Cass. civ., sez. V trib., sentenza 26/01/2024, n. 2519
CASS
Sentenza 26 gennaio 2024

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Sintesi tramite sistema IA Doctrine

Il provvedimento analizzato è una sentenza della Corte Suprema di Cassazione, Sezione Tributaria, pubblicata il 26 gennaio 2024. Le parti in causa sono una società contribuente e l'Agenzia delle Entrate, che hanno presentato ricorsi avverso sentenze di merito riguardanti accertamenti fiscali e intimazioni di pagamento. La contribuente ha contestato l'inesistenza dell'avviso di accertamento e ha richiesto la compensazione di un credito derivante da un errore nella dichiarazione dei redditi, mentre l'Agenzia ha sostenuto la legittimità dell'intimazione di pagamento.

Il giudice ha accolto parzialmente il ricorso della contribuente, ritenendo che la questione della compensazione non fosse stata adeguatamente considerata nei gradi precedenti. La Corte ha argomentato che, sebbene la contribuente avesse erroneamente qualificato la sua richiesta come "compensazione", in realtà stava chiedendo una corretta determinazione della base imponibile, e che il diritto di contestare la pretesa impositiva rimaneva valido anche in assenza di una dichiarazione integrativa o di un rimborso formale. Inoltre, ha ritenuto che l'intimazione di pagamento fosse invalida, poiché non era stata correttamente quantificata in base alla sentenza di primo grado. La Corte ha quindi cassato le sentenze impugnate, rinviando la causa alla Commissione Tributaria di secondo grado per un nuovo esame.

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Massime1

L'art. 99, comma 1, TUIR, stabilisce la deducibilità delle imposte diverse da quelle sui redditi secondo un principio di cassa, in deroga a quello di competenza ex art. 109, comma 1, TUIR; tale deroga, tuttavia, non può trovare applicazione, con conseguente ritorno all'imputazione per competenza, nei casi di tributi direttamente correlati a componenti positivi imponibili, in quanto oggetto di traslazione economica sui corrispettivi e nei casi di tributi che divengano oneri accessori di componenti negativi di reddito, assumendo la medesima natura e disciplina dei costi ai quali afferiscono.

Commentario1

  • 1Cosa Significa Annullamento Parziale Intimazione Di Pagamento
    Giuseppe Monardo · https://avvocaticartellesattoriali.com/blog/ · 31 luglio 2025

    Hai ricevuto una comunicazione di annullamento parziale dell'intimazione di pagamento da parte dell'Agenzia delle Entrate Riscossione? Ti stai chiedendo cosa vuol dire esattamente, quali effetti ha sulla tua posizione debitoria e se devi ancora pagare qualcosa o no? L'annullamento parziale è un atto con cui l'ente di riscossione cancella solo una parte dei debiti iscritti a ruolo, contenuti in una precedente intimazione. Può avvenire in seguito a un ricorso vinto, a un riesame in autotutela o a un accertamento con adesione. Ma non chiude l'intera posizione, quindi è fondamentale capire bene cosa è stato annullato e cosa resta da pagare. Cos'è l'annullamento parziale dell'intimazione di …

     Leggi di più…
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Sul provvedimento

Citazione :
Cass. civ., sez. V trib., sentenza 26/01/2024, n. 2519
Giurisdizione : Corte di Cassazione
Numero : 2519
Data del deposito : 26 gennaio 2024

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