Sentenza 17 gennaio 2025
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Sul provvedimento
| Citazione : | Trib. Foggia, sentenza 17/01/2025, n. 179 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Trib. Foggia |
| Numero : | 179 |
| Data del deposito : | 17 gennaio 2025 |
Testo completo
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
TRIBUNALE DI FOGGIA
SEZIONE LAVORO
La giudice designata, Azzurra de Salvia, all'esito dell'udienza cartolare del 17.01.2025, ex art.127 ter c.p.c., ha pronunciato la seguente sentenza nella causa iscritta al n. 6321/2023 R.G.L. cui sono state riunite la n. 6333/2023 R.G.L. e la n. 6336/2023 R.G.L. vertenti
TRA
, E , rappresentati e difesi Parte_1 Parte_2 Parte_3
dagli avv.ti Raffaella Pirozzi e Oscar Di Monte
RICORRENTI
E in persona del suo legale rappresentante pro Controparte_1
tempore, rappresentata e difesa dagli avv.ti Maria La Barbera e Olga Ricci
RESISTENTE
OGGETTO: clausola sociale - assunzione
RAGIONI DI FATTO E DI DIRITTO DELLA DECISIONE
1. Con ricorsi depositati in data 17 luglio 2023 i ricorrenti in epigrafe indicati – premesso di aver prestato, con le decorrenze da ciascuno indicate, mansioni di parcheggiatore ausiliario del traffico, svolgendo la propria attività di controllo delle aree di sosta a pagamento nel territorio della città di
GI, alle dipendenze delle varie società avvicendatesi nella gestione del relativo servizio appaltato dal – hanno adito l'intestato Tribunale del Lavoro, esponendo: che avevano lavorato alle CP_2
dipendenze della Apcoa Parking Italia s.p.a., con qualifica di ausiliario del traffico – (par.138 C.C.N.L.
Autoferrotranvieri); che, all'esito della gara indetta in data 1.4.2022 per l'affidamento del servizio di gestione della sosta a pagamento nella città di GI, l'Ente locale, con determinazione dirigenziale n.
1029 del 25.7.2022, aveva provveduto ad aggiudicare il predetto appalto alla Controparte_1
che, conclusasi in data 27.7.2022 la procedura di licenziamento collettivo, la Apcoa
[...]
Parking Italia s.p.a., con lettera del 28.7.2022, aveva comunicato a tutti i lavoratori la risoluzione del pagina 1 di 11
che, con successive missive datate 3.10.2022, 22.11.2022, 15.12.2022, 16.1.2023, 13.2.2023, 10.3.2023,
12.4.2023 e 12.5.2023, la predetta impresa uscente, in ragione del mancato inizio dell'attività oggetto dell'appalto da parte della nuova aggiudicataria ed al fine di garantire la continuità del servizio, aveva differito i termini di preavviso assegnati a ciascun lavoratore, continuando a gestire, in regime di prorogatio, il servizio della sosta a pagamento;
che, a decorrere dal mese di febbraio 2023, la nuova società aggiudicataria dell'appalto, dopo aver intrattenuto con ciascun lavoratore del servizio brevissimi colloqui da remoto ed aver raccolto le informazioni personali attraverso la compilazione e la sottoscrizione di modelli prestampati, aveva provveduto a confermare i rapporti di lavoro di 31 lavoratori (su un totale di 66), escludendo, in violazione della clausola sociale espressamente contemplata dal bando di gara nonché dalla contrattazione collettiva di settore, ben 35 dipendenti, tra cui i ricorrenti, tutti occupati presso il precedente concessionario al momento dell'aggiudicazione dell'appalto; che, con lettera del 12.5.2023, egli aveva rivendicato il proprio diritto alla prosecuzione del rapporto di lavoro con la società aggiudicataria del servizio, senza soluzione di continuità e con decorrenza dalla cessazione dell'esercizio provvisorio da parte della Apcoa Parking Italia s.p.a., mettendo, al contempo, a disposizione le proprie energie lavorative in favore della Controparte_1
che, nel mese di giugno 2023, la società aggiudicataria aveva sottoscritto i contratti di
[...]
lavoro con i dipendenti selezionati, fissando la decorrenza del rapporto di lavoro alla data del
13.6.2023.
Tanto esposto in punto di fatto, i ricorrenti denunciavano la violazione della clausola sociale contenuta nel bando di gara, nel disciplinare di gara e nel capitolato speciale d'appalto nonché nel C.C.N.L. di categoria.
Lamentavano, in subordine, la violazione dell'art. 2112 c.c. e, in via ulteriormente gradata, la violazione dei criteri di scelta utilizzati dalla subentrante, sotto il profilo dei canoni generali di buona fede-correttezza e trasparenza.
Rassegnavano, pertanto, le seguenti conclusioni: 1) in via principale: accertare e dichiarare, in applicazione della clausola sociale contenuta negli atti di gara, nella disciplina legale e nella contrattazione collettiva applicata al rapporto di lavoro dei ricorrenti, il diritto di quest'ultimi alla prosecuzione del rapporto di lavoro con la subentrata nella Controparte_1 concessione del servizio di controllo delle aree tariffate nel Comune di GI, e, per l'effetto, ordinare alla il ripristino del rapporto di lavoro dei ricorrenti o la Controparte_1
riassunzione con decorrenza dal 13 giugno 2023, con qualifica di ausiliario del traffico parametro 138
pagina 2 di 11 del C.C.N.L. Autoferrotranvieri, con riconoscimento dell'anzianità di servizio maturata e di tutte le condizioni normative ed economiche in godimento al momento del cambio di appalto e con applicazione del CCNL con conseguente condanna della società resistente al Controparte_3
risarcimento del danno parametrato alle retribuzioni medio tempore maturate dalla data del 13 giugno
2023 e sino all'effettivo ripristino del rapporto o riassunzione;
2) in via subordinata: accertare e dichiarare, ai sensi e per gli effetti dell'art. 2112 cod. civ., il diritto dei ricorrenti alla prosecuzione del rapporto di lavoro con la subentrata nella concessione del Controparte_1 servizio di controllo delle aree tariffate nel Comune di GI, e, per l'effetto, ordinare alla
[...]
il ripristino del rapporto di lavoro dei ricorrenti con decorrenza dal 13 Controparte_1
giugno 2023, con qualifica di ausiliario del traffico parametro 138 del C.C.N.L. Autoferrotranvieri, con riconoscimento dell'anzianità di servizio maturata e di tutte le condizioni normative ed economiche in godimento al momento del cambio di appalto e con applicazione del CCNL
Autoferrotranvieri; con conseguente condanna della società resistente al risarcimento del danno parametrato alle retribuzioni medio tempore maturate dalla data del 13 giugno 2023 e sino all'effettivo ripristino del rapporto;
4) in via ulteriormente gradata: accertare e dichiarare la violazione dei criteri di scelta e dei principi di buona fede e correttezza da parte della società aggiudicatrice nell'esecuzione del contratto di appalto e, per l'effetto, ordinare alla il ripristino del Controparte_1
rapporto di lavoro dei ricorrenti o la riassunzione con decorrenza dal 13 giugno 2023, con qualifica di ausiliario del traffico parametro 138 del C.C.N.L. con riconoscimento Controparte_3 dell'anzianità di servizio maturata e di tutte le condizioni normative ed economiche in godimento al momento del cambio di appalto e con applicazione del CCNL con conseguente Controparte_3
condanna della società resistente al risarcimento del danno parametrato alle retribuzioni medio tempore maturate dalla data del 13 giugno 2023 e sino all'effettivo ripristino del rapporto o riassunzione;
in ogni caso condannare quest'ultima al risarcimento del danno secondo equità nella misura che il giudice riterrà di giustizia. Con condanna della società resistente al pagamento delle competenze di giudizio da distrarsi in favore dei sottoscritti procuratori che si dichiarano antistatari.
La società convenuta, ritualmente costituitasi, resisteva ai ricorsi, invocandone il rigetto.
Istruite tramite l'acquisizione dei documenti prodotti dalle parti, all'odierna udienza, tenuta secondo le modalità di cui in epigrafe, le cause, previa riunione disposta per ragioni di connessione parzialmente soggettiva e oggettiva, vengono decise con sentenza depositata telematicamente.
***
I ricorsi sono fondati nei termini di seguito esposti, dovendo farsi integrale applicazione dei principi stabiliti dal Tribunale in fattispecie analoga alla presente, dai quali non vi è ragione di discostarsi e che pagina 3 di 11 si richiamano anche ai sensi dell'art. 118 disp. att. c.p.c. (sentenza n. 2195/2024 pubbl. il 12/07/2024, est. Caputo):
<
2. Il ricorso è parzialmente fondato e va, per quanto di ragione, accolto, sulla scorta dei motivi di seguito esposti.
2.1. Deve essere preliminarmente disattesa l'eccezione sollevata dalla ed Controparte_1
attinente alla pretesa inammissibilità delle domande volte ad ottenere la costituzione di un rapporto di lavoro alle dipendenze della società resistente, per mancata impugnazione da parte del ricorrente del licenziamento irrogatogli dal gestore uscente (art. 6 L. 15 luglio 1966, n. 604).
Invero, secondo la prospettazione di parte resistente, avrebbe potuto legittimamente Parte_4 azionare tale pretesa in giudizio “soltanto a condizione: a) che il rapporto di lavoro con il gestore uscente fosse validamente ancora in essere;
oppure, b) che il lavoratore avesse impugnato il licenziamento irrogatogli, a pena di decadenza, entro 60 giorni dalla ricezione della sua comunicazione, al fine di ottenere la declaratoria di nullità o illegittimità dello stesso (ai sensi dell'art. 6, L. 604/66)” (cfr., pag. 6 della memoria di costituzione).
Soggiunge la resistente che, in difetto di una delle condizioni sopra richiamate, il Giudice non potrebbe nemmeno vagliare la fondatezza delle domande finalizzate ad ottenere la prosecuzione del rapporto di lavoro e, per l'effetto, il suo ripristino, alle dipendenze del nuovo aggiudicatario, a nulla rilevando la circostanza che il lavoratore abbia di fatto prestato la propria attività lavorativa fino alla data di effettivo subentro della società aggiudicataria nella gestione del servizio, e ciò in quanto il rapporto di lavoro con il gestore uscente era già cessato alla data di comunicazione del licenziamento, come evidenziato, del resto, dalla stessa Apcoa Parking s.p.a., sia nella lettera di licenziamento con preavviso (doc. 5, fascicolo di parte ricorrente), sia nelle comunicazioni di proroga del periodo di preavviso (doc. 6, fascicolo di parte ricorrente), laddove aveva rimarcato “la validità ed efficacia della risoluzione del rapporto di lavoro” intervenuta con lettera del 28.7.2022.
2.2. L'eccezione è infondata, dovendosi ritenere che il ricorrente non avesse alcun onere di far precedere l'odierna azione da una impugnativa del licenziamento collettivo intimatogli dalla Apcoa
Parking s.p.a.
Difatti, come puntualizzato da Cass. Sez. Lav. 31.1.2020, n. 2315, “l'estinzione del rapporto di lavoro con l'imprenditore uscente e l'assunzione dei lavoratori presso l'imprenditore subentrante si collocano, in via di principio, su piani di reciproca indifferenza”.
Tant'è vero che, “…da un canto, anche quando il lavoratore licenziato per perdita dell'appalto avrebbe un diritto all'assunzione da parte dell'impresa subentrante, tale diritto non esclude ma si aggiunge al diritto dello stesso lavoratore di impugnare il licenziamento della cessante (v. Cass. n.
pagina 4 di 11 12136 del 2005; Cass. n. 4166 del 2006); d'altro canto, l'opzione del lavoratore per la costituzione di un rapporto con la società subentrante nell'appalto di servizi non implica, di per sè, rinuncia all'impugnazione dell'atto di recesso, dovendosi escludere che da ciò si possa desumere accettazione o acquiescenza al licenziamento (Cass. n. 22121 del 2016; Cass. n. 12613 del 2007)” (così, in motivazione, Cass. n. 2315/2020 cit.).
Nel caso di specie, il ricorrente ha espressamente invocato l'obbligo, posto a carico dell'impresa subentrante, di assumere ex novo il personale in forza presso il precedente aggiudicatario dell'appalto, prospettando solo in via subordinata l'ipotesi del trasferimento d'azienda ex art. 2112
c.c.
Ne consegue che il diritto fatto valere dal lavoratore s'appalesa del tutto autonomo rispetto a quello inerente al rapporto di lavoro già cessato con l'impresa uscente, sicchè, non ravvisandosi alcun profilo d'inammissibilità, la domanda può essere scrutinata nel merito.
2.3. In questa prospettiva si osserva che è pacifico come l'odierna resistente sia subentrata alla precedente datrice di lavoro nell'appalto di servizio di gestione della sosta a pagamento nella città di
GI (si veda, in proposito, la determina di aggiudicazione n. 1029 del 25.7.2022, doc. 4, fascicolo di parte ricorrente).
E' altrettanto incontroverso che la convenuta fosse tenuta al rispetto della c.d. clausola sociale, quale prevista, in particolare, dall'art. 13 del capitolato speciale d'appalto, secondo cui: “Al fine di promuovere la stabilità occupazionale nel rispetto dei principi dell'Unione Europea, e ferma restando la necessaria armonizzazione con l'organizzazione dell'operatore economico subentrante e con le esigenze tecnico-organizzative e di manodopera previste nel nuovo contratto, l'aggiudicatario del contratto di concessione è tenuto ad assorbire prioritariamente nel proprio organico il personale già operante alle dipendenze dell'aggiudicatario uscente, garantendo l'applicazione dei CCNL di settore di cui all'articolo 51 del decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81” (doc. 10, fascicolo di parte ricorrente).
Del resto, la stessa resistente ha dedotto che, allorquando ha proceduto all'assunzione delle 31 unità precedentemente occupate dal gestore uscente, quali risultanti dallo stralcio dell'offerta tecnica presentata in sede di gara, “ha, senza ombra di dubbio, applicato correttamente la clausola sociale imposta dalle disposizioni di legge di cui il bando di gara e il Capitolato speciale d'appalto costituiscono espressione” (così, a pag. 8 della memoria).
2.4. Il nucleo centrale della controversia ruota, piuttosto, intorno all'esatta applicazione, da parte della convenuta, dell'anzidetta clausola sociale, sostenendosi da parte del ricorrente che la GPS
pagina 5 di 11 avrebbe dovuto assumere, in maniera automatica e generalizzata, tutti i lavoratori impiegati nel servizio di appalto alle dipendenze dell'impresa uscente.
La tesi propugnata dal lavoratore, nella sua assolutezza, non può essere condivisa.
Vero è che la clausola di salvaguardia, operante nell'ipotesi di cessazione di un appalto e conseguente subentro di nuove imprese, persegue la finalità di garantire la continuità dell'occupazione in favore dei medesimi lavoratori già impiegati dall'impresa uscente nell'esecuzione dell'appalto.
Sennonché, la portata della clausola sociale va interpretata conformemente ai principi nazionali e comunitari in materia di libertà di iniziativa imprenditoriale e di concorrenza, risultando altrimenti limitativa della platea dei partecipanti, nonché atta a ledere la libertà d'impresa, riconosciuta e garantita dall'art. 41 Cost.
Ne consegue, in generale, che l'obbligo di riassorbimento dei lavoratori alle dipendenze dell'appaltatore uscente nello stesso posto di lavoro e nel contesto dello stesso appalto deve essere armonizzato e reso compatibile con l'organizzazione di impresa prescelta dall'imprenditore aggiudicatario (Consiglio di Stato sez. III, 28/07/2020, n. 4796; 07/01/2019, n. 142).
Si è anche affermato che, sebbene finalizzato a favorire la continuità e stabilità occupazionale,
l'obbligo di riassorbimento dei lavoratori non può essere tale da comprimere le esigenze organizzative dell'impresa subentrante che ritenga di potere ragionevolmente svolgere il servizio utilizzando una minore componente di lavoro rispetto al precedente gestore, e dunque ottenendo in questo modo economie di costi da valorizzare a fini competitivi nella procedura di affidamento.
In tal caso, un siffatto obbligo potrebbe essere assolto anche destinando solo parte dello stesso all'esecuzione di quel medesimo contratto (Consiglio di Stato sez. V, 04/05/2020, n. 2796).
2.5. In questa direzione s'è mossa pure la giurisprudenza di legittimità, statuendo che “le legittime esigenze sociali cui è finalizzata la clausola devono essere bilanciate da una adeguata tutela della libertà di concorrenza, anche nella forma della libertà imprenditoriale degli operatori economici potenziali aggiudicatari, i quali assumono un mero obbligo di prioritario assorbimento e utilizzo del personale già impiegato dal precedente affidatario per il periodo di durata dell'appalto, subordinatamente alla compatibilità con l'organizzazione d'impresa dell'appaltatore subentrante
(arg. ex: Cons. Stato Sez. VI, 27 novembre 2014, n. 5890; nonché, ex multis: T.A.R. Torino CP_4
Sez. I, 9 gennaio 2015, n. 23, T.A.R. Abruzzo Pescara Sez. I, 2 gennaio 2015, n. 6, T.A.R. Emilia-
Romagna Bologna Sez. II, 9 novembre 2012, n. 672)” (Cass. Sez. Lav. 10.1.2018, n. 341).
E l'esigenza di contemperare il riassorbimento dei lavoratori impiegati nell'appalto con l'organizzazione aziendale scelta dall'impresa subentrante traspare, nel caso concreto, dallo stesso capitolato speciale, nella parte in cui prevede che “Il personale impiegato deve in ogni caso essere pagina 6 di 11 idoneo per quantità, qualifica e professionalità a svolgere le attività e le operazioni contemplate dal presente capitolato”.
2.6. Occorre, tuttavia, evidenziare che – come recentemente puntualizzato dalla Suprema Corte –
l'eventuale “non armonizzabilità” con l'organizzazione aziendale rappresenta un fatto impeditivo per due concorrenti ragioni: “esso attiene a profili che ineriscono all'organizzazione dell'impresa subentrante e che, quindi, rientrano nella disponibilità e nella conoscenza (e quindi nella sfera giuridica) di quest'ultima, ossia esulano dalla sfera giuridica dei dipendenti dell'impresa uscente.
Pertanto ai sensi dell'art. 2697 c.c. e del criterio della "vicinanza della prova", è a carico dell'impresa subentrante l'onere di dimostrare questa "non armonizzabilità", ad esempio per la mancanza di alcune figure professionali o di alcune mansioni nell'ambito della propria organizzazione tecnica o produttiva” (Cass. Sez. Lav., 13.11.2023, n. 31491).
Nella fattispecie in esame, alcuna prova è stata fornita sul punto dalla parte resistente, essendosi quest'ultima limitata ad asserire che il ricorrente “non ha spuntato nessuna delle competenze che avrebbe dovuto maturare nell'ambito della precedente gestione ed appresso descritte: - la capacità di utilizzo dei palmari per la verifica della sosta;
- la capacità di utilizzo del software per la gestione delle procedure per il pagamento delle penali;
- la gestione del front-office e del back-office, che comporta la capacità di utilizzo del software per la gestione degli abbonamenti, la gestione delle procedure per il pagamento delle penali e la rendicontazione degli incassi e del ciclo delle penali;
- la gestione dei parcometri, non avendo flaggato nessuna competenza inerente l'utilizzo del software di centralizzazione, la manutenzione ordinaria, la sostituzione del rotolo dei ticket e delle batterie, le operazioni di svuotamento delle monete, la programmazione (orari, tariffe, messaggistica sul display)
e la pulizia degli stessi;
- l'utilizzo del software per la gestione e la supervisione degli impianti di automazione a barriera, nonché lo svuotamento degli incassi e la ricarica del contante” (cfr., pagg.
20-21 della memoria).
Sennonché, quanto dedotto dalla GPS appare smentito per tabulas dalle schede allegate alle note difensive depositate dal ricorrente in data 3.6.2024, dalle quali emerge che altri dipendenti addetti – come – alle mansioni di cassiere/supervisore di parcheggio (e pacificamente assunti dalla Parte_4
subentrante), avevano spuntato le medesime caselle, se non, addirittura, un numero inferiore rispetto a quelle riportate nella propria scheda di selezione.
Si richiamano, in via esemplificativa, le schede di e , i quali Parte_5 Parte_6 risultano aver spuntato, rispettivamente, soltanto la casella corrispondente al “Corso di formazione per la sicurezza” e le caselle relative a “Pronto intervento”, “Sostituzione rotolo ticket delle barriere e delle casse automatiche”, “Corso di formazione per la sicurezza”, “Corso di formazione pronto pagina 7 di 11 soccorso” e “Corso di formazione antincendio”, laddove l'odierno ricorrente aveva spuntato, in aggiunta a quelle innanzi indicate, anche la casella “Manutenzione ordinaria delle barriere e delle casse automatiche” (cfr. doc. 3, fascicolo di parte resistente). Contr Ne consegue che, non avendo la provato – com'era suo onere (ex art. 2697, comma 2, cod. civ.) – la sussistenza di condizioni ostative al riassorbimento del lavoratore, non resta che dichiarare il diritto di parte ricorrente alla costituzione di un nuovo rapporto di lavoro subordinato alle dipendenze della società resistente, con conseguente ordine alla predetta società di procedere alla relativa assunzione a decorrere dal 13.6.2023 (data dell'effettivo subentro nell'appalto in questione), con la qualifica rivestita alle dipendenze dell'impresa uscente, ovvero quella di cassiere/supervisore di parcheggio, ed alle medesime condizioni (economiche e normative) di cui al rapporto di lavoro già intercorso con l'impresa medesima, da intendersi quali condizioni equivalenti a quelle in precedenza godute, tenuto conto del fatto che la nuova aggiudicataria non applica il C.C.N.L. Controparte_3
2.7. A quest'ultimo riguardo deve essere richiamato il condivisibile orientamento secondo cui la scelta del contratto collettivo da applicare rientra nelle prerogative di organizzazione dell'imprenditore e nella libertà negoziale delle parti, col solo limite che esso risulti coerente con l'oggetto dell'appalto
(ex multis, Consiglio di Stato, Sez. V, 12 maggio 2016, n. 1901; Consiglio di Stato, Sez. III, 10 febbraio 2016, n. 589; Consiglio di Stato, Sez. V, 1 marzo 2017, n. 932). Nella specie, alcun dubbio è stato sollevato dal lavoratore in ordine alla coerenza del diverso C.C.N.L. applicato dalla subentrante
(ovvero il C.C.N.L. Terziario Confcommercio, di cui è fatta menzione nella lettera di assunzione di altro lavoratore: cfr., doc. 8, fascicolo di parte ricorrente) rispetto all'oggetto dell'appalto.
D'altro canto, la pretesa del lavoratore istante non trova riscontro neppure nel capitolato speciale d'appalto, che, al più volte citato art. 13, stabilisce: “Per un consolidato orientamento giurisprudenziale (Tar Puglia-Bari, Sez. II, 17 ottobre 2020, n. 1288, Cons. Stato, V, 28 maggio 2019
n. 3487; id., III, 2 marzo 2017, n. 975; id., 9 dicembre 2015, n. 5597, sentenza n. 6148/2019 del CdS, sentenza Tar Sicilia, Catania, Sez. IV, 04/12/2020, n.3289) la scelta del contratto collettivo rientra nelle prerogative organizzative dell'imprenditore, con il solo limite della coerenza con l'oggetto dell'appalto”. Alla stregua delle argomentazioni che precedono, è allora necessario (e sufficiente) che l'impresa subentrante rispetti le previsioni, normative ed economiche, dei contratti collettivi di settore di cui all'art. 51 D.lgs. n. 81/2015 (quale richiamato dall'art. 50 del D.lgs. n. 50 del 2016, rubricato
“Clausole sociali del bando di gara e degli avvisi”), che testualmente recita: “1. Salvo diversa previsione, ai fini del presente decreto, per contratti collettivi si intendono i contratti collettivi nazionali, territoriali o aziendali stipulati da associazioni sindacali comparativamente più
pagina 8 di 11 rappresentative sul piano nazionale e i contratti collettivi aziendali stipulati dalle loro rappresentanze sindacali aziendali ovvero dalla rappresentanza sindacale unitaria”.
2.8. Né, d'altro canto, può trovare accoglimento la domanda diretta ad ottenere la conservazione dell'anzianità di servizio maturata alle dipendenze dell'impresa uscente. Invero, l'art. 7 dell'Accordo sottoscritto il 18.11.2004 per il rinnovo del C.C.N.L. degli PL Controparte_5
Mobilità) per il periodo dal 1° gennaio 2004 al 31 dicembre 2007, richiamato dall'art. 16 del
C.C.N.L. 28.11.2015 e rubricato “Clausola sociale”, prevede espressamente che “In caso di subentro di azienda a qualunque titolo, anche a seguito dell'espletamento di procedure di affidamento concorsuale dei servizi di trasporto pubblico locale, il trasferimento all'impresa subentrante del personale a quel momento occupato in quella cessante è disciplinato dall'art. 26 del regio decreto 8 gennaio 1931, n. 148. Al personale interessato verrà conservato il trattamento economico e normativo e l'inquadramento rivenienti dal c.c.n.l. 23 luglio 1976 e successivi accordi nazionali modificativi ed integrativi. Viene inoltre assicurata, ai sensi dell'art. 2, punto 11 dell'accordo nazionale 27 novembre
2000 l'anzianità maturata nell'azienda di provenienza” (cfr., docc. 17-18, fascicolo di parte ricorrente).
Come rimarcato dalla Corte territoriale in una fattispecie affine (App. Bari-Sez. Lav., 18.11.2022, n.
2099), “Tale ultima disposizione è dunque quella che disciplina espressamente la garanzia della continuità dell'anzianità nell'ipotesi di successione di appalto (trasferimento d'impresa) e, nello specifico, tale tutela viene riconosciuta non in maniera indiscriminata, bensì secondo le modalità di cui all'art. 2 punto 11) dell'accordo nazionale 27.11.10, che espressamente prevede che “sarà computata l'anzianità specifica acquisita in altre aziende del settore solo nei casi previsti all'art. 18, comma 2, lett. e) legge n. 422 del 1997 e dall'art. 2112 c.c., come novellato dall'art. 47, terzo comma legge n. 428 del 1990”: in altri termini, l'anzianità specifica pregressa trova riconoscimento (e dunque consente l'accesso alla rivendicazione del diritto ai maturati scatti di anzianità) solo nell'ipotesi di trasferimento d'azienda (2112 c.c.) e non di mera successione nel contratto d'appalto con assunzione ex novo come nel caso di specie”.
È appena il caso di rammentare – in linea con il precedente giurisprudenziale innanzi citato – che il trasferimento d'azienda si differenzia dalla successione nell'appalto perché comporta il passaggio in favore del cessionario del complesso organizzato dei beni dell'impresa cedente tale da rendere possibile lo svolgimento di una specifica impresa (Cass. n. 11918/2013); circostanza questa che, nel caso di specie, non solo non è stata oggetto di specifica allegazione ma neppure di prova e che, anzi, lo stesso ricorrente ha escluso, deducendo – in seno alle note difensive depositate in data 3.6.2024 – che “l'applicazione delle clausole sociali non determina la continuità giuridica del rapporto di lavoro pagina 9 di 11 ed è sganciata ed autonoma rispetto al rapporto di lavoro intercorso con il precedente gestore” e precisando di non aver mai invocato, nella domanda principale, la continuità giuridica del rapporto di lavoro (essendo stato il trasferimento d'azienda ipotizzato solo nella domanda subordinata), bensì di aver chiesto la condanna al ripristino o alla riassunzione con decorrenza dal 13.6.2013.
Sulla scorta di quanto sin qui argomentato, non può essere riconosciuta l'anzianità di servizio maturata.
2.9. Residua la domanda di risarcimento del danno, quale conseguenza dell'inadempimento dell'obbligo di assunzione.
Secondo la Suprema Corte (v. Cass. Sez. Lav. n. 7858/2008), “Il datore di lavoro, che ritardi ingiustificatamente l'assunzione del lavoratore, è tenuto a risarcire il danno che questi ha subito durante tutto il periodo in cui si è protratta l'inadempienza datoriale, a far data dalla domanda di assunzione. Tale pregiudizio deve essere determinato, senza necessità di una specifica prova da parte del lavoratore, sulla base del complesso retributivo che il richiedente avrebbe potuto conseguire, ove tempestivamente assunto, salvo che il datore di lavoro adempia all'onere, interamente gravante su di lui, di provare che, nelle more, il lavoratore abbia avuto altra attività lavorativa”.
Al ricorrente spetta, dunque, anche il risarcimento del danno commisurato alle retribuzioni, da quantificarsi secondo le previsioni di cui al C.C.N.L. di settore applicato dalla parte resistente e tenendo conto delle mansioni e della qualifica rivestite dal lavoratore (cassiere/supervisore di Contr parcheggio), maturate a decorrere dal 13.6.2023 (data di subentro della fino alla data di effettiva assunzione, oltre accessori come per legge>>.
Applicati anche alle fattispecie in esame i principi richiamati, deve anzitutto rilevarsi che la società resistente, nella propria memoria difensiva, ha eccepito che ciascuno dei ricorrenti a differenza dei lavoratori assunti “è del tutto sprovvisto di pressoché tutte le competenze finalizzate alle mansioni ritenute, dalla nuova aggiudicataria, necessarie per lo svolgimento del servizio”, non avendo spuntato nessuna competenza inerente all'utilizzo del software etc., e che la società, “per selezionare le 31 unità necessarie per lo svolgimento del servizio, ha raccolto le informazioni inerenti la qualifica, le competenze e la professionalità dei dipendenti dell'imprenditore uscente, sottoponendo agli stessi un apposito questionario”.
Dette circostanze sono state smentite dalla documentazione affoliata dai ricorrenti con le note di trattazione scritta.
Non è stato, dunque, assolto l'onere di dimostrare il fatto impeditivo dell'applicazione della clausola sociale a carico della società che lo ha eccepito (ex art. 2697 II° comma c.c.).
pagina 10 di 11 Conclusivamente, in parziale accoglimento dei ricorsi riuniti, deve dichiararsi il diritto dei ricorrenti alla costituzione di un nuovo rapporto di lavoro subordinato alle dipendenze della
[...] con decorrenza a far data dal 13.6.2023, con condanna di quest'ultima al risarcimento, Controparte_1
in favore dei ricorrenti, del danno commisurato alle retribuzioni maturate dal 13.6.2023 fino alla data di effettiva assunzione, oltre accessori come per legge, da quantificarsi secondo le previsioni di cui al
C.C.N.L. di settore applicato dalla parte resistente.
Le spese di lite – liquidate secondo dispositivo, ai sensi del D.M. n. 147/2022 (causa di valore indeterminabile, applicato l'aumento percentuale conseguente alla disposta riunione) – seguono la soccombenza della resistente e vengono distratte in favore dei procuratori antistatari delle parti ricorrenti, Avv.ti Raffaella Pirozzi e Oscar Di Monte.
P.Q.M.
Il Tribunale di GI-Sezione Lavoro, in persona della Giudice designata, dott.ssa Azzurra de Salvia, definitivamente pronunciando sul ricorso n. 6321/2023 R.G.L., cui sono stati riuniti il n. 6333/2023
R.G.L. e il n. 6336/2023 R.G.L., e disattesa o assorbita ogni contraria istanza, eccezione e difesa, così provvede:
a) dichiara il diritto di , e alla costituzione di un Parte_1 Parte_2 Parte_3
nuovo rapporto di lavoro subordinato alle dipendenze della e, per Controparte_1
l'effetto, ordina alla predetta società resistente di procedere alla relativa assunzione a far data dal
13.6.2023, mediante contratto di lavoro a tempo indeterminato e con inquadramento equivalente, in forza del C.C.N.L. applicato dalla società resistente a quello di ausiliario del traffico in forza del
C.C.N.L. Autoferrotranvieri applicato in precedenza a ciascuno dei ricorrenti;
b) condanna la al risarcimento, in favore dei ricorrenti, del danno Controparte_1
commisurato alle retribuzioni maturate dal 13.6.2023 fino alla data di effettiva assunzione, oltre accessori come per legge, da quantificarsi secondo le previsioni di cui al C.C.N.L. di settore applicato dalla parte resistente;
c) condanna la parte resistente alla refusione delle spese di lite, liquidate in euro 11.836,00, oltre i.v.a.,
c.p.a. e rimborso forfettario per spese generali, come per legge, con distrazione in favore degli Avv.ti
Raffaella Pirozzi e Oscar Di Monte.
GI, all'esito dell'udienza cartolare del 17.1.2025.
LA GIUDICE DEL LAVORO
Azzurra de Salvia
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