Cass. civ., sez. V trib., sentenza 12/12/2024, n. 32092
CASS
Sentenza 12 dicembre 2024

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Sintesi tramite sistema IA Doctrine

Il provvedimento analizzato è una sentenza della Corte Suprema di Cassazione, Sezione Tributaria, emessa il 17 ottobre 2024, con numero di registro generale 2259/2016. Le parti ricorrenti, rappresentate da un avvocato, hanno contestato il diniego di rimborso dell'IRAP versata, sostenendo che l'Agenzia delle Entrate avesse errato nel ritenere inammissibili le loro domande di rimborso, sia per la quota principale che per quella subordinata. Le società hanno richiesto la revocazione della sentenza di appello, lamentando errori di fatto e omessi esami di elementi decisivi.

Il giudice ha accolto il secondo motivo del ricorso in cassazione, ritenendo che la Corte d'Appello avesse erroneamente dichiarato inammissibile il gravame senza considerare che la domanda subordinata era stata impugnata. La Corte ha sottolineato che, una volta dichiarata l'inammissibilità, il giudice perde la potestas iudicandi, rendendo le ulteriori considerazioni meritorie prive di valenza decisoria. Pertanto, la sentenza impugnata è stata cassata e il caso rinviato per un nuovo esame, con l'obbligo di considerare il motivo d'appello trascurato. La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso per revocazione, imponendo spese a carico delle ricorrenti.

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Massime1

Ove il giudice si sia spogliato della potestas iudicandi statuendo l'inammissibilità dell'atto introduttivo del giudizio, le eventuali ulteriori considerazioni sul merito della controversia costituiscono mere argomentazioni ipotetiche e virtuali, le quali non possono formare oggetto di impugnazione proprio per l'assenza di valenza decisoria, potendosi l'impugnazione stessa appuntare esclusivamente sulla statuizione in rito relativa all'ammissibilità della domanda.

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Sul provvedimento

Citazione :
Cass. civ., sez. V trib., sentenza 12/12/2024, n. 32092
Giurisdizione : Corte di Cassazione
Numero : 32092
Data del deposito : 12 dicembre 2024

Testo completo