(Interpretazione di buona fede).
Il contratto deve essere interpretato secondo buona fede.
[…] I criteri soggettivi trovano principalmente espressione negli artt. 1362-1365 c.c. e comprendono la ricerca della comune intenzione dei contraenti, la valutazione del comportamento complessivo delle parti, il collegamento tra le diverse clausole e gli altri strumenti destinati a ricostruire la volontà concretamente perseguita nel singolo rapporto. L'art. 1366 c.c., dedicato all'interpretazione secondo buona fede, […] n. 12163, che descrive il procedimento interpretativo come una sequenza articolata: esame del significato letterale delle parole; applicazione dei criteri soggettivi previsti dagli artt. 1362-1365 c.c.; eventuale ricorso ai criteri integrativi degli artt. 1366-1371 c.c. […]
Leggi di più…L'interesse del committente al "termine di completamento dei lavori", drafting del contratto di appalto e interpretazione secondo buona fede (art. 1366 c.c.) Pubblicato il 10/12/22 11:56 [Articolo 1997]
Leggi di più…[…] così operando, egli osserva sia il principio di conservazione del contratto (art. 1367 codice civile) perché se le parti hanno attribuito ad un fatto una tale rilevanza da fame oggetto di due diverse clausole, entrambe esaustive, deve ritenersi che sia conforme alla volontà delle parti che almeno una clausola rimanga efficace sia il principio di buona fede (art. 1366 codice civile), che nella scelta impone di preferire la clausola che soddisfi (meglio) l'interesse di entrambe le parti.
Leggi di più…ISSN 2385-1376 L'interpretazione cd. oggettiva del contratto secondo buona fede (cfr. art. 1366 c.c.) impone all'interprete di ritenere prevalente quella clausola alla quale darebbero prevalenza i contraenti corretti e leali e, quindi, senza dubbio, quella che prevede una misura di salvaguardia e di contenimento del tasso degli interessi moratori nei limiti del tasso soglia antiusura. […]
Leggi di più…[…] Un secondo gruppo stabilisce invece l'interpretazione oggettiva (articoli 1366-1371 c.c), a cui si ricorre quando la volontà comune resta oscura o ambigua e che si propone di attribuire al contratto il significato più coerente con i valori di obiettiva ragionevolezza, equità e funzionalità. […] Il contratto, in base a quanto previsto dall'articolo 1366 c.c deve interpretarsi secondo buona fede. […] Questo criterio ha valore residuale e interviene solo quando l'ambiguità del senso persiste nonostante l'applicazione degli articoli 1362-1366. c.c. […]
Leggi di più…