Cass. civ., sez. III, sentenza 09/01/2025, n. 834
CASS
Sentenza 9 gennaio 2025

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Sintesi tramite sistema IA Doctrine

Il provvedimento analizzato è un'ordinanza emessa dal Tribunale di Mantova il 3 giugno 2024, depositata il 17 giugno 2024, che ha rigettato le istanze di riesame presentate da due società in liquidazione giudiziale avverso un decreto di sequestro preventivo finalizzato alla confisca di beni, ritenuti profitto di un reato di sottrazione fraudolenta al pagamento di imposte. Le parti hanno contestato la legittimità del sequestro, sostenendo che le operazioni di cessione di rami d'azienda non integrassero atti fraudolenti, poiché non avevano depauperato il patrimonio delle società coinvolte. Inoltre, hanno argomentato che il debito tributario fosse di competenza del sostituto d'imposta e non del contribuente, e che il profitto del reato dovesse essere limitato al valore del debito tributario.

Il giudice ha respinto tali argomentazioni, ritenendo sussistente il fumus del reato di sottrazione fraudolenta, evidenziando che le cessioni avevano effettivamente reso difficile la riscossione del debito tributario. Ha sottolineato che la consapevolezza della situazione debitoria da parte degli amministratori e la tempistica delle cessioni indicavano un intento fraudolento. Tuttavia, ha accolto il terzo motivo di ricorso riguardante la quantificazione del profitto, stabilendo che il sequestro dovesse essere parametrato al valore dei beni idonei a fungere da garanzia per l'Amministrazione finanziaria, ordinando un nuovo esame per determinare l'entità del sequestro.

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Massime1

​​In tema di reati tributari, il profitto, confiscabile anche per equivalente, del delitto di sottrazione fraudolenta al pagamento di imposte ex art. 11 del Decreto legislativo n. 74/2000, va individuato nel valore dei beni idonei a fungere da garanzia nei confronti dell'Amministrazione finanziaria che agisce per il recupero delle somme evase e pertanto non è possibile disporre o mantenere il sequestro funzionale all'ablazione in caso di adempimento integrale del debito tributario o mantenere o disporre il sequestro funzionale all'ablazione, in caso di annullamento della cartella esattoriale da parte della Commissione tributaria, con sentenza anche non definitiva, e di correlato provvedimento di sgravio da parte dell'Amministrazione finanziaria. Nella fattispecie, risultava essenziale individuare i criteri o comunque i parametri cui fare riferimento per calcolare il valore dei beni, e questi devono rinvenirsi nelle disposizioni che regolano la riscossione coattiva, ed in particolare, quanto ai beni immobili, facendo riferimento all'art. 77, primo comma, Decreto Legislativo n. 602/1973 (testo unico sulla riscossione delle imposte sul reddito), ai sensi del quale, decorso il termine di sessanta giorni dalla notifica della cartella di pagamento, il ruolo costituisce titolo per iscrivere ipoteca sugli immobili del debitore e dei coobbligati per un importo pari al doppio dell'importo complessivo del credito per cui si procede; quanto ai beni mobili, viene in rilievo l'art. 517, primo comma, codice procedura civile per il quale il pignoramento deve essere eseguito sulle cose che l'ufficiale giudiziario ritiene di più facile e pronta liquidazione, nel limite di un presumibile valore di realizzo pari all'importo del credito precettato aumentato della metà. Al fine, dunque, di evitare eccessive divaricazioni tra la misura dell'intervento cautelare reale e l'importo effettivamente assoggettabile alla definitiva ablazione, la misura del sequestro preventivo, anche per equivalente, funzionale alla confisca, va parametrata alla effettiva entità del profitto confiscabile, che deve essere individuato nel valore dei beni idonei a fungere da garanzia nei confronti dell'Amministrazione finanziaria.

Commentari2

  • 1Trust E Sottrazione Fraudolenta Dal Pagamento Di Imposte: Come Difendersi
    Giuseppe Monardo · https://avvocaticartellesattoriali.com/blog/ · 1 settembre 2025

    Hai istituito un trust o sei beneficiario di beni conferiti in un trust e ti è stato contestato dal Fisco un comportamento di sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte? In alcuni casi l'Agenzia delle Entrate e la Procura considerano il conferimento di beni in trust come uno strumento per rendere il patrimonio indisponibile ai creditori fiscali. Sapere come difendersi è fondamentale per evitare pesanti conseguenze civili, fiscali e penali. Che cos'è la sottrazione fraudolenta al pagamento di imposte La sottrazione fraudolenta è un reato previsto dal D.Lgs. 74/2000 e si configura quando il contribuente compie atti simulati o fraudolenti per sottrarre beni all'esecuzione fiscale. …

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  • 2Trust e Sottrazione Fraudolenta Dal Pagamento Di Imposte: Come Difendersi
    Giuseppe Monardo · https://avvocaticartellesattoriali.com/blog/ · 9 agosto 2025

    Hai ricevuto un accertamento o un atto di recupero dall'Agenzia delle Entrate per utilizzo di trust in presunta frode fiscale? Ti contestano di aver costituito un trust – revocabile, opaco o estero – al solo scopo di sottrarre beni al fisco e impedire il pagamento di imposte o cartelle esattoriali? In questi casi è fondamentale capire su quali elementi si basa la contestazione, quali sono i rischi e come difendersi per evitare sanzioni, revoche o responsabilità patrimoniali. Quando il Fisco può contestare un trust come strumento di sottrazione fraudolenta? – Quando il trust è stato istituito dopo la formazione di debiti tributari o in prossimità di controlli fiscali – Quando si tratta di …

     Leggi di più…
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Sul provvedimento

Citazione :
Cass. civ., sez. III, sentenza 09/01/2025, n. 834
Giurisdizione : Corte di Cassazione
Numero : 834
Data del deposito : 9 gennaio 2025
Fonte ufficiale :

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