Cass. pen., sez. V, sentenza 26/03/2010, n. 21878
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Sentenza 26 marzo 2010

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Il contenuto di un'intercettazione, anche quando si risolva in una precisa accusa in danno di terza persona, indicata come concorrente in un reato alla cui consumazione anche uno degli interlocutori dichiari di aver partecipato, non è equiparabile alla chiamata in correità e pertanto, se anch'esso deve essere attentamente interpretato sul piano logico e valutato su quello probatorio, non è però soggetto, in tale valutazione, ai canoni di cui all'art. 192, comma terzo, cod. proc. pen.

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    Sul provvedimento

    Citazione :
    Cass. pen., sez. V, sentenza 26/03/2010, n. 21878
    Giurisdizione : Corte di Cassazione
    Numero : 21878
    Data del deposito : 26 marzo 2010

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