnews.com/news/india/jammu-and-kashmir-civilians-killed-outside-army-camp-in-rajouri-fir- registered-latest-updates-2022-12-16-831788; 55 International Crisis Group, Crisis Watch-India, January-December 2022 Update, https://www.crisisgroup.org/crisiswatch#india; 56 International Crisis Group, Crisis Watch-India, December 2022 Update, https://www.crisisgroup.org/crisiswatch#india; 57 Vedasi: BBC news, 17 June 2020, https://www.bbc.com/news/world-asia-india-53076781; 58 International Crisis Group, Crisis Watch-India, December 2022 Update, https://www.crisisgroup.org/crisiswatch#india; 59 (DW), Why has Maoist violence subsided in India?, 05 January 2023, https://www.dw.com/en/why- CP_10 has-maoist-violence-subsided-in-india/a-64292819; 60 Vedasi: Notizie Geopolitiche-NG, 17 marzo 2012, https://www.notiziegeopolitiche.net/india-ribelli-maoisti-naxaliti- dellorissa/, acceso del 27.01.23. 61 L'insurrezione naxal-maoista, attiva dal 1967, cerca di rovesciare il governo indiano per stabilire il regime comunista all'interno del paese. Il movimento ha acquisito uno slancio significativo con l'istituzione del Partito Comunista dell'India- Maoista (CPI-Maoista) nel 2004. Al suo apice, l'insurrezione era attiva nel 40% della massa terrestre dell'India, con il
"Corridoio Rosso" che si estendeva a est, centro e l'India meridionale (South Asia Terrorism Portal, marzo 2012). Tuttavia, nella sua forma attuale, l'attività naxal-maoista è stata limitata a circa una dozzina di stati (ACLED, Naxal-Maoist
Insurgency Trends in India during Coronavirus pandemic,11 March 2021, https://acleddata.com/2021/03/11/naxal- maoist-insurgency-trends-in-india-during-the-coronavirus-pandemic/;) 62 W), Why has Maoist violence subsided in India?, 05 January 2023, https://www.dw.com/en/why- Controparte_10 has-maoist-violence-subsided-in-india/a-64292819; Government of India, Ministry of Home Affairs, Annual Report 2021-2022, pp.6-23, https://www.mha.gov.in/sites/default/files/AnnualReport202122_24112022%5B1%5D.pdf; 63 The New India Express, 700 Maoist supporters surrender in Malkangiri, 18 September 2022, https://www.newindianexpress.com/states/odisha/2022/sep/18/700-maoist-supporters-surrender-in-malkangiri- 2499470.html; 64 ACLED, Regional Overview: South Asia and Afghanistan, 21-27 May 2022, https://acleddata.com/2022/06/01/regional-overview-south-asia-and-afghanistan-21-27-may-2022/; ACLED, Regional
Overview: South Asia and Afghanistan, 19-25 March 2022, https://acleddata.com/2022/03/31/regional-overview-south- asia-and-afghanistan-19-25-march-2022/; ICG, Crisis Watch-India (January-December 2022), https://www.crisisgroup.org/crisiswatch/database?location[]=123; ICG, Crisis Watch-India, November 2022, https://www.crisisgroup.org/crisiswatch/database?location[]=123; 65 ACLED Regional Overview: South Asia and Afghanistan – 26 November-2 December 2022, https://acleddata.com/2022/12/07/regional-overview-south-asia-and-afghanistan-26-november-2-december-2022/; 66 International Crisis Group-ICG, Crisis Watch-India, November and December 2022, https://www.crisisgroup.org/crisiswatch/database?location[]=123 67 ACLED Regional Overview: South Asia and Afghanistan – 26 November-2 December 2022, supra cit. 68 The India-TH, CRPF opens 20 camps in Maoist areas, 4 March 2022, https://www.thehindu.com/news/national/crpf- opens-20-new-security-camps-in-lwe-affected-states-in-the-past-six-months/article65381878.ece; 69 Otto di questi campi sono stati resi operativi nel , quattro ciascuno nel Jharkhand e nell'Odisha, uno Persona_6 Per_ ciascuno nel e nel e due nel Si evidenzia che la fonte riporta che, prima dell'incidente del Persona_9 Per_11 21 aprile 2021 in cui le forze di sicurezza caddero vittima di un imboscata dove persero la vita 22 agenti della sicurezza a Sukma/Chhattisgarh (The Diplomat, 6 April 2021, https://thediplomat.com/2021/04/deadly-maoist-insurgents-strike- again-in-india-exposing-security-flaws/), 18 nuovi campi erano stati istituiti solo nel sud del Bastar, nello . Persona_6 70 The India-TH, CRPF opens 20 camps in Maoist areas, 4 March 2022, https://www.thehindu.com/news/national/crpf- opens-20-new-security-camps-in-lwe-affected-states-in-the-past-six-months/article65381878.ece; 71 ACLED, Regional Overview: South Asia and Afghanistan, 19-25 March 2022, https://acleddata.com/2022/03/31/regional-overview-south-asia-and-afghanistan-19-25-march-2022/; 72 International Crisis Group-ICG, Crisis Watch-India, February 2022, https://www.crisisgroup.org/crisiswatch/database?location[]=123; 73 International Crisis Group-ICG, Crisis Watch-India, March 2022, https://www.crisisgroup.org/crisiswatch/database?location[]=123; 74 International Crisis Group-ICG, Crisis Watch-India, April 2022, https://www.crisisgroup.org/crisiswatch/database?location[]=123; 75 ACLED Regional Overview: South Asia and Afghanistan – 6-12 August 2022, https://acleddata.com/2022/08/18/regional-overview-south-asia-and-afghanistan-6-12-august-2022/; International Crisis
Group-ICG, Crisis Watch-India, April 2022, https://www.crisisgroup.org/crisiswatch/database?location[]=123; 76 ACLED, Regional Overview: South Asia and Afghanistan, 19-25 March 2022, https://acleddata.com/2022/03/31/regional-overview-south-asia-and-afghanistan-19-25-march-2022/; 77 International Crisis Group-ICG, Crisis Watch-India, October 2022, https://www.crisisgroup.org/crisiswatch/database?location[]=123; 78 Ibidem; 79 Ibidem; 80 International Crisis Group-ICG, Crisis Watch-India, November 2022, https://www.crisisgroup.org/crisiswatch/database?location[]=123; 81 International Crisis Group-ICG, Crisis Watch-India, November 2022, https://www.crisisgroup.org/crisiswatch/database?location[]=123; 82 The Times of India, Chhattisgarh: Maoist admit the death of 132 cadres in a year, 18 November 2022, https://timesofindia.indiatimes.com/city/raipur/chhattisgarh-maoists-admit-to-death-of-132-cadres-in-a- year/articleshow/95596053.cms; 83 The Times of India, Chhattisgarh: Maoist admit the death of 132 cadres in a year, supra cit. 84 South Asia Terrorism Portal (SATP), Maoist Insurgency: Assessment 2022, https://www.satp.org/terrorism- assessment/india-maoistinsurgency, accesso del 25.01.2023. 85 Che include membri delle forze di sicurezza, dei gruppi ribelli e dei civili. 86 Secondo il SATP, dall'inizio dell'attività di registrazione dati sui LWEs, un picco di decessi era stato registrato nel 2010 (1.180 decessi), con un totale di 630 vittime civili registrate nel 2010 (South Asia Terrorism Portal (SATP), Maoist
Insurgency: Assessment 2022, https://www.satp.org/terrorism-assessment/india-maoistinsurgency, accesso del 25.01.2023). 87 Ibidem; 88 (DW), Why has Maoist violence subsided in India?, 05 January 2023, https://www.dw.com/en/why- CP_10 has-maoist-violence-subsided-in-india/a-64292819; 89 Il cosiddetto “International Boundary Sector” confine condiviso col Pakistan dagli Stati indiani del Jammu e del Punjab. 90 International Crisis Group, International Crisis Group-ICG, Crisis Watch-India, May 2022, https://www.crisisgroup.org/crisiswatch/database?location[]=123; The Times of India,10 May 2022, https://timesofindia.indiatimes.com/city/chandigarh/rpg-fired-at-punjab-cops-intel-hq-but-it-fails-to- explode/articleshow/91451032.cms; India TV News, 9 May 2022, https://www.indiatvnews.com/news/india/mohali- blast-punjab-police-intelligence-office-building-casualties-injuries-area-cordoned-off-live-updates-2022-05-09-775338; 91 International Crisis Group, International Crisis Group-ICG, Crisis Watch-India, May 2022, https://www.crisisgroup.org/crisiswatch/database?location[]=123; 92 Times of India, 15 January 2023, https://timesofindia.indiatimes.com/india/situation-along-lac-normal-says-army- chief/articleshow/97004267.cms ; Indian Express, 10 January 2023, https://indianexpress.com/article/cities/chandigarh/six-months-drug-smugglers-arrested-punjab-8371752/; 101 IDMC, 2022 Global Report on Internal Displacement, Grid-2022, https://www.internal- displacement.org/sites/default/files/publications/documents/IDMC_GRID_2022_LR.pdf; 102 Il Rapporto dell'IDMC 2022 evidenzia che nel Jammu e Kashmir la violenza contro le comunita' minoritarie e i lavoratori migranti è divampata a ottobre 2021provocando la repressione da parte delle forze di sicurezza;
la situazione ha provocato lo sfollamento di 500 persone, in particolare tra i una comunità indù del kashmir. Inoltre nello Pt_2Per Stato di Tripura tensioni con gli sfollati hanno provocato lo sfollamento di 1.500 persone tra le comunita' indigene Per_ Per_1
e a fine luglio 2021 (IDMC Report supra cit. p. 69-70). 103Vedasi: IDMC, 2021 Global Report on Internal Displacement, Grid-2021, https://www.internal- displacement.org/sites/default/files/publications/documents/grid2021_idmc.pdf ; 104 Vedasi: IDMC, 2021 Global Report on Internal Displacement, Grid-2021, https://www.internal- displacement.org/sites/default/files/publications/documents/grid2021_idmc.pdf , p. 56; 105 The Hidu, 1000 Christians subjected to violence in Chhattisgarh, some forcibly converted to , Civil Rights Per_17 Groups, 29 December 2022, https://www.thehindu.com/news/national/other-states/1000-christians-subjected-to- violence-in-chhattisgarh-some-forcibly-converted-to-hinduism-civil-rights-groups/article66318159.ece/amp/;
TRIBUNALE DI CATANIA
Sezione Immigrazione
Il Tribunale di Catania composto dai magistrati
Luca Perilli Presidente
Rosario Maria Annibale Cupri Giudice rel.-est.
Stefania Muratore Giudice riunito in camera di consiglio
OSSERVA
I. Con ricorso depositato il 05.12.2020 ai sensi dell'art. 35 D.lgs. n. 25/2008,
[...]
nato a [...] - India) il 18.04.1997, ha impugnato il Pt_1
provvedimento della Commissione Territoriale di Siracusa per il Riconoscimento della
Protezione Internazionale, notificato in data 13.11.2020, chiedendo di accertare il proprio diritto al riconoscimento dello status di rifugiato ai sensi della Convenzione di Ginevra del 1951; in subordine, della protezione sussidiaria ai sensi dell'art. 14 e s.s. del D.lgs. n.
251/2007; in ulteriore subordine, della protezione speciale ai sensi dell'art. 19 comma 1
e 1.1 del D. Lgs. n. 286/98.
La Commissione Territoriale non si è costituita in giudizio nonostante la regolarità della notifica ad opera della cancelleria.
La causa è stata trattenuta in riserva dal giudice designato per la trattazione al fine di riferire in camera di consiglio.
II. In sede di audizione innanzi alla Commissione Territoriale, il ricorrente ha dichiarato di appartenere al gruppo etnico Sikh e di professare la religione Sikh;
di aver divorziato e di non avere figli;
di essere andato a scuola per sette o otto anni;
di aver lavorato nel paese di origine come agricoltore;
di aver mantenuto i contatti con l'anziana madre che continua a vivere nel villaggio di origine.
In ordine alle ragioni dell'espatrio, ha dichiarato di aver lasciato il proprio Paese la prima volta nel 2002 a causa dei problemi dei sikh con gli indù e i musulmani, ma di non aver avuto problemi personali come appartenente all'etnia dei Sikh ( “ Io non ho avuto problemi ma avevo paura perché i sikh venivano uccisi.[…]” cfr. verbale audizione pag.
6); di essere arrivato in Italia nel 2002 e di essere rimasto fino al 2007, senza presentare domanda di protezione internazionale;
di essere ritornato in India nel 2007 ove è rimasto fino al 2016 lavorando come agricoltore;
di essere stato arrestato in India dopo sei mesi dal rientro per aver aggredito un ragazzo con il quale aveva litigato e di essere stato prosciolto dal giudice;
di aver deciso nel 2016 di lasciare nuovamente il paese di origine non sapendo cosa fare.
Sul percorso migratorio, ha dichiarato di essere partito dall'India nel 2016 e di aver attraversato la Turchia, la Grecia, l'Albania, il Montenegro, la Bosnia Erzegovina, la
Croazia e la Slovenia prima di arrivare in Italia, ove è giunto la seconda volta il
10.10.2018.
Il ricorrente non ha allegato alcun timore in caso di rientro nel paese di origine.
La Commissione Territoriale ha rigettato la domanda di protezione internazionale ritenendo non credibili le dichiarazioni sulle ragioni che hanno indotto il ricorrente a lasciare la prima volta il paese di origine in quanto prive di coerenza interna ed esterna, ha ritenuto, altresì, non idonee a fondare un bisogno di protezione internazionale, le ragioni che hanno indotto il ricorrente a lasciare l'India la seconda volta, pertanto, ha ritenuto le circostanze esposte non idonee a supportare sufficientemente ed a giustificare un timore di persecuzione ai sensi dell'art. 1A della Convenzione di Ginevra del 1951; altresì, ha ritenuto non sussistenti circostanze tali da integrare le ipotesi di protezione sussidiaria di cui alle lett. a), b) e c) del D. Lgs. 251/2007; non ha, da ultimo, riscontrato nel caso di specie neppure i presupposti per la concessione della protezione speciale di cui all'art. 19 comma 1 e 1.1 del d.lgs. n. 286/98.
III. Ciò premesso, si osserva in diritto che l'art. 2, lett. e) del D.lgs. n. 251/2007 definisce
“rifugiato” il “cittadino straniero il quale, per il timore fondato di essere perseguitato per motivi di razza, religione, nazionalità, appartenenza ad un determinato gruppo sociale o opinione politica, si trova fuori dal territorio del Paese di cui ha la cittadinanza
e non può o, a causa di tale timore, non vuole avvalersi della protezione di tale Paese, oppure apolide che si trova fuori dal territorio nel quale aveva precedentemente la dimora abituale per le stesse ragioni succitate e non può o, a causa di siffatto timore, non vuole farvi ritorno, ferme le cause di esclusione di cui all'articolo 10”.
L'art. 7 specifica che gli “atti di persecuzione” devono essere sufficientemente gravi, per la loro natura o frequenza, da rappresentare una violazione grave dei diritti umani fondamentali e possono, in via esemplificativa, essere costituiti da atti di violenza fisica e psichica (anche sessuale), provvedimenti legislativi, amministrativi, di polizia o giudiziari discriminatori per la loro natura o per le modalità di applicazione;
azioni giudiziarie o sanzioni penali sproporzionate o discriminatorie;
rifiuto dei mezzi di tutela giuridica;
azioni giudiziarie in conseguenza di rifiuto di prestare servizio militare in un conflitto quando questo possa comportare la commissione di crimini;
atti specificamente diretti contro un genere sessuale o contro l'infanzia.
Alla luce della superiore normativa si ricava che requisito essenziale per il riconoscimento dello “status” di rifugiato è il fondato timore di persecuzione “personale e diretta” nel
Paese d'origine del richiedente, a causa della razza, della religione, della nazionalità, dell'appartenenza a un gruppo sociale ovvero per le opinioni politiche professate.
Relativamente alla richiesta di protezione sussidiaria, il dato normativo di riferimento prevede che “persona ammissibile alla protezione sussidiaria” è il “cittadino straniero che non possiede i requisiti per essere riconosciuto come rifugiato ma nei cui confronti sussistono fondati motivi di ritenere che, se ritornasse nel Paese di origine, o, nel caso di un apolide, se ritornasse nel Paese nel quale aveva precedentemente la dimora abituale, correrebbe un rischio effettivo di subire un grave danno come definito dal presente decreto e il quale non può o, a causa di tale rischio, non vuole avvalersi della protezione di detto Paese” (lett. g dell'art. 2, D.lgs. n. 251/2007), sempre che non ricorra una delle ragioni di esclusione della protezione sussidiaria previste dall'art. 16. A norma dell'art. 14 del medesimo decreto legislativo “Ai fini del riconoscimento della protezione sussidiaria, sono considerati danni gravi: a) la condanna a morte o all'esecuzione della pena di morte;
b) la tortura o altra forma di pena o trattamento inumano o degradante ai danni del richiedente nel suo Paese di origine;
c) la minaccia grave e individuale alla vita o alla persona di un civile derivante dalla violenza indiscriminata in situazioni di conflitto armato interno o internazionale”.
In punto di onere della prova, il Collegio osserva che come chiarito dalla Suprema Corte, il racconto del richiedente asilo è, allo stesso tempo, allegazione dei fatti rilevanti e prova degli stessi (Cass., n. 29056/2019).
L'art. 3 comma 5 del D. Lgs. 251/2007, prevede che qualora taluni elementi o aspetti delle dichiarazioni del richiedente la protezione internazionale non siano suffragati da prove, essi sono considerati veritieri se l'autorità competente a decidere sulla domanda ritiene che: a) il richiedente ha compiuto ogni ragionevole sforzo per circostanziare la domanda; b) tutti gli elementi pertinenti in suo possesso sono stati prodotti ed è stata fornita una idonea motivazione dell'eventuale mancanza di altri elementi significativi;
c) le dichiarazioni del richiedente sono ritenute coerenti e plausibili e non sono in contraddizione con le informazioni generali e specifiche pertinenti al suo caso, di cui si dispone;
d) il richiedente ha presentato la domanda di protezione internazionale il prima possibile, a meno che egli non dimostri di aver avuto un giustificato motivo per ritardarla;
e) dai riscontri effettuati il richiedente è, in generale, attendibile.
Con riferimento al citato art. 3, la Suprema Corte ha affermato che tale norma costituisce
“unitamente al d.lgs. n. 25 del 2008, art. 8, relativo al dovere di cooperazione istruttoria incombente sul giudice in ordine all'accertamento delle condizioni aggiornate del Paese
d'origine del richiedente asilo, il cardine del sistema di attenuazione dell'onere della prova, posto a base dell'esame e dell'accertamento giudiziale delle domande di protezione internazionale. ( tra le molte vedi cassazione 10/4/2015 n. 7333 secondo cui:
Le circostanze e i fatti allegati dal cittadino straniero, qualora non siano suffragati da prova, possono essere ritenuti credibili se superano una valutazione di affidabilità fondata sui sopradescritti criteri legali, tutti incentrati sulla verifica della buona fede soggettiva nella proposizione della domanda, valutabile alla luce della sua tempestività, della completezza delle informazioni disponibili, dall'assenza di strumentalità e dalla tendenziale plausibilità logica delle dichiarazioni, e ciò non solo dal punto di vista della coerenza intrinseca ma anche sotto il profilo della corrispondenza della situazione descritta con le condizioni oggettive del Paese” (vedi Cass. 10/04/2015 n. 7333).
Tanto premesso in diritto, ritiene il Collegio di condividere il provvedimento di diniego della Commissione territoriale nella parte in cui ha ritenuto non credibili le dichiarazioni sulle ragioni di natura religiosa che hanno indotto il ricorrente a lasciare la prima volta
(2002) il Paese di origine, non avendo il predetto allegato di aver subito atti di persecuzioni o danno grave a causa della propria fede religiosa. In ogni caso, il timore di essere ucciso in quanto appartenente all'etnia Sikh, viene smentito dalla circostanza che il ricorrente dopo aver lasciato l'India nel 2002 vi ha fatto rientro nel 2007 rimanendoci fino al 2016 senza aver subito alcuna forma di persecuzione o danno grave legata all'etnia e alla fede religiosa.
Non risultano invece idonee a fondare un bisogno di protezione internazionale, le ragioni che nel 2016 hanno indotto il ricorrente a lasciare il paese di origine la seconda volta, trattandosi di questioni di naturata privatistica. Invero, il predetto ha dichiarato di aver deciso nel 2016 di lasciare l'India non sapendo cosa fare, inoltre, non ha allegato alcun timore in caso di rimpatrio (“Non succederebbe nulla se tornassi, ma io non voglio andarci.” Cfr. verbale audizione pag. 9).
Alla luce delle superiori considerazioni, si può concludere che non sussiste nel caso de quo alcun requisito che consenta di riconoscere al ricorrente la qualifica di “rifugiato” secondo la succitata nozione dell'art. 2 del d. lgs. 251/2007, alla lett. e) in quanto, non emerge alcun nesso tra l'espatrio del ricorrente e persecuzioni personali legate ad alcuno dei motivi definiti dall'art. 8 del d.lgs. 251/2007.
Per le stesse ragioni, non è possibile individuare elementi che possano giustificare il riconoscimento della protezione sussidiaria nelle forme previste dall'art. 2, lett. g) e 14, lettere a) e b) del d.lgs. 251/2007, dovendo escludersi la sussistenza di fondati motivi di ritenere che, se il ricorrente ritornasse nel Paese di origine, correrebbe un rischio effettivo di subire un grave danno, da intendersi quale condanna a morte o all'esecuzione della pena di morte (lett. a) o tortura o altra forma di pena o trattamento inumano o degradante
(lett. b).
IV. In ordine alla valutazione della sussistenza dei presupposti per il riconoscimento della protezione sussidiaria di cui alla lettera c) dell'art. 15 della Direttiva 2004/83/UE (c.d. direttiva qualifiche - DQ, rifusa nella direttiva 2011/95/UE, cui è stata data attuazione in
Italia con il più volte menzionato decreto legislativo n. 251/2007), nella sentenza Diakité la Corte di Giustizia dell'Unione Europea ha ritenuto particolarmente importante che gli organi giudiziari tenessero separate la valutazione dell'esistenza di un conflitto armato, da una parte, e la valutazione del livello di violenza, dall'altra.
L'esistenza di un conflitto armato è una condizione necessaria ma non sufficiente per l'applicazione dell'articolo 15, lettera c). In relazione al rischio generale per i civili,
l'articolo 15, lettera c) si applica se, dalla valutazione del livello di violenza, emerge che il conflitto armato è caratterizzato da una violenza indiscriminata che raggiunge un livello talmente elevato che i civili, in quanto tali, corrono un rischio effettivo di subire un danno grave.
Pertanto, al punto 30 della sentenza Diakité, la Corte di Giustizia dell'Unione Europea ha osservato: “Inoltre, occorre rammentare che l'esistenza di un conflitto armato interno potrà portare alla concessione della protezione sussidiaria solamente nella misura in cui si ritenga eccezionalmente che gli scontri tra le forze governative di uno Stato e uno o più gruppi armati o tra due o più gruppi armati siano all'origine di una minaccia grave
e individuale alla vita o alla persona del richiedente la protezione sussidiaria, ai sensi dell'articolo 15, lettera c), della direttiva, a motivo del fatto che il grado di violenza indiscriminata che li caratterizza raggiunge un livello talmente elevato da far sussistere fondati motivi per ritenere che un civile rinviato nel paese in questione o, se del caso, nella regione in questione correrebbe, per la sua sola presenza sul territorio di questi ultimi, un rischio effettivo di subire la detta minaccia (cfr., in questo senso, sentenza
Elgafaji, cit., punto 43)”.
Il Collegio esclude che in India e in particolare nella zona di provenienza del ricorrente, lo Stato del Punjab, vi sia allo stato attuale il rischio di un danno grave e individuale alla vita o alla persona del ricorrente, come qualificato dall'art. 14 lett. C del D.lgs. 251/07, non emergendo dalle fonti internazionali consultate nell'esercizio dei poteri di ufficio che la zona versi in una situazione di violenza indiscriminata derivante da situazioni di conflitto armato interno o internazionale (cfr. Corte di Giustizia dell'Unione Europea, sentenza Elgafaji v. Staatssecretaris van Justitie del 17 febbraio 2009); le fonti consultate, laddove evidenziano in India l'esistenza di criticità legate al rispetto dei diritti umani1 (tra cui restrizioni alla libertà di espressione e assemblea, discriminazioni delle minoranze basate sulla casta e violenza contro dalit e adivasi, arresti e detenzioni arbitrarie, sparizioni forzate e tortura e maltrattamenti, restrizioni alla libertà religiosa), non depongono tuttavia a favore dell'esistenza di una situazione di violenza generalizzata derivante da conflitto (a titolo di esempio si veda, tra le altre: US Department of State-
USDOS, 2021 Country Report on Human Rights Practices: India, 12 April 2022, https://www.ecoi.net/en/document/2071142.html; Human Rights Watch, World Report
2023 - India, 12 January 2023, https://www.ecoi.net/en/document/2085458.html;
AI Report 2021/2022- Report on the Human Rights situation Controparte_1
covering 2021 - India, 29 March 2022, https://www.ecoi.net/en/document/2070252.html;
Freedom House, Freedom in the World 2022 - India, 24 February 2022, https://www.ecoi.net/en/document/2068733.html ; Freedom House, Freedom in the
World 2022 – Indian Kashmir, 24 February 2022, , https://www.ecoi.net/en/document/2074648.html; International Crisis Group, Crisis
Watch – India, Update December 2022, https://www.crisisgroup.org/crisiswatch/database?location[]=123;)
L'india è una repubblica costituzionale che rappresenta una grande diversità della popolazione che raggruppa migliaia di gruppi etnici2 e centinaia di lingue;
dopo la Cina l'India è il secondo paese più popoloso, ospitando approssimativamente un sesto della popolazione totale mondiale3. Il paese, che si compone di 28 Stati federati e 9 Territori dell'Unione4 è una democrazia multipartitica, federale e parlamentare5; il governo è guidato dal primo ministro eletto per la seconda volta a seguito della Persona_1
vittoria della National Democratic Alliance guidata dal suo partito nazionalista indù
YA NA Party (BJP), alle elezioni del 20196 .
Secondo le fonti consultate, si rileva che “la situazione della sicurezza in India varia nel tempo e da un posto all'altro a causa delle sue dimensioni e diversità. I disordini civili, compresi i disordini violenti, sono comuni”7. I motori dei disordini civili sono complessi e vari e possono includere: tensioni tra diverse comunità religiose, sociali ed etniche
(dovute a religione e sistema delle caste); insurrezioni o proteste motivate da obiettivi ideologici o politici8 e tensioni all'interno delle comunità su questioni come la proprietà fondiaria e le dispute legate al matrimonio9; a ciò devono aggiungersi le tensioni nel
Jammu e Kashmir (J&K) lungo la Linea di Controllo (LoC) al confine con il Pakistan, le tensioni lungo la Linea di Effettivo Controllo (LAC) al confine non ufficiale disputato con la Cina10.
Secondo il Ministero le maggiori sfide relative alla Controparte_2
sicurezza nel Paese nel 2021 e 2022, sono rappresentate da: la minaccia del terrorismo nelle zone remote, l'insorgenza/ribellione in alcuni Stati del nord-est12, l'estremismo di sinistra13 in alcune zone del Paese, il terrorismo transfrontaliero nel Jammu e Kashmir14
(che si lega alla militanza separatista in corso di matrice secessionista al confine col Pakistan). Altre sfide per la sicurezza del Paese sono rappresentate da violenza legate a tensioni etno-religiose e incidenti che coinvolgono attacchi di folla contro sostenitori di partiti politici e uccisioni contro autorità locali15.
Il rapporto annuale del Ministero per gli Affari Interni indiano per il 2021/2022 evidenzia16 che la situazione della sicurezza nel nord-est del Paese è migliorata notevolmente dal 2014 e che il 2020 aveva registrato il numero più basso, con riferimento al numero di incidenti e di vittime tra i civili che tra le forze di sicurezza negli ultimi due decenni. Secondo la stessa fonte, nel 2021, un totale di 209 incidenti legati all'insorgenza/ribellione sono stati registrati nella regione nord-est in cui 23 civili e 8 membri delle forze di sicurezza hanno perso la vita17.
Rispetto al 2014 si è registrata una riduzione del 74% degli incidenti relativi all'insorgenza/ribellione nel 2021. Allo stesso modo, nello stesso periodo, il numero delle vittime tra le forze di sicurezza è diminuito del 60% e quello dei civili deceduti dell'89%18.
International Crisis Group evidenzia che il 20 aprile 2023 il governo ha prorogato l'accordo di cessate il fuoco con tre gruppi militanti Naga del nord-est (tribù situate negli stati del Nagaland e del Manipur) per un altro anno, fino al 27 aprile 202419; i gruppi includono fazioni separatiste di potenti gruppi armati separatisti antigovernativi NSCN- C
e NSCN-K, vale a dire il National Socialist Council of Nagaland -NK (NSCN-NK), il (NSCN-R) e Controparte_4 [...]
(NSCN-K-Khango). Mentre i colloqui sono in corso dal Controparte_5
1997, i progressi sono rimasti bloccati poiché NSCN-IM rifiuta di rinunciare alla richiesta di una bandiera e di una costituzione separate per i Naga20.
Da evidenziare che, il 15 settembre 2022, il governo ha firmato un accordo con otto gruppi armati nel nord-est21. L'accordo, siglato tra governo indiano e le autorità dello Stato di
Assam e otto gruppi tribali armati nell'Assam22 è volto a reintegrare i gruppi e garantire loro diritti politici ed economici;
tutti e otto i gruppi avrebbero accettato di abbandonare la violenza armata23. Il 27 dicembre 2022 un altro accordo di pace è stato firmato tra il governo centrale e dello Stato di Manipur con rappresentanti del gruppo armato ribelle
ZE NI ON (ZUF), attivo – in particolare nel distretto di Tamenglong - da oltre una decade;
la firma dell'accordo segna un passo avanti nel processo di rafforzamento della pace in Manipur24.
Il 15 settembre, il ministro degli Affari interni dell'Unione, , ha affermato che Tes_1
era intenzione del governo riconciliarsi con tutti i gruppi armati ribelli nella regione e mettere fine alle dispute riguardo ai confini entro il 202425. A marzo 2022, il governo indiano ha ridotto il numero di distretti che ricadono sotto l'Armed Forces (Special
Powers) Act (AFSPA) in alcuni Stati del nord-est. Tuttavia, esso è rimasto in vigore in
Jammu e Kashmir e in 43 distretti, su 90, in quattro stati nord-orientali, fornendo un'effettiva immunità dall'azione penale al personale delle forze di sicurezza, anche per gravi violazioni dei diritti umani26.
Per quanto concerne la sicurezza al confine con il Pakistan, dal 1989 il conflitto a bassa intensità in Jammu e Kashmir (J&K), oggetto di controversia tra India e Pakistan dal
194727, è stato il problema più importante nello scenario della sicurezza interna dell'India negli ultimi anni. La “Linea di Controllo (LoC)” fissata nell'accordo internazionale di
Simia del 1972 tra i due governi per interrompere le ostilità della guerra indo-pakistana del 1971, rappresenterebbe il confine indo-pakistano nella regione del Kashmir: la LoC è stata spesso teatro di scontri tra le forze di sicurezza indiane e quelle pakistane. Il 25 febbraio 2021 i due Paesi hanno rinnovato il loro impegno ad osservare l'accordo di
“cessate il fuoco” del 2003 lungo la Linea di Controllo e altri settori28.
Il Kashmir (J&K) indiano29 è tuttora sede di una insurrezione separatista Per_2
arricchita dalla presenza di gruppi militanti, che operano su base transfrontaliera di matrice islamista;
il governo centrale indiano deve affrontare la dura opposizione di ampi segmenti della popolazione locale e di vari gruppi armati, e si registrano nell'area scontri armati tra gruppi militanti e forze statali indiane. Dopo diversi anni di relativa stabilità, la sicurezza è peggiorata drasticamente in seguito all'uccisione nel 2016 di Persona_3
un popolare leader militante separatista30. Il Kashmir amministrato dall'India ha
[...]
goduto a lungo di una sostanziale autonomia ai sensi della costituzione indiana31, decidendo su tutte le questioni interne tranne la difesa, le comunicazioni e gli affari esteri32. Il 5 agosto 2019, il governo indiano ha abolito lo status speciale della regione indiana del Kashmir, per ragioni di sicurezza33 e ne ha ritirato l'autonomia, dividendo la regione in territori sotto il diretto controllo del governo centrale indiano34. La mossa ha privato i residenti di molti dei loro precedenti diritti politici. Anche le libertà civili sono state ridotte per reprimere l'opposizione pubblica in corso alla riorganizzazione. La situazione è rimasta instabile nel 2021 e nel 2022; nel 2021 secondo dati riportati da
Freedom House almeno 274 civili, personale di sicurezza e militanti sono stati uccisi in violenze legate al conflitto nel corso del 202135; le forze di sicurezza indiane sono state spesso accusate di violazioni dei diritti umani e hanno goduto di una sostanziale impunità.
Gruppi militanti [separatisti e jihadisti]36 si sono resi responsabili dell'uccisione di politici filo-indiani, dipendenti pubblici, sospetti informatori, membri di fazioni rivali, soldati e civili37. I militanti si sono resi responsabili di rapimenti, estorsioni e altre forme di intimidazione.
Secondo nel 2021, almeno 28 persone sono state uccise in attacchi Controparte_1
mirati in Jammu e Kashmir da parte di membri di gruppi armati38. Secondo il SATP39 nel 2021 sono 36 le vittime civili registrate, di cui 12 (un terzo del totale) solo ad ottobre 2021. Il SATP evidenzia che “significativamente, dopo aver raggiunto un massimo di 86 vittime civili nel 2018 – nell'arco temporale di 11 anni - i decessi in questa categoria sono scesi a 42 nel 2019 e ulteriormente a 33 nel 2020” 40 indicando un minore incremento di violenza contro i civili”. Infine, nel primo trimestre 41.
Di recente, il 7 dicembre 2022 il Ministro per gli Affari Interni ha riferito al parlamento indiano che ci sono stati 123 incidenti legati alla militanza in J&K durante il 2022, che hanno provocato la morte di 31 membri delle forze di sicurezza, 31 civili e 180 militanti42; nel 2021 ci sono stati 229 incidenti che hanno provocato la morte di 41 civili43.
Nel recente rapporto di Human Rights Watch, del 12 gennaio 2023, si evidenzia che tre anni dopo che il governo ha revocato lo status di autonomia costituzionale di Jammu e
Kashmir e lo ha diviso in due territori governati a livello federale, “la violenza è continuata con 229 vittime segnalate a ottobre, tra cui 28 civili, 29 membri delle forze di sicurezza e 172 sospetti militanti”44. Sebbene gli abitanti locali del Kashmir si siano lamentati del fatto che alcuni di quelli descritti come militanti uccisi in scontri a fuoco fossero in realtà civili, nessuna indagine indipendente è stata resa pubblica45.
A titolo di esempio, il 16 dicembre 2022 soldati indiani hanno ucciso 2 persone in J&K aprendo il fuoco su civili che stavano lavorando fuori da una base militare nel distretto di
Rajouri46. Secondo media locali le due persone decedute erano state scambiate per presunti terroristi non identificati47. Le autorità indiane hanno intensificato le restrizioni alla libertà di espressione48 e di riunione pacifica in Jammu e Kashmir, mentre membri delle comunità minoritarie indù e sikh nella valle del Kashmir a maggioranza musulmana hanno subito attacchi da parte di militanti.
Ad agosto 2022 ACLED segnalava che militanti islamisti avevano preso di mira civili in 49. Numerose vittime erano state segnalate in attacchi separati che hanno coinvolto gruppi militanti, tra cui ) e il Resistance Persona_4 Persona_5
Inoltre militanti ignoti avevano sparato contro lavoratori non locali nel CP_8
distretto di Bandipora, uccidendo un lavoratore50.
Nella vicina regione del Ladakh51 del J&K, punto critico nella prolungata disputa sul confine indo-cinese, un accordo di disimpegno siglato tra India e Cina a febbraio 2021 ha portato al ritiro delle forze sia cinesi, che indiane dalle sponde nord e sud del lago
Pangong Tso52; ciò a seguito degli scontri del giugno 2020 lungo la Linea di controllo effettivo (LAC) che avevano causato la morte di 20 soldati indiani e almeno quattro cinesi53, e il posizionamento delle truppe di entrambe le parti sulle sponde nord e sud del lago. Tuttavia, nel luglio 2021 una fonte evidenziava che la tensione rimaneva alta nella regione poiché il disimpegno graduale e il ritiro delle truppe in altre aree contese nel
Ladakh orientale dovevano ancora aver luogo e inoltre sia l'India che la Cina avevano rafforzato il numero di personale militare e infrastrutture lungo il confine conteso54. Nel corso del 2022 sono continuate le tensioni con la Cina sul confine non ufficiale disputato 48 HRW evidenzia inoltre che Dall'agosto 2019, almeno 35 giornalisti in Kashmir hanno affrontato interrogatori della polizia, irruzioni, minacce, aggressioni fisiche, restrizioni alla libertà di movimento o casi criminali inventati per la loro cronaca (HRW Report 2023 - India, 12 January 2023, supra cit.). CP_9 49 ACLED Regional Overview South Asia and Afghanistan, 6-12 August 2022, https://acleddata.com/2022/08/18/regional-overview-south-asia-and-afghanistan-6-12-august-2022/; 50 Ibidem; 51 Il Ladakh è ora uno dei Territori indiani. E' stato costituito il 31 ottobre 2019, con una legge dell'agosto 2019, dividendolo dallo Stato di Jammu e Kashmir, divenuto a sua volta un Territorio. Esso, parte della più ampia regione del Kashmir è stato oggetto di disputa tra India, Pakistan e Cina dal 1947 (vedasi tra gli altri: https://www.businesstoday.in/latest/economy-politics/story/jammu-and-kashmir-crisis-live-updates-governor-reviews-
, accesso del 24.01.2023). Email_1 52 BBC, Pangong Lake: India and China complete pull-back of forces, 21 febbraio 2021, https://www.bbc.com/news/world-asia-56147309; 53 Reuters, China reveals four soldiers killed in June 2020 border clash with India, 19 febbraio 2021, https://www.reuters.com/article/us-china-india-border-idUSKBN2AJ04B; 54 The Wall Street Journal, China, India Move Tens of Thousands of Troops to the Border in Largest Buildup in Decades,
2 luglio 2021 https://www.wsj.com/articles/china-india-move-tens-of-thousands-of-troops-to-the-border-in-largest- buildup-in-decades-11625218201l; tra i due Paesi55; il governo indiano e cinese hanno continuato i colloqui diplomatici e militari per risolvere la situazione di stallo al confine nel Ladakh orientale senza esito.
A dicembre 2022 International Crisis Group ha riportato56 un deterioramento della situazione, evidenziando che, nel primo violento incidente in due anni e mezzo dopo lo scontro mortale nella Galwan Valley57 nel giugno 2020, i soldati indiani e cinesi il 9 dicembre si sono affrontati violentemente lungo la LAC nel settore Tawang dello Stato dell'Arunachal Pradesh (nord-est). Negli scontri circa 30 soldati indiani e un numero imprecisato di soldati cinesi erano rimasti feriti mentre entrambe le parti, secondo quanto riferito, si sono disimpegnate immediatamente ei comandanti locali l'11 dicembre si sono incontrati per discutere dell'incidente58.
Per quanto riguarda la sfida alla sicurezza interna rappresentata dall'estremismo di sinistra in alcune aree del Paese, l'insurrezione maoista, iniziata negli anni '60, ha causato oltre 12.000 vittime, secondo le stime delle agenzie di sicurezza e delle ONG59.
L'insorgenza dei ribelli TI (cosiddetti naxaliti)60 che ha alimentato uno dei conflitti più longevi post-indipendenza nel cosiddetto “Corridoio Rosso”61, è stata contrastata significativamente negli ultimi anni stando a quanto emerge dalla consultazione delle fonti. Gli episodi di violenza maoista e le morti in India sono diminuiti drasticamente nell'ultimo decennio, indicando il declino dell'influenza dei ribelli. Fatta eccezione per un piccolo picco di violenza per tre anni (2019-22) nello stato centrale del
, l'epicentro della violenza maoista, le fonti evidenziano che essa si sta Persona_6
esaurendo altrove. La diffusione geografica della violenza si è ridotta ulteriormente oggi a 46 distretti, rispetto ai 96 distretti del 2010, secondo i dati del ministero dell'Interno62.
Il 18 settembre 2022 circa 700 simpatizzanti maoisti, tra cui 300 miliziani, si sono arresi il 18 settembre nel distretto di Malkangiri, Stato di Orissa (est)63.
Se la portata della violenza si è ridotta notevolmente, la consultazione delle fonti recenti evidenzia che, nel corso del 2022, le forze di sicurezza hanno continuato a scontrarsi con i ribelli naxal-maoisti, i cui affiliati hanno continuato a prendere di mira le forze statali e i progetti di sviluppo statale nel Corridoio Rosso64.
Tra la fine di novembre e dicembre 2022, sono stati registrati diversi scontri armati tra le forze di sicurezza e i ribelli TI che hanno provocato la morte di sei ribelli naxal-maoisti e un membro del personale di sicurezza65. Gli scontri si sono verificati nello
Stato di Jharkhand (est) e di (centro)66. ACLED evidenzia che, in un Persona_6
incidente particolarmente mortale nello Stato di , quattro ribelli sono stati Persona_6
uccisi in uno scontro a fuoco con le forze di sicurezza. Si evidenzia un aumento delle vittime naxal-maoiste segnalate durante le intensificate operazioni di sicurezza67. Altri incidenti che hanno visto il coinvolgimento di forze armate e militanti maoisti si sono verificati durante il 2022 provocando vittime da entrambe le parti. Diverse fonti rilevano che, nel corridoio rosso, i ribelli hanno continuato a impegnarsi in scontri armati contro le forze di sicurezza, attacchi contro progetti civili e a prendere di mira civili sospettati di essere “informatori”. Secondo una fonte media lo Stato di è quello più Persona_6 colpito dalla violenza dell'estremismo dell'ala di sinistra - dove ben 14 (dei 27 distretti) risultano colpiti dalla violenza dell'estremismo di sinistra68. Viene riportato in un articolo di marzo 2022 che 20 nuovi campi di sicurezza sarebbero stati aperti negli ultimi sei mesi dalla Central Reserve Police Force (CRPF)69 per contrastare la violenza legata a tale fenomeno e affiancare le forze di polizia nel condurre operazioni contro affiliati maoisti70.
Nel mese di marzo 2022 i naxal-maoisti hanno preso di mira i civili e interrotto i progetti di sviluppo, uccidendo complessivamente almeno tre persone e dando fuoco a veicoli e macchine per la costruzione di strade71.
Nello Stato di Odisha (est), un ordigno esplosivo presumibilmente piazzato dai maoisti il
5 febbraio ha ucciso un giornalista nel distretto di Kalahandi;
maoisti il 15 febbraio avrebbero ucciso un uomo di 32 anni nel distretto di Kandhamal perché sospettato che fosse un informatore della polizia72. Il 19 marzo un pastore è stato ucciso nello Stato di perché sospettato di essere un informatore della polizia nell'area di Bastar73; Persona_6
un uomo è stato ucciso il 18 aprile da maoisti nel distretto di Sukma/ Stato di
Chhattisgarh74.
Egualmente, il 19 giugno i maoisti hanno ucciso un abitante del villaggio nel distretto di
Kondagaon nello stato di (centro) perché sospettato di essere un informatore Persona_6
della polizia75. A marzo, nel Madhya Pradesh, i ribelli hanno rapito e ucciso un impiegato del dipartimento forestale nel distretto di Balaghat, sospettato di essere anch'egli un informatore76.
Ancora, nello Stato di (centro), i maoisti il 17 ottobre hanno ucciso due Persona_6
persone nel distretto di Bijapur e dato fuoco a quattro veicoli nella miniera nel distretto di Kanker77; il 26 ottobre hanno ucciso un contadino nel distretto di Persona_7
Nello stato di Jharkhand (est), i maoisti il 21 ottobre hanno sparato a Persona_8 tre persone che lavoravano in un cantiere ferroviario nel distretto di Latehar78. Nello stato di Orissa (est), distretto di Kandhamal, i maoisti il 24 ottobre hanno ucciso giovani sospettati di lavorare con la polizia79. Nello stato di Telangana (centro), il 9 novembre i maoisti hanno ucciso un uomo appartenente ad un gruppo tribale sospettato di lavorare con la polizia nel distretto di Mulugu80. Nello stato di Odisha (est), i maoisti il 10 novembre hanno ucciso giovani sospettati di essere informatori della polizia nel distretto di Kandhama;
Nello stato di Jharkhand (est), nel distretto di Latehar, i maoisti il 22 novembre hanno dato fuoco a dozzine di veicoli nel cantiere ferroviario a seguito dell'uccisione di tre maoisti da parte delle forze di sicurezza il giorno precedente81.
A novembre, in una dichiarazione in vista del suo 22° anniversario il 2 dicembre,
l'”Esercito di guerriglia popolare di liberazione” - ala militare del fuorilegge Partito comunista indiano (maoista) - ha affermato che 132 tra i suoi membri erano stati uccisi in operazioni di sicurezza in tutto il paese dal dicembre 2021, dei quali 89 (il 67% del totale) nella regione di Dandakaranya (Bastar tribale) nello Sato di , 17 in Persona_6
Biar e Jharkhand e 15 in Andrha Pradesh82; ha affermato inoltre di aver organizzato 1.300 attacchi che avevano ucciso 429 membri del personale di sicurezza e ferendone 96683.
Secondo i dati parziali (al 10 aprile 2022) raccolti dal South Asia Terrorism Portal
(SATP), almeno 49 persone erano state uccise in violenze legate all'estremismo di sinistra
(LWE) in tutto il paese nel 202284. Queste includevano 19 civili, sette membri del personale delle forze di sicurezza (SF) e 23 “naxaliti”. Secondo il SATP, nel 202, erano
23785 le vittime totali registrate ascrivibili all'insorgenza maoista (contro le 239 vittime registrate nel 2020) e gli incidenti avevano interessato 33 distretti di otto Stati.
Il SATP rilevava che il numero di vittime complessive erano in calo dal 2019, (302 vittime) e dal 2018 (412 vittime)86. Da rilevare che, secondo la stessa fonte, il periodo 2019-2021 ha visto una continua diminuzione delle vittime civili: 108 nel 2018, 99 nel
2019, 61 nel 2020, e 58 nel 202187.
Gli incidenti di violenza maoista in India sono diminuiti del 77% tra il 2009 e il 2021, mentre quelli ascrivibili in generale all'estremismo di sinistra sono diminuiti da 2.258 a
509 nello stesso periodo, secondo i dati del ministero dell'Interno88.
Per quanto riguarda lo Stato indiano del Punjab, che condivide ad ovest il settore di confine internazionale89 con il Pakistan, le fonti consultate non evidenziano la presenza di violenza indiscriminata derivante da conflitti interni o internazionali o che sono indice di una violenza indiscriminata contro la vita di civili.
Fonti riportano che, il 9 maggio 2023, una granata a propulsione a razzo ha colpito di notte l'ala sede dell'intelligence del quartier generale della polizia del Punjab a Mohali, estensione della capitale dello stato del Punjab, Chandigarh90; l'incidente non ha causato vittime e la granata non è esplosa atterrando solo al terzo piano dell'edificio. L'attacco sarebbe avvenuto dopo l'arresto, tre giorni prima di quattro persone sospettate di terrorismo nello Stato di Haryana.
La polizia del Punjab il 13 maggio ha affermato che il gruppo militante pro-Khalistan,
insieme a mafiosi/”gangsters” supportati dall'Inter- Controparte_11
Services Intelligence del Pakistan, sarebbe stato il responsabile dell'attacco91.
A dicembre 2022 le forze di sicurezza hanno affermato di aver recuperato droga inviata attraverso il confine internazionale dal Pakistan alla regione indiana del Punjab tramite droni il 3, 5 e 6 dicembre. Lungo il confine col Pakistan droni sono spesso utilizzati per il contrabbando di droga e armi92. Il 26 dicembre 2022 le forze di sicurezza di confine indiane hanno affermato di aver recuperato un drone entrato dal Pakistan che giaceva su un terreno agricolo adiacente alla recinzione di confine nel distretto di Amritsar93.
Il 9 novembre le forze di sicurezza indiane hanno affermato di aver abbattuto un drone proveniente dal Pakistan nel distretto di Ferozepur nel Punjab94. Il 10 dicembre, una esplosione di bassa intensità, presumibilmente ad opera di sospetti terroristi, ha preso di mira la stazione di polizia nel distretto di Tarn Taran95.
Altre fonti96 riportano che il 9 marzo 2022 l'aeronautica indiana ha accidentalmente lanciato un missile supersonico caduto oltreconfine in Pakistan, vicino a Per_12
nel distretto di Khanewal, nella Provincia pakistana del Punjab. L'incidente non ha causato vittime ma ha danneggiato proprietà civili97.
Diverse sono state le dimostrazioni in tutti gli Stati del Paese nel corso del 2022 così come nello Stato del Punjab, legate a diverse questioni98 e che hanno visto, in alcuni casi, lo scontro tra i manifestanti e la polizia e il danneggiamento di proprietà del governo, veicoli di trasporto pubblico, e altre proprietà private. In particolare, fonti riportano che lo Stato del Punjab ha visto un significativo aumento, a partire dalla seconda metà del 2022, di dimostrazioni da parte degli agricoltori99 a seguito del cambio di rotta fatto dal Governo indiano rispetto all'abrogazione di leggi agricole che deregolamentavano la vendita, il prezzo e lo stoccaggio dei prodotti agricoli nel settembre 2021100, ad un anno dalla loro entrata in vigore. 93 The Times of India, 26 December 2022, https://timesofindia.indiatimes.com/india/bsf-troops-shoot-down-suspected- pak-drone-in-punjabs-amritsar/articleshow/96509870.cms; 94 The Economic Times, BSF shoots down Pakistani drone along India Pakistan border, 22 December 2022, https://economictimes.indiatimes.com/news/defence/bsf-shoots-down-pakistani-drone-along-india-pak-border-in- ferozepur-district-of-punjab/videoshow/96417225.cms; 95 The Economic Times, Punjab: BSF seizes illegal weapons in border district, 11 December 2022, https://economictimes.indiatimes.com/news/defence/punjab-bsf-seizes-illegal-weapons-in-border- district/articleshow/96152779.cms; The Tribune, After RPG attack in Tarn Taran, top cops review security in Ludhiana, 30 January 2023, https://www.tribuneindia.com/news/ludhiana/after-rpg-attack-in-tarn-taran-top-cop-reviews-security- in-ludhiana-459750; 96 BBC News, 24 August 2022, https://www.bbc.com/news/world-asia-india-62655736; DW, 3 November 2022, https://www.bbc.com/news/world-asia-india-62655736; Reuters, 11 March 2022, https://www.reuters.com/world/asia- pacific/pakistan-seeks-answers-india-after-crash-mystery-flying-object-2022-03-10/; 97 Istituto Affari Internazionali, incident- and the enduring risk of nuclear escalation between India Persona_13 and Pakistan, article by Manuel Herrera, 05.04.2022, https://www.iai.it/en/pubblicazioni/mian-channu-incident-and- enduring-risk-nuclear-escalation-between-india-and-pakistan; 98 Si veda a titolo di esempio: International Crisis Group, Crisis Watch. Tracking Conflict Worldwide, Giugno 2022 https://www.crisisgroup.org/crisiswatch/july-alerts-and-june-trends-2022). ACLED, Regional Overview: South Asia and Afghanistan, 1-7 October 2022, https://acleddata.com/2022/10/13/regional-overview-south-asia-and-afghanistan-1-7- october-2022; 99 The Diplomat, 28 November 2022, https://thediplomat.com/2022/11/1-year-since-landmark-victory-indian-farmers- plan-to-revive-stir/; 100 ACLED, An unlikely success: demonstrations against farm law in India, 17 December 2021, https://acleddata.com/2021/12/17/an-unlikely-success-demonstrations-against-the-farm-laws-in-india/; Deve infine rilevarsi che il Rapporto Globale 2022 sullo Sfollamento Interno dell'IMDC101, evidenzia la presenza in India nel 2021 di discreti sfollamenti associati con conflitto e violenza (13.000 persone)102, laddove sono state registrate almeno 4.903.000 persone sfollate a causa di disastri naturali nel corso dell'anno (in particolare a causa del ciclone Anpham), con un trend analogo rispetto ai dati riportati relativamente al 2020103, che aveva visto circa 3.900 nuovi sfollati interni (a causa di violenza localizzata intra- comunitaria)104 e 3.856.000 sfollamenti/evacuazioni dovute all'azione di fenomeni naturali e del ciclone Anpham.
Per quanto riguarda il 2022, deve rilevarsi che fonti riportano che, a metà dicembre, i nazionalisti indù hanno attaccato le comunità cristiane adivasi nei distretti di Kondagaon
e Narayanpur nello stato di , provocando lo sfollamento di circa 1.000 Persona_6
persone105.
Alla luce di quanto sopra evidenziato, appare evidente che la situazione attuale, non giustifica il riconoscimento della protezione sussidiaria ai sensi dell'art. 14, lett. c) D. Lgs
251/2007.
V. In ordine alla possibilità di riconoscere al ricorrente altra forma di protezione nazionale, va precisato che il decreto-legge n. 130/2020, convertito, con modifiche, in legge n. 173/2020, in vigore dal 20/12/2020, ha introdotto molteplici modifiche al testo unico sull'immigrazione (d.lgs. n. 286/1998).
In particolare, l'art. 1 del citato decreto-legge 130/2020, come convertito dalla legge
173/2020, ha sostituito il comma 1.1 dell'articolo 19 d. lgs. n. 286/1998 così prevedendo:
«1.1. Non sono ammessi il respingimento o l'espulsione o l'estradizione di una persona verso uno Stato qualora esistano fondati motivi di ritenere che essa rischi di essere sottoposta a tortura o a trattamenti inumani o degradanti o qualora ricorrano gli obblighi di cui all'articolo 5, comma 6. Nella valutazione di tali motivi si tiene conto anche dell'esistenza, in tale Stato, di violazioni sistematiche e gravi di diritti umani. Non sono altresì ammessi il respingimento o l'espulsione di una persona verso uno Stato qualora esistano fondati motivi di ritenere che l'allontanamento dal territorio nazionale comporti una violazione del diritto al rispetto della sua vita privata e familiare, a meno che esso sia necessario per ragioni di sicurezza nazionale, di ordine e sicurezza pubblica, nonché di protezione della salute nel rispetto della Convenzione relativa allo statuto dei rifugiati, firmata a Ginevra il 28 luglio 1951, resa esecutiva dalla legge 24 luglio 1954, n. 722, e della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea. Ai fini della valutazione del rischio di violazione di cui al periodo precedente, si tiene conto della natura e della effettività dei vincoli familiari dell'interessato, del suo effettivo inserimento sociale in Italia, della durata del suo soggiorno nel territorio nazionale nonché dell'esistenza di legami familiari, culturali o sociali con il suo Paese d'origine».
Dopo il comma 1.1 è stato inserito il seguente:
«1.2. Nelle ipotesi di rigetto della domanda di protezione internazionale, ove ricorrano i requisiti di cui ai commi 1 e 1.1, la Commissione territoriale trasmette gli atti al Questore per il rilascio di un permesso di soggiorno per protezione speciale. Nel caso in cui sia presentata una domanda di rilascio di un permesso di soggiorno, ove ricorrano i requisiti di cui ai commi 1 e 1.1, il Questore, previo parere della Commissione territoriale per il riconoscimento della protezione internazionale, rilascia un permesso di soggiorno per protezione speciale».
La predetta normativa è applicabile al caso di specie in quanto l'art. 15 del D.L. n.
130/2020, intitolato “Disposizioni transitorie”, ha previsto che “Le disposizioni di cui all'articolo 1, comma 1, lettere a), e) ed f) si applicano anche ai procedimenti pendenti alla data di entrata in vigore del presente decreto avanti alle commissioni territoriali, al questore e alle sezioni specializzate dei tribunali” e, da ultimo, dell'art. 7, co. 2, del D.L.
n. 20/2023, convertito con legge 5 maggio 2023, n. 50.
Ciò chiarito in diritto, nel caso di specie ricorrono i presupposti di cui all' art. 19 del D.
Lgs. n. 286/1998 per il riconoscimento della protezione speciale.
Si osserva infatti che sussistono fondati motivi per ritenere che l'allontanamento del ricorrente dal territorio nazionale comporti una violazione del diritto al rispetto della vita privata e familiare, in quanto il predetto ha documentato di essersi integrato dando atto di aver svolto attività lavorativa nel territorio nazionale. Lo stesso ha infatti prodotto: Unilav relativo a rapporti di lavoro a tempo determinato dal 05.10.2021 al 31.12.2021 e dal
18.05.2023 al 31.12.2023 con qualifica di bracciante agricolo e relative buste paga Non ricorre infine, nel caso di specie, alcuna ragione di sicurezza nazionale, ordine e sicurezza pubblica o protezione della salute, tale da ritenere ammissibile il respingimento del ricorrente anche in presenza del radicamento sul territorio nazionale.
Va, quindi, riconosciuta al ricorrente la protezione speciale, ai sensi degli artt. 19, c. 1.1
e 1.2 D.lgs. 286/1998, e riconosciuto, altresì, il diritto al rilascio del conseguente permesso di soggiorno, dal momento che il respingimento dello stesso costituirebbe una inammissibile violazione del diritto al rispetto della vita privata.
VI. Con riguardo alle spese di lite, nulla va disposto, in quanto “qualora la parte ammessa al patrocinio a spese dello Stato sia vittoriosa in una controversia civile proposta contro un'amministrazione statale, l'onorario e le spese spettanti al difensore vanno liquidati ai sensi dell'art. 82 del d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, ovvero con istanza rivolta al giudice del procedimento, non potendo riferirsi a tale ipotesi l'art. 133 del medesimo d.P.R. n.
115 del 2002, a norma del quale la condanna alle spese della parte soccombente non ammessa al patrocinio va disposta in favore dello Stato” (vedi Cass. sez. 2,
29/10/2012 n. 18583 nonché, da ultimo, Cass. sez. 6 - 2, 29/11/2018 n. 30876). Nel caso di specie la liquidazione non può essere effettuata ai sensi del citato art. 133 D.P.R.
115/2002, a carico di un'amministrazione dello Stato a favore di altra amministrazione, in quanto ciò costituirebbe un non senso, tanto più che l'interesse sostanziale del ricorrente, che è quello di ottenere la rifusione delle spese sostenute dal proprio difensore, non potrebbe per tale via essere soddisfatto.
P.Q.M.
Definitivamente decidendo, accoglie il ricorso avanzato e, per l'effetto, dichiara il diritto del ricorrente al rilascio del permesso di soggiorno per protezione speciale di cui all'art. 19, commi 1.1 e 1.2 del D.Lgs. n. 286/1998, come modificato dal D.L. n. 130/2020 convertito in L. n. 173/2020, convertibile in permesso di soggiorno per motivi di lavoro ex art. 6 del D.Lgs. n. 286/1998, non sussistendo cause di esclusione.
Dispone la trasmissione del presente decreto al Questore per il rilascio del permesso di soggiorno per protezione speciale.
Nulla sulle spese di lite.
Così deciso in Catania all'esito della camera di consiglio del 23/01/2025.
Si comunichi.
Il Giudice est. Il Presidente
Rosario Maria Annibale Cupri Luca Perilli 1. DA COMPARE FOOTNOTE PAGES 1 Si veda a titolo di esempio l'ultimo Rapporto di (AI, The State of the World Human Rights 2021- Controparte_1 India 2021, 29 March 2022, https://www.ecoi.net/en/document/2070252.html;) ma anche l'ultimo rapporto di Human Rights Watch-HRW, World Report 2022 – India, 12 January 2023, https://www.ecoi.net/en/document/2085458.html;
Freedom House, Freedom in the World 2022-India, 24 February 2022, https://www.ecoi.net/en/document/2068733.html; USDOS, 2021 Country Report on Human Rights Practices: India, 12 April 2022, https://www.ecoi.net/en/document/2071142.html; 2 Oltre alle sue numerose religioni e sette, l'India ospita innumerevoli caste e tribù, oltre a più di una dozzina di gruppi linguistici maggiori e centinaia di gruppi linguistici minori di diverse famiglie linguistiche non imparentate tra loro. Le minoranze religiose, inclusi musulmani, cristiani, sikh, buddisti e giainisti, rappresentano ancora una percentuale significativa della popolazione (vedasi: Britannica, https://www.britannica.com/place/India, accesso del 24.01.2023). 3 Britannica, https://www.britannica.com/place/India, accesso del 24.01.2023. 4 Vedasi: https://www.nationsonline.org/oneworld/india_map.htm, accesso del 24.01.2023. USDOS, 2021 Country Report on Human Rights Practices: India, 12 April 2022, https://www.ecoi.net/en/document/2071142.html; 5 USDOS, 2021 Country Report on Human Rights Practices: India, 12 April 2022, https://www.ecoi.net/en/document/2071142.html; 6 Freedom House, Freedom in the World 2022-India, 24 February 2022, https://www.ecoi.net/en/document/2068733.html; USDOS, 2021 Country Report on Human Rights Practices: India, supra cit. 7 DFAT, Country Information Report, India, October 2018, p. 11 https://www.dfat.gov.au/sites/default/files/country- information-report-india.pdf; 8 ; CP_3 9 DFAT, Country Information Report, India, October 2018, p. 11 https://www.dfat.gov.au/sites/default/files/country- information-report-india.pdf; 10 BBC News, India-China Dispute: the border row explained in 400 words, 14 December 2022, https://www.bbc.com/news/world-asia-53062484; 11 Government of India, Ministry of Home Affairs, Annual Report 2021-2022, pp.6-23, https://www.mha.gov.in/sites/default/files/AnnualReport202122_24112022%5B1%5D.pdf; 12 La regione del Nord-Est ricomprende 8 Stati: Arunachal Pradesh, Assam, Manipur, Meghalaya, Mizoram, Nagaland,
KK and Tripura (Government of India, Ministry of Home Affairs, Annual Report 2021-2022, supra cit.) 13 Indicato genericamente come Left Wing Extremism (LWE) nelle fonti consultate. 14 Government of India, Ministry of Home Affairs, Annual Report 2021-2022, pp. 214-234, https://www.mha.gov.in/sites/default/files/AnnualReport202122_24112022%5B1%5D.pdf; 15 Secondo indicatori ACLED l'India rientra tra 46 Paesi dove il trend rispetto ad eventi di violenza politica è classificato di alta gravità soddisfando 3 su 4 indicatori specifici e mantenendo la stessa classificazione rispetto al 2018 (ACLED Conflict Severity index, a new measure of the complexities of Conflict, 19 January 2023, https://acleddata.com/conflict- severity-index/#1674134846422-4d2b3576-4bbb;) 16 Government of India, Ministry of Home Affairs, Annual Report 2021-2022, p.18, https://www.mha.gov.in/sites/default/files/AnnualReport202122_24112022%5B1%5D.pdf; 17 Government of India, Ministry of Home Affairs, Annual Report 2021-2022, p.18, https://www.mha.gov.in/sites/default/files/AnnualReport202122_24112022%5B1%5D.pdf; 18 Government of India, Ministry of Home Affairs, Annual Report 2021-2022, supra cit. 19 International Crisis Group, Crisis Watch-India, April 2022 Update, https://www.crisisgroup.org/crisiswatch#india; 20 International Crisis Group, Crisis Watch-India, April 2022 Update, https://www.crisisgroup.org/crisiswatch#india; 21 International Crisis Group, Crisis Watch-India, September 2022 Update, https://www.crisisgroup.org/crisiswatch#india; 22 Vedasi anche: Government of India, https://www.pib.gov.in/PressReleasePage.aspx?PRID=1859665, accesso del 27.01.2023. 23 The Times of India, Assam Government signs peace agreement with insurgents, 15 September 2022, https://timesofindia.indiatimes.com/india/assam-government-signs-peace-agreement-with- insurgents/articleshow/94230277.cms; 24 Hindustan Times, Govt inks peace pact with Manipur insurgent group, 28 December 2022, https://www.hindustantimes.com/india-news/govt-inks-peace-pact-with-manipur-insurgent-group- 101672165359069.html; 25 Hindustan Times, Govt inks peace pact with Manipur insurgent group, 28 December 2022, https://www.hindustantimes.com/india-news/govt-inks-peace-pact-with-manipur-insurgent-group- 101672165359069.html; 26 Human Rights Watch, World Report 2023 - India, 12 January 2023, https://www.ecoi.net/en/document/2085458.html; 27 Jammu and Kashmir-Backgrounder, https://www.satp.org/backgrounder/india-jammukashmir; CP_6 28 The India, India Pakistan agree to observe 2003 ceasefire, 25 February 2021, https://www.thehindu.com/news/national/india-pakistan-agree-to-ceasefire-along-border/article61746932.ece; 29 Da non confondersi con l del Pakistan, ricompreso entro il territorio del Pakistan e sotto sua diretta CP_7 amministrazione. 30 Freedom House, Freedom in the World 2022-Indian Kashmir, supra cit. 31 Freedom House, Freedom in the World 2022-Indian Kashmir, 24 February 2022, https://www.ecoi.net/en/document/2074648.html; 32 BBC Article 370: India strips disputed Kashmir of special status, 5.8.2019, https://www.bbc.com/news/world-asia- india-49231619 ; 33 Rifat Fareed, India imposes Kashmir lockdown, puts leaders 'under house arrest', 4.8.2019, https://www.aljazeera.com/news/2019/08/india-imposes-lockdown-kashmir-puts-leaders-house-arrest-
190804174841241.html; 34 Ai sensi del Jammu and Kashmir Reorganization Act 2019, adottato dal parlamento indiano nell'agosto 2019, lo status autonomo della regione è stato revocato, il J&K è stato declassato da stato a territorio dell'Unione e l'area del Ladakh è stata separata per formare un secondo territorio dell'Unione (Freedom House, Freedom in the World 2022-Indian Kashmir, supra cit.) 35 Freedom House, Freedom in the World 2022-Indian Kashmir, supra cit. 36 Per una disamina si veda: South Asia Terrorism Portal (SATP), https://www.satp.org/terrorist-groups/india- jammukashmir;
37 Freedom House, Freedom in the World 2022-Indian Kashmir, supra cit. 38 International, AI Report 2021/2022- Report on the Human Rights situation covering 2021 - India, 29 March CP_1
2022, https://www.ecoi.net/en/document/2070252.html; 39 South Asia Terrorism Portal (SATP), https://www.satp.org/; 40 South Asia Terrorism Portal (SATP), Jammu and Kashmir -Assessment 2022, https://www.satp.org/terrorism- assessment/india-jammukashmir; 41 South Asia Terrorism Portal (SATP), Jammu and Kashmir -Assessment 2022, supra cit. 42 International Crisis Group-ICG, Crisis-Watch, Indian-Pakistan Kashmir, December 2022 Update, https://www.crisisgroup.org/crisiswatch/database?location[]=38; 43 Nel 2021 vi sono stati 229 incidenti legati al terrorismo (contro i 417 del 2018) che hanno causato la morte in totale nel J&K di 42 membri delle forze di sicurezza, 41 civili, 180 terroristi secondo dati forniti dal Ministero per gli Affari Interni del Governo Indiano (vedasi: Government of India, Ministry of Home Affairs, Annual Report 2021-2022, pp. 214, https://www.mha.gov.in/sites/default/files/AnnualReport202122_24112022%5B1%5D.pdf; si veda anche: https://pib.gov.in/PressReleasePage.aspx?PRID=1888244; 44 Human Rights Watch, World Report 2023 - India, 12 January 2023, https://www.ecoi.net/en/document/2085458.html; 45 Human Rights Watch, World Report 2023 - India, supra cit. 46 ACLED Regional Overview Asia-Pacific -December 2022, 13 January 2023, https://acleddata.com/asia- pacific/regional-overview/; 47 India TV, Jammu and Kashmir: 2 civilians killed outside army camp in Rajoury;
FIR registered, 16 December 2022, https://www.indiatvnews.com/news/india/jammu-and-kashmir-civilians-killed-outside-army-camp-in-rajouri-fir- registered-latest-updates-2022-12-16-831788; 55 International Crisis Group, Crisis Watch-India, January-December 2022 Update, https://www.crisisgroup.org/crisiswatch#india; 56 International Crisis Group, Crisis Watch-India, December 2022 Update, https://www.crisisgroup.org/crisiswatch#india; 57 Vedasi: BBC news, 17 June 2020, https://www.bbc.com/news/world-asia-india-53076781; 58 International Crisis Group, Crisis Watch-India, December 2022 Update, https://www.crisisgroup.org/crisiswatch#india; 59 (DW), Why has Maoist violence subsided in India?, 05 January 2023, https://www.dw.com/en/why- CP_10 has-maoist-violence-subsided-in-india/a-64292819; 60 Vedasi: Notizie Geopolitiche-NG, 17 marzo 2012, https://www.notiziegeopolitiche.net/india-ribelli-maoisti-naxaliti- dellorissa/, acceso del 27.01.23. 61 L'insurrezione naxal-maoista, attiva dal 1967, cerca di rovesciare il governo indiano per stabilire il regime comunista all'interno del paese. Il movimento ha acquisito uno slancio significativo con l'istituzione del Partito Comunista dell'India- Maoista (CPI-Maoista) nel 2004. Al suo apice, l'insurrezione era attiva nel 40% della massa terrestre dell'India, con il
"Corridoio Rosso" che si estendeva a est, centro e l'India meridionale (South Asia Terrorism Portal, marzo 2012). Tuttavia, nella sua forma attuale, l'attività naxal-maoista è stata limitata a circa una dozzina di stati (ACLED, Naxal-Maoist
Insurgency Trends in India during Coronavirus pandemic,11 March 2021, https://acleddata.com/2021/03/11/naxal- maoist-insurgency-trends-in-india-during-the-coronavirus-pandemic/;) 62 W), Why has Maoist violence subsided in India?, 05 January 2023, https://www.dw.com/en/why- Controparte_10 has-maoist-violence-subsided-in-india/a-64292819; Government of India, Ministry of Home Affairs, Annual Report 2021-2022, pp.6-23, https://www.mha.gov.in/sites/default/files/AnnualReport202122_24112022%5B1%5D.pdf; 63 The New India Express, 700 Maoist supporters surrender in Malkangiri, 18 September 2022, https://www.newindianexpress.com/states/odisha/2022/sep/18/700-maoist-supporters-surrender-in-malkangiri- 2499470.html; 64 ACLED, Regional Overview: South Asia and Afghanistan, 21-27 May 2022, https://acleddata.com/2022/06/01/regional-overview-south-asia-and-afghanistan-21-27-may-2022/; ACLED, Regional
Overview: South Asia and Afghanistan, 19-25 March 2022, https://acleddata.com/2022/03/31/regional-overview-south- asia-and-afghanistan-19-25-march-2022/; ICG, Crisis Watch-India (January-December 2022), https://www.crisisgroup.org/crisiswatch/database?location[]=123; ICG, Crisis Watch-India, November 2022, https://www.crisisgroup.org/crisiswatch/database?location[]=123; 65 ACLED Regional Overview: South Asia and Afghanistan – 26 November-2 December 2022, https://acleddata.com/2022/12/07/regional-overview-south-asia-and-afghanistan-26-november-2-december-2022/; 66 International Crisis Group-ICG, Crisis Watch-India, November and December 2022, https://www.crisisgroup.org/crisiswatch/database?location[]=123 67 ACLED Regional Overview: South Asia and Afghanistan – 26 November-2 December 2022, supra cit. 68 The India-TH, CRPF opens 20 camps in Maoist areas, 4 March 2022, https://www.thehindu.com/news/national/crpf- opens-20-new-security-camps-in-lwe-affected-states-in-the-past-six-months/article65381878.ece; 69 Otto di questi campi sono stati resi operativi nel , quattro ciascuno nel Jharkhand e nell'Odisha, uno Persona_6 Per_ ciascuno nel e nel e due nel Si evidenzia che la fonte riporta che, prima dell'incidente del Persona_9 Per_11 21 aprile 2021 in cui le forze di sicurezza caddero vittima di un imboscata dove persero la vita 22 agenti della sicurezza a Sukma/Chhattisgarh (The Diplomat, 6 April 2021, https://thediplomat.com/2021/04/deadly-maoist-insurgents-strike- again-in-india-exposing-security-flaws/), 18 nuovi campi erano stati istituiti solo nel sud del Bastar, nello . Persona_6 70 The India-TH, CRPF opens 20 camps in Maoist areas, 4 March 2022, https://www.thehindu.com/news/national/crpf- opens-20-new-security-camps-in-lwe-affected-states-in-the-past-six-months/article65381878.ece; 71 ACLED, Regional Overview: South Asia and Afghanistan, 19-25 March 2022, https://acleddata.com/2022/03/31/regional-overview-south-asia-and-afghanistan-19-25-march-2022/; 72 International Crisis Group-ICG, Crisis Watch-India, February 2022, https://www.crisisgroup.org/crisiswatch/database?location[]=123; 73 International Crisis Group-ICG, Crisis Watch-India, March 2022, https://www.crisisgroup.org/crisiswatch/database?location[]=123; 74 International Crisis Group-ICG, Crisis Watch-India, April 2022, https://www.crisisgroup.org/crisiswatch/database?location[]=123; 75 ACLED Regional Overview: South Asia and Afghanistan – 6-12 August 2022, https://acleddata.com/2022/08/18/regional-overview-south-asia-and-afghanistan-6-12-august-2022/; International Crisis
Group-ICG, Crisis Watch-India, April 2022, https://www.crisisgroup.org/crisiswatch/database?location[]=123; 76 ACLED, Regional Overview: South Asia and Afghanistan, 19-25 March 2022, https://acleddata.com/2022/03/31/regional-overview-south-asia-and-afghanistan-19-25-march-2022/; 77 International Crisis Group-ICG, Crisis Watch-India, October 2022, https://www.crisisgroup.org/crisiswatch/database?location[]=123; 78 Ibidem; 79 Ibidem; 80 International Crisis Group-ICG, Crisis Watch-India, November 2022, https://www.crisisgroup.org/crisiswatch/database?location[]=123; 81 International Crisis Group-ICG, Crisis Watch-India, November 2022, https://www.crisisgroup.org/crisiswatch/database?location[]=123; 82 The Times of India, Chhattisgarh: Maoist admit the death of 132 cadres in a year, 18 November 2022, https://timesofindia.indiatimes.com/city/raipur/chhattisgarh-maoists-admit-to-death-of-132-cadres-in-a- year/articleshow/95596053.cms; 83 The Times of India, Chhattisgarh: Maoist admit the death of 132 cadres in a year, supra cit. 84 South Asia Terrorism Portal (SATP), Maoist Insurgency: Assessment 2022, https://www.satp.org/terrorism- assessment/india-maoistinsurgency, accesso del 25.01.2023. 85 Che include membri delle forze di sicurezza, dei gruppi ribelli e dei civili. 86 Secondo il SATP, dall'inizio dell'attività di registrazione dati sui LWEs, un picco di decessi era stato registrato nel 2010 (1.180 decessi), con un totale di 630 vittime civili registrate nel 2010 (South Asia Terrorism Portal (SATP), Maoist
Insurgency: Assessment 2022, https://www.satp.org/terrorism-assessment/india-maoistinsurgency, accesso del 25.01.2023). 87 Ibidem; 88 (DW), Why has Maoist violence subsided in India?, 05 January 2023, https://www.dw.com/en/why- CP_10 has-maoist-violence-subsided-in-india/a-64292819; 89 Il cosiddetto “International Boundary Sector” confine condiviso col Pakistan dagli Stati indiani del Jammu e del Punjab. 90 International Crisis Group, International Crisis Group-ICG, Crisis Watch-India, May 2022, https://www.crisisgroup.org/crisiswatch/database?location[]=123; The Times of India,10 May 2022, https://timesofindia.indiatimes.com/city/chandigarh/rpg-fired-at-punjab-cops-intel-hq-but-it-fails-to- explode/articleshow/91451032.cms; India TV News, 9 May 2022, https://www.indiatvnews.com/news/india/mohali- blast-punjab-police-intelligence-office-building-casualties-injuries-area-cordoned-off-live-updates-2022-05-09-775338; 91 International Crisis Group, International Crisis Group-ICG, Crisis Watch-India, May 2022, https://www.crisisgroup.org/crisiswatch/database?location[]=123; 92 Times of India, 15 January 2023, https://timesofindia.indiatimes.com/india/situation-along-lac-normal-says-army- chief/articleshow/97004267.cms ; Indian Express, 10 January 2023, https://indianexpress.com/article/cities/chandigarh/six-months-drug-smugglers-arrested-punjab-8371752/; 101 IDMC, 2022 Global Report on Internal Displacement, Grid-2022, https://www.internal- displacement.org/sites/default/files/publications/documents/IDMC_GRID_2022_LR.pdf; 102 Il Rapporto dell'IDMC 2022 evidenzia che nel Jammu e Kashmir la violenza contro le comunita' minoritarie e i lavoratori migranti è divampata a ottobre 2021provocando la repressione da parte delle forze di sicurezza;
la situazione ha provocato lo sfollamento di 500 persone, in particolare tra i una comunità indù del kashmir. Inoltre nello Pt_2Per Stato di Tripura tensioni con gli sfollati hanno provocato lo sfollamento di 1.500 persone tra le comunita' indigene Per_ Per_1
e a fine luglio 2021 (IDMC Report supra cit. p. 69-70). 103Vedasi: IDMC, 2021 Global Report on Internal Displacement, Grid-2021, https://www.internal- displacement.org/sites/default/files/publications/documents/grid2021_idmc.pdf ; 104 Vedasi: IDMC, 2021 Global Report on Internal Displacement, Grid-2021, https://www.internal- displacement.org/sites/default/files/publications/documents/grid2021_idmc.pdf , p. 56; 105 The Hidu, 1000 Christians subjected to violence in Chhattisgarh, some forcibly converted to , Civil Rights Per_17 Groups, 29 December 2022, https://www.thehindu.com/news/national/other-states/1000-christians-subjected-to- violence-in-chhattisgarh-some-forcibly-converted-to-hinduism-civil-rights-groups/article66318159.ece/amp/;