Cass. pen., sez. V, sentenza 28/11/2013, n. 7465
CASS
Sentenza 28 novembre 2013

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Massime2

In sede di legittimità è possibile prospettare una interpretazione del significato di una intercettazione diversa da quella proposta dal giudice di merito solo in presenza del travisamento della prova, ovvero nel caso in cui il giudice di merito ne abbia indicato il contenuto in modo difforme da quello reale, e la difformità risulti decisiva ed incontestabile. (Fattispecie relativa all'interpretazione di messaggi "s.m.s.").

In sede cautelare la sussistenza dei gravi indizi di colpevolezza deve essere valutata sia con riguardo agli elementi oggettivi del reato, sia con riguardo all'elemento soggettivo, il cui apprezzamento deve tenere conto di tutti gli elementi accertati. (Fattispecie di accesso abusivo ad un sistema informatico in cui la Corte, annullando con rinvio, ha ritenuto non inverosimile che la condotta di uno degli indagati potesse essere stata compiuta in assenza di dolo, osservando che non risultava irragionevole l'affermazione dello stesso di aver presunto la legittimità della richiesta di accesso al sistema informatico proveniente da un collega d'ufficio in ragione della fiducia derivante dal comune rapporto di lavoro).

Commentari3

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Sul provvedimento

Citazione :
Cass. pen., sez. V, sentenza 28/11/2013, n. 7465
Giurisdizione : Corte di Cassazione
Numero : 7465
Data del deposito : 28 novembre 2013

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