(Comportamento secondo correttezza).
Il debitore e il creditore devono comportarsi secondo le regole della correttezza, ((...))
L'art. 1175 c.c. Il principio affermato dalla Cassazione Conseguenze per la mancata comunicazione L'art. 1175 c.c. [Torna su] L'articolo 1175 del Codice Civile rappresenta la base normativa per attestare l'esistenza di un obbligo di informazione preventiva in capo al gestore. […]
Leggi di più…[…] Art. 1173 cc. - Art. 1174 cc. - Art. 1175 cc. - favor debitoris - favor creditoris - obbligazioni solidali - obbligazioni diseguali - obbligazioni parziarie sussidiarie - obbligazioni alternative definite anche oggettivamente complesse - legato oggettivamente complesso. 2. […] Patrimonialità della prestazione: la prestazione deve essere suscettibile di valutazione economica (paragone con il matrimonio). 4. Art. 1175 cc.: il debitore ed il creditore devono gestire il rapporto secondo principi di correttezza e buona fede. 5. […]
Leggi di più…Dall'analisi del delitto previsto e punito dall'art. 641 del codice penale ossia l'insolvenza fraudolenta si può arrivare ad analizzare uno dei principi cardini in tema di obbligazioni civili, ossia il principio di buona fede di cui all' art.1175 del codice civile. […] Proprio partendo da questa giurisprudenza non si può quindi prescindere dal principio sancito dall'art.1175 c.c. in materia di obbligazioni. […]
Leggi di più…[…] In particolare, nel testo dell'ordinanza n. 3405 la Cassazione ha rilevato che: l'obbligo di fedeltà gravante sul dipendente ha un perimetro più ampio di quello risultante dall'art. 2105 del Codice Civile, dovendosi combinare con i principi di correttezza e buona fede di cui all'art. 1175 del c.c. e all'art. 1375 del c.c.; nel caso in oggetto, il dipendente, pur in regime part-time, svolgeva ruoli operativi e gestionali in diverse società, senza aver informato l'azienda datrice di lavoro e - quindi - in palese contrasto con le regole e il codice etico interni.
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