Cass. pen., sez. VI, sentenza 04/07/2003, n. 36382
CASS
Sentenza 4 luglio 2003

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Sintesi tramite sistema IA Doctrine

Massime3

La concessione o meno delle attenuanti generiche è un giudizio di fatto lasciato alla discrezionalità del giudice, sottratto al controllo di legittimità, e può ben essere motivato implicitamente attraverso l'esame esplicito di tutti i criteri di cui all'art. 133 cod. pen.

Qualora venga dichiarata la nullità del decreto che dispone il giudizio, il procedimento regredisce allo stato ed al grado in cui è stato compiuto l'atto nullo, e pertanto qualora la nullità venga dichiarata perché nel decreto è stato indicato un reato diverso da quello per cui era stato chiesto il rinvio a giudizio e si era celebrata l'udienza preliminare, il Giudice può limitarsi a riemettere il nuovo decreto senza fissare la udienza preliminare in quanto le parti avevano già ritualmente concluso sulle imputazioni contestate ab origine e pertanto non poteva determinarsi alcuna lesione del contraddittorio e del diritto di difesa.

Il divieto di utilizzazione delle notizie confidenziali riferite da ufficiali o agenti di polizia, qualora gli informatori non siano stati interrogati nelle forme previste dall'art. 203 comma primo bis cod. proc. pen., ai fini della valutazione dei sufficienti indizi per l'autorizzazione all'intercettazione telefonica nei procedimenti di criminalità organizzata, non si applica ai procedimenti in cui l'intercettazione è già stata autorizzata al momento dell'entrata in vigore della nuova normativa , in quanto l'art. 26 della legge 1 marzo 2001 n. 63 ha ribadito che il principio del tempus regit actum in materia di applicazione della normativa processuale sopravvenuta si applica con riferimento al momento in cui la prova viene assunta e non al momento in cui viene valutata.

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Sul provvedimento

Citazione :
Cass. pen., sez. VI, sentenza 04/07/2003, n. 36382
Giurisdizione : Corte di Cassazione
Numero : 36382
Data del deposito : 4 luglio 2003

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