Cass. civ., sez. I, sentenza 02/07/2020, n. 13597
CASS
Sentenza 2 luglio 2020

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L'azione di responsabilità contro il curatore revocato, prevista dall'art. 38 l. fall., comporta una valutazione della sua condotta secondo il paradigma della diligenza "qualificata" di cui all'art. 1176, comma 2, c.c., avuto riguardo alla natura professionale dell'incarico svolto, sia pure con la facoltà di avvalersi, a fronte di problemi tecnici di particolare difficoltà, della limitazione di responsabilità di cui all'art. 2236 c.c., palesandosi, di contro, irrilevante, a fini esimenti, l'eventuale autorizzazione resa al curatore dal giudice delegato. (Nella specie, la S.C. ha cassato con rinvio la sentenza d'appello, che aveva escluso la responsabilità del curatore con riferimento ai danni cagionati alla procedura nella gestione di una pratica di rimborso IVA, sul presupposto che la stessa avesse ricevuto l'"imprimatur" del giudice delegato).

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  • 1Cass. civ., sez. I, 2 luglio 2020, n. 13597
    https://www.iusinitinere.it/

    commento breve a cura della Dott.ssa Elena Terrizzi Con la presente pronuncia, la Suprema Corte ha attribuito natura contrattuale alla responsabilità del curatore ex art. 38 della Legge Fallimentare, in quanto la violazione degli obblighi derivanti dall'incarico professionale è equiparabile a violazione di obblighi specifici e predeterminati per legge. Pertanto, l'inadempimento del “mandato” di curatore conferito dalla legge equivale a violazione di doveri specifici posti nell'interesse della giustizia e dei creditori – non invece di doveri astratti fonte di responsabilità extra-contrattuale. In altri termini, la Corte di Cassazione ha ribadito il concetto secondo cui la responsabilità …

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  • 2FALLIMENTO: la mancata autorizzazione del G.D. al curatore ad intraprendere un giudizio è suscettibile di sanatoria con effetto ex tunc
    Avv. Marco Eduardo Acampora · https://www.expartecreditoris.it/ · 2 aprile 2021

    ISSN 2385-1376 La mancanza di autorizzazione del giudice delegato al curatore perché intraprenda un giudizio, concernendo un'attività svolta nell'esclusivo interesse del fallimento procedente, è suscettibile di sanatoria con effetto ex tunc, anche mediante successiva autorizzazione nel corso del processo, purché l'inefficacia degli atti non sia stata nel frattempo già accertata e sanzionata dal giudice. La sopravvenuta sanatoria con effetto ex tunc comporta il venir meno della condizione di carenza di autorizzazione ad assumere l'iniziativa processuale e ne determina, comunque, l'infondatezza, a prescindere dalla condivisibilità o meno delle ragioni addotte a suo suffragio. Questo è il …

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  • 324 Luglio 2020 - IUS In Itinere
    https://www.iusinitinere.it/ · 24 luglio 2020

    Partiti politici e obblighi di trasparenza A cura di: Antonio Ceruso 1.Introduzione La Legge n. 3/2019 intitolata “Misure per il contrasto dei reati contro la pubblica amministrazione, nonché in materia di prescrizione del reato e in materia di trasparenza dei partiti e movimenti politici”[1], definita dalle cronache giornalistiche come la “Legge Spazza Corrotti”, tra le numerose disposizioni che ha introdotto nel […] Il caso della pelliccia di coyote: tra fur legal policy e pratiche commerciali scorrette Indossare capi d'abbigliamento aventi materiali appartenenti a determinati animali, costituisce una scelta personale a detta di molti brand di carattere internazionale; ma fino a che …

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  • 4La responsabilità del curatore fallimentare ha natura contrattualeAccesso limitato
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  • 5Curatore fallimentare: ultime sentenze
    Redazione · https://www.laleggepertutti.it/ · 12 dicembre 2019
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Sul provvedimento

Citazione :
Cass. civ., sez. I, sentenza 02/07/2020, n. 13597
Giurisdizione : Corte di Cassazione
Numero : 13597
Data del deposito : 2 luglio 2020

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