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Decreto 8 aprile 2025
Decreto 8 aprile 2025
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Sul provvedimento
| Citazione : | Trib. Lecce, decreto 08/04/2025 |
|---|---|
| Giurisdizione : | Trib. Lecce |
| Numero : | |
| Data del deposito : | 8 aprile 2025 |
Testo completo
N. 4102/2023 R.G.TRIB.
TRIBUNALE DI LECCE SEZIONE SPECIALIZZATA IN MATERIA DI IMMIGRAZIONE, PROTEZIONE INTERNAZIONALE E LIBERA CIRCOLAZIONE DEI CITTADINI DELL'UNIONE EUROPEA
Il Tribunale di Lecce, in composizione collegiale, riunito in camera di consiglio nelle persone dei magistrati: dr. Mario Cigna Presidente rel. dr.ssa Alessandra Cesi Giudice dr.ssa Caterina Stasi Giudice
nella procedura iscritta al n. 4102/2023 promossa da
(cognome) (nome) nato in [...] il [...], Pt_1 Pt_2 C.F._1
e difeso dall'avv. DITONNO CRISTIA Parte_3
RICORRENTE nei confronti di
, Controparte_1
di Controparte_2 LECCE
RESISTENTE e con l'intervento del PUBBLICO MINISTERO
ha pronunziato il presente
DECRETO
avente ad oggetto: ricorso ex artt. 35 e 35 bis d.lgs. 25/2008.
PREMESSE IN FATTO Con ricorso depositato il giorno 07/06/2023, ha proposto ricorso avverso Parte_4 la decisione emessa nella seduta del 18.05.2 05/2023 con la quale la di Lecce ha rigettato la domanda di protezione internazionale disponendo la Controparte_2 Questore per il rilascio di un permesso di soggiorno per protezione speciale, concludendo in via principale per il riconoscimento dello status di rifugiato ed in subordine per la protezione sussidiaria. Si è costituito il , chiedendo il rigetto del Controparte_3 ricorso. È intervenuto il Pubblico Ministero il quale ha reso il parere di rito. Dal certificato del casellario giudiziale non risultano precedenti penali;
non risultano inoltre carichi pendenti presso la Procura della Repubblica di Lecce;
dall'informativa pervenuta dalla Questura non si evincono precedenti di polizia a carico del ricorrente. All'udienza del 13.03.2025 , previa trattazione scritta della causa e a seguito di termine concesso alle parti per il deposito di note scritte, il fascicolo è stato rimesso al Giudice relatore per riferire al Collegio per la decisione.
_______________________
Il ricorso non merita accoglimento per le ragioni che di seguito vengono esposte.
1
RAGIONI DELLA DECISIONE
PREMESSA METODOLOGICA: Sull'esame della domanda e sui criteri di valutazione degli elementi In virtù delle norme di cui all'art. 3 del D.lgs. n. 251/2007 ed agli artt. 8 comma 3 e 27 comma 1 bis D.lgs. n.25/2008, attuative delle Direttive 2005/85/CE (direttiva procedure) e 2004/83/CE (direttiva qualifiche), nei procedimenti per il riconoscimento della protezione internazionale assumono preminente rilievo i due connessi temi dell'onere probatorio del richiedente e del potere-dovere di cooperazione istruttoria del giudicante. Se da un lato, infatti, “Il richiedente è tenuto a presentare, unitamente alla domanda di protezione internazionale o comunque appena disponibili, tutti gli elementi e la documentazione necessaria a motivare la medesima domanda” (art. 3, comma 1 D.lgs. n.251/2007), dall'altro, il giudicante è tenuto ad esaminare “ciascuna domanda…alla luce di informazioni precise ed aggiornate circa la situazione generale dei richiedenti asilo e, ove occorra, dei Paesi in cui questi sono transitati elaborate dalla Commissione nazionale sulla base dei dati forniti dall'UNHCR e dall'EASO, dal Ministero degli affari esteri, anche con la collaborazione di altre agenzie ed enti di tutela dei diritti umani operanti a livello internazionale, o comunque acquisite dalla commissione stessa. La Commissione nazionale assicura che tali informazioni, costantemente aggiornate, siano messe a disposizione delle Commissioni territoriali, secondo le modalità indicate dal regolamento da emanare ai sensi dell'art.38 e siano altresì fornite agli organi giurisdizionali chiamati a pronunciarsi su impugnazioni di decisioni negative” (art. 8 comma 3 D.lgs. N.25/2008). Indubbio dunque che l'esame di “tutti gli elementi significativi della domanda” (art. 3 comma 1 cpv D.lgs. n.251/2007) debba avvenire, in cooperazione con il richiedente (art. 4 direttiva 2011/95/UE del 13 dicembre 2011), in quanto, benché quest'ultimo sia tenuto a produrre “tutti gli elementi necessari a motivare la domanda” “spetta tuttavia allo Stato membro interessato cooperare con tale richiedente nel momento della determinazione degli elementi significativi della stessa. Tale obbligo di cooperazione in capo allo Stato membro implica pertanto concretamente che, se, per una qualsivoglia ragione, gli elementi forniti dal richiedente una protezione internazionale non sono esaustivi, attuali o pertinenti, è necessario che lo Stato membro interessato cooperi attivamente con il richiedente […]. Peraltro, uno Stato membro riveste una posizione più adeguata del richiedente per l'accesso a certi documenti” (Corte Giust. UE 22 novembre 2012 n.277/11)
Ciò, peraltro, non vuol dire, come ampiamente chiarito dalla giurisprudenza di legittimità (da ultimo cfr. Cassaz., n.15797/2019 e n.16028/2019), che la domanda di protezione internazionale resti sottratta all'applicazione del principio dispositivo, codificato nel nostro ordinamento dall'art. 115 del codice di rito. Tale principio, tuttavia, subisce una sensibile attenuazione, nel senso che, pur incombendo al richiedente asilo l'onere di indicare i fatti costitutivi del diritto alla richiesta protezione, resta potere- dovere del giudice colmare le lacune informative della domanda in modo coerente e pertinente con essa, avvalendosi in ciò dei poteri di indagine e di informazione di cui al comma 3 art. 8 come innanzi richiamato. Va sottolineato, invero, che il dovere di cooperazione istruttoria da parte del giudicante non è correlato a fatti e circostanze non dedotti o allegati dal ricorrente (cfr. Cassaz., 2355/2020) perché detto dovere viene ad incidere esclusivamente sull'onere probatorio e non su quello dell'allegazione (cfr. Cassaz., 19197/15; Cassaz., n11103/2019; Cassaz., n.21275/19; Cassaz., n.7541/2020), di talché non va confuso l'onere probatorio attenuato con un inesistente onere di allegazione attenuato (cfr. Cassaz., n.13088/2019). I fatti costitutivi del diritto azionato - si ripete - devono necessariamente essere indicati dal richiedente perché anche su di lui grava il dovere di cooperazione di cui al citato decreto del 2007, essendo l'unico soggetto, ovviamente, ad essere in possesso di tutte le notizie relative alla sua storia personale: “in merito alla sua età, condizione sociale, anche dei congiunti se rilevante ai fini del riconoscimento, identità, cittadinanza, paesi e luoghi in cui ha soggiornato in precedenza, domande di asilo pregresse, itinerari di viaggio, documenti di identità e di viaggio, nonché i motivi della sua domanda di protezione internazionale” (art. 3, comma 2 D. lgs n.251/2007).
2 Il giudice, in altri termini, non può “supplire attraverso l'esercizio dei suoi poteri ufficiosi alle decisioni probatorie del ricorrente” (cfr. Cassaz., n.3016/2019; n.30969/2019; n.27336/2018). Nell'esame della domanda il giudice è, quindi, tenuto alla valutazione rigorosa, su base individuale di:
a) tutti i fatti pertinenti che riguardano il Paese di origine al momento dell'adozione della decisione;
b) le dichiarazioni e la documentazione pertinente presentata dal richiedente, che deve almeno dedurre in relazione alle due domande di protezione maggiore se ha subito o rischia di subire persecuzione o danni gravi;
ad es. in relazione alla fattispecie di cui all'art. 14, lett. c D.lgs n251/2007 deve quanto meno allegare l'esistenza di un conflitto armato o di violenza indiscriminata (cfr. Cassaz., n.3016/2019); c) la situazione individuale e le circostanze personali del richiedente;
d) l'eventualità che le attività svolte dal richiedente, dopo aver lasciato il Paese d'origine, abbiano mirato, esclusivamente o principalmente, a creare le condizioni necessarie alla presentazione di una domanda di protezione internazionale, al fine di stabilire se dette attività espongano il richiedente a persecuzione o danno grave in caso di rientro nel Paese;
e) l'eventualità che il richiedente possa far ricorso alla protezione di un altro Paese di cui potrebbe dichiararsi cittadino (art. 3, comma 3 D.lgs n.251/2007). La valutazione di credibilità delle dichiarazioni del richiedente, in difetto di prova, deve avvenire alla stregua degli indicatori di credibilità soggettiva previsti dal dall'art. 3 comma 5 del D.lgs. n.251/2007, il quale, in parziale deroga all'art. 2697 cod. civ., così stabilisce:
“Qualora taluni elementi o aspetti delle dichiarazioni del richiedente la protezione internazionale non siano suffragati da prove, essi sono considerati veritieri se l'autorità competente a decidere sulla domanda ritiene che: a) il richiedente ha compiuto ogni ragionevole sforzo per circostanziare la domanda;
b) tutti gli elementi pertinenti in suo possesso sono stati prodotti ed è stata fornita idonea motivazione dell'eventuale mancanza di altri elementi significativi;
c) le dichiarazioni del richiedente siano da ritenersi coerenti, plausibili e non sono in contraddizione con le informazioni generali e specifiche pertinenti al suo caso, di cui si dispone;
d) il richiedente ha presentato la domanda di protezione internazionale il prima possibile, a meno che egli non dimostri di aver avuto un giustificato motivo per ritardarla;
e) dai riscontri effettuati il richiedente è in generale attendibile…”.
Il giudizio sull'attendibilità del richiedente si esaurisce in un apprezzamento di fatto attraverso il quale il giudice sottopone le dichiarazioni del richiedente non solo ad un controllo di coerenza interna (sufficienza di dettagli e specificità del racconto, plausibilità) ed esterna (coerenza con le informazioni fornite da altri testimoni, da documenti offerti o altre prove acquisite) ma, soprattutto, ad una “verifica di credibilità razionale” della vicenda posta a base della domanda (cfr. Cassaz., n. 1195/2020), vale a dire della sua coerenza e plausibilità (cfr. Cassaz., n.6897/2020).
Con la precisazione, stando agli orientamenti più recenti della Suprema Corte, che “la valutazione di credibilità” deve riguardare tutti gli elementi complessivamente considerati e non in maniera atomistica (cfr. Cassaz., n.10908/2020; n.7546/2020, n. 7599/2020; n.8819/2020), perché “la valutazione di credibilità non può essere motivata soltanto con riferimento ad elementi isolati e secondari…quando invece viene trascurato un profilo decisivo e centrale del racconto” (cfr. Cassaz.,10908/2020).
Non solo: il dovere di cooperazione istruttoria deve, in linea generale, precedere e non seguire la valutazione di attendibilità perché esso deve ritenersi sussistente “anche in presenza di una narrazione dei fatti attinente alla vicenda personale inattendibile e comunque non credibile” (cfr. Cassaz., n.2954/2020; Cassaz., 3016/2019 in relazione alla fattispecie di cui all'art. 14 lett. c) D.lgs n.251/2007).
Difatti, la cooperazione istruttoria officiosa serve proprio per valutare la credibilità del racconto che il giudice, evidentemente, non può valutare se non ex post, all'esito degli accertamenti disposti, e detto obbligo può essere eluso dal giudicante solo in ipotesi di manifesta falsità delle dichiarazioni rese dal richiedente (cfr. Cassaz., n.8819/2020),
Va rilevato, infine, che, qualora all'esito del vaglio di credibilità, eseguito secondo i criteri di cui innanzi, dovessero permanere dubbi e margini di incertezza rispetto ad alcuni dettagli della
3 narrazione, “può trovare applicazione il principio del beneficio del dubbio” rammentando che “la funzione del procedimento giurisdizionale di protezione internazionale è quella - del tutto autonoma dalla precedente fase amministrativa - di accertare la sussistenza o meno del diritto del richiedente al riconoscimento di una delle forme di asilo previste dalla legge” (cfr. Cassaz., n. 7599/2020) e
“oggetto del giudizio è pur sempre la persona, i suoi diritti fondamentali, la sua dignità di essere umano” (cfr. Cassaz., n.8819/2020) .
La regola probatoria nei procedimenti per la protezione internazionale non può dunque essere quella tipica del processo ordinario per cui “actore non probante reus absolvitur”, bensì quella, “in dubio pro actore”.
LE DICHIARAZIONI DEL RICORRENTE
Il richiedente, in sede di audizione personale dinanzi alla Commissione Territoriale, premesso di essere cittadino guineano, di essere nato a [...], di aver frequentato la scuola per sei anni, di essere di fede musulmana, di non essere sposato e di non avere figli, di aver lasciato il suo paese alla fine del 2017, di essere andato in Mali, Algeria, Libia e di essere arrivato in Italia il 30.09.2022, ha dichiarato che le condizioni economiche della sua famiglia non erano buone ed era stato costretto a lasciare gli studi per lavorare nei campi. Aveva, inoltre, un problema agli occhi per il quale gli era stato consigliato un intervento rischioso, mentre il fratello era rimasto invalido. Decise, allora, di lasciare il paese. In caso di rientro teme di non potersi curare oltre alla situazione di insicurezza del suo paese.
SUL DIRITTO DI ASCOLTO DEL RICORRENTE
Per ciò che concerne il caso di specie, il Giudice designato, letto il ricorso ed esaminata l'intera documentazione prodotta, non ha proceduto all'audizione personale del ricorrente, ritenendo che la causa prospettasse questioni di fatto e di diritto che potessero essere risolte sulla scorta della documentazione in atti e delle osservazioni scritte dalla parti (cfr. Corte EDU 12 novembre 2002, Dory c. Svezia, n. 28394/95; CGUE, 26 luglio 2017, , C – 348/16; ex multis Cass. Civ. Persona_1 22049/20), anche considerando che non sono stati individuati aspetti in ordine ai quali il ricorrente intendesse fornire chiarimenti (ex multis, Cass. Civ. 21584/2020; CGUE 4 ottobre 2018,
C- 652/16). Tenuto conto dei fatti narrati dal ricorrente come motivo dell'espatrio e di Persona_2
in sede giurisdizionale, il Collegio condivide quanto ritenuto dal relatore, non reputando necessaria l'audizione personale ai fini della decisione.
SUGLI ELEMENTI ACQUISITI D'UFFICIO - LE INFORMAZIONI SUL PAESE DI ORIGINE
1. Introduzione
La Guinea confina a nord-ovest con la Guinea-Bissau, a nord con il Senegal, a nord-est con il Mali, a sud-est con la Costa d'Avorio e a sud con la Liberia e la Sierra Leone. L'Oceano Atlantico si trova a ovest.1 Ufficialmente chiamata Repubblica di Guinea, il Paese è suddiviso in sette regioni (Boke, Per_ Faranah, Kankan, Kindia, ed un Governatorato (Conakry), per Per_4 Per_5 un'estensione di 245,857 km r li anta in poi la Guinea ha registrato una rapida crescita demografica e una continua migrazione dalle zone rurali ai centri urbani. Il principale centro urbano della Guinea è Conakry. Dalla punta della penisola di Camayenne, una zona industriale si è espansa verso nord. Kankan, in Alta Guinea, è un centro commerciale, educativo, amministrativo e religioso musulmano di una certa importanza. Labé, è un mercato e centro amministrativo ed educativo;
Nzérékoré, nella Regione della Foresta, svolge le stesse funzioni. Altre città importanti sono i centri commerciali di Kindia e e gli insediamenti industriali di Boké, Per_4 Fria e Kamsar.2
Il Paese ottenne l'indipendenza dalla Francia nel 1958, rifiutando una legge francese che offriva solo una limitata autonomia. divenne il primo presidente. Dopo la sua morte nel 1984, Parte_5
median prese il potere e governò il Paese per quasi un decennio, CP_4
Guinea divenne più povera e instabile durante il suo governo, con frequenti proteste. Nel 2008, un altro colpo di stato portò al potere che inaugurò una nuova Persona_6 dittatura militare3. Il 28 settembre 2009, si verific io di Conakry, dove si è assistito all'uccisione di oltre 150 manifestanti pacifici che protestavano contro la candidatura alla presidenza del leader del colpo di stato e a violenze sessuali su donne per Persona_6 mano delle forze di sicurezza del Paese 2 è iniziato il processo per questi crimini contro undici imputati4.
A seguito del terzo e ultimo colpo di Stato del settembre 2021, la giunta militare (CNRD, National Committee for Reconciliation and Development) ha preso il potere al posto di CP_4 Il CNRD controlla l'esecutivo e ha selezionato i membri del Consiglio Nazio Transizione, che attualmente funge da braccio legislativo del governo. La magistratura è istituzionalmente separata, ma sotto l'attuale giunta militare governante risponde direttamente all'esecutivo. La maggior parte dei guineani considera la magistratura altamente corrotta, che emette costantemente sentenze a favore di coloro che offrono il maggior mazzetta o che possono usare l'influenza dello Stato per determinare gli esiti giudiziari5.
1.1 Popolazione e gruppi etnici
In Guinea sono presenti diversi gruppi etnici che si distinguono sia dal punto di vista linguistico- culturale che per area geografica. I principali gruppi sono:6
- I o (circa il 33,4% del totale); Per_7 Per_8
- I detti sono una popolazione di lingua Mandé e corrispondono a circa il Per_9 Per_10 29, a popolazion
- I , anch'essi di lingua Mandé, sono circa il 21,2% della popolazione ma hanno avuto un Per_11 ruo ante nella politica della Guinea sin dal 1984; Per_1
- I (o , principalmente concentrati nel distretto amministrativo Nzérékore, Per_13 rappr o il la popolazione. I sono il gruppo maggioritario in Guinea meridionale, i nella Guinea centrale e i Per_11 Per_8 el nord. I gruppi minoritari in queste regioni tendono a ilarsi a quello dominante. Per_9 ono gruppi dominanti della Forest Region.7 Le distinzioni etniche devono comunque essere considerate fluide ed i matrimoni interrazziali fra i diversi gruppi etnici in Guinea sono comuni.8 Per_ Per_1 Oltre ai predetti gruppi etnici compaiono i (6,2% della popolazione), i (1,6%), altri/stranieri (0,4%), secondo una stima del 201 Nonostante i peuhl rappresentino il gruppo etnico maggioritario nonché il maggiore potere intellettuale, economico e religioso del Paese, essi sono stati spesso percepiti come una minaccia dal resto delle comunità ragion per cui – dall'indipendenza della Guinea nel 1958 – non vi sono mai stati presidenti peuhl ma sempre .10 Vi sono infatti osservazioni sull'eccessiva Per_16 Per_11 rappresentanza degli etnici M a quasi totale degli etnici nel governo Per_8 attuale11. Come riportato dal report del 2024 di BTI, la maggior parte dei guine ice pronta a sottolineare che l'etnia non è un aspetto particolarmente importante della loro vita quotidiana. Eppure, allo stesso tempo, i politici guadagnano regolarmente voti alimentando la diffidenza etnica e la violenza. Specialmente durante il periodo che precede le elezioni, molti guineani, soprattutto giovani uomini, sembrano desiderosi di partecipare a tali violenze. La frattura tra gli etnici Maninka e è quella più spesso identificata, ma quella tra i e i un sottogruppo dei Per_8 CP_6 Per_17
, ha provocato ancora più vittime, specialment on I Per_5 Per_8 in Guinea parlano di essere marginalizzati dal governo giunta, anche se non son d nei modi espliciti in cui lo sono stati sotto le amministrazioni di e Per_6 Per_18
1.2 Religione
Circa l'85% della popolazione è musulmana, l'8% è cristiana e il 7% aderisce a credenze religiose indigene. Gran parte della popolazione musulmana e cristiana incorpora rituali indigeni nelle proprie pratiche religiose. I musulmani sono generalmente sunniti maliki;
è presente anche il sufismo. I gruppi cristiani comprendono cattolici romani, anglicani, battisti, testimoni di Geova, avventisti del settimo giorno e diversi gruppi evangelici. Vi è anche una piccola comunità baha'i, oltre a un piccolo numero di induisti, buddisti e aderenti alle credenze religiose tradizionali cinesi tra i residenti stranieri. I musulmani sono la maggioranza in tutte e quattro le regioni del Paese. I cristiani sono concentrati nelle grandi città, tra cui Conakry, nel sud, e nella Regione della Foresta orientale. Gli aderenti alle credenze religiose indigene sono più diffusi nella Regione della Foresta13.
1.3 Lingue
Nella Bassa Guinea, la lingua principale dei Susu ha gradualmente sostituito molte delle altre lingue indigene ed è una lingua franca per la maggior parte della popolazione costiera. Nel Fouta Djallon, la lingua principale è il UL (un dialetto del Fulfulde, la lingua dei Fulani), mentre nella Guinea Superiore la lingua LI (Maninkakan) è la più diffusa. La Regione Forestale contiene le aree Per_ linguistiche, da est a ovest, di ), e 14 Persona_19 Per_20
1.4 Sviluppi politici
A seguito dell'indipendenza dalla Francia raggiunta nel 1958 e della presidenza di Parte_5
durata fino al 1984, il Paese è stato governato per quasi un decennio, fino al 199
[...] Pt_6
che prese il potere mediante un colpo di Stato. Seguì un periodo di instabilità e di
[...] te. Nel 2008 il Paese ha assistito al secondo colpo di Stato a seguito del quale Persona_6 inaugurò una nuova dittatura militare15, e all'uccisione di almeno 150 manif
[...] acro dello Stadio di Conakry del 28 settembre 2009. Solo nel settembre 2022 è iniziato il processo per questi crimini contro undici imputati16. Il 31 luglio 2024 sono state pronunciate le sentenze. Secondo i media, sono stati giudicati colpevoli otto imputati, tra cui l'allora capo della giunta, condannato a 20 anni di carcere. La stessa pena è stata inflitta a Persona_6 a capo della polizia. Altri imputati hanno ricevuto pene detentive tra i Persona_21 anto riferito, le organizzazioni per i diritti umani e le Nazioni Unite hanno accolto il verdetto come un simbolo importante nella lotta contro l'impunità.17
AL ON, veterano dell'opposizione della Guinea, vinse le elezioni presidenziali democratiche del novembre 2010 contro l'ex premier . Nel timore che i sostenitori dell'Unione Persona_22Per_2 delle Forze Democratiche della Gui potessero scatenare disordini, le autorità hanno dispiegato soldati nella maggior parte degl li delle strade della capitale, soprattutto presso la commissione elettorale18. Il governo di ON divenne sempre più autoritario. Violazioni dei diritti umani e violenza politica caratterizzarono il suo mandato, culminando in un'ondata di violenze interetniche nel 2013. La violenza politica in Guinea è infatti sottolineata da profonde divisioni etniche ed è sfociata tra i membri del più grande partito di opposizione, l'
[...]
(Union des forces démocratiques de NÉ, UFD Controparte_7 è di etnia e il Raggruppamento del Popolo della Guinea Per_8 (Rassemblement du peuple de NÉ, RP otere sotto ON, dominato dall'etnia LI19.
ON vinse nuovamente le elezioni dell'11 ottobre 2015 con il suo partito RPG – Rassemblement du peuple du NÉ - contro e l' Persona_22 CP_8 Controparte_9
. Si sono registrati sc un v
[...]
9, iniziò il dibattito sulla revisione costituzionale per permettere a ON di restare al potere. Nel 2020, la nuova costituzione fu approvata in un referendum controverso, garantendo a ON un terzo mandato iniziato ufficialmente il 21 dicembre 202021. Nel frattempo, continuano gli episodi di violenza politica e gli arresti degli oppositori e leader del Fronte Civile Nazionale per la Difesa della Costituzione (FNDC) 22. 17 BAMF - Federal Office for Migration and Refugees (Germany): Briefing Notes (KW32/2024), 5 August 2024 https://www.bamf.de/SharedDocs/Anlagen/EN/Behoerde/Informationszentrum/BriefingNotes/2024/briefingnote s-kw32-2024.pdf?__blob=publicationFile&v=3 18 France 24, AL CO declared winner in Guinea presidential run-off, 15/11/2010, https://www.france24.TI diallo-politics-africa-cnei 19 Human Rights Watch–Guinea: Security Force Excesses, Crimes Before Elections, Improve Oversight,
Accountability, Training Dakar, 30 luglio 2015; Guinea: Security Force Excesses, Crimes | Human Rights
Watch (hrw.org) 20 ACLED, Guinea – 2015 Update, 5 Novembre 2015, https://acleddata.com/2015/11/05/guinea-november-2015- update/ 21 HRW, Guinea: Violence During Referendum, 10 April 2020, https://www.hrw.org/news/2020/04/10/guinea- violence-during-referendum ; TNH, Guineans vote in controversial referendum amid coronavirus outbreak, 23 March 2020, http://www.thenewhumanitarian.org/news/2020/03/23/Guinea-referendum-presidential-power- coronavirus;
France24, IN CO takes presidential oath for third mandate, 15 December 2020, https://www.france24.com/en/africa/20201215-guinea-s-president-cond%25C3%25A9-sworn-in-after- disputed-re-election-urges-unity 22 Amnesty International, Guinea: At least 50 people killed with impunity during protests in less than a year, 1 ottobre 2020, https://www.amnesty.org/en/latest/news/2020/10/guinee-au-moins-personnes- tues-en-toute-impunite-dans-des-manifestations/ ; v. anche: International Crisis Group, Latest Updates
Africa: Guinea, Ottobre 2020, https://www.crisisgroup.org/crisiswatch/november-alerts-and-october- trends-2020 AI, Guinea: Defense and security forces killed … after presidential election, 15 December
2020, https://www.amnesty.org/en/latest/news/2020/12/guinea-defense-and-security-forces-killed- people-in-proopposition-neighbourhoods/ Al Jazeera, Guinea arrests opposition leaders after disputed election, 12 November 2020, https://www.aljazeera.com/news/2020/11/12/guinea-arrests-opposition- figures-after-contested-vote ; Risoluzione del Parlamento europeo del 13 febbraio 2020 sulla Repubblica di
Guinea, segnatamente la violenza nei confronti dei manifestanti (2020/2551(RSP)), 13 febbraio 2020, https://www.europarl.europa.eu/doceo/document/TA-9-2020-0036_IT.pdf ; v. anche , Guinea: Two CP_10 opposition figures given 1-year jail sentences, 13 gennaio 2021, https://www.aljazeera.com/news/2021/1/13/guinea-two-opposition-figures-get-one-year-jail-sentences
7 Il 5 settembre del 2021, dopo le elezioni contestate, avvenne un colpo di stato militare guidato da
ON fu arrestato e divenne presidente ad interim alla guida di un Persona_23 Per_23 l terzo colpo di stato la Guinea dall'anno della sua indipendenza, raggiunta nel 1958. 23
La transizione politica è stata turbolenta, con frizioni con la comunità internazionale. Nel 2022, si è aperto un dialogo con l' Tuttavia, i tentativi di dialogo sono stati ostacolati e le proteste CP_11 represse24.
Come parte di una roadmap di transizione in 10 punti negoziata con la Comunità Economica degli Stati dell'Africa Occidentale (ECOWAS), la giunta militare si è impegnata a tenere elezioni presidenziali e legislative entro dicembre 2024 25 . A febbraio 2024 i leader militari auto-nominati della Guinea hanno sciolto il governo e dichiarato che nomineranno un nuovo governo26.
2. Diritti umani Disclaimer: le problematiche trattate non sono esaustive e se un tema non è menzionato nella scheda non significa che nel Paese specifico non sia presente. Secondo i report più recenti del 2023, le questioni significative relative ai diritti umani includevano rapporti credibili di: omicidi illegali o arbitrari;
tortura o trattamenti o pene crudeli, inumani o degradanti da parte del governo;
condizioni carcerarie rigide e pericolose per la vita;
arresti o detenzioni arbitrarie;
prigionieri politici o detenuti;
gravi problemi legati all'indipendenza del potere giudiziario;
interferenze arbitrarie o illegali nella privacy;
punizione dei familiari per presunti reati commessi da un parente;
gravi restrizioni alla libertà di espressione e dei media, incluse violenze o minacce di violenza contro i giornalisti, censura e minacce di applicare leggi sulla diffamazione penale;
interferenze sostanziali con la libertà di riunione pacifica;
restrizioni alla libertà di movimento e di residenza all'interno del territorio di uno Stato e sul diritto di lasciare il paese;
incapacità dei cittadini di cambiare pacificamente il proprio governo attraverso elezioni libere e democratiche;
restrizioni gravi e irragionevoli sulla partecipazione politica;
grave corruzione governativa;
mancanza di indagine e responsabilità per la violenza di genere, inclusa la mutilazione genitale femminile;
traffico di persone;
crimini che coinvolgono violenze o minacce di violenza contro persone lesbiche, gay, bisessuali, transgender, queer o intersex;
leggi che criminalizzano il comportamento sessuale tra adulti dello stesso sesso che non sono state applicate durante l'anno; e l'esistenza delle peggiori forme di lavoro minorile. L'impunità per gli ufficiali governativi è rimasta un problema27.
2.1. Situazione dei membri dell'opposizione politica e delle organizzazioni della società civile (incluse uccisioni arbitrarie)
La violenza politica in Guinea, almeno prima dell'ultimo colpo di stato del settembre 2021, è stata caratterizzata da profonde divisioni etniche: da una parte, l'Unione Democratiche CP_7 CP_7
(Union des forces démocratiques de NÉ, UFDG) di , l
[...] Persona_22 nde maggioranza dei membri è di etnia dall'altra il Ra lo della Per_8 Guinea (Rassemblement du peuple de Guiné ), al potere sotto ON, dominato dall'etnia 23 USDOS – US Department of State: 2022 Country Report on Human Rights Practices: Guinea, 20 March 2023, https://www.state.gov/reports/2022-country-reports-on-human-rights-practices/guinea/ 24 Crisis 24, Guinea Country Report, novembre 2021, https://crisis24.garda.com/insights- intelligence/intelligence/country-reports/guinea 25 Africa Center for Strategic Studies, Guinea: December, 17 gennaio 2024, https://africacenter.org/spotlight/2024-elections/guinea/ 26 Reuters, Guinea junta temporarily dissolves government, presidency says, 19 febbraio 2024, https://www.reuters.com/world/africa/guinea-junta-temporarily-dissolves-government-presidency-says-
2024-02-19/ 27 USDOS – US Department of State (Author): 2022 Country Report on Human Rights Practices: Guinea, 20
March 2023 https://www.ecoi.net/en/document/2089137.html (accessed on 12 April 2024)
8
CP_12
Tra il 2020 e il 2021, sotto la presidenza di ON, sono state riportate numerose segnalazioni di uccisioni arbitrarie o illegali da parte del governo o dei suoi agenti in Guinea. Secondo Amnesty International, tra ottobre 2019 e luglio 2020 le forze di sicurezza hanno ucciso almeno 50 persone e ne hanno ferite oltre 200. Fonti dell'opposizione affermano che tra ottobre e dicembre 2020, durante e dopo le elezioni presidenziali, le forze di sicurezza hanno ucciso 99 persone, ma il governo non ha confermato questo numero di vittime29.
Anche a seguito del terzo e ultimo colpo di stato del settembre 2021, che ha portato alla fine del governo ON e all'inizio del governo militare (cfr. paragrafo 1.4, sviluppi politici), si sono registrate azioni repressive politicamente motivate. La giunta militare ha stabilito un forte monopolio sull'uso della forza. Non ci sono gruppi ribelli o insorti conosciuti, lo stato ha vietato le manifestazioni, e la maggior parte dell'opposizione politica è o imprigionata o fuori dal Paese 30.
, analista politico e direttore dell'Associazione guineana di Scienze Politiche, ha Persona_24 n'intervista una panoramica delle attuali forze di opposizione del paese, post colpo di stato di settembre 2021. Le Forces Vives de NÉ sono state fondate nel marzo 2023 e includono sia attori sociali che politici, chiedendo una maggiore inclusione. Sfidano il quadro per il dialogo che era stato precedentemente istituito dal CNRD, ossia la giunta militare. Le sono Controparte_13 composte da partiti politici e coalizioni della società civile, tra c
[...]
Controparte_14 Controparte_15 CP_ a CP_16 Controparte_17 [...]
Controparte_18 CP_7 CP_19
(UFDG) 31. Il
[...] CP_7 Controparte_7
ce denunciare le violazioni dei diritti umani nel Paese32.
A maggio 2022, la giunta militare al governo dal 2021, il “Comitato nazionale del Raduno per lo Sviluppo” (Comité National du Rassemblement pour le Développement – CNRD) ha vietato ogni manifestazione nello spazio pubblico che possa minare la pace sociale e le attività del calendario di transizione fino alla fine della campagna elettorale.33 Le autorità di transizione guineane hanno inoltre deciso di sciogliere il Fronte nazionale per la difesa della costituzione (FNDC), accusato di essere un movimento violento34. Nonostante ciò il ha continuato le azioni durante tutto il 2022 CP_18
e si sono registrati ancora arresti e morti in ne degli scontri durante le manifestazioni organizzate dal Fronte.35
28 Human Rights Watch–Guinea: Security Force Excesses, Crimes Before Elections, Improve Oversight,
Accountability, Training Dakar, 30 luglio 2015; Guinea: Security Force Excesses, Crimes | Human Rights
Watch (hrw.org) , https://www.hrw.org/news/2015/07/30/guinea-security-force-excesses-crimes 29 USDOS – US Department of State: 2021 Country Report on Human Rights Practices: Guinea, 12 April 2022 https://www.ecoi.net/en/document/2071174.html v. anche AI – Amnesty International: Amnesty International Report 2021/22; The State of the World's Human Rights;
Guinea 2021, 29 March 2022 30 BTI, Guinea Country Report 2024, sezione “Stateness” : https://bti-project.org/en/reports/country-report/GIN 31 TV5 Monde: Qui sont les Forces Vives de NÉ, qui s'opposent à la junte militaire ?, 16 May 2023 https://information.tv5monde.com/afrique/qui-sont-les-forces-vives-de-guinee-quisopposent-la-junte-militaire- 2568781 32 AI – Amnesty International: Guinea: Further attacks on freedom of expression and association., 10 August
2022 https://www.amnesty.org/en/latest/news/2022/08/guinee-de-nouvelles-atteintes-auxlibertes-dexpression-et- dassociation/ 33 ARTICLE 19: Guinea: Lift the 36-month ban on protests, 18 May 2022 https://www.article19.org/resources/guinea-lift-the-36-month-ban-on-protests/ 34 AI – Amnesty International: Guinea: Further attacks on freedom of expression and association., 10 Agosto
2022 su https://www.ecoi.net/en/document/2077029.html 35 CGRS-CEDOCA – Office of the Commissioner General for Refugees and Stateless Persons (Belgium), COI unit: Per_2 : L'opposition politique sous la transition, 25 Agosto 2022 ; cfr anche USDOS – US Department of State:
2022 Country Report on Human Rights Practices: Guinea, 20 March 2023, 9 Le forze di sicurezza hanno continuato a usare la violenza contro i manifestanti nel 2023, con segnalazioni di persone uccise, ferite e arrestate durante le proteste. Le autorità hanno spesso negato le accuse di violenze durante le manifestazioni. Nel febbraio 2023, scontri tra sostenitori del FNDC (Fronte Civile Nazionale per la Difesa della Costituzione (FNDC) e forze di sicurezza a Conakry hanno causato almeno due morti36. Un ragazzo di 15 anni è stato ucciso il 14 marzo 2023 durante alcuni scontri nelle periferie di Conakry 37 . Il 19 marzo 2023, un'altra persona è stata colpita nel quartiere di Hamdallaye 2, a Conakry, secondo quanto dichiarato dal FNDC38 . Nel maggio 2023, le
Forces Vives de NÉ dell'opposizione hanno dichiarato che sette persone sono state uccise e 32 ferite da proiettili durante una manifestazione a Conakry39. La polizia ha respinto la cifra come falsa40. Riguardo alla manifestazione, Amnesty International ha ricevuto conferma da varie fonti delle morti per colpi di arma da fuoco di almeno due giovani e del ferimento di diversi altri, alcuni dei quali colpiti da veicoli41.
Dal colpo di Stato del 5 settembre 2021 e dall'arrivo al potere del CNRD, la maggior parte dei morti e dei feriti si è verificata durante le manifestazioni indette dal FNDC e poi dal FVG (Forces Vives de NÉ) - vietate dalle autorità - e durante le manifestazioni spontanee. Amnesty International ha stimato che almeno 47 persone sono state uccise da membri delle forze di difesa e di sicurezza durante le manifestazioni contro il governo di transizione tra il 1° giugno 2022 e il 15 marzo 2024, e diverse decine di persone sono state ferite. I media privati hanno spesso documentato questi morti e feriti, anche raccogliendo le testimonianze delle famiglie delle vittime. In confronto, il bilancio ufficiale delle vittime riportato dalle autorità da quando il CNRD è salito al potere è di 14 morti, di cui 12 durante manifestazioni contro il governo o riguardanti la situazione socio-economica del Paese, senza specificare se siano stati causati dall'uso (potenzialmente eccessivo) della forza. Il Ministero dell'Amministrazione Territoriale ha riferito che 20 agenti di polizia e gendarmi sono stati feriti, sette dei quali in modo grave, nella notte tra il 15 e il 16 febbraio 2023.42
Dal 2019, ci sono state poche condanne di membri delle forze di difesa e di sicurezza per uso illegale della forza. Diversi procedimenti legali sono stati annunciati o effettivamente avviati dal CNRD, ma sono disponibili poche informazioni pubbliche sul loro sviluppo e riguardano principalmente casi di https://www.state.gov/reports/2022-country-reports-on-human-rights-practices/guinea/ https://www.ecoi.net/en/file/local/2079522/coi_focus_guinee._lopposition_politique_sous_la_transition_202 20825.pdf; v. anche International Crisis Group, Tracking Conflicts Worldwide, Guinea, Agosto 2022, https://www.crisisgroup.org/crisiswatch/database?location%5b%5d=23 V. anche BAMF – Federal Office for
Migration and Refugees (Germany): Briefing Notes, 24 October 2022 https://www.bamf.de/SharedDocs/Anlagen/EN/Behoerde/Informationszentrum/BriefingNotes/2022/briefingn __blob=publicationFile&v=3 CodiceFiscale_2 36 Africanews: NÉ : au moins 2 morts lors d'une manifestation du FNDC, 18 February 2023 https://fr.africanews.com/2023/02/18/guinee-au-moins-2-morts-lors-dune-manifestationdu-fndc/ 37 AFP – NÉ: les autorités classent le dossier d'un cadre de l'opposition, VOA (Ed.), Controparte_20 17 March 2023 https://www.voaafrique.com/a/guin%C3%A9e-les-autorit%C3%A9s-classent-le-dossier-dun- cadre-de-l-opposition-avocat/7010086.html 38 Guinee360: tué à Hamdallaye: le FNDC dénonce l'utilisation d'armes létales par les Controparte_21 FDS, 20 March 2023 https://www.guinee360.com/20/03/2023/mamadou-aliou-barry-tue-a-hamdallaye-lefndc- denonce-lutilisation-darmes-letales-par-les-fds/ 39 Le Temps: La NÉ annonce la libération de trois figures de la societé civile en prison depuis des mois, 11
May 2023 https://www.letemps.ch/monde/guinee-annonce-liberation-trois-figures-societe-civileprison-mois 40 La Presse: La police dément la mort de sept personnes lors de manifestations contre la junte, 11 May 2023 https://www.lapresse.ca/international/afrique/2023-05-11/guinee/la-police-dement-lamort-de-sept-personnes- lors-de-manifestations-contre-la-junte.php 41 AI – Amnesty International: NÉ : Amnesty International demande une enquête sur les morts par balle lors du rassemblement des Forces vives, 12 May 2023 https://www.amnesty.org/fr/latest/news/2023/05/guinee-
Email_1 Per_2 42 Amnesty International: Une jeunesse meurtrie;
Urgence de soins et de justice pour les victimes d'usage de la force en NÉ, May 2024, pag 17, https://www.ecoi.net/en/file/local/2109167/AFR2979532024FRENCH.pdf
10 uccisioni. I sopravvissuti sono generalmente privati dell'accesso alla giustizia e al risarcimento.43
I feriti e le famiglie delle vittime hanno in gran parte rinunciato a sporgere denuncia, per mancanza di fiducia nel sistema giudiziario, per paura di rappresaglie o per mancanza di mezzi finanziari. Riguardo alla situazione delle organizzazioni della società civile, Freedom House riporta quanto segue nel suo rapporto del 2022: "La società civile è debole e soggetta a interferenze e intimidazioni periodiche. Gli operatori delle organizzazioni non governative (ONG) e gli attivisti hanno subito minacce, molestie e imprigionamento. Le ONG guineane soffrono anche di scarsa accessibilità ai finanziamenti, lotte per la leadership, restrizioni dello spazio civico e preoccupazioni per la sicurezza. (…) Molte di queste organizzazioni nel CNT sono ritenute sostenitrici del presidente "44 Per_23
Viene riportato che l'entusiasmo iniziale per la destituzione dell'allora presidente é ha lasciato il posto alla delusione generale, in quanto avverrebbero ancora le pratiche del governo precedente: malversazioni, arresti arbitrari, e altre violazioni dei diritti umani. 45
Il 2 settembre 2024 è stata resa nota la decisione del governo di transizione di sospendere per quattro mesi le licenze di ONG e associazioni. La decisione è stata giustificata con “azioni di disturbo dell'ordine pubblico” da parte di tali iniziative. Non è chiaro se ciò valga solo per le nuove licenze o anche per quelle esistenti46.
2.2 Abusi da parte delle forze dell'ordine: tortura, trattamenti inumani e degradanti
La tortura e altri trattamenti inumani o degradanti sono proibiti dalla costituzione e dalla legge, tuttavia gli osservatori dei diritti umani hanno riportato che il governo ha continuato ad adottare tali pratiche47. Freedom House osserva che "le forze di sicurezza si sono impegnate in torture e altre forme di violenza fisica con apparente impunità".48
Sono state denunciate gravi violazioni dei diritti umani da parte di alcuni agenti di polizia attraverso l'uso eccessivo della forza, menzionando anche l'uso di tortura ed estorsione da parte di alcuni membri delle forze di sicurezza in determinate stazioni di polizia e unità mobili. Sono stati commessi abusi nei confronti dei cittadini arrestati durante le manifestazioni, tra i quali: l'uso di fruste, manganelli, fili elettrici, oltre a insulti etnici 49. Negli ultimi anni gli arresti da parte delle forze dell'ordine sono stati contrassegnati dalla brutalità nei confronti degli imputati, sottoposti a percosse, schiaffi e confinamenti 50.
2.3 Arresto o detenzione arbitrari
Secondo il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti (USDOS) e Freedom House, l'arresto arbitrario e la 43 AI – Amnesty International: Guinea: Victims of unlawful use of force still waiting for healthcare and justice,
15 maggio 2024, https://www.amnesty.org/en/latest/news/2024/05/guinea-victims-of-unlawful-use-of-force-still- waiting-for-healthcare-and-justice/ 44 Freedom House: Freedom in the World 2023 - Guinea, 2023 https://www.ecoi.net/en/document/2097707.html 45 BAMF - Federal Office for Migration and Refugees (Germany): Briefing Notes (KW37/2024), 9 September
2024 https://www.bamf.de/SharedDocs/Anlagen/EN/Behoerde/Informationszentrum/BriefingNotes/2024/briefingnote s-kw37-2024.pdf?__blob=publicationFile&v=3 46 BAMF - Federal Office for Migration and Refugees (Germany): Briefing Notes (KW37/2024), 9 September
2024 https://www.bamf.de/SharedDocs/Anlagen/EN/Behoerde/Informationszentrum/BriefingNotes/2024/briefingnote s-kw37-2024.pdf?__blob=publicationFile&v=3 47 USDOS – US Department of State: 2022 Country Report on Human Rights Practices: Guinea, 20 March 2023, https://www.state.gov/reports/2022-country-reports-on-human-rights-practices/guinea/ 48 Freedom House: Freedom in the World 2023 - Guinea, 2023 https://www.ecoi.net/en/document/2097707.html 49 «Halte aux tortures et autres peines ou traitements cruels, inhumains ou dégradants » Parte_7 (déclaration CG-CPI), 24 August 2022 https://mosaiqueguinee.com/guinee-halte-aux-tortures-et-autres-peines- ou-traitementscruels-inhumains-ou-degradants-declaration-cg-cpi/ 50 : un domaine de près de 5 000 m² retourné dans le portefeuille de l'État, 23 January Parte_7 CP_22 2023b https://mosaiqueguinee.com/kaporo-un-domaine-de-pres-de-5-000-m%C2%B2-retournedans-le- portefeuille-de-letat/
11 detenzione sono vietati dalla Carta di Transizione, dalla precedente costituzione e dalla legge.51
Tuttavia, il governo non sempre rispetta tali divieti, e nel 2022 le forze di sicurezza hanno effettuato arresti e detenzioni arbitrarie 52.
Per quanto riguarda la situazione dei prigionieri politici, il rapporto del Dipartimento di Stato degli Stati Uniti (USDOS) fornisce anche le seguenti informazioni: "Al termine dell'anno [2022], il governo aveva incriminato tutti i prigionieri politici e detenuti conosciuti, sebbene le detenzioni preventive fossero lunghe. Il governo ha permesso l'accesso regolare a tali persone da parte del Comitato Internazionale della Croce Rossa e altre organizzazioni per i diritti umani o umanitarie. Gli avvocati dei detenuti hanno riportato che le autorità hanno effettuato molti degli arresti durante ricerche casa per casa di notte nei quartieri considerati roccaforti dell'opposizione. Le autorità hanno inoltre fatto uso di forza eccessiva negli arresti."53
Il 9 luglio 2024 sono stati arrestati due attivisti del Costituzione Controparte_18 (FNDC): , coordinatore nazionale del nsabile delle Per_27 Persona_28 sezioni e azione del collettivo. Insieme a loro è rilasciato il giorno dopo, l'attivista il quale ha dichiarato ad Amnesty International che durante gli Persona_29 interrogatori le f anno sottoposto gli attivisti ad atti di tortura. Una volta rilasciato, ha riportato diverse ferite ed è stato ricoverato in ospedale per diversi giorni. Parte_8 di detenzione e la sorte di e rimangono Per_27 Persona_28 sconosciuti54.
Il 17 luglio 2024, l'Ufficio del Procuratore Generale ha smentito la versione dell' , affermando CP_18 che nessuno dei due è stato arrestato né inviato in un centro di detenzione. L giorno, gli avvocati del Paese hanno indetto uno sciopero fino alla fine di luglio per chiedere la liberazione di Per_ Pers
e di e il ripristino delle libertà fondamentali e dell'ordine costituzionale entro il 202455.
2.4 Libertà di espressione (anche per membri della stampa e altri media)
Nonostante la Carta del governo di transizione preveda la libertà di espressione, anche per i membri della stampa e altri media56, secondo Amnesty International le autorità hanno violato i diritti alla libertà di espressione, associazione e riunione pacifica. Il 13 maggio 2022, il CNRD ha annunciato il divieto di "tutte le manifestazioni sulla strada pubblica che possano compromettere la pace sociale e il corretto svolgimento delle attività previste dal calendario... per il momento fino ai periodi di campagna elettorale". L'8 agosto 2022, le autorità di transizione hanno sciolto il
[...]
(FNDC), la coalizione di organizzazioni della soci Controparte_18
all'ordine costituzionale.57
Sono stati segnalati arresti arbitrari, molestie e intimidazioni nei confronti dei giornalisti da parte delle autorità di transizione del CNRD. Attacchi e violenze sono stati perpetrati dalle forze di sicurezza e dai manifestanti durante le proteste politiche nei confronti di professionisti dei media;
il CNRD avrebbe inoltre compiuto rappresaglie contro un organo di informazione affiliato all'ex presidente ON. Le autorità del CNRD hanno impedito ai giornalisti di seguire alcune riunioni del governo di transizione e hanno congelato i beni di OM Media, un'agenzia di stampa legata all'ex presidente ON. Il CNRD ha monitorato le piattaforme di social media e ha sfruttato la legge per punire giornalisti e attivisti della società civile per aver pubblicato o condiviso informazioni critiche nei confronti del governo. Ad esempio, al cantante e attivista del FNDC AL ID AH, noto come “ ”, è stato vietato di lasciare il paese su ordine del procuratore generale. Lo stesso Persona_30 è poi s per aver pubblicato sulla sua pagina Facebook commenti offensivi nei confronti dei membri del . Dopo che il giudice ha dichiarato il reato Parte_9 incostituzionale curatore ha promesso di appellarsi alla decisione. 58
La libertà accademica in Guinea è stata storicamente limitata da restrizioni politiche durante regimi autoritari. Durante il governo civile tra il 2010 e il 2021, l'autocensura ha ridotto il dibattito accademico. Dopo il colpo di stato del settembre 2021, il rapporto tra libertà accademica e potere esecutivo non è cambiato significativamente59.
Il 26 febbraio 2024, un'Alleanza di sindacati ha indetto uno sciopero generale a tempo indeterminato in Guinea, in risposta alla minaccia di condanna del Segretario Generale dell'Unione Guineana dei Professionisti della Stampa. Lo sciopero ha ricevuto supporto da parte di partiti politici e gruppi della società civile, causando la paralisi delle attività quotidiane a Conakry. Durante gli scontri tra manifestanti e forze di sicurezza, due persone sono state uccise. Successivamente, il Segretario Generale è stato rilasciato, ponendo fine allo sciopero.60
Negli ultimi tempi sono aumentate le segnalazioni di misure adottate dalle autorità della giunta militare al potere per limitare la libertà dei media nonostante il 22 maggio 2024 è stato istituito un organismo di autoregolamentazione dei media, l' Controparte_25 (OGAP), risultato di recenti negoziati tra le orga tre gruppi mediatici privati hanno dovuto interrompere le trasmissioni per ordine del ministro dell'Informazione e della Comunicazione Le stazioni interessate dal ritiro delle licenze Parte_10 sono dias, le cui stazioni televisive e radiofoniche Persona_31 Persona_32 sono i del Paese: motivo addotto è che i gruppi non avevano rispettato il “contenuto delle descrizioni del servizio”.61
2.5 Condizioni delle carceri
Nel report di Amnesty International del marzo 2023 viene riportato che in una nota inviata ai capi dei tribunali e delle procure il 24 giugno 2022, il ministro della Giustizia e dei diritti umani ha deplorato "realtà orribili, in particolare all'interno dei tribunali e delle carceri", tra cui casi di grave malnutrizione e malattie mentali;
in un carcere insufficienza di cibo e acqua e detenuti "scheletrici, paralizzati o addirittura morenti".62 Il sovraffollamento rimane un problema: secondo un attivista per i diritti dei detenuti, a settembre [2022], la prigione di Conakry ospitava 1.802 prigionieri in una struttura progettata per 300 (600 per cento della capacità totale); ospitava 460 prigionieri Pt_11 in una struttura progettata per 80 (575 per cento della capaci e Kankan ospitava 306 prigionieri in una struttura progettata per 80 (382 per cento della capacità totale). I programmi di riabilitazione finanziati dal governo erano insufficienti e inefficaci, tanto che alcune ONG hanno cercato di colmare il vuoto. Le persone transgender vengono detenute in centri sovraffollati con persone di sesso opposto, e sottoposte a violenze e stupri da parte di compagni di cella e guardie. Questo fenomeno è stato particolarmente grave per le donne transgender detenute in strutture per soli uomini. Si dice che le guardie abbiano ignorato gli ordini del tribunale di liberare i prigionieri fino al pagamento di tangenti. La mancanza di personale sanitario, di medicinali e di forniture mediche nelle carceri, unita alla malnutrizione e alla disidratazione, ha talvolta reso le infezioni o le malattie pericolose per la vita. Viene riportato che i detenuti si rivolgono spesso ai parenti per ricevere i farmaci, ma spesso i visitatori hanno dovuto pagare tangenti per fornire le medicine ai prigionieri. L'accesso all'acqua potabile e per lavarsi inadeguato 63.
2.6 Donne: discriminazione e violenza (incluse MGF)
La legge prevede che lo stupro sia punibile con pene che vanno dai 5 ai 20 anni di carcere;
tuttavia, non prevede lo stupro coniugale né affronta il tema in un'ottica di genere delle vittime. Benché stupro e violenza domestica siano criminalizzati dalla legge, questi si sono verificati di frequente a fronte di autorità che raramente hanno perseguito i responsabili. Spesso, le sopravvissute si rifiutano di denunciare alla polizia a causa del timore di stigmatizzazione, di rappresaglie e della mancanza della collaborazione da parte della polizia o dei gendarmi che indagano, o anche per timore di sentirsi richiedere, dalla polizia, di pagare le indagini. Nello specifico, le autorità possono sporgere denuncia nei casi di violenza domestica indicandola come “aggressione generica”, che prevede pene detentive dai due ai cinque anni e multe. Se la violenza contro una donna provoca lesioni, il reato è punibile con una pena fino ai cinque anni di carcere e una multa. Quando la lesione causa mutilazioni, amputazioni o altre perdite di parti del corpo, il reato è punibile con 20 anni di carcere;
se la vittima muore, il reato è punibile con l'ergastolo. Secondo il diritto civile, l'aggressione in questi casi costituisce valido motivo di divorzio;
tuttavia la polizia, come già detto, interviene raramente nelle dispute domestiche e i tribunali puniscono raramente i colpevoli.64
Anche un'altra fonte rileva che le vittime di stupro hanno continuato a soffrire mancanza di protezione, oltre che di accesso e di disponibilità di cure mediche, di servizi di salute sessuale e riproduttiva, di supporto psicologico e di sostegno legale e sociale. Tale fonte riporta inoltre che le vittime e le loro famiglie, a causa delle pressioni socioculturali, sono spesso state portate al silenzio, a favorire risoluzioni extragiudiziali e alla stigmatizzazione.65
Secondo l'Unione dei lavoratori guineani, le donne che lavorano nel settore pubblico hanno riferito di ripercussioni professionali, emarginazione e minacce da parte dei superiori quando le donne non accettano le loro avances. Inoltre, viene segnalato che l'accesso ai metodi contraccettivi è fortemente limitato a causa della limitazione della gamma di metodi, ma anche per la presenza di forti barriere culturali e religiose e per la mancanza di potere decisionale in capo alle donne. Rimane alto il tasso di mortalità materna a causa di mancanza di servizi sanitari accessibili e di qualità, discriminazione, disuguaglianze di genere e gravidanze in età adolescenziale. Viene riportato che il governo ha garantito l'accesso ai servizi di salute sessuale e riproduttiva per le sopravvissute a violenza sessuale e che gli operatori sanitari hanno fornito alle stesse assistenza sanitaria. La legge non prevede per le donne lo stesso status giuridico e gli stessi diritti degli uomini, anche in materia di eredità, lavoro, proprietà, credito e divorzio. Viene vietata la discriminazione di genere nelle assunzioni per legge, tuttavia il governo non ha applicato spesso tale disposizione e inoltre, storicamente, le pratiche tradizionali hanno discriminato le donne, soprattutto nelle aree rurali. Un emendamento del 2019 alla legge rende la monogamia lo standard per il matrimonio, tranne nel caso di un "accordo esplicito" con la prima moglie66. 63 USDOS – US Department of State: 2022 Country Report on Human Rights Practices: Guinea, 20 March 2023, https://www.state.gov/reports/2022-country-reports-on-human-rights-practices/guinea/ 64 USDOS – US Department of State: 2022 Country Report on Human Rights Practices: Guinea, 20 March 2023, https://www.state.gov/reports/2022-country-reports-on-human-rights-practices/guinea/ 65 Amnesty International,Guinea: Shame Must Change Sides: Ensuring Rights and Justice for Victims of Sexual
Violence in Guinea, 27 settembre 2022, https://www.amnesty.org/en/documents/afr29/5410/2022/en/?utm_source=annual_report&utm_medium=e pub&utm_campaign=2021 L'USDOS riporta la Carta di Transizione non vieta esplicitamente la mutilazione genitale femminile, ma "concede alle persone il diritto all'integrità fisica", mentre prima di settembre 2021, la costituzione e le leggi vietavano la FGM/C67. Tuttavia la pratica continua ad essere praticata e viene raramente perseguita68.
Secondo l'UNICEF, il 95 percento delle ragazze e delle donne dai 15 ai 49 anni e il 92 percento delle ragazze dai 15 ai 19 anni ha subito la mutilazione genitale femminile (FGM) in Guinea. Tre ragazze Part su quattro hanno sperimentato la prima dei dieci anni69. Il Paese è stimato avere la seconda più alta prevalenza di FGM nel mond o la Somalia70. La FEMNET, una rete femminista panafricana, afferma che la FGM è praticata da tutti i gruppi etnici, religiosi e sociali del paese71. Nel dicembre
2021, il governo di transizione si è impegnato a porre fine alla violenza di genere, inclusa la FGM e altre forme di violenza contro donne e bambini72.
2.7 Minori e sfruttamento minorile
Nel report del 2021 dell'Ufficio per il lavoro minorile, il lavoro forzato e la tratta di esseri umani dello U.S Department of Labor, la Guinea viene indicata tra i Paesi in cui le leggi sul lavoro non sono sufficienti a coprire completamente il lavoro informale minorile. Durante il 2021 il Paese ha compiuto dei progressi moderati nell'eliminazione delle peggiori forme di lavoro minorile. Per la prima volta, viene riportato, la Guinea ha infatti stanziato un budget dedicato al comitato Nazionale per la lotta alla tratta di persone e pratiche analoghe, istituendo anche una linea telefonica per le violazioni, anche relative al traffico di persone. Il Governo ha anche emesso un piano d'azione d'emergenza contro la tratta di persone. Nonostante ciò, i bambini in Guinea sono sottoposti alle peggiori forme di lavoro minorile, anche nell'estrazione mineraria artigianale, a volte come risultato della tratta di esseri umani, e nell'accattonaggio forzato. Le leggi relative all'età minima per lavorare non soddisfano gli standard internazionali poiché non includono bambini che lavorano al di fuori dei rapporti di lavoro formali, così come i bambini che lavorano in proprio. Oltre a ciò, il governo non attuerebbe programmi sociali sufficienti per affrontare il problema del lavoro minorile. Lo stesso report offre una panoramica del lavoro minorile per settore e attività: settore agricolo (coltivazione di anacardi, cacao, caffè, caucciù e olio di palma;
pascolo; pesca e lavorazione del pesce, a volte con esposizione a condizioni meteorologiche avverse, superfici d'acqua pericolose, attrezzature pericolose, scarse condizioni igieniche e mancanza di cibo e acqua freschi); settore industriale (estrazione di granito, oro e diamanti, compresa la manipolazione di sostanze chimiche tossiche e l'estrazione di ghiaia;
industria manifatturiera, compresa la produzione e la tintura del sapone, che talvolta lavora con sostanze chimiche pericolose;
costruzioni, compreso il trasporto di carichi pesanti, l'uso di macchinari e la fabbricazione di materiali da costruzione, come i mattoni;
mattoni); Lavoro ambulante (vendita al dettaglio, accattonaggio, lustrascarpe e trasporto); lavoro nei ristoranti;
lavoro domestico. Sono inoltre indicate, tra le forme peggiori di lavoro minorile in Guinea, il lavoro forzato nel settore della vendita ai mercati, nel lavoro domestico, nell'estrazione mineraria, nella pastorizia, nella pesca e nell'agricoltura; sfruttamento sessuale, a volte come risultato di tratta di esseri umani;
accattonaggio forzato. La Guinea è un Paese di origine, destinazione e transito della tratta di minori. La Guinea ha ratificato tutte le principali convenzioni internazionali sul lavoro minorile e emanato leggi e regolamenti relativi al lavoro minorile;
tuttavia, in materia esistono ancora delle lacune nella protezione dei bambini dalle peggiori forme di lavoro minorile e l'età minima per lavorare.73
2.8 Persone LGBTQI+
In Guinea l'omosessualità è illegale e gli atti omosessuali sono puniti con il carcere.74
Secondo l'articolo 274 del Codice penale (2016), qualsiasi "atto indecente o innaturale commesso con un individuo dello stesso sesso" è punibile con una pena detentiva da 6 mesi a 3 anni e/o una multa da 500 000 a 1 000 000 di franchi. Inoltre, l'articolo 275 criminalizza i pubblici oltraggi al pudore con una pena detentiva fino a 2 anni e una multa. Inoltre, le leggi antidiscriminazione non proteggono le persone LGBT+.75
Le persone LGBTQI+ hanno subito arresti arbitrari, violenze e molestie da parte delle forze di sicurezza che le hanno accusate di turbare l'ordine sociale, e hanno riferito di essere state stigmatizzate dalle loro famiglie, in molti casi costrette a stringere matrimoni eterosessuali non desiderati e di essere state oggetto di aggressioni sessuali basate sul loro orientamento sessuale. Come anticipato, la legge criminalizza la condotta sessuale consensuale tra adulti dello stesso sesso, che è punibile con tre anni di carcere;
anche i tabù religiosi e culturali, inoltre, sono profondi e contrari alle relazioni tra persone dello stesso sesso. Sotto il punto di vista legale, le leggi antidiscriminazione non si applicano alle persone LGBTQI+; e la Carta transitoria e le leggi esistenti non tutelano i loro diritti. La Carta transitoria descrive il matrimonio e l'unità familiare tradizionale come il fondamento della società del Paese. Le persone LGBTQI+ sono state soggette a discriminazioni in ambito lavorativo e abitativo, benché non ci siano state, almeno nel 2022, segnalazioni ufficiali o di ONG di discriminazioni basate sull'orientamento sessuale o sull'identità di genere. Tuttavia, viene ritenuto anche che, probabilmente, lo stigma sociale che ne sarebbe derivato abbia di fatto impedito alle vittime di denunciare gli abusi o le molestie. Non esistono, ad oggi, in Guinea, organizzazioni LGBTQI+ pubblicamente attive, anche se alcune organizzazioni sanitarie pubbliche hanno lavorato sulla sensibilizzazione alla salute sessuale, all'HIV e all'AIDS, e, in generale, per i diritti umani delle comunità più vulnerabili, compresa la comunità LGBTQI+. A causa dello stigma culturale e dei tabù, che spingono le persone LGBTQI+ a nascondere il proprio orientamento o identità, la loro partecipazione politica è inesistente76.
Il reato previsto per la condotta sessuale tra persone dello stesso sesso è raramente applicato. Tuttavia, viene riportato che spesso le persone LGBTQI+ vengono arrestate con accuse minori77.
Un'associazione per la difesa dei diritti LGBTQI+ ha osservato che l'opinione prevalente nella società guineana è che l'omosessualità sia considerata o una maledizione o una pratica importata dall'Occidente ma nulla di guineano, e che questa atteggiamento non è cambiato negli ultimi dieci anni, mentre un'ONG a sostegno dei processi democratici ha affermato che il dibattito sulla questione è "completamente chiuso"78. Freedom House osserva che il comportamento sessuale tra persone dello stesso sesso costituiva reato, ma che la legge era "raramente applicata". Tuttavia, secondo Freedom House, le persone LGBTQI+ "sono state arrestate per accuse minori in relazione alla loro identità"79.
Allo stesso modo, l'USDOS afferma che sebbene durante il 2022 non siano state registrate persecuzioni conosciute ai sensi della legge, le persone LGBTQI+ hanno segnalato molestie e persecuzioni da parte delle forze dell'ordine e spesso hanno pagato tangenti per evitare l'arresto; subendo peraltro arresti arbitrari, violenza e molestie da parte delle forze di sicurezza che le accusavano di turbare l'ordine sociale80.
Secondo un'associazione guineana per la difesa dei diritti LGBTQI+ la polizia ha organizzato raid nei luoghi d'incontro della comunità LGBTQI+ arrestando persone “in flagrante delicto” o semplicemente sulla base del modo in cui la persona era vestita. L'associazione ha inoltre riferito che le persone LGBTQI+ potevano essere trattenute in custodia per quattro o cinque giorni, più a lungo delle 48 ore previste dalla legge81.
2.9. Libertà di religione
La Carta di Transizione del 2021 stabilisce, all'articolo 3, che la Guinea è uno stato laico e criminalizza qualsiasi atto che mina la natura laica dello stato (articolo 7) o la libertà religiosa di un individuo, punibile con la reclusione e una multa82. Il Codice Penale garantisce la libertà di culto entro limiti legalmente definiti83.
Secondo Freedom House, la libertà religiosa è generalmente rispettata, ma le persone che si convertono dall'Islam al Cristianesimo talvolta subiscono pressioni dalla propria comunità84.
I media hanno segnalato regolarmente incidenti e reazioni alla conversione dall'Islam ad altre religioni85e che i convertiti al cristianesimo temono reazioni familiari, ma non subiscono molestie statali86. Il Segretariato Generale per gli Affari Religiosi ha notato che famiglie e comunità musulmane talvolta rifiutano o perseguitano i convertiti, specialmente le donne87.
Per quanto riguarda i matrimoni interreligiosi, il report USDOS del 2023 riporta che i media hanno 78 CGRS – Commissariat Général aux Réfugiés et aux Apatrides – CEDOCA – Centre de documentation et de recherches : NÉ : Minorités sexuelles et de genre, 30 October 2023 https://www.cgra.be/sites/default/files/rapporten/coi_focus_guinee._minorites_sexuelles _et_de_genre_20231030.pdf 79 Freedom House: Freedom in the World 2023 - Guinea, 2023 https://www.ecoi.net/en/document/2097707.html 80 USDOS – US Department of State: 2022 Country Report on Human Rights Practices: Guinea, 20 March 2023 https://www.ecoi.net/en/document/2089137.html 81 CGRS – Commissariat Général aux Réfugiés et aux Apatrides – CEDOCA – Centre de documentation et de recherches : NÉ : Minorités sexuelles et de genre, 30 October 2023 https://www.cgra.be/sites/default/files/rapporten/coi_focus_guinee._minorites_sexuelles
_et_de_genre_20231030.pdf 82 Transitional Charter – Charte de la transition, 27 September 2021 (published by the Secrétariat Général Du
Gouvernment) https://www.sgg.gov.gn/uploads/CharteDeLaTransition270921_cnrd.pdf 83 USDOS - US Department of State: 2023 Report on International Religious Freedom: Guinea, 30 June 2024 https://www.ecoi.net/en/document/2111874.html 84 Freedom House: Freedom in the World 2023 - Guinea, 2023, Sezione D2, https://www.ecoi.net/en/document/2097707.html 85 : L'organisation de la religion en république de IN (dr. mohamed bintou keita), 31 Persona_33 October 2021 https://guineeactuelle.com/lorganisation-de-la-religion-en-republique-de-guinee-drmohamed- bintou-keita 86 CT – : Christians Welcome Coup in Guinea, 13 October 2021 Controparte_32 https://www.christianitytoday.com/news/2021/october/guinea-coup-christians-muslimsalpha-conde-mamady- doumbouya.html Persona_3 87 NÉ Actuelle: L'organisation de la religion en république de IN (dr. mohamed ), 31 October 2021 https://guineeactuelle.com/lorganisation-de-la-religion-en-republique-de-guinee-drmohamed- bintou-keita
17 riferito che il matrimonio di un giornalista cristiano con una donna musulmana ha scatenato un "ampio dibattito pubblico" e commenti critici sui social media, oltre a tensioni sociali e religiose88.
3. Situazione umanitaria
Le restrizioni strutturali che affronta la Guinea sono immense. È uno dei paesi più poveri del mondo, nonostante il suo significativo potenziale minerario, idroelettrico e agricolo. Il tasso di alfabetizzazione ufficiale è del 39%, ma nella maggior parte delle aree del paese (al di fuori della capitale), è probabile che sia solo la metà di quello. L'infrastruttura, inclusi strade, elettricità, acqua e fognature, è inadeguata in tutte le regioni. Secondo l'Indice del Capitale Umano della Banca Mondiale, la Guinea si è classificata al 163° posto su 173 paesi, indicando che un bambino nato in [...] realizzerà solo il 37% del suo potenziale rispetto a uno che ha accesso a servizi sanitari, educativi e altri servizi completi. Tali restrizioni strutturali non sono migliorate in modo apprezzabile né sotto governi democraticamente eletti né sotto governi militari89.
Un'ampia fetta dei 13,9 milioni di abitanti del Paese continua a soffrire di insicurezza alimentare e malnutrizione, con un accesso limitato all'istruzione di base e ai servizi sanitari, soprattutto nelle aree rurali. La malnutrizione rimane un problema pressante e la principale causa di mortalità infantile e giovanile.90
La Guinea è colpita da piogge torrenziali dal primo agosto 2023. Le precipitazioni più gravi sono state registrate il 6 agosto 2023 a Coyah e l'11 agosto 2023 a Conakry e Siguiri, causando allagamenti e inondazioni dei fiumi. Le principali strade di Conakry e Siguiri sono bloccate. Piogge intense continuano a colpire diverse prefetture, minacciando ulteriori inondazioni e aggravando la situazione umanitaria già critica. I danni registrati sono i seguenti: A Coyah le valutazioni iniziali fornite dalla Croce Rossa della Guinea indicano che le inondazioni hanno causato la morte di tre persone, lasciando 933 persone ferite. Circa 3.448 famiglie, pari a 24.135 persone, sono state segnalate come sfollate. A Siguiri le inondazioni hanno causato 1 morto, 4 feriti gravi, 46 persone salvate. Circa 2.618 famiglie, pari a 18.326 persone, sono state colpite, compresi 7.330 sfollati, 300 latrine e 241 case distrutte, 52 negozi e 3 stazioni di servizio danneggiati, 172 case e 230 latrine distrutte, e 28 punti d'acqua danneggiati.
Sicurezza Contesto sociopolitico e militare degli ultimi anni La Guinea si è resa indipendente dalla Francia il 2 ottobre 1958, pur essendo stata governata da regimi dittatoriali per la quasi totalità della sua esistenza. assunse il potere nel 1994 e Parte_6 restò in carica sino al 2008, quando fu deposto da un c litare. La giunta militare di prese il potere alla morte di fino a quando lo stesso fu ucciso Persona_6 Pt_6 Per_6 ilità a seguito del massacro o di massa perpetrato onti degli oppositori politici il 28 settembre 2009 91 durante una manifestazione di protesta nello stadio di Conakry92. La violenza politica in Guinea, almeno prima dell'ultimo colpo di stato del settembre 2021, è stata caratterizzata da profonde divisioni etniche: da una parte, l'Unione Democratiche CP_7 CP_7
(Union des forces démocratiques de NÉ, UFDG) di , l
[...] Persona_22 nde maggioranza dei membri è di etnia dall'altra il Ra lo della Per_8 Guinea (Rassemblement du peuple de Guiné ), al potere sotto ON, dominato dall'etnia LI93. Tra il 2020 e il 2021, sotto la presidenza di ON, sono state riportate numerose segnalazioni di uccisioni arbitrarie o illegali da parte del governo o dei suoi agenti in Guinea. Secondo Amnesty International, tra ottobre 2019 e luglio 2020 le forze di sicurezza hanno ucciso almeno 50 persone e ne hanno ferite oltre 200. Fonti dell'opposizione affermano che tra ottobre e dicembre 2020, durante e dopo le elezioni presidenziali, le forze di sicurezza hanno ucciso 99 persone, ma il governo non ha confermato questo numero di vittime94. La storia recente guineana, prima del golpe militare del 5 settembre 2021, è segnata da due eventi chiave. Il massacro dello stadio di Conakry del 28 settembre 2009 e gli scontri tra e i del Parte_13 Per_35 Persona_36 2013. Il primo dei due eventi, menzionato poca rze ere brutalmente una manifestazione pacifica nello stadio di Conakry, causando la morte di oltre 150 persone, e violentare decine di donne presenti. Solo alla fine del 2022 è iniziato il processo contro 11 imputati, al fine di trovare i responsabili del massacro.95 Gli eventi del 2013 sono invece principalmente localizzati nella zona di Nzerekoré e costituiscono il culmine di un'ondata di violenze interetniche che ebbero inizio già nel 2010 tra sostenitori e oppositori del Presidente in carica. Nel luglio 2013 nel villaggio di Koulé un giovane di etnia veniva ucciso da due titolari Per_37 Per_13 di una stazione di benzina, temendo che il giovane vol arli. Questo evento h mato la tensione interetnica, facendo divampare gli scontri nella città di Beyla, situata più al nord, al confine con la Costa d'Avorio, e nella città di 96 Il numero di morti rimane tutt'ora imprecisato Pt_11 (almeno 200) e solo l'intervento dell'e scì a sedare i tumulti.97 Ulteriori scontri si sono registrati in occasione delle elezioni presidenziali dell'11 ottobre 2015 vinte dall'allora presidente in carica AL CO e il suo partito Rally of the Guinean People (RPG) che hanno ottenuto il 57,9%; mentre il suo rivale , insieme all Persona_22 Controparte_7 (UFDG) hanno ott ti. Nel mes drammatico picco di disordini politici con livelli molto alti di violenza politica. All'inizio del 2019 si sono aperti i dibattiti politici per sostituire la costituzione del 2010, con il partito di governo RPG che ha chiesto, nel mese di maggio [2019], il sostegno dei cittadini per la CP_33 proposta di revi ostituzione stessa.98 Nel mese di ottobre 2019 il Fronte nazionale per la CP_3 C difesa della Costituzione (Le national de la défense la Constitution, FNDC), composto da una coalizione di gruppi non ativi e partiti di oppo ne, ha organizzato proteste diffuse in tutta la Guinea contro il referendum costituzionale teso ad introdurre al consolidamento futuro del presidente in carica.99 Human Rights Watch riporta che, nel periodo del referendum costituzionale del marzo 2020, le forze di sicurezza della Guinea hanno violentemente represso i sostenitori dell'opposizione100.
Il 18 ottobre del 2020 ON è stato rieletto scatenando la reazione dell'opposizione che è scesa in piazza per contestare i risultati. Le forze di difesa e di sicurezza hanno risposto alle proteste usando forza eccessiva durante le operazioni e provocando la morte di numerose persone101.
2.1. Post colpo di Stato del settembre 2021
In seguito alla rielezione di ON, il 5 settembre 2021, gli ufficiali dell'esercito guineano dell'autoproclamato Comitato nazionale per la riconciliazione e lo sviluppo (Comité national du rassemblement et du développement, CNRD) hanno rovesciato il governo con un colpo di stato. La giunta ha annunciato lo scioglimento della Costituzione, la chiusura delle frontiere e ha imposto un coprifuoco notturno102. Alla notizia del golpe, centinaia di persone si sono riversate nelle strade della capitale applaudendo i soldati103.
L'ultimo colpo di stato del settembre 2021 ha portato alla fine del governo ON e all'inizio del governo militare che ha stabilito un forte monopolio sull'uso della forza. Non ci sono gruppi ribelli o insorti conosciuti, lo stato ha vietato le manifestazioni, e la maggior parte dell'opposizione politica è o imprigionata o fuori dal Paese 104.
Per quanto riguarda l'opposizione, , analista politico e direttore dell'Associazione Persona_24 guineana di Scienze Politiche, ha fo intervista una panoramica delle attuali forze di opposizione del Paese, post colpo di stato di settembre 2021. Le Forces Vives de NÉ sono state fondate nel marzo 2023 e includono sia attori sociali che politici, chiedendo una maggiore inclusione. Sfidano il quadro per il dialogo che era stato precedentemente istituito dal CNRD, ossia la giunta militare. Le sono Controparte_13 composte da partiti politici e coalizioni della società civile, tra c
[...]
Controparte_14 Controparte_15 CP_ a CP_16 Controparte_17 [...]
Controparte_18 CP_7 CP_19
(UFDG) 105. Il
[...] CP_7 Controparte_7
ce r denunciare le violazioni dei diritti umani nel Paese106.
Il 19 febbraio 2024 la giunta militare al potere (CNRD), guidata dal Presidente ad interim
[...]
promosso nel frattempo a Generale, ha sciolto con decreto con effetto imm Per_23 vvisorio del Primo Ministro Bernard Goumou. Sono scoppiate rivolte in risposta all'annuncio dello scioglimento del governo107. è stato nominato nuovo Primo Persona_38 100 Human Rights Watch - HRW, Guinea: Violence During Referendum, 10 April 2020, https://www.hrw.org/news/2020/04/10/guinea-violence-during-referendum 101 AI, Guinea: Defense and security forces killed … after presidential election, 15 December 2020, https://www.amnesty.org/en/latest/news/2020/12/guinea-defense-and-security-forces-killed-people-in- proopposition-neighbourhoods/ 102 ACLED, Regional Overview: Africa, 4-10 September 2021, https://acleddata.com/2021/09/15/regional- overview-africa4-10-september-2021/ 103 France24, Guinean army arrests President ON, dissolves constitution and imposes curfew, 5 settembre 2019; Guinean army arrests President ON, dissolves constitution and imposes curfew (france24.com) 104 BTI, Guinea Country Report 2024, https://bti-project.org/en/reports/country-report/GIN 105 TV5 Monde: Qui sont les Forces Vives de NÉ, qui s'opposent à la junte militaire ?, 16 May 2023 https://information.tv5monde.com/afrique/qui-sont-les-forces-vives-de-guinee-quisopposent-la-junte-militaire-
2568781 106 AI – Amnesty International: Guinea: Further attacks on freedom of expression and association., 10 August
2022 https://www.amnesty.org/en/latest/news/2022/08/guinee-de-nouvelles-atteintes-auxlibertes-dexpression-et- dassociation/ 107 BAMF – Federal Office for Migration and Refugees (Germany) (Author): Briefing Notes (KW09/2024), 26 February 2024 https://www.bamf.de/SharedDocs/Anlagen/EN/Behoerde/Informationszentrum/BriefingNotes/20 24/briefingnotes-kw09-2024.pdf?__blob=publicationFile&v=2 20 Ministro il 27 febbraio 2024108.
3. Situazione della sicurezza nel Paese La Guinea è considerata un cuscinetto in una regione in cui tre dei suoi vicini, Liberia, Costa d'Avorio e Sierra Leone, stanno riprendendosi dai conflitti civili. Non ci sono prove di gruppi terroristici che operano in Guinea. Il colpo di stato di settembre 2021, che ha destituito lascia CP_4 il paese in una situazione politica instabile 109. Non ci sono gruppi ribelli o insorti conos
4.1 Situazione Sicurezza 2022 La Guinea è interessata più che altro da episodi di violenza politica. A marzo 2022, la coalizione della società civile ha Controparte_18 invitato a protestare al fine di opporsi al qualsia na coalizione di 58 formazioni politiche, tra cui i principali partiti di opposizione Unione delle Forze Democratiche di Guinea (UFDG) e Unione delle Forze Repubblicane (UFR), il 9 marzo ha minacciato proteste per la gestione di sollecitando l' a nominare un inviato Per_23 CP_11 speciale per arbitrare il processo p venisse stabil ata della transizione;
l' ha dichiarato che avrebbe imposto sanzioni economiche e finanziarie immediate alla CP_11 le autorità non avessero proposto un calendario di transizione accettabile entro il 25 aprile.111
Nonostante la popolazione più esasperata avesse inizialmente accolto con favore il golpe che ha destituito ON, a distanza di 6 mesi sono già due le minacce di proteste su larga scala mosse dai partiti politici, in un Paese in cui le manifestazioni scoppiate nel 2019-2020 hanno lasciato decine di morti e di feriti.112
In una dichiarazione rilasciata il 13 maggio 2022, il Comitato nazionale per il Rally per lo sviluppo (Comité National du Rassemblement pour le Développement – CNRD) ha vietato «ogni manifestazione nello spazio pubblico che possa minare la pace sociale e la corretta attuazione delle attività contenute nel calendario di transizione fino all'inizio della campagna elettorale.” Questa decisione arriva nel contesto della controversa adozione di un periodo di transizione di 36 mesi, denunciato da alcune organizzazioni della società civile a causa della sua lunghezza.113
Subito dopo, sono continuate le proteste. Ad esempio il 1° giugno 2022, a Conakry, si è tenuta una manifestazione di protesta contro l'aumento annunciato dei prezzi del carburante, nonostante il divieto della giunta militare al potere di manifestare. Nella manifestazione, un partecipante è stato ucciso dagli agenti di polizia mentre sparavano colpi di avvertimento114; così come nel mese di luglio
2022 manifestanti sono stati uccisi o feriti dalle forze dell'ordine Alla fine dello stesso C.F._3 108 BAMF – Federal Office for Migration and Refugees (Germany) (Author): Briefing Notes (KW10/2024), 4
March 2024 https://www.bamf.de/SharedDocs/Anlagen/EN/Behoerde/Informationszentrum/BriefingNotes/2024/briefingnote s-kw10-2024.pdf?__blob=publicationFile&v=2 109 Crisis24, Guinea Country Report, ultimo update Settembre 2022, https://crisis24.garda.com/insights- intelligence/intelligence/country-reports/guinea 110 BTI, Guinea Country Report 2024, sezione “Stateness”, https://bti-project.org/en/reports/country-report/GIN 111 International Crisis Group, Tracking Conflicts Worldwide, Guinea, Marzo 2022, https://www.crisisgroup.org/crisiswatch/database?location%5b%5d=23 112 Africanews, Guinea: Dozens of parties threaten to demonstrate against the junta, 10 marzo 2022, https://www.africanews.com/2022/03/10/guinea-dozens-of-parties-threaten-to-demonstrate-against-the- junta/ 113 ARTICLE 19: Guinea: Lift the 36-month ban on protests, 18 May 2022 https://www.article19.org/resources/guinea-lift-the-36-month-ban-on-protests/ 114 BAMF – Federal Office for Migration and Refugees (Germany): Briefing Notes, 13 June 2022 https://www.bamf.de/SharedDocs/Anlagen/EN/Behoerde/Informationszentrum/BriefingNotes/2022/briefingn otes-kw24-2022.pdf?__blob=publicationFile&v=3 115 ARTICLE 19: Guinea: Transition process must respect the right to protest, 1 August 2022 https://www.article19.org/resources/guinea-transition-right-protest/ ; cfr anche International Crisis Group,
Tracking conflicts Worldwide, Guinea, Luglio 2022, https://www.crisisgroup.org/crisiswatch/database?location%5b%5d=23 ; AI – Amnesty International: Guinea:
21 mese, le forze di sicurezza si sarebbero posizionate davanti agli uffici della e quelli dei partiti CP_18 Cont
e (partiti Controparte_9 CP_8 Controparte_35 dé RPG Controparte_37 (allora partito al governo), tutti chiamati a unirsi al m ha CP_18 annunciato il nuovo arresto del suo coordinatore .116 I media riferiscono che 00 Per_27 persone sono state arrestate fino al 01 agosto avevano protestato contro la giunta militare.117 Lunedì 8 agosto 2022 le autorità di transizione guineane hanno deciso di sciogliere il Fronte nazionale per la difesa della costituzione (FNDC), che descrivono un movimento violento 118 e la riprende le manifestazioni, che avrebbero causato morti e decine di ferite e arrestati fino CP_18 all ell'anno 2022119. Tra il 1 gennaio 2022 ed il 31 dicembre 2022 ha registrato 221 eventi violenti totali che Pt_14 hanno comportato la morte di 38 persone, di cui: 14 episodi di violenze contro i civili;
2 episodi di esplosioni/violenza remota;
10 battaglie. Sono invece 100 le rivolte registrate, e 96 le proteste nel corso del 2022 120.
4.2 Situazione Sicurezza 2023 Il 2023 si è aperto con il tentativo dell' di rilanciare un dialogo tra il governo ad interim del CP_11 colonnello e i gruppi polit società civile, tentativo tuttavia respinto dallo stesso Per_23 governo m no. 121
Oltre al persistere della situazione di tensione con l' persistono anche le vessazioni nei CP_11 confronti dell'opposizione122. Il , ossia il , CP_18 Controparte_18 ormai dichiarato fuorilegge, h inuato le capitale, Conakry, portando ancora allo scoppio di scontri tra i manifestanti e le forze di sicurezza e, conseguentemente, di morti, feriti e arrestati123.
Amnesty denounces further arbitrary arrests and excessive use of force, 2 Agosto 2022 https://www.ecoi.net/en/document/2076583.html 116 BAMF – Federal Office for Migration and Refugees (Germany): Briefing Notes, 1 Agosto 2022 https://www.bamf.de/SharedDocs/Anlagen/EN/Behoerde/Informationszentrum/BriefingNotes/2022/briefingn otes-kw31-2022.pdf?__blob=publicationFile&v=3 117 BAMF – Federal Office for Migration and Refugees (Germany): Briefing Notes, 8 Agosto 2022 https://www.bamf.de/SharedDocs/Anlagen/EN/Behoerde/Informationszentrum/BriefingNotes/2022/briefingn otes-kw32-2022.pdf?__blob=publicationFile&v=3 118 AI – Amnesty International: Guinea: Further attacks on freedom of expression and association., 10 Agosto
2022 su https://www.ecoi.net/en/document/2077029.html 119 CGRS-CEDOCA – Office of the Commissioner General for Refugees and Stateless Persons (Belgium), COI Per_2 unit: L'opposition politique sous la transition, 25 Agosto 2022 ; AI – Amnesty International: Guinea: Amnesty denounces further arbitrary arrests and excessive use of force, 2 Agosto 2022 https://www.ecoi.net/en/document/2076583.htmlhttps://www.ecoi.net/en/file/local/2079522/coi_focus_guinee._l opposition_politique_sous_la_transition_20220825.pdf ; BAMF – Federal Office for Migration and Refugees
(Germany): Briefing Notes, 24 October 2022 https://www.bamf.de/SharedDocs/Anlagen/EN/Behoerde/Informationszentrum/BriefingNotes/2022/briefingnote s-kw43-2022.pdf?__blob=publicationFile&v=3 120 Dati estrapolati da ACLED Dashborad, filtri: Guinea, 1/1/2022 – 31/12/2022, https://acleddata.com/dashboard/#/dashboard/48CFAA1AF185F74C249377DDE8BE6FBE/6549BB0A895C320
CodiceFiscale_4
International Crisis Group, Tracking Conflicts Worlwide, Guinea, Gennaio 2023, https://www.crisisgroup.org/crisiswatch/database?location%5b%5d=23 122 International Crisis Group, Guinea, Gennaio 2023, https://www.crisisgroup.org/crisiswatch/database?location%5b%5d=23 123 International Crisis Group, Guinea, Febbraio 2023, https://www.crisisgroup.org/crisiswatch/database?location%5b%5d=23 ; Guinea, Two People CP_38 Killed in 18 febbraio 2023, https://www.africanews.com/2023/02/18/guinea-two-people- Persona_39 killed-in-anti-junta-clashes/ ; (Germany) (Author): Controparte_39 Briefing Notes (KW37/20 22 Nel corso di tutto il 2023, si è registrato un aumento degli episodi violenti: 223 in tutto, che hanno comportato la morte di 64 persone: 25 episodi di violenza contro i civili e 7 battaglie. Durante l'anno, ha registrato ben 145 rivolte e 116 proteste124. Pt_14
4.3 Situazione Sicurezza 2024 Anche il 2024 è caratterizzato da una certa instabilità e violenza politica. Non sono segnalati invece eventi violenti diversi. La comunità internazionale ha tuttavia espresso preoccupazione per le tattiche repressive del governo. La giunta militare ha sciolto il governo e limitato il movimento dei ministri licenziati. Nel frattempo, uno sciopero nazionale ha causato tumulto e ha visto disordini violenti. I sindacati, tra cui la Confederazione Nazionale dei Lavoratori della Guinea, il 26 febbraio hanno iniziato uno sciopero generale nazionale a tempo indeterminato, chiudendo scuole, banche e attività commerciali e riducendo i servizi ospedalieri, paralizzando il paese;
gli scioperanti hanno chiesto il rilascio di , Segretario Generale dell'Unione dei Professionisti della Stampa Persona_40 della Gui naio scorso con l'accusa di "partecipazione a proteste non autorizzate", la revoca delle restrizioni in corso su internet e la riduzione del costo dei beni di prima necessità. Nella capitale Conakry, i disordini hanno visto manifestazioni e barricati eretti sulla principale autostrada della città, mentre la polizia avrebbe ucciso due manifestanti durante gli scontri nel primo giorno di sciopero. Decine di donne nel quartiere di Coronthie a Conakry il primo febbraio hanno bloccato le strade e protestato per il fallimento del governo nel fornire aiuti dopo l'esplosione di un deposito di gas a metà dicembre che ha causato almeno 23 morti;
altri manifestanti si sono uniti, citando l'aumento del costo della vita, la repressione politica e le restrizioni su internet. La resistenza popolare è continuata a causa della mancanza di servizi e della repressione;
la polizia avrebbe ucciso due giovani durante le proteste legate ai tagli di corrente nella città di Kindia il 12 marzo e un altro nella capitale Conakry il 14 marzo125.
Le forze di sicurezza e i manifestanti si sono scontrati il 30 luglio 2024 nella capitale Conakry durante le proteste anti-governative organizzate da gruppi della società civile che chiedevano il rilascio degli attivisti. Il gruppo per i diritti Amnesty International, l'11 luglio 2024, ha dichiarato che le autorità hanno aumentato la “repressione del dissenso pacifico” negli ultimi mesi126. Tra il primo gennaio 2024 e il 25 ottobre 2024, ha registrato nel Paese 73 eventi violenti127, Pt_14 di cui: 49 rivolte;
20 episodi di violenza contro i battaglie e 2 proteste128.
SULLA DOMANDA DI RICONOSCIMENTO DELLO “STATUS” DI RIFUGIATO
In relazione alla domanda di riconoscimento dello status di rifugiato, le fonti che disciplinano la materia sono costituite, essenzialmente, dall'art. 10 della Costituzione (secondo cui, da un lato, la condizione dello straniero è regolata dalla legge sulla base delle norme e dei trattati internazionali, dall'altro, lo straniero, al quale è impedito l'effettivo esercizio delle libertà democratiche, riconosciute dalla Costituzione, ha diritto di asilo nel territorio della Repubblica), nonché dal D.Lgs n. 251/2007 che ha dato attuazione ai principi contenuti nella Convenzione di Ginevra del 28.7.1951, ratificata con https://www.bamf.de/SharedDocs/Anlagen/EN/Behoerde/Informationszentrum/BriefingNotes/20 23/briefingnotes-kw37-2023.pdf?__blob=publicationFile&v=3 124 Dati estrapolati da ACLED Dashboard, filtri: Guinea, 1/1/2023 – 31/12/2023, https://acleddata.com/dashboard/#/dashboard/48CFAA1AF185F74C249377DDE8BE6FBE/47048AE08FB7EB1
CodiceFiscale_5 125 International Crisis Group, Guinea, ultimo aggiornamento marzo 2024, https://www.crisisgroup.org/crisiswatch/database?location[]=23&created= 126 International Crisis Group, Guinea, par “July 2024”, https://www.crisisgroup.org/crisiswatch/database?location[]=23&created= 127 ACLED Explorer, 1/1/2024 - 25/10/2024, 5. Guinea, 7. Country, https://acleddata.com/explorer/ 128 ACLED Explorer, 1. Event Counts, 2. Political Violence, 3. Custom date range 1/1/2024 - 25/10/2024, 5.
Guinea, 6 Yes, Admin 1, select all, 7 Country, 8 No, 9 Yes, Event Types, 10. No, https://acleddata.com/explorer/
23 legge n. 722/54, ed alle direttive comunitarie in materia, tra cui la n. 2004/83, recante norme minime sull'attribuzione, ai cittadini di paesi terzi o apolidi, della qualifica di rifugiato o di persona altrimenti bisognosa di protezione internazionale.
Ai sensi del combinato disposto delle lettere e) ed f) dell'art. 2 e dell'art.11 del D.lgs. n. 251/2007 (come è stato chiarito in giurisprudenza, il diritto di asilo di cui all'art. 10 della Costituzione trova riconoscimento e tutela nelle forme e nei limiti previsti dalla citata normativa (SS.UU. n.19393/09 e Cassaz., n.10686/2012), lo status di “rifugiato” è riconosciuto “al cittadino straniero che, per il timore fondato di essere perseguitato per motivi di razza, religione, nazionalità, appartenenza ad un determinato gruppo sociale o opinione politica, si trova fuori dal territorio del Paese di cui ha la cittadinanza e non può o, a causa di tale timore, non vuole avvalersi della protezione di tale Paese” I responsabili della persecuzione, ai fini del riconoscimento, sono, ai sensi dell'art.5 del D.lgs n.251/2007, “a) lo Stato, b) i partiti o le organizzazioni che controllano lo Stato o una parte consistente del suo territorio;
c) soggetti non statuali, se i responsabili di cui alle lettere a) e b) , comprese lo organizzazioni internazionali, non possono o non vogliono fornire protezione, ai sensi dell'articolo 6 comma, contro persecuzioni o danni gravi”. Il timore di subire persecuzioni dai soggetti citati, per i motivi suddetti (razza, religione, nazionalità, appartenenza a gruppi sociali, opinioni politiche), dunque, deve essere fondato, ossia comprovato sulla base di elementi verificabili. Ciò premesso, rileva il Collegio, che i fatti narrati dal richiedente non attengono manifestamente a persecuzioni per motivi di razza, nazionalità, religione, opinioni politiche o appartenenza ad un gruppo sociale e, pertanto, non sono configurabili i presupposti per il riconoscimento dello status di rifugiato come definito dall'art. 1 lett. A della Convenzione di Ginevra del 1951 e dall'art. 2 comma 1 lett. e) del D.lgs. 251/2007.
Deve pertanto rigettarsi la domanda principale di riconoscimento dello status di rifugiato.
SULLA DOMANDA DI PROTEZIONE SUSSIDIARIA E LA VALUTAZIONE DI CREDIBILITA' DEL RICORRENTE.
Priva di fondamento è, altresì, la richiesta di protezione sussidiaria. Ai sensi dell'art. 2, lett. g) ed h) del D.lgs. n. 251/2007, “persona ammissibile alla protezione sussidiaria” è “il cittadino straniero che non possiede i requisiti per essere riconosciuto come rifugiato, ma nei cui confronti sussistano fondati motivi di ritenere che, se ritornasse nel Paese d'origine (o, nel caso di un apolide, se ritornasse nel Paese nel quale aveva precedentemente la dimora abituale), correrebbe un rischio effettivo di subire un grave danno come definito dal presente decreto ed il quale non può o, a causa di tale rischio, non vuole avvalersi della protezione di detto Paese”. La definizione di danno grave è contenuta nel successivo art. 14 a norma del quale "sono considerati danni gravi: a) la condanna a morte o all'esecuzione della pena di morte;
b) la tortura o altra forma di pena o trattamento inumano o degradante ai danni del richiedente nel suo Paese d'origine; c) la minaccia grave e individuale alla vita o alla persona di un civile derivante dalla violenza indiscriminata in situazioni di conflitto armato interno o internazionale". In particolare, con riferimento alle ipotesi di rischio di condanna a morte o trattamento inumano o degradante si deve, anzitutto richiamare la sentenza resa dalla Grande Sezione della Corte di Giustizia in data 17 febbraio 2009 (C – 465/07, che nell'individuare l'ambito di protezione Per_41 offerta dall'art. 15 Direttiva 2004/83/CE (disposi sposta dal legislatore italiano con l'adozione dell'art. 14 D.lgs. n.251/2007 prima richiamato), al punto 31 della motivazione ha chiarito che affinché al richiedente possa essere accordata la protezione sussidiaria - qualora sussistano, conformemente all'art. 2 lettera e) di tale direttiva, fondati motivi di ritenere che il richiedente incorra in un “rischio effettivo di subire un … danno” nel caso di rientro nel paese interessato” - i termini
“condanna a morte” o “l'esecuzione”, nonché “la tortura o altra forma di pena o trattamento
24 inumano o degradante ai danni del richiedente” devono riguardare un rischio di danno riferiti alla particolare (individuale) posizione del richiedente essendovi una evidente differenziazione tra questo rischio di danno e quello derivante da situazioni di violenza generalizzata (si vedano in particolare i punti da 32 a 35 della sentenza citata). E', quindi, necessario che, dal complesso della vicenda posta a base della domanda, emerga l'esistenza di un fondato rischio per il richiedente di essere esposto a simili sanzioni a causa della propria situazione specifica, non essendo invece in questa sede rilevante l'eventuale rischio di
“trattamenti inumani o degradanti” derivante da una situazione di violenza generalizzata alla quale potrebbe essere esposta tutta la popolazione di una determinata zona. Rispetto a questa ipotesi di protezione sussidiaria il ricorrente non ha svolto alcuna allegazione che possa essere valutata in termini di rischio futuro di essere destinatario, in caso di rimpatrio, di sanzioni come la pena di morte o altri trattamenti inumani o degradanti. Senza contare che le due forme di protezione maggiori, costituendo diretta attuazione del diritto costituzionale d'asilo (cfr. Cassaz., n.11110/2019), sono riconoscibili allo straniero al quale sia pur sempre “impedito nel suo paese l'esercizio delle libertà democratiche” (art. 10 comma 3, Cost.); ipotesi questa estranea in vicende non di carattere generale ma di carattere privato (cfr. Cassaz., n.9043/2019). Con riferimento al danno grave (art. 14, lettera c), la giurisprudenza della Corte di Cassazione ha di recente chiarito che “In tema di protezione sussidiaria dello straniero prevista dall'art. 14, lett. c), del d.lgs. n. 251 del 2007, l'ipotesi della minaccia grave ed individuale alla vita o alla persona di un civile derivante dalla violenza indiscriminata in situazioni di conflitto armato interno od internazionale, non è subordinata alla condizione che lo straniero fornisca la prova di essere interessato in modo specifico a motivo di elementi che riguardino la sua persona, ma sussiste anche qualora il grado di violenza indiscriminata che caratterizza il conflitto armato in corso, valutato dalle autorità nazionali competenti, raggiunga un livello così elevato da far ritenere presumibile che il rientro dello straniero lo sottoponga, per la sola presenza sul territorio, al rischio di subire concretamente gli effetti della minaccia” (Cass., ord. n. 18130/2017).
Ebbene, non si può ritenere nel caso concreto che i fatti narrati integrino il pericolo di un grave danno come innanzi definito, non ricorrendo invero alcuna delle ipotesi di cui all'art. 14 D.lgs n.251/2007.
Ed invero, pur ritenendo credibili le dichiarazioni fornite dal ricorrente in ordine alla sua nazionalità ed al luogo di provenienza, quanto alle ragioni che lo avrebbero indotto a lasciare il proprio Paese, il Collegio ritiene che la narrazione proposta in sede di audizione presso la non superi lo standard probatorio richiesto. Controparte_2 esto Collegio che devono essere integralmente condivise le motivazioni contenute nel provvedimento impugnato, laddove è evidente che, dal racconto del richiedente, emerge chiaramente che le ragioni per le quali ha lasciato il paese di origine sono legate a questioni afferenti alla sfera personale. Per quanto concerne poi, più specificatamente, il diritto al riconoscimento della protezione sussidiaria ai sensi dell'art. 14 lett. c) D.lgs. n. 251/2007, occorre rilevare che nell'area della GUINEA CONAKRY da cui proviene il ricorrente si rilevano conflittualità, ma non tali da giustificare la concessione della misura richiesta, non potendo ritenersi che la zona interessata sia caratterizzata da una violenza indiscriminata e diffusa ed, in generale, che nel paese d'origine vi sia un livello di violenza così elevato da comportare per i civili, per la sola presenza nell'area in questione, il concreto rischio della vita, alla stregua delle acquisite informazioni.
SULLA DOMANDA DI PROTEZIONE SPECIALE Nulla va disposto sulla protezione speciale essendo stata già riconosciuta dalla CP_2
.
[...]
SULLE SPESE DI GIUDIZIO Nulla va disposto in punto di spese, ritenendo il Collegio di poter condividere il principio
25 affermato dalla Suprema Corte riguardo l'inapplicabilità dell'art. 133 D.P.R n.115/2002 – in base al quale la parte non ammessa al patrocinio, ove soccombente, deve rifondere le spese processuali di quella ammessa attraverso il pagamento in favore dello Stato – nell'ipotesi in cui, come la presente,
“la liquidazione dovrebbe essere effettuata a carico di un'amministrazione dello Stato a favore di altra amministrazione, il che costituisce all'evidenza un non senso”(cfr. Cassaz., n.18583/2012; contra ord.Cassaz., n.5819/2018)
P.Q.M.
Il Tribunale di Lecce, Sezione Specializzata per le controversie in materia di immigrazione, protezione internazionale e libera circolazione dei cittadini nell'Unione Europea, definitivamente pronunciando, ogni altra istanza respinta, così provvede:
- rigetta il ricorso;
- nulla sulle spese. Così deciso nella camera di consiglio del 13-3-2025
Il Presidente Relatore
dott. Mario Cigna
Il presente provvedimento è stato redatto su predisposizione della minuta da parte del GOP avv. Giovanni Tommasi, ai sensi della delibera del CSM dell'1.06.2017.
26 1. DA COMPARE FOOTNOTE PAGES 1 Britannica, Guinea, https://www.britannica.com/place/Guinea
4 2 Britannica, Guinea, https://www.britannica.com/place/Guinea 3 ICNC, Guinea: 1958 – present, ottobre 2010, https://www.nonviolent-conflict.org/guinea-1958-present/ 4 HRW, Guinea: Landmark trial for 2009 massacre, 22 settembre 2022, https://www.hrw.org/news/2022/09/22/guinea-landmark-trial-2009-massacre; cfr. Anche HRW, Guinea: Landmark trial for 2009 massacre, 22 settembre 2022, https://www.hrw.org/news/2022/09/22/guinea-landmark- trial-2009-massacre 5 (Author): BTI 2024 Country Report Guinea, 19 March 2024 , pagg. 9 e 10, Controparte_5 https://www.ecoi.net/en/file/local/2105871/country_report_2024_GIN.pdf 6 Cia Factbook, Guinea, su https://www.cia.gov/the-world-factbook/countries/guinea/summaries 7 Minority Rights Group Guinea, gennaio 2018; https://minorityrights.org/country/guinea/ 8 WorldAtlas, Ethnic Groups Of Guinea (Conakry), 25 aprile 2017, https://www.worldatlas.com/articles/ethnic- groups-of-guinea-conakry.html 9 Cia Factbook, Guinea, su https://www.cia.gov/the-world-factbook/countries/guinea/summaries
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98 Human Rights Watch - HRW, Guinea: Violence During Referendum, 10 April 2020, https://www.hrw.org/news/2020/04/10/guinea-violence-during-referendum
99 Human Rights Watch - HRW, Guinea: Violence During Referendum, 10 April 2020, https://www.hrw.org/news/2020/04/10/guinea-violence-during-referendum 19
TRIBUNALE DI LECCE SEZIONE SPECIALIZZATA IN MATERIA DI IMMIGRAZIONE, PROTEZIONE INTERNAZIONALE E LIBERA CIRCOLAZIONE DEI CITTADINI DELL'UNIONE EUROPEA
Il Tribunale di Lecce, in composizione collegiale, riunito in camera di consiglio nelle persone dei magistrati: dr. Mario Cigna Presidente rel. dr.ssa Alessandra Cesi Giudice dr.ssa Caterina Stasi Giudice
nella procedura iscritta al n. 4102/2023 promossa da
(cognome) (nome) nato in [...] il [...], Pt_1 Pt_2 C.F._1
e difeso dall'avv. DITONNO CRISTIA Parte_3
RICORRENTE nei confronti di
, Controparte_1
di Controparte_2 LECCE
RESISTENTE e con l'intervento del PUBBLICO MINISTERO
ha pronunziato il presente
DECRETO
avente ad oggetto: ricorso ex artt. 35 e 35 bis d.lgs. 25/2008.
PREMESSE IN FATTO Con ricorso depositato il giorno 07/06/2023, ha proposto ricorso avverso Parte_4 la decisione emessa nella seduta del 18.05.2 05/2023 con la quale la di Lecce ha rigettato la domanda di protezione internazionale disponendo la Controparte_2 Questore per il rilascio di un permesso di soggiorno per protezione speciale, concludendo in via principale per il riconoscimento dello status di rifugiato ed in subordine per la protezione sussidiaria. Si è costituito il , chiedendo il rigetto del Controparte_3 ricorso. È intervenuto il Pubblico Ministero il quale ha reso il parere di rito. Dal certificato del casellario giudiziale non risultano precedenti penali;
non risultano inoltre carichi pendenti presso la Procura della Repubblica di Lecce;
dall'informativa pervenuta dalla Questura non si evincono precedenti di polizia a carico del ricorrente. All'udienza del 13.03.2025 , previa trattazione scritta della causa e a seguito di termine concesso alle parti per il deposito di note scritte, il fascicolo è stato rimesso al Giudice relatore per riferire al Collegio per la decisione.
_______________________
Il ricorso non merita accoglimento per le ragioni che di seguito vengono esposte.
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RAGIONI DELLA DECISIONE
PREMESSA METODOLOGICA: Sull'esame della domanda e sui criteri di valutazione degli elementi In virtù delle norme di cui all'art. 3 del D.lgs. n. 251/2007 ed agli artt. 8 comma 3 e 27 comma 1 bis D.lgs. n.25/2008, attuative delle Direttive 2005/85/CE (direttiva procedure) e 2004/83/CE (direttiva qualifiche), nei procedimenti per il riconoscimento della protezione internazionale assumono preminente rilievo i due connessi temi dell'onere probatorio del richiedente e del potere-dovere di cooperazione istruttoria del giudicante. Se da un lato, infatti, “Il richiedente è tenuto a presentare, unitamente alla domanda di protezione internazionale o comunque appena disponibili, tutti gli elementi e la documentazione necessaria a motivare la medesima domanda” (art. 3, comma 1 D.lgs. n.251/2007), dall'altro, il giudicante è tenuto ad esaminare “ciascuna domanda…alla luce di informazioni precise ed aggiornate circa la situazione generale dei richiedenti asilo e, ove occorra, dei Paesi in cui questi sono transitati elaborate dalla Commissione nazionale sulla base dei dati forniti dall'UNHCR e dall'EASO, dal Ministero degli affari esteri, anche con la collaborazione di altre agenzie ed enti di tutela dei diritti umani operanti a livello internazionale, o comunque acquisite dalla commissione stessa. La Commissione nazionale assicura che tali informazioni, costantemente aggiornate, siano messe a disposizione delle Commissioni territoriali, secondo le modalità indicate dal regolamento da emanare ai sensi dell'art.38 e siano altresì fornite agli organi giurisdizionali chiamati a pronunciarsi su impugnazioni di decisioni negative” (art. 8 comma 3 D.lgs. N.25/2008). Indubbio dunque che l'esame di “tutti gli elementi significativi della domanda” (art. 3 comma 1 cpv D.lgs. n.251/2007) debba avvenire, in cooperazione con il richiedente (art. 4 direttiva 2011/95/UE del 13 dicembre 2011), in quanto, benché quest'ultimo sia tenuto a produrre “tutti gli elementi necessari a motivare la domanda” “spetta tuttavia allo Stato membro interessato cooperare con tale richiedente nel momento della determinazione degli elementi significativi della stessa. Tale obbligo di cooperazione in capo allo Stato membro implica pertanto concretamente che, se, per una qualsivoglia ragione, gli elementi forniti dal richiedente una protezione internazionale non sono esaustivi, attuali o pertinenti, è necessario che lo Stato membro interessato cooperi attivamente con il richiedente […]. Peraltro, uno Stato membro riveste una posizione più adeguata del richiedente per l'accesso a certi documenti” (Corte Giust. UE 22 novembre 2012 n.277/11)
Ciò, peraltro, non vuol dire, come ampiamente chiarito dalla giurisprudenza di legittimità (da ultimo cfr. Cassaz., n.15797/2019 e n.16028/2019), che la domanda di protezione internazionale resti sottratta all'applicazione del principio dispositivo, codificato nel nostro ordinamento dall'art. 115 del codice di rito. Tale principio, tuttavia, subisce una sensibile attenuazione, nel senso che, pur incombendo al richiedente asilo l'onere di indicare i fatti costitutivi del diritto alla richiesta protezione, resta potere- dovere del giudice colmare le lacune informative della domanda in modo coerente e pertinente con essa, avvalendosi in ciò dei poteri di indagine e di informazione di cui al comma 3 art. 8 come innanzi richiamato. Va sottolineato, invero, che il dovere di cooperazione istruttoria da parte del giudicante non è correlato a fatti e circostanze non dedotti o allegati dal ricorrente (cfr. Cassaz., 2355/2020) perché detto dovere viene ad incidere esclusivamente sull'onere probatorio e non su quello dell'allegazione (cfr. Cassaz., 19197/15; Cassaz., n11103/2019; Cassaz., n.21275/19; Cassaz., n.7541/2020), di talché non va confuso l'onere probatorio attenuato con un inesistente onere di allegazione attenuato (cfr. Cassaz., n.13088/2019). I fatti costitutivi del diritto azionato - si ripete - devono necessariamente essere indicati dal richiedente perché anche su di lui grava il dovere di cooperazione di cui al citato decreto del 2007, essendo l'unico soggetto, ovviamente, ad essere in possesso di tutte le notizie relative alla sua storia personale: “in merito alla sua età, condizione sociale, anche dei congiunti se rilevante ai fini del riconoscimento, identità, cittadinanza, paesi e luoghi in cui ha soggiornato in precedenza, domande di asilo pregresse, itinerari di viaggio, documenti di identità e di viaggio, nonché i motivi della sua domanda di protezione internazionale” (art. 3, comma 2 D. lgs n.251/2007).
2 Il giudice, in altri termini, non può “supplire attraverso l'esercizio dei suoi poteri ufficiosi alle decisioni probatorie del ricorrente” (cfr. Cassaz., n.3016/2019; n.30969/2019; n.27336/2018). Nell'esame della domanda il giudice è, quindi, tenuto alla valutazione rigorosa, su base individuale di:
a) tutti i fatti pertinenti che riguardano il Paese di origine al momento dell'adozione della decisione;
b) le dichiarazioni e la documentazione pertinente presentata dal richiedente, che deve almeno dedurre in relazione alle due domande di protezione maggiore se ha subito o rischia di subire persecuzione o danni gravi;
ad es. in relazione alla fattispecie di cui all'art. 14, lett. c D.lgs n251/2007 deve quanto meno allegare l'esistenza di un conflitto armato o di violenza indiscriminata (cfr. Cassaz., n.3016/2019); c) la situazione individuale e le circostanze personali del richiedente;
d) l'eventualità che le attività svolte dal richiedente, dopo aver lasciato il Paese d'origine, abbiano mirato, esclusivamente o principalmente, a creare le condizioni necessarie alla presentazione di una domanda di protezione internazionale, al fine di stabilire se dette attività espongano il richiedente a persecuzione o danno grave in caso di rientro nel Paese;
e) l'eventualità che il richiedente possa far ricorso alla protezione di un altro Paese di cui potrebbe dichiararsi cittadino (art. 3, comma 3 D.lgs n.251/2007). La valutazione di credibilità delle dichiarazioni del richiedente, in difetto di prova, deve avvenire alla stregua degli indicatori di credibilità soggettiva previsti dal dall'art. 3 comma 5 del D.lgs. n.251/2007, il quale, in parziale deroga all'art. 2697 cod. civ., così stabilisce:
“Qualora taluni elementi o aspetti delle dichiarazioni del richiedente la protezione internazionale non siano suffragati da prove, essi sono considerati veritieri se l'autorità competente a decidere sulla domanda ritiene che: a) il richiedente ha compiuto ogni ragionevole sforzo per circostanziare la domanda;
b) tutti gli elementi pertinenti in suo possesso sono stati prodotti ed è stata fornita idonea motivazione dell'eventuale mancanza di altri elementi significativi;
c) le dichiarazioni del richiedente siano da ritenersi coerenti, plausibili e non sono in contraddizione con le informazioni generali e specifiche pertinenti al suo caso, di cui si dispone;
d) il richiedente ha presentato la domanda di protezione internazionale il prima possibile, a meno che egli non dimostri di aver avuto un giustificato motivo per ritardarla;
e) dai riscontri effettuati il richiedente è in generale attendibile…”.
Il giudizio sull'attendibilità del richiedente si esaurisce in un apprezzamento di fatto attraverso il quale il giudice sottopone le dichiarazioni del richiedente non solo ad un controllo di coerenza interna (sufficienza di dettagli e specificità del racconto, plausibilità) ed esterna (coerenza con le informazioni fornite da altri testimoni, da documenti offerti o altre prove acquisite) ma, soprattutto, ad una “verifica di credibilità razionale” della vicenda posta a base della domanda (cfr. Cassaz., n. 1195/2020), vale a dire della sua coerenza e plausibilità (cfr. Cassaz., n.6897/2020).
Con la precisazione, stando agli orientamenti più recenti della Suprema Corte, che “la valutazione di credibilità” deve riguardare tutti gli elementi complessivamente considerati e non in maniera atomistica (cfr. Cassaz., n.10908/2020; n.7546/2020, n. 7599/2020; n.8819/2020), perché “la valutazione di credibilità non può essere motivata soltanto con riferimento ad elementi isolati e secondari…quando invece viene trascurato un profilo decisivo e centrale del racconto” (cfr. Cassaz.,10908/2020).
Non solo: il dovere di cooperazione istruttoria deve, in linea generale, precedere e non seguire la valutazione di attendibilità perché esso deve ritenersi sussistente “anche in presenza di una narrazione dei fatti attinente alla vicenda personale inattendibile e comunque non credibile” (cfr. Cassaz., n.2954/2020; Cassaz., 3016/2019 in relazione alla fattispecie di cui all'art. 14 lett. c) D.lgs n.251/2007).
Difatti, la cooperazione istruttoria officiosa serve proprio per valutare la credibilità del racconto che il giudice, evidentemente, non può valutare se non ex post, all'esito degli accertamenti disposti, e detto obbligo può essere eluso dal giudicante solo in ipotesi di manifesta falsità delle dichiarazioni rese dal richiedente (cfr. Cassaz., n.8819/2020),
Va rilevato, infine, che, qualora all'esito del vaglio di credibilità, eseguito secondo i criteri di cui innanzi, dovessero permanere dubbi e margini di incertezza rispetto ad alcuni dettagli della
3 narrazione, “può trovare applicazione il principio del beneficio del dubbio” rammentando che “la funzione del procedimento giurisdizionale di protezione internazionale è quella - del tutto autonoma dalla precedente fase amministrativa - di accertare la sussistenza o meno del diritto del richiedente al riconoscimento di una delle forme di asilo previste dalla legge” (cfr. Cassaz., n. 7599/2020) e
“oggetto del giudizio è pur sempre la persona, i suoi diritti fondamentali, la sua dignità di essere umano” (cfr. Cassaz., n.8819/2020) .
La regola probatoria nei procedimenti per la protezione internazionale non può dunque essere quella tipica del processo ordinario per cui “actore non probante reus absolvitur”, bensì quella, “in dubio pro actore”.
LE DICHIARAZIONI DEL RICORRENTE
Il richiedente, in sede di audizione personale dinanzi alla Commissione Territoriale, premesso di essere cittadino guineano, di essere nato a [...], di aver frequentato la scuola per sei anni, di essere di fede musulmana, di non essere sposato e di non avere figli, di aver lasciato il suo paese alla fine del 2017, di essere andato in Mali, Algeria, Libia e di essere arrivato in Italia il 30.09.2022, ha dichiarato che le condizioni economiche della sua famiglia non erano buone ed era stato costretto a lasciare gli studi per lavorare nei campi. Aveva, inoltre, un problema agli occhi per il quale gli era stato consigliato un intervento rischioso, mentre il fratello era rimasto invalido. Decise, allora, di lasciare il paese. In caso di rientro teme di non potersi curare oltre alla situazione di insicurezza del suo paese.
SUL DIRITTO DI ASCOLTO DEL RICORRENTE
Per ciò che concerne il caso di specie, il Giudice designato, letto il ricorso ed esaminata l'intera documentazione prodotta, non ha proceduto all'audizione personale del ricorrente, ritenendo che la causa prospettasse questioni di fatto e di diritto che potessero essere risolte sulla scorta della documentazione in atti e delle osservazioni scritte dalla parti (cfr. Corte EDU 12 novembre 2002, Dory c. Svezia, n. 28394/95; CGUE, 26 luglio 2017, , C – 348/16; ex multis Cass. Civ. Persona_1 22049/20), anche considerando che non sono stati individuati aspetti in ordine ai quali il ricorrente intendesse fornire chiarimenti (ex multis, Cass. Civ. 21584/2020; CGUE 4 ottobre 2018,
C- 652/16). Tenuto conto dei fatti narrati dal ricorrente come motivo dell'espatrio e di Persona_2
in sede giurisdizionale, il Collegio condivide quanto ritenuto dal relatore, non reputando necessaria l'audizione personale ai fini della decisione.
SUGLI ELEMENTI ACQUISITI D'UFFICIO - LE INFORMAZIONI SUL PAESE DI ORIGINE
1. Introduzione
La Guinea confina a nord-ovest con la Guinea-Bissau, a nord con il Senegal, a nord-est con il Mali, a sud-est con la Costa d'Avorio e a sud con la Liberia e la Sierra Leone. L'Oceano Atlantico si trova a ovest.1 Ufficialmente chiamata Repubblica di Guinea, il Paese è suddiviso in sette regioni (Boke, Per_ Faranah, Kankan, Kindia, ed un Governatorato (Conakry), per Per_4 Per_5 un'estensione di 245,857 km r li anta in poi la Guinea ha registrato una rapida crescita demografica e una continua migrazione dalle zone rurali ai centri urbani. Il principale centro urbano della Guinea è Conakry. Dalla punta della penisola di Camayenne, una zona industriale si è espansa verso nord. Kankan, in Alta Guinea, è un centro commerciale, educativo, amministrativo e religioso musulmano di una certa importanza. Labé, è un mercato e centro amministrativo ed educativo;
Nzérékoré, nella Regione della Foresta, svolge le stesse funzioni. Altre città importanti sono i centri commerciali di Kindia e e gli insediamenti industriali di Boké, Per_4 Fria e Kamsar.2
Il Paese ottenne l'indipendenza dalla Francia nel 1958, rifiutando una legge francese che offriva solo una limitata autonomia. divenne il primo presidente. Dopo la sua morte nel 1984, Parte_5
median prese il potere e governò il Paese per quasi un decennio, CP_4
Guinea divenne più povera e instabile durante il suo governo, con frequenti proteste. Nel 2008, un altro colpo di stato portò al potere che inaugurò una nuova Persona_6 dittatura militare3. Il 28 settembre 2009, si verific io di Conakry, dove si è assistito all'uccisione di oltre 150 manifestanti pacifici che protestavano contro la candidatura alla presidenza del leader del colpo di stato e a violenze sessuali su donne per Persona_6 mano delle forze di sicurezza del Paese 2 è iniziato il processo per questi crimini contro undici imputati4.
A seguito del terzo e ultimo colpo di Stato del settembre 2021, la giunta militare (CNRD, National Committee for Reconciliation and Development) ha preso il potere al posto di CP_4 Il CNRD controlla l'esecutivo e ha selezionato i membri del Consiglio Nazio Transizione, che attualmente funge da braccio legislativo del governo. La magistratura è istituzionalmente separata, ma sotto l'attuale giunta militare governante risponde direttamente all'esecutivo. La maggior parte dei guineani considera la magistratura altamente corrotta, che emette costantemente sentenze a favore di coloro che offrono il maggior mazzetta o che possono usare l'influenza dello Stato per determinare gli esiti giudiziari5.
1.1 Popolazione e gruppi etnici
In Guinea sono presenti diversi gruppi etnici che si distinguono sia dal punto di vista linguistico- culturale che per area geografica. I principali gruppi sono:6
- I o (circa il 33,4% del totale); Per_7 Per_8
- I detti sono una popolazione di lingua Mandé e corrispondono a circa il Per_9 Per_10 29, a popolazion
- I , anch'essi di lingua Mandé, sono circa il 21,2% della popolazione ma hanno avuto un Per_11 ruo ante nella politica della Guinea sin dal 1984; Per_1
- I (o , principalmente concentrati nel distretto amministrativo Nzérékore, Per_13 rappr o il la popolazione. I sono il gruppo maggioritario in Guinea meridionale, i nella Guinea centrale e i Per_11 Per_8 el nord. I gruppi minoritari in queste regioni tendono a ilarsi a quello dominante. Per_9 ono gruppi dominanti della Forest Region.7 Le distinzioni etniche devono comunque essere considerate fluide ed i matrimoni interrazziali fra i diversi gruppi etnici in Guinea sono comuni.8 Per_ Per_1 Oltre ai predetti gruppi etnici compaiono i (6,2% della popolazione), i (1,6%), altri/stranieri (0,4%), secondo una stima del 201 Nonostante i peuhl rappresentino il gruppo etnico maggioritario nonché il maggiore potere intellettuale, economico e religioso del Paese, essi sono stati spesso percepiti come una minaccia dal resto delle comunità ragion per cui – dall'indipendenza della Guinea nel 1958 – non vi sono mai stati presidenti peuhl ma sempre .10 Vi sono infatti osservazioni sull'eccessiva Per_16 Per_11 rappresentanza degli etnici M a quasi totale degli etnici nel governo Per_8 attuale11. Come riportato dal report del 2024 di BTI, la maggior parte dei guine ice pronta a sottolineare che l'etnia non è un aspetto particolarmente importante della loro vita quotidiana. Eppure, allo stesso tempo, i politici guadagnano regolarmente voti alimentando la diffidenza etnica e la violenza. Specialmente durante il periodo che precede le elezioni, molti guineani, soprattutto giovani uomini, sembrano desiderosi di partecipare a tali violenze. La frattura tra gli etnici Maninka e è quella più spesso identificata, ma quella tra i e i un sottogruppo dei Per_8 CP_6 Per_17
, ha provocato ancora più vittime, specialment on I Per_5 Per_8 in Guinea parlano di essere marginalizzati dal governo giunta, anche se non son d nei modi espliciti in cui lo sono stati sotto le amministrazioni di e Per_6 Per_18
1.2 Religione
Circa l'85% della popolazione è musulmana, l'8% è cristiana e il 7% aderisce a credenze religiose indigene. Gran parte della popolazione musulmana e cristiana incorpora rituali indigeni nelle proprie pratiche religiose. I musulmani sono generalmente sunniti maliki;
è presente anche il sufismo. I gruppi cristiani comprendono cattolici romani, anglicani, battisti, testimoni di Geova, avventisti del settimo giorno e diversi gruppi evangelici. Vi è anche una piccola comunità baha'i, oltre a un piccolo numero di induisti, buddisti e aderenti alle credenze religiose tradizionali cinesi tra i residenti stranieri. I musulmani sono la maggioranza in tutte e quattro le regioni del Paese. I cristiani sono concentrati nelle grandi città, tra cui Conakry, nel sud, e nella Regione della Foresta orientale. Gli aderenti alle credenze religiose indigene sono più diffusi nella Regione della Foresta13.
1.3 Lingue
Nella Bassa Guinea, la lingua principale dei Susu ha gradualmente sostituito molte delle altre lingue indigene ed è una lingua franca per la maggior parte della popolazione costiera. Nel Fouta Djallon, la lingua principale è il UL (un dialetto del Fulfulde, la lingua dei Fulani), mentre nella Guinea Superiore la lingua LI (Maninkakan) è la più diffusa. La Regione Forestale contiene le aree Per_ linguistiche, da est a ovest, di ), e 14 Persona_19 Per_20
1.4 Sviluppi politici
A seguito dell'indipendenza dalla Francia raggiunta nel 1958 e della presidenza di Parte_5
durata fino al 1984, il Paese è stato governato per quasi un decennio, fino al 199
[...] Pt_6
che prese il potere mediante un colpo di Stato. Seguì un periodo di instabilità e di
[...] te. Nel 2008 il Paese ha assistito al secondo colpo di Stato a seguito del quale Persona_6 inaugurò una nuova dittatura militare15, e all'uccisione di almeno 150 manif
[...] acro dello Stadio di Conakry del 28 settembre 2009. Solo nel settembre 2022 è iniziato il processo per questi crimini contro undici imputati16. Il 31 luglio 2024 sono state pronunciate le sentenze. Secondo i media, sono stati giudicati colpevoli otto imputati, tra cui l'allora capo della giunta, condannato a 20 anni di carcere. La stessa pena è stata inflitta a Persona_6 a capo della polizia. Altri imputati hanno ricevuto pene detentive tra i Persona_21 anto riferito, le organizzazioni per i diritti umani e le Nazioni Unite hanno accolto il verdetto come un simbolo importante nella lotta contro l'impunità.17
AL ON, veterano dell'opposizione della Guinea, vinse le elezioni presidenziali democratiche del novembre 2010 contro l'ex premier . Nel timore che i sostenitori dell'Unione Persona_22Per_2 delle Forze Democratiche della Gui potessero scatenare disordini, le autorità hanno dispiegato soldati nella maggior parte degl li delle strade della capitale, soprattutto presso la commissione elettorale18. Il governo di ON divenne sempre più autoritario. Violazioni dei diritti umani e violenza politica caratterizzarono il suo mandato, culminando in un'ondata di violenze interetniche nel 2013. La violenza politica in Guinea è infatti sottolineata da profonde divisioni etniche ed è sfociata tra i membri del più grande partito di opposizione, l'
[...]
(Union des forces démocratiques de NÉ, UFD Controparte_7 è di etnia e il Raggruppamento del Popolo della Guinea Per_8 (Rassemblement du peuple de NÉ, RP otere sotto ON, dominato dall'etnia LI19.
ON vinse nuovamente le elezioni dell'11 ottobre 2015 con il suo partito RPG – Rassemblement du peuple du NÉ - contro e l' Persona_22 CP_8 Controparte_9
. Si sono registrati sc un v
[...]
9, iniziò il dibattito sulla revisione costituzionale per permettere a ON di restare al potere. Nel 2020, la nuova costituzione fu approvata in un referendum controverso, garantendo a ON un terzo mandato iniziato ufficialmente il 21 dicembre 202021. Nel frattempo, continuano gli episodi di violenza politica e gli arresti degli oppositori e leader del Fronte Civile Nazionale per la Difesa della Costituzione (FNDC) 22. 17 BAMF - Federal Office for Migration and Refugees (Germany): Briefing Notes (KW32/2024), 5 August 2024 https://www.bamf.de/SharedDocs/Anlagen/EN/Behoerde/Informationszentrum/BriefingNotes/2024/briefingnote s-kw32-2024.pdf?__blob=publicationFile&v=3 18 France 24, AL CO declared winner in Guinea presidential run-off, 15/11/2010, https://www.france24.TI diallo-politics-africa-cnei 19 Human Rights Watch–Guinea: Security Force Excesses, Crimes Before Elections, Improve Oversight,
Accountability, Training Dakar, 30 luglio 2015; Guinea: Security Force Excesses, Crimes | Human Rights
Watch (hrw.org) 20 ACLED, Guinea – 2015 Update, 5 Novembre 2015, https://acleddata.com/2015/11/05/guinea-november-2015- update/ 21 HRW, Guinea: Violence During Referendum, 10 April 2020, https://www.hrw.org/news/2020/04/10/guinea- violence-during-referendum ; TNH, Guineans vote in controversial referendum amid coronavirus outbreak, 23 March 2020, http://www.thenewhumanitarian.org/news/2020/03/23/Guinea-referendum-presidential-power- coronavirus;
France24, IN CO takes presidential oath for third mandate, 15 December 2020, https://www.france24.com/en/africa/20201215-guinea-s-president-cond%25C3%25A9-sworn-in-after- disputed-re-election-urges-unity 22 Amnesty International, Guinea: At least 50 people killed with impunity during protests in less than a year, 1 ottobre 2020, https://www.amnesty.org/en/latest/news/2020/10/guinee-au-moins-personnes- tues-en-toute-impunite-dans-des-manifestations/ ; v. anche: International Crisis Group, Latest Updates
Africa: Guinea, Ottobre 2020, https://www.crisisgroup.org/crisiswatch/november-alerts-and-october- trends-2020 AI, Guinea: Defense and security forces killed … after presidential election, 15 December
2020, https://www.amnesty.org/en/latest/news/2020/12/guinea-defense-and-security-forces-killed- people-in-proopposition-neighbourhoods/ Al Jazeera, Guinea arrests opposition leaders after disputed election, 12 November 2020, https://www.aljazeera.com/news/2020/11/12/guinea-arrests-opposition- figures-after-contested-vote ; Risoluzione del Parlamento europeo del 13 febbraio 2020 sulla Repubblica di
Guinea, segnatamente la violenza nei confronti dei manifestanti (2020/2551(RSP)), 13 febbraio 2020, https://www.europarl.europa.eu/doceo/document/TA-9-2020-0036_IT.pdf ; v. anche , Guinea: Two CP_10 opposition figures given 1-year jail sentences, 13 gennaio 2021, https://www.aljazeera.com/news/2021/1/13/guinea-two-opposition-figures-get-one-year-jail-sentences
7 Il 5 settembre del 2021, dopo le elezioni contestate, avvenne un colpo di stato militare guidato da
ON fu arrestato e divenne presidente ad interim alla guida di un Persona_23 Per_23 l terzo colpo di stato la Guinea dall'anno della sua indipendenza, raggiunta nel 1958. 23
La transizione politica è stata turbolenta, con frizioni con la comunità internazionale. Nel 2022, si è aperto un dialogo con l' Tuttavia, i tentativi di dialogo sono stati ostacolati e le proteste CP_11 represse24.
Come parte di una roadmap di transizione in 10 punti negoziata con la Comunità Economica degli Stati dell'Africa Occidentale (ECOWAS), la giunta militare si è impegnata a tenere elezioni presidenziali e legislative entro dicembre 2024 25 . A febbraio 2024 i leader militari auto-nominati della Guinea hanno sciolto il governo e dichiarato che nomineranno un nuovo governo26.
2. Diritti umani Disclaimer: le problematiche trattate non sono esaustive e se un tema non è menzionato nella scheda non significa che nel Paese specifico non sia presente. Secondo i report più recenti del 2023, le questioni significative relative ai diritti umani includevano rapporti credibili di: omicidi illegali o arbitrari;
tortura o trattamenti o pene crudeli, inumani o degradanti da parte del governo;
condizioni carcerarie rigide e pericolose per la vita;
arresti o detenzioni arbitrarie;
prigionieri politici o detenuti;
gravi problemi legati all'indipendenza del potere giudiziario;
interferenze arbitrarie o illegali nella privacy;
punizione dei familiari per presunti reati commessi da un parente;
gravi restrizioni alla libertà di espressione e dei media, incluse violenze o minacce di violenza contro i giornalisti, censura e minacce di applicare leggi sulla diffamazione penale;
interferenze sostanziali con la libertà di riunione pacifica;
restrizioni alla libertà di movimento e di residenza all'interno del territorio di uno Stato e sul diritto di lasciare il paese;
incapacità dei cittadini di cambiare pacificamente il proprio governo attraverso elezioni libere e democratiche;
restrizioni gravi e irragionevoli sulla partecipazione politica;
grave corruzione governativa;
mancanza di indagine e responsabilità per la violenza di genere, inclusa la mutilazione genitale femminile;
traffico di persone;
crimini che coinvolgono violenze o minacce di violenza contro persone lesbiche, gay, bisessuali, transgender, queer o intersex;
leggi che criminalizzano il comportamento sessuale tra adulti dello stesso sesso che non sono state applicate durante l'anno; e l'esistenza delle peggiori forme di lavoro minorile. L'impunità per gli ufficiali governativi è rimasta un problema27.
2.1. Situazione dei membri dell'opposizione politica e delle organizzazioni della società civile (incluse uccisioni arbitrarie)
La violenza politica in Guinea, almeno prima dell'ultimo colpo di stato del settembre 2021, è stata caratterizzata da profonde divisioni etniche: da una parte, l'Unione Democratiche CP_7 CP_7
(Union des forces démocratiques de NÉ, UFDG) di , l
[...] Persona_22 nde maggioranza dei membri è di etnia dall'altra il Ra lo della Per_8 Guinea (Rassemblement du peuple de Guiné ), al potere sotto ON, dominato dall'etnia 23 USDOS – US Department of State: 2022 Country Report on Human Rights Practices: Guinea, 20 March 2023, https://www.state.gov/reports/2022-country-reports-on-human-rights-practices/guinea/ 24 Crisis 24, Guinea Country Report, novembre 2021, https://crisis24.garda.com/insights- intelligence/intelligence/country-reports/guinea 25 Africa Center for Strategic Studies, Guinea: December, 17 gennaio 2024, https://africacenter.org/spotlight/2024-elections/guinea/ 26 Reuters, Guinea junta temporarily dissolves government, presidency says, 19 febbraio 2024, https://www.reuters.com/world/africa/guinea-junta-temporarily-dissolves-government-presidency-says-
2024-02-19/ 27 USDOS – US Department of State (Author): 2022 Country Report on Human Rights Practices: Guinea, 20
March 2023 https://www.ecoi.net/en/document/2089137.html (accessed on 12 April 2024)
8
CP_12
Tra il 2020 e il 2021, sotto la presidenza di ON, sono state riportate numerose segnalazioni di uccisioni arbitrarie o illegali da parte del governo o dei suoi agenti in Guinea. Secondo Amnesty International, tra ottobre 2019 e luglio 2020 le forze di sicurezza hanno ucciso almeno 50 persone e ne hanno ferite oltre 200. Fonti dell'opposizione affermano che tra ottobre e dicembre 2020, durante e dopo le elezioni presidenziali, le forze di sicurezza hanno ucciso 99 persone, ma il governo non ha confermato questo numero di vittime29.
Anche a seguito del terzo e ultimo colpo di stato del settembre 2021, che ha portato alla fine del governo ON e all'inizio del governo militare (cfr. paragrafo 1.4, sviluppi politici), si sono registrate azioni repressive politicamente motivate. La giunta militare ha stabilito un forte monopolio sull'uso della forza. Non ci sono gruppi ribelli o insorti conosciuti, lo stato ha vietato le manifestazioni, e la maggior parte dell'opposizione politica è o imprigionata o fuori dal Paese 30.
, analista politico e direttore dell'Associazione guineana di Scienze Politiche, ha Persona_24 n'intervista una panoramica delle attuali forze di opposizione del paese, post colpo di stato di settembre 2021. Le Forces Vives de NÉ sono state fondate nel marzo 2023 e includono sia attori sociali che politici, chiedendo una maggiore inclusione. Sfidano il quadro per il dialogo che era stato precedentemente istituito dal CNRD, ossia la giunta militare. Le sono Controparte_13 composte da partiti politici e coalizioni della società civile, tra c
[...]
Controparte_14 Controparte_15 CP_ a CP_16 Controparte_17 [...]
Controparte_18 CP_7 CP_19
(UFDG) 31. Il
[...] CP_7 Controparte_7
ce denunciare le violazioni dei diritti umani nel Paese32.
A maggio 2022, la giunta militare al governo dal 2021, il “Comitato nazionale del Raduno per lo Sviluppo” (Comité National du Rassemblement pour le Développement – CNRD) ha vietato ogni manifestazione nello spazio pubblico che possa minare la pace sociale e le attività del calendario di transizione fino alla fine della campagna elettorale.33 Le autorità di transizione guineane hanno inoltre deciso di sciogliere il Fronte nazionale per la difesa della costituzione (FNDC), accusato di essere un movimento violento34. Nonostante ciò il ha continuato le azioni durante tutto il 2022 CP_18
e si sono registrati ancora arresti e morti in ne degli scontri durante le manifestazioni organizzate dal Fronte.35
28 Human Rights Watch–Guinea: Security Force Excesses, Crimes Before Elections, Improve Oversight,
Accountability, Training Dakar, 30 luglio 2015; Guinea: Security Force Excesses, Crimes | Human Rights
Watch (hrw.org) , https://www.hrw.org/news/2015/07/30/guinea-security-force-excesses-crimes 29 USDOS – US Department of State: 2021 Country Report on Human Rights Practices: Guinea, 12 April 2022 https://www.ecoi.net/en/document/2071174.html v. anche AI – Amnesty International: Amnesty International Report 2021/22; The State of the World's Human Rights;
Guinea 2021, 29 March 2022 30 BTI, Guinea Country Report 2024, sezione “Stateness” : https://bti-project.org/en/reports/country-report/GIN 31 TV5 Monde: Qui sont les Forces Vives de NÉ, qui s'opposent à la junte militaire ?, 16 May 2023 https://information.tv5monde.com/afrique/qui-sont-les-forces-vives-de-guinee-quisopposent-la-junte-militaire- 2568781 32 AI – Amnesty International: Guinea: Further attacks on freedom of expression and association., 10 August
2022 https://www.amnesty.org/en/latest/news/2022/08/guinee-de-nouvelles-atteintes-auxlibertes-dexpression-et- dassociation/ 33 ARTICLE 19: Guinea: Lift the 36-month ban on protests, 18 May 2022 https://www.article19.org/resources/guinea-lift-the-36-month-ban-on-protests/ 34 AI – Amnesty International: Guinea: Further attacks on freedom of expression and association., 10 Agosto
2022 su https://www.ecoi.net/en/document/2077029.html 35 CGRS-CEDOCA – Office of the Commissioner General for Refugees and Stateless Persons (Belgium), COI unit: Per_2 : L'opposition politique sous la transition, 25 Agosto 2022 ; cfr anche USDOS – US Department of State:
2022 Country Report on Human Rights Practices: Guinea, 20 March 2023, 9 Le forze di sicurezza hanno continuato a usare la violenza contro i manifestanti nel 2023, con segnalazioni di persone uccise, ferite e arrestate durante le proteste. Le autorità hanno spesso negato le accuse di violenze durante le manifestazioni. Nel febbraio 2023, scontri tra sostenitori del FNDC (Fronte Civile Nazionale per la Difesa della Costituzione (FNDC) e forze di sicurezza a Conakry hanno causato almeno due morti36. Un ragazzo di 15 anni è stato ucciso il 14 marzo 2023 durante alcuni scontri nelle periferie di Conakry 37 . Il 19 marzo 2023, un'altra persona è stata colpita nel quartiere di Hamdallaye 2, a Conakry, secondo quanto dichiarato dal FNDC38 . Nel maggio 2023, le
Forces Vives de NÉ dell'opposizione hanno dichiarato che sette persone sono state uccise e 32 ferite da proiettili durante una manifestazione a Conakry39. La polizia ha respinto la cifra come falsa40. Riguardo alla manifestazione, Amnesty International ha ricevuto conferma da varie fonti delle morti per colpi di arma da fuoco di almeno due giovani e del ferimento di diversi altri, alcuni dei quali colpiti da veicoli41.
Dal colpo di Stato del 5 settembre 2021 e dall'arrivo al potere del CNRD, la maggior parte dei morti e dei feriti si è verificata durante le manifestazioni indette dal FNDC e poi dal FVG (Forces Vives de NÉ) - vietate dalle autorità - e durante le manifestazioni spontanee. Amnesty International ha stimato che almeno 47 persone sono state uccise da membri delle forze di difesa e di sicurezza durante le manifestazioni contro il governo di transizione tra il 1° giugno 2022 e il 15 marzo 2024, e diverse decine di persone sono state ferite. I media privati hanno spesso documentato questi morti e feriti, anche raccogliendo le testimonianze delle famiglie delle vittime. In confronto, il bilancio ufficiale delle vittime riportato dalle autorità da quando il CNRD è salito al potere è di 14 morti, di cui 12 durante manifestazioni contro il governo o riguardanti la situazione socio-economica del Paese, senza specificare se siano stati causati dall'uso (potenzialmente eccessivo) della forza. Il Ministero dell'Amministrazione Territoriale ha riferito che 20 agenti di polizia e gendarmi sono stati feriti, sette dei quali in modo grave, nella notte tra il 15 e il 16 febbraio 2023.42
Dal 2019, ci sono state poche condanne di membri delle forze di difesa e di sicurezza per uso illegale della forza. Diversi procedimenti legali sono stati annunciati o effettivamente avviati dal CNRD, ma sono disponibili poche informazioni pubbliche sul loro sviluppo e riguardano principalmente casi di https://www.state.gov/reports/2022-country-reports-on-human-rights-practices/guinea/ https://www.ecoi.net/en/file/local/2079522/coi_focus_guinee._lopposition_politique_sous_la_transition_202 20825.pdf; v. anche International Crisis Group, Tracking Conflicts Worldwide, Guinea, Agosto 2022, https://www.crisisgroup.org/crisiswatch/database?location%5b%5d=23 V. anche BAMF – Federal Office for
Migration and Refugees (Germany): Briefing Notes, 24 October 2022 https://www.bamf.de/SharedDocs/Anlagen/EN/Behoerde/Informationszentrum/BriefingNotes/2022/briefingn __blob=publicationFile&v=3 CodiceFiscale_2 36 Africanews: NÉ : au moins 2 morts lors d'une manifestation du FNDC, 18 February 2023 https://fr.africanews.com/2023/02/18/guinee-au-moins-2-morts-lors-dune-manifestationdu-fndc/ 37 AFP – NÉ: les autorités classent le dossier d'un cadre de l'opposition, VOA (Ed.), Controparte_20 17 March 2023 https://www.voaafrique.com/a/guin%C3%A9e-les-autorit%C3%A9s-classent-le-dossier-dun- cadre-de-l-opposition-avocat/7010086.html 38 Guinee360: tué à Hamdallaye: le FNDC dénonce l'utilisation d'armes létales par les Controparte_21 FDS, 20 March 2023 https://www.guinee360.com/20/03/2023/mamadou-aliou-barry-tue-a-hamdallaye-lefndc- denonce-lutilisation-darmes-letales-par-les-fds/ 39 Le Temps: La NÉ annonce la libération de trois figures de la societé civile en prison depuis des mois, 11
May 2023 https://www.letemps.ch/monde/guinee-annonce-liberation-trois-figures-societe-civileprison-mois 40 La Presse: La police dément la mort de sept personnes lors de manifestations contre la junte, 11 May 2023 https://www.lapresse.ca/international/afrique/2023-05-11/guinee/la-police-dement-lamort-de-sept-personnes- lors-de-manifestations-contre-la-junte.php 41 AI – Amnesty International: NÉ : Amnesty International demande une enquête sur les morts par balle lors du rassemblement des Forces vives, 12 May 2023 https://www.amnesty.org/fr/latest/news/2023/05/guinee-
Email_1 Per_2 42 Amnesty International: Une jeunesse meurtrie;
Urgence de soins et de justice pour les victimes d'usage de la force en NÉ, May 2024, pag 17, https://www.ecoi.net/en/file/local/2109167/AFR2979532024FRENCH.pdf
10 uccisioni. I sopravvissuti sono generalmente privati dell'accesso alla giustizia e al risarcimento.43
I feriti e le famiglie delle vittime hanno in gran parte rinunciato a sporgere denuncia, per mancanza di fiducia nel sistema giudiziario, per paura di rappresaglie o per mancanza di mezzi finanziari. Riguardo alla situazione delle organizzazioni della società civile, Freedom House riporta quanto segue nel suo rapporto del 2022: "La società civile è debole e soggetta a interferenze e intimidazioni periodiche. Gli operatori delle organizzazioni non governative (ONG) e gli attivisti hanno subito minacce, molestie e imprigionamento. Le ONG guineane soffrono anche di scarsa accessibilità ai finanziamenti, lotte per la leadership, restrizioni dello spazio civico e preoccupazioni per la sicurezza. (…) Molte di queste organizzazioni nel CNT sono ritenute sostenitrici del presidente "44 Per_23
Viene riportato che l'entusiasmo iniziale per la destituzione dell'allora presidente é ha lasciato il posto alla delusione generale, in quanto avverrebbero ancora le pratiche del governo precedente: malversazioni, arresti arbitrari, e altre violazioni dei diritti umani. 45
Il 2 settembre 2024 è stata resa nota la decisione del governo di transizione di sospendere per quattro mesi le licenze di ONG e associazioni. La decisione è stata giustificata con “azioni di disturbo dell'ordine pubblico” da parte di tali iniziative. Non è chiaro se ciò valga solo per le nuove licenze o anche per quelle esistenti46.
2.2 Abusi da parte delle forze dell'ordine: tortura, trattamenti inumani e degradanti
La tortura e altri trattamenti inumani o degradanti sono proibiti dalla costituzione e dalla legge, tuttavia gli osservatori dei diritti umani hanno riportato che il governo ha continuato ad adottare tali pratiche47. Freedom House osserva che "le forze di sicurezza si sono impegnate in torture e altre forme di violenza fisica con apparente impunità".48
Sono state denunciate gravi violazioni dei diritti umani da parte di alcuni agenti di polizia attraverso l'uso eccessivo della forza, menzionando anche l'uso di tortura ed estorsione da parte di alcuni membri delle forze di sicurezza in determinate stazioni di polizia e unità mobili. Sono stati commessi abusi nei confronti dei cittadini arrestati durante le manifestazioni, tra i quali: l'uso di fruste, manganelli, fili elettrici, oltre a insulti etnici 49. Negli ultimi anni gli arresti da parte delle forze dell'ordine sono stati contrassegnati dalla brutalità nei confronti degli imputati, sottoposti a percosse, schiaffi e confinamenti 50.
2.3 Arresto o detenzione arbitrari
Secondo il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti (USDOS) e Freedom House, l'arresto arbitrario e la 43 AI – Amnesty International: Guinea: Victims of unlawful use of force still waiting for healthcare and justice,
15 maggio 2024, https://www.amnesty.org/en/latest/news/2024/05/guinea-victims-of-unlawful-use-of-force-still- waiting-for-healthcare-and-justice/ 44 Freedom House: Freedom in the World 2023 - Guinea, 2023 https://www.ecoi.net/en/document/2097707.html 45 BAMF - Federal Office for Migration and Refugees (Germany): Briefing Notes (KW37/2024), 9 September
2024 https://www.bamf.de/SharedDocs/Anlagen/EN/Behoerde/Informationszentrum/BriefingNotes/2024/briefingnote s-kw37-2024.pdf?__blob=publicationFile&v=3 46 BAMF - Federal Office for Migration and Refugees (Germany): Briefing Notes (KW37/2024), 9 September
2024 https://www.bamf.de/SharedDocs/Anlagen/EN/Behoerde/Informationszentrum/BriefingNotes/2024/briefingnote s-kw37-2024.pdf?__blob=publicationFile&v=3 47 USDOS – US Department of State: 2022 Country Report on Human Rights Practices: Guinea, 20 March 2023, https://www.state.gov/reports/2022-country-reports-on-human-rights-practices/guinea/ 48 Freedom House: Freedom in the World 2023 - Guinea, 2023 https://www.ecoi.net/en/document/2097707.html 49 «Halte aux tortures et autres peines ou traitements cruels, inhumains ou dégradants » Parte_7 (déclaration CG-CPI), 24 August 2022 https://mosaiqueguinee.com/guinee-halte-aux-tortures-et-autres-peines- ou-traitementscruels-inhumains-ou-degradants-declaration-cg-cpi/ 50 : un domaine de près de 5 000 m² retourné dans le portefeuille de l'État, 23 January Parte_7 CP_22 2023b https://mosaiqueguinee.com/kaporo-un-domaine-de-pres-de-5-000-m%C2%B2-retournedans-le- portefeuille-de-letat/
11 detenzione sono vietati dalla Carta di Transizione, dalla precedente costituzione e dalla legge.51
Tuttavia, il governo non sempre rispetta tali divieti, e nel 2022 le forze di sicurezza hanno effettuato arresti e detenzioni arbitrarie 52.
Per quanto riguarda la situazione dei prigionieri politici, il rapporto del Dipartimento di Stato degli Stati Uniti (USDOS) fornisce anche le seguenti informazioni: "Al termine dell'anno [2022], il governo aveva incriminato tutti i prigionieri politici e detenuti conosciuti, sebbene le detenzioni preventive fossero lunghe. Il governo ha permesso l'accesso regolare a tali persone da parte del Comitato Internazionale della Croce Rossa e altre organizzazioni per i diritti umani o umanitarie. Gli avvocati dei detenuti hanno riportato che le autorità hanno effettuato molti degli arresti durante ricerche casa per casa di notte nei quartieri considerati roccaforti dell'opposizione. Le autorità hanno inoltre fatto uso di forza eccessiva negli arresti."53
Il 9 luglio 2024 sono stati arrestati due attivisti del Costituzione Controparte_18 (FNDC): , coordinatore nazionale del nsabile delle Per_27 Persona_28 sezioni e azione del collettivo. Insieme a loro è rilasciato il giorno dopo, l'attivista il quale ha dichiarato ad Amnesty International che durante gli Persona_29 interrogatori le f anno sottoposto gli attivisti ad atti di tortura. Una volta rilasciato, ha riportato diverse ferite ed è stato ricoverato in ospedale per diversi giorni. Parte_8 di detenzione e la sorte di e rimangono Per_27 Persona_28 sconosciuti54.
Il 17 luglio 2024, l'Ufficio del Procuratore Generale ha smentito la versione dell' , affermando CP_18 che nessuno dei due è stato arrestato né inviato in un centro di detenzione. L giorno, gli avvocati del Paese hanno indetto uno sciopero fino alla fine di luglio per chiedere la liberazione di Per_ Pers
e di e il ripristino delle libertà fondamentali e dell'ordine costituzionale entro il 202455.
2.4 Libertà di espressione (anche per membri della stampa e altri media)
Nonostante la Carta del governo di transizione preveda la libertà di espressione, anche per i membri della stampa e altri media56, secondo Amnesty International le autorità hanno violato i diritti alla libertà di espressione, associazione e riunione pacifica. Il 13 maggio 2022, il CNRD ha annunciato il divieto di "tutte le manifestazioni sulla strada pubblica che possano compromettere la pace sociale e il corretto svolgimento delle attività previste dal calendario... per il momento fino ai periodi di campagna elettorale". L'8 agosto 2022, le autorità di transizione hanno sciolto il
[...]
(FNDC), la coalizione di organizzazioni della soci Controparte_18
all'ordine costituzionale.57
Sono stati segnalati arresti arbitrari, molestie e intimidazioni nei confronti dei giornalisti da parte delle autorità di transizione del CNRD. Attacchi e violenze sono stati perpetrati dalle forze di sicurezza e dai manifestanti durante le proteste politiche nei confronti di professionisti dei media;
il CNRD avrebbe inoltre compiuto rappresaglie contro un organo di informazione affiliato all'ex presidente ON. Le autorità del CNRD hanno impedito ai giornalisti di seguire alcune riunioni del governo di transizione e hanno congelato i beni di OM Media, un'agenzia di stampa legata all'ex presidente ON. Il CNRD ha monitorato le piattaforme di social media e ha sfruttato la legge per punire giornalisti e attivisti della società civile per aver pubblicato o condiviso informazioni critiche nei confronti del governo. Ad esempio, al cantante e attivista del FNDC AL ID AH, noto come “ ”, è stato vietato di lasciare il paese su ordine del procuratore generale. Lo stesso Persona_30 è poi s per aver pubblicato sulla sua pagina Facebook commenti offensivi nei confronti dei membri del . Dopo che il giudice ha dichiarato il reato Parte_9 incostituzionale curatore ha promesso di appellarsi alla decisione. 58
La libertà accademica in Guinea è stata storicamente limitata da restrizioni politiche durante regimi autoritari. Durante il governo civile tra il 2010 e il 2021, l'autocensura ha ridotto il dibattito accademico. Dopo il colpo di stato del settembre 2021, il rapporto tra libertà accademica e potere esecutivo non è cambiato significativamente59.
Il 26 febbraio 2024, un'Alleanza di sindacati ha indetto uno sciopero generale a tempo indeterminato in Guinea, in risposta alla minaccia di condanna del Segretario Generale dell'Unione Guineana dei Professionisti della Stampa. Lo sciopero ha ricevuto supporto da parte di partiti politici e gruppi della società civile, causando la paralisi delle attività quotidiane a Conakry. Durante gli scontri tra manifestanti e forze di sicurezza, due persone sono state uccise. Successivamente, il Segretario Generale è stato rilasciato, ponendo fine allo sciopero.60
Negli ultimi tempi sono aumentate le segnalazioni di misure adottate dalle autorità della giunta militare al potere per limitare la libertà dei media nonostante il 22 maggio 2024 è stato istituito un organismo di autoregolamentazione dei media, l' Controparte_25 (OGAP), risultato di recenti negoziati tra le orga tre gruppi mediatici privati hanno dovuto interrompere le trasmissioni per ordine del ministro dell'Informazione e della Comunicazione Le stazioni interessate dal ritiro delle licenze Parte_10 sono dias, le cui stazioni televisive e radiofoniche Persona_31 Persona_32 sono i del Paese: motivo addotto è che i gruppi non avevano rispettato il “contenuto delle descrizioni del servizio”.61
2.5 Condizioni delle carceri
Nel report di Amnesty International del marzo 2023 viene riportato che in una nota inviata ai capi dei tribunali e delle procure il 24 giugno 2022, il ministro della Giustizia e dei diritti umani ha deplorato "realtà orribili, in particolare all'interno dei tribunali e delle carceri", tra cui casi di grave malnutrizione e malattie mentali;
in un carcere insufficienza di cibo e acqua e detenuti "scheletrici, paralizzati o addirittura morenti".62 Il sovraffollamento rimane un problema: secondo un attivista per i diritti dei detenuti, a settembre [2022], la prigione di Conakry ospitava 1.802 prigionieri in una struttura progettata per 300 (600 per cento della capacità totale); ospitava 460 prigionieri Pt_11 in una struttura progettata per 80 (575 per cento della capaci e Kankan ospitava 306 prigionieri in una struttura progettata per 80 (382 per cento della capacità totale). I programmi di riabilitazione finanziati dal governo erano insufficienti e inefficaci, tanto che alcune ONG hanno cercato di colmare il vuoto. Le persone transgender vengono detenute in centri sovraffollati con persone di sesso opposto, e sottoposte a violenze e stupri da parte di compagni di cella e guardie. Questo fenomeno è stato particolarmente grave per le donne transgender detenute in strutture per soli uomini. Si dice che le guardie abbiano ignorato gli ordini del tribunale di liberare i prigionieri fino al pagamento di tangenti. La mancanza di personale sanitario, di medicinali e di forniture mediche nelle carceri, unita alla malnutrizione e alla disidratazione, ha talvolta reso le infezioni o le malattie pericolose per la vita. Viene riportato che i detenuti si rivolgono spesso ai parenti per ricevere i farmaci, ma spesso i visitatori hanno dovuto pagare tangenti per fornire le medicine ai prigionieri. L'accesso all'acqua potabile e per lavarsi inadeguato 63.
2.6 Donne: discriminazione e violenza (incluse MGF)
La legge prevede che lo stupro sia punibile con pene che vanno dai 5 ai 20 anni di carcere;
tuttavia, non prevede lo stupro coniugale né affronta il tema in un'ottica di genere delle vittime. Benché stupro e violenza domestica siano criminalizzati dalla legge, questi si sono verificati di frequente a fronte di autorità che raramente hanno perseguito i responsabili. Spesso, le sopravvissute si rifiutano di denunciare alla polizia a causa del timore di stigmatizzazione, di rappresaglie e della mancanza della collaborazione da parte della polizia o dei gendarmi che indagano, o anche per timore di sentirsi richiedere, dalla polizia, di pagare le indagini. Nello specifico, le autorità possono sporgere denuncia nei casi di violenza domestica indicandola come “aggressione generica”, che prevede pene detentive dai due ai cinque anni e multe. Se la violenza contro una donna provoca lesioni, il reato è punibile con una pena fino ai cinque anni di carcere e una multa. Quando la lesione causa mutilazioni, amputazioni o altre perdite di parti del corpo, il reato è punibile con 20 anni di carcere;
se la vittima muore, il reato è punibile con l'ergastolo. Secondo il diritto civile, l'aggressione in questi casi costituisce valido motivo di divorzio;
tuttavia la polizia, come già detto, interviene raramente nelle dispute domestiche e i tribunali puniscono raramente i colpevoli.64
Anche un'altra fonte rileva che le vittime di stupro hanno continuato a soffrire mancanza di protezione, oltre che di accesso e di disponibilità di cure mediche, di servizi di salute sessuale e riproduttiva, di supporto psicologico e di sostegno legale e sociale. Tale fonte riporta inoltre che le vittime e le loro famiglie, a causa delle pressioni socioculturali, sono spesso state portate al silenzio, a favorire risoluzioni extragiudiziali e alla stigmatizzazione.65
Secondo l'Unione dei lavoratori guineani, le donne che lavorano nel settore pubblico hanno riferito di ripercussioni professionali, emarginazione e minacce da parte dei superiori quando le donne non accettano le loro avances. Inoltre, viene segnalato che l'accesso ai metodi contraccettivi è fortemente limitato a causa della limitazione della gamma di metodi, ma anche per la presenza di forti barriere culturali e religiose e per la mancanza di potere decisionale in capo alle donne. Rimane alto il tasso di mortalità materna a causa di mancanza di servizi sanitari accessibili e di qualità, discriminazione, disuguaglianze di genere e gravidanze in età adolescenziale. Viene riportato che il governo ha garantito l'accesso ai servizi di salute sessuale e riproduttiva per le sopravvissute a violenza sessuale e che gli operatori sanitari hanno fornito alle stesse assistenza sanitaria. La legge non prevede per le donne lo stesso status giuridico e gli stessi diritti degli uomini, anche in materia di eredità, lavoro, proprietà, credito e divorzio. Viene vietata la discriminazione di genere nelle assunzioni per legge, tuttavia il governo non ha applicato spesso tale disposizione e inoltre, storicamente, le pratiche tradizionali hanno discriminato le donne, soprattutto nelle aree rurali. Un emendamento del 2019 alla legge rende la monogamia lo standard per il matrimonio, tranne nel caso di un "accordo esplicito" con la prima moglie66. 63 USDOS – US Department of State: 2022 Country Report on Human Rights Practices: Guinea, 20 March 2023, https://www.state.gov/reports/2022-country-reports-on-human-rights-practices/guinea/ 64 USDOS – US Department of State: 2022 Country Report on Human Rights Practices: Guinea, 20 March 2023, https://www.state.gov/reports/2022-country-reports-on-human-rights-practices/guinea/ 65 Amnesty International,Guinea: Shame Must Change Sides: Ensuring Rights and Justice for Victims of Sexual
Violence in Guinea, 27 settembre 2022, https://www.amnesty.org/en/documents/afr29/5410/2022/en/?utm_source=annual_report&utm_medium=e pub&utm_campaign=2021 L'USDOS riporta la Carta di Transizione non vieta esplicitamente la mutilazione genitale femminile, ma "concede alle persone il diritto all'integrità fisica", mentre prima di settembre 2021, la costituzione e le leggi vietavano la FGM/C67. Tuttavia la pratica continua ad essere praticata e viene raramente perseguita68.
Secondo l'UNICEF, il 95 percento delle ragazze e delle donne dai 15 ai 49 anni e il 92 percento delle ragazze dai 15 ai 19 anni ha subito la mutilazione genitale femminile (FGM) in Guinea. Tre ragazze Part su quattro hanno sperimentato la prima dei dieci anni69. Il Paese è stimato avere la seconda più alta prevalenza di FGM nel mond o la Somalia70. La FEMNET, una rete femminista panafricana, afferma che la FGM è praticata da tutti i gruppi etnici, religiosi e sociali del paese71. Nel dicembre
2021, il governo di transizione si è impegnato a porre fine alla violenza di genere, inclusa la FGM e altre forme di violenza contro donne e bambini72.
2.7 Minori e sfruttamento minorile
Nel report del 2021 dell'Ufficio per il lavoro minorile, il lavoro forzato e la tratta di esseri umani dello U.S Department of Labor, la Guinea viene indicata tra i Paesi in cui le leggi sul lavoro non sono sufficienti a coprire completamente il lavoro informale minorile. Durante il 2021 il Paese ha compiuto dei progressi moderati nell'eliminazione delle peggiori forme di lavoro minorile. Per la prima volta, viene riportato, la Guinea ha infatti stanziato un budget dedicato al comitato Nazionale per la lotta alla tratta di persone e pratiche analoghe, istituendo anche una linea telefonica per le violazioni, anche relative al traffico di persone. Il Governo ha anche emesso un piano d'azione d'emergenza contro la tratta di persone. Nonostante ciò, i bambini in Guinea sono sottoposti alle peggiori forme di lavoro minorile, anche nell'estrazione mineraria artigianale, a volte come risultato della tratta di esseri umani, e nell'accattonaggio forzato. Le leggi relative all'età minima per lavorare non soddisfano gli standard internazionali poiché non includono bambini che lavorano al di fuori dei rapporti di lavoro formali, così come i bambini che lavorano in proprio. Oltre a ciò, il governo non attuerebbe programmi sociali sufficienti per affrontare il problema del lavoro minorile. Lo stesso report offre una panoramica del lavoro minorile per settore e attività: settore agricolo (coltivazione di anacardi, cacao, caffè, caucciù e olio di palma;
pascolo; pesca e lavorazione del pesce, a volte con esposizione a condizioni meteorologiche avverse, superfici d'acqua pericolose, attrezzature pericolose, scarse condizioni igieniche e mancanza di cibo e acqua freschi); settore industriale (estrazione di granito, oro e diamanti, compresa la manipolazione di sostanze chimiche tossiche e l'estrazione di ghiaia;
industria manifatturiera, compresa la produzione e la tintura del sapone, che talvolta lavora con sostanze chimiche pericolose;
costruzioni, compreso il trasporto di carichi pesanti, l'uso di macchinari e la fabbricazione di materiali da costruzione, come i mattoni;
mattoni); Lavoro ambulante (vendita al dettaglio, accattonaggio, lustrascarpe e trasporto); lavoro nei ristoranti;
lavoro domestico. Sono inoltre indicate, tra le forme peggiori di lavoro minorile in Guinea, il lavoro forzato nel settore della vendita ai mercati, nel lavoro domestico, nell'estrazione mineraria, nella pastorizia, nella pesca e nell'agricoltura; sfruttamento sessuale, a volte come risultato di tratta di esseri umani;
accattonaggio forzato. La Guinea è un Paese di origine, destinazione e transito della tratta di minori. La Guinea ha ratificato tutte le principali convenzioni internazionali sul lavoro minorile e emanato leggi e regolamenti relativi al lavoro minorile;
tuttavia, in materia esistono ancora delle lacune nella protezione dei bambini dalle peggiori forme di lavoro minorile e l'età minima per lavorare.73
2.8 Persone LGBTQI+
In Guinea l'omosessualità è illegale e gli atti omosessuali sono puniti con il carcere.74
Secondo l'articolo 274 del Codice penale (2016), qualsiasi "atto indecente o innaturale commesso con un individuo dello stesso sesso" è punibile con una pena detentiva da 6 mesi a 3 anni e/o una multa da 500 000 a 1 000 000 di franchi. Inoltre, l'articolo 275 criminalizza i pubblici oltraggi al pudore con una pena detentiva fino a 2 anni e una multa. Inoltre, le leggi antidiscriminazione non proteggono le persone LGBT+.75
Le persone LGBTQI+ hanno subito arresti arbitrari, violenze e molestie da parte delle forze di sicurezza che le hanno accusate di turbare l'ordine sociale, e hanno riferito di essere state stigmatizzate dalle loro famiglie, in molti casi costrette a stringere matrimoni eterosessuali non desiderati e di essere state oggetto di aggressioni sessuali basate sul loro orientamento sessuale. Come anticipato, la legge criminalizza la condotta sessuale consensuale tra adulti dello stesso sesso, che è punibile con tre anni di carcere;
anche i tabù religiosi e culturali, inoltre, sono profondi e contrari alle relazioni tra persone dello stesso sesso. Sotto il punto di vista legale, le leggi antidiscriminazione non si applicano alle persone LGBTQI+; e la Carta transitoria e le leggi esistenti non tutelano i loro diritti. La Carta transitoria descrive il matrimonio e l'unità familiare tradizionale come il fondamento della società del Paese. Le persone LGBTQI+ sono state soggette a discriminazioni in ambito lavorativo e abitativo, benché non ci siano state, almeno nel 2022, segnalazioni ufficiali o di ONG di discriminazioni basate sull'orientamento sessuale o sull'identità di genere. Tuttavia, viene ritenuto anche che, probabilmente, lo stigma sociale che ne sarebbe derivato abbia di fatto impedito alle vittime di denunciare gli abusi o le molestie. Non esistono, ad oggi, in Guinea, organizzazioni LGBTQI+ pubblicamente attive, anche se alcune organizzazioni sanitarie pubbliche hanno lavorato sulla sensibilizzazione alla salute sessuale, all'HIV e all'AIDS, e, in generale, per i diritti umani delle comunità più vulnerabili, compresa la comunità LGBTQI+. A causa dello stigma culturale e dei tabù, che spingono le persone LGBTQI+ a nascondere il proprio orientamento o identità, la loro partecipazione politica è inesistente76.
Il reato previsto per la condotta sessuale tra persone dello stesso sesso è raramente applicato. Tuttavia, viene riportato che spesso le persone LGBTQI+ vengono arrestate con accuse minori77.
Un'associazione per la difesa dei diritti LGBTQI+ ha osservato che l'opinione prevalente nella società guineana è che l'omosessualità sia considerata o una maledizione o una pratica importata dall'Occidente ma nulla di guineano, e che questa atteggiamento non è cambiato negli ultimi dieci anni, mentre un'ONG a sostegno dei processi democratici ha affermato che il dibattito sulla questione è "completamente chiuso"78. Freedom House osserva che il comportamento sessuale tra persone dello stesso sesso costituiva reato, ma che la legge era "raramente applicata". Tuttavia, secondo Freedom House, le persone LGBTQI+ "sono state arrestate per accuse minori in relazione alla loro identità"79.
Allo stesso modo, l'USDOS afferma che sebbene durante il 2022 non siano state registrate persecuzioni conosciute ai sensi della legge, le persone LGBTQI+ hanno segnalato molestie e persecuzioni da parte delle forze dell'ordine e spesso hanno pagato tangenti per evitare l'arresto; subendo peraltro arresti arbitrari, violenza e molestie da parte delle forze di sicurezza che le accusavano di turbare l'ordine sociale80.
Secondo un'associazione guineana per la difesa dei diritti LGBTQI+ la polizia ha organizzato raid nei luoghi d'incontro della comunità LGBTQI+ arrestando persone “in flagrante delicto” o semplicemente sulla base del modo in cui la persona era vestita. L'associazione ha inoltre riferito che le persone LGBTQI+ potevano essere trattenute in custodia per quattro o cinque giorni, più a lungo delle 48 ore previste dalla legge81.
2.9. Libertà di religione
La Carta di Transizione del 2021 stabilisce, all'articolo 3, che la Guinea è uno stato laico e criminalizza qualsiasi atto che mina la natura laica dello stato (articolo 7) o la libertà religiosa di un individuo, punibile con la reclusione e una multa82. Il Codice Penale garantisce la libertà di culto entro limiti legalmente definiti83.
Secondo Freedom House, la libertà religiosa è generalmente rispettata, ma le persone che si convertono dall'Islam al Cristianesimo talvolta subiscono pressioni dalla propria comunità84.
I media hanno segnalato regolarmente incidenti e reazioni alla conversione dall'Islam ad altre religioni85e che i convertiti al cristianesimo temono reazioni familiari, ma non subiscono molestie statali86. Il Segretariato Generale per gli Affari Religiosi ha notato che famiglie e comunità musulmane talvolta rifiutano o perseguitano i convertiti, specialmente le donne87.
Per quanto riguarda i matrimoni interreligiosi, il report USDOS del 2023 riporta che i media hanno 78 CGRS – Commissariat Général aux Réfugiés et aux Apatrides – CEDOCA – Centre de documentation et de recherches : NÉ : Minorités sexuelles et de genre, 30 October 2023 https://www.cgra.be/sites/default/files/rapporten/coi_focus_guinee._minorites_sexuelles _et_de_genre_20231030.pdf 79 Freedom House: Freedom in the World 2023 - Guinea, 2023 https://www.ecoi.net/en/document/2097707.html 80 USDOS – US Department of State: 2022 Country Report on Human Rights Practices: Guinea, 20 March 2023 https://www.ecoi.net/en/document/2089137.html 81 CGRS – Commissariat Général aux Réfugiés et aux Apatrides – CEDOCA – Centre de documentation et de recherches : NÉ : Minorités sexuelles et de genre, 30 October 2023 https://www.cgra.be/sites/default/files/rapporten/coi_focus_guinee._minorites_sexuelles
_et_de_genre_20231030.pdf 82 Transitional Charter – Charte de la transition, 27 September 2021 (published by the Secrétariat Général Du
Gouvernment) https://www.sgg.gov.gn/uploads/CharteDeLaTransition270921_cnrd.pdf 83 USDOS - US Department of State: 2023 Report on International Religious Freedom: Guinea, 30 June 2024 https://www.ecoi.net/en/document/2111874.html 84 Freedom House: Freedom in the World 2023 - Guinea, 2023, Sezione D2, https://www.ecoi.net/en/document/2097707.html 85 : L'organisation de la religion en république de IN (dr. mohamed bintou keita), 31 Persona_33 October 2021 https://guineeactuelle.com/lorganisation-de-la-religion-en-republique-de-guinee-drmohamed- bintou-keita 86 CT – : Christians Welcome Coup in Guinea, 13 October 2021 Controparte_32 https://www.christianitytoday.com/news/2021/october/guinea-coup-christians-muslimsalpha-conde-mamady- doumbouya.html Persona_3 87 NÉ Actuelle: L'organisation de la religion en république de IN (dr. mohamed ), 31 October 2021 https://guineeactuelle.com/lorganisation-de-la-religion-en-republique-de-guinee-drmohamed- bintou-keita
17 riferito che il matrimonio di un giornalista cristiano con una donna musulmana ha scatenato un "ampio dibattito pubblico" e commenti critici sui social media, oltre a tensioni sociali e religiose88.
3. Situazione umanitaria
Le restrizioni strutturali che affronta la Guinea sono immense. È uno dei paesi più poveri del mondo, nonostante il suo significativo potenziale minerario, idroelettrico e agricolo. Il tasso di alfabetizzazione ufficiale è del 39%, ma nella maggior parte delle aree del paese (al di fuori della capitale), è probabile che sia solo la metà di quello. L'infrastruttura, inclusi strade, elettricità, acqua e fognature, è inadeguata in tutte le regioni. Secondo l'Indice del Capitale Umano della Banca Mondiale, la Guinea si è classificata al 163° posto su 173 paesi, indicando che un bambino nato in [...] realizzerà solo il 37% del suo potenziale rispetto a uno che ha accesso a servizi sanitari, educativi e altri servizi completi. Tali restrizioni strutturali non sono migliorate in modo apprezzabile né sotto governi democraticamente eletti né sotto governi militari89.
Un'ampia fetta dei 13,9 milioni di abitanti del Paese continua a soffrire di insicurezza alimentare e malnutrizione, con un accesso limitato all'istruzione di base e ai servizi sanitari, soprattutto nelle aree rurali. La malnutrizione rimane un problema pressante e la principale causa di mortalità infantile e giovanile.90
La Guinea è colpita da piogge torrenziali dal primo agosto 2023. Le precipitazioni più gravi sono state registrate il 6 agosto 2023 a Coyah e l'11 agosto 2023 a Conakry e Siguiri, causando allagamenti e inondazioni dei fiumi. Le principali strade di Conakry e Siguiri sono bloccate. Piogge intense continuano a colpire diverse prefetture, minacciando ulteriori inondazioni e aggravando la situazione umanitaria già critica. I danni registrati sono i seguenti: A Coyah le valutazioni iniziali fornite dalla Croce Rossa della Guinea indicano che le inondazioni hanno causato la morte di tre persone, lasciando 933 persone ferite. Circa 3.448 famiglie, pari a 24.135 persone, sono state segnalate come sfollate. A Siguiri le inondazioni hanno causato 1 morto, 4 feriti gravi, 46 persone salvate. Circa 2.618 famiglie, pari a 18.326 persone, sono state colpite, compresi 7.330 sfollati, 300 latrine e 241 case distrutte, 52 negozi e 3 stazioni di servizio danneggiati, 172 case e 230 latrine distrutte, e 28 punti d'acqua danneggiati.
Sicurezza Contesto sociopolitico e militare degli ultimi anni La Guinea si è resa indipendente dalla Francia il 2 ottobre 1958, pur essendo stata governata da regimi dittatoriali per la quasi totalità della sua esistenza. assunse il potere nel 1994 e Parte_6 restò in carica sino al 2008, quando fu deposto da un c litare. La giunta militare di prese il potere alla morte di fino a quando lo stesso fu ucciso Persona_6 Pt_6 Per_6 ilità a seguito del massacro o di massa perpetrato onti degli oppositori politici il 28 settembre 2009 91 durante una manifestazione di protesta nello stadio di Conakry92. La violenza politica in Guinea, almeno prima dell'ultimo colpo di stato del settembre 2021, è stata caratterizzata da profonde divisioni etniche: da una parte, l'Unione Democratiche CP_7 CP_7
(Union des forces démocratiques de NÉ, UFDG) di , l
[...] Persona_22 nde maggioranza dei membri è di etnia dall'altra il Ra lo della Per_8 Guinea (Rassemblement du peuple de Guiné ), al potere sotto ON, dominato dall'etnia LI93. Tra il 2020 e il 2021, sotto la presidenza di ON, sono state riportate numerose segnalazioni di uccisioni arbitrarie o illegali da parte del governo o dei suoi agenti in Guinea. Secondo Amnesty International, tra ottobre 2019 e luglio 2020 le forze di sicurezza hanno ucciso almeno 50 persone e ne hanno ferite oltre 200. Fonti dell'opposizione affermano che tra ottobre e dicembre 2020, durante e dopo le elezioni presidenziali, le forze di sicurezza hanno ucciso 99 persone, ma il governo non ha confermato questo numero di vittime94. La storia recente guineana, prima del golpe militare del 5 settembre 2021, è segnata da due eventi chiave. Il massacro dello stadio di Conakry del 28 settembre 2009 e gli scontri tra e i del Parte_13 Per_35 Persona_36 2013. Il primo dei due eventi, menzionato poca rze ere brutalmente una manifestazione pacifica nello stadio di Conakry, causando la morte di oltre 150 persone, e violentare decine di donne presenti. Solo alla fine del 2022 è iniziato il processo contro 11 imputati, al fine di trovare i responsabili del massacro.95 Gli eventi del 2013 sono invece principalmente localizzati nella zona di Nzerekoré e costituiscono il culmine di un'ondata di violenze interetniche che ebbero inizio già nel 2010 tra sostenitori e oppositori del Presidente in carica. Nel luglio 2013 nel villaggio di Koulé un giovane di etnia veniva ucciso da due titolari Per_37 Per_13 di una stazione di benzina, temendo che il giovane vol arli. Questo evento h mato la tensione interetnica, facendo divampare gli scontri nella città di Beyla, situata più al nord, al confine con la Costa d'Avorio, e nella città di 96 Il numero di morti rimane tutt'ora imprecisato Pt_11 (almeno 200) e solo l'intervento dell'e scì a sedare i tumulti.97 Ulteriori scontri si sono registrati in occasione delle elezioni presidenziali dell'11 ottobre 2015 vinte dall'allora presidente in carica AL CO e il suo partito Rally of the Guinean People (RPG) che hanno ottenuto il 57,9%; mentre il suo rivale , insieme all Persona_22 Controparte_7 (UFDG) hanno ott ti. Nel mes drammatico picco di disordini politici con livelli molto alti di violenza politica. All'inizio del 2019 si sono aperti i dibattiti politici per sostituire la costituzione del 2010, con il partito di governo RPG che ha chiesto, nel mese di maggio [2019], il sostegno dei cittadini per la CP_33 proposta di revi ostituzione stessa.98 Nel mese di ottobre 2019 il Fronte nazionale per la CP_3 C difesa della Costituzione (Le national de la défense la Constitution, FNDC), composto da una coalizione di gruppi non ativi e partiti di oppo ne, ha organizzato proteste diffuse in tutta la Guinea contro il referendum costituzionale teso ad introdurre al consolidamento futuro del presidente in carica.99 Human Rights Watch riporta che, nel periodo del referendum costituzionale del marzo 2020, le forze di sicurezza della Guinea hanno violentemente represso i sostenitori dell'opposizione100.
Il 18 ottobre del 2020 ON è stato rieletto scatenando la reazione dell'opposizione che è scesa in piazza per contestare i risultati. Le forze di difesa e di sicurezza hanno risposto alle proteste usando forza eccessiva durante le operazioni e provocando la morte di numerose persone101.
2.1. Post colpo di Stato del settembre 2021
In seguito alla rielezione di ON, il 5 settembre 2021, gli ufficiali dell'esercito guineano dell'autoproclamato Comitato nazionale per la riconciliazione e lo sviluppo (Comité national du rassemblement et du développement, CNRD) hanno rovesciato il governo con un colpo di stato. La giunta ha annunciato lo scioglimento della Costituzione, la chiusura delle frontiere e ha imposto un coprifuoco notturno102. Alla notizia del golpe, centinaia di persone si sono riversate nelle strade della capitale applaudendo i soldati103.
L'ultimo colpo di stato del settembre 2021 ha portato alla fine del governo ON e all'inizio del governo militare che ha stabilito un forte monopolio sull'uso della forza. Non ci sono gruppi ribelli o insorti conosciuti, lo stato ha vietato le manifestazioni, e la maggior parte dell'opposizione politica è o imprigionata o fuori dal Paese 104.
Per quanto riguarda l'opposizione, , analista politico e direttore dell'Associazione Persona_24 guineana di Scienze Politiche, ha fo intervista una panoramica delle attuali forze di opposizione del Paese, post colpo di stato di settembre 2021. Le Forces Vives de NÉ sono state fondate nel marzo 2023 e includono sia attori sociali che politici, chiedendo una maggiore inclusione. Sfidano il quadro per il dialogo che era stato precedentemente istituito dal CNRD, ossia la giunta militare. Le sono Controparte_13 composte da partiti politici e coalizioni della società civile, tra c
[...]
Controparte_14 Controparte_15 CP_ a CP_16 Controparte_17 [...]
Controparte_18 CP_7 CP_19
(UFDG) 105. Il
[...] CP_7 Controparte_7
ce r denunciare le violazioni dei diritti umani nel Paese106.
Il 19 febbraio 2024 la giunta militare al potere (CNRD), guidata dal Presidente ad interim
[...]
promosso nel frattempo a Generale, ha sciolto con decreto con effetto imm Per_23 vvisorio del Primo Ministro Bernard Goumou. Sono scoppiate rivolte in risposta all'annuncio dello scioglimento del governo107. è stato nominato nuovo Primo Persona_38 100 Human Rights Watch - HRW, Guinea: Violence During Referendum, 10 April 2020, https://www.hrw.org/news/2020/04/10/guinea-violence-during-referendum 101 AI, Guinea: Defense and security forces killed … after presidential election, 15 December 2020, https://www.amnesty.org/en/latest/news/2020/12/guinea-defense-and-security-forces-killed-people-in- proopposition-neighbourhoods/ 102 ACLED, Regional Overview: Africa, 4-10 September 2021, https://acleddata.com/2021/09/15/regional- overview-africa4-10-september-2021/ 103 France24, Guinean army arrests President ON, dissolves constitution and imposes curfew, 5 settembre 2019; Guinean army arrests President ON, dissolves constitution and imposes curfew (france24.com) 104 BTI, Guinea Country Report 2024, https://bti-project.org/en/reports/country-report/GIN 105 TV5 Monde: Qui sont les Forces Vives de NÉ, qui s'opposent à la junte militaire ?, 16 May 2023 https://information.tv5monde.com/afrique/qui-sont-les-forces-vives-de-guinee-quisopposent-la-junte-militaire-
2568781 106 AI – Amnesty International: Guinea: Further attacks on freedom of expression and association., 10 August
2022 https://www.amnesty.org/en/latest/news/2022/08/guinee-de-nouvelles-atteintes-auxlibertes-dexpression-et- dassociation/ 107 BAMF – Federal Office for Migration and Refugees (Germany) (Author): Briefing Notes (KW09/2024), 26 February 2024 https://www.bamf.de/SharedDocs/Anlagen/EN/Behoerde/Informationszentrum/BriefingNotes/20 24/briefingnotes-kw09-2024.pdf?__blob=publicationFile&v=2 20 Ministro il 27 febbraio 2024108.
3. Situazione della sicurezza nel Paese La Guinea è considerata un cuscinetto in una regione in cui tre dei suoi vicini, Liberia, Costa d'Avorio e Sierra Leone, stanno riprendendosi dai conflitti civili. Non ci sono prove di gruppi terroristici che operano in Guinea. Il colpo di stato di settembre 2021, che ha destituito lascia CP_4 il paese in una situazione politica instabile 109. Non ci sono gruppi ribelli o insorti conos
4.1 Situazione Sicurezza 2022 La Guinea è interessata più che altro da episodi di violenza politica. A marzo 2022, la coalizione della società civile ha Controparte_18 invitato a protestare al fine di opporsi al qualsia na coalizione di 58 formazioni politiche, tra cui i principali partiti di opposizione Unione delle Forze Democratiche di Guinea (UFDG) e Unione delle Forze Repubblicane (UFR), il 9 marzo ha minacciato proteste per la gestione di sollecitando l' a nominare un inviato Per_23 CP_11 speciale per arbitrare il processo p venisse stabil ata della transizione;
l' ha dichiarato che avrebbe imposto sanzioni economiche e finanziarie immediate alla CP_11 le autorità non avessero proposto un calendario di transizione accettabile entro il 25 aprile.111
Nonostante la popolazione più esasperata avesse inizialmente accolto con favore il golpe che ha destituito ON, a distanza di 6 mesi sono già due le minacce di proteste su larga scala mosse dai partiti politici, in un Paese in cui le manifestazioni scoppiate nel 2019-2020 hanno lasciato decine di morti e di feriti.112
In una dichiarazione rilasciata il 13 maggio 2022, il Comitato nazionale per il Rally per lo sviluppo (Comité National du Rassemblement pour le Développement – CNRD) ha vietato «ogni manifestazione nello spazio pubblico che possa minare la pace sociale e la corretta attuazione delle attività contenute nel calendario di transizione fino all'inizio della campagna elettorale.” Questa decisione arriva nel contesto della controversa adozione di un periodo di transizione di 36 mesi, denunciato da alcune organizzazioni della società civile a causa della sua lunghezza.113
Subito dopo, sono continuate le proteste. Ad esempio il 1° giugno 2022, a Conakry, si è tenuta una manifestazione di protesta contro l'aumento annunciato dei prezzi del carburante, nonostante il divieto della giunta militare al potere di manifestare. Nella manifestazione, un partecipante è stato ucciso dagli agenti di polizia mentre sparavano colpi di avvertimento114; così come nel mese di luglio
2022 manifestanti sono stati uccisi o feriti dalle forze dell'ordine Alla fine dello stesso C.F._3 108 BAMF – Federal Office for Migration and Refugees (Germany) (Author): Briefing Notes (KW10/2024), 4
March 2024 https://www.bamf.de/SharedDocs/Anlagen/EN/Behoerde/Informationszentrum/BriefingNotes/2024/briefingnote s-kw10-2024.pdf?__blob=publicationFile&v=2 109 Crisis24, Guinea Country Report, ultimo update Settembre 2022, https://crisis24.garda.com/insights- intelligence/intelligence/country-reports/guinea 110 BTI, Guinea Country Report 2024, sezione “Stateness”, https://bti-project.org/en/reports/country-report/GIN 111 International Crisis Group, Tracking Conflicts Worldwide, Guinea, Marzo 2022, https://www.crisisgroup.org/crisiswatch/database?location%5b%5d=23 112 Africanews, Guinea: Dozens of parties threaten to demonstrate against the junta, 10 marzo 2022, https://www.africanews.com/2022/03/10/guinea-dozens-of-parties-threaten-to-demonstrate-against-the- junta/ 113 ARTICLE 19: Guinea: Lift the 36-month ban on protests, 18 May 2022 https://www.article19.org/resources/guinea-lift-the-36-month-ban-on-protests/ 114 BAMF – Federal Office for Migration and Refugees (Germany): Briefing Notes, 13 June 2022 https://www.bamf.de/SharedDocs/Anlagen/EN/Behoerde/Informationszentrum/BriefingNotes/2022/briefingn otes-kw24-2022.pdf?__blob=publicationFile&v=3 115 ARTICLE 19: Guinea: Transition process must respect the right to protest, 1 August 2022 https://www.article19.org/resources/guinea-transition-right-protest/ ; cfr anche International Crisis Group,
Tracking conflicts Worldwide, Guinea, Luglio 2022, https://www.crisisgroup.org/crisiswatch/database?location%5b%5d=23 ; AI – Amnesty International: Guinea:
21 mese, le forze di sicurezza si sarebbero posizionate davanti agli uffici della e quelli dei partiti CP_18 Cont
e (partiti Controparte_9 CP_8 Controparte_35 dé RPG Controparte_37 (allora partito al governo), tutti chiamati a unirsi al m ha CP_18 annunciato il nuovo arresto del suo coordinatore .116 I media riferiscono che 00 Per_27 persone sono state arrestate fino al 01 agosto avevano protestato contro la giunta militare.117 Lunedì 8 agosto 2022 le autorità di transizione guineane hanno deciso di sciogliere il Fronte nazionale per la difesa della costituzione (FNDC), che descrivono un movimento violento 118 e la riprende le manifestazioni, che avrebbero causato morti e decine di ferite e arrestati fino CP_18 all ell'anno 2022119. Tra il 1 gennaio 2022 ed il 31 dicembre 2022 ha registrato 221 eventi violenti totali che Pt_14 hanno comportato la morte di 38 persone, di cui: 14 episodi di violenze contro i civili;
2 episodi di esplosioni/violenza remota;
10 battaglie. Sono invece 100 le rivolte registrate, e 96 le proteste nel corso del 2022 120.
4.2 Situazione Sicurezza 2023 Il 2023 si è aperto con il tentativo dell' di rilanciare un dialogo tra il governo ad interim del CP_11 colonnello e i gruppi polit società civile, tentativo tuttavia respinto dallo stesso Per_23 governo m no. 121
Oltre al persistere della situazione di tensione con l' persistono anche le vessazioni nei CP_11 confronti dell'opposizione122. Il , ossia il , CP_18 Controparte_18 ormai dichiarato fuorilegge, h inuato le capitale, Conakry, portando ancora allo scoppio di scontri tra i manifestanti e le forze di sicurezza e, conseguentemente, di morti, feriti e arrestati123.
Amnesty denounces further arbitrary arrests and excessive use of force, 2 Agosto 2022 https://www.ecoi.net/en/document/2076583.html 116 BAMF – Federal Office for Migration and Refugees (Germany): Briefing Notes, 1 Agosto 2022 https://www.bamf.de/SharedDocs/Anlagen/EN/Behoerde/Informationszentrum/BriefingNotes/2022/briefingn otes-kw31-2022.pdf?__blob=publicationFile&v=3 117 BAMF – Federal Office for Migration and Refugees (Germany): Briefing Notes, 8 Agosto 2022 https://www.bamf.de/SharedDocs/Anlagen/EN/Behoerde/Informationszentrum/BriefingNotes/2022/briefingn otes-kw32-2022.pdf?__blob=publicationFile&v=3 118 AI – Amnesty International: Guinea: Further attacks on freedom of expression and association., 10 Agosto
2022 su https://www.ecoi.net/en/document/2077029.html 119 CGRS-CEDOCA – Office of the Commissioner General for Refugees and Stateless Persons (Belgium), COI Per_2 unit: L'opposition politique sous la transition, 25 Agosto 2022 ; AI – Amnesty International: Guinea: Amnesty denounces further arbitrary arrests and excessive use of force, 2 Agosto 2022 https://www.ecoi.net/en/document/2076583.htmlhttps://www.ecoi.net/en/file/local/2079522/coi_focus_guinee._l opposition_politique_sous_la_transition_20220825.pdf ; BAMF – Federal Office for Migration and Refugees
(Germany): Briefing Notes, 24 October 2022 https://www.bamf.de/SharedDocs/Anlagen/EN/Behoerde/Informationszentrum/BriefingNotes/2022/briefingnote s-kw43-2022.pdf?__blob=publicationFile&v=3 120 Dati estrapolati da ACLED Dashborad, filtri: Guinea, 1/1/2022 – 31/12/2022, https://acleddata.com/dashboard/#/dashboard/48CFAA1AF185F74C249377DDE8BE6FBE/6549BB0A895C320
CodiceFiscale_4
International Crisis Group, Tracking Conflicts Worlwide, Guinea, Gennaio 2023, https://www.crisisgroup.org/crisiswatch/database?location%5b%5d=23 122 International Crisis Group, Guinea, Gennaio 2023, https://www.crisisgroup.org/crisiswatch/database?location%5b%5d=23 123 International Crisis Group, Guinea, Febbraio 2023, https://www.crisisgroup.org/crisiswatch/database?location%5b%5d=23 ; Guinea, Two People CP_38 Killed in 18 febbraio 2023, https://www.africanews.com/2023/02/18/guinea-two-people- Persona_39 killed-in-anti-junta-clashes/ ; (Germany) (Author): Controparte_39 Briefing Notes (KW37/20 22 Nel corso di tutto il 2023, si è registrato un aumento degli episodi violenti: 223 in tutto, che hanno comportato la morte di 64 persone: 25 episodi di violenza contro i civili e 7 battaglie. Durante l'anno, ha registrato ben 145 rivolte e 116 proteste124. Pt_14
4.3 Situazione Sicurezza 2024 Anche il 2024 è caratterizzato da una certa instabilità e violenza politica. Non sono segnalati invece eventi violenti diversi. La comunità internazionale ha tuttavia espresso preoccupazione per le tattiche repressive del governo. La giunta militare ha sciolto il governo e limitato il movimento dei ministri licenziati. Nel frattempo, uno sciopero nazionale ha causato tumulto e ha visto disordini violenti. I sindacati, tra cui la Confederazione Nazionale dei Lavoratori della Guinea, il 26 febbraio hanno iniziato uno sciopero generale nazionale a tempo indeterminato, chiudendo scuole, banche e attività commerciali e riducendo i servizi ospedalieri, paralizzando il paese;
gli scioperanti hanno chiesto il rilascio di , Segretario Generale dell'Unione dei Professionisti della Stampa Persona_40 della Gui naio scorso con l'accusa di "partecipazione a proteste non autorizzate", la revoca delle restrizioni in corso su internet e la riduzione del costo dei beni di prima necessità. Nella capitale Conakry, i disordini hanno visto manifestazioni e barricati eretti sulla principale autostrada della città, mentre la polizia avrebbe ucciso due manifestanti durante gli scontri nel primo giorno di sciopero. Decine di donne nel quartiere di Coronthie a Conakry il primo febbraio hanno bloccato le strade e protestato per il fallimento del governo nel fornire aiuti dopo l'esplosione di un deposito di gas a metà dicembre che ha causato almeno 23 morti;
altri manifestanti si sono uniti, citando l'aumento del costo della vita, la repressione politica e le restrizioni su internet. La resistenza popolare è continuata a causa della mancanza di servizi e della repressione;
la polizia avrebbe ucciso due giovani durante le proteste legate ai tagli di corrente nella città di Kindia il 12 marzo e un altro nella capitale Conakry il 14 marzo125.
Le forze di sicurezza e i manifestanti si sono scontrati il 30 luglio 2024 nella capitale Conakry durante le proteste anti-governative organizzate da gruppi della società civile che chiedevano il rilascio degli attivisti. Il gruppo per i diritti Amnesty International, l'11 luglio 2024, ha dichiarato che le autorità hanno aumentato la “repressione del dissenso pacifico” negli ultimi mesi126. Tra il primo gennaio 2024 e il 25 ottobre 2024, ha registrato nel Paese 73 eventi violenti127, Pt_14 di cui: 49 rivolte;
20 episodi di violenza contro i battaglie e 2 proteste128.
SULLA DOMANDA DI RICONOSCIMENTO DELLO “STATUS” DI RIFUGIATO
In relazione alla domanda di riconoscimento dello status di rifugiato, le fonti che disciplinano la materia sono costituite, essenzialmente, dall'art. 10 della Costituzione (secondo cui, da un lato, la condizione dello straniero è regolata dalla legge sulla base delle norme e dei trattati internazionali, dall'altro, lo straniero, al quale è impedito l'effettivo esercizio delle libertà democratiche, riconosciute dalla Costituzione, ha diritto di asilo nel territorio della Repubblica), nonché dal D.Lgs n. 251/2007 che ha dato attuazione ai principi contenuti nella Convenzione di Ginevra del 28.7.1951, ratificata con https://www.bamf.de/SharedDocs/Anlagen/EN/Behoerde/Informationszentrum/BriefingNotes/20 23/briefingnotes-kw37-2023.pdf?__blob=publicationFile&v=3 124 Dati estrapolati da ACLED Dashboard, filtri: Guinea, 1/1/2023 – 31/12/2023, https://acleddata.com/dashboard/#/dashboard/48CFAA1AF185F74C249377DDE8BE6FBE/47048AE08FB7EB1
CodiceFiscale_5 125 International Crisis Group, Guinea, ultimo aggiornamento marzo 2024, https://www.crisisgroup.org/crisiswatch/database?location[]=23&created= 126 International Crisis Group, Guinea, par “July 2024”, https://www.crisisgroup.org/crisiswatch/database?location[]=23&created= 127 ACLED Explorer, 1/1/2024 - 25/10/2024, 5. Guinea, 7. Country, https://acleddata.com/explorer/ 128 ACLED Explorer, 1. Event Counts, 2. Political Violence, 3. Custom date range 1/1/2024 - 25/10/2024, 5.
Guinea, 6 Yes, Admin 1, select all, 7 Country, 8 No, 9 Yes, Event Types, 10. No, https://acleddata.com/explorer/
23 legge n. 722/54, ed alle direttive comunitarie in materia, tra cui la n. 2004/83, recante norme minime sull'attribuzione, ai cittadini di paesi terzi o apolidi, della qualifica di rifugiato o di persona altrimenti bisognosa di protezione internazionale.
Ai sensi del combinato disposto delle lettere e) ed f) dell'art. 2 e dell'art.11 del D.lgs. n. 251/2007 (come è stato chiarito in giurisprudenza, il diritto di asilo di cui all'art. 10 della Costituzione trova riconoscimento e tutela nelle forme e nei limiti previsti dalla citata normativa (SS.UU. n.19393/09 e Cassaz., n.10686/2012), lo status di “rifugiato” è riconosciuto “al cittadino straniero che, per il timore fondato di essere perseguitato per motivi di razza, religione, nazionalità, appartenenza ad un determinato gruppo sociale o opinione politica, si trova fuori dal territorio del Paese di cui ha la cittadinanza e non può o, a causa di tale timore, non vuole avvalersi della protezione di tale Paese” I responsabili della persecuzione, ai fini del riconoscimento, sono, ai sensi dell'art.5 del D.lgs n.251/2007, “a) lo Stato, b) i partiti o le organizzazioni che controllano lo Stato o una parte consistente del suo territorio;
c) soggetti non statuali, se i responsabili di cui alle lettere a) e b) , comprese lo organizzazioni internazionali, non possono o non vogliono fornire protezione, ai sensi dell'articolo 6 comma, contro persecuzioni o danni gravi”. Il timore di subire persecuzioni dai soggetti citati, per i motivi suddetti (razza, religione, nazionalità, appartenenza a gruppi sociali, opinioni politiche), dunque, deve essere fondato, ossia comprovato sulla base di elementi verificabili. Ciò premesso, rileva il Collegio, che i fatti narrati dal richiedente non attengono manifestamente a persecuzioni per motivi di razza, nazionalità, religione, opinioni politiche o appartenenza ad un gruppo sociale e, pertanto, non sono configurabili i presupposti per il riconoscimento dello status di rifugiato come definito dall'art. 1 lett. A della Convenzione di Ginevra del 1951 e dall'art. 2 comma 1 lett. e) del D.lgs. 251/2007.
Deve pertanto rigettarsi la domanda principale di riconoscimento dello status di rifugiato.
SULLA DOMANDA DI PROTEZIONE SUSSIDIARIA E LA VALUTAZIONE DI CREDIBILITA' DEL RICORRENTE.
Priva di fondamento è, altresì, la richiesta di protezione sussidiaria. Ai sensi dell'art. 2, lett. g) ed h) del D.lgs. n. 251/2007, “persona ammissibile alla protezione sussidiaria” è “il cittadino straniero che non possiede i requisiti per essere riconosciuto come rifugiato, ma nei cui confronti sussistano fondati motivi di ritenere che, se ritornasse nel Paese d'origine (o, nel caso di un apolide, se ritornasse nel Paese nel quale aveva precedentemente la dimora abituale), correrebbe un rischio effettivo di subire un grave danno come definito dal presente decreto ed il quale non può o, a causa di tale rischio, non vuole avvalersi della protezione di detto Paese”. La definizione di danno grave è contenuta nel successivo art. 14 a norma del quale "sono considerati danni gravi: a) la condanna a morte o all'esecuzione della pena di morte;
b) la tortura o altra forma di pena o trattamento inumano o degradante ai danni del richiedente nel suo Paese d'origine; c) la minaccia grave e individuale alla vita o alla persona di un civile derivante dalla violenza indiscriminata in situazioni di conflitto armato interno o internazionale". In particolare, con riferimento alle ipotesi di rischio di condanna a morte o trattamento inumano o degradante si deve, anzitutto richiamare la sentenza resa dalla Grande Sezione della Corte di Giustizia in data 17 febbraio 2009 (C – 465/07, che nell'individuare l'ambito di protezione Per_41 offerta dall'art. 15 Direttiva 2004/83/CE (disposi sposta dal legislatore italiano con l'adozione dell'art. 14 D.lgs. n.251/2007 prima richiamato), al punto 31 della motivazione ha chiarito che affinché al richiedente possa essere accordata la protezione sussidiaria - qualora sussistano, conformemente all'art. 2 lettera e) di tale direttiva, fondati motivi di ritenere che il richiedente incorra in un “rischio effettivo di subire un … danno” nel caso di rientro nel paese interessato” - i termini
“condanna a morte” o “l'esecuzione”, nonché “la tortura o altra forma di pena o trattamento
24 inumano o degradante ai danni del richiedente” devono riguardare un rischio di danno riferiti alla particolare (individuale) posizione del richiedente essendovi una evidente differenziazione tra questo rischio di danno e quello derivante da situazioni di violenza generalizzata (si vedano in particolare i punti da 32 a 35 della sentenza citata). E', quindi, necessario che, dal complesso della vicenda posta a base della domanda, emerga l'esistenza di un fondato rischio per il richiedente di essere esposto a simili sanzioni a causa della propria situazione specifica, non essendo invece in questa sede rilevante l'eventuale rischio di
“trattamenti inumani o degradanti” derivante da una situazione di violenza generalizzata alla quale potrebbe essere esposta tutta la popolazione di una determinata zona. Rispetto a questa ipotesi di protezione sussidiaria il ricorrente non ha svolto alcuna allegazione che possa essere valutata in termini di rischio futuro di essere destinatario, in caso di rimpatrio, di sanzioni come la pena di morte o altri trattamenti inumani o degradanti. Senza contare che le due forme di protezione maggiori, costituendo diretta attuazione del diritto costituzionale d'asilo (cfr. Cassaz., n.11110/2019), sono riconoscibili allo straniero al quale sia pur sempre “impedito nel suo paese l'esercizio delle libertà democratiche” (art. 10 comma 3, Cost.); ipotesi questa estranea in vicende non di carattere generale ma di carattere privato (cfr. Cassaz., n.9043/2019). Con riferimento al danno grave (art. 14, lettera c), la giurisprudenza della Corte di Cassazione ha di recente chiarito che “In tema di protezione sussidiaria dello straniero prevista dall'art. 14, lett. c), del d.lgs. n. 251 del 2007, l'ipotesi della minaccia grave ed individuale alla vita o alla persona di un civile derivante dalla violenza indiscriminata in situazioni di conflitto armato interno od internazionale, non è subordinata alla condizione che lo straniero fornisca la prova di essere interessato in modo specifico a motivo di elementi che riguardino la sua persona, ma sussiste anche qualora il grado di violenza indiscriminata che caratterizza il conflitto armato in corso, valutato dalle autorità nazionali competenti, raggiunga un livello così elevato da far ritenere presumibile che il rientro dello straniero lo sottoponga, per la sola presenza sul territorio, al rischio di subire concretamente gli effetti della minaccia” (Cass., ord. n. 18130/2017).
Ebbene, non si può ritenere nel caso concreto che i fatti narrati integrino il pericolo di un grave danno come innanzi definito, non ricorrendo invero alcuna delle ipotesi di cui all'art. 14 D.lgs n.251/2007.
Ed invero, pur ritenendo credibili le dichiarazioni fornite dal ricorrente in ordine alla sua nazionalità ed al luogo di provenienza, quanto alle ragioni che lo avrebbero indotto a lasciare il proprio Paese, il Collegio ritiene che la narrazione proposta in sede di audizione presso la non superi lo standard probatorio richiesto. Controparte_2 esto Collegio che devono essere integralmente condivise le motivazioni contenute nel provvedimento impugnato, laddove è evidente che, dal racconto del richiedente, emerge chiaramente che le ragioni per le quali ha lasciato il paese di origine sono legate a questioni afferenti alla sfera personale. Per quanto concerne poi, più specificatamente, il diritto al riconoscimento della protezione sussidiaria ai sensi dell'art. 14 lett. c) D.lgs. n. 251/2007, occorre rilevare che nell'area della GUINEA CONAKRY da cui proviene il ricorrente si rilevano conflittualità, ma non tali da giustificare la concessione della misura richiesta, non potendo ritenersi che la zona interessata sia caratterizzata da una violenza indiscriminata e diffusa ed, in generale, che nel paese d'origine vi sia un livello di violenza così elevato da comportare per i civili, per la sola presenza nell'area in questione, il concreto rischio della vita, alla stregua delle acquisite informazioni.
SULLA DOMANDA DI PROTEZIONE SPECIALE Nulla va disposto sulla protezione speciale essendo stata già riconosciuta dalla CP_2
.
[...]
SULLE SPESE DI GIUDIZIO Nulla va disposto in punto di spese, ritenendo il Collegio di poter condividere il principio
25 affermato dalla Suprema Corte riguardo l'inapplicabilità dell'art. 133 D.P.R n.115/2002 – in base al quale la parte non ammessa al patrocinio, ove soccombente, deve rifondere le spese processuali di quella ammessa attraverso il pagamento in favore dello Stato – nell'ipotesi in cui, come la presente,
“la liquidazione dovrebbe essere effettuata a carico di un'amministrazione dello Stato a favore di altra amministrazione, il che costituisce all'evidenza un non senso”(cfr. Cassaz., n.18583/2012; contra ord.Cassaz., n.5819/2018)
P.Q.M.
Il Tribunale di Lecce, Sezione Specializzata per le controversie in materia di immigrazione, protezione internazionale e libera circolazione dei cittadini nell'Unione Europea, definitivamente pronunciando, ogni altra istanza respinta, così provvede:
- rigetta il ricorso;
- nulla sulle spese. Così deciso nella camera di consiglio del 13-3-2025
Il Presidente Relatore
dott. Mario Cigna
Il presente provvedimento è stato redatto su predisposizione della minuta da parte del GOP avv. Giovanni Tommasi, ai sensi della delibera del CSM dell'1.06.2017.
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