Corte d'Appello Bari, sentenza 19/03/2025, n. 368
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Sentenza 19 marzo 2025

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Il provvedimento analizzato è una sentenza della Corte d'Appello di Bari, Seconda Sezione Civile, presieduta dal dott. Filippo Labellarte. Le parti in causa sono da un lato gli appellanti, che contestano un decreto ingiuntivo emesso a loro carico, e dall'altro l'appellata, una società di investimento. Gli appellanti sostengono l'illegittimità del decreto per presunti interessi anatocistici e usurari, nonché per vizi nella fideiussione prestata. In particolare, contestano la qualificazione delle garanzie come fideiussioni e la titolarità del credito da parte dell'appellata.

Il giudice, dopo aver esaminato le questioni, rigetta l'appello, confermando la sentenza di primo grado. Argomenta che la società appellata ha dimostrato la propria legittimazione, presentando prove adeguate della cessione del credito. Riguardo alla qualificazione delle garanzie, il giudice ribadisce che le clausole contrattuali evidenziano un contratto autonomo di garanzia, escludendo la possibilità di opporre eccezioni relative al rapporto principale. Infine, respinge le doglianze sugli interessi anatocistici, ritenendo che non vi sia stato superamento del tasso soglia usura, confermando la correttezza dei calcoli effettuati dal CTU. La sentenza si conclude con la condanna degli appellanti al pagamento delle spese di lite.

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    Sul provvedimento

    Citazione :
    Corte d'Appello Bari, sentenza 19/03/2025, n. 368
    Giurisdizione : Corte d'Appello Bari
    Numero : 368
    Data del deposito : 19 marzo 2025

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