Versione
24 ottobre 1989
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2 gennaio 2000
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1 gennaio 2023
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Art. 446. Richiesta di applicazione della pena e consenso 1. Le parti possono formulare la richiesta prevista dall'articolo, 444, comma 1, fino alla presentazione delle conclusioni di cui agli articoli 421, comma 3, e 422, comma 3, e fino alla dichiarazione di apertura del dibattimento di primo grado nel giudizio direttissimo.
Se e' stato notificato il decreto di giudizio immediato, la richiesta e' formulata entro il termine e con le forme stabilite dall'articolo 458, comma 1 ((o all'udienza prevista dal comma 2-bis dello stesso articolo)) .
2. La richiesta e il consenso nell'udienza sono formulati oralmente; negli altri casi sono formulati con atto scritto.
3. La volonta' dell'imputato e' espressa personalmente o a mezzo di procuratore speciale e la sottoscrizione e' autenticata ((da un notaio, da altra persona autorizzata o dal difensore)) . 4. Il consenso sulla richiesta puo' essere dato entro i termini previsti dal comma 1, anche se in precedenza era stato negato.
5. Il giudice, se ritiene opportuno verificare la volontarieta' della richiesta o del consenso, dispone la comparizione dell'imputato.
6. Il pubblico ministero, in caso di dissenso, deve enunciarne le ragioni.
Se e' stato notificato il decreto di giudizio immediato, la richiesta e' formulata entro il termine e con le forme stabilite dall'articolo 458, comma 1 ((o all'udienza prevista dal comma 2-bis dello stesso articolo)) .
2. La richiesta e il consenso nell'udienza sono formulati oralmente; negli altri casi sono formulati con atto scritto.
3. La volonta' dell'imputato e' espressa personalmente o a mezzo di procuratore speciale e la sottoscrizione e' autenticata ((da un notaio, da altra persona autorizzata o dal difensore)) . 4. Il consenso sulla richiesta puo' essere dato entro i termini previsti dal comma 1, anche se in precedenza era stato negato.
5. Il giudice, se ritiene opportuno verificare la volontarieta' della richiesta o del consenso, dispone la comparizione dell'imputato.
6. Il pubblico ministero, in caso di dissenso, deve enunciarne le ragioni.
Commentari • 95
- 1. Cassazione penale n. 3146/1996https://www.brocardi.it/ · 188.2345
[…] Al medesimo infatti competono ai sensi dell'art. 99 comma primo c.p.p. le facoltà ed i diritti attribuiti all'assistito, salvi quelli a quest'ultimo personalmente riservati tra i quali non rientra la legittimazione de quo: al proposito è significativo che l'art. 257 c.p.p. parli di «imputato» e non già di «imputato personalmente» come ad esempio l'art. 439 c.p.p., in tema di richiesta di rito abbreviato o l'art. 446 c.p.p., in materia di patteggiamento.
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Giurisprudenza • 356
- 1. Cass. pen., sez. IV, sentenza 27/11/2023, n. 47416Provvedimento: […] Agli imputati era stato contentàto di aver compiuto, in concorso fra di loro e con persona rimasta ignota, atti , idonei e. diretti in. modo non equivoco ad impossessarsi di attrezzatura meccanica, tentando di introdursi, dopo aver armeggiato sul lucchetto e sulla telecamera, all'interno di una officina, senza riuscire nell'intento per l'intervento delle forze dell'ordine. 2.Avverso la sentenza gli imputati, a mezzo del difensore, hanno proposto ricorso con un unico atto formulando due motivi. 2.1.Con il primo motivo hanno dedotto la violazione della legge processuale ed in specie dell'art. 446 cod. proc. pen. […]Leggi di più...
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