Cass. civ., sez. III, sentenza 28/09/2023, n. 27570
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Sentenza 28 settembre 2023

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Il provvedimento analizzato è una sentenza della Corte Suprema di Cassazione, Terza Sezione Civile, pubblicata il 28 settembre 2023, con il numero di registro generale 17356/2021. Le parti in causa sono una società di assicurazioni e Poste Italiane. La ricorrente ha contestato la decisione del Tribunale di Trieste, che aveva rigettato la sua domanda di risarcimento per un pagamento errato effettuato da Poste Italiane a un soggetto non legittimato, sostenendo che il bonifico domiciliato avesse natura di delegatio solvendi e che, pertanto, l'istituto fosse responsabile per l'errore di identificazione del beneficiario.

Il giudice ha rigettato il ricorso, affermando che il bonifico domiciliato non rientra nella disciplina dell'art. 43 della legge sugli assegni, ma è soggetto alle regole generali del mandato. Ha stabilito che Poste Italiane ha dimostrato di aver agito con la dovuta diligenza nell'identificazione del beneficiario, avendo verificato i documenti presentati e rispettato le procedure contrattuali. La Corte ha sottolineato che l'assenza di evidenti anomalie nei documenti esibiti escludeva la responsabilità della banca, confermando la correttezza della decisione del Tribunale. La sentenza evidenzia l'importanza della diligenza professionale e della corretta identificazione nel contesto dei pagamenti elettronici.

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Massime1

Nel caso di pagamento di una somma, da parte di Poste italiane s.p.a., attraverso il servizio di cd. bonifico domiciliato, la prova della diligenza professionale impiegata nell'identificazione della persona presentatasi all'incasso non postula necessariamente la produzione in giudizio del relativo documento d'identità, potendo essere fornita anche per presunzioni. (Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza di merito che aveva ritenuto integrata la prova del corretto adempimento del suddetto obbligo dalla dimostrazione che l'addetto allo sportello aveva annotato, nella quietanza di pagamento, il codice fiscale e gli estremi della carta di identità, in corso di validità, esibita da colui che si era presentato all'incasso, per poi verificarne l'autenticità mediante una procedura informatica che consentiva un controllo in tempo reale attraverso il collegamento diretto alle banche dati di Poste italiane).

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    Sul provvedimento

    Citazione :
    Cass. civ., sez. III, sentenza 28/09/2023, n. 27570
    Giurisdizione : Corte di Cassazione
    Numero : 27570
    Data del deposito : 28 settembre 2023

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