Cass. pen., sez. V, sentenza 17/07/2015, n. 4572
CASS
Sentenza 17 luglio 2015

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In materia di intercettazioni telefoniche o ambientali, il decreto formalmente qualificato "di proroga", intervenuto dopo la scadenza del termine originario o già prorogato, può avere natura di autonomo provvedimento di autorizzazione all'effettuazione delle suddette operazioni, se dotato di autonomo apparato giustificativo, che dia conto della ritenuta sussistenza delle condizioni legittimanti l'intromissione nella altrui sfera di riservatezza.

Il contenuto di un'intercettazione, anche quando si risolva in una precisa accusa in danno dell'imputato che non vi ha preso parte, indicato come autore di un reato, non è equiparabile alla chiamata in correità e, pertanto, se anch'esso deve essere attentamente interpretato sul piano logico e valutato su quello probatorio, non è però soggetto, in tale valutazione, ai canoni di cui all'art. 192, comma terzo, cod. proc. pen.

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Sul provvedimento

Citazione :
Cass. pen., sez. V, sentenza 17/07/2015, n. 4572
Giurisdizione : Corte di Cassazione
Numero : 4572
Data del deposito : 17 luglio 2015

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