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Sentenza 20 novembre 2024
Sentenza 20 novembre 2024
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Sul provvedimento
| Citazione : | Trib. Caltanissetta, sentenza 20/11/2024, n. 479 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Trib. Caltanissetta |
| Numero : | 479 |
| Data del deposito : | 20 novembre 2024 |
Testo completo
Nr. 1261/2024 R.G. Trib.
TRIBUNALE ORDINARIO DI CALTANISSETTA
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
Il Tribunale, nella persona del dott. Francesco BONGIOANNI, in funzione di giudice del lavoro, all'esito dell'udienza del giorno 19/11/2024 celebrata mediante collegamenti audiovisivi ai sensi dell'art. 127-bis cpc, ha pronunciato la seguente
SENTENZA nella causa promossa da:
(Cod. Fisc.: ), nato il Parte_1 CodiceFiscale_1
18/08/1964 a ER (CL) ed ivi residente in [...], in proprio nonché nella qualità di legale rappresentante pro tempore della CP_1
(cod. fisc. ), con sede a ER (CL), Via Cav.
[...] P.IVA_1
Vitt. Veneto nn. 146/152, rappresentato e difeso, tanto congiuntamente quanto disgiuntamente, dagli avv.ti Simone Giardina (cod. fisc. ) e C.F._2
Davide Middione (cod. fisc. , con domicilio digitale eletto C.F._3 presso gli indirizzi PEC e Email_1 Email_2
- opponente -
CONTRO
(CF ), in persona del legale rappresentante pro tempore, che agisce CP_2 P.IVA_2 in proprio e quale mandatario della Società di cartolarizzazione dei crediti
[...]
, rappresentata e difesa dagli Avv. ti DOLCE STEFANO (CF CP_3
, PEC ) e RUSSO C.F._4 Email_3
CARMELO (CF , in forza di procura generale alle liti del 21 C.F._5 luglio 2015 a rogito notaio di Roma, elettivamente domiciliata a Persona_1 Caltanissetta, Via Val d'Aosta 14/d, presso l'Avvocatura distrettuale dell' ; CP_4
- opposto -
dando lettura della motivazione e del dispositivo ai sensi dell'art. 429 co. 1 cpc.
CONCLUSIONI DELLE PARTI: come in atti
* * *
MOTIVI DELLA DECISIONE
1. Con ricorso depositato telematicamente il giorno 12/08/2024, il sig.
in proprio e nella qualità di l.r. della società Parte_1 [...]
, ha proposto opposizione contro l'ordinanza Controparte_1 ingiunzione n. OI-001762403 [doc. 1 ric.], notificata in data 27/07/2024, con cui CP_2 l'Ente gli ha irrogato la sanzione pecuniaria di € 4321,50 per violazione dell'art. 2, comma 1-bis D.L. n. 463/1981, come sostituito dall'art. 3, comma 6, del D.Lgs. n. 8/2016 e novellato dall'art. 23 del D.L. n. 48/2023 (omesso versamento di ritenute previdenziali e assistenziali) relativamente all'anno 2018. L'opposizione attorea ha dedotto:
1 - l'illegittimità dell'ordinanza opposto per violazione degli artt. 14 e 18 L.
689/1981;
- l'omessa notifica dell'atto di accertamento prot.
.1800.29/07/2019.0100397 del 29/07/2019; CP_2
- l'estinzione del credito per intervenuta prescrizione quinquennale ex art. 28
Legge 689/1981;
- la nullità per difetto di motivazione;
- l'erronea determinazione della misura sanzionatoria. L' si è costituito in giudizio e ha censurato la prospettazione avversaria, CP_2 articolando, in particolare, le seguenti difese:
- l'importo della sanzione è stato determinato <ai sensi dell'art. 23, comma 1, d.l. 48 conv. con l. 85 a mente del quale, si cita testualmente, “all'articolo 2, 1-bis, decreto-legge 12 settembre 1983, n. 463, convertito modificazioni dalla legge 11 novembre 638, le parole: «da euro 10.000
50.000» sono sostituite dalle parole: «da una volta e mezza a quattro volte l'importo omesso>>;
- per la configurazione <dell'illecito ex art. 2, comma 1-bis, d.l. 463 83, non è richiesto affatto il dolo specifico, essendo sufficiente la sola coscienza e volontà dell'omissione o della tardività delle ritenute (cass. pen., 4 aprile 2012, n. 39470; cass. 18 novembre 2009, 2354). inoltre, secondo costante orientamento giurisprudenza, ai fini dell'illecito in questione sono del tutto irrilevanti le circostanze che trasgressore abbia commesso l'illecito presenza di una situazione difficoltà economica pen. 16 maggio 2019, 36421; 12 febbraio
2015, n. 11353; Cass. pen. 12 giugno 2013, n. 37528) ovvero che abbia deciso di destinare risorse finanziarie per far fronte a debiti ritenuti urgenti (Cass. pen. 3 luglio
2014, n. 31464), o ancora che abbia scelto di destinare le somme disponibili al pagamento delle retribuzioni (Cass. pen., 17 dicembre 2021, n. 8611; Cass. pen., 11 agosto 2020, n. 23939). Né il datore di lavoro è esonerato dalla responsabilità nel caso abbia conferito l'incarico per il versamento delle ritenute previdenziali ad altro soggetto o ad un professionista, incombendo comunque sul medesimo datore di lavoro l'obbligo di vigilare sull'adempimento dell'obbligazione da parte del terzo (tra le tante, Cass. pen. 18 luglio 2017, n. 39072; Cass. pen. 10 settembre 2013, n. 37130; Cass. pen., 14 maggio 2012, n. 18100)>>.
- l'illecito sussiste <anche nell'ipotesi in cui il datore di lavoro abbia corrisposto soltanto acconti sulle retribuzioni spettanti ai lavoratori (cass. pen., 28 agosto 2018, n. 39043; cass. 7 novembre 2012, 42919) e non è escluso neanche da un provvedimento ammissione al pagamento forma rateale della contribuzione dovuta 16 maggio 2014, 32598; 15 giugno
2015, n. 24917)>>.
->;
-2 delle indagini necessarie per riscontrare l'esistenza di tutti gli elementi dell'infrazione
(fra le tante, Cass. 3524/19; id. 26734/11; id. 25836/11)>>;
- l'importo sanzionatorio non può ritenersi prescritto>.
La causa è stata ritenuta matura per la decisione alla luce delle produzioni documentali. Nell'odierna udienza, svoltasi tramite collegamenti audiovisivi a distanza ex art. 127-bis c.p.c. non essendo richiesta la presenza di soggetti diversi dai difensori delle parti e dalle parti stesse, i procuratori hanno insistito per l'accoglimento delle conclusioni rassegnate nei rispettivi atti introduttivi.
2. L'opposizione proposta avverso l'ordinanza ingiunzione è fondata, per la ragione, più liquida e comunque assorbente, della maturazione della decadenza di cui all'art. 14 l. n. 689/1981. Deve premettersi che - come peraltro pacifico tra le parti - l'ordinanza ingiunzione de qua concerne l'illecito amministrativo di cui all'art. 2 d.l. 12.9.1983, n. 463, che, nel testo introdotto (per quanto riguarda il co.
1 - bis) dal d.lgs. 15.1.2016,
n. 8, così prevede(va):
<
1. Le ritenute previdenziali ed assistenziali operate dal datore di lavoro sulle retribuzioni dei lavoratori dipendenti, ivi comprese le trattenute effettuate ai sensi degli articoli 20, 21 e 22 della legge 30 aprile 1969, n. 153, debbono essere comunque versate e non possono essere portate a conguaglio con le somme anticipate, nelle forme e nei termini di legge, dal datore di lavoro ai lavoratori per conto delle gestioni previdenziali ed assistenziali, e regolarmente denunciate alle gestioni stesse, tranne che a seguito del conguaglio tra gli importi contributivi a carico del datore di lavoro e le somme anticipate risulti un saldo attivo a favore del datore di lavoro.
1-bis. L'omesso versamento delle ritenute di cui al comma 1, per un importo superiore a euro 10.000 annui, è punito con la reclusione fino a tre anni e con la multa fino a euro 1.032. Se l'importo omesso non è superiore a euro 10.000 annui, si applica la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 10.000 a euro 50.000. Il datore di lavoro non è punibile, né assoggettabile alla sanzione amministrativa, quando provvede al versamento delle ritenute entro tre mesi dalla contestazione o dalla notifica dell'avvenuto accertamento della violazione.
1-ter. La denuncia di reato è presentata o trasmessa senza ritardo dopo il versamento di cui al comma 1- bis ovvero decorso inutilmente il termine ivi previsto.
Alla denuncia è allegata l'attestazione delle somme eventualmente versate.
1-quater. Durante il termine di cui al comma 1-bis il corso della prescrizione rimane sospeso>> A seguito delle modifiche introdotte dall'articolo 23, comma 1, d.l. 4 maggio
2023, n. 48, convertito con modificazioni dalla Legge 3 luglio 2023, n. 85, la sanzione
3 amministrativa pecuniaria di cui al co.
1-bis è ora <da una volta e mezza a quattro volte l'importo omesso>>. Pertanto, l'omesso versamento delle ritenute previdenziali e assistenziali costituisce illecito amministrativo (e non penale) quando riguardi, nel singolo anno, un importo complessivo pari o inferiore ad euro 10.000,00. Come anche indicato dall' nella propria circolare del 5.7.2016, n. 121 CP_2 (“Depenalizzazione parziale del reato di omesso versamento delle ritenute previdenziali”), ai fini della determinazione dell'importo di euro 10.000 annui, costituente il discrimine per l'identificazione della fattispecie di illecito penale o amministrativo, <… l'arco temporale da considerare per il controllo sul corretto adempimento degli obblighi contributivi è quello che intercorre tra il 1° gennaio ed il
31 dicembre di ciascun anno (anno civile). Tenuto conto delle singole scadenze legali degli adempimenti dovuti dai datori di lavoro, in essi ricompresi sia i datori di lavoro che operano con il sistema Uniemens, sia i committenti della Gestione Separata di cui all'art. 2, comma 26 della legge 8 agosto 1995, n. 335 nonché i datori di lavoro agricoli,… i versamenti che concorrono alla determinazione della soglia di euro 10.000 annui sono quelli relativi al mese di dicembre dell'anno precedente all'annualità considerata (da versare entro il 16 gennaio) fino a quelli relativi al mese di novembre dell'annualità considerata (da versare entro il 16 dicembre). Tale interpretazione, nel rispetto del tenore letterale della norma che definisce il limite di euro 10.000 annui, vincola l'avvio del procedimento di contestazione dell'omesso versamento delle ritenute ad un processo di consuntivazione necessario per la determinazione del valore complessivo dell'omissione. In tal senso, pertanto, il valore soglia di euro 10.000 sarà determinato rispetto al periodo 1° gennaio - 31 dicembre di ciascun anno ricomprendendo in esso tutte le omissioni accertate anche se riferite alle diverse Gestioni previdenziali nelle quali può essere rilevata la fattispecie dell'omissione delle ritenute ed indipendentemente dallo stato gestionale di ciascuna denuncia>>. Tale ricostruzione appare coerente con l'approdo giurisprudenziale di cui alla sentenza Cass. pen., SS.UU., n. 10424 del 18.1.2018 (rv. 272163), riguardante la fattispecie penale integrata in caso di superamento dell'indicato limite di euro 10.000. Secondo la Corte, infatti, <in tema di omesso versamento delle ritenute previdenziali e assistenziali operate dal datore lavoro sulle retribuzioni dei dipendenti, l'importo complessivo superiore ad euro 10.000 annui, rilevante ai fini del raggiungimento della soglia punibilità, deve essere individuato con riferimento alle mensilità scadenza versamenti contributivi, che sono quelle incluse nel periodo
16 gennaio - 16 dicembre, relativo alle retribuzioni corrisposte, rispettivamente, nel dicembre dell'anno precedente e nel novembre dell'anno in corso>>. Nell'occasione, le SS.UU. della S.C. - evidenziato che nel sistema anteriore alla (parziale) depenalizzazione, non era contemplata la c.d. soglia di punibilità (penale), onde <il reato veniva qualificato dalla giurisprudenza… come omissivo istantaneo, rispetto al quale il momento consumativo coincideva con la scadenza del termine utile concesso datore di lavoro per versamento, fissato dall'art. 18, comma 1, d.lgs. 9 luglio 1997, n. 241, modificato 2, lett. b), 19 novembre
1998, n. 422, al giorno 16 del mese successivo a quello cui si riferiscono i contributi…>> - hanno precisato che, <<… nello stabilire la soglia di punibilità, il legislatore ne ha configurato il superamento, collegato al periodo temporale dell'anno, quale specifico elemento caratterizzante il disvalore di offensività, che consente anche di individuare il momento consumativo del reato, da ritenere perfezionato nel momento e nel mese in cui l'importo non versato, calcolato a
4 decorrere dalla mensilità di gennaio dell'anno considerato, abbia superato i 10.000 euro, escludendo peraltro, proprio in ragione della connessione con il dato temporale dell'anno, che eventuali successive omissioni nell'arco del medesimo periodo e fino al mese finale di dicembre possano dare luogo ad ulteriori reati>>. Se ne deve dedurre che l'illecito amministrativo si perfeziona con il primo mancato pagamento, alla scadenza stabilita, delle ritenute mensili (quindi, non prima del 16 gennaio) e si consuma e cessa il 16 dicembre dell'anno in questione;
salvo risulti integrato l'illecito penale a seguito del superamento (sommando tutte le omissioni) della menzionata soglia Per quanto rileva nella presente sede, l'atto di accertamento [doc. 1 ] reca CP_2 in allegato il “Prospetto inadempienze , dal quale si evince chiaramente Pt_2 che l'importo complessivo contestato di € 2970,00, deriva dalla sommatoria delle omissioni relative alle mensilità da marzo a novembre 2018.
3. Parte opponente sostiene la decadenza dell' dalla potestà sanzionatoria, CP_2 per non avere provveduto alla notificazione degli estremi della violazione entro il termine di tre mesi, ex art. 14 l. n. 689/1981. Ai sensi dei commi 1 e 2 dell'art. 14 l. n. 689/1981, in effetti: <la violazione, quando è possibile, deve essere contestata immediatamente tanto al trasgressore quanto alla persona che sia obbligata in solido pagamento della somma dovuta per la violazione stessa.
Se non è avvenuta la contestazione immediata per tutte o per alcune delle persone indicate nel comma precedente, gli estremi della violazione debbono essere notificati agli interessati residenti nel territorio della Repubblica entro il termine di novanta giorni e a quelli residenti all'estero entro il termine di trecentosessanta giorni dall'accertamento>>. Nel caso in questione, l'atto di accertamento è stato formato il 29/07/2019 mentre la relativa notifica è stata perfezionata il 21/08//2019 [cfr. doc. 1 ]. CP_2 Secondo l' , tuttavia, la disciplina ex art. 14 cit. non troverebbe neppure CP_2 applicazione e, comunque, la comunicazione degli estremi della violazione sarebbe stata tempestiva. La tesi dell'Istituto, tuttavia, non persuade. La particolare disciplina di cui all'attuale art. 2 d.l. 12.9.1983, n. 463, secondo cui, appunto, il soggetto inadempiente ha la possibilità di estinguere l'illecito amministrativo mediante versamento delle ritenute entro tre mesi “dalla contestazione o dalla notifica dell'avvenuto accertamento della violazione”, non presenta, in effetti, alcuna incompatibilità con la disciplina generale di cui all'art. 14 l. n. 689/1981. Richiama, anzi, il “meccanismo” generale della notificazione degli estremi della violazione, operante in assenza di contestazione immediata;
a tale “meccanismo”, nella specie, è altresì collegata la decorrenza del termine per la regolarizzazione dei versamenti, a fini estintivi dell'illecito. La conferma dell'applicabilità alle fattispecie in questione del termine di decadenza ex art. 14, co. 2, l. n. 689/1981, si può trarre dal d.l. 4.5.2023, n. 48 (“Misure urgenti per l'inclusione sociale e l'accesso al mondo del lavoro – Decreto lavoro 2023”), il cui art. 23 (“Modifiche alla disciplina delle sanzioni amministrative in caso di omesso versamento delle ritenute previdenziali”), prevede tra l'altro, al co. 2, che
“Per le violazioni riferite agli omessi versamenti delle ritenute previdenziali e assistenziali, ai sensi dell'articolo 2, comma 1-bis, del citato decreto-legge n. 463 del
1983, come modificato dal comma 1 del presente articolo, per i periodi dal 1° gennaio
2023, gli estremi della violazione devono essere notificati, in deroga all'articolo 14
5 della legge 24 novembre 1981, n. 689, entro il 31 dicembre del secondo anno successivo a quello dell'annualità oggetto di violazione>>. Se ne deduce che, per le violazioni relative ai periodi anteriori, non vi è alcuna deroga e trova applicazione il termine ex art. 14 cit.
Indicazioni in tal senso (cioè nel senso dell'applicabilità del termine di decadenza di cui all'art. 14 cit.) possono ricavarsi altresì dalla previsione di cui all'art. 9 del d.lgs. n. 8/2016 (“Trasmissione degli atti all'autorità amministrativa”), che nel dettare la disciplina di diritto transitorio per gli illeciti (commessi anteriormente e frattanto) depenalizzati, prevede che l'Autorità amministrativa (l ), a seguito CP_2 della trasmissione degli atti da parte dell'Autorità giudiziaria, notifichi “… gli estremi della violazione agli interessati residenti nel territorio della Repubblica entro il termine di novanta giorni e a quelli residenti all'estero entro il termine di trecentosettanta giorni dalla ricezione degli atti”. Peraltro, l' , nella menzionata Circolare n. 121/2016 ha evidenziato CP_2
<<…che il procedimento sanzionatorio previsto per l'ipotesi in cui l'importo delle ritenute omesse non sia superiore a euro 10.000 è regolato dalla disciplina di cui agli artt. 14 e 16 della legge n. 689/1981. Tenuto conto della tipicità rivestita dalla fattispecie di illecito in trattazione, la notifica dell'accertamento della violazione costituisce l'avvio del procedimento sanzionatorio e, ai sensi del già citato art. 14, potrà essere effettuata, con le modalità previste dal codice di procedura civile, dal funzionario che ha accertato la violazione stessa. Nel rinviare alle specifiche indicazioni che verranno fornite in merito alla gestione di tale procedimento, si precisa che la notifica dell'accertamento della violazione deve essere effettuata nel rispetto delle disposizioni di cui all'art. 12, comma 1, della legge 20 novembre 1982, n. 890.
Entro 30 giorni dalla notifica del predetto atto, gli interessati potranno far pervenire, ai sensi dell'art. 18 della legge n. 689/1981, scritti difensivi e documenti o fare richiesta di audizione.
Con tale atto verrà sia assegnato al datore di lavoro il termine di 3 mesi per il versamento delle ritenute omesse, che, ove effettuato nei termini previsti, costituisce causa di non assoggettabilità alla sanzione amministrativa dell'autore dell'illecito, sia dato avviso che in assenza del versamento delle ritenute omesse troverà applicazione la sanzione amministrativa nella misura prevista dall'art. 2, comma 1- bis - da euro 10.000 a euro 50.000>>.
Detta impostazione ha trovato altresì conferma:
➢ nella successiva circolare 32/2022 e nel messaggio del CP_2 CP_2
27.9.2022, n. 3516, contenenti, del pari, richiami alla Circolare n. 6/2016 del Ministero del Lavoro e delle politiche sociali - Direzione Generale per l'Attività Ispettiva;
➢ nella Circolare n. 1931/2023 (sulla riduzione delle sanzioni e sul CP_2 nuovo termine di decadenza, ai sensi dell'articolo 23 del d.l. 4.5.2023, n.
48). La piena compatibilità tra gli illeciti amministrativi in questione, caratterizzati dalla sopra illustrata “causa di non punibilità”, e quella, generale, di cui all'art. 14 l. n. 689/1981, fa sì, del resto, che non vi sia motivo di dubitare dell'operatività, anche nei casi in questione, del termine decadenziale.
4. È da tempo pacifico, nella giurisprudenza di legittimità, che <in tema di omesso versamento delle ritenute previdenziali e assistenziali operate dal datore lavoro sulle retribuzioni dei dipendenti, l'importo complessivo superiore ad euro 10.000 annui, rilevante ai fini del raggiungimento della soglia punibilità, deve essere individuato con riferimento alle mensilità scadenza versamenti contributivi, che sono quelle incluse nel periodo
6 prescrizione e, conseguentemente, non è suscettibile di interruzione alla stregua dell'art. 2964 cod. civ.>> (Cass. n. 18555/2009; conf., quanto alla natura perentoria del termine, Cass. ord. n. 27903/2019).
Occorre chiedersi, tuttavia, in generale e con riguardo al caso di specie, come debba individuarsi la data di decorrenza del termine di decadenza.
Anche in questo caso, le indicazioni dei Giudici di legittimità appaiono univoche, nel senso che <in tema di omesso versamento delle ritenute previdenziali e assistenziali operate dal datore lavoro sulle retribuzioni dei dipendenti, l'importo complessivo superiore ad euro 10.000 annui, rilevante ai fini del raggiungimento della soglia punibilità, deve essere individuato con riferimento alle mensilità scadenza versamenti contributivi, che sono quelle incluse nel periodo
16. Al fine di effettuare detta valutazione, il giudice di merito terrà conto della maggiore o minore difficoltà del caso concreto, anche in relazione al numero dei soggetti coinvolti, oltre che del numero delle violazioni ascritte e della complessità delle indagini, essendo indubitabile, pur nell'assenza di limiti temporali predeterminati, che l'accertamento debba avvenire entro un termine congruo. Il giudizio operato in sede di merito non sarà sindacabile, in sede di legittimità, se non sotto il profilo del vizio di motivazione (cfr. Sez. 2, n. 12830/2006, e la successiva Sez.
2, n. 25916 del 2006, ma anche la successiva Sez. 2, n. 3043/2009 anch'essa in termini)>> (conf. Cass. ord. 27702/2019, n. 3043/2009 e n. 27405/2019).
Il Giudice di merito, al fine di stabilire la decorrenza del termine, deve tenere conto <… del tempo strettamente necessario affinché, al termine delle verifiche preliminari, la constatazione dei fatti…>> possa essere accertamento, senza ingiustificati ritardi derivanti da disfunzioni burocratiche o artificiose protrazioni nello svolgimento dei compiti assegnati ai diversi organi>> (cfr.
Cass. n. 9022/2023, in materia di sanzioni amministrative per la violazione delle norme che disciplinano l'attività di intermediazione finanziaria). Venendo all'illecito amministrativo in materia di omesso versamento di ritenute previdenziali e assistenziali effettuate sulle retribuzioni dei dipendenti, si è già osservato che l'ultima scadenza, per quanto concerne i pagamenti, è quella relativa ai contributi del mese di novembre dell'anno di riferimento, da saldarsi entro il giorno 16 del mese di dicembre. Allo stesso tempo, il flusso Uniemes riferito a ciascun mese deve essere inviato telematicamente entro l'ultimo giorno del mese successivo a quello di competenza, così, per novembre, entro il 31 dicembre (salvo si tratti di giorno festivo, nel qual caso l'invio deve avvenire entro il primo giorno lavorativo del mese successivo). Dunque, fin dal 31 dicembre (o, al più, dal primo giorno lavorativo del mese di gennaio) l' è in grado, in linea di massima, di verificare se sia intervenuto CP_2 il corretto pagamento anche degli ultimi contributi riferiti all'anno di competenza e, quindi, la situazione complessiva dei versamenti effettuati/non effettuati (in tutto o in parte) da un determinato soggetto nel corso dell'anno.
7 5. Quanto appena esposto vale, in particolare, nel caso di specie, atteso che nell'atto di accertamento rivolto all'odierna ricorrente, del 06/12/2019, l' si è CP_2 limitato ad indicare - per quanto attiene agli accertamenti preliminari - che, “da una verifica nei nostri archivi, è emerso che lei, per i periodi di competenza indicati nell'allegato Prospetto inadempienze inserite in notifica violazione, che costituisce parte integrante del presente atto, non ha versato all' le ritenute previdenziali e CP_2 assistenziali operate sulle retribuzioni dei lavoratori…”. Se ne ricava che le attività di accertamento si sono limitate alla consultazione dei dati di cui agli archivi informatici dell'Istituto.
Non sembra potersi dubitare che gli elementi relativi agli omessi versamenti siano derivati semplicemente dal raffronto tra quanto dovuto dal datore di lavoro, sulla base dei flussi Dmag/Unico, e quanto effettivamente dallo stesso versato, in relazione alle singole mensilità.
Le SS.UU. penali della S.C., nella decisione prima menzionata (n. 10424/2018), hanno evidenziato che l' , individuato (nei termini di cui supra) il criterio CP_2 temporale sulla base del quale valutare il superamento della soglia annuale di punibilità (penale), <… ha emanato proprie disposizioni, riorganizzando i processi amministrativi di gestione e commissionando appositi programmi informatici, computando [appunto], ai fini del calcolo della soglia di punibilità dei 10.000 euro annui,… il periodo compreso tra il mese di dicembre dell'annualità considerata - con versamento da effettuare entro il 16 gennaio successivo - ed il mese di novembre della stessa annualità, con versamento entro il successivo 16 dicembre…>>. Se ne deduce la disponibilità, in capo all' , di strumenti telematici e CP_2 informatici tali da consentire l'immediata consuntivazione dei dati annuali. La stessa circolare 121/2016, dopo aver delineato, <l'arco temporale da cp_2 considerare per il controllo sul corretto adempimento degli obblighi contributivi” (tra 1° gennaio ed 31 dicembre di ciascun anno civile, fermo restando che, alla luce delle singole scadenze legali adempimenti dovuti dai datori lavoro, i versamenti che concorrono determinazione della soglia euro 10.000 annui sono quelli riferiti ai mesi dell'anno precedente l'annualità considerata, pagarsi entro 16 successivo, fino a novembre dell'annualità dicembre)>> ne deduce che <tale interpretazione, nel rispetto del tenore letterale della norma che definisce il limite di euro 10.000 annui, vincola l'avvio procedimento contestazione dell'omesso versamento delle ritenute ad un processo consuntivazione necessario per la determinazione valore complessivo dell'omissione>>. Insomma, l'avvio del procedimento di contestazione presuppone (semplicemente) che l' effettui il consuntivo annuale degli omessi versamenti del CP_2 soggetto, a fronte di quanto questi avrebbe dovuto versare mensilmente, in corso d'anno, in corrispondenza delle diverse scadenze (l'ultima delle quali prevista per il 16 dicembre, data di consumazione dell'illecito amministrativo). Nel caso in questione può escludersi, inoltre, che detta verifica abbia comportato peculiarità di sorta: tutte le omissioni risultano riferibili alla medesima matricola aziendale (v. prospetto inadempienze , in allegato all'atto di accertamento).
Non emergono, dunque, se mai se ne possano astrattamente ipotizzare, elementi indicativi della “complessità delle indagini” (invece consistite - come già evidenziato
- nella consultazione degli archivi informatici dell' , come da indicazioni dello CP_2 stesso Istituto), ovvero esigenze di valutazione di (ulteriori) specifici aspetti oggettivi o soggettivi dell'infrazione.
8 Ciò non toglie che - come anticipato - all' deve accordarsi un certo lasso di
CP_2 tempo, necessario per valutare i dati a disposizione e per effettuare, quindi, la contestazione. Contestazione che non presenta, neppur essa, elementi di apprezzabile complessità: l'atto di accertamento (v. produzioni ) si limita, di norma e
CP_2 comunque nel caso in trattazione, all'indicazione, nel “prospetto inadempienze”, dei trimestri insoluti, della contribuzione dovuta e di quella non versata per ciascuno di essi, oltre che delle modalità di pagamento. Tenuto anche conto della consistente mole di dati che l' deve vagliare in
CP_2 relazione a ciascun anno, nonché del termine per l'inoltro dei flussi contributivi, appare all'uopo congruo, in specie a fronte d'ipotesi, quale quella in questione, scevre da complessità di sorta, un termine di giorni 90, corrispondente a quello accordato all' per la comunicazione dell'illecito (e, altresì, a quello a disposizione del
CP_2
“contribuente” per la regolarizzazione dei pagamenti, onde evitare l'assoggettamento a sanzione).
Nella specie, l'accertamento dell'illecito, avvenuta con atto prot. prot. n.
.1800.29/07/2019.0100397 del 29/07/2019 e, a maggior ragione, la successiva CP_2 notificazione intervenuta il 21/08/2019, sono entrambi affetti da tardività, pur considerando la decorrenza non immediata del termine decadenziale. Era infatti trascorso, al momento della notifica, più di sette mesi a partire dal 01/01/2019. La decadenza dell' dalla potestà punitiva comporta l'annullamento CP_2 dell'ordinanza ingiunzione e la non debenza delle somme di cui alla medesima.
6. Le spese di lite seguono la soccombenza e sono liquidate applicando i coefficienti tariffari minimi delle cause di lavoro comprese nello scaglione tra € 1101 ed € 5200 ai sensi dell'art. 4 DM n. 55/2014 come modificato dal DM n. 147/2022, con esclusione della fase istruttoria.
* * *
P.Q.M.
Il Giudice, definitivamente pronunciando, respinta ogni contraria deduzione, eccezione e conclusione, così provvede: i) in accoglimento dell'opposizione, annulla l'ordinanza ingiunzione n. CP_2
OI-001762403 (per omesso versamento ritenute da marzo a novembre 2018) e, per l'effetto, dichiara la non debenza delle somme di cui alla medesima, a seguito d'intervenuta decadenza;
ii) condanna a rifondere parte ricorrete delle spese di lite, spese che liquida CP_2 nell'importo di euro 1000, oltre rimborso spese forfetarie nella misura del 15%, rimborso contributo unificato ed accessori di legge, con distrazione, in solido tra loro, agli avv.ti Simone Giardina e Davide Middione, procuratori antistatari.
Caltanissetta, 19/11/2024
IL GIUDICE
Francesco Bongioanni
9
TRIBUNALE ORDINARIO DI CALTANISSETTA
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
Il Tribunale, nella persona del dott. Francesco BONGIOANNI, in funzione di giudice del lavoro, all'esito dell'udienza del giorno 19/11/2024 celebrata mediante collegamenti audiovisivi ai sensi dell'art. 127-bis cpc, ha pronunciato la seguente
SENTENZA nella causa promossa da:
(Cod. Fisc.: ), nato il Parte_1 CodiceFiscale_1
18/08/1964 a ER (CL) ed ivi residente in [...], in proprio nonché nella qualità di legale rappresentante pro tempore della CP_1
(cod. fisc. ), con sede a ER (CL), Via Cav.
[...] P.IVA_1
Vitt. Veneto nn. 146/152, rappresentato e difeso, tanto congiuntamente quanto disgiuntamente, dagli avv.ti Simone Giardina (cod. fisc. ) e C.F._2
Davide Middione (cod. fisc. , con domicilio digitale eletto C.F._3 presso gli indirizzi PEC e Email_1 Email_2
- opponente -
CONTRO
(CF ), in persona del legale rappresentante pro tempore, che agisce CP_2 P.IVA_2 in proprio e quale mandatario della Società di cartolarizzazione dei crediti
[...]
, rappresentata e difesa dagli Avv. ti DOLCE STEFANO (CF CP_3
, PEC ) e RUSSO C.F._4 Email_3
CARMELO (CF , in forza di procura generale alle liti del 21 C.F._5 luglio 2015 a rogito notaio di Roma, elettivamente domiciliata a Persona_1 Caltanissetta, Via Val d'Aosta 14/d, presso l'Avvocatura distrettuale dell' ; CP_4
- opposto -
dando lettura della motivazione e del dispositivo ai sensi dell'art. 429 co. 1 cpc.
CONCLUSIONI DELLE PARTI: come in atti
* * *
MOTIVI DELLA DECISIONE
1. Con ricorso depositato telematicamente il giorno 12/08/2024, il sig.
in proprio e nella qualità di l.r. della società Parte_1 [...]
, ha proposto opposizione contro l'ordinanza Controparte_1 ingiunzione n. OI-001762403 [doc. 1 ric.], notificata in data 27/07/2024, con cui CP_2 l'Ente gli ha irrogato la sanzione pecuniaria di € 4321,50 per violazione dell'art. 2, comma 1-bis D.L. n. 463/1981, come sostituito dall'art. 3, comma 6, del D.Lgs. n. 8/2016 e novellato dall'art. 23 del D.L. n. 48/2023 (omesso versamento di ritenute previdenziali e assistenziali) relativamente all'anno 2018. L'opposizione attorea ha dedotto:
1 - l'illegittimità dell'ordinanza opposto per violazione degli artt. 14 e 18 L.
689/1981;
- l'omessa notifica dell'atto di accertamento prot.
.1800.29/07/2019.0100397 del 29/07/2019; CP_2
- l'estinzione del credito per intervenuta prescrizione quinquennale ex art. 28
Legge 689/1981;
- la nullità per difetto di motivazione;
- l'erronea determinazione della misura sanzionatoria. L' si è costituito in giudizio e ha censurato la prospettazione avversaria, CP_2 articolando, in particolare, le seguenti difese:
- l'importo della sanzione è stato determinato <ai sensi dell'art. 23, comma 1, d.l. 48 conv. con l. 85 a mente del quale, si cita testualmente, “all'articolo 2, 1-bis, decreto-legge 12 settembre 1983, n. 463, convertito modificazioni dalla legge 11 novembre 638, le parole: «da euro 10.000
50.000» sono sostituite dalle parole: «da una volta e mezza a quattro volte l'importo omesso>>;
- per la configurazione <dell'illecito ex art. 2, comma 1-bis, d.l. 463 83, non è richiesto affatto il dolo specifico, essendo sufficiente la sola coscienza e volontà dell'omissione o della tardività delle ritenute (cass. pen., 4 aprile 2012, n. 39470; cass. 18 novembre 2009, 2354). inoltre, secondo costante orientamento giurisprudenza, ai fini dell'illecito in questione sono del tutto irrilevanti le circostanze che trasgressore abbia commesso l'illecito presenza di una situazione difficoltà economica pen. 16 maggio 2019, 36421; 12 febbraio
2015, n. 11353; Cass. pen. 12 giugno 2013, n. 37528) ovvero che abbia deciso di destinare risorse finanziarie per far fronte a debiti ritenuti urgenti (Cass. pen. 3 luglio
2014, n. 31464), o ancora che abbia scelto di destinare le somme disponibili al pagamento delle retribuzioni (Cass. pen., 17 dicembre 2021, n. 8611; Cass. pen., 11 agosto 2020, n. 23939). Né il datore di lavoro è esonerato dalla responsabilità nel caso abbia conferito l'incarico per il versamento delle ritenute previdenziali ad altro soggetto o ad un professionista, incombendo comunque sul medesimo datore di lavoro l'obbligo di vigilare sull'adempimento dell'obbligazione da parte del terzo (tra le tante, Cass. pen. 18 luglio 2017, n. 39072; Cass. pen. 10 settembre 2013, n. 37130; Cass. pen., 14 maggio 2012, n. 18100)>>.
- l'illecito sussiste <anche nell'ipotesi in cui il datore di lavoro abbia corrisposto soltanto acconti sulle retribuzioni spettanti ai lavoratori (cass. pen., 28 agosto 2018, n. 39043; cass. 7 novembre 2012, 42919) e non è escluso neanche da un provvedimento ammissione al pagamento forma rateale della contribuzione dovuta 16 maggio 2014, 32598; 15 giugno
2015, n. 24917)>>.
-
-
(fra le tante, Cass. 3524/19; id. 26734/11; id. 25836/11)>>;
- l'importo sanzionatorio non può ritenersi prescritto
La causa è stata ritenuta matura per la decisione alla luce delle produzioni documentali. Nell'odierna udienza, svoltasi tramite collegamenti audiovisivi a distanza ex art. 127-bis c.p.c. non essendo richiesta la presenza di soggetti diversi dai difensori delle parti e dalle parti stesse, i procuratori hanno insistito per l'accoglimento delle conclusioni rassegnate nei rispettivi atti introduttivi.
2. L'opposizione proposta avverso l'ordinanza ingiunzione è fondata, per la ragione, più liquida e comunque assorbente, della maturazione della decadenza di cui all'art. 14 l. n. 689/1981. Deve premettersi che - come peraltro pacifico tra le parti - l'ordinanza ingiunzione de qua concerne l'illecito amministrativo di cui all'art. 2 d.l. 12.9.1983, n. 463, che, nel testo introdotto (per quanto riguarda il co.
1 - bis) dal d.lgs. 15.1.2016,
n. 8, così prevede(va):
<
1. Le ritenute previdenziali ed assistenziali operate dal datore di lavoro sulle retribuzioni dei lavoratori dipendenti, ivi comprese le trattenute effettuate ai sensi degli articoli 20, 21 e 22 della legge 30 aprile 1969, n. 153, debbono essere comunque versate e non possono essere portate a conguaglio con le somme anticipate, nelle forme e nei termini di legge, dal datore di lavoro ai lavoratori per conto delle gestioni previdenziali ed assistenziali, e regolarmente denunciate alle gestioni stesse, tranne che a seguito del conguaglio tra gli importi contributivi a carico del datore di lavoro e le somme anticipate risulti un saldo attivo a favore del datore di lavoro.
1-bis. L'omesso versamento delle ritenute di cui al comma 1, per un importo superiore a euro 10.000 annui, è punito con la reclusione fino a tre anni e con la multa fino a euro 1.032. Se l'importo omesso non è superiore a euro 10.000 annui, si applica la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 10.000 a euro 50.000. Il datore di lavoro non è punibile, né assoggettabile alla sanzione amministrativa, quando provvede al versamento delle ritenute entro tre mesi dalla contestazione o dalla notifica dell'avvenuto accertamento della violazione.
1-ter. La denuncia di reato è presentata o trasmessa senza ritardo dopo il versamento di cui al comma 1- bis ovvero decorso inutilmente il termine ivi previsto.
Alla denuncia è allegata l'attestazione delle somme eventualmente versate.
1-quater. Durante il termine di cui al comma 1-bis il corso della prescrizione rimane sospeso>> A seguito delle modifiche introdotte dall'articolo 23, comma 1, d.l. 4 maggio
2023, n. 48, convertito con modificazioni dalla Legge 3 luglio 2023, n. 85, la sanzione
3 amministrativa pecuniaria di cui al co.
1-bis è ora <da una volta e mezza a quattro volte l'importo omesso>>. Pertanto, l'omesso versamento delle ritenute previdenziali e assistenziali costituisce illecito amministrativo (e non penale) quando riguardi, nel singolo anno, un importo complessivo pari o inferiore ad euro 10.000,00. Come anche indicato dall' nella propria circolare del 5.7.2016, n. 121 CP_2 (“Depenalizzazione parziale del reato di omesso versamento delle ritenute previdenziali”), ai fini della determinazione dell'importo di euro 10.000 annui, costituente il discrimine per l'identificazione della fattispecie di illecito penale o amministrativo, <… l'arco temporale da considerare per il controllo sul corretto adempimento degli obblighi contributivi è quello che intercorre tra il 1° gennaio ed il
31 dicembre di ciascun anno (anno civile). Tenuto conto delle singole scadenze legali degli adempimenti dovuti dai datori di lavoro, in essi ricompresi sia i datori di lavoro che operano con il sistema Uniemens, sia i committenti della Gestione Separata di cui all'art. 2, comma 26 della legge 8 agosto 1995, n. 335 nonché i datori di lavoro agricoli,… i versamenti che concorrono alla determinazione della soglia di euro 10.000 annui sono quelli relativi al mese di dicembre dell'anno precedente all'annualità considerata (da versare entro il 16 gennaio) fino a quelli relativi al mese di novembre dell'annualità considerata (da versare entro il 16 dicembre). Tale interpretazione, nel rispetto del tenore letterale della norma che definisce il limite di euro 10.000 annui, vincola l'avvio del procedimento di contestazione dell'omesso versamento delle ritenute ad un processo di consuntivazione necessario per la determinazione del valore complessivo dell'omissione. In tal senso, pertanto, il valore soglia di euro 10.000 sarà determinato rispetto al periodo 1° gennaio - 31 dicembre di ciascun anno ricomprendendo in esso tutte le omissioni accertate anche se riferite alle diverse Gestioni previdenziali nelle quali può essere rilevata la fattispecie dell'omissione delle ritenute ed indipendentemente dallo stato gestionale di ciascuna denuncia>>. Tale ricostruzione appare coerente con l'approdo giurisprudenziale di cui alla sentenza Cass. pen., SS.UU., n. 10424 del 18.1.2018 (rv. 272163), riguardante la fattispecie penale integrata in caso di superamento dell'indicato limite di euro 10.000. Secondo la Corte, infatti, <in tema di omesso versamento delle ritenute previdenziali e assistenziali operate dal datore lavoro sulle retribuzioni dei dipendenti, l'importo complessivo superiore ad euro 10.000 annui, rilevante ai fini del raggiungimento della soglia punibilità, deve essere individuato con riferimento alle mensilità scadenza versamenti contributivi, che sono quelle incluse nel periodo
16 gennaio - 16 dicembre, relativo alle retribuzioni corrisposte, rispettivamente, nel dicembre dell'anno precedente e nel novembre dell'anno in corso>>. Nell'occasione, le SS.UU. della S.C. - evidenziato che nel sistema anteriore alla (parziale) depenalizzazione, non era contemplata la c.d. soglia di punibilità (penale), onde <il reato veniva qualificato dalla giurisprudenza… come omissivo istantaneo, rispetto al quale il momento consumativo coincideva con la scadenza del termine utile concesso datore di lavoro per versamento, fissato dall'art. 18, comma 1, d.lgs. 9 luglio 1997, n. 241, modificato 2, lett. b), 19 novembre
1998, n. 422, al giorno 16 del mese successivo a quello cui si riferiscono i contributi…>> - hanno precisato che, <<… nello stabilire la soglia di punibilità, il legislatore ne ha configurato il superamento, collegato al periodo temporale dell'anno, quale specifico elemento caratterizzante il disvalore di offensività, che consente anche di individuare il momento consumativo del reato, da ritenere perfezionato nel momento e nel mese in cui l'importo non versato, calcolato a
4 decorrere dalla mensilità di gennaio dell'anno considerato, abbia superato i 10.000 euro, escludendo peraltro, proprio in ragione della connessione con il dato temporale dell'anno, che eventuali successive omissioni nell'arco del medesimo periodo e fino al mese finale di dicembre possano dare luogo ad ulteriori reati>>. Se ne deve dedurre che l'illecito amministrativo si perfeziona con il primo mancato pagamento, alla scadenza stabilita, delle ritenute mensili (quindi, non prima del 16 gennaio) e si consuma e cessa il 16 dicembre dell'anno in questione;
salvo risulti integrato l'illecito penale a seguito del superamento (sommando tutte le omissioni) della menzionata soglia Per quanto rileva nella presente sede, l'atto di accertamento [doc. 1 ] reca CP_2 in allegato il “Prospetto inadempienze , dal quale si evince chiaramente Pt_2 che l'importo complessivo contestato di € 2970,00, deriva dalla sommatoria delle omissioni relative alle mensilità da marzo a novembre 2018.
3. Parte opponente sostiene la decadenza dell' dalla potestà sanzionatoria, CP_2 per non avere provveduto alla notificazione degli estremi della violazione entro il termine di tre mesi, ex art. 14 l. n. 689/1981. Ai sensi dei commi 1 e 2 dell'art. 14 l. n. 689/1981, in effetti: <la violazione, quando è possibile, deve essere contestata immediatamente tanto al trasgressore quanto alla persona che sia obbligata in solido pagamento della somma dovuta per la violazione stessa.
Se non è avvenuta la contestazione immediata per tutte o per alcune delle persone indicate nel comma precedente, gli estremi della violazione debbono essere notificati agli interessati residenti nel territorio della Repubblica entro il termine di novanta giorni e a quelli residenti all'estero entro il termine di trecentosessanta giorni dall'accertamento>>. Nel caso in questione, l'atto di accertamento è stato formato il 29/07/2019 mentre la relativa notifica è stata perfezionata il 21/08//2019 [cfr. doc. 1 ]. CP_2 Secondo l' , tuttavia, la disciplina ex art. 14 cit. non troverebbe neppure CP_2 applicazione e, comunque, la comunicazione degli estremi della violazione sarebbe stata tempestiva. La tesi dell'Istituto, tuttavia, non persuade. La particolare disciplina di cui all'attuale art. 2 d.l. 12.9.1983, n. 463, secondo cui, appunto, il soggetto inadempiente ha la possibilità di estinguere l'illecito amministrativo mediante versamento delle ritenute entro tre mesi “dalla contestazione o dalla notifica dell'avvenuto accertamento della violazione”, non presenta, in effetti, alcuna incompatibilità con la disciplina generale di cui all'art. 14 l. n. 689/1981. Richiama, anzi, il “meccanismo” generale della notificazione degli estremi della violazione, operante in assenza di contestazione immediata;
a tale “meccanismo”, nella specie, è altresì collegata la decorrenza del termine per la regolarizzazione dei versamenti, a fini estintivi dell'illecito. La conferma dell'applicabilità alle fattispecie in questione del termine di decadenza ex art. 14, co. 2, l. n. 689/1981, si può trarre dal d.l. 4.5.2023, n. 48 (“Misure urgenti per l'inclusione sociale e l'accesso al mondo del lavoro – Decreto lavoro 2023”), il cui art. 23 (“Modifiche alla disciplina delle sanzioni amministrative in caso di omesso versamento delle ritenute previdenziali”), prevede tra l'altro, al co. 2, che
“Per le violazioni riferite agli omessi versamenti delle ritenute previdenziali e assistenziali, ai sensi dell'articolo 2, comma 1-bis, del citato decreto-legge n. 463 del
1983, come modificato dal comma 1 del presente articolo, per i periodi dal 1° gennaio
2023, gli estremi della violazione devono essere notificati, in deroga all'articolo 14
5 della legge 24 novembre 1981, n. 689, entro il 31 dicembre del secondo anno successivo a quello dell'annualità oggetto di violazione>>. Se ne deduce che, per le violazioni relative ai periodi anteriori, non vi è alcuna deroga e trova applicazione il termine ex art. 14 cit.
Indicazioni in tal senso (cioè nel senso dell'applicabilità del termine di decadenza di cui all'art. 14 cit.) possono ricavarsi altresì dalla previsione di cui all'art. 9 del d.lgs. n. 8/2016 (“Trasmissione degli atti all'autorità amministrativa”), che nel dettare la disciplina di diritto transitorio per gli illeciti (commessi anteriormente e frattanto) depenalizzati, prevede che l'Autorità amministrativa (l ), a seguito CP_2 della trasmissione degli atti da parte dell'Autorità giudiziaria, notifichi “… gli estremi della violazione agli interessati residenti nel territorio della Repubblica entro il termine di novanta giorni e a quelli residenti all'estero entro il termine di trecentosettanta giorni dalla ricezione degli atti”. Peraltro, l' , nella menzionata Circolare n. 121/2016 ha evidenziato CP_2
<<…che il procedimento sanzionatorio previsto per l'ipotesi in cui l'importo delle ritenute omesse non sia superiore a euro 10.000 è regolato dalla disciplina di cui agli artt. 14 e 16 della legge n. 689/1981. Tenuto conto della tipicità rivestita dalla fattispecie di illecito in trattazione, la notifica dell'accertamento della violazione costituisce l'avvio del procedimento sanzionatorio e, ai sensi del già citato art. 14, potrà essere effettuata, con le modalità previste dal codice di procedura civile, dal funzionario che ha accertato la violazione stessa. Nel rinviare alle specifiche indicazioni che verranno fornite in merito alla gestione di tale procedimento, si precisa che la notifica dell'accertamento della violazione deve essere effettuata nel rispetto delle disposizioni di cui all'art. 12, comma 1, della legge 20 novembre 1982, n. 890.
Entro 30 giorni dalla notifica del predetto atto, gli interessati potranno far pervenire, ai sensi dell'art. 18 della legge n. 689/1981, scritti difensivi e documenti o fare richiesta di audizione.
Con tale atto verrà sia assegnato al datore di lavoro il termine di 3 mesi per il versamento delle ritenute omesse, che, ove effettuato nei termini previsti, costituisce causa di non assoggettabilità alla sanzione amministrativa dell'autore dell'illecito, sia dato avviso che in assenza del versamento delle ritenute omesse troverà applicazione la sanzione amministrativa nella misura prevista dall'art. 2, comma 1- bis - da euro 10.000 a euro 50.000>>.
Detta impostazione ha trovato altresì conferma:
➢ nella successiva circolare 32/2022 e nel messaggio del CP_2 CP_2
27.9.2022, n. 3516, contenenti, del pari, richiami alla Circolare n. 6/2016 del Ministero del Lavoro e delle politiche sociali - Direzione Generale per l'Attività Ispettiva;
➢ nella Circolare n. 1931/2023 (sulla riduzione delle sanzioni e sul CP_2 nuovo termine di decadenza, ai sensi dell'articolo 23 del d.l. 4.5.2023, n.
48). La piena compatibilità tra gli illeciti amministrativi in questione, caratterizzati dalla sopra illustrata “causa di non punibilità”, e quella, generale, di cui all'art. 14 l. n. 689/1981, fa sì, del resto, che non vi sia motivo di dubitare dell'operatività, anche nei casi in questione, del termine decadenziale.
4. È da tempo pacifico, nella giurisprudenza di legittimità, che <in tema di omesso versamento delle ritenute previdenziali e assistenziali operate dal datore lavoro sulle retribuzioni dei dipendenti, l'importo complessivo superiore ad euro 10.000 annui, rilevante ai fini del raggiungimento della soglia punibilità, deve essere individuato con riferimento alle mensilità scadenza versamenti contributivi, che sono quelle incluse nel periodo
6 prescrizione e, conseguentemente, non è suscettibile di interruzione alla stregua dell'art. 2964 cod. civ.>> (Cass. n. 18555/2009; conf., quanto alla natura perentoria del termine, Cass. ord. n. 27903/2019).
Occorre chiedersi, tuttavia, in generale e con riguardo al caso di specie, come debba individuarsi la data di decorrenza del termine di decadenza.
Anche in questo caso, le indicazioni dei Giudici di legittimità appaiono univoche, nel senso che <in tema di omesso versamento delle ritenute previdenziali e assistenziali operate dal datore lavoro sulle retribuzioni dei dipendenti, l'importo complessivo superiore ad euro 10.000 annui, rilevante ai fini del raggiungimento della soglia punibilità, deve essere individuato con riferimento alle mensilità scadenza versamenti contributivi, che sono quelle incluse nel periodo
16. Al fine di effettuare detta valutazione, il giudice di merito terrà conto della maggiore o minore difficoltà del caso concreto, anche in relazione al numero dei soggetti coinvolti, oltre che del numero delle violazioni ascritte e della complessità delle indagini, essendo indubitabile, pur nell'assenza di limiti temporali predeterminati, che l'accertamento debba avvenire entro un termine congruo. Il giudizio operato in sede di merito non sarà sindacabile, in sede di legittimità, se non sotto il profilo del vizio di motivazione (cfr. Sez. 2, n. 12830/2006, e la successiva Sez.
2, n. 25916 del 2006, ma anche la successiva Sez. 2, n. 3043/2009 anch'essa in termini)>> (conf. Cass. ord. 27702/2019, n. 3043/2009 e n. 27405/2019).
Il Giudice di merito, al fine di stabilire la decorrenza del termine, deve tenere conto <… del tempo strettamente necessario affinché, al termine delle verifiche preliminari, la constatazione dei fatti…>> possa essere accertamento, senza ingiustificati ritardi derivanti da disfunzioni burocratiche o artificiose protrazioni nello svolgimento dei compiti assegnati ai diversi organi>> (cfr.
Cass. n. 9022/2023, in materia di sanzioni amministrative per la violazione delle norme che disciplinano l'attività di intermediazione finanziaria). Venendo all'illecito amministrativo in materia di omesso versamento di ritenute previdenziali e assistenziali effettuate sulle retribuzioni dei dipendenti, si è già osservato che l'ultima scadenza, per quanto concerne i pagamenti, è quella relativa ai contributi del mese di novembre dell'anno di riferimento, da saldarsi entro il giorno 16 del mese di dicembre. Allo stesso tempo, il flusso Uniemes riferito a ciascun mese deve essere inviato telematicamente entro l'ultimo giorno del mese successivo a quello di competenza, così, per novembre, entro il 31 dicembre (salvo si tratti di giorno festivo, nel qual caso l'invio deve avvenire entro il primo giorno lavorativo del mese successivo). Dunque, fin dal 31 dicembre (o, al più, dal primo giorno lavorativo del mese di gennaio) l' è in grado, in linea di massima, di verificare se sia intervenuto CP_2 il corretto pagamento anche degli ultimi contributi riferiti all'anno di competenza e, quindi, la situazione complessiva dei versamenti effettuati/non effettuati (in tutto o in parte) da un determinato soggetto nel corso dell'anno.
7 5. Quanto appena esposto vale, in particolare, nel caso di specie, atteso che nell'atto di accertamento rivolto all'odierna ricorrente, del 06/12/2019, l' si è CP_2 limitato ad indicare - per quanto attiene agli accertamenti preliminari - che, “da una verifica nei nostri archivi, è emerso che lei, per i periodi di competenza indicati nell'allegato Prospetto inadempienze inserite in notifica violazione, che costituisce parte integrante del presente atto, non ha versato all' le ritenute previdenziali e CP_2 assistenziali operate sulle retribuzioni dei lavoratori…”. Se ne ricava che le attività di accertamento si sono limitate alla consultazione dei dati di cui agli archivi informatici dell'Istituto.
Non sembra potersi dubitare che gli elementi relativi agli omessi versamenti siano derivati semplicemente dal raffronto tra quanto dovuto dal datore di lavoro, sulla base dei flussi Dmag/Unico, e quanto effettivamente dallo stesso versato, in relazione alle singole mensilità.
Le SS.UU. penali della S.C., nella decisione prima menzionata (n. 10424/2018), hanno evidenziato che l' , individuato (nei termini di cui supra) il criterio CP_2 temporale sulla base del quale valutare il superamento della soglia annuale di punibilità (penale), <… ha emanato proprie disposizioni, riorganizzando i processi amministrativi di gestione e commissionando appositi programmi informatici, computando [appunto], ai fini del calcolo della soglia di punibilità dei 10.000 euro annui,… il periodo compreso tra il mese di dicembre dell'annualità considerata - con versamento da effettuare entro il 16 gennaio successivo - ed il mese di novembre della stessa annualità, con versamento entro il successivo 16 dicembre…>>. Se ne deduce la disponibilità, in capo all' , di strumenti telematici e CP_2 informatici tali da consentire l'immediata consuntivazione dei dati annuali. La stessa circolare 121/2016, dopo aver delineato, <l'arco temporale da cp_2 considerare per il controllo sul corretto adempimento degli obblighi contributivi” (tra 1° gennaio ed 31 dicembre di ciascun anno civile, fermo restando che, alla luce delle singole scadenze legali adempimenti dovuti dai datori lavoro, i versamenti che concorrono determinazione della soglia euro 10.000 annui sono quelli riferiti ai mesi dell'anno precedente l'annualità considerata, pagarsi entro 16 successivo, fino a novembre dell'annualità dicembre)>> ne deduce che <tale interpretazione, nel rispetto del tenore letterale della norma che definisce il limite di euro 10.000 annui, vincola l'avvio procedimento contestazione dell'omesso versamento delle ritenute ad un processo consuntivazione necessario per la determinazione valore complessivo dell'omissione>>. Insomma, l'avvio del procedimento di contestazione presuppone (semplicemente) che l' effettui il consuntivo annuale degli omessi versamenti del CP_2 soggetto, a fronte di quanto questi avrebbe dovuto versare mensilmente, in corso d'anno, in corrispondenza delle diverse scadenze (l'ultima delle quali prevista per il 16 dicembre, data di consumazione dell'illecito amministrativo). Nel caso in questione può escludersi, inoltre, che detta verifica abbia comportato peculiarità di sorta: tutte le omissioni risultano riferibili alla medesima matricola aziendale (v. prospetto inadempienze , in allegato all'atto di accertamento).
Non emergono, dunque, se mai se ne possano astrattamente ipotizzare, elementi indicativi della “complessità delle indagini” (invece consistite - come già evidenziato
- nella consultazione degli archivi informatici dell' , come da indicazioni dello CP_2 stesso Istituto), ovvero esigenze di valutazione di (ulteriori) specifici aspetti oggettivi o soggettivi dell'infrazione.
8 Ciò non toglie che - come anticipato - all' deve accordarsi un certo lasso di
CP_2 tempo, necessario per valutare i dati a disposizione e per effettuare, quindi, la contestazione. Contestazione che non presenta, neppur essa, elementi di apprezzabile complessità: l'atto di accertamento (v. produzioni ) si limita, di norma e
CP_2 comunque nel caso in trattazione, all'indicazione, nel “prospetto inadempienze”, dei trimestri insoluti, della contribuzione dovuta e di quella non versata per ciascuno di essi, oltre che delle modalità di pagamento. Tenuto anche conto della consistente mole di dati che l' deve vagliare in
CP_2 relazione a ciascun anno, nonché del termine per l'inoltro dei flussi contributivi, appare all'uopo congruo, in specie a fronte d'ipotesi, quale quella in questione, scevre da complessità di sorta, un termine di giorni 90, corrispondente a quello accordato all' per la comunicazione dell'illecito (e, altresì, a quello a disposizione del
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“contribuente” per la regolarizzazione dei pagamenti, onde evitare l'assoggettamento a sanzione).
Nella specie, l'accertamento dell'illecito, avvenuta con atto prot. prot. n.
.1800.29/07/2019.0100397 del 29/07/2019 e, a maggior ragione, la successiva CP_2 notificazione intervenuta il 21/08/2019, sono entrambi affetti da tardività, pur considerando la decorrenza non immediata del termine decadenziale. Era infatti trascorso, al momento della notifica, più di sette mesi a partire dal 01/01/2019. La decadenza dell' dalla potestà punitiva comporta l'annullamento CP_2 dell'ordinanza ingiunzione e la non debenza delle somme di cui alla medesima.
6. Le spese di lite seguono la soccombenza e sono liquidate applicando i coefficienti tariffari minimi delle cause di lavoro comprese nello scaglione tra € 1101 ed € 5200 ai sensi dell'art. 4 DM n. 55/2014 come modificato dal DM n. 147/2022, con esclusione della fase istruttoria.
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P.Q.M.
Il Giudice, definitivamente pronunciando, respinta ogni contraria deduzione, eccezione e conclusione, così provvede: i) in accoglimento dell'opposizione, annulla l'ordinanza ingiunzione n. CP_2
OI-001762403 (per omesso versamento ritenute da marzo a novembre 2018) e, per l'effetto, dichiara la non debenza delle somme di cui alla medesima, a seguito d'intervenuta decadenza;
ii) condanna a rifondere parte ricorrete delle spese di lite, spese che liquida CP_2 nell'importo di euro 1000, oltre rimborso spese forfetarie nella misura del 15%, rimborso contributo unificato ed accessori di legge, con distrazione, in solido tra loro, agli avv.ti Simone Giardina e Davide Middione, procuratori antistatari.
Caltanissetta, 19/11/2024
IL GIUDICE
Francesco Bongioanni
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